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Felice

Felice Serino


Last Updated: 7/14/2009

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Saturday, November 07, 2009 
BRUNO  VILAR





...E IO TI AMO



Quante sere ti amo senza saperlo

sento le tue mani di carezza

gli occhi segreti

il profumo del corpo che cerco

avvicinarsi come l'onda smisurata

di un mare senza rotta.

Quante sere ti amo senza saperlo

Io sono come una sabbia sola nella notte infinita

un nido di febbre con frecce di fuoco

Il ricordo di te mi accende il sangue

mi ruba la pace fino a urlare

E io ti amo

La tua libertà ha un segreto

verrai anche tu a piangere con me

Annullàti nel nulla di una fame trasparente

Perseguitati dal bisogno d'immense braccia

- idioti e falsi -

nascondiamo ulcere che il sole combatte

Quando viene la sera ti amo senza saperlo

un amore segreto che si stacca dagli occhi

e gira nel buio della luna

Ti vedo

ti sento come la pioggia

entrare nella sabbia infinita

e il ricordo di te mi accende il sangue

mi ruba la pace fino a urlare

E io ti amo

Ti amo sino al dolore di amarti

questo vento mi impollina la morte

rendendola in te vita.
Saturday, November 07, 2009 
Saturday, November 07, 2009 
Uno scambio di e-mail (prima c'era solo quello

"epistolare") col mio amico Luca, infermiere al

San Gerardo di Monza.







----- Original Message -----

From: Luca

To: <..felser41@alice.it>
>
Sent: Wednesday, June 24, 2009 7:27 PM

Subject: Luca Rossi_Monza







Caro Felice, questa notte mentre ero di servizio in ospedale, ho

parlato alla mia collega di te e delle tue bellissime poesie che ho

ritrovato e che le ho fatto leggere sul blog.

Pensa anche lei che tu sia una persona stupenda.

Poi, parlando dei torinesi, le ho parlato di Gustavo Rol.

Conoscevo bene la sua persona. Le ho fatto vedere su You Tube la

sezione: Gustavo Rol -5a parte.

E' rimasta quasi turbata, ma non indifferente.

Un uomo che viveva contemporaneamente due dimensioni, che poi

di queste, una non è altro che quella che ricordi tu nei tuoi versi.

Credo che non bisogna avere paura di ciò che ci attende.

Rol ce lo ha insegnato e ce lo ha dimostrato.

Noi siamo così limitati nello spazio e nel tempo che non possiamo

vedere ciò che Rol vedeva.

Ci chiediamo sempre che cosa ci sia dopo la morte, ma non ci

chiediamo mai cosa c'era prima di nascere.

Andiamo verso quella zona da cui siamo venuti?

Quando diciamo che in futuro forse rinasceremo, perchè pensiamo

sempre al futuro e mai a una rinascita nel passato?

Lo spazio e il tempo sono dimensioni elastiche, deformabili.

La loro concezione per noi... limitata.

La nostra vita è veramente un attimo nell'immensità del tempo.

Tu me lo hai sempre insegnato con i tuoi scritti ma anche con la tua

esperienza in astrologia.

E' bello averti come amico. E' bello sapere che sei sempre amico di

tutti.

Ciao.

Un abbraccio.

Luca





***



Caro Luca, grazie della profonda e bella lettera per email, l'ho apprezzata

e letta più volte, per il suo messaggio dal sapore d'eterno oltre il tempo e

lo spazio. Si, Rol era una persona "speciale", vedeva "oltre" dove occhi non

vedono, e viveva nello stesso tempo anche nell'Altrove, con poteri per noi

inspiegabili. Penso proprio che siamo destinati a ritrovare noi stessi, la

nostra parte da cui ci siamo staccati entrando in questa morte-vita.

Grazie per aver fatto partecipe delle mie poesie la tua collega, ma non è il

caso di "incensarmi"!...e poi quando si crede di sapere non si sa mai

abbastanza.

Spero tu stia bene. Grazie di nuovo per pensarmi e avermi scritto.

Un abbraccio,

Felice





***





Sai Felice, la cosa che mi ha più impressionato in questa tua risposta

è stata: "Penso proprio che siamo destinati a ritrovare noi stessi, la

nostra parte da cui ci siamo staccati entrando in questa morte-vita",

che è poi la filosofia di tutto il tuo scrivere.

E' una filosofia sapienziale, è il testimoniare di chi crede che il

ciclo vitale non ha inizio e nè fine, ma si trasforma, come diceva Rol.

Torniamo da dove siamo venuti. Ma da dove siamo venuti?

Credo da una terra dove molti di noi si conoscevano già.

Non diciamo forse: "Questo è un dejà-vu?"

Io credo, e ne sono convinto, che molte delle nostre amicizie che

abbiamo fatto in questa nostra vita sono niente meno che incontri di

persone con le quali abbiamo già avuto dei rapporti, altre nuove

amicizie.Certo, non ci è dato modo di testimoniarlo, perchè non

ricordiamo le nostre vite precedenti.

La tua, caro Felice, per me, non è una nuova amicizia.

Bene.Ci tenevo a comunicarti ancora una volta queste mie impressioni,

forse giuste, forse errate, ma sincere.

Ti saluto con un abbraccio fraterno.

In gamba!

Luca
Saturday, November 07, 2009 
Sunday, November 01, 2009 
Saturday, October 24, 2009 
INFANZIA



Eravamo nell’età illusa

Eugenio Montale





la tenerezza dei giorni verdi

sparpagliati

nell’oro del sole appesi

alla luna



il papà dalle spalle

larghe come la volta

del cielo



quel sentirsi dèi – quasi

alati senza peso – e

non sapere la vita





Innocenza nostalgia del paradiso



*

[Poesia segnalata al Concorso "Paesepoesia" 2009, Belvedere Ostrense (AN).]





Felice Serino con questa poesia tocca un tema a lui consono e ricorrente: quello

della purezza.

Nel ciclo della vita la fase più lunga, quella centrale, è l'età in cui l'uomo si sente più

forte e più forte sente l'esigenza di affermarsi, di consolidare delle scelte. Capita allora

che si dimentichi del fautore della vita, del luogo di provenienza e di ritorno.

Quando ci si invecchia poi, torna invece, a volte, la nostalgia del paradiso.

Ma è proprio nel frangente in cui ci si è appena staccati da esso, come dal seno di una

madre ancora pieno di latte, che di avverte la nostalgia maggiore dell'Eden.

Questa l' intuizione complessiva del componimento seriniano. Il poeta Flavio Ballerini

collocò Serino tra i poeti di "cielo"; potremmo aggiungere anche poeta dei silenzi e

delle pause scritte e non scritte.



Il Presidente della Giuria Tecnica

Fabio Maria Serpilli



***





"... breve sarà il vagare

nella tenebra della conoscenza

per noi apprendisti dell'Indicibile



avvolti

nella luce della Parola..."



Sintesi della vita: il Logos come parola creatrice, come Luce, come

Conoscenza, anche se pur breve come scintilla della parabola di

esistenza che si chiude in un batter di ciglia.

Versi di una intensità rara quelli di radjansky [F. Serino],

densi di velati messaggi.



Mimmo Martinucci..
[commento alla poesia "Avvolti nella luce"

in goccedipoesia.it]



*



AVVOLTI NELLA LUCE

[ispirato dalle parole in apertura,

che mi hanno tormentato per giorni]



se nascere nella morte

è questa vita

breve sarà il vagare

nella tenebra della conoscenza

per noi apprendisti dell’Indicibile

avvolti

nella luce della Parola

legati da una promessa di sangue

a Chi ci tende nei secoli

le braccia aperte in forma di croce



Felice Serino


                       


       © 2009 Gocce di Poesia



***


   

      
      Sospensione
 
 

    
  
      tempo elastico

      passato < presente > futuro

      gli orologi molli di dalì

      tempo-sospensione l'aprirsi del fiore

      tempo di blake

      sospeso nel balzo

      lucente della tigre

      tempo diluito non-tempo onirico

      tempo dilatato che

      scandisce deliri di luce

      in una tela di van gogh

      tempo sospeso

      immobile indolore

      felicità animale



      [radjansky]  Felice Serino


         
      ***






                 


                        una poesia di non facile lettura ma leggedola e

                        rileggendola la bellezza che cela è straordinaria...

                        il tempo visto come un elastico che oscilla tra passato

                        presente e futuro, gli orologi che lo catturano non lo

                        impriogionano, gli orologi di Dalì quasi per il loro

                        essere deformi evidenziano questa lotta...

                        tempo diluito con il sonno... il tempo che cattura la

                        luce la stessa che Van Gogh dipinse nella sua tela...

                        e mi ricorda i girasoli...

                        il tempo infinito eppure così immobile...



                        una poesia che va letta lentamente con il ritmo del

                        tempo che ci avvolge nel suo moto continuo senza

                        lasciarsi toccare...



                        complimenti



                        [rocrisa]




                       


       © 2009 Gocce di Poesia
Saturday, October 24, 2009 


http://www.youtube.com/watch?v=tfQu9OBfQVI

Video from Britain's Got Talent site. Is she the real thing? Will she be forced to have a makeover? Read more: http://observers.france24.com/en/content/20090416-unemployed-kissed-47-year-old-wows-crowds-good-be-true-susan-boyle Susan Boyle dans l'émission "Britain's got talent". Traduit en français par France 24. Lire la suite : http://obser...

Saturday, October 24, 2009 
Saturday, October 24, 2009 
Saturday, October 10, 2009 
ALBINO  PIERRO

(1916-95)



da "Gli innamorati"

(dal dialetto di Tursi, Matera)





Si guardavano zitti

e senza fiato

gli innamorati

(...)

Un giorno,

- non vi saprei dire se nel mondo

facesse freddo o piovesse -

uscì di colpo

la luce di mezzogiorno.

Senza che lo sapessero

gli innamorati si tenevano per mano

e insieme ci nuotavano nel sorriso

che spandono le campane del paese.

Non c'erano più le angosce;

si sentivano più leggeri di un santo,

facevano i sogni delle vergini

coricate sull'erba e che lo vedono

il cielo e una colomba

che gli passa davanti.



Erano arrivati al punto giusto:

ora si potevano stringere

si potevano baciare

si potevano intrecciare come nel fuoco

le vampe e come i pazzi

potevano piangere ridere e sospirare,

ma non fecero niente:

stavano imbambolati come la neve

rosata delle montagne,

quando il sole tramonta e a tutte le cose

strappa un lamento.



Chi lo sa!

Certo s'impaurivano

di sparire toccandosi col fiato;

erano l'uno per l'altro

la bolla di sapone colorata,

e forse lo sapevano

che dopo il fuoco escono torrenti

di cenere e che i pazzi

se gridano troppo

li chiudono per sempre dove nessuno

vi entrerebbe mai.



Ora non lo so dove sono,

se sono vivi o sono morti,

gli innamorati;

non so se camminano insieme

o se il diavolo li ha voluti separati.

Dio non voglia

che si siano fatti fango in mezzo alla via.