MySpace
myspace music


Tony Braschi



Last Updated: 7/15/2009

Send Message
Instant Message
Email to a Friend
Subscribe

Status: Single
City: Roma
State: Roma
Country: IT
Signup Date: 2/20/2007

Blog Archive
[Older      Newer]
 /  / 
Wednesday, April 29, 2009 

Current mood:  devious
Sorpresa: ecco chi, come e quando ha deciso in Vaticano di sottrarre i preti pedofili alla magistratura. Non lo indovinereste mai… 

 

di

Pino Nicotri

 

Prima si sono rivolti con fiducia alla Chiesa, anziché ad avvocati e tribunali, inviando fin dal gennaio 2004 alla curia di Firenze esposti e memoriali sulle violenze sessuali ai danni di minori consumate per anni dal parroco Lelio Cantini, titolare della parrocchia Regina della Pace. Con la complicità di una donna, la solita “veggente” di turno le cui visioni di Gesù servivano alla selezione degli “eletti”, Cantini ha imperversato per anni e anni imponendo violenze, psicologiche e fisiche, fra cui quella sistematicamente rivolta a ragazzine di dieci, quindici, diciassette anni, di avere rapporti sessuali con lui, come forma, diceva, di “adesione totale a Dio”, facendo credere a ognuno e a ognuna di essere il prescelto e intimando il segreto assoluto pena il “castigo divino”. A furia di insistere, le vittime di Cantini hanno ottenuto qualche incontro con l’allora arcivescovo Silvano Piovanelli, con l’arcivescovo Ennio Antonelli e con l’ausiliare Claudio Maniago. Ma tutto quello che sono riusciti a ottenere è stato il trasferimento del parroco mascalzone in un’altra parrocchia della stessa diocesi nel settembre 2005, cioè ben 20 mesi dopo gli esposti, motivato ufficialmente “per motivi di salute”, vale a dire senza che venisse né denunciato alla magistratura né svergognato in altro modo né privato dell’abito talare con la sospensione “a divinis”.

Deluse, le vittime e i loro familiari si sono allora rivolti al papa, con una lettera del 20 marzo 2006 recante in allegato i dettagliati memoriali di dieci tra le almeno venti vittime di abusi. “Non vogliamo sentirci domani chiedere conto di un colpevole silenzio”, hanno spiegato al papa il 13 ottobre 2006 con una nuova, nella quale parlano di “iniquo progetto di dominio sulle anime e sulle esistenze quotidiane” e lamentano come a “quasi due anni” dall’inizio delle denunce dalla Chiesa fiorentina non fosse ancora arrivata né “una decisa presa di distanza” dai personaggi coinvolti nella vicenda né “una scusa ufficiale” e neppure “un atto riparatore autorevole e credibile”.

Alla loro missiva ha risposto il cardinale Camillo Ruini, ma in un modo francamente incredibile, di inaudita ipocrisia e mancanza di senso della responsabilità. Il famoso cardinale, tanto impegnato nella lotta incessante contro la laicità dello Stato italiano, a fronte alle porcherie del suo sottoposto si rivela quanto mai imbelle, omertoso e di fatto complice: tutta la sua azione si riduce a una lettera agli stuprati per ricordare loro che il parroco criminale il 31 marzo ha lasciato anche la diocesi e per augurare che il trasferimento “infonda serenità nei fedeli coinvolti a vario titolo nei fatti”. Insomma, fuor dalle chiacchiere e dall’ipocrisia, Ruini si limita a raccomandare che tutti si accontentino della rimozione di Cantini e se ne stiano pertanto d’ora in poi zitti e buoni, paghi del fatto che il prete pedofilo e stupratore sia stato spedito a soddisfare le sue brame carnali altrove. Come a dire che i parenti delle vittime della strage di piazza Fontana o del treno Italicus si sentano rispondere dal Capo dello Stato non con il dovuto processo ai colpevoli, bensì con una letterina buffetto sulle guance che annuncia, magno cum gaudio, che i colpevoli anziché andare in galera sono stati trasferiti in altri uffici e che pertanto augura, cioè di fatto ordina, “serenità” tra i superstiti e i parenti delle vittime. Un simile comportamento oggi non ce l’hanno neppure gli Stati Uniti: è vero che non permettono a nessuno Stato estero di giudicare i propri soldati quali che siano i crimini da loro commessi, da Mai Lay al Cermis, da Abu Graib a Guantanamo e Okinawa, ma è anche vero che gli Usa anziché stendere il velo omertoso del segreto li processa pubblicamente in patria e non sempre in modo compiacente.

Come sempre la Chiesa si comporta in tutto il mondo come uno Stato nello Stato, con la pretesa non solo di intervenire – come è particolarmente evidente in Italia - contro l’autonomia della politica, ma per giunta di sottrarre il proprio personale alla magistratura competente. Il dramma però è che Ruini ai fedeli fiorentini che hanno subìto quello che hanno subìto non poteva rispondere altrimenti, perché – per quanto possa parere incredibile – a voler imporre il silenzio, anzi il “segreto pontificio” sui reati gravi commessi dai religiosi, compresi gli stupri di minori, è stato proprio l’attuale papa, Ratzinger. Con una ben precisa circolare inviata ai vescovi di tutto il mondo il 18 maggio 2001 e che più avanti riproduciamo per intero, l’allora capo della Congregazione per la dottrina della fede, come si chiama oggi ciò che una volta era la “Santa” (!) Inquisizione e poi il Sant’Ufficio, non solo imponeva il segreto su questi orribili argomenti, ma avvertiva anche che a volere una tale sciagurata direttiva era il papa di allora in persona. Vale a dire, quel Wojtyla che più si ha la coda di paglia e più si vuole sia fatto “santo subito”, in modo da sottrarlo il più possibile alle critiche per i suoi non pochi errori.

Da notare che per quell’ordine scritto diramato a tutti i vescovi assieme all’allora suo vice, cardinale Tarcisio Bertone (oggi ancor più potente perché scelto dal papa tedesco come nuovo Segretario di Stato, cioè ministro degli Esteri del Vaticano), Ratzinger nel 2005 è stato incriminato negli Stati Uniti per cospirazione contro la giustizia in un processo contro preti pedofili in quel di Houston, nel Texas. Per l’esattezza, presso la Corte distrettuale di Harris County figurano imputati il responsabile della diocesi di Galveston Houston, arcivescovo Joseph Fiorenza, i sacerdoti pedofili Juan Carlos Patino Arango e William Pickand, infine anche l’attuale pontefice. Questi è accusato di avere coscientemente coperto, quando era prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, i sacerdoti colpevoli di abusi sessuali su minori. Da notare che l’omertà e la complicità di fatto garantita dalla circolare Ratzinger-Bertone ha danneggiato non solo la giustizia di quel processo, ma anche dei molti altri che hanno scosso il mondo intero scoperchiando la pentola verminosa dei religiosi pedofili negli Stati Uniti (dove la Chiesa ha dovuto pagare centinaia di milioni di dollari in una marea di risarcimenti) e in altre parti del mondo. Un porporato che si è visto denunciare dalle vittime un folto gruppo di preti, anziché punire i colpevoli li ha protetti facendoli addirittura espatriare nelle Filippine, in modo da sottrarli per sempre alla giustizia.

Sono emersi casi imbarazzanti anche in Austria e Polonia, con l’aggravante che si trattava delle massime cariche ecclesiastiche, tra le quali l’arcivescovo di Cracovia pedofilo Julius Paetz, la cui pedofilia era nota fin da quando lavorava in Vaticano nell’anticamera del papa suo connazionale, Wojtyla, e proprio negli anni in cui è “misteriosamente” scomparsa la ragazzina cittadina vaticana Emanuela Orlandi. Ma a scorrere le cronache dei giornali locali si scopre che anche in Italia le condanne di religiosi per pedofilia abbondano, solo che – pur essendo gli stupratori scoperti solo la punta dell’iceberg - vengono tenute accuratamente nascoste. E perché vengano nascoste lo si capisce finalmente bene, e in modo dimostrato, leggendo il testo della circolare emanata dall’ex Sant’Ufficio.

A muovere l’accusa contro l’attuale pontefice, documenti vaticani alla mano, è l’agguerritissimo avvocato Daniel Shea, difensore di tre vittime della pedofilia dei religiosi di Galveston Houston. E Ratzinger sarebbe stato trascinato in tribunale, forse in manette data la gravità del reato, se non fosse nel frattempo diventato papa. Nel settembre 2005 infatti il ministero della Giustizia, su indicazione di Bush e Condolezza Rice, ha bloccato il processo contro Ratzinger accogliendo la richiesta dell’allora segretario di Stato del Vaticano, Angelo Sodano, di riconoscere anche al papa, in quanto capo dello Stato pontificio, il diritto all’immunità riconosciuto non solo dagli Stati Uniti per tutti i capi di Stato. A questo punto è doveroso e niente affatto scandalistico porsi una domanda, decisamente scomoda: quanto ha pesato nella scelta di eleggere papa proprio Ratzinger la necessità di sottrarlo alla giustizia americana e di difenderlo per avere in definitiva eseguito la volontà del pontefice precedente? C’è anche un altro particolare: di solito non si riesce a portare in tribunale anche i superiori dei preti stupratori perché in un modo o nell’altro evitano di ricevere l’atto di accusa, specie se risiedono sia pure solo ufficialmente in Vaticano. Ratzinger invece l’atto di citazione ha accettato di riceverlo: si può escludere lo abbia fatto per obbligare i suoi colleghi cardinali ad eleggerlo papa quando Wojtyla – sempre più malato - fosse venuto a mancare?

Come che sia, Shea però non demorde. Due anni fa è venuto a Roma per protestare in piazza S. Pietro assieme ai radicali in occasione della Giornata mondiale contro la pedofilia. E oggi si dice pronto a ricorrere fino alla Suprema Corte di Giustizia degli Stati Uniti per evitare che i firmatari della circolare vaticana che protegge i sacerdoti pedofili la facciano del tutto franca. Intanto dobbiamo constatare con sbigottimento che i tre nomi più impegnati nella lotta contro la laicità dello Stato italiano e del suo parlamento, vale a dire Ratzinger, Ruini e Bertone, sono stati colti con le mani nel sacco della sottrazione alla magistratura dei preti pedofili e strupratori di minori.

Ecco il testo integrale tradotto dal latino dell’ordine impartito per iscritto da Ratzinger e Bertone:

«LETTERA inviata dalla Congregazione per la dottrina della fede ai vescovi di tutta la Chiesa cattolica e agli altri ordinari e prelati interessati, circa I DELITTI PIU’ GRAVI riservati alla medesima Congregazione per la dottrina della fede, 18 maggio 2001

Per l’applicazione della legge ecclesiastica, che all’art. 52 della Costituzione apostolica sulla curia romana dice: “[La Congregazione per la dottrina della fede] giudica i delitti contro la fede e i delitti più gravi commessi sia contro la morale sia nella celebrazione dei sacramenti, che vengano a essa segnalati e, all’occorrenza, procede a dichiarare o a infliggere le sanzioni canoniche a norma del diritto, sia comune che proprio”, era necessario prima di tutto definire il modo di procedere circa i delitti contro la fede: questo è stato fatto con le norme che vanno sotto il titolo di Regolamento per l’esame delle dottrine, ratificate e confermate dal sommo pontefice Giovanni Paolo II, con gli articoli 28-29 approvati insieme in forma specifica.

Quasi nel medesimo tempo la Congregazione per la dottrina della fede con una Commissione costituita a tale scopo si applicava a un diligente studio dei canoni sui delitti, sia del Codice di diritto canonico sia del Codice dei canoni delle Chiese orientali, per determinare “i delitti più gravi sia contro la morale sia nella celebrazione dei sacramenti”, per perfezionare anche le norme processuali speciali nel procedere “a dichiarare o a infliggere le sanzioni canoniche”, poiché l’istruzione Crimen sollicitationis finora in vigore, edita dalla Suprema sacra Congregazione del Sant’Offizio il 16 marzo 1962, doveva essere riveduta dopo la promulgazione dei nuovi codici canonici.

Dopo un attento esame dei pareri e svolte le opportune consultazioni, il lavoro della Commissione è finalmente giunto al termine; i padri della Congregazione per la dottrina della fede l’hanno esaminato più a fondo, sottoponendo al sommo pontefice le conclusioni circa la determinazione dei delitti più gravi e circa il modo di procedere nel dichiarare o nell’infliggere le sanzioni, ferma restando in ciò la competenza esclusiva della medesima Congregazione come Tribunale apostolico. Tutte queste cose sono state dal sommo pontefice approvate, confermate e promulgate con la lettera apostolica data in forma di motu proprio Sacramentorum sanctitatis tutela.

I delitti più gravi sia nella celebrazione dei sacramenti sia contro la morale, riservati alla Congregazione per la dottrina della fede, sono:

- I delitti contro la santità dell’augustissimo sacramento e sacrificio dell’eucaristia, cioè:

1° l’asportazione o la conservazione a scopo sacrilego, o la profanazione delle specie consacrate:

2° l’attentata azione liturgica del sacrificio eucaristico o la simulazione della medesima;

3° la concelebrazione vietata del sacrificio eucaristico assieme a ministri di comunità ecclesiali, che non hanno la successione apostolica ne riconoscono la dignità sacramentale dell’ordinazione sacerdotale;

4° la consacrazione a scopo sacrilego di una materia senza l’altra nella celebrazione eucaristica, o anche di entrambe fuori della celebrazione eucaristica;

- Delitti contro la santità del sacramento della penitenza, cioè:

1° l’assoluzione del complice nel peccato contro il sesto comandamento del Decalogo;

la sollecitazione, nell’atto o in occasione o con il pretesto della confessione, al peccato contro il sesto comandamento del Decalogo, se è finalizzata a peccare con il confessore stesso;

3° la violazione diretta del sigillo sacramentale;

- Il delitto contro la morale, cioè: il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore al di sotto dei 18 anni di età.

Al Tribunale apostolico della Congregazione per la dottrina della fede sono riservati soltanto questi delitti, che sono sopra elencati con la propria definizione.

Ogni volta che l’ordinario o il prelato avesse notizia almeno verosimile di un delitto riservato, dopo avere svolte un’indagine preliminare, la segnali alla Congregazione per la dottrina della fede, la quale, a meno che per le particolari circostanze non avocasse a sé la causa, comanda all’ordinario o al prelato, dettando opportune norme, di procedere a ulteriori accertamenti attraverso il proprio tribunale. Contro la sentenza di primo grado, sia da parte del reo o del suo patrono sia da parte del promotore di giustizia, resta validamente e unicamente soltanto il diritto di appello al supremo Tribunale della medesima Congregazione.

Si deve notare che l’azione criminale circa i delitti riservati alla Congregazione per la dottrina della fede si estingue per prescrizione in dieci anni. La prescrizione decorre a norma del diritto universale e comune: ma in un delitto con un minore commesso da un chierico comincia a decorrere dal giorno in cui il minore ha compiuto il 18° anno di età.

Nei tribunali costituiti presso gli ordinari o i prelati possono ricoprire validamente per tali cause l’ufficio di giudice, di promotore di giustizia, di notaio e di patrono soltanto dei sacerdoti. Quando l’istanza nel tribunale in qualunque modo è conclusa, tutti gli atti della causa siano trasmessi d’ufficio quanto prima alla Congregazione per la dottrina della fede.

Tutti i tribunali della Chiesa latina e delle Chiese orientali cattoliche sono tenuti a osservare i canoni sui delitti e le pene come pure sul processo penale rispettivamente dell’uno e dell’altro Codice, assieme alle norme speciali che saranno date caso per caso dalla Congregazione per la dottrina della fede e da applicare in tutto.

Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio.

Con la presente lettera, inviata per mandato del sommo pontefice a tutti i vescovi della Chiesa cattolica, ai superiori generali degli istituti religiosi clericali di diritto pontificio e delle società di vita apostolica clericali di diritto pontificio e agli altri ordinari e prelati interessati, si auspica che non solo siano evitati del tutto i delitti più gravi, ma soprattutto che, per la santità dei chierici e dei fedeli da procurarsi anche mediante necessarie sanzioni, da parte degli ordinari e dei prelati prelci sia una sollecita cura pastorale.

Roma, dalla sede della Congregazione per la dottrina della fede, 18 maggio 2001.

Joseph card. Ratzinger, prefetto.

Tarcisio Bertone, SDB, arc. em. di Vercelli, segretario»

 

Come avrete notato, lo scippo della pedofilia alla magistratura civile e penale di tutti gli Stati dove viene consumata è nascosto tra molte parole che parlano di tutt’altro. E il ruolo “giudiziario”, cioè di fatto omertoso, della Congregazione ex Sant’Ufficio è comunque confermato in pieno dalla vicenda fiorentina. A difendere i fedeli violati sono scesi in campo anche i locali preti ordinari e a causa delle loro insistenze il cardinale Antonelli il 17 gennaio ha scritto alle vittime di Cantini che al termine di un “processo penale amministrativo” tutto interno alla curia e sentita per l’appunto la Congregazione per la dottrina della fede, l’ex parroco “non potrà né confessare, né celebrare la messa in pubblico, né assumere incarichi ecclesiastici, e per un anno dovrà fare un’offerta caritativa e recitare ogni giorno il Salmo 51 o le litanie della Madonna”. Tutto qui! Di denuncia alla magistratura, neppure l’ombra, e del resto il “segreto pontificio” non lascia scampo. Per uno che per anni e anni se l’è fatta da padrone anche con il sesso di ragazzine di soli 10 anni - e di 17 le più “vecchie” – senza neppure scomodarsi con un viaggio nella Thailandia paradiso dei pedofili, si tratta di una pena piuttosto leggerina…. Da far felice qualunque pedofilo incallito! Quanto alle vittime, Antonelli ha anticipato l’ineffabile Ruini: visto che “il male una volta compiuto non può essere annullato”, il cardinale invita le pecorelle struprate a “rielaborare in una prospettiva di fede la triste vicenda in cui siete stati coinvolti”, e a invocare da Dio “la guarigione della memoria”.

Ma a guarire, anche dai troppi condizionamenti opportunistici della memoria, deve essere semmai il Vaticano. E infatti i fedeli fiorentini, che hanno letto la missiva del cardinale con “stupore e dolore”, hanno deciso di non fermarsi. Finora non hanno fatto nemmeno causa civile, ma d’ora in poi, dicono, “nulla è più escluso”. I preti schierati dalla loro parte chiedono al papa – nella lettera inviata tramite la Segreteria di Stato oggi retta proprio da Bertone! - “un processo penale giudiziario”, che convochi testimoni e protagonisti, e applichi “tutte le sanzioni previste dall’ordinamento ecclesiastico”. Chiedono inoltre che Cantini, colpevole di avere rovinato non poche vite, sia “privato dello stato clericale” anche “a tutela delle persone che continuano a seguirlo”.

Però, come avrete notato, neppure i buoni preti fiorentini si sognano di fare intervenire la magistratura dello Stato italiano. I panni sporchi si lavano in famiglia… Che è il modo migliore di continuare a non lavarli. Come per la scomparsa di Emanuela Orlandi.

 

Pino Nicotri

giornalista investigativo del settimanale “L’Espresso” e autore di importanti libri inchiesta tra i quali “Mistero Vaticano – La scomparsa di Emanuela Orlandi” Kaos Edizioni.

Fonte e commenti:

http://nicotri.blogautore.espresso.repubblica.it/2007/04/08/sorpresa-ecco-chi-come-e-quando-ha-deciso-in-vaticano-di-sottrarre-i-preti-pedofili-alla-magistratura-non-lo-indovinereste-mai/

Friday, April 24, 2009 

Current mood:  indignant
ECCO COS'HA PRODOTTO LA CURA RATZINGER!

Dopo il lassismo nei confronti del professore di storia dell'arte del liceo artistico di Ripetta, il negazionista della Shoa - Roberto Valvo, rimasto impunito al suo posto; dopo la riabilitazione di Monsignor Richard Williamson, il vescovolefebvriano nazista e negazionista, che ha suscitato un vespaio per aver negato la Shoah, rimosso dalla direzione del seminario 'La Reja', alle porte di Buenos Aires e riabilitato da Ratzinger; dopo la partecipazione del Vaticano ad Urban 2, la Conferenza sul razzismo svoltasi a Ginevra, tra il rifiuto degli Usa e degli altri stati membri, tra il delirio razzista di Mahmoud Ahmadinejad e il silenzio compiaciuto della Santa Sede, ora il sacrestano di Vigevano mette la svastica al braccio‏.

FATE GIRARE QUEST'AFFRONTO CRIMINALE. L'ENNESIMO DELLA CHIESA CATTOLICA.

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_aprile_24/sacrestano_vigevano_svastica_braccio_estrema_destra-1501253547340.shtml

Thursday, April 02, 2009 

Current mood:  evil
..............

Sin
dai tempi di Pio XII lo IOR, bisognoso di disporre di fondi sicuri, fornì
sbocchi bancari ai fascisti italiani e ai nazisti, nonché alla mafia...
....

.. ..

Lo
IOR fu fondato nel 1887 da Leone XIII, col nome di "Commissione per le
Opere Pie", al fine di convertire le offerte dei fedeli in un fondo
facilmente smobilizzabile. La prima riforma delle finanze vaticane risale al
1908, quando su iniziativa di papa Pio X l'istituto assunse il nome di
Commissione amministratrice delle Opere di Religione. La trasformazione in
una banca vera e propria avvenne nel 1941, anche se il finanziamento più
significativo che indusse il papato a favorire tale trasformazione, fu quello
concesso dal fascismo, col Concordato (Patti Lateranensi) del 1929
, che
prevedeva, a titolo di risarcimento per la perdita degli Stati pontifici
l'indomani dell'unificazione nazionale, qualcosa come 100 milioni di dollari
(40 in contanti e 60 in obbligazioni; in lire erano 750 milioni), oltre
all'esenzione dalle tasse e dai dazi sulle merci importate in Vaticano.Per
gestire questo ingente patrimonio, papa Pio XI istituisce l'Amministrazione
speciale per le Opere di Religione, che affida a un laico esperto, l'ingegner
Bernardino Nogara, un abile banchiere proveniente dalla Comit, membro della
delegazione che, dopo la prima guerra mondiale, negoziò il trattato di pace e,
successivamente, delegato alla Banca Commerciale di Istanbul. Grazie alla sua
abilità, Nogara trasformò l'Amministrazione in un impero edilizio, industriale
e finanziario. Le condizioni che il banchiere pose a Pio XI per accettare
l'incarico di gestire il patrimonio del Vaticano furono due: gli investimenti
dovevano essere liberi da qualsiasi considerazione religiosa o dottrinale e
realizzabili in ogni parte del mondo. Il Papa accettò e si aprì così la
strada alle speculazioni monetarie e ad altre operazioni di mercato nella Borsa
valori, compreso l'acquisto di azioni di società che svolgevano attività in
netto contrasto con l'insegnamento cattolico (armi, contraccettivi
ecc.).
Nogara rilevò l'Italgas, fornitore unico in molte città italiane, e fece
entrare nel consiglio di amministrazione, come rappresentante del Vaticano
nella società, l'avvocato Francesco Pacelli, fratello del cardinale Eugenio che
poco dopo sarà eletto Papa e assumerà il nome di Pio XII. Grazie alla gestione
di Nogara, il Banco di Roma, il Banco di Santo Spirito e la Cassa di Risparmio
di Roma entrarono ben presto nell'ambito dell'influenza del Vaticano.Quando
acquisiva quote di una società, raramente Nogara entrava nel consiglio di
amministrazione: preferiva affidare quest'incarico a uno dei suoi uomini di
fiducia, tutti appartenenti all’elite vaticana che si occupava della gestione
degli interessi della Chiesa. I tre nipoti di Pio XII, i principi Carlo, Marcantonio
e Giulio Pacelli, ne facevano parte, i loro nomi cominciarono ad apparire tra
quelli degli amministratori di un elenco sempre più lungo di società. Gli
uomini di fiducia della Chiesa erano presenti dappertutto: industrie tessili,
comunicazioni telefoniche, ferrovie, cemento, elettricità, acqua. Bernardino
Nogara sorvegliava ogni settore che promettesse margini di remunerazione.Nel
1935, quando Mussolini ebbe bisogno di armi per la campagna d'Etiopia, una
considerevole quantità fu fornita da una fabbrica di munizioni che Nogara aveva
acquisito per il Vaticano.
E rendendosi conto, prima di molti altri,
dell'inevitabilità della seconda guerra mondiale, sempre Nogara cambiò in oro
parte del patrimonio Vaticano da lui gestito. Le sue speculazioni sul mercato
dell'oro continuarono per tutto il periodo in cui fu alla guida
dell'amministrazione dei beni del Vaticano. Sin dai tempi di Pio XII lo IOR,
bisognoso di disporre di fondi sicuri, fornì sbocchi bancari ai fascisti
italiani e ai nazisti, nonché alla mafia, anche perché al tempo della dittatura
fascista era molto difficile al Vaticano gestire liberamente l'Obolo di S.
Pietro proveniente dalle due Americhe.
Il 27 giugno 1942 Pio XII decise di
cambiare nome all'Amministrazione speciale per le Opere di Religione che
diventò Istituto per le Opere di Religione. Nasce così un ente bancario dotato
di un'autonoma personalità giuridica e che si dedicherà non soltanto al compito
di raccogliere beni per la Santa Sede, ma anche a quello di amministrare il
denaro e le proprietà ceduti o affidati all'istituto stesso da persone fisiche
o giuridiche per opere religiose e di carità cristiana. Il 31 dicembre 1942 il
ministro delle Finanze del governo italiano Paolo Thaon di Revel emise una
circolare in cui si affermava che la Santa Sede era esonerata dal pagare le
imposte sui dividendi azionari. Inoltre il Vaticano, essendosi dichiarato
neutrale durante la II guerra mondiale, poté, come la Svizzera, trattare
tranquillamente affari con la Germania di Hitler. Finita la guerra il Vaticano
non risarcì mai le vittime dell'olocausto, restituendo loro i preziosi che i
nazisti avevano trasformato in lingotti. Anzi la Banca Vaticana contribuì a
nascondere l'oro nazista non solo nella stessa Santa Sede, ma anche presso il
santuario di Fatima in Portogallo, controllato da elementi massonici, i quali
solo apparentemente risultano anticlericali (è noto infatti che la loggia
segreta P2 aveva ampi contatti con gli ambienti vaticani).Lo IOR ha contribuito
anche alla scomparsa di buona parte dell'oro della Croazia indipendente, che
durante l'ultima guerra mondiale collaborava coi nazisti. Gli ustascia (i
cattolici nazisti) massacrarono impunemente ben mezzo milione di serbi
ortodossi, nonché decine di migliaia di ebrei e di gitani. La leadership
ustascia, finita la guerra, si era rifugiata proprio in Vaticano e in alcune
proprietà francescane italiane. Uno dei mediatori che permise agli ustascia e
anche ad altri criminali nazisti di ottenere l'impunità, fu il segretario di
stato Montini, in seguito papa Paolo VI. In particolare gli ustascia ebbero
bisogno della Banca Vaticana proprio per gestire finanziariamente il loro
governo esiliato in Argentina e per spedire i propri criminali in fuga verso il
Sudamerica, l'Australia e altri luoghi con la protezione della Cia.
Ovviamente
il Segretariato Vaticano è a tutt'oggi assolutamente contrario a rendere
pubblici gli archivi relativi alla II guerra mondiale. Intanto Nogara
continuava a lavorare per accrescere le risorse del Vaticano. Negli anni '50 e
'60 lo IOR prese ad arricchirsi coi fondi che molte famiglie agiate volevano
trasferire all'estero per pagare meno tasse. Furono rafforzati i legami
con diverse banche. Già dai primi del Novecento i Rothschild di Londra e di
Parigi trattavano con il Vaticano, ma con la gestione Nogara gli affari e i
partner bancari aumentarono vertiginosamente: Credit Suisse, Hambros Bank,
Morgan Guarantee Trust, The Bankers Trust di New York (di cui Nogara si serviva
quando voleva comprare e vendere titoli a Wall Street), Chase Manhattan,
Continental Illinois National Bank. E Nogara assicurò al Vaticano
partecipazioni in società che operavano nei settori più diversi: alimentare,
assicurativo, acciaio, meccanica, cemento e beni immobili.
Un susseguirsi
di successi finanziari senza precedenti per la Chiesa cattolica. Nel 1954
Bernardino Nogara decise di ritirarsi, senza tuttavia interrompere l'attività
di consulente finanziario del Vaticano, che continuò fino alla morte, avvenuta
nel 1958. La stampa dedicò poco spazio alla sua scomparsa, ma negli ambienti
vaticani si era ben consapevoli della sua eccezionale importanza. Al geniale
banchiere, nel corso della sua lunga attività, venne affiancato il principe
Massimo Spada. Anche lui mostrò lungimiranza e spregiudicatezza nella gestione
degli interessi del Vaticano e si lanciò in varie operazioni, la maggior parte
delle quali in collaborazione con Michele Sindona. Lo IOR, in quanto
istituto che opera con modalità proprie, non è mai stato tenuto a nessun tipo
di informativa - né verso i propri clienti, né verso terzi - né tanto meno a
pubblicare un bilancio o un consuntivo sulle proprie attività
. A ogni
cliente viene fornita una tessera di credito con un numero codificato: né nome
né foto. Con questa si viene identificati: alle operazioni non si rilasciano
ricevute, nessun documento contabile. Non ci sono libretti di assegni intestati
allo IOR: chi li vuole dovrà appoggiarsi alla Banca di Roma, convenzionata con
l'istituto vaticano. I clienti dello IOR possono essere solo esponenti del
mondo ecclesiastico: ordini religiosi, diocesi, parrocchie, istituzioni e
organismi cattolici, cardinali, vescovi e monsignori, laici con cittadinanza
vaticana, diplomatici accreditati alla Santa Sede. A questi si aggiungono i
dipendenti del Vaticano e pochissime eccezioni, selezionate con criteri non
conosciuti. Il conto può essere aperto in euro o in valuta straniera:
circostanza, questa, inedita rispetto alle altre banche. Aperto il conto, il
cliente può ricevere o trasferire i soldi in qualsiasi momento da e verso
qualsiasi banca estera. Senza alcun controllo. Per questo, negli ambienti
finanziari, si dice che lo IOR è l'ideale per chi ha capitali che vuole far
passare inosservati. I suoi bilanci sono noti a una cerchia ristrettissima di
cardinali, qualsiasi passaggio di denaro avviene nella massima riservatezza,
senza vincoli né limiti. Lo IOR è indipendente dagli altri due istituti
finanziari vaticani e sulla sua attività si sa soltanto che è gestito da cardinali
di alto livello e da banchieri internazionali. Il vescovo Paul Marcinkus, il
più famoso dirigente dello IOR, faceva chiaramente capire che la Banca Vaticana
godeva di privilegi assoluti nell'esportazione all'estero dei capitali. Ed egli
era in grado di servirsi dei noti finanzieri e bancarottieri, Michele Sindona,
colluso coi poteri mafiosi italo-americani, avvelenato in carcere, e Roberto
Calvi, presidente del Banco Ambrosiano, trovato impiccato a Londra; nonché del
capo della P2, Licio Gelli, arrestato per attività sovversiva, e del vescovo
Hnilica, che per tutti gli anni '80 trasferì in Vaticano i fondi anticomunisti
provenienti dall'Europa dell'est e i fondi cospicui provenienti dai
pellegrinaggi di Medjugorje in Bosnia.
Utilizzando numerose società
fantasma con sede a Panama o nel Lussemburgo, lo IOR divenne uno dei maggiori
esponenti dei mercati finanziari mondiali alla fine degli anni '70. Era infatti
in grado di utilizzare le filiere mafiose di Sindona per istradare grosse somme
fuori dal Paese, sotto il naso di tutti gli organismi di controllo. Poi, quando
Sindona era diventato meno frequentabile, a seguito dei suoi debiti con la
giustizia, lo IOR cominciò a servirsi di Roberto Calvi e della sua banca. In
quel periodo nel Vaticano si fronteggiavano due fazioni politiche contrapposte:
una, massonica-moderata, denominata "Mafia di Faenza", faceva capo a
Casaroli, Samorè, Silvestrini e Pio Laghi, l'altra, integralista, legata
all'Opus Dei, faceva capo a Marcinkus, Mons. Virgilio Levi, vice direttore
dell'"Osservatorio Romano", e Mons. Luigi Cheli, Nunzio pontificio
presso l'ONU.
Coinvolto nello scandalo del Banco Ambrosiano di Calvi, lo
IOR subì un vero e proprio terremoto: il cardinale Markinkus riuscì a farla franca
solo appellandosi all'immunità diplomatica.Dopo le vicende legate al banco
Ambrosiano, al crac e al cardinale Marcinkus, nel 1990 papa Giovanni Paolo II
lo ha riformato, affidandone la gestione a persone laiche ma di credenze
cattoliche; lo presiede, infatti, Angelo Caloia, professore dell'università
Cattolica di Milano, ex presidente del Medio Credito Lombardo e attualmente a
capo di due società di Banca Intesa. Ai prelati è riservata una funzione di
vigilanza. Lo IOR ha sede unica in Vaticano. Ufficialmente non ha filiali in
nessun altro luogo. Non ha accesso diretto ai circuiti finanziari internazionali.
Non aderisce alle norme antiriciclaggio sulla trasparenza dei conti. Il
riferimento è la segreteria di Stato vaticana di monsignor Angelo Sodano. Per
operare in Europa lo IOR si avvale di due grandi banche, una tedesca e una
italiana, i cui nomi non si conoscono. Si pensa a Banca Intesa, della quale lo
IOR possiede il 3,37% insieme con la Banca Lombarda e la Mittel (il cosiddetto
Gruppo bresciano dei soci), e di Deutsche Bank, ma nessuno lo conferma con
certezza. Oggi lo IOR amministra un patrimonio stimato in 5 miliardi di euro
e funziona come un fondo chiuso. In pratica ha rendimenti da hedge fund, visto
che ai suoi clienti (dipendenti del Vaticano, membri della Santa Sede, ordini
religiosi, benefattori)
garantisce interessi medi annui superiori al 12%.
Anche per depositi di lieve consistenza.Secondo un rapporto del giugno 2002 del
Dipartimento del Tesoro americano, basato su stime della Fed, solo in titoli
Usa il Vaticano ha 298 milioni di dollari: 195 in azioni, 102 in obbligazioni a
lungo termine (49 milioni in bond societari, 36 milioni in emissioni delle
agenzie governative e 17 milioni in titoli governativi) più un milione di euro
in obbligazioni a breve del Tesoro. E l’advisor inglese The Guthrie Group nei
suoi tabulati segnala una joint venture da 273,6 milioni di euro tra IOR e
partner Usa. I segreti finanziari del Vaticano vengono conservati nelle Isole
Cayman, il paradiso fiscale caraibico, spiritualmente guidato dal cardinale Adam
Joseph Maida che, tra l’altro, siede nel collegio di vigilanza dello IOR. Le
Cayman sono state sottratte al controllo della diocesi giamaicana di Kingston
per essere proclamate Missio sui iuris, alle dipendenze dirette del Vaticano.
In Italia i diritti di voto dei 45 milioni di quote di Banca Intesa (per un
valore in Borsa di circa 130 milioni di euro) sono stati concessi alla Mittel
di Giovanni Bazoli in cambio di un dividendo maggiorato rispetto a quello di
competenza. E quando la Borsa tira, gli affari si moltiplicano. Nel 1998 p. es.
non sfuggì a molti l’ottimo investimento (100 miliardi di lire) deciso dallo
IOR nelle azioni della Banca popolare di Brescia: in meno di 12 mesi il
capitale si quadruplicò, naturalmente molto prima del crollo del titolo Bipop.
Ma il patrimonio dello IOR non è solo mobile. Dell’Istituto si parla anche in
relazione alle beghe con gli inquilini di quattro condomini di Roma e Frascati
che lo IOR, a cavallo fra il 2002 e il 2003, ha venduto alla società Marine
Investimenti Sud, all’epoca di proprietà al 90% della Finnat Fiduciaria di
Giampietro Nattino, uno dei laici della Prefettura degli affari economici della
Santa Sede, e oggi in mano alla lussemburghese Longueville. Gli inquilini, però,
affermano di sentirsi chiedere il pagamento del canone di locazione ancora
dallo IOR, che nei documenti ufficiali compare anche come Ocrot: Officia pro
caritatis religionisque operibus tutandis, con il codice fiscale italiano
dell’istituto: 80206390587.....


Per
il 25esimo anniversario di pontificato, Giovanni Paolo II il 25 ottobre 2003 ha
ricevuto un assegno da 2,5 milioni di dollari, la rendita di un fondo
d’investimento americano da 20 milioni di dollari dedicato a lui, il Vicarius
Christi Fund. Il denaro è gestito dall’ordine cavalleresco cattolico più grande
del mondo, nato 122 anni fa nel Connecticut: The Knights of Columbus (I
Cavalieri di Colombo), che conta 1,6 milioni di membri tra Stati Uniti, Canada,
Messico, Porto Rico, Repubblica Dominicana, Filippine, Bahamas, Guatemala,
Guam, Saipan e Isole Vergini. Il suo cavaliere supremo, Virgil Dechant, è uno
dei 9 consiglieri dello Stato Città del Vaticano e anche vicepresidente dello
IOR. Con i 2,5 milioni di dollari regalati a Karol Wojtyla il 9 ottobre 2003,
il totale delle donazioni dell’ordine cavalleresco al vicario di Cristo ha
superato i 35 milioni di dollari. Nulla, in confronto ai 47 miliardi di dollari
del fondo assicurativo sulla vita gestito dai Cavalieri di Colombo, al quale
Standard & Poor’s assegna da anni il rating più elevato. L’ordine investe
nei corporate bond emessi da più di 740 società statunitensi e canadesi e solo
nel 2002, piazzando polizze sulla vita e servizi di assistenza domiciliare ai
suoi iscritti attraverso 1.400 agenti, ha incassato 4,5 miliardi di dollari (il
3,4% in più rispetto al 2001). Una parte delle entrate, 128,5 milioni di
dollari, è stata girata a diocesi, ordini religiosi, seminari, scuole
cattoliche e, ovviamente, al Vaticano che nel 2002, tra la rendita del fondo
del Papa, gli assegni alle nunziature apostoliche di Usa e Jugoslavia, il
contributo alla Santa Sede nella sua missione di osservatore permanente all’Onu
e quello per il restauro della basilica di san Pietro, ha ricevuto dai
Cavalieri di Colombo 1,98 milioni di dollari.

Tuesday, March 31, 2009 

Current mood:  angry


LA CHIESA FOTTE IL MONDO


Con VIDEO Incorporato

..21 conti neri che lo IOR ha presso la banca di compensazione internazionale Clearstream Bank. Tutti conti residenti in Lussemburgo. Di questi 21 conti, venti sono cointestati con altre banche che fanno parte dei cosiddetti "signori del signoraggio". Banche che traggono il loro profitto dai soldi che creano dal nulla, a danno degli ignoranti popoli europei.
Stiamo parlando della BNP-Paribas, della banca DEPFA, della Deutsche Bank, della Lazard Brothers, della Merryll Lynch (che è quasi un’operazione proprietaria della CIA), della Royal Bank of Scotland,
della Salomon Brothers, della Morgan Stanley, della Unione Banche Svizzere e della Lehman Brothers!


Due le anime che si contrappongono – ora, come al tempo del breve pontificato di papa Albino Luciani – all’interno della Chiesa: da un lato la potente Opus Dei, che proprio da Wojtyla ottenne il riconoscimento della prelatura personale. Sul fronte opposto i gesuiti, tradizionali depositari del potere politico fra i cattolici. L’Opus
Dei, ufficialmente è una prelatura personale, in pratica è un’autonomia giuridica dentro la Chiesa, anche detta Octopus Dei, “la piovra di Dio”, in riferimento alla struttura mafiosa dell’istituzione quanto mai segreta. In un’intervista a Panorama il socialista Rino Formica dichiarò: sarebbe un centro di potere parallelo e può diventare eversivo. Nel 1993 Giuseppe Corigliano, portavoce romano della setta, a chi gli chiedeva se il Vaticano avesse dato un particolare incarico all'Opus Dei, rispondeva con un capolavoro di sintesi: “l’obiettivo 1° è l’Europa”. Già negli ultimi anni, secondo quanto essa stessa ha sostenuto, l'organizzazione ha esponenti che lavorano presso oltre 600 giornali, riviste e pubblicazioni scientifiche sparsi in tutto il mondo e presso oltre 50 stazioni televisive e radiofoniche. Ma non solo. Un’autentica multinazionale della fede, l’Opus Dei, a gennaio 2005, ha aggiunto un importante tassello all’imponente geografia del suo patrimonio immobiliare in ogni angolo del pianeta: il nuovo polo oncologico annesso al Policlinico del Campus Biomedico (una delle due università dell’Opus nella capitale), costato oltre 7 milioni di euro «messi a disposizione – precisano i comunicati ufficiali – dalla Regione Lazio e da un pool di donatori». Ignoti i loro nomi, così come segrete restano le lunghe liste degli affiliati e la nomenklatura interna, ad eccezione del vertice massimo, il prelato Javier Echevarría, e del suo stretto entourage. A fine dicembre, intanto, era stata varata un’intesa di cooperazione scientifica ai massimi livelli
tra l'Università Campus Biomedico, il Weizmann Institute France Europe of Science e la Fondazione per le Bioscienze. Tre i progetti messi in campo, per un valore iniziale di tre milioni di euro. Il patto era stato sottoscritto a Palazzo De Carolis, sede di Capitalia, e presentato da Giancarlo Elia Valori, all’epoca presidente di Confindustria Lazio e della Fondazione per le Bioscienze, alla presenza, fra gli altri, di Francesco Cossiga, del presidente del Campus Paolo Arullani e di Massimo Vari, vice presidente emerito della Corte Costituzionale. Con il sistema bancario l’Opus ha per tradizione sempre intrattenuto stretti rapporti. A cominciare dalla parentela fra Mariano Fazio, rettore dell’altro ateneo opusdeista nella capitale, la Pontificia Università della Santa Croce (con facoltà di Teologia, Diritto Canonico, Filosofia e Comunicazione Sociale Istituzionale) ed Antonio Fazio, all’epoca nominato da Silvio Berlusconi presidente “a vita” della Banca d’Italia. Antonio Fazio fra i leader di un’altra “creatura” tutta business & chiesa: si tratta della fondazione Sorella Natura, che si ispira alle prescrizioni evangeliche del poverello di Assisi per fondare una Banca etica, acquistare e ristrutturale immobili come la Chiesa di Santa Croce ad Assisi, stringere intese con partner come la Popolare di Lodi, ma anche colossi del calibro di Unicredito, Sanpaolo Imi, Monte Paschi di Siena e Banca Sella, per citarne solo alcuni. Lo IOR (ufficialmente “Istituto per le Opere di Religione”) nel 2006 ha presentato una memoria in cui si dice che lo IOR stesso non ha controlli esterni, essendosi autodelegato all'auditing interno. I revisori dei conti dello IOR sono gli stessi che li falsificano. Lo IOR assolve la stessa funzione criminosa, all'interno della monarchia del Vaticano, che assolvono le banche centrali nei confronti dei governi degli altri Stati europei: la manipolazione del potere attraverso il controllo della moneta e dell'economia. Nonostante i pomposi e rituali discorsi contro l'usura del Papa di turno, lo IOR rimane assolutamente indipendente ed al di fuori del controllo del monarca porporato. La Chiesa vive
parassitariamente del signoraggio derivante dalla stampa delle monetine denominate in euro, della tassa dell'otto per mille sull'IRPEF, e, presumibilmente, dei proventi del meccanismo della riserva frazionaria.
Ma non basta: chiedono pure l'elemosina. Se il Vaticano non fosse così profondamente corrotto, eserciterebbe la sua sovranità stampandosi la propria moneta. Potrebbe così, attraverso una moneta sociale, realizzare la dottrina sociale della Chiesa. Nel concreto, le parrocchie potrebbero stampare la moneta e distribuirla la domenica, così come avveniva negli Stati Uniti tra il 1830 ed il 1860. Invece no, i cinque cavalieri dell'usura che gestiscono lo IOR preferiscono continuare così fino a quando non verranno travolti dallo scandalo. Ma chi sono questi magnifici cinque? Il presidente è Angelo Caloia, uomo dell'Opus Dei. Il vice-presidente è un americano, Cavaliere di Colombo legato alla CIA, che si chiama Virgil Dechant. Il terzo è un uomo della Deutsche Bank, Theodor Pietzcker. Il quarto è José Angel Sánchez Aslain, dello spagnolo Banco Bilbao-y-Vizcaya. Il quinto è Robert Studer dell'UBS, Unione Banche Svizzere. Ecco chi comanda veramente in Vaticano, il vero potere forte. 21 conti neri che lo IOR ha presso la banca di compensazione internazionale Clearstream Bank. Tutti conti residenti in Lussemburgo, chissà perché. Di questi 21 conti, venti sono cointestati con altre banche che fanno parte dei cosiddetti "signori del signoraggio". Banche che traggono il loro profitto dai soldi che creano dal nulla, a danno degli ignoranti popoli europei. Stiamo parlando della BNP-Paribas, della banca DEPFA, della Deutsche Bank, della Lazard Brothers, della Merryll Lynch (che è quasi un’operazione proprietaria della CIA), della Royal Bank of Scotland, della Salomon Brothers, della Morgan Stanley, della Unione Banche Svizzere e della Lehman Brothers! Quest’ultima, come tutti sanno, è la società che ha distrutto l’economia mondiale. Vorremmo sapere cioè che tipo di opere di religione si possono attuare attraverso dei conti bancari segreti, un sistema introdotto da Roberto Calvi quando Clearstream si chiamava ancora CEDEL. La prima cosa che viene in mente è il riciclaggio del signoraggio. Ma le possibilità sono praticamente infinite. Questo sistema non è solo praticato dalla banca centrale del Vaticano, ma anche da tante altre banche comprese quelle che hanno sottratto i cento miliardi di euro di cui sopra. Ma nel caso del Vaticano la cosa assume una dimensione dissonante e dissacrante rispetto al ruolo moralizzatore che la Chiesa dovrebbe svolgere all'interno della società. Non vi pare? E come se tutto ciò non bastasse, adesso la Chiesa ha anche la faccia tosta, per l’esattezza, ha la faccia come il culo, di ostentare falsa pietas, dichiarando di voler sfamare i meno abbienti con la Caritas! Tutte le strutture cosiddette “caritatevoli” della chiesa, sono un’ulteriore fonte di speculazione economica; dietro ogni pasto consegnato al cittadino ci sono migliaia di euro che vengono sottratti al cittadino stesso dalla chiesa cattolica. Sarebbe come se io venissi
a svaligiarvi casa, vi rubassi la macchina, vi svuotassi il conto in banca, privandovi quindi di tutti i vostri averi, e poi vi lasciassi 5 euro di mancia sul tavolo… Sarebbe una “buona azione” o sarebbe un’azione da condannare?
SI RINGRAZIA MARCO SABA PER I CONTRIBUTI SUI CONTI DELLO IOR.

Tony Braschi©opy®ight 2009. Tutti i diritti riservati.
ARTICOLO 17. Diritto di proprietà - 2. La proprietà intellettuale è protetta.
CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UNIONE EUROPEA (7 dicembre 2000)







Tuesday, March 31, 2009 

Current mood:  infuriated

Clicca per vedere il VIDEO della Mafia Cattolica.


VIA LA CHIESA DALLO STATO!

Monday, March 30, 2009 

Current mood:  chill

La favola dell'appeso, detto Cristo, a suo tempo fu inventata copiando altre divinità (pagane e non).

ECCO DA DOVE FU COPIATA LA FAVOLA DI CRISTO:




HORO

Il mito di HORO, considerato figlio di Osiride o anche una sua rinnovata
incarnazione, ha in comune con la storia di Gesù i seguenti punti:


· 0090 - Il padre terreno di Horo si chiamava SEB (= Giuseppe)

· 0110 - La madre di Horo, Iside era detta ISIS-MERI, o anche MATA-MERI (Madre Maria)

· 0120 - L'angelo Thot annuncia ad Iside che dovrà concepire Horo

· 0130 - Iside ha concepito il figlio verginalmente,

· 0140 - per intervento dello Santo Spirito

· 0180 - Horo è nato il 25 Dicembre

· 0200 - E' nato in una grotta e/o mangiatoia

· 0225 - La sua nascita è stata annunciata da una "stella d'oriente"

· 0240 - Dopo la nascita Horo viene adorato dai pastori

· 0330 - La sua nascita è stata assitita da tre "uomini saggi"

· 0340 - I tre uomini saggi (Magi) gli offrono dei doni

· 0400 - All'età di 12 anni Horo insegna nel tempio di Ptah

· 0410 - Horo scompare dalla circolazione per 18 anni (dai 12 ai 30)

Horo era definito dai suoi seguaci come:

· 0415 - Figlio unto di Dio

· 0420 - Figlio dell'uomo

· 0445 - Il Buon Pastore

· 0460 - La via

· 0465 - La verità

· 0470 - La luce

· 0475 - Il messia

· 0500 - L'unto

· 0505 - Il KRST (il Cristo)

· ........ - Fanciullo divino

· ........ - Iusa: il figlio prediletto

· ........ - PTAH (il padre)

· 0520 - Horo è stato battezzato sulle rive del fiume Eridanus/Iarutana(Giordano) da "ANUP il Battista" (Giovanni)

· 0530 - Horo ha ricevuto il battesimo a 30 anni

· 0540 - Anup il Battista è stato in seguito decapitato

· 0550 - Ha combattuto nel deserto per 40 giorni contro il demonio SET (Sata/Satana)

· 0570 - Horo aveva 12 discepoli

·
0590 - Horo pronunciò un sermone su di un Monte ed i suoi seguaci
raccolsero le sue parole e le tramandarono ai posteri come "I detti di
Iusa"


· 0695 - Due degli apostoli di Horo erano considerati suoi "testimoni" (assistenti) e si chiamavano ANUP e AAN (i due Giovanni)

· 0700 - Horo si è trasfigurato su di un Monte

· 0805 - Ha esorcizzato i demoni

· 0815 - Ha guarito molte malattie

· 0840 - Ha risuscitato Al-Azarus (El-Osiris) dalla morte

· 0855 - Horo ha camminato sulle acque

· 1020 - E' stato crocifisso

· 1030 - E' stato crocifisso tra due ladri oppure, secondo un'altra tradizione, tra i due discepoli Anup ed Aan

· 1048 - Dopo la morte è disceso all'inferno

· 1050 - E' stato sepolto per tre giorni in una tomba

· 1060 - Dopo tre giorni è risorto

· 1090 - Nella sua simbologia era compreso il pesce,

· 1120 - l'agnello,

· ........ - il leone

· 1140 - La trinità egizia era composta da Osiride-Iside-Horo

· ........ - Horo è sceso in terra per "compiere la legge"

· ........ - Come per Gesù, si supponeva che Horo avrebbe regnato per 1000 anni.



MITRA


Mitra ha in comune con la favola di Gesù i seguenti particolari:

· 0130 - Mitra è nato da una vergine

· 0180 - E' nato il 25 Dicembre

· 0200 - E' nato in una grotta, riscaldato da un toro

· 0240 - Alla sua nascita hanno assistito numerosi pastori recanti doni

Mitra è stato considerato come:

o 0430 - Il salvatore

o 0460 - La via

o 0465 - La verità

o 0470 - La luce

o 0475 - Il messia

o 0480 - Il pastore di Dio

o 0508 - Il redentore

o 0513 - Il logo

· 0570 - Mitra ebbe 12 compagni o discepoli

· ........ - Fu considerato un grande predicatore itinerante ed un maestro

· ........ - Mitra promise ai suoi seguaci l'immortalità

· 0815 - Fece parecchi miracoli

·
0980 - La sua religione comprendeva il rito dell'Eucarestia, o Cena del
Signore, durante la quale Mitra affermò: "Coloro che non mangeranno del
mio corpo e non berranno del mio sangue in modo da essere una sola cosa
con me ed io con loro, non potranno essere salvi".


· 1025 - Nella sua veste di "Grande Toro del Sole" Mitra sacrificò se stesso per la pace nel mondo

· 1040 - Mitra è morto nel solstizio di primavera

· 1050 - E' stato sepolto in una tomba

· 1060 - E' resuscitato dopo tre giorni

· ........ - La sua resurrezione veniva celebrata ogni anno

· ........ - Mitra aveva le sue maggiori celebrazioni in quel periodo dell'anno che più tardi divenne la Pasqua

· ........ - Il suo giorno consacrato era la domenica, il Giorno del Signore

· ........ - Il suo sacrificio annuale era considerato una simbolica espiazione ed un pegno di rigenerazione fisica e morale

· 1270 - Il culto prevedeva la pratica del battesimo e della benedizione

· 1275 - Il culto prevedeva il rito della Confermazione o Cresima.



ZOROASTRO

Il contributo che il culto di Zoroastro ha dato al cristianesimo è imponente:


· 0130 - Zoroastro è nato da una vergine

· 0140 - L'immacolata concezione è avvenuta per mezzo di un "raggio della Divina Ragione"

· 0180 - Zoroastro è nato il 25 Dicembre (a Battra, in Persia)

· 0200 - Il parto è avvenuto in una grotta

· 0225 - La nascita era stata preannunciata da manifestazioni astrali (Stella d'oriente)

· 0240 - Dopo la nascita è stato visitato da pastori che gli hanno recato dei doni

· 0400 - Nell'infanzia stupì molti uomini saggi con la sua grande intelligenza

· 0490 - I suoi seguaci lo consideravano il "Verbo fatto Uomo"

· 0530 - E' stato battezzato a 30 anni sulle rive di un fiume

· 0550 - E' stato tentato nel deserto da un demonio

· 0805 - Zoroastro esorcizzò i demoni

· 0830 - Restituì la vista ad un cieco

· 0980 - Il suo culto comprendeva l'Eucaristia

· 1020 - Zoroastro fu ucciso

· 1048 - Dopo la morte discese negli Inferi

· 1080 - Dopo la morte ascese in cielo su di un "cocchio solare"

· 1135 - Il culto comprende il concetto messianico di Regno di Giustizia (Regno di Dio)

· 1145 - Il culto riconosce l'immortalità dell'anima

· 1170 - Il culto comprende la credenza negli angeli

· 1180 - Il culto considera anche la credenza nei demoni che rendono gli uomini impuri e devono essere esorcizzati

·
1190 - I seguaci di Zoroastro attendono la sua seconda venuta nelle
vesti di un altro uomo-dio, chiamato SAOSHYANT (il Salvatore), che
verrà generato da una vergine di nome Vispataurva, nell'anno 2341,
prossimo venturo. Saoshyant, nelle vesti di un Messia, inizierà anche
lui il suo ministero al compimento dei 30 anni e cioè nel 2371 e.v.
Secondo alcune interpretazioni i "salvatori" (Saoshyant) sarebbero tre:
Budda, Gesù e Mani ancora da venire.


· 1250 - Zoroastro usava una coppa sacra detta "graal"

· 1260 - Il culto tratta diffusamente i concetti di inferno e paradiso

· 1270 - Viene usata l'acqua per il battesimo e per i riti di purificazione

· ........ - Zoroastro ha predicato anche il battesimo mediante il fuoco ed il vento sacro

·
........ - Zoroastro predicò diffusamente sul paradiso e sull'inferno
rivelando misteri quali la resurrezione, il giudizio finale, la
salvezza e l'apocalisse


· ........ - Ha avuto visioni profetiche e apocalittiche

· ........ - Ha previsto una durata di 1000 anni per il regno del signore

· ........ - Ha previsto la battaglia finale e la sconfitta definitiva del demonio (Angra Mainyu)

· ........ - Ha descritto la "Città Celeste"

- ecc., ecc., ecc.



BAAL

Punti in comune con il culto cristiano:


· 0990 - Baal è stato fatto prigioniero

· 1000 - E' stato condotto in un’aula di giustizia

· 1005 - E' stato tormentato e schernito dalla plebe

· 1015 - E' stato trascinato su di un’altura

· 1025 - I suoi vestiti sono stati divisi tra i suoi aguzzini

· 1030 - E' stato condannato con altri due prigionieri

· ........ - Dopo la sua morte la plebe si abbandona ad eccessi

· 1060 - Baal è resuscitato e la pietra tombale è scivolata via dal sepolcro per divino intervento

1070 - Dopo la resurrezione è stato visto da alcune pie donne e da altri suoi seguaci.



ISIDE - OSIRIDE

Tra le caratteristiche di questo culto si nota:


0330
- La venuta di Osiride fu annunciata da tre Uomini Saggi (che portano i
nomi di quelle tre stelle della cintura di Orione che puntano
direttamente alla stella Sirio, ritenuta la stella di Osiride. Egli era
considerato:


o 0445 - Il Buon Pastore

o 0507 - Il Re dei Re

o 0511 - La resurrezione e la vita

o ........ - Signore dei signori

o ........ - Dio degli Dei

o ........ - Eterno ed immortale

· 0980 - La sua "carne" era mangiata in comunione, sotto forma di focacce di frumento: la pianta della verità

· 1020 - Dall'inizio alla fine Osiride fu l'uomo-dio egiziano che soffrì

· 1025 - e che morì

· 1045 - Al momento della sua morte il sole si oscurò

· 1048 - Osiride discese all'inferno

· 1060 - Osiride risorse,

· 1080 - per regnare eternamente in paradiso.



DIONISO / BACCO

In comune con la favola di Gesù troviamo:


· 0130 - E' nato dalla vergine Semele e da Zeus

· 0180 - E' nato il 25 Dicembre

· 0200 - Dopo la nascita è stato deposto in una mangiatoia

Tra le varie definizioni che gli sono state attribuite troviamo:

o 0425 - Figlio unigenito

o 0430 - Salvatore

o 0500 - L'Unto

o 0507 - Re dei re

o 0508 - Il Redentore

o 0509 - Remissore dei peccati

o ........ - ed ancora: Dio degli dei, l'Alfa e l'Omega.

· 0815 - Come predicatore itinerante fece parecchi miracoli

· 0865 - Trasformava l'acqua in vino (era il Dio del vino!)

· 0900 - Era considerato un re consacrato (unto)

· 0910 - Cavalcò un asino in una processione trionfale

·
0980 - Dopo la sua morte il suo corpo veniva virtualmente mangiato
durante un rituale eucaristico di fecondità e di purificazione


·
1020 - Il suo titolo sacrificale di Dendrita o Giovane uomo dell'albero
lascia indendere che sia stato impiccato o crocifisso ad un albero
(Secondo alcune tradizioni ucciso dai Titani?)


· 1048 - Dopo la sua morte è disceso nell'Ade

· 1060 - Dioniso è tornato in vita il 25 Marzo (solstizio di primavera), resuscitato da Zeus

........ - Veniva simboleggiato con il montone o l'agnello



ADONIS

I punti in comune con il mito cristiano sono:


0110 - La madre si chiamava Myrrha (Mylitta)

· 0115 - La madre Myrrha era una vergine consacrata al Tempio, identificata poi come Maria dai primi cristiani

· 0130 - Il concepimento è stato verginale

· 0180 - Adonis è nato il 25 Dicembre

· ........ - Adonis era chiamato:

· 0430 – Salvatore

· ........ – Guaritore

· ........ - Pastore celeste

· 1040 - Adonis è morto nel solstizio di primavera

· 1048 - Dopo la morte Adonis è disceso nell'inferno

·
........ - Adonis moriva e risorgeva nuovamente in cicli periodici,
come gli dei della vegetazione e della fertilità. E' stato assimilato
al dio Sole che ugualmente moriva e rinasceva in cielo secondo il ciclo
delle stagioni.




BUDDA

La figura del Budda ha alcune caratteristiche in comune con la favola di Gesù:


· 0110 - La madre si chiama Maya (Mayadevi)

· 0130 - E' stata fecondata in sogno da un elefante bianco a sei zanne

Budda è stato definito con i seguenti appellativi:

o 0417 - Il Signore

o 0422 - Maestro

o 0430 - Salvatore

o 0435 - Discendente da stirpe reale

o 0440 - Dispensatore del Verbo

o 0445 - Il Buon Pastore

o 0450 - Salvatore del Mondo

o
........ - Ed ancora: Dio degli Dei, Padre del Mondo, Reggitore
Onnisciente ed Onnipotente, Essere Supremo, L'eterno Uno, Prediletto
portatore, Il Falegname, Infinito e Sempiterno, Lavandaio del Mondo,
l'Alfa e l'Omega.


· 0550 - E' stato tentato dal demone Mara

· 0855 - Ha camminato sulle acque di un fiume (presso Uruvilva-India)

· 1045 - Alla sua morte un terremoto avrebbe scosso tutta la terra



ERCOLE

Le analogie tra il mito cristiano e quello di Ercole non sono poche:


· 0110 - La madre di Ercole era la fanciulla Alcmena

· 0130 - Il concepimento è stato verginale e per opera di Zeus

· 0180 - Ercole è nato il 25 Dicembre

Ercole veniva indicato come:

o 0425 - L'unigenito

o 0435 - Discendente di stirpe reale

o 0455 - Luce del mondo

o 0490 - Verbo Universale

o ........ - Principe della pace

· ........ - Sole della giustizia

· 1025 - E' stato ucciso avvolto in un manto scarlatto

· 1040 - Deceduto nel solstizio di primavera

· 1045 - Mentre moriva il sole si è oscurato

· 1048 - Subito dopo la morte è disceso nell'Ade

· 1060 - Ercole è stato resuscitato dal padre Zeus

· 1080 - E' asceso all'Olimpo degli Dei

E'
curioso notare che Ercole sarebbe morto vicino a casa, su di una ripida
collina (l'Eta), così anche Gesù (la cui vera casa avrebbe dovuto
essere Gerusalemme) sarebbe stato giustiziato sul Golgota, un
monticello.




PROMETEO

Il mito di Prometeo ha un certo numero di somiglianze con quello della favola di Gesù:


· 0110 - La madre di Prometeo era Danae

· 0130 - Il concepimento è stato verginale

· 0140 - La fecondazione è avvenuta mediante una pioggia d'oro

Prometeo era considerato:

o 0490 - Il Verbo

o 0513 - Il Logo del mondo

· 1020 - Prometeo ha sofferto ed è morto su di una croce

· 1025 - Prometeo era disceso dal cielo in terra nella veste di un dio incarnato per salvare il genere umano

· 1045 - Quando è morto in croce il sole si è oscurato

· 1060 - Prometeo è risorto dalla tomba

· 1150 - Prometeo ebbe un amico molto amato: Petraeus (Pietro), un pescatore, che poi lo abbandonò.



KRISNA

Quella che segue è una lista parziale delle analogie tra il mito di Krihsna e quello di Gesù:


· 0100 - Il padre terreno di Krishna era un carpentiere che si era recato in città, a pagare certe tasse, mentre Krishna nasceva

· 0110 - La madre di Krishna era Devaki (la Divina)

· 0130 - Il concepimento di Devaki è stato di tipo verginale

· 0180 - Krishna è nato il 25 Dicembre

· 0200 - E' nato in una grotta del monte Meru

· 0225 - La sua nascita è stata annunciata da una "Stella d'Oriente"

· 0230 - Hanno assistito alla nascita angeli

· 0240 - e pastori

· 0330 - Erano presenti alla nascita tre Uomini Saggi

· 0340 - I tre Uomini Saggi gli hanno donato delle spezie

· 0370 - Krisna fu perseguitato da un tiranno, il re Kansa

· 0390 - Il re Kansa ordinò la morte di migliaia di bambini, con l'intento di eliminare anche Krishna

·
........ - Krishna è stato nascosto sulle rive di un fiume in un
canestro di paglia e poi raccolto da un'altra donna (qualcosa di simile
alla vicenda di Mosè)


Krishna fu chiamato:

o 0415 - Figlio di Dio

o 0417 - Nostro Signore

o 0427 - Primigenito

o 0430 - Salvatore

o 0490 - Verbo universale

o 0508 - Redentore

o 0510 - Liberatore

o ........ - Dio pastore

o ........ - IEZEUS o JESEUS = pura essenza

· 0530 - Krishna è stato battezzato sulle rive del Gange

· 0600 - Krishna predicava mediante parabole per insegnare alla gente la carità e l'amore

· ........ - Krishna visse povero ed amò i poveri

· ........ - Il suo cammino fu "disseminato di rovi"

· 0645 - Krishna conferì anche ai suoi discepoli il potere di fare miracoli

· 0695 - Il discepolo più amato da Krishna fu Arjuna o Ar-Jouan (Giovanni)

· 0700 - Krishna si trasfigurò di fronte ai suoi discepoli

· 0790 - Criticò i preti accusandoli di ambizione e di ipocrisia. La tradizione dice che egli cadde vittima della loro vendetta

· 0810 - Krishna guarì i lebbrosi

· 0815 - Compì molti miracoli

· 0830 - Guarì i ciechi

· 0835 - Risuscitò i morti

· 0845 - Diede la parola ai muti

· 0900 - Krishna è stato unto sul capo da una donna che egli aveva guarita

· 1020 - Secondo alcune tradizioni morì affisso ad un albero

· 1025 - Krishna è venuto in terra a morire per la salvezza dell'uomo

· 1030 - Secondo altre tradizioni fu crocifisso tra due ladri

· 1045 - Krishna fu ucciso a circa 30 anni di età ed alla sua morte il sole si oscurò

· 1048 - Dopo la morte discese all'inferno

· 1060 - Risuscitò dalla morte

· 1080 - Ascese in paradiso

· 1100 - Krishna veniva rappresentato affisso su di una croce con fori di chiodi ai piedi

· 1140 - Era la seconda persona di una trinità

·
1190 - Krishna ritornerà sulla terra per giudicare i morti e cavalcando
un cavallo bianco darà battaglia al "Principe degli Inferi" che
vorrebbe condurre il mondo alla perdizione


· 1230 - A volte Krishna veniva rappresentato con l'emblema di un cuore sulla tunica (sacro cuore di Krishna)

· ........ - Krishna era anche considerato come la reincarnazione terrena del dio induista Visnu

· ........ - A volte veniva rappresentato come un uomo che schiaccia la testa di un serpente

· ........ - Krishna era il leone della tribù di Saki.



ATTIS

La storia di Attis e quella della favola di Gesù hanno in comune le seguenti caratteristiche:


· 0110 - La madre di Attis si chiamava Nana

· 0130 - La madre a concepito il figlio verginalmente mediante un frutto speciale

· 0180 - Attis è nato il 25 Dicembre

Era normalmente considerato come:

o 0415 - Il figlio divino e il padre

o 0425 - Unico figlio generato

o 0430 - Il salvatore

· 0815 - Ha eseguito interventi miracolosi

· 0980 - Durante le cerimonie, il suo corpo, in forma di pane, era mangiato dai suoi seguaci

· 1020 - Nel venerdi nero fu crocifisso ad un albero ed il suo sangue divino si sparse a redimere la terra

· 1025 - Era considerato come il salvatore che fu ucciso per la salvezza e la redenzione del genere umano

· 1048 - Dopo la morte discese negli inferi

1060 - Dopo tre giorni, il 25 marzo, (equinozio di primavera) Attis resuscitò dalla morte.



Tony Braschi©opy®ight 2009. Tutti i diritti riservati.

ARTICOLO 17. Diritto di proprietà - 2. La proprietà intellettuale è protetta.

CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UNIONE EUROPEA (7 dicembre 2000)




Monday, March 30, 2009 

Current mood:  angry


CLICCATE PER VEDERE:

I CRIMINI DI JOSEPH RATZINGER

http://video.libero.it/app/play?id=d3c8e2a13b3815589f89c1e5d0fa91c1




Monday, March 30, 2009 

Current mood:  angry

La
chiesa cattolica è destituita di ogni credibilità, e lo dimostra il
fatto che il suo consenso è pressoché inesistente presso il popolo.
L’unico modo in cui la chiesa sopravvive è mediante il suo potere
capitalistico, garantitogli unicamente dal nostro Stato deviato e
parassitario; lo stesso Stato italiano che privilegia
abitualmente la chiesa cattolica e i cattolici, ponendo in essere
comportamenti discriminatori ai danni degli atei, degli agnostici e
delle altre religioni.
Più specificatamente la chiesa sopravvive
nel modo più reazionario ed inumano possibile, ovverosia sfruttando il
sudore dei lavoratori della nostra intera società. Quindi, creando
miseria e dissanguando gli oppressi, la chiesa cattolica continua
indisturbatamente il proprio percorso millenario di oppressione e
moralizzazione corrotta, perpetrando la sua atavica ed innata
propensione al moralismo, cioè la propria immoralità clerico fascista.
L’ingente
patrimonio mondiale di Santa Romana Chiesa, gestito dal potere politico
più autoritario della terra, è la chiave di accesso per la comprensione
di questa struttura divenuta una mastodontica multinazionale dalla
sovranità illimitata. L’interesse economico è l’obiettivo primario
della Santa Sede, e come tale si alimenta dell’ignoranza e della
sottomissione della moltitudine per poter continuare a proliferare.
Grazie all’imponente effetto mediatico, il Vaticano regola ogni cosa
creando una visione virtuale della realtà, una mistificazione che mira
all’idea della salvezza, tentando quindi con ogni mezzo di spacciarla
per volontà divina.
[…]
Bisogna convincersi, tanto gli ecclesiastici quanto i laici si servono
delle risorse economiche del Vaticano non per compiere opere
umanitarie, ma per un evidente tornaconto personale. Le opere
umanitarie che vengono realizzate servono più che altro a dare
un’immagine di facciata, una parvenza dietro la quale poter operare
indisturbatamente nell’ambito affaristico.
(da “Il libro nero del Vaticano” di Tony Braschi, edizione. Libreria Croce)
I
tre valori sinottici del Vaticano, ovverosia “mentire”, “lucrare”,
“occultare”, sono gli elementi ontologici che da sempre
contraddistinguono la chiesa; ciascuno dei pontefici di turno né è la
prova conferma storica, in particolar modo l’attuale papa.
Il servitore della Germania di Adolph Hitler nella seconda guerra mondiale - ex soldato dell’esercito nazista nella Wermacht - Joseph Ratzinger, che com’è ben noto, da giovane ha aderito alla Hitler Jugend nazista, arruolandosi poi nel 1943 in un reparto di artiglieria antiaerea della Luftwaffe,
continua a delirare alimentando tensioni nella società attraverso le Tv
di Stato: a spese dei cittadini! L’antisemita ed opportunista Joseph
Ratzinger, che com’è noto nel 1951 venne
nominato arcivescovo dal cardinale filo hitleriano Faulhaber, nei mesi
scorsi era quasi riuscito a far credere di essere tollerante con il
popolo ebraico.
Dopo la riabilitazione del vescovo lefreviano ed
antisemita Williamson, negazionista delle camere a gas, per l’attuale
pontefice è caduta definitivamente anche quest’ultima possibilità di
credibilità. A parte i cattolici (tra l’altro sempre meno convinti) è
praticamente improbabile trovare qualcuno disposto a credergli, perché
Ratzinger, in arte Benedetto XVI, emana tutto fuorché sincerità. Al
contrario la sua biografia conferma il suo spietato cinismo antiebraico
fin dall’adolescenza. Come se ciò non bastasse, l’opulento monarca
capitalista Joseph Ratzinger è tutt’ora uno dei maggiori sostenitori al
mondo della pena di morte. Di seguito riportiamo alcune sue
dichiarazioni in proposito, rilasciate di recente: «Mentre
la Chiesa esorta le autorità civili a perseguire la pace, non la
guerra, e ad esercitare discrezione e misericordia nell’applicare una
pena a criminali, può tuttavia essere consentito prendere le armi per
respingere un aggressore, o fare ricorso alla pena capitale. Ci può
essere una legittima diversità di opinione anche tra i cattolici sul
fare la guerra e sull’applicare la pena di morte, non però in alcun
modo riguardo all’aborto e all’eutanasia».
«[467] Perché la legittima difesa delle persone e delle società non va contro tale norma?
Perché con la legittima difesa si attua la scelta di difendersi e si
valorizza il diritto alla vita, propria o altrui, e non la scelta di
uccidere. La legittima difesa, per chi ha responsabilità della vita
altrui, può essere anche un grave dovere. Tuttavia, essa non deve
comportare un uso della violenza maggiore del necessario
». «La Chiesa
ritiene che l’uccisione diretta di un innocente sia sempre un delitto.
Ma non si sente di dire teoricamente che la pena di morte per
gravissimi delitti e in alcune circostanze sia in contraddizione con il
Vangelo […] È nella linea del Vangelo – ha ripetuto uno dei suoi
portavoce Antonelli – lavorare perché non ci sia la pena di morte, ma
bisogna essere prudenti e non assumere posizioni totalitarie
» (AGI, 8/2/2007).
Ecco
spiegato come mai il 16-04-08, mentre Bush dava carta bianca per
legittimare la pena di morte tramite l’iniezione letale, tra l’altro
dichiarando che non è anticostituzionale, Joseph Ratzinger, che proprio
in quel giorno era negli USA, e che compiva i suoi 81 anni a fianco del
suo amico guerrafondaio presidente, non proferì mai neanche una parola
di condanna. E tutt’ora continua a tacere! Ecco spiegato come mai al
rientro del papa in Italia, dopo 8 mesi di rispetto per la moratoria,
negli Usa riprendono ben 30 (trenta) esecuzioni capitali tramite
iniezioni letali.

La chiesa cattolica, in quanto struttura organizzata, agisce esclusivamente per interessi economici e per fini di potere. Non a caso la chiesa gode d’indegni vantaggi, d’immunità e di privilegi, i quali sono divenuti insostenibili per la collettività.
miliardi sottratti alla società attraverso l’autorizzazione di stato,
congiunti all’evasione fiscale del Vaticano, stanno demolendo
definitivamente la nostra economia. Nelle scuole
pubbliche viene insegnata la sola religione cattolica, peraltro con
insegnanti che vengono scelti dalla chiesa ma pagati da tutti gli
italiani, che possono poi essere licenziati, senza alcun obbligo di
motivazione, dalla chiesa stessa: la stessa opportunità viene invece
negata a tutte le altre confessioni, agli atei e agli agnostici. La
chiesa cattolica e altre pochissime confessioni godono anche del
privilegio di partecipare all’assegnazione dell’8 per mille del gettito
fiscale dell’imposta sui redditi: tale diritto è stato invece
esplicitamente negato dalle numerose associazioni degli atei italiani,
pur essendo innegabile che il diritto di libertà religiosa e di
eguaglianza religiosa competa anche a chi non crede agli Dei o è
agnostico. La chiesa cattolica gode dell’esenzione del pagamento
dell’ICI e di altri privilegi fiscali, riferibili anche ad attività
economiche.
Parlare di aiuti alle famiglie dopo averle
depredate, a loro insaputa, è puramente populistico, oltre che
moralmente deprecabile ed eticamente inaccettabile. La santa sede si appropria della volontà dei governati per soggiogarli e sottometterli alla propria autorità clerico fascista, facendo credere loro che la gestione del potere politico, economico e sociale, sia il volere spirituale espresso dal loro Dio. La
chiesa cattolica e il Pontefice utilizzano quotidianamente le
televisioni pubbliche italiane per diffondere, in regime di monopolio
assoluto, i loro messaggi religiosi, indottrinando gli italiani e
facendo
credere, anche a livello sublimale, che il mondo e l’universo ruotano
attorno al Dio dei Cattolici e alla loro chiesa, I pregiudicando
così la libertà e la neutralità dell’informazione, cioè i cardini
principali sui quali si reggono i regimi realmente democratici: alle
altre confessioni, agli atei e agli agnostici è invece rigorosamente
preclusa qualsiasi possibilità di accesso ai mass media e di
diffondere, in regime di par condicio, le proprie idee
e le proprie notizie. In estrema sintesi, il diritto umano
all’eguaglianza in Italia è costantemente violato dalle istituzioni
statali che, assecondando l’arrogante pretesa di “superiorità” “morale”
e “divina” della chiesa cattolica, discriminano tutte le altre
confessioni, gli atei e gli agnostici. Pertanto riteniamo che il
Parlamento europeo abbia l’onere di stroncare tutte le discriminazioni
attuate dall’Italia, rammentando ai suoi governanti che il razzismo,
come qualsiasi forma di discriminazione, si realizza nel momento in cui
chi crede di essere “superiore” per razza, religione o ideologia,
pretende per ciò stesso di dover godere di “privilegi” rispetto agli
altri: e quando si privilegia qualcuno, si discriminano necessariamente
tutti gli altri.
Questo è ciò che fa la chiesa dietro la
demagogia surreale del Dio buono e giusto: una concezione fittizia di
un Dio evidentemente criminale, dietro cui continuare ad operare
indisturbatamente nell’ambito affaristico, fatto di bieche strategie
politiche, di occultamento della verità e di sfruttamenti sociali.
Questo è il modo in cui la chiesa si garantisce la propria
sopravvivenza, e questo è il nuovo Medioevo che noi tutti, nostro
malgrado, ci troviamo a dover vivere, e contro il quale dobbiamo
iniziare a lottare seriamente: con autoderminazione e cognizione di
causa. Dal momento che il progresso e lo sviluppo
dell’Europa si debbono fondare sulla convivenza pacifica e sul rispetto
reciproco di tutte le diversità culturali, ideologiche e sociali,
è
ora di dire basta! E’ giunto il momento di rivendicare i nostri
inalienabili diritti sociali. La nostra storia deve ripartire
dall’antifascismo militante e dall’anticlericalismo più intransigente.
O si fa la storia o si muore.  

 
Tony Braschi® 2009. ©2009. Tutti i diritti riservati.

Monday, March 30, 2009 

Current mood:  angry


CHI ERA GIOVANNI PAOLO “POLACCO” II

Al di là della tanta propaganda istituzionale operata da tv e giornali, quanti sanno chi era in realtà tale papa Giovanni Paolo II?
La gente che crede di amarlo è perché non conosce la verità.

Karol Wojtyła, in arte Giovanni Paolo II (Wadowice, Cracovia 1920 – Città del Vaticano 2005), papa (1978-2005), appena divenuto papa nel 1978 diede la prelatura personale alla congrega occulta dell’Opus Dei, ufficialmente una prelatura personale,in pratica un’autonomia giuridica dentro la Chiesa, la stessa
considerata pericolosa dalla chiesa stessa. L’Opus Dei, anche detta
Octopus Dei, “la piovra di Dio”, in riferimento alla struttura mafiosa
dell’istituzione quanto mai segreta, detiene il controllo di circa una
cospicua catena di banche ed un’infinità di aziende nel mondo. La
stessa Opus Dei che tutt’oggi aliena i beni materiali dei nuovi
adepti e, come è stato ampiamente dimostrato in seguito a testimonianze
dirette dei fuoriusciti, li depersonalizza fino a renderli psicolabili,
spesso causandone il suicidio; la stessa Opus Dei che al pari della
mafia si è resa responsabile di misteriosi suicidi-omicidi noti e meno
noti. Vogliamo credere che il papa non sia mai stato a conoscenza
dell’identità sociale e politica dell’Opus Dei da lui stesso
autorizzata, da lui stesso sostenuto per ben 27 anni?
Il fondatore dell'Opus Dei, José María Escrivá de Balaguer (Barbastro 1902 – Roma1975), fu amico e consigliere del dittatore fascista - stragista
Francisco Franco. José María Escrivá de Balaguer, fascista, amico e consigliere del dittatore fascista - stragista Francisco Franco fu proclamato beato nel
1992, e canonizzato nell’ottobre del 2002 da Giovanni Paolo II.


All’inizio degli anni ’80 Giovanni Paolo II difende la strategia
nucleare e ne accetta il principio. L’11 Giugno 1982 dichiara: la bomba atomica permette di andare verso la pace.
L’episcopato francese condivide senza riserve dichiarando che:
si tratta di lottare contro il carattere repressivo e aggressivo dell’ideologia marxista-leninista. Al contrario non fu mai espressa una condanna altrettanto ferma nei confronti del nazifascismo.

Tra 1976 e il 1983 durante la dittatura argentina di Augusto Pinochet
poté portare fino in fondo il suo piano di terrore grazie all’acquiescenza delle diplomazie internazionali. Tra persone bruciate nei forni, gettate in fosse comuni oppure in mare aperto con i cosiddetti “voli della morte”, gestiti con macabra efficienza dall’Aeronautica militare, il quale le stime ufficiali hanno calcolato

che morirono un milione di persone. La “sparizione forzata” è oggi

considerata dal Tribunale penale internazionale e dalle Nazioni Unite

un crimine contro l’umanità. Dopo il crollo delle dittature, in America

latina furono istituite molte commissioni per indagare sulle sparizioni avvenute nei decenni precedenti e molti personaggi politici e militari

(tra cui gli ex dittatori del Cile e dell’Argentina, Augusto Pinochet e

Jorge Videla) furono inquisiti e in alcuni casi condannati. La

dittatura argentina (che causò anche più di un milione di fuoriusciti)

anche indifferenti alle denunce di alcune organizzazioni umanitarie e

soprattutto a quelle delle Madres de Plaza de Mayo (Madri di piazza di

Maggio), un’organizzazione formata da alcune madri di scomparsi già

agli inizi del 1977. Ebbene, non solo Wojtyla andò a trovare
personalmente in Argentina Augusto Pinochet, autore di genocidi
inauditi, uno dei peggiori trucidatori della storia, ma ne diventò
persino suo amico.

Il papa polacco scioccò tutto il mondo quando 1987 in Cile strinse la
mano del boia Augusto Pinochet affacciandosi con lui dalle finestre del
palazzo presidenziale. In quella circostanza si guadagnò la lettera di
“Giuda” da parte delle madri dei Desaparecidos. Oltre alle foto

esistenti dei loro incontri, ci sono le prove che i due intrattennero

un rapporto continuativo anche dopo quell’occasione, fino a si

scambiarsi reciprocamente gli auguri ad ogni ricorrenza festiva.

Come se ciò non bastasse, durante la sua visita in Croazia nell’ottobre

1998, Papa Woityla ha beatificato il dr. Aloysius Stepinac, vescovo
cattolico, che si rese complice dei misfatti perpetrati in Croazia da
Ante Pavelic. Wojtyla lo ha premiato, beatificando questo criminale.

Lo stesso Karol Woityla che nel 2000 ha avuto l’insolenza di
“beatificare” Papa Pio IX. Per chi ancora non lo sapesse, Pio IX
affermava nelle sue Instruzioni del 20.6.1866 che: “la schiavitù in
quanto tale, considerata nella sua natura fondamentale, non è del tutto
contraria alla legge naturale e divina; Possono esserci molti giusti
diritti alla schiavitù e sia i teologi che i commentatori dei canoni
sacri vi hanno fatto riferimento. Non è contrario alla legge naturale e
divina che uno schiavo possa essere venduto, acquistato, scambiato o
regalato." Pio IX si è reso anche autore del famigerato Sillabo, dei
crimini di razzismo contro gli ebrei, degli assassini di patrioti
italiani che lottarono per l'unità d'Italia e della decapitazione del
cappellaio romano Antonio De Felici (quest’ultimo condannato a morte
perché sorpreso con uno scalpello da intagliatore su un pianerottolo
delle scale del Palazzo Vaticano). I cattolici sul conto degli ebrei
hanno diffuso le più assurde ed infami credenze ed accuse, tra cui
quelle che il giudaismo prescriveva sacrifici rituali di cristiani e
che gli ebrei impastassero la matzah, il pane azimo pasquale, col
sangue dei cristiani: in questo modo hanno provocato ed istigato stragi
di ebrei che sono state perpetrate sino alla fine del diciannovesimo
secolo, anche “grazie” alle istigazioni all’odio razziale diffuse da
Civiltà Cattolica, il giornale politico ed antisemita voluto e fondato
da Pio IX nel 1850. A tale proposito ricordiamo che uno degli ultimi
rapimenti, avvenuto a Bologna il 23.6.1858, fu quello di Edgardo
Mortara. Il mandante di questo crimine fu Pio IX. Ebbene, Karol Woityla
nel 2000 beatificò Pio IX. Ovverosia, Karol Woityla è stato capace di
beatificare anche questo criminale.

Il papa polacco, divenuto l’imbonitore delle folle, propagandato come
personaggio carismatico, mise a capo della banca vaticana Paul
Marcinkus, attraverso il quale la Chiesa Cattolica comprò azioni false
e rubate per un miliardo di dollari, ed arrivò a gestire una mole
impressionante di loschi affari che fruttarono alle proprie casse
centinaia di milioni di dollari. Lo IOR, ufficialmente l’Istituto per
le opere religiose, è in realtà la banca di proprietà del Papa che sin
dagli inizi, è stata più volte coinvolta nei peggiori scandali,
corruzione e intrighi. Per decenni vi hanno transitato i capitali di
Cosa Nostra, grazie a personaggi mossi dal Vaticano come Michele
Sindona, Roberto Calvi. L’allora vescovo Paul Marcinkus, tra i tanti
affari poco puliti, acquistava banche e società da Calvi e poi le
rivendeva allo stesso Calvi a prezzi superiori. Tutto venne documentato
da registrazioni ed intercettazioni dell’FBI, prima di diventare il
Crack finanziario che tutti ricordano. Quando nel 1983 Paul Marcinkus
venne riconosciuto colpevole di bancarotta fraudolenta, falsa emissione
di assegni, e venne anche condannato per istigazione all’omicidio per
il caso dell’Ambrosiano Veneto, papa Giovanni Paolo II consentì a
Marcinkus di rifugiarsi negli Usa fino al 1992: anno in cui Marcinkus
morì.






Come mai Giovanni Paolo II non chiese un regolare processo per il delinquente Paul Marcinkus, ma al contrario, oltre a consentirgli uni ncarico che lo rese ricco, lo estradò negli Usa garantendogli la protezione fino alla fine dei suoi giorni?



E’ Lo stesso papa polacco che suscitò lo sdegno dell’opinione pubblica
quando rifiutò di ricevere Rigoberta Menchù, giovane guatemalca premio
Nobel per la pace nel 1992. Rigoberta Menchù nel 1981, per sfuggire
agli “squadroni della morte” (le milizie di estrema destra al soldo dei
latifondisti e del governo), si recò in esilio in Messico, dove
consacrò la sua vita alla lotta non violenta per i diritti delle
popolazioni indigene centroamericane. Collaborò in seguito con la
Commissione per i diritti umani dell'ONU a Ginevra e dal 1986 fu membro
del Consiglio dell'ONU per i diritti degli indios. Per il suo impegno
ottenne nel 1990 il premio dell'UNESCO e nel 1992, a soli trentatré
anni, fu insignita del premio Nobel per la Pace. Karol Woityla rifiutò
di riceverla. Pertanto non c’è da stupirsi che il cristianesimo
ufficiale si schieri sia a favore della deterrenza nucleare per la
guerra post-moderna, sia a favore della pena di morte.

Tra Aprile e Giugno 1994 Wojtila ha consentito quasi un milione di
morti in tre mesi in Rhuanda, rimanendo in omertoso silenzio: tacendo
durante i massacri. Il genocidio dei Tutsi da parte degli Hutu nel
Ruanda fu sostenuto, difeso, e coperto dalla chiesa cattolica e
dall’istituzione in loco, con il silenzio-assenso del pontefice
Giovanni Paolo II. Costui è stato capace di esporsi per i religiosi che
dovevano sfuggire alle insidie della guerra, ma non è stato pronto a
farlo per la comunità dei Tutsi. Per quest’ultimi non solo non ha mai
fatto nulla, né ha mai mostrato alcuna compassione, ma, al contrario,
si è reso corresponsabile della discriminazione razziale prima della
guerra in Rhuanda: la discriminazione per l’entrata in seminario, per
la formazione, per l’ordinazione, fino a quella per la direzione di
scuole cattoliche e l’avanzamento nella gerarchia ecclesiastica. Alcuni
membri del clero hanno acquistato e distribuito molti machete, e, dopo
aver localizzato le vittime, hanno preso parte agli orribili massacri.
Questi cattolici hanno rinchiuso le vittime nelle chiese, le hanno
incendiate, e poi hanno cancellato ogni traccia della carneficina con i
Bulldozer. Ebbene, dopo lo sterminio, tra l’altro compiuto con il bene
placido dell’allora ministro francese Francois Mitterand, la chiesa
utilizza alcuni conventi per sottrarre i massacratori cattolici alla
giustizia, attivando una cavillare e segreta rete di protezione per la
fuga in Europa. La chiesa cattolica fornisce biglietti aerei grazie
all’associazione Caritas International, proteggendo i criminali ed
impedendo loro di essere processati e, come se ciò non bastasse, alcuni
di questi vescovi vengono reinseriti nelle parrocchie. Dopo che la
scoperta del genocidio diviene di pubblico dominio, Wojtyla corre ai
ripari con una lettera salva facciata al presidente della Repubblica
del Ruanda. Un comunicato formale senza neanche un’ombra di accusa nei
confronti degli assassini, né una parola di rammarico per l’accaduto.
Nessun atto di deplorazione né di pentimento da parte della chiesa.
Papa Giovanni Paolo II chiede di sospendere la pena di morte per gli
autori della carneficina, e non pronuncia, né pronuncerà mai, una sola
parola di dolore per le vittime. 


Inoltre Wojtila ha coperto una quantità considerevole di abusi sessuali
commessi da preti cattolici. Il cardinale Stanislao Dziwisz, per
quarant’anni segretario di Karol Wojtyla (ventisette dei quali in
Vaticano), ed arcivescovo di Cracovia, ha coperto numerosi casi di
abusi e molestie perpetrati da prelati polacchi e alte personalità
ecclesiastiche. Nel mirino, il mancato intervento del braccio destro di
Giovanni Paolo II in alcune vicende particolarmente scabrose,
nonostante le circostanziate denunce coinvolgessero influenti
personalità della gerarchia ecclesiastica. Tra questi, un arcivescovo
connazionale e amico di don Stanislao e il fondatore dell’ordine
religioso in maggior crescita oggi al mondo: i Legionari di Cristo. Fin
dal 2000 l’«angelo custode» del Pontefice sarebbe stato informato di
gravi casi di molestie che vedevano coinvolti prelati celebri, ma
avrebbe «insabbiato» il dossier che proveniva dal clero polacco e da un
tribunale ecclesiastico sudamericano. L’accusa è pesante, simile a
quella che ha costretto alle dimissioni il cardinale Bernard Law, l’ex
arcivescovo di Boston nominato arciprete di Santa Maria Maggiore a
Roma.  In primo luogo risulterebbe che il cardinale Dziwisz avrebbe
ignorato le rivelazioni di esponenti della Chiesa polacca che avevano
per oggetto un suo sodale. Invece di attivarsi per verificare le
gravissime accuse contenute nelle informative, don Stanislao avrebbe
tenuto prudentemente in un cassetto gli allarmanti documenti che gli
aveva inviato, sette anni fa, un gruppo di sacerdoti per avvertirlo
degli abusi di monsignor Juliusz Paetz, allora arcivescovo di Poznan, a
danno di seminaristi. Nel 1999 erano ormai diffuse le voci di illecite
avances compiute verso seminaristi dall’arcivescovo Paetz, stretto
collaboratore del pontefice. Era accusato di recarsi da loro
nottetempo, di abbracciare giovani religiosi in pubblico e di servirsi
di una galleria sotterranea per andare dalle sue vittime. Il rettore
del seminario prese seriamente le accuse e vietò all’arcivescovo
l’ingresso al collegio. I preti che avevano indirizzato l’informativa
riservata a don Stanislao si aspettavano una pronta reazione da parte
del segretario del Papa e avrebbero scoperto, invece, con grande
stupore, che Karol Wojtyla era stato completamente lasciato all’oscuro
della vicenda. Lo scandalo dell’arcivescovo Paetz venne poi alla luce
indipendentemente dalla denuncia fatta giungere a monsignor Dziwisz e
portò alle clamorose dimissioni del presule polacco nel 2002. (da “Il
libro nero del Vaticano”, ediz. Libreria Croce)


Lo stesso Karol Wojtila il cui potere gli ha garantito la sopravvivenza
del Cattolicesimo più retrivo, cosi’ come gli ha consentito di
affermare il proprio inespresso lato artistico, con tanto di concerti
papali insieme a nomi di fama mondiale e Rock Stars considerati
“peccatori Doc”, ma redenti per la ghiotta occasione e per la giusta
causa del Dio denaro. Il Giubileo ha anche ufficializzato il lato
artistico del Santo Padre con l’uscita del compact disc Abba Pater, un
cd poco suonato nelle radio e nelle discoteche, ma in compenso molto
apprezzato nei conventi, nelle chiese, e nelle cerimonie funebri.

In tutto il mondo abbiamo assistito all’evento del Giubileo, durante il
quale l’anno “Santo” è stato gestito come una sorta di Woodstock per
aristocratici, con tanto di merchandising ed introiti da Film
Hollywoodiani, in seguito utilizzati per ristrutturare una parte degli
appartamenti di proprietà del Vaticano, e rivenderli a più del doppio
del loro valore. […]


Lo stesso Wojtila tanto risoluto nell’escludere le donne dal sacerdozio
quanto nello scagliarsi contro la contraccezione e l’uso del
profilattico; quest’ultima sua crociata mediatica ha coinciso con
l’aumento esponenziale di migliaia di morti per Aids nel mondo. In
pratica è stata un’istigazione al suicidio ed omicidio di cui nessuno
nella Chiesa ha mai pagato. Infatti a causa della chiesa a pagare sono
sempre e comunque le vittime innocenti. (Ibidem)


Grazie a Wojtila, il Vaticano nel Catechismo difende e giustifica la
pena di morte (articolo 2267). Pertanto non c’è da stupirsi se
nell’indice non è presente nessuna voce dedicata alla pena capitale.

Mentre l’ingegnosa messa in scena mediatica ci mostrava un Giovanni
Paolo II predicatore del bene e nemico del male, alcuni dei peggiori
delinquenti frequentavano il Vaticano, venendo regolarmente ricevuti
dal Papa in persona.
E’ lo stesso Wojtila che intratteneva rapporti
d’affari con personalità ambigue, frequentando personaggi quali Cesare
Geronzi, Giovanni Bazoli, Calisto Tanzi, Fazio e Fiorani. Quasi
trent’anni vissuti tra la città del Vaticano ed il resto del mondo: è
possibile che il papa frequentasse gente così senza sapere chi fossero?
Che cosa avevano da condividere questi delinquenti con il papa?
Vogliamo ancora continuare a credere che il papa non fosse a conoscenza
dell’identità sociale e politica dei suoi amici?


Karol Wojtila che ha vissuto nel lusso più sfrenato, nelle sontuose
stanze regali del Vaticano circondato da imponenti servitù e preziosi
tappeti rossi; lo stesso papa che mangiava con le posate d’oro, che
andava in giro per il mondo con jet privati ed un esercito di persone
per la sua scorta. Il tutto mantenuto a spese dei cittadini tramite la
truffa istituzionalizzata dell’otto per mille, ottenuta dallo stesso
Wojtila grazie alla legge del 1985 del suo amico Bettino Craxi.

LOGICA CONCLUSIONE

Questa cospicua ed indegna parte della nostra storia è avvenuta sotto i
nostri occhi, mentre i Mass Media mostravano al mondo un papa Wojtila
che predicava a favore dei poveri e contro la ricchezza: la medesima
ricchezza imperialista che Giovanni Paolo II ha sostenuto a spada
tratta dietro le quinte. La gente che ritiene di amarlo lo crede perché
non conosce la verità. Il Giovanni Paolo II che i Mass Media ci hanno
mostrato per 27 anni - e che ancora ci mostrano - è la facciata
ripulita, costruita ad Hoc per le masse, mentre il pontefice e la
chiesa operavano indisturbati nei loro loschi affari. Le informazioni
che il cittadino riceve dai media sono talmente ben manipolate che
anche l’occhio più esercitato è facilmente tratto in inganno. Le forze
teocratiche vogliono incessantemente proporre una maschera, una
parvenza di potenti illusioni; perciò fanno leva sull’illusione della
legalità, la quale fa parte della messa in scena voluta dai detentori
del monopolio politico. Il popolo italiano viene ridotto al punto che
da lui si pretendono le pezze d’appoggio destinate a mandarlo in
rovina. L’attuale regime teocratico che rappresenta la nostra società
ne è la piena conferma. Il resto è storia, ovverosia l’indegno dietro
le quinte oculatamente nascosto: la vera faccia del polacco Wojtila.
Segno evidente che la chiesa cattolica non è mai stata, non è, e non
potrà mai essere amica dei popoli oppressi. Al contrario, come la
storia c’insegna, la chiesa cattolica è il simbolo dell’oppressione di
tutti i diritti civili nel quadro della soppressione degli essenziali
diritti umani.



Tony Braschi©opy®ight 2009. Tutti i diritti riservati.
ARTICOLO 17. Diritto di proprietà - 2. La proprietà intellettuale è protetta.

CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UNIONE EUROPEA (7 dicembre 2000)



LA GIORNATA DEL PERDONO

Il 12 marzo 2000, nel corso di una spettacolare celebrazione in
Vaticano, il papa ha chiesto «scusa» in mondovisione per le colpe
passate della Chiesa. Molti si sono affannati a rendere omaggio alla
decisione di Wojtyla: ma quanti di costoro hanno ragionato sulla
portata di queste scuse? La giornata era stata preparata da un
documento di una commissione teologica internazionale - di cui faceva
parte il responsabile dell’ex-inquisizione (ed antisemita) Joseph
Ratzinger - ed è stata incentrata soprattutto sull’omelia di Wojtyla e
sulla confessione dei peccati da parte delle gerarchie ecclesiastiche e
del papa stesso.

ALCUNE OSSERVAZIONI


·    Il perdono viene chiesto a dio, non alle vittime.

·    I peccati non sono della Chiesa - istituzione, ma dei figli della Chiesa.

·    Per “Chiesa” si intende comunque la comunità dei battezzati.

·    Ne deriva che la responsabilità dei peccati è difficilmente
attribuibile: infatti nessun nome di colpevole è stato pronunciato,
tutto è estremamente generico e ampiamente chiosato per accontentare i
cattolici più conservatori.

·    Se i cattolici hanno delle colpe, gli altri sono peggio:
nell’omelia il papa chiede perdono per «…l’uso della violenza che
alcuni di essi hanno fatto… per gli atteggiamenti di diffidenza e di
ostilità assunti talora nei confronti dei seguaci di altre religioni»,
salvo poi lamentarsi delle «innumerevoli volte che […]hanno subìto
angherie, prepotenze e persecuzioni a motivo della loro fede».

·    Si chiede perdono per «…i mezzi dubbi per i fini giusti», ma non
per i fini ingiusti (qual era il fine «giusto» nel bruciare le
streghe?).

·    Si definisce semplicisticamente il regime nazista come «pagano»,
sottacendo le prese di posizione a suo favore dei vescovi tedeschi.

·    I peccati vengono collocati soprattutto nel secondo millennio:
forse perché i pagani, massacrati nel primo, non sono più in grado di
pretendere qualcosa.

·    L’ateismo è il male principale del giorno d’oggi e si invitano i
non credenti a purificare anch’essi collettivamente i loro risentimenti
(?).

UNA RACCOLTA DI OPINIONI

LEONARDO BOFF (teologo della liberazione): «il primo perdono che
dovrebbe chiedere la Chiesa dovrebbe essere ai poveri defraudati. Per
essere una Chiesa ricca e perché quando altri hanno appoggiato i
poveri, furono condannati come falsi profeti».

DOMENICO TOMASETTO (presidente della Federazione delle Chiese
Evangeliche Italiane): «una richiesta di perdono che […] costituisce
soltanto un ottimo spettacolo mediatico, ma non ha rilevanza
nell’esistenza teologica».

HANS KUNG (teologo dissidente): «è una deludente cerimonia pomposa e
barocca. Nel suo confiteor deplora ma non chiama niente per nome […]
non è giusto sostenere che i nazisti sarebbero stati ancor più crudeli
se il papa avesse parlato. Si sarebbe prodotto un effetto enorme se Pio
XII avesse scomunicato i responsabili dell’Olocausto, alcuni dei quali
erano cattolici: Hitler, Goebbels…».

AMOS LUZZATTO (Comunità ebraiche italiane): «non vi è contraddizione
tra il pentimento espresso dalla Chiesa per quanto perpetrato contro
gli ebrei nel passato e la beatificazione di Pio IX che ne fu uno dei
perpetratori? […] Mi aspettavo un riconoscimento delle responsabilità
politiche della Chiesa per le persecuzioni antiebraiche: ad esempio
sull’istituzione dei ghetti per i quali la Chiesa ancora non ha
praticamente detto mai nulla».

BARBARA RAGGI (Manifesto 8/3): «il messaggio arriva chiaro: il
pontefice ammette gli errori del passato. Nessuno chiede conto di
quelli del presente che pure si affastellano sotto gli occhi di tutti.
E soprattutto si cela il nesso tra le colpe di ieri e quelle di oggi.
Gli argomenti con cui si pretende la parità scolastica e il divieto
della marcia gay sono gli stessi che, in secoli lontani, hanno portato
alle violenze e agli eccessi per cui si implora perdono. La radice
della sopraffazione è la credenza di avere in custodia la morale
naturale, valida per tutti e per tutte, cui bisogna sottomettersi
indipendentemente dalle proprie valutazioni. Una morale le cui chiavi
sono custodite a Roma, dal vicario di Cristo unico a poter decidere
cosa è ammissibile e cosa non lo è. Finché una commissione di teologi
non dirà che tale credenza è falsa ed è la radice di tutti gli errori e
gli orrori compiuti “dai figli della Chiesa” siamo autorizzati a
pensare che non di autocritica si tratta ma di una banale operazione di
marketing».

ENZO MAZZI (Manifesto 8/3): «sotto questo manto imbiancato e lucente
covano nell’intimo della Chiesa - istituzione quasi intatti i germi
mortiferi della violenza: l’assolutismo del potere monarchico del papa
il quale è legge a se stesso e a nessun’altra legge umana è sottoposto,
la capillarità planetaria della diramazione del potere gerarchico, la
immensa ricchezza mai sazia che rende la Chiesa corresponsabile
dell’impoverimento delle grandi maggioranze, la certezza che la
gerarchia cattolica è depositaria infallibile sia della verità etica
sulla natura sia della verità soprannaturale e quindi anche dei mezzi
per la salvezza del mondo e di ogni singola persona».

EUGENIO SCALFARI (Repubblica 13/3): «la confessione delle colpe è un
atto politico essenziale […] questa grandiosa assunzione di colpa […]
riguarda poco l’anima dei fedeli; riguarda piuttosto i teologi […] e i
diplomatici […] Obiettivi alti, ma politici…».

FRANCO GRILLINI (Arcigay): «il Vaticano chieda perdono anche agli
omosessuali che rappresentano le vittime tra le più numerose della
violenza teocratica di ieri come di oggi».

DIARIO DELLA SETTIMANA (22/3): «le cataste di vittime accumulate fino
al cielo sono la ragione stessa della diffusione mondiale che la Chiesa
cattolica ha oggi».

DANIELE GARRONE (Riforma in rete, 24/3): «in Italia ha credito
l’affermazione, tanto diffusa quanto infondata, che solo la Chiesa
cattolica abbia riconosciuto le sue colpe storiche. C’è chi enfatizza
la posizione cattolica per apologia o per polemica (anche contro il
pensiero laico), ma soprattutto vi è una sostanziale ignoranza (perché
lo si ignora effettivamente o perché lo si vuole ignorare) di ciò che
avviene al di là del Vaticano, nel resto della cristianità. Il fenomeno
è particolarmente evidente sui mass media, a nessuno dei quali, per
esempio, è venuto in mente di proporre dei servizi su come le altre
chiese affrontano il problema delle colpe storiche; da noi, la
posizione degli altri cristiani è tutt’al più una nota di colore.
L’organizzazione piramidale della chiesa di Roma e la sapiente
enfatizzazione mass-mediatica (accentuata in questo Giubileo) di tutto
ciò che ha il papa come protagonista contribuiscono ad accentuare
l’impatto di ogni discorso di Roma».

PEDRO MIGUEL (La Jornada 14/3): «…ogni genocidio (e Roma ne ha molti a
suo carico) è doppiamente intollerabile se sfocia nell’impunità e nelle
simulazione; per esempio, la vistosa “richiestuccia di perdono” del 12
marzo…».

JUAN JOSÉ TAMAYO (El Pais 13/3): «…mentre si chiede perdono degli
errori storici, si continuano a mantenere, all’interno della Chiesa,
comportamenti repressivi e lesivi dei diritti dei cristiani e delle
cristiane […] il Vaticano ha reagito avviando un’operazione di pulizia
teologica che ha colpito non pochi dei più qualificati teologi…».

RUPERT SHORT (The Guardian 13/3): «perché allora le sue affermazioni,
accanto all’ammirazione, hanno causato aspre critiche? Molti cattolici,
a parte quelli che sono fuori dalla Chiesa, sentono che la richiesta di
scuse è stata pronunciata scandalosamente tardi […] questo papa è stato
felice di accettare o estendere uno stile autoritario nel governo della
Chiesa».

Thursday, March 26, 2009 

Current mood:  awake


CHIESA E MAFIA

Sintomatiche Somiglianze e
Significativi Sincronismi

Sintomatiche Somiglianze

· Per diventare un membro della mafia si fa il rito di affiliazione.....

· Per diventare un membro della chiesa si celebra il rito della consacrazione.....

·  La cupola è l’espressione utilizzata dalla Mafia per designare i suoi vertici. ....

· La cupola è l’espressione utilizzata dalla Chiesa per designare il Vaticano e i suoi vertici.....

· Il Don è uno dei principali titoli che designa la figura del Boss mafioso. (ad es. Don Corleone) .

· Il Don è uno dei principali titoli che designa ogni figura del clero, dal prete al cardinale.

· Nella mafia se tieni la bocca chiusa fai carriera.

· Nella chiesa se sai usare la bocca fai carriera.

· La mafia predilige il senso dell’onore.

· La chiesa predilige il senso del pudore.

· Nella mafia c’è il silenzio dell’omertà.

· Nella Chiesa c’è l’omertà del silenzio.

· Nella mafia si dice non vedo, non sento, non parlo.

· Nella Chiesa si preferisce: mentire, lucrare, occultare.

· La mafia condanna.

· La chiesa scomunica.

· La mafia un tempo aveva il pizzo.

· La chiesa un tempo aveva la questua.

· Dal pizzo la mafia è passata all’alta finanza e all’imprenditoria.

· Dalla questua la chiesa è passata all’otto per mille e alle banche.


· La cupola della Mafia riunisce le famiglie nel Summit segreto per eleggere il Boss.

· La cupola della chiesa riunisce vertici nel Conclave a voto segreto per eleggere il Papa.

· Al Boss fanno il baciamano in segno di rispetto.


· Al Papa fanno il baciamano in segno di riverenza.

..CURIOSA COINCIDENZA AI GIORNI NOSTRI (ma del tutto casuale)....
Joseph Fritzl, il mostro tedesco condannato
all’ergastolo per aver segregato e stuprato per 24 anni sua figlia
(da cui
sono nati altri 7 figli), costui ha lo stesso nome JOSEPH del pontefice.  Ma ciò non ha nulla a che vedere con il papa, il quale non ha mai segregato e/o violentato nessuno. Infatti Benedetto XVI, si è “soltanto limitato” a
contribuire - alla criminale diffusione di malattie come l’AIDS attraverso il divieto dell’uso dei preservativi; il papa si è “soltanto limitato” a discriminare le donne e gli omosessuali, violando così altrettanti diritti di eguaglianza e di libertà che le Convenzioni internazionali riconoscono a qualsiasi persona; il papa si è “soltanto limitato” a proseguire l’imposizione di castità e di celibato, cioè violando i loro diritti fondamentali di libertà sessuale e di matrimonio, ha incentivato sino ai giorni nostri i reati di pedofilia dei preti, coprendone poi omertosamente la responsabilità penale per evitare di subire scandali e di dover risarcire le vittime, ed ha fatto una legge che ha consentito, e tutt’ora consente, gli stupri sui minori da parte dei sacerdoti cattolici di tutto il mondo. Il papa si è “soltanto limitato” a rimuovere i violentatori da una parrocchia all’altra, facendo si che quest’infamia tutt’ora avvenga, in grande omertà, e con
totale impunità per i pedofili!
....

Gerarchia nella Cosca
tradizionale
:

· Boss = padrino dei padrini = capo di tutti i capi 

· Capo mafia = padrino = boss = capo
bastone

· Capo cosca = boss = capo mafia = capo
bastone

· Consigliori (nella famiglia della mafia
americana)
.

· Picciotto = esecutore

· Guardaspalle = protettore dei membri della cosca = responsabile locale....

Titoli tradizionali:....

-  Don = titolo di massimo rispetto, di particolare deferenza ....

-  Patriarca = Padrino (figura simbolica)....

-  Famiglia /affiliazione per parentela....

-  Cosca / affiliazione per interessi e volontà....

Gerarchia nella
Chiesa tradizionale
.

· Papa = padre - vescovo di Roma = capo di tutte le chiese ....

· Cardinale = elettore e consigliere del papa = alto prelato  (ETIMOLOGIA: dal latino cardinalis,'principale' ; da cardo, 'cardine, perno')
Cardinali, membri eminenti delle varie congregazioni e
si riuniscono in concistori presieduti dal papa.....

· Vescovo = ministro sacro = governante e maestro (ETIMOLOGIA: dal lat. tardo episcopus, dal greco episkopos, propr. ‘che guarda (da skopêin) sopra (epi)’, ‘ispettore’.)....

Nella Chiesa Cattolica, hanno la piena potestà del ministero apostolico, nella predicazione della fede, nell'ordinamento e svolgimento del culto e nel governo della comunità ecclesiale. Il vescovo è la massima autorità ecclesiastica della diocesi che governa, è responsabile della vita spirituale dei fedeli, del clero, dei laici e del governo delle istituzioni ecclesiastiche della diocesi.
Ha potere di ordinare altri vescovi, preti e diaconi. I vescovi dotati di un'autorità più ampia sono detti 'esarchi' o 'patriarchi'.

· Arcivescovo = metropolita = capo zona...Prelato che di norma presiede
un’arcidiocesi, cioè la diocesi metropolitana di una provincia ecclesiastica;
per questo motivo è anche detto arcivescovo metropolita. Ministero e ordine di
un arcivescovo non differiscono da quelli di un vescovo, ma l’arcivescovo
sovrintende alle attività degli altri vescovi della provincia ed esercita
autorità episcopale sulla propria diocesi.....

· Parroco = patrocinatore dei membri della chiesa = responsabile locale ....
· Curia romana, la quale conserva la struttura tripartita che la
caratterizza fin dal XVI secolo: congregazioni con compiti amministrativi
distribuiti nei vari settori del governo papale, tribunali per le materie legali,
segreterie, consigli e altri uffici. ....

·La Segreteria di Stato svolge la funzione del principale organo di governo.

Titoli tradizionali:
-Don = titolo di
massimo rispetto, patrono di particolare deferenza.
....
- Patriarca = Titolo ecclesiastico conferito ai vescovi delle cinque principali sedi cristiane: Roma, Alessandria, Antiochia, Costantinopoli e Gerusalemme. Il
papa è detto 'patriarca d'Occidente'.

Famiglia della Chiesa / adesione per parentela, per interessi vari e volontà.

Significativi Sincronismi....


· ..SS, acronimo del tedesco Schutzstaffeln
(”Squadre di protezione”), corpo paramilitare tedesco formatosi nel 1925 in
collegamento con il Partito nazionalsocialista e comandato dal 1929 da Heinrich
Himmler.
....

· ..L'organizzazione che si occupò della protezione e fuga dei
nazisti si chiamò O.D.E.SS.A, acronimo di Organisation der Ehemaligen SS-Angehörigen:
organizzazione dei membri delle ex SS.
Himmler creò al loro interno una sezione speciale, le Waffen-SS, costituite da migliaia di soldati, anche volontari,
provenienti dai paesi europei occupati dai tedeschi, per lo più inviati in Russia.
....

·SS, abbreviazione di Santa Sede, espressione relativa alla figura della chiesa cattolica.....

·SS, abbreviazione di Sua Santità, espressione relativa alla figura del papa. ....Entrambe le SS sono espressioni relative alle figure la chiesa cattolica e al papa. La chiesa cattolica ha al suo interno diverse organizzazioni dei vari ordini, la cui mafia centrale è da tempo quella dell’Opus Dei.....

·Sulle cinture delle SS
campeggiava il motto Gott mit uns (“Dio è con noi”).