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Thursday, May 22, 2008
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Gli sponsor ufficiali sono: Alfresco, Byte-Code, MySQL e Sourcesense. Un'occasione per farsi un'idea sul mondo open source e sugli eventuali sviluppi ed orientamenti presenti attualmente nel nostro paese e nel mondo. Nell' agenda dell'evento si può visionare l'intero programma della giornata, vi segnalo solo due particolari ed importanti talk: Approfitto proprio di questo evento per invitarvi a partecipare attivamente, in quanto sarò presente personalmente per rappresentare Sourcesense e, aspetto da non sottovalutare affatto, l'evento sarà totalmente gratuito. Unico requisito per poter partecipare è quello di effettuare l' iscrizione tramite la form di registrazione dell'evento. Sourcesense è in pieno sviluppo strutturale (Roma, Milano, Norwich ed Amsterdam) e stiamo cercando persone che sono realmente interessate al mondo open source e che vogliano far parte di questo contesto.
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Monday, April 21, 2008
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In merito alla mia partecipazione attiva alla community LinkedIn riguardo le problematiche di sviluppo software J2EE, ho notato un'interessante modo per riassumere il punto della situazione della discussione, oppure per chiudere definitivamente il thread e tirare le somme su quanto discusso: fare un bel post riassuntivo sul proprio sito. In questo modo è possibile rendere visibile a tutti le parti principali della discussione: la domanda di apertura del thread (Question) e le risposte preferite (Answers). Il post pubblicato su IT Managers riguarda la richiesta da parte di Ha Vo di un consiglio su qual[[iframe]]work utilizzare per la parte di front-end di un'applicazione J2EE. Penso che questo sia uno degli esempi plateali di come il business social network possa davvero portare valore aggiunto, mettendo facilmente in contatto esperti di un particolare settore.
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Sunday, April 13, 2008
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E' oramai innegabile l'utilità delle nuove funzionalità di comunicazione e correlazione che il web offre agli utenti della rete.
L'aspetto sociale è entrato pienamente nel web ed il web, a sua volta, è entrato nella vita sociale di tutti gli utenti, poiché rappresenta il nuovo mezzo di comunicazione.
Una volta stabilita l'effettiva utilità ed immediatezza di utilizzo di questi nuovi strumenti del web per i propri contatti personali, da subito si è sentita l'esigenza di convertirli ed integrarli all'interno del proprio processo aziendale. Un primo vero passo importante è stato fatto proprio in questi giorni da IBM, che ha rilasciato un software proprio per gestire il social network aziendale: IBM Lotus Connections. L'importanza di questo rilascio IBM può essere considerato come la definitiva dichiarazione di necessità nelle aziende di uno strumento che riesca a gestire interamente il processo aziendale, dalle comunicazioni, e relative visibilità tra colleghi (business network interno), alla gestione stessa del lavoro con wiki e blogs. Un'azienda che vuole integrare il social network nei propri processi, può utilizzare strumenti simili a questo rilasciato da IBM, per fare in modo che ogni dipendente abbia un proprio profilo, un gruppo di appartenenza, un blog, dei task, una wiki ed altri utili strumenti utilizzabili nell'intranet aziendale. In questo modo è possibile rendere visibili le informazioni necessarie ai propri colleghi o all'azienda stessa riguardo un progetto o un'attività, oppure poter dare visibilità alle proprie opinioni. La profilazione dei contenuti a questo punto rappresenta un'importante caratteristica: può essere utile rendere visibili alcune informazioni solo ad un certo gruppo di dipendenti, ad esempio solamente a quelli appartenenti un gruppo. Esiste anche in questo caso, una valida alternativa open source.Se tra le politiche e le linee aziendali di utilizzo di software sono delineate anche possibilità open source, allora sarà possibile avere le stesse funzionalità del software IBM installando uno o più software open source. Un buon inizio verso la strada open, ad esempio, potrebbe essere quello di installare nella propria intranet una piattaforma tipo Elgg. Elgg è un progetto open source nato nel 2004 con l'importante obiettivo di rendere disponibile all'utilizzatore una vera e propria piattaforma sociale per la propria attività. Tra le tante caratteristiche supportate da Elgg troviamo: - Pieno supporto a OpenID
- Profilo utente
- Blogging
- Social networking e Friends network
- Repository per file condivisi per le communities
- Podcast
- RSS del profilo e permette anche di avere anche un aggregatore per monitorare gli utenti interessati
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Monday, March 03, 2008
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 Disponibile già da qualche giorno la Open4Blog Page su Facebook, in questo modo tutti gli utenti che leggono Open4Blog ed utilizzano Facebook, possono tranquillamente monitorare i post dal feed reader su Facebook e postare qualche commento direttamente dal muro (The Wall). Inoltre è possibile diventare un Fan di Open4Blog cliccando sul link Become a Fan direttamente dal menù in alto a destra della pagina.
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Friday, February 22, 2008
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Oggi su PiùBlog è stato pubblicato un bel post con tutte le interviste fatte a tutti i relatori del PiùBlogCamp con quesiti posti da Claudia Anselmo del canale satellitare Challenger (canale 922 di Sky). Grazie a Marina Bellini che mi ha segnalato istantaneamente la pubblicazione del post commentando il mio post sulla precedente intervista del PiùBlogCamp. Spero davvero di essere riuscito a rendere l'idea di collaborazione e di knowledge sharing che solo eventi come i barcamp possono produrre o accrescere. Un elemento lampante è il network che si viene a creare naturalmente tra le persone interessate ad una stessa tematica o tecnologia. Ed eccomi intervistato riguardo il resoconto di fine anno sull'attività dei barcamp in Italia:
Pubblicato alle ore 18.59
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Tuesday, January 22, 2008
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 Il nuovissimo sistema operativo opensource Android di Google ha portato una grande ventata di novità e di entusiasmo, esattamente come quella relativa all'uscita delle prime distribuzioni Linux. La possibilità di poter sviluppare in modo aperto applicazioni direttamente in linguaggio Java e la possibilità di poter deliverare direttamente all'interno di un dispositivo mobile, ha scatenato una specie di felicità mediatica nel mondo degli sviluppatori e delle aziende, tale da prendere in seria considerazione lo sviluppo proprio sulle future generazioni di dispositivi e proprio su questa nuova piattaforma. Il pacchetto della SDK di Android che viene distribuito è associabile ad un plugin per l'IDE Eclipse: selezionando quindi l'opportuna perspective di Eclipse, permette non solo di eseguire il deployment delle applicazioni direttamente sul dispositivo mobile, o sul relativo emulatore (anch'esso incluso nella SDK), ma permette anche di eseguire il debug delle applicazioni esattamente come in un normale ambiente di sviluppo Java. Più precisamente è possibile impostare breakpoints per bloccare l'esecuzione dell'applicazione (a runtime) mostrando un opportuno alert sul dispositivo mobile (oltretutto formattato anche molto bene e di gradevole lettura), in questo modo chi sviluppa l'applicazione può andare a visionare lo stato interno delle risorse e fare analisi sul codice. Sempre attraverso il plugin è inoltre possibile debuggare più applicazioni contemporaneamente sullo stesso dispositivo mobile. Attualmente Android non è esente da bachi, anzi ne sono presenti diversi, ma proprio in questo periodo Google fa sapere che a breve rilascerà un upgrade importante della SDK con i relativi bugfix delle anomalie più scomode e attese dalla community. Dopo aver terminato un'accurata sessione di lavoro, protratta anche in seguito allo studio dei tutorial, mi sono reso conto che il mio entusiasmo iniziale, nato dalla sensazione di scoprire un bel giocattolone nuovo, invece che diminuire, è aumentato drasticamente. Nel momento in cui si inizia a customizzare una qualsiasi applicazione si entra in un tipico loop del tipo: adesso provo quest'ultima modifica e smetto .... ed invece si perpetua nella sperimentazione per notti intere...
La caratteristica più importante, a mio avviso, è la possibilità di gestire direttamente le periferiche del cellulare e le connessioni GSM, UMTS, Wi-Fi e Bluetooth. La possibilità di interagire direttamente con i driver del dispositivo attraverso lo strato di interfacciamento Linux, credo sia un'opportunità molto importante per lo sviluppo futuro di Android.
Giusto per stuzzicare l'appetito a chi ancora non si è cimentato nello sviluppo di applicazioni su Android eccovi lo schema degli strati applicativi e delle librerie che si possono utilizzare:
 Come si può vedere dall'immagine, tutto l'ambiente è basato su un kernel Linux su cui si appoggiano tutte le librerie di sviluppo denotate dal colore verde. Tra queste librerie, è importante sottolineare la presenza di due librerie opensource molto importanti: SQLite è il DBMS per la creazione e la gestione del database delle applicazioni; e WebKit la libreria utilizzata per renderizzare le pagine HTML, utilizzata anche nel browser Safari dell'iPhone. Al di sopra delle librerie troviamo il framework da utilizzare per creare effettivamente il comportamento delle applicazioni, denotato dal colore blu, ed è essenzialmente basato sul concetto di Activity. La runtime di Android è una vera e propria macchina virtuale chiamata Dalvik, denotata dal colore giallo, che permette l'esecuzione delle applicazioni, esattamente come avviene per la macchina virtuale Java per il bytecode. Proprio su Dalvik ci sono state e ci sono ancora molte discussioni in ambito di licenze Java, in quanto in questo modo Google non sarebbe costretta a sottostare ad alcuna licenza Sun, in quanto Dalvik è svincolato da Java e Java MicroEdition, e non necessita di alcuna libreria runtime Java di Sun, infatti le applicazioni compilate per Android non sono compatibili con codice compilato in bytecode Java (anche perché vi è un framework associato che non è possibile separare).
A breve spero di riuscire a fare alcuni post su come si sviluppa un'applicazione in Android andando nello specifico sull'utilizzo delle singole librerie.
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Tuesday, December 25, 2007
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Eccomi intervistato da Gabriele Niola, redattore di HTML.it, sulle problematiche della catalogazione e navigazione delle informazioni nel web. L'intervista inizia esattamente come il mio intervento, ovvero dalla mia domanda retorica posta alla platea del PiùBlogCamp riguardo l'utilizzo dei tag.
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Sunday, December 09, 2007
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Tuesday, December 04, 2007
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Thursday, November 15, 2007
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Come accennato in un mio post precedente, in cui ho trattato come argomento l'utilizzo delle licenze Creative Commons, eccomi quì adesso ad approfondire il discorso su che cosa sono i microformati e perché sono ritenuti così importanti, tanto che nella terza versione di FireFox verrà incluso un visualizzatore proprio per renderli facilmente consultabili. La scrittura di questo post è stata davvero difficile, la voglia di informare anche chi non è un addetto ai lavori ha vinto rispetto all'irrefrenabile voglia di espletare interamente la tecnologia, reindirizzando a spazi più adeguati i più smaliziati tra di voi che vogliono approfondire questo argomento.
Che cosa sono i Microformati?
I microformati (o microformats) sono informazioni pubblicate in una porzione di codice, create in un particolare formato XML ed immerse (embedded) nella pagina HTML (o meglio XHTML) servita al browser. Il principale obiettivo di questi dati è quello di pubblicare informazioni, che possono anche non essere visualizzate come contenuto sulla pagina, ma sono considerate meta-informazioni (o metadati) interrogabili da remoto.
Attualmente esistono opportuni plugin, ad esempio se utilizzate FireFox, potete installare Operator o Tails Export, con cui è possibile visualizzare tutte le informazioni pubblicate con microformati presenti nella pagina che si sta consultando.
Inoltre con Operator vengono anche classificati in modo opportuno in diverse categorie di informazione: indirizzi, contatti, eventi, percorsi, tag, segnalibri e risorse.
Se provate ad utilizzarli quì su Open4Blog, troverete che Tails Export troverà la presenza di due microformati: uno relativo al mio contatto ed uno relativo alla licenza Creative Commons; mentre Operator renderà disponibili anche le informazioni dei tag dei post. Possiamo classificare l'utilizzo dei microformati principalmente per due scopi: il semplice Data Web ed il Web Semantico.
Data Web
Le meta-informazioni sono interrogabili direttamente, in modo simile alle informazioni presenti in un database, questa particolare modalità di interrogazione è alla base di ciò che sarà il Web 3.0 ed è nota come Data Web.L'attuale interesse verso i microformati è essenzialmente basato su questa importante caratteristica: trasformare qualsiasi informazione pubblicata sul web in risorsa reperibile direttamente da remoto, proprio come se fosse immersa in un infinito database gestito da tutti gli utenti.
Web Semantico = Data Web = Web 3.0 ?
Proprio in questi giorni si sta contribuendo a definire cosa sia esattamente il Web 3.0, l'opinione più accreditata sembrerebbe essere quella che avvicina la definizione di Web 3.0 con la definizione di Web Semantico. Il Web Semantico si serve del Data Web, e quindi dei microformati, per poter interrogare i dati su tutta la rete ma con un particolare ponte di metadati: GRRDL (Gleaning Resource Descriptions from Dialects of Languages ). Al contrario del Data Web puro, in questo caso i metadati non sono informazioni relative al contenuto in senso stretto, ma sono informazioni che riguardano la semantica del contenuto. Ringrazio Simone Onofri, che dopo uno scambio di messaggi nella Semantic Web Italian Community mi ha reso disponibile un' eccezionale sintesi di tutto il meccanismo di conversione semantica:
Microformats -> GRDDL [XSLT] -> Web Semantico Brian Suda e Dan Connolly hanno scritto le prime trasformazioni XSLT per l'estrazione di RDF da microformati. In questo momento altre persone si stanno occupando delle trasformazioni in RDF di altri formati. Grazie all'interpretazione dei dati presenti nei microformati è possibile dare semantica, inserendo opportuni attributi o asserzioni in triplette: soggetto, predicato e valore. E' quindi possibile caratterizzare con alcune asserzioni il significato associabile ad un contenuto pubblicato su web, potendolo interrogare e relazionare ad altri contenuti.
Ontologie
Per poter riuscire a far colloquiare tutti i sistemi per l'estrazione dei dati semantici vengono pubblicare le mappe di vocaboli di un determinato dominio di interesse, ontologie appunto, eccovi alcune delle più importanti che è possibile utilizzare adesso: - RDF (Resource Description Framework) : linguaggio di rappresentazione di una ontologia. - DAML+OIL: linguaggio di ontologia orientato agli oggetti (Object Oriented) - OWL (Ontology Web Language): è possibile definire ontologie web-based con maggiore applicazioni descrittive, ad esempio portali web e ricerche su contenuti. OWL utilizza URI per nominare ed embeddare RDF, in questo modo è possibile aggiungere alcune capacità alle ontologie dando maggiore granularità e scalabilità.
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