Gender: Male
Status: In a Relationship
Age: 29
Sign: Scorpio
City: Roma
State: ROMA
Country: IT
Signup Date: 1/6/2007
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Monday, August 31, 2009 11:09
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Please help us! Mr Berlusconi had accused one of the few remaining free newspaper for asking him an answer to the question i'm gonna publish on my blog... Please read it and cut and paste on your spaces!!! Please help us to get free from this criminal
The rosary of Silvio Berlusconi's contradictions, lies and abuse prompts asking him a few questions once more, which may be conclusive:
1. Mr. Prime Minister, when did you first have the chance to meet Noemi Letizia? How many times did you meet her and where? Have you frequented other minors and do you still do so? 2. What is the reason that forced you to not tell the truth for two months, instead giving four different versions of your acquaintance with Noemi before making two belated admissions?
3. Don’t you find it a serious matter, for Italian democracy and for your leadership, that you repaid the girls that call you “papi” (daddy) with candidatures and promises of political responsibilities?
4. You stayed with a prostitute the night of November 4, 2008 and, according to judicial investigations dozens of “call girls” have been taken to your residences. Were you aware that they were prostitutes? If not, are you able to guarantee that those encounters haven’t made you vulnerable, which is to say subject to blackmail, as demonstrated by the recordings of Patrizia D'Addario and the photos of Barbara Montereale?
5. Has it ever happened that "official government flights" without you aboard were used to take female party guests to your residences?
6. Can you say without fear of contradiction that the people you keep company with haven’t caused prejudice to affairs of State? Can you reassure the country and our allies that no female guest of yours possess arms of blackmail that diminish your political independence, domestic and international?
7. Your conduct contradicts your policies: would you still be able today to attend a Family Day demonstration or sign a law punishing the customer of a prostitute?
8. Do you still consider yourself eligible for the office of President of the Republic? If not, do you think that a person that common opinion considers unfit for the Quirinale presidential palace can fulfil his duties as Prime Minister?
9. You have spoken of a "subversive plan" that threatens you. Can you guarantee not having used and not wanting to use intelligence and the police force against witnesses, magistrates and journalists?
10. In light of what has emerged in the last two months, what, Mr. Prime Minister, is your state of health?
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Monday, August 31, 2009 11:02
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Che dire.... con la denuncia a Repubblica si è superato il limite non della decenza ma dell'intelligenza. Povera Italia in mano ai criminali....a questo punto rilanciamo le domande di "Repubblica" e facciamolo tutti, a seguire il testo integrale...Dio ti prego, fa che denunci pure me!!!!
1. Quando, signor presidente, ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia? Quante volte ha avuto modo d’incontrarla e dove? Ha frequentato e frequenta altre minorenni? 2. Qual è la ragione che l’ha costretta a non dire la verità per due mesi fornendo quattro versioni diverse per la conoscenza di Noemi prima di fare due tardive ammissioni? 3. Non trova grave, per la democrazia italiana e per la sua leadership, che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di responsabilità politiche le ragazze che la chiamano «papi»? 4. Lei si è intrattenuto con una prostituta la notte del 4 novembre 2008 e sono decine le “squillo” che, secondo le indagini della magistratura, sono state condotte nelle sue residenze. Sapeva che fossero prostitute? Se non lo sapeva, è in grado di assicurare che quegli incontri non l’abbiano resa vulnerabile, cioè ricattabile – come le registrazioni di Patrizia D’Addario e le foto di Barbara Montereale dimostrano? 5. È capitato che “voli di Stato”, senza la sua presenza a bordo, abbiano condotto nelle sue residenze le ospiti delle sue festicciole? 6. Può dirsi certo che le sue frequentazioni non abbiamo compromesso gli affari di Stato? Può rassicurare il Paese e i nostri alleati che nessuna donna, sua ospite, abbia oggi in mano armi di ricatto che ridimensionano la sua autonomia politica, interna e internazionale? 7. Le sue condotte sono in contraddizione con le sue politiche: lei oggi potrebbe ancora partecipare al Family Day o firmare una legge che punisce il cliente di una prostituta? 8. Lei ritiene di potersi ancora candidare alla presidenza della Repubblica? E, se lo esclude, ritiene che una persona che l’opinione comune considera inadatta al Quirinale, possa adempiere alla funzione di presidente del consiglio? 9. Lei ha parlato di un «progetto eversivo» che la minaccia. Può garantire di non aver usato né di voler usare intelligence e polizie contro testimoni, magistrati, giornalisti? 10. Alla luce di quanto è emerso in questi due mesi, quali sono, signor presidente, le sue condizioni di salute?
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Thursday, July 23, 2009 14:59
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Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri sono agenti di Polizia. Sono persone libere di muoversi e di fare ciò che vogliono. Non sono stati espulsi dalla Polizia. Hanno ucciso un ragazzo di nome Federico Aldrovandi a manganellate. Sono stati condannati ieri dal tribunale di Ferrara per eccesso colposo in omicidio colposo a 3 anni e 6 mesi. L'omicidio di un ragazzo, se sei in divisa, vale 3 anni e 6 mesi e non vieni neppure radiato. Equivale alla licenza di uccidere. Se quattro ragazzi avessero ucciso un poliziotto a bastonate che pena avebbero avuto? E avrebbero mantenuto il loro impiego? Chiedo a Manganelli, capo della Polizia, alla luce della sentenza di ieri, di radiare i poliziotti condannati. La loro presenza nella Polizia disonora tutti i poliziotti onesti.
Il giudice Filippo Maria Caruso, del tribunale di Ferrara, ha condannato a 3 anni e 6 mesi di carcere i 4 poliziotti accusati di eccesso colposo nell'omicidio colposo di Federico Aldrovandi, il ragazzo di 18 anni morto il 25 settembre 2005 durante un intervento di polizia. Si tratta di Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri, che col beneficio dei 3 anni di indulto non trascorreranno nemmeno un minuto in carcere. Infatti, gli agenti non sono nemmeno stati licenziati perché svolgono tuttora servizio. La sentenza di primo grado è arrivata poco prima delle 19, dopo una giornata di arringhe da parte di accusa e difesa e decine di udienze, cominciate nell'ottobre del 2007. Si chiude così il primo atto di una tragedia. Di quella che da normale controllo si è trasformata in una mattanza ai danni di un ragazzo appena 18enne, disarmato, incensurato e anche ammanettato. Il pm Nicola Proto, che aveva chiesto 3 anni e 8 mesi, ha detto che Federico è stato ferocemente ucciso senza che fossero state ascoltate le sue richieste di aiuto, come hanno riferito due testimoni che si trovavano nella zona dell'ippodromo di Ferrara, teatro della vicenda. Una collutazione imprudente che è degenerata con manganellate in testa oltre che su braccia, gambe e schiena, il trascinamento sull'asfalto e lo schiacciamento del corpo da parte di uno dei militari che ha portato il giovane alla morte anche per ipossia. Come Riccardo Rasman, anche Federico Aldrovandi è stato ammanettato e messo a pancia in giù prima di morire. I risultati della perizia medico legale hanno evidenziato ecchimosi ed ematomi sparsi su tutto il corpo, fra cui una lesione alla testa in sede occipitale, testicoli schiacciati, una profonda ferita su una natica e graffi sul viso. Secondo la tesi di un cardiopatologo dell'Università di Padova, il professor Thiene, il cuore di Federico avrebbe subito un arresto dopo aver ricevuto un colpo violento. Inoltre le registrazioni del colloquio telefonico della Centrale operativa nei minuti successivi al fermo di Federico lasciano pochi dubbi: "... l’abbiamo bastonato di brutto. Adesso è svenuto, non so... È mezzo morto". Insomma, secondo il pm l'omicidio è maturato in una condizione di evidente sproporzione fra qualunque entità di agitazione psicomotoria del ragazzo, solo, disarmato e ammanettato, rispetto allo stato degli agenti, che erano in quattro, tutti sobri e anche armati. La violenza delle botte è stata tale che due manganelli si sono addirittura rotti. La complicata ricostruzione di ciò che avvenne quella domenica mattina di settembre del 2005 dagli avvocati di parte civile, ha mirato a dimostrare le difficoltà per raggiungere il processo stesso. Secondo i difensori (Pellegrini, Vecchi, Bordoni, Trombini) che hanno chiesto l'assoluzione degli agenti, hanno detto che le ferite di Federico se le era procurate da solo in uno stato di autolesionismo per effetto delle sostanze psicotrope assunte la notte prima assieme agli amici al Link di Bologna, che gli avrebbero procurato lo scompenso di ossigeno fatale. Secondo le difese gli imputati agirono rispettando le regole previsto per interventi di contenimenti di persone fuori controllo. Nell'aula gremita, alla presenza dei genitori di Federico, e anche di due imputati, le arringhe si sono succedute in un clima di silenzio ma anche di tensione, sfociato ad un certo punto nel lancio in aria di decine di volantini su cui si vede il viso di Federico e una scritta. Quasi alle sette di sera, dopo cinque ore di camera di consiglio, la lettura della sentenza di condanna.
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Wednesday, November 26, 2008 09:05
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Devo ammetterlo, sono depresso.
Nulla di clinico per la verità , non preoccupatevi per la salute del vostro buon Gorgia , ma non riesco a trovare un aggettivo, un sostantivo o un avverbio che descrivano meglio il mio umore a seguito degli ultimi show del Partito Democratico.
Io vorrei parlare delle magagne di questo governo incapace , ignorante e moralmente inaccettabile, ma i miei amici riformisti divengono ogni giorno più sorprendenti , e dunque parlare delle evidenti povertà di spirito e di pensiero dei nostri prodi governanti diventa paradossalmente meno importante del commentare la Torre di Babele Democratica (?).
Ma andiamo con ordine e cerchiamo di commentare riassumendo. Qualche Post fa parlavo di una necessità inderogabile per la sinistra italiana e marcatamente per il Partito Democratico. Ritenevo (e continuo a ritenere) che solo una strada è possibile per questo carrozzone senza radici, identità e futuro. La strada della riscoperta dell’Etica, sostenevo che come tempo fa Berlinguer parlava di questione morale, in questo contesto storico e sociale, la sinistra doveva parlare di una questione etica (Se addirittura vi interessasse leggere il mio pensiero completo potete andare al Post , "Una nuova Etica Poltica")
Odio dire "avevo ragione" , ma lo devo fare, avevo ragione io e i fatti lo dimostrano.
Cito solo due nomi per introdurre il merito della discussione, Villari e La Torre, pietre dello scandalo e uomini di infimo spessore (non so se umano , ma sicuramente politico.)
Partiamo dal primo, eletto con i voti della maggioranza , e senza quelli del suo partito e del resto dell’opposizione , in una istituzione di garanzia (la commissione di Vigilanza Rai), che la prassi costituzional-parlamentare vuole guidata da un membro designato dall’opposizione stessa. Bhe questo caso mostra tutte le pochezze di un partito vuoto e che sempre più si allontana da quello di cui parlavo tempo fa. Innanzitutto parliamo di candidature, come ci è finito in parlamento un deputato totalmente alieno ad ogni forma di controllo da parte di chi ha promosso la sua candidatura? Io concordo con la sacrosanta libertà degli eletti del popolo, ma un minimo di disciplina di partito è necessaria, e dico il minimo perché obbedire all’ordine di scuderia in un caso delicato come questo è veramente il minimo che un partito possa chiedere ad un suo eletto.
Veltroni dunque non controlla il suo partito, e questo è evidente, nel Pd (come tempo fa diceva il buon Corrado Guzzanti imitando il simpatizzante della Casa delle Libertà) ognuno fa un po’ come cazzo gli pare, scusate la parola forte , ma mio Dio nel Loft del Pd manca solo la canzoncina "Brigitte Bardò Bardòòòòòò".
Ma di chi è la colpa? Sua? Non solo. Un partito senza idee, senza ideologia se non ideali, e senza una visione organica di dove vuole andare, non potrà generare una Leadership seria, condivisa e attorno alla quale si manifesti un consenso generale. A questo si vada ad aggiungere che ancora ci sono elementi che si divertono a creare lotte intestine di potere e prestigio e la frittata è fatta (come si dice comunemente) e non è neanche gustosa. Quanto anzi questa frittata provochi ribrezzo e conati, lo dimostra il secondo essere in esame, il senatore La Torre. Con lui scendiamo dalla carrozza della farsa e saliamo sul vagone del tragicomico. Come descrivereste voi una persona che manda bigliettini in diretta tv ad un avversario politico per aiutarlo a mettere in difficoltà un alleato (per quanto scomodo e populista possa essere)? Ma soprattutto che tipo di politica vuole rappresentare uno cosi, come pretendere che poi possano parlare di valori ed Etica persone cosi meschine. Io credo che un partito normale debba come minimo espellere questi due ometti, ma la cosa peggiore è che di fronte alle critiche si sono permessi di parlare di atteggiamento Stalinista nei loro confronti … sapete cosa? Magari ci fosse stato Stalin cosi ce li eravamo già tolti dai piedi ( e avremmo fatto bene). La sfacciataggine non ha limite. Questi due hanno umiliato il Parlamento, chi li ha votati , chi crede che la Politica sia una cosa seria e ancora parlano?
Queste giornate ci hanno dato la misura reale di chi sono i membri del Pd , di cosa frulla nelle loro teste, del loro interesse politico e di come intendono tale missione (sarò antico ,ma per me questo rimane la politica, una missione), il nostro paese non è a pezzi per colpa dello psiconano che ci governa con piccoli intermezzi da 15 anni , ma di chi gli si oppone, incapace di generare un’alternativa credibile e un progetto politico, legati a vecchi schemi pensavano che un’etichetta nuova sarebbe bastata a generare una nuova stagione, pensavano che parlare politicamente corretti sarebbe bastato a mutare la politica italiana. Oggi tristemente tutti noi siamo di fronte all’evidenza dell’inutilità del vuoto contenitore ammassa voti chiamato Pd. Allora si scelga definitivamente se si è deciso di crescere perché se cosi non fosse, allora, ridatemi il PCI.
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Wednesday, October 15, 2008 15:20
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Saviano ha deciso di lasciare l’Italia.
Fa bene… come si può vivere sotto la costante minaccia di una morte promessa da chi certe promesse sa sempre mantenerle, come si può vivere una vita in caserma da recluso, come si può continuare a combattere per persone che non lo meritano.
La surreale situazione di questo scrittore, di questo ragazzo della mia età, di questo uomo che ha semplicemente detto ciò che tutti sapevano, ma che nessuno voleva dire a chiare lettere, ci da l’esatta dimensione della mediocrità e della viltà della nostra nazione tutta e di alcuni cittadini in particolare.
Sono molte le note in disaccordo in questa sinfonia. Le prime vengono dalle istituzioni. Ma trattandosi di mafia e Camorra, con chi ci governa non c’è da stupirsi. Abbiamo un Presidente del Consiglio che come principale collaboratore annovera un uomo (Dell’Utri) condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, e che tra i dipendenti della sua villa annoverava un uomo (Mangano) riconosciuto giudizialmente come mafioso, e che lui stesso ha definito "eroe".
Possiamo aspettarci da un tale soggetto attenzione verso i fenomeni mafiosi e camorristici? Io credo che al massimo la sua attenzione sia rivolta a favorirli certi interessi.
Poi c’è il Governo succube del suo demagogo populista, quello dei fascisti e dei leghisti duri e puri. Gongolavano di fronte alle mostrine di quei quattro poveri cristi in uniforme messi a sorvegliare luoghi pubblici in città sicure come la mia. Dove sono ora i nostri militi? Ovviamente dove non servono. Parlano di sicurezza, di tolleranza zero, e dove sono ora? Ora che dovrebbero applicarlo questo slogan dove sono? Forse sono troppo impegnati a scrivere osceni Lodi salva amici, alla faccia della legalità. Ma d’altronde alla Lega cosa interessa di due o tre regioni terrone…ora c’è il federalismo fiscale che è molto più importante.
E i fascisti? Che fine hanno fatto? Loro che come idolo ultimamente proponevano Borsellino…ve lo dico io, magari ci fossero ancora i fascisti, questi non sono altro che servi del loro capo, pardon, datore di lavoro.
Volevate l’esercito in strada? Bhe anche io…però non a sbadigliare di fronte alla residenza dell’ambasciatore russo a Via delle fornaci (per quello bastano i soliti carabinieri versione Winchester dei Simpson) li voglio con i Mangusta, gli Ariete e i mezzi corazzati a fare piazza pulita in luoghi come Casal di Principe…li voglio li a imporre la legge marziale e non fare sconti ad una popolazione che ormai merita solo di essere passata per le armi…e sapete che vi dico, sono disposto ad accettare i danni collaterali che ne deriverebbero.
Poi c’è il Presidente del Senato….deve ancora fugare i dubbi sulle sue frequentazioni mafiose e si permette di esprimere solidarietà. Mi astengo da ogni altro (futile) commento, tanto è evidente l’asincronia tra le due cose.
Poi ci sono gli abitanti di quelle terre, anni passati a convincermi del loro stato di vittime, a dirmi che null’altro potevano fare, ma ormai la situazione è talmente incancrenita che il confine tra vittima e complice è svanito, gente che non ha mai avuto un moto di orgoglio, che non ha mai cercato di ribellarsi. Almeno in Sicilia ogni tanto si vede qualcuno protestare, si vedono lenzuola bianche al balcone e comitati no-pizzo, in Campania mai. Sono stanco di compatirli, di capirli, di scusarli.
Sono colpevoli, come chi proteggono, come chi venerano, come chi emulano. Una regione che nei dati statistici penso sarebbe superata anche dallo Zimbabwe in quanto a corruzione, criminalità, tassi di abbandono scolastico, indici di sanità, una regione che dovrebbe appartenere al quarto mondo, e i cui abitanti hanno deciso di accettare tale destino.
Beh come vi dicevo la mia comprensione è finita, e uno come Saviano deve scappare da quella terra, ma non esclusivamente per i rischi che corre, ma semplicemente perché lui merita di meglio, e la Campania accetta solo di peggio.
Sarebbe un crimine che uno come lui rimanesse li, almeno fino a quando non ci decideremo a lasciare il campo degli equivoci e inviare i Tornado.
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Tuesday, October 07, 2008 15:56
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E alla fine giunse l’ineluttabile dramma. Le banche implodono, il settore assicurativo bolle e i signori dell’economia spazzatura cominciano a raccogliere quanto seminato.
Dovrei essere preoccupato…e invece sorrido…sorrido di quanti hanno sempre beffeggiato le "solite cassandre" che non ritenevano possibile il perdurare dell’economia fittizia, e i "menagramo" che osteggiavano il regno della finanza creativa.
Rido anche di chi gioiva dopo il crollo dell’ U.R.S.S. , una gioia che non era frutto dei sentimenti di sollievo per le popolazioni che si liberavano dal giogo dell’oppressione, ma del senso di superiorità, di quell’intimo calore provato nel poter dire…"si, la storia lo ha decretato… il capitalismo ha vinto".
Negli ultimi dieci anni abbiamo vissuto l’elogio della follia (non quello di Erasmo da Rotterdam), i Neocon sono riusciti dove tutti hanno fallito, creare la scintilla che genererà il declino dell’impero americano. Il popolo più incomprensibile del pianeta aveva paura delle bombe islamiche, ora i cittadini americani (e con loro ad effetto domino , noi europei e gli asiatici) forse si sono resi conto che erano i colletti bianchi che avevano eletto ad essere i veri terroristi. Non che l’11 settembre non fosse una prova schiacciante, ma capisco che sia dura per la cittadinanza ammettere di essere stata uccisa dal proprio governo (non da noi però, ormai potremmo dare lezioni a tutti di stragi di stato). E poi i morti non costano ( se non alle vittime e chi le circonda), e con un po’ di sana propaganda si è fatto presto a far credere che sia stato un qualunque mohamed l’assassino.
Però ora al vitello americano è stato toccato il portafoglio, e forse dopo questa clamorosa (quanto preventivabile) crisi, un buchino in quello stesso portafoglio rimarra’ per sempre, e non saranno certo le flebo di miliardi di dollari a rianimare il cadavere della finanza U.S.A.
Vi hanno fatto credere per anni che la malattia congenita del Capitalismo selvaggio poteva essere curata rendendolo ancora più bestiale. Anche io lo penso…d’altronde come si spengono gli incendi? Con la benzina.
Pensavano davvero che il settecentesco laissez-faire fosse ancora proponibile, credevano sul serio che la misteriosa e onnipotente mano del mercato avrebbe risolto le disparità e le problematiche strutturali di un’economia sempre più folle e senza regole, che accentrava la ricchezza e diffondeva povertà. Ma gli è andata male.
A questo hanno aggiunto follie come quella Afghana e Irachena versando miliardi di dollari su miliardi di dollari per pompare petrolio, dissanguando le casse dello stato e le madri delle classi povere, dei nuovi pariah della loro società che cercano riscatto nell’unico modo che gli è rimasto, imbracciare il fucile per lo Zio Sam. Ma come detto prima i morti non costano , e dopo questi scempi , a quello che forse sarà ricordato come il peggior Presidente degli Stati Uniti che la storia ricordi (si penso che la sentenza dei posteri gli farà superare nella speciale classifica dei peggiori lo stesso Nixon) gli Americani hanno dato una seconda chance…altri quattro anni. E con questo hanno scavato le tombe per i civili (metaforicamente…nella realtà si continuano a scavare solo quelle dei marines che ancora muoiono in una terra che non li vuole, e nella quale hanno portato il regno del terrore reale ,quello delle 3 autobombe minimo al giorno), le tombe per loro stessi e per la cosa che più gli preme, i soldi.
Questa crisi (c’è da giurarci) verrà ricordata come quella che affossò la concezione post-moderna del Capitalismo, e che contribuì a ridisegnare profondamente le basi delle relazioni internazionali, questa crisi giunge dopo l’Afghanistan, l’Iraq e la crisi Georgiana a decretare che la superpotenza è morta. Forse un solo Re per questa terra non è possibile, ma io ritengo che se adesso gli americani dovranno fare i conti con chi li circonda è solo frutto della loro stupidità.
Le disuguaglianze sociali e l’insostenibilità dell’anarchia applicata alla finanza hanno dunque fatto il loro, e con buona pace di quei poveri cretini al Congresso che ancora gridavano alla santità del libero mercato nel bocciare il piano Paulson, possiamo dirlo il Capitalismo è morto. E con sommo gaudio e ironia, l’America ricorre a misure di stampo "socialistico" per salvarsi, le idee del nemico storico sono rimaste le uniche ancore di salvezza, e dunque si nazionalizzano colossi in declino , e si pompano iniezioni di denaro pubblico come neanche il più socialista dei governi ha mai fatto.
La Storia sa essere ironica e crudele.
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Thursday, September 25, 2008 14:22
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C’è qualcosa di profondamente istruttivo nella vicenda di Abdul, morto a Milano pochi giorni fa. Ed è cosi forte il messaggio e la lezione che si possono trarre da quell’orrore che viene voglia di non guardare, per non rigettare. E’ difficile parlare di un omicidio di questo tipo, vedete, normalmente le persone tendono a commuoversi (senza per questo mutare in alcun modo le proprie pessime abitudini) per i grandi numeri. Soffrono se vedono nel loro piccolo schermo molti bambini che muoiono di fame, si indignano quando vengono "informati" delle pulizie etniche in corso, restano sgomenti di fronte alle stragi nei campus americani. Per me il processo è inverso, ho raggiunto un certo grado di cinismo emozionale al riguardo di questi eventi e (sia chiaro non è un vanto ,ma una descrizione) mi sento molto vicino al "un morto è una tragedia, 1000000 di morti una statistica" di staliniana memoria.
Forse sarà anche dovuto al fatto che la storia, le politiche internazionali e le relazioni tra gli stati, sono sempre stati , insieme alla filosofia politica, i miei principali campi di interesse, e la strage ,il terrore e il dominio senza scrupoli li ho viste crescere come congeniti al genere umano.
Ecco, io provo sgomento di fronte all’azione di un singolo essere umano. Sarà che dietro ad un volto e ad una azione individuale io vedo sempre una coscienza che ha deciso cosa fare, forse credo ancora alle persone, la realtà alla fine è questa, mi inquieta più un omicidio che un genocidio.
In funzione di questo mio problema ho vissuto molto male l’uccisione a Milano del giovane "italiano di colore" (perché poi un telegiornale debba specificare di colore e non dire semplicemente italiano qualcuno me lo dovrà spiegare.), sono sconvolto per la banalità dell’orrore, sono sconvolto perché questa azione ci ha dimostrato a cosa siamo arrivati come società.
E’ bastato pensare che un uomo (e diciamolo pure uno "sporco negro" perché questo avranno pensato le due bestie colpevoli) avesse sottratto qualcosa per scatenare la reazione omicida, che fossero dei biscotti o l’intero incasso, a mio modo di vedere è un dettaglio.
Gli era stata toccata "la robba" e dunque andava punito.
In un mondo in cui ogni ideologia si è persa e ogni religione è denigrata, abbiamo lasciato via libera alla materia, e ormai siamo aggrappati agli oggetti come unica fonte di appartenenza e di credo, è cosi, la proprietà privata vale più della vita nella nostra situazione.
Questo è il grande dramma di cui parlo, è un episodio di cronaca nera diverso dunque dalle varie madri killer estive o dai fidanzatini diabolici che periodicamente tornano in prima pagina. E’ orribilmente diverso proprio perché normale, qui non si tratta di cercare spiegazioni nella psichiatria ,come accade per fatti tipo la famosa villetta di Cogne. Qui non si possono tirare fuori puntate morbose di Porta a Porta, non ci troviamo in una situazione che stuzzica la squallida curiosità del pubblico, non ci sono spunti romanzeschi.
Abdul ha rubato e per questo è stato ucciso, punto. Nulla più.
Ed è di questa sensazione diffusa che voglio parlare prendendo spunto dal nostro dramma quotidiano. Nella nostra società piano piano ha preso piede un forte senso di giustizialismo, e non di quello ipotetico evocato da Silvio "hyena ridens" Berlusconi, quello inventato dei complotti ai suoi danni e del vittimismo di una classe politica sempre più oscena e imperturbabile. Io parlo di un giustizialismo più profondo e che mi lascia sgomento proprio perché cova dentro la semplice cittadinanza.
Il senso del possesso prevale su ogni altra remora morale. La proprietà privata assurge a ruolo di nuovo Dio o Totem e acquisisce un valore Assoluto che non conosce limitazioni di sorta, che sconfina e supera il valore di qualunque altra cosa. I nostri oggetti divengono più considerati di un essere umano.
Il vero orrore è dunque questo, abbiamo perso il senso di ciò che ci circonda e, molto probabilmente, una società che raggiunge una talmente odiosa scala di valori è una società che corre verso l’inevitabile declino.
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Thursday, September 11, 2008 20:37
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Si dice che le bugie hanno le gambe corte, si avvertono i pargoletti di non mentire perché prima o poi la mamma , o il papà, riusciranno a scoprire la magagna restando delusi e perdendo fiducia nella loro creaturina. Ed è vero… quante volte la mia dolce mamma scoprendo le piccole bugie da ragazzino mi ha guardato con gli occhi tristi dicendomi…"perché? Non c'era bisogno, tu puoi dirmi tutto".
Come al solito, quello che vale per ogni bambino, non vale per gli italiani in quanto tali. A noi si può dare a bere qualunque scempiaggine, tanto non ce ne accorgeremo mai, e anzi, molto spesso se ce ne dovessimo accorgere loderemmo l'astuzia più che biasimare la menzogna. La verginità politica della "Nuova Destra" ne è un esempio lampante, e in questi giorni sotto i nostri occhi si dipana il triste spettacolo dello sfregio ai valori costituzionali e nazionali sotto la maschera del recupero della memoria condivisa di un popolo straziato e combattuto nel suo sentire comune (anche questa una balla che fra un po' di tempo verrà a galla nella solita indifferenza generale).
Il nostro Ministro della Difesa si è lanciato in una rievocazione dei valori della Repubblica Sociale e di quei poveri soldati (definirei martiri a questo punto) ignari , che credevano di lottare per la patria e che dunque meritano lo stesso onore di chi combatté per un'Italia nuovamente libera (letteralmente ha detto che sarebbe uno sfregio alla sua coscienza –di brav'uomo aggiungo io- non menzionare tale ineluttabile verità morale). Poco importa se la Repubblica di Salò era uno stato fantoccio al servizio dell'invasore, l'importante è dimostrare che i valori Fascisti sono degni di una nuova valutazione, nascosti ovviamente sotto qualche altra forma. L'ardore militare dovrebbe soppiantare lo sdegno per il fine cui era piegato.
Il (mio) sindaco. (mio tra parentesi ad indicare la mera appartenenza geografica) invece ha rilanciato l'idea del Fascismo come male solo in funzione dell'adesione alle leggi razziali volute dallo scomodo amico teutonico. Il tutto assolvendo sostanzialmente il periodo anteriore al '38 ,come se la privazione della libertà , gli omicidi politici e l'avvilimento assoluto di un popolo fossero in fondo in fondo accettabili e ,dirò di più, sostanzialmente condivisibili, con buona pace del leader Gianfranco che definì il Fascismo, Male Assoluto (già suscitando ai tempi la contrarietà di molti).
Il paradosso di questa situazione è evidente; la sinistra ha dovuto ,nell'ultimo decennio, smarcarsi da un passato non più accettabile con l'evolversi dei tempi, e a costo di pianti , dinieghi, lacerazioni e scontri si è ripulita dalla falce e dal martello (lasciamo perdere che nel contempo ancora non sia riuscita a trovare uno straccio di valore o ideale fondante alternativo), accreditandosi con l'orribile epiteto di riformista, e nonostante questo deve ancora rinnegare il comunismo di cui è accusata ,come fosse un primigenio peccato dal quale sia impossibile mondarsi.
La Nuova Destra al contrario con il viaggio di Fini in Israele ha creduto di essere ormai libera da ogni peccato e sicura da ogni turbamento (per usare frasi cattoliche care ai fan del Dio Patria e Famiglia all'Amatriciana).
Con la condanna dell'Olocausto si son sentiti ormai puliti, le loro coscienze son tornate linde e nelle loro misere testoline l'amoralità e l'anticiviltà di ciò che proponevano è divenuta oggetto di rivalutazione ,dopo quel gesto non hanno più nulla di cui scusarsi e anzi si sentono in diritto di chiedere a gran voce la riabilitazione di quello che abbiamo demolito per poter costituire uno stato civile e democratico.
Non è più il Fascismo e la dittatura che ci è stata imposta il problema, è il comunismo la vera aberrazione culturale e morale italiana.
Dopo esser stati sdoganati dal Cavaliere hanno preteso di assurgere al ruolo di difensori dell'etica di Stato, senza considerare che i valori nei quali ancora credono, nonostante la loro facciata democratica , che con l'arroganza del potere si sta via via sfaldando, minino profondamente le fondamenta dello stato di diritto moderno e contemporaneo.
Questa arroganza, questo delirio antistorico è oggi realtà.
L'equidistanza è la cifra politica per tale disegno. Tutti hanno sbagliato, tutti erano nel giusto in egual misura. Non c'è giusto, non c'è sbagliato, solo coincidenze storiche. Dunque la memoria può essere alterata a piacimento. L'assurdo si completa con la proclamazione di una disgregazione nella memoria condivisa da curare tramite un becero revisionismo. Una missione che è passata attraverso l'istituzione del giorno del ricordo per i martiri delle foibe, chiesto a gran voce per meri fini politici, per avere una giornata di festa nazionale Fascista in cui attaccare nuovamente il comunismo e costringere la sinistra all'ennesima cosparsione di ceneri sul capo.
Scordatevi le mire umanitarie, ovvero ricordare delle povere vittime di un massacro aberrante. E' un concetto che non conoscono, semplicemente il 25 Aprile ricorda a tutti l'orrore del Fascismo ed è da sempre stato visto dalle nostre camicette nere come una giornata dei comunisti ( quanto senso dello stato! ), loro avevano bisogno della piccola commemorazione di parte per le piccole propagandette rivolte alla loro base "Camerati ora anche i rossi devono chiedere scusa", e nel frattempo nessuno di loro ha mai rinnegato alcunchè del loro atroce passato, la Sinistra si umilia per i crimini commessi in altre parti del mondo e non dai loro antenati politici, i fascetti moderni non si sentono in dovere di scusarsi per i crimini commessi dai loro nonni nel nostro stesso paese, anzi…ci si chiede di elogiarli quando hanno difeso una patria fittizia.
Se a questo aggiungiamo le altre componenti della Nuova Destra delle quali, una proclama la superiorità Padana e l'altra quella del capitale, ci rendiamo conto del perché questo paese stia perdendo ogni giorno che passa il benché minimo senso dell'unità e della collettività.
Come ho già scritto nutro per gli italiani un odio che finirà solo con me, ma non certo per le loro idee, ma per l'incapacità totale di un minimo grado di consapevolezza. Ribadisco, sarei il primo ad essere felice di avere una Destra accettabile in questo paese, almeno potrei smettere di votare una Sinistra senza anima e senza prospettive politico-culturali. Ma cosi come stanno i fatti per questo paese al confine tra la civiltà e il sottosviluppo le mie aspettative si deprimono sempre di più.
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Sunday, May 11, 2008 14:51
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Anni fa ormai, si discuteva della "questione morale", di una diversità della Sinistra rispetto a quelli che erano i partiti governativi fondata soprattutto su un concetto diverso della gestione pubblica, una diversità non circoscritta all'assenza di ladri ,corruttori e sopraffattori, ma sostanziata da un agire pubblico che fosse libero dal mercimonio che la politica effettuava del potere dello stato, e dunque dalla lontananza dal clientelismo e dalla cappa di immobilità che questo sistema creava nell'Italia.
La fotografia del paese era sicuramente diversa da quella scattata nelle scorse elezioni, ma questo concetto di fondo, riadattato alle esigenze della nostra nazione nel nuovo millennio, rimane fondamentale per la nostra vita civile e ,in particolar modo, per una palingenesi del Partito Democratico. Il corpo sociale è mutato dai tempi di Berlinguer, e dunque anche la nostra analisi deve mutare. Questi ,difatti, sono i tempi in cui affrontare una "questione etica".
Una questione etica sviluppata sia dal punto di vista ideale (e filosofico) che da quello pratico. Che sappia dare al nuovo soggetto una identità vera, che sia al contempo innovativa per lo scenario politico italiano nel suo insieme, e rappresentativa dei sentimenti profondi di una parte politica ben definita, che affonda la sua storia in un passato pesantemente ideologico e che dunque non si può pensare di cancellare completamente dalla nostra memoria e ,in fondo, dai nostri sentimenti.
Il voto ha mostrato una destra capace di rappresentare delle pulsioni radicate in ampie fasce della cittadinanza, e capace di mobilitare il suo elettorato, a fronte di una proposta politica che seppur povera e profondamente deprecabile era comunque più identitaria della proposta del PD. La Destra è riuscita a rappresentare la sua funzione di parte preposta alla salvaguardia degli egoismi, il PD non è stato capace di fare lo stesso nella sua funzione di parte preposta alla salvaguardia degli interessi collettivi.
Non so se si possa parlare di fallace conduzione della campagna elettorale, non credo che il problema di fondo sia solo nella strategia attuata nella ricerca del voto, soprattutto in funzione del fatto che tale campagna elettorale è stata il chiaro riflesso di una impostazione generale del PD. Ci si è preoccupati troppo del volersi accreditare come il partito di tutti, si è spesa troppa energia nell'inutile sforzo di far coesistere istanze distanti e forse inconciliabili, perdendo in questo modo credibilità in vari strati dell'elettorato. Il PD nella sua Obamizzazione (fortemente voluta da Veltroni) è diventato cosi una facciata che parlava di riforme tout court e cambiamento senza che dietro di essa fosse rintracciabile un pensiero coerente o un ideale trascinante e fondante tale cambiamento. Io credo che non si possa credere nel cambiamento attuato tramite delle semplici ricette di governo, per un vero mutamento è necessaria alla base una nuova idea, una nuova Etica appunto.
Forse è difficile chiedere questo, ma è un passaggio inevitabile. La sinistra, e marcatamente il Partito Democratico, hanno il dovere di inaugurare una nuova stagione nella quale colmare il vuoto lasciato nella nostra parte politica dalla scomparsa delle ideologie e principalmente dalla sconfitta del marxismo. Il nuovo millennio lo impone. L'ideologia sembra essere morta, e la sinistra ormai può qualificarsi tale solo trasformandosi in un soggetto portatore di istanze che superino la semplice gestione del potere e della cosa pubblica. In questo senso parliamo di Etica. Ad un primo livello il PD deve riappropriarsi il diritto e il dovere di occuparsi delle sperequazioni sociali, deve diventare cardine ideale del suo agire un pensiero fermo che abbia i suoi propri connotati e che sia ben riconoscibile, e in un mondo (ed un paese) sempre più avviato verso l'aumento della distanza tra la base e la cima della piramide sociale, la giusta battaglia a favore degli ultimi deve divenire tale ideale. L'Equità sociale deve essere il perno della nostra nuova Etica Politica. Bisogna avere il coraggio di opporsi nuovamente al capitalismo, soprattutto questo capitalismo, moderno, sfrenato e senza regole. Filosoficamente parlando dunque il nostro compito è quello di scrivere un nuovo manifesto politico su queste basi. Bisogna riconoscere le proprie provenienze e renderle la base per le nostre destinazioni. Bisogna avere il coraggio di ispirarsi ad un Etica di Giustizia Pura, che prescinda da una caratterizzazione ideologica, quasi un ritorno ad una politica Aristotelica. Non bisogna avere paura di lottare per cio che è incontrovertibilmente Giusto. La volontà di spingere il PD verso un appeal globale ha sortito l'effetto contrario, e non riuscendo a unire le diversità, ha reso il soggetto politico debole e senza radici. Non si può piacere a tutti, questo deve essere chiaro a tutti noi. Deve terminare questa corsa al rendersi gradevoli a chi per noi gradevole non è. E' necessario riacquistare fermezza. E' necessario riconquistare la nostra integrità morale anche a costo di lotte dure con gli altri soggetti politici dell'arco costituzionale.
Ma tale Etica non può essere confinata ad una dissertazione intellettuale, non può chiudersi nel recinto della ricerca teoretica, la Filosofia non ha solo funzione di analisi ma anche di valutazione e elaborazione di norme, e l'agire etico deve essere razionalmente argomentato.
Può sembrare difficile il trasportare questi concetti nell'arena politica oggettiva, ma la realtà evidenzia che è molto più facile realizzare questo aspetto (quello pratico) rispetto al primo (quello teoretico).
In un mondo moderno, ormai privo di ogni forma di riferimento intellettuale e totalmente dominato dal pensiero economico che determina ogni aspetto della nostra vita e della nostra organizzazione sociale, l'agire deve corrispondere al pensare.
Immagino si voglia anche qualche proposta che sostanzi la proclamata necessità di ricette etiche; beh è molto più semplice di quanto possa credersi, e una priorità che dovrebbe avere il PD in questa ottica è l'aumento della tassazione sulle rendite finanziarie. Queste hanno una aliquota fiscale del 12,5% che si applica sugli interessi rivenienti da titoli di stato ed altre obbligazioni, buoni postali, nonché dai dividendi delle azioni e dai cosiddetti capital gain, cioè le plusvalenze, il guadagno in conto capitale, di tipo speculativo, scaturito dalla compravendita di titoli. Questa, attenzione non è una semplice questione erariale, non è un problema di gettito fiscale, non è una misura da attuare nella sola ottica del risanamento finanziario delle casse dello stato. Questa è prima di tutto una lotta di Etica della Giustizia Pura, è insopportabile e incontrovertibilmente sbagliato tassare maggiormente il lavoro che gli introiti di questo tipo, in primis perché contravviene alla logica scalare della tassazione, configurando un sistema che colpisce maggiormente delle modeste entrate da salario dipendente rispetto a guadagni milionari dovuti a semplici speculazioni finanziarie, e secondariamente perche innesca un corto circuito nel nostro sistema capitalistico, difatti la scarsa tassazione rende i possessori di capitali più disposti ad investire in titoli piuttosto che in industria concreta. Cosi facendo si favorisce lo sviluppo di una economia irreale basata su flussi di denaro senza struttura che depauperano la nostra ossatura strutturale, impoverendo il nostro sistema industriale e colpendo per primi gli stessi lavoratori. Si favoriscono i furbetti del quartierino e si affossa l'economia sostanziale di industria.
La lotta profonda per riaffermare la laicità dello stato, è un altro cardine di questo tipo di discorso, la sinistra e marcatamente il PD deve comprendere che non è più ammissibile che un partito della sinistra europea non sia libero dal timore di incorrere nelle ire del Vaticano, non è più sopportabile la connivenza e l'autocastrazione a fronte delle richieste papali. Questo è il ruolo dei conservatori, la sinistra deve liberarsi dalle scorie del papismo, persone come la Binetti non devono far parte di tale progetto politico, non c'è astio in queste mie parole, forse bisognerebbe comprendere che il pensiero politico che rappresenta ha altre case nel centro e nella destra.
La conclusione è dunque questa, bisogna tornare nelle fabbriche, non più con il Capitale di Marx, ma con la convinzione e la volontà di lottare per queste classi sociali semplicemente perche giusto e necessario, senza paura di scontrarsi con chi è naturalmente opposto agli interessi dei modesti e degli umili e della collettività in quanto tale.
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Tuesday, April 29, 2008 13:57
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Un paese in crisi, frutto di una società civile allo sbando. Questo è il vero risultato delle elezioni politiche appena concluse.
Milioni di italiani ancora una volta hanno preferito rifugiarsi in un'illusione piuttosto che cercare di capire la realtà che li circonda e cosa questa comporta. Un popolo che si è scoperto abituato ad una Democrazia Minore e che non pone più al centro della sua organizzazione civile valori che dovrebbero essere fondanti di un corpo sociale plurale e moderno.
La disillusione e lo sconforto per una classe politica elefantiaca e autoreferenziale hanno prodotto paura più che rivolta, concedendo ai gruppi che fanno leva sui più bassi istinti (e dunque sul potere persuasivo della stessa paura) una facile vittoria.
Il clima che aleggiava nel paese ha messo in evidenza, tramite questa tornata elettorale, i peggiori difetti e i più grandi limiti di questa nazione.
In Primis ha mostrato quanto ancora sia grande il gap di sentimento democratico che ci separa dal resto del mondo occidentale. Difatti la grande maggioranza dei nostri concittadini non ha dato assolutamente peso all'obnubilazione del normale regime democratico del nostro paese avvenuta nei cinque anni del precedente governo Berlusconi. Non ha creduto rilevanti il dominio dei Media, le epurazioni bulgare, le leggi ad personam per favorire se stesso e i suoi amici nei confronti di chi li indagava. Non hanno pesato i condoni edilizi e fiscali atti a rendere più semplici le furberie e le truffe ai danni dello Stato. A nulla son servite le acclarate connivenze mafiose, la solidarietà con pluripregiudicati, le condanne di Dell'Utri. Non è servito neanche l'evidente spirito antilegalitario del prossimo Premier, si è ritenuto normale che un cittadino candidato ad una tale carica riversasse fango su tutte le istituzioni democratiche a partire dalla magistratura. Anzi questo modo di agire ha risvegliato le simpatie dei più, permettendo a Berlusconi di distorcere nel sentire comune il rapporto con tali istituzioni, oggi infatti anche degli accusati per omicidio si rifugiano nel "processo politico"e chiedono di cambiare sede per legittimo sospetto sulla Corte Giudicante.
Non mi soffermo poi sui conflitti di interessi di un uomo che ha le mani pesantemente coinvolte in ogni parte produttiva del paese, dalle banche all'edilizia, dalle assicurazioni alle tv passando per i giornali e ogni altro ramo importante dell'economia nazionale. Ma questo avevamo gia capito che non ci interessava.
Il trauma che ho subito il 13 e 14 aprile non è dovuto alla vittoria della Destra, cosa che in un qualunque paese sarebbe normale e giusto accettare, ma al fatto che il paese si è dimostrato chiuso in se stesso, pronto ad essere affabulato, e che ha accettato certi comportamenti come normali e in fondo anche giusti, sono stato colpito dal fatto che ancora una volta l'Italia ha gridato ad alta voce di stimare come prime qualità la furbizia, la capacità di sfangarla e di poter dire "si…vi ho fregato tutti".
Abbiamo perso l'ennesima occasione di divenire un vero stato, siamo ancora legati a particolarismi e buffonerie, preferiamo un uomo che fa le corna nelle foto ufficiali, che viene preso a buffetti sulla testa dai colleghi europei, perchè alla fine almeno ci fa ridere. Ognuno è chiuso nei suoi bisogni e farebbe di tutto pur di ottenerli, preferibilmente a scapito degli altri. Un tempo Ludovico il Moro chiamava i Francesi ad invadere l'Italia per il suo tornaconto e contro gli altri principati, oggi Berlusconi vuole vendicare quell'affronto e caccia Air France da Alitalia per suo tornaconto elettorale e per un campanilismo che ricorda l'italia preunitaria, Malpensa e i voti della Lega valgono il tracollo del vettore di Bandiera.
E il problema è sempre questo, manca poco alla ricorrenza dei 150 anni dello stato italiano, ma ancora risentiamo della nostra storia particolaristica e di una nazione che ancora in fondo non si sente tale. Siamo prima di tutto Romani, Napoletani e Milanesi poi italiani, e questo è stato compreso dal nuovo premier, che ha fatto battaglie nordiste al nord e sudiste al sud, che si è alleato con le leghe di tutte le tipologie che ha fatto credere a tutti di essere parte del loro stesso campanile. Siamo una nazione che non da più peso alle idee alla cultura, ad un pensiero alternativo a quello corrente. Il futuro ci minaccia e noi pensiamo di fermarlo chiudendo le finestre, imprecando contro gli immigrati, e votando quattro figli delle montagne che propongono i dazi doganali. Il mondo va avanti, tutto circola, le merci, gli uomini, i capitali, le idee…e noi ci rifugiamo nelle vestigia del pensiero autarchico di matrice fascista, abbiamo formazioni politiche che esortano a comprare solo italiano, quando lo stesso significato di stato nazione è messo in discussione, e diviene sempre più evidente la necessità dell'Europa come patria. Siamo arretrati, antichi, un chiaro riflesso della gerontocrazia che governa silenziosamente questo paese. Scompare la sinistra, e in fin dei conti è giusto, non può resistere all'urto della modernità qualcosa di tenacemente legato a pensieri ottocenteschi, forse capiranno che questo è un altro secolo, un secolo in cui la lotta non può più essere ideologica. Deve essere Etica. Forse capirà che questa è l'unica battaglia che possa nuovamente qualificare un vero pensiero di "sinistra". E' questa l'unica forza propulsiva che possa dare credito ad un pensiero che renda attuale il vecchio concetto di proletariato, l'unico modo per combattere a favore degli ultimi è cercare di dar vita ad una nuova Etica.
Avevo iniziato questa mia digressione prima dei ballottaggi, mi ero fermato proprio al capoverso precedente ed è triste constatare come la seconda tornata elettorale abbia soltanto confermato cio di cui parlavo, specialmente il risultato della Capitale, la mia città. E' proprio qui che si sono evidenziati gli orrori dei vincenti e le povertà degli sconfitti. Ed è dai primi che voglio cominciare, dai vincenti, da chi in questo momento gongola felice di un risultato del quale non ha capito la pericolosità. Da quei poveri cristi aggrappati alle scale del Campidoglio con il braccio fascistamente teso, i tricolori al vento e le grida "Roma Libera!", quasi uno sfregio questo motto, in bocca a dei dementi che credono d'esser fascisti a pochi giorni dal 25 Aprile. Beh la vittoria di questa gente è la dimostrazione della nostra mediocrità, sono il chiaro esempio di un voto fatto a promesse irricevibili e impronunciabili. Loro ora pensano di liberarsi dei rumeni senza sapere che essendo ormai cittadini europei non potranno essere cacciati dal loro nuovo podestà. Credono davvero che il loro ducetto di quartiere potrà allontanare tutti i clandestini dalla città, senza avere la benche minima idea di cosa significhi, pensano forse che sarà lui a pagare i voli per i rimpatri….soprattutto ora che Alitalia declina verso l'inarrestabile fallimento. Sono davvero convinti che con la spranghetta magica i campi nomadi diverranno un ricordo. Giovani in volto e perennemente arcaici nella mente. Un voto sulla sicurezza si è detto, un voto paradossale aggiungo io, in quella che ovunque è considerata la metropoli più sicura e tranquilla del mondo, sono bastate due notizie di stupro al tg per rinfocolare vecchie tensioni…non è importante che nel mondo reale 8 stupri su 10 siano consumati tra le mura domestiche. Un voto paradossale confermo, considerando che la sicurezza è di certo un problema che deve e può essere gestito principalmente dal Ministero dell'Interno. Ma a loro basta cosi…basta credere che con un piccolo repubblichino tutto sarà più chiaro…manganellate a chi sbaglia….ma alla fine come al solito il risultato della politica della destra forcaiola sarà rivolto a quattro poveracci che finiranno incastrati….a loro non importa se i veri criminali, i colletti bianchi alla Tanzi e Cragnotti che mandano sul lastrico migliaia di persone ora saranno al potere…i crimini sul libro contabile sono troppo al di la della loro capacità cognitiva…è sicuramente un problema sociale più grave il marocchino che cerca di lavargli il vetro al semaforo.
Voglio riportare per intero il commento di Bossi alla vittoria di Alemanno, veramente credo che da solo basti a far comprendere quale assurda e grottesca visione della realtà abbiano questi signori, dice il Senatur "Roma era circondata da Campi Nomadi ed è da li che parte la droga per la città, ora finirà tutto"….eh gia il traffico internazionale di stupefacenti è notoriamente in mano ai nomadi del centroitalia…poveraccio…se non dovesse presto essere ministro della mia Repubblica mi farebbe solo pena.
Ma se la nostra Destra provinciale, bigotta e fascistoide fa paura, la nostra sinistra fa più schifo che spavento per parafrasare il signor G. E la gestione della campagna elettorale romana ha del paradossale. Mentre Veltroni si affannava a proclamare che era qui per portare il nuovo nel belpaese, a Roma si candidava Rutelli, un vero volto nuovo, una candidatura che ha fatto pensare ad una nomenklatura vecchio stampo capace solo di rigenerarsi e riprodursi a gettito continuo, una candidatura che ha fatto trapelare il senso di un sistema di potere inattaccabile, totalmente distante dalle persone e dedito alla sua continua perpetuazione. Un volto che a Roma aveva perso ogni appeal e che era detestato da quella parte di popolo della sinistra che vedeva in lui i vizi di una continua vicinanza e connivenza con le alte sfere vaticane, un personaggio che sembrava voler completare l'unico risultato ottenuto dal PD, la distruzione della sinistra radicale. Solo Rutelli poteva perdere 20 punti percentuali rispetto alle ultime comunali.
Ora parlano di riflessione seria, forse riusciranno a capire che per fortuna (o purtroppo) i loro elettori non sono come quelli del PDL, hanno generato un partito senza anima, senza idee, che si è affermato solo come portatore di istanze riformiste, ma che in realtà vuoto di una sua realtà ideologica non poteva rappresentare un bacino elettorale che nella sua esperienza storica era sempre stato fortemente ideologizzato, chiedevo fortemente di sentire un pensiero politicamente compiuto che non è mai arrivato…forse ora si spremeranno le meningi per trovarlo.
E nel frattempo? Saremo qui a vivere cinque anni duri, all'insegna del motto guzzantesco pronunciato dal fantastico Don Pizarro…"seee la televisione, tanto oggi affermo domani smentisco e tra cinque giorni se lo so dimenticato tutti." La sintesi perfetta del registro politico berlusconiano.
Io intanto, mi sto informando sul diritto d'asilo nei paesi europei; ho voglia di un gesto dimostrativo, voglio ufficialmente e legalmente chiedere asilo politico ai paesi più civili del nostro continente….e credo anche di avere buone chance di ottenerlo…non si sa mai.
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