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Blog di Alonzo29 (courtesy Fogna Records & Blue Billiard Cafè) UN DANDY MALIARDO

alonzo29



Last Updated: 10/18/2008

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Thursday, April 16, 2009 
Stamattina sono andato all'Ufficio Postale. Quello più importante del Vomero, in Piazza Artisti. Dovevo ritirare una raccomandata inevasa per iniziativa del portalettere, il quale, come è normale in un paese dove tutto funziona, anziché
prendersi la briga di bussare al citofono e sbrigare il suo compito ha preferito lasciare l'avviso nella cassetta - causa assenza del destinatario, diceva - e lasciando a me (che invece il tale giorno non mi sono mosso di casa) l'incombenza di andare a prelevare la missiva.
Alla Posta c'erano già in attesa prima di me non meno di una trentina di persone, per lo più anziane, anch'esse costrette a sbrigare la stessa pratica "fai da te". Allo sportello un'unica impiegata che ritirava gli avvisi di inevasione che gli utenti sommessamente e pacatamente deponevano sul suo banco secondo l'ordine di arrivo in ufficio, avendo cura diinfilare il cartoncino sotto ad una pila che diventava sempre più alta. Quando aveva finito di consegnare una tranche
si recava oltre un tramezzo al di là del quale giacevano le raccomandate a prelevare i plichi (al 99% forieri di ogni tipo di rottura di minchia) quindi chiamava il malcapitato di turno, gli faceva firmare la ricevuta, e così la mattinata passava.
Una educata utente si è permessa di osservare che forse se l'impiegata fosse restata al suo posto a consegnare le lettere e a farsi firmare le carte (previo controllo del documento di identità) mentre magari qualche altro collega si fosse incaricato del lavoro di associare ad ogni avviso la raccomandata corrispondente consentendole di evitarsi l'andirivieni al di là del divisorio, le operazioni magari si sarebbero velocizzate.
Per tutta risposta l'impiegata le fa: "Signora, che c'è? Vuole organizzarci lei il servizio?"
A quel punto non ho potuto trattenere una risata, e alla occhiataccia della perfida impiegata ho risposto: "Non ci permetteremmo mai, signorina. Il servizio è organizzato alla perfezione, se l'obbiettivo è quello di costringere delle persone che altrimenti non uscirebbero mai di casa, a venire fin qui a trascorrere una mattinata diversa dalle altre e magari a socializzare fra di loro. Io personalmente preferirei, in una giornata di sole come questa, passare un'ora a passeggio nel
Parco della Floridiana, ma tant'è."
"Faccia come crede - la sua acida risposta - io mica mi devo mettere a spiegarle i problemi di personale, ecc. ecc....."
"Ha ragione - concludo io - ad un branco di pecore, quali sono considerati gli utenti di qualsiasi servizio pubblico, nessuno è tenuto a spiegare niente. E d'altronde lei stessa non saprebbe cosa spiegare. Però magari se il postino, dopo essere scappato come un ladro dai luoghi di recapito senza avere consegnato nulla, tornasse in ufficio a darle una mano, tanto io quanto lei ci sentiremmo sollevati ...."
Poi osservando gli altri impiegati dietro i loro banconi, alle prese con il mouse, a ripetere i soliti gesti per tutti giorni della settimana, con la pennetta biro legata con uno spago al piano di lavoro, ho provato un senso di vuoto e di pietà e quasi quasi mi sono pentito di averla richiamata.
Fra i mormorii di commento che si sono levati fra gli altri in attesa (la maggior parte dei quali badava esclusivamente che non ci fosse qualche furbacchione che invece di deporre religiosamente il fottuto avviso in fondo alla pila magari lo
mettesse più in alto guadagnando qualche ingiusta posizione) mi ha colpito quello di un distinto signore anziano semiassopito dallo sguardo acquoso: "Cosa ci vuole fare? Conviene avere pazienza, e un poco alla volta ci sbrighiamo tutti quanti."
La maggioranza degli utenti erano anziani, (ad un certo punto è arrivato un ultranovantenne col bastone che, sventolando il proprio tesserino di invalido di guerra ha reclamato la precedenza garantitagli dal proprio stato) tutti pazienti, magari contrariati, ma sommessamente. Qualcuno indignato, ma pacatamente. Una tipa all'incirca trentenne che fino ad allora era stata impegnata al telefonino per fissare appuntamento per lampada e parrucchiere sbuffava e si sbatteva, dicendo: "Uffaaa, ci mancano solo tutte queste tarantelle. Muvimmece: io tengo da fare." Salvo scoprire, quando il suo avviso è finalmente capitato fra le mani dell'impiegata, che non di un'avviso di posta inevasa si trattava, ma della  ricevuta di ritorno di una raccomandata da lei stessa inviata. "Ahhh - fa la furbona - e dove la devo presentare?"
Per farle capire cos'è una ricevuta di ritorno c'è voluto quasi più del tempo che aveva inopinatamente già trascorso in fila.
E allora? Allora - mi domando io - se questo è un campione significativo della società moderna, cosa vogliamo più dalla vita? Un Lucano, forse?
Gli anziani ormai non aspettano altro che di morire col telecomando in mano e col loro fottuto barboncino che gli lecca le pantofole. E sono una cospicua percentuale. Al Vomero risulta dai dati anagrafici che quasi 7 su 10 residenti sono ultrasettantenni. Quelli in età "attiva" e scalpitante magari non sanno nemmeno cosa sia la RR.

E' mai pensabile aspettarsi che le cose cambino al punto tale che il popolo prende finalmente coscienza di essere dominato dal signoraggio bancario (che nemmeno l'acutissimo dott. Travaglio sa cosa sia) oppure che si renda conto la propria anima non è ormai altro che un fac-simile (contraffatto dall'assuefazione telefvisiva) di quella che dovrebbe essere una prerogativa della specie umana.
Se pure gli fossero fornite le prove inconfutabili che la mamma di Gesù era in realtà una prostituta e che gli extraterrestri vanno e vengono a piacimento qui sulla Terra, ebbene queste rivelazioni non rappresenterebbero una novità troppo più sconvolgente della moviola sui campi di calcio. Per cui continuerebbero a votare a
lavorare a pagare i debiti e a morire come è giusto che sia.
Ho ritirato finalmente la mia raccomandata. In essa mi si comunica che la domanda da me trasmessa per una certa cosa non è stata presa in considerazione perchè pervenuta oltre il termine stabilito, nonostante io l'avessi inoltrata (a mezzo
raccomandata espresso) entro la data prescritta.
Causa disguido postale, evidendemente.


Thursday, March 22, 2007 

Current mood:  ditzy
cioè ieri sera, sono uscito dal bunker perchè non avrei voluto mancare per niente al mondo al concerto di Apolidia e per conoscere di persona il fantastico Magagna. Al Rising South ambientino non male: una cassiera al bar simpatica e fittiabile, signorine e giovanotti abbastanza educati, alcune sudentesse di architettura sostanzialmente scopabili, bariste generose con le dosi, insomma quanto occorre per trascorrere una serata di pariamiento. Il gruppo di Apolidia ed i loro amici sono veramente simpatici e divertenti. Una tournee in loro compagnia sarebbe un vero spasso. Magagna una persona veramente squisita. Purtroppo quando è iniziato il loro set (molto tardi) il sottoscritto aveva già fatto fuori il numero di vodke necessarie e più che sufficienti allo stramazzamento, che puntuale si è verificato (complice una poltrona in posizione strategica del locale) dopo un paio di pezzi. Sono rinvenuto nel locale semideserto, con i ragazzi che trasportavano gli strumenti fuori. I miei ricordi su ciò che è successo dopo sono molto vaghi: ore 3,40 i basoli di via San Sebastiano che scorrevano sotto i miei passi, l'orologio in piazza Dante enorme ai miei occhi, il mio letto un miraggio, la mia posizione eretta un miracolo.
Ma sono a casa, teletrasportato da qualche mago. Stamattina realizzo di essermi riuscito a liberare giusto delle scarpe, dei pantaloni e di una sola manica della giacca, prima di continuare là dove la fine del concerto mi aveva sorpreso. Ma appena ho ripreso conoscenza e la pesantezza di testa se n'è andata non ho potuto esimermi dal fare le mie pubbliche scuse ad Apolidia che non meritava certo una mia partecipazione così poco entusiastica. Nemmeno Jimi Hendrix ieri avrebbe potuto schiodarmi da quella poltrona.

Mai più mai più mai più
Thursday, March 15, 2007 

Current mood:  anxious
Come preannunciato ecco il mio post su YO la TENGO. Se non li conoscete sentiteveli, procurateveli, informatevi e poi mi saprete dire. Voglio proprio conoscere quello che rimarrà insensibile al loro sound. Quello che mi piace di più: psichedelico vintage con melodie stile Beatles o Velvet Und. La definizione migliore del loro sound la danno essi stessi: sembra roba datata ma è avanguardia. A me prima di tutto mettono di buon umore e l'energia che sento in questa roba mi scovolge. Si tratta di 3 tipetti comuni, 2 maschi (chitarra e basso) + 1 femmina (voce e batteria). Il genio è Ira Kaplan, chitarrista e compositore. Non è bravo come Hendrix o 100gr ma secondo me ha un orecchio visionario (non so se si può dire e se capite che voglio dire) come quello di Mozart o Puccini.
Basta sentirli è molto meglio   http://www.myspace.com/yolatengo.
La cosa che mi interessa nel loro lavoro, a parte l'eccellente qualità delle composizioni (dall'84 che suonano, hanno sfornato album sempre uno meglio dell'altro), è l'operazione di "Murdering the Classic" ovvero di Uccidere i Classici (del rock e del Pop, ovviamente) proponendo i loro rifacimenti di pezzi poco conosciuti o magari dimenticati, di gruppi degli anni 60 e 70.  Anche quando la canzone è eseguita fedelmente nella sua struttura e nei suoi pattern non si potrebbe mai definire una semplice cover. Nelle loro mani ogni cosa, anche Tu scendi dalle stelle, diventa assolutamente nuova, insomma diventa YO LA TENGO.
Oggi mi sono cimentato nello stravolgimento di un pezzo beat italiano degli anni 60. Avrei potuto dire pure che era mio, tanto qua siete tutti giovincelli. Il pezzo era "Prendi  fra le mani la testa". Alla registrazione ha partecipato Silvana in qualità di ragazza antistress oltre che naturalmente Enzino, che ho dovuto tenere a bada perchè avrebbe infarcito il pezzo di chitarre sovraincise. Alla fine sdegnoso mi ha fatto il solito riffetiello con una chitarrella funk non male.
Il risultato mi è sembrato assolutamente folle, per questo credo che potrà piacere ai picchiatelli che affollano questo speis. Attendo commenti da parte degli amanti down-tempo.
Alo

P. S. Enzino dice che CI DOBBIAMO comprare pure noi la STRATOCASTER. Gli ho detto di cominciare a raccogliere i punti del latte.
Currently listening:
Painful
By Yo La Tengo
Release date: 23 September, 1997
Thursday, March 15, 2007 

Current mood:  thankful
Ma quanto mi piace il mio BLOG!
Più di bye-bye della vodka della mia top girl di prima pagina dei pezzi di Magagna e di YO la TENGO (questi saranno oggetto di un blog apposito). Addirittura più di Elio100gr e della mutandina della signorinella pucchiacca .... e mi sembra di non dimenticare nessuno/a .
Questo post non ha nulla di trionfalistico però. Tutt'altro.
Rileggendo il mio racconto (quello degli occhiali) mi sono intristito moltissimo nel constatare che  2 elementi del brano sono spariti, appartengono al NON essere. Questi sono gli occhiali (da sole) di tartaruga e la tartaruga medesima.  Un minuto di raccoglimento per Andonia. -------------------------------------------------

Non si tratta della pura coincidenza quanto del fatto che entrambi sono in quel racconto. Quando scrivi di cose che esistono realmente devi aspettartelo che quelle cose in quel momento non ti appartengono più. E infatti tanto gli occhiali quanto la tartaruga li ho persi. In modo davvero inquietante tutti e due mi avevano preanticipato la propria dipartita con segni che solo adesso comprendo, a ripensarci col sonno di cui son piene le fesse.

MI sembra di vederTI CARO LETTORE: Ogni tanTO le lettere caMBIano ASPETTO. E' la tua MENTE che ti sta FAcendo certi scherZI. Ma fra un  POco PASSA.
Ecco sembra che vada meglio NO?
Tranquillo, è tutto OK OK. tranquillo tranquillo è passata.
Il panico crea questi effetti.
Cosa c'entra il panico. C'entra, c'entra.
Se hai avuto modo o avrai modo di leggerlo tutto il raccontino con l'attenzione CHE meriTA (vedi che succeDE se ti distrai) ti accorgerai che Alonzo nella lettera alla sua amica (ma non solo lì) parla di certe cose che hanno a che fare con la sua arte. Diciamo un certo potere medianico. In quel racconto vi è un senso di addio a tutto ciò che deve essere lasciato andare. E' stato scritto in un periodo di grazia e di ripresa di slancio creativo che fra agosto e settembre ha prodotto dei frutti, una piccola parte dei quali sono illustrati sul maispeis (ByeBye ed i dipinti). Allora non andare in panico caro lettore se certe cose ti sembrano oscure, e non temere, il tuo nome non lo metterò mai in nessuna storia, se hai paura di fare la fine della tartarughina.
Proprio così. E poi soltanto quel racconto ha qualcosa a che fare con me e la mia reale vita. Ma raramente troverete più il nome di Alonzo in un altro mio racconto. Come i miei lettori più cari e attenti sanno (e ce ne sono) io non amo parlare di me: preferisco che siano gli altri a farlo. E a me d'altronde piace moltissimo parlare delle altre persone, specie di quelle che si nascondono o che non hanno apparentemente nulla da raccontare.

P. S. A coloro che vogliono sentire l'altra campana (cioè Enzino).
Detto per inciso non rinuncerebbe per nessun motivo al mondo all'esercizio di quello che ritiene oramai un suo diritto/dovere. E cioè firmare contestualmente al sottoscritto non solo parole e musica delle canzoni, ma anche ogni altra espressione che esca sul NOSTRO speis (così lo chiama).

Ha voluto essere letterario ma per fortuna lapidario.

'E figli re dritt? so 'ffess.
Ma 'e figli re fess so 'ppazz.
Je ca nun song nè ffess e nnè pazz
'A tartaruga ma facess 'o bbror.

di Siviglia Vincenzo.
Barbiere

Currently listening:
A Hard Day's Night
By The Beatles
Release date: 25 October, 1990
Tuesday, March 13, 2007 

Current mood:  thirsty
Sento sul maispeis serpeggiare voci e illazioni sulla reale identità dell'individuo (Enzino) che suona la chitarra nei miei pezzi e che in Bye Bye ha effettivamente inventato qualcosa di speciale.
A quanto pare non sembra credibile come barbiere di paese con la passione della chitarra. Anche a me fece la stessa impressione quando me lo presentarono ..... anni e anni fa. Comunque siccome i misteri mi piacciono epperò non mi piace nemmeno lasciare la gente nel dubbio ho deciso di dirvela tutta su di lui (mi ha dato la sua autorizzazione).
Soltanto obbiamo fare questo piccolo sondaggio, dal titolo: Ma chi cazz'è stu Enzino?
1) Il barbiere di cui vi ho parlato e il suo nome è proprio Vincenzo.
2) Un invasato che di tanto in tanto cade in trance, posseduto dalla buon'anima di Jimi Hendrix, suona e poi non ricorda più nulla. Tant'è vero che il famoso riff non è più capace di riprodurlo.
3) Elio 100gr che si diverte ogni tanto a suonare in giro con cani e porci, e che in cambio ha voluto il posto nella Top.
4) Sono sempre e soltanto io.
5) Nessuna delle precedenti.

Sia dato inizio al quiz: le risposte potranno essere inviate al maispeis con qualunque mezzo: msg privati, commenti pubblici, commenti a questo blog, telefonate (solo femmine).

Fuori contesto: Come vedete in prima pagina Alonzo le preferisce preferibilmente more. Solo in casi eccezionali calve.
Buona serata a tutti.
Currently listening:
I Can Hear the Heart Beating as One
By Yo La Tengo
Release date: 22 April, 1997
Tuesday, March 13, 2007 

Current mood:  sleepy
La versione che inserisco è quella originale del pezzo. Più lunga, con il tema esposto in senso più compiuto. Per ottenere il successo del 2007 sono bastati due colpi di forbici e un riff di wahwah assolutamente geniale (entrambi opera di Enzino) e l'aggiunta della mia voce pervertita.
Fatemi sapere, intenditori e intenditrici.
Con l'occasione aggiungo una considerazione: cambiare criterio di attribuzione dei posti in Top List (vedi post precedente) sembra avere avuto un benefico effetto: sullo speis ho ricevuto tante visite di femmine (fortunate loro se non abitano assai lontano da me. O almeno se guidano). Ne ringrazio una in particolare (Irene) che si è espressa entusiasticamente su BYE BYE. Ma è proprio quando addirittura ho ricevuto avances inequivocabili, ancorchè inaffidabili, da una tipa il cui nome purtroppo mi sfugge, grande estimatrice dello stesso pezzo, che mi è venuta la curiosità di sapere se sarebbe piaciuto anche nella sua stesura originale.
Vi abbraccio tutte.

P.S. (Enzino) naturalmente  preferisce la seconda versione,  quella dove ci ha messo le mani. La prima dice che non fa male. La presenza di Elio100gr in Top List è stato un suo capriccio: sostiene che come suona la chitarra è più sexy di monica bellucci. Contento lui
Friday, March 09, 2007 

Current mood:  drained
COMEAVRETENOTATOLAPRIMAPAGINA HACAMBIATO ASPETTOPERLAFESTADELLADONNAHOPENSATODIFARECOSAGRADITAAIMASCHIETTI QUELLA CHE VEDETE è LA LISTA DELLE PIù BELLE DEL REAME. Ah potermici accoppiare con tutte ..... AGGIORNAMENTI E ARRIVI OGNI DOMENICA MATTINA A PIAZZA GARIBALDI.

SALUTI ALONZO.

Ah, visto che son qui faccio pubblica ammenda per la figura dimmerda: non ho mantenuto la promessa di pubblicare  il mio pezzo d'amore. Il fatto è che non ne sono convinto. Non sono convinto se si tratta di amore o di una senile fantasia .....    però si sa .....  con l'amore non bisogna avere fretta, nè arronzare una cosa tanto per buttare le mani.
E siccome Enzino di buttare le mani sulla chitarra non mi pare pronto (secondo me non ha capito l'atmosfera che voglio conferire al brano) piuttosto di fare uscire un testo così pieno di sentimento con un riff di chitarra insulso o volgare, lo terrò congelato fino a tempo migliore, come il baccalà.
Con lo stato d'animo che soltanto qualcuno che sia dotato di pacemaker può capire vi saluta Alo

P. S. Enzino: Mbeh CERTO !!!



Thursday, March 08, 2007 

Current mood:  grumpy
stamattina mi sono svegliato abbastanza presto. Il sole, come direbbe Enzino, flirtava attraverso le senghe della persiana mettendomi di buon umore, dopo il pata-puto d'acqua di ieri.
Oggi festa della donna. Approfitto della giornata di libertà lavorativa, che quest'anno consola ogni mio giovedì, per rimanere in casa a godere del golfo celeste e dell'inondazione solare che d'altra parte ha indotto al passeggio femmine ornate di giallo che sciamano moleste in moltitudine. Preferisco solitudine.
In attesa che Enzino decida di presentarsi a imbracciare lo strumento per registrare qualcosache rallegri l'atmosfera del pezzo d'amore appena composto e che vorrei pubblicare per l'occasione odierna mi metto a scrivere qualcosa per l'insana curiosità dei miei lettori affezionati.
Perciò adesso vado in bagno a insaponarmi il viso e cioè a  elaborare i suoni del silenzio nella speranza di ricavarne qualcosa che poi diventi parola, la parola giusta per la frase d'amore da inserire nel pezzo e poi .... non so .... se qualcosa mi viene in mente (se ne vale la pena) lo scrivo qua sotto.
1) Giaculatoria di inizio insaponamento
Il Celebrante:  "Na bbona nzapunata è mmeza barba fatta"
Qualcuno fra i presenti:  Mbeh, certo.

Questa frase ha assunto ormai la forma di rituale da quel giorno che l'ascoltai nel Salone di barbiere di Enzino. Egli non c'era.  Era quasi mezzogiorno ed io, come spesso mi succede, ancora non avevo scambiato parola con alcuno da quando mi ero svegliato, cioè da quando mi ero coricato la sera prima e quindi almeno dall'ora di cena. Insomma chissà cazzo da quando.
Non essendoci Enzino la cosa poteva protrarsi ancora per un bel poco, tipo l'imbattibilità di un portiere che non prende gol da chissà quandi cazzi di minuti.
Ma quando, ultimo della lista d'attesa, mi accomodai in potrona il cugino di Enzino, con il quale l'applicazione della regola che il silenzio è d'oro è implicita, in piena azione riferì la frase sopra virgolettata premettendo che il mitico Don Vittorio la raccomandava sempre ai suoi giovani apprendisti.
Io rimasi muto, giustificato dal fatto che venivo insaponato, quindi non fui costretto a rispondere secondo giaculatoria, anche perchè la cosa finì lì.
Ma quella frase, che poi si rivelò la unica entry ricevuta per tutto il resto della mattinata, o chissà fino a chissà cazzo quando, come incisa su un obelisco nel deserto appartiene ormai al mio bagaglio mentale con tutta la forza della sua apparente banalità.
Mi sono dilungato eh ...? Ma è così che funziona la faccenda. Una buona insaponata significa una lunga insaponata. Infatti adesso che ho finito di insaponarmi, la metà del post è stata scritta.

2) Processo verbale:
LA BARBA VERA E PROPRIA COMINCIA ADESSO   /  NON DITE CHE BARBA QUESTO PROCESSO

La lama, come promesso, scorre dolce e silenziosa sulle gote, 2 tocchi contropelo alla gola, attaccata con un pizzico al pomo di ADAMO, infine un lieve sollevamento con l'indice alla punta del naso a rifilare i baffi et voilà.
Nel silenzio che ha accompagnato le operazioni di taglio ho rivisto  L'IMMAGINE DI UNA FANCIULLA CHE PIANGEVA SOMMESSAMENTE alla fermata del Metro di Materdei e mi è venuta questa domanda che vorrei fare ad una giovane donna, se mai le capiterà occasione di incontrare un individuo poco presentabile ma paziente e bravo a spiegare come me.

Malessere Esistenziale - Disagio Sociale
Di quale delle 2 cose con me vuoi parlare?
Quale delle 2 è piu facile trattare?
In quale delle 2 trovi ci sia troppo riserbo?
In quale delle 2 più sputtanamento?



3) SINTESI

La consegna del silenzio stampa è stata interrotta dalla citofonata e successivo avvistamento di un femmeniello bastardo di addetto dell'Agenzia delle entrate (poverino fa il suo lugubre mestiere)
il quale ha prima costretto le mie corde vocali all'uscita dal letargo con un : "sì ....???   Secondo piano" e quindi si è presentato con la amichevole notifica che siccome la mia ex moglie ...... redditi 2003 ..... supera l'importo  ......  non ha diritto detrazione ....... insomma per il pagamento dell'importo utilizzare l'accluso bollettino ra' fess'e'mammeta.
Meno male che hanno mandato un maschio. Non fa niente. Ho richiamato tutto il mio senso di compassione per il genere umano e mi sono messo al riascolto del pezzo ancora senza parole.
Ma come ho promesso la parola è arrivata.
Ispiratrice del pezzo è Farah, ragazza dal nome e dalla bellezza di una imperatrice persiana.
La quale lavora ai tavoli di una trattoria. Di più non posso dire perchè tanto il padre quanto il fratello non avrebbero nessun tentennamento a collegare il mio piercing nasale con quello ombelicale mediante un unica traccia di arma da taglio.
Ma è una delle poche capaci di far breccia in una certa mia fottuta misoginia.
Embeh ....  cert, direbbe Enzino.


CARA, DI TUTTE LE PAROLE LA PIU BELLA PER ME E': CARA
CARA, LO SAI CON TE CHE COSA VORREI FARE
LO SAI CONTE CHE COSA VORREI FARE .....

mi fai sempre arrapare cara
mi fai sempre arrapare
CARA
FARAH LO SAI CON TE CHE COSA VORREI FARE
FARAH LO SAI CON TE CHE COSA VORREI FARE
Farah.
-/-/-/-/-/-/-/-/-/-/-/-/-/-/-/-/-/-/-/-/-/
P.S.  Enzino ancora non si è visto. Meglio. Così chiudo questo post privo del suo spiazzante contributo. La sua proverbiale tendenza a fraintendere il senso di certe cose  -  specialmente quando si tratta di cose impalpabili, di impressioni molto sottili e poco convenzionali, lontane anni luce da quegli argomenti  (come la potatura della vite, l'affilatura del rasoio, la stiratura dei pantaloni) che quando se ne parla davvero stiamo parlando della stessa cosa -  ci avrebbe potuto portare molto lontani.

P.P.S.    Puntuale come lo stipendio Enzino è giunto. La chitarra che ha fatto non mi piace. Sto pensando di ridemensionarla come si deve nel mixaggio. Non posso però eliminare i brutali commenti a tutta la questione che ingenuamente e con non poche difficoltà gli ho sottoposto.
Questo l'unico tollerabile:
"Alòòòòòò, si te stai tutto stu tiempo senza parlà, po quann'arap'a 'vocca rice sulo strunzate!"

Currently listening:
Rubber Soul
By The Beatles
Release date: 25 October, 1990
Tuesday, March 06, 2007 

Current mood:  bitchy
barba



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mentre mi faccio la barba mi torna in mente l'ultimo scambio illluminante con Enzino:

Io: Una cosa del genere, nfaccia a un amico, nun ce la posso fare.
Enzino: Embeh ..... certo.
Io: Enzì, non sto parlando della barba!
Enzino: E' chiaro



(SEGUE)
Tuesday, February 27, 2007 

Current mood:  bored
Visto che ancora nessuno mi ha ancora oscurato il sito per disturbo dell'opinione pubblica inserisco un pezzo di qualche mese fa, composto in occasione del festino per la cresima del figlio di un compariello del Sistema Nord, quando mi venne chiesto di improvvisare mentre venivano serviti gli aperitivi. La vodka, unico alcolico che tollero di buon mattino, fu lasciata sul piano. Il testo letterario è preso di sana pianta dall'inizio capitolo di uno scrittore noir che qualcuno non dovrebbe avere difficoltà a riconoscere . Il ritornello di cui vado fiero è mio, e mi viene ancora la pelle d'oca se penso a come veniva eseguito a squarciagola dai comparielli  strafatti di coca mentre il ragazzo si pavoneggiava con il regalo di cresima, un orologio che avrebbe fatto invidia a Elton John.
Il tutto si ispira ad un racconto che quei buontemponi mi avevano fatto a proposito di uno scherzo in cui avevano accusato un tizio di fare il doppio gioco e gli avevano fatto credere che stavano per fargli la pelle e lui si era cacato sotto.
Da morire dal ridere no?
Saluti Alonzo


Currently listening:
I Am Not Afraid of You and I Will Beat Your Ass
By Yo La Tengo
Release date: 12 September, 2006