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ISOLA PULITA Leonardo Sciascia nel 1986 scriveva: " La campagna elettorale in Sicilia mi pare sia partita sul piede sbagliato: quando si vuole rinnovamento, bisogna che siano nuovi gli uomini che si propongono. "'ncapu a lu re c'è lu vicirè"

Comitato Cittadino Isola Pulita

Comitato Cittadino Isola Ciampolillo Pino


Last Updated: 10/17/2009

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Sunday, December 19, 2010 

 

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ABBIATE RISPETTO PER I VOSTRI CONCITTADINI.

"Agisci in modo che le conseguenze delle tue azioni siano compatibili con la permanenza di un'autentica vita umana sulla terra.".

Hans Jonas Il Principio della Responsabilità

È davvero incredibile la confusione che regna nei pensieri e negli atti dei nostri governanti.
La gestione del territorio, il concetto di responsabilità, il rispetto degli impegni presi, controllo, prevenzione e repressione non rientrano affatto negli atti e nella pratica politica amministrativa della politica isolana .
La realtà economica sociale e culturale è veramente drammatica. A nulla valgono i segnali di attenzione e di denuncia provenienti dalla stampa, da radio televisioni, da Istituzioni e Società Civile ( nel corso dell'anno vi sono state diverse interrogazioni parlamentari e diversi servizi su reti televisive nazionali e locali hanno trattato della nostra drammatica realtà).
Ciò che i nostri amministratori locali sono riusciti a partorire: Accuse e discredito di chi con spirito di sacrificio si è assunto l'impegno e l'onere di dare un senso positivo alle denuncie di tutto ciò che testimonia la mala amministrazione, il mancato controllo del territorio e l'inquinamento politico-mafioso della pubblica amministrazione (vedi la pubblica dichiarazione della moglie di Maiorana in televisione che denunciava una forte presenza mafiosa sul nostro territorio)
Se passiamo in rassegna ed analizziamo la duratura e palese "crisi politica in cui versa il Comune di Isola delle Femmine", non possiamo fare a meno di manifestare una forte preoccupazione per i risvolti negativi che essa produce sull'intera cittadinanza accentuandone la sua già precaria situazione sociale ed economica.
I giochi della bassa politica locale, che nei suoi comportamenti si contrappone solo ed unicamente per celebrare un rituale trito e ritrito a danno di noi Cittadini inermi, manifesta la sua azione nella PURA E SEMPLICE GESTIONE DEL POTERE PER FINI STRETTAMENTE PERSONALE, di vecchia e collaudata tradizione.
Bisogna avere la capacità di mettersi in gioco per raccogliere adesione alle proprie idee, la capacità di assumersi la responsabilità di rischiare la propria faccia per svolgere bene e sino in fondo il mandato ricevuto e per cui ci si è proposti.

Fa un certo effetto, per limitarci ai nostri giorni, constatare come a distanza di circa QUATTRO ANNI di Amministrazione, si deve passivamente subire l'onta di una TOTALE INCAPACITA' di dare risposte alle attese dei CITTADINI ISOLANI. Non bastano i drammi causati e determinati da certe ingerenze speculative che aggrediscono il nostro territorio o quelli derivanti dal qualunquismo imperante; non sono sufficienti neppure i tristi segnali d'allarme sociale che sono quotidianamente posti sotto gli occhi dei politicanti locali; il perdurare dell'alto tasso di disoccupazione che si aggrava quotidianamente nelle fasce giovanili. Tutto questo, non scuote minimamente il degrado istituzionale dentro e fuori il palazzo del potere.
Siamo ben consci che l'istituzione COMUNE è in crisi, ma nessuno (maggioranza, minoranza, destra, sinistra centro, sindaco assessore consigliere….) si guarda bene dal fare la prima mossa sulle responsabilità di detta crisi, anzi vi è l'aggravante che nessuno dei politicanti locali, accenni alla più misera analisi o sia in grado di dare uno straccio di prospettiva di futuro.

C'è veramente da restare indignati (che sarebbe poca cosa). Da semplici cittadini ci sentiamo di esprimere a gran voce il dissenso per quest'atto di menefreghismo politico, che si sostanzia nelle beghe d'infimo profilo, determinate dal riemergere di tutte le contraddizioni mai sopite. Con tutta la nostra ingenuità, oggi possiamo confessare a gran voce che probabilmente la "scissione" (farsa) a fini elettorali del 2004, determinatasi nell'allora maggioranza imperante per tornaconto di potere e che ha determinato la formazione di due aggregazioni (forse figli di una stessa medaglia, della cui partenità i cittadini di Isola non hanno alcun dubbio), sono risultate essere due "aggregazioni" che prima hanno governato Isola e oggi continuano a non governare.

Certo! In consiglio Comunale sentiamo parlare di codici etici, di lotta alla mafia, di legalità di sicurezza sociale, pochissimo d'inquinamento ambientale, - che ha deturpando le nostre bellezze naturali, creato una situazione sanitaria molto molto preoccupante, ha inibito qualsiasi possibilità di sviluppo turistico del nostro paese, si parla poco anzi si tende a nascondere l'aggressione selvaggia del territorio che rasenta il limite della legalità, con il PRG in itinere. Alla fine il dato è che, i programmi e i falsi rinnovati propositi di rilancio dell'economia locale, sono carta straccia. All'incapacità di gestione dell'ordinaria amministrazione, alle prosciugate casse comunali - per via di una politica fatta di spese improduttive e clientelari del passato e del presente, si rileva che le aggregazioni consiliari – prima e dopo i ribaltoni di maggioranza/minoranza o minoranza/maggioranza – sono incapaci di onorare gli impegni presi con i programmi scritti e ribaditi nel corso della campagna elettorale del 2004.

Affinché non passi inosservato ai Cittadini: vogliamo portare un semplice esempio d'incapacità. Dopo tante diatribe picche e ripicche, il CONSIGLIO COMUNALE NELLA SUA INTEREZZA NON E' STATO IN GRADO DI INTITOLARE UNA PIAZZA DEL NOSTRO PAESE A PAPA PAOLO GIOVANNI II.

Come emblematica è risultata essere la posizione dell'esecutivo rispetto alla questione Italcementi. Nel nostro comunicato per il Consiglio Comunale del 18 Gennaio, Vi avevamo chiesto un atto di coraggio, di capacità di pronunciamento e di decisione, invece ancora una volta i Cittadini di Isola hanno verificato il ruolo di supremazia esercitato dalla Italcementi nei confronti della Pubblica Amministrazione. Un esempio………
L'ordine del giorno firmato dal Presidente del Consiglio "Presentazione progetto della Italcementi S.p.a. nuova tecnologia per la produzione del cemento" Viene stravolto ed in maniera magistrale il nostro Comandante Italcementi, come prima diapositiva presenta ad un affollatissimo e "fedelissimo( per necessità)" pubblico il "PROGETTO DI AMPLIAMENTO DELLA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE"

La costruzione di una torre alta 100 metri circa. Nessun Consigliere, Assessore, Presidente del Consiglio Sindaco Politici o sindacalisti presenti, si è preoccupato di porre, all'egregio dirigente della Italcementi, domande riguardanti dei probabili danni ambientali che forse hanno avuto gravi conseguenze sulla salute dei Cittadini di Isola delle Femmine e dei cittadini dei paesi a noi vicini, provocati dall'attività produttiva della Italcementi.

E' mancata forse una domanda molto semplice: "Quali vantaggi per Isola e i suoi concittadini la costruzione di questo scempio, che ha il sapore di un insulto al nostro paesaggio e una rinuncia definitiva ad una migliore qualità della vita?"

La notizia del Sindaco che dichiara che dai dati in suo possesso a Isola vi è una situazione Ambientale alquanto preoccupante (Unione dei Comuni 23.1.07). Ci chiediamo il Sindaco come responsabile della salute pubblica , quale atto ha prodotto? Volete saperlo? ZERO! Si! Avete capito bene ZERO.
Quindi il Sindaco di Isola delle Femmine: È inadempiente!

Se al programma si dà una valenza politica, esso deve essere oggetto di guida per tutta la consiliatura, altrimenti, è una presa per i fondelli per i cittadini elettori.
Riteniamo ormai, che è arrivato il tempo che l'AMMINISTRAZIONE COMUNALE (nella sua interezza) affronti seriamente e senza indugi le tante emergenze e problematiche che attanagliano Isola delle Femmine per rilanciare il suo futuro, con senso di responsabilità e rispetto verso i cittadini.

Ad Oggi, è stato fatto, e/o programmato organicamente ma, soltanto, qualche sporadica iniziativa inconcludente e senza il pieno e duraturo coinvolgimento, o meglio, la compartecipazione della cittadinanza.
Con l'aria che tira e con i tempi lunghi delle inutili strategie tattiche in consiglio comunale del tipo "io ti faccio una ripicca a te ed io ne rifaccio un'altra a te" e fino alla fine della consiliatura, possiamo ipotizzare che non ci sarà una svolta urgente a quest'andazzo d'infima azione politica; anzi, avremo il NULLA fino alla fine della consiliatura, i problemi che attanagliano i Cittadini Isolani continueranno a rimanere irrisolti, con l'aggravante di degrado socio economico del tessuto sociale della nostra Comunità.
D'altronde cosa possiamo aspettarci da un'Amministrazione che in sede di formulazione di bilancio, lascia al Consiglio Comunale una disponibilità di intervento pari al 4 o 5% e nonostante ciò si mette in uno stato di inadempienza il Comune, circa i termini di presentazione del bilancio (prot 1970 nomina del commissario ad Acta).
Per quanto riguarda il Piano Regolatore Generale anche qui il Consiglio Comunale sotto la scure dei tempi ristretti (vedasi la comunicazione dell'Assessorato fissava in 30 giorni i tempi di approvazione).Come lo è stato l'approvazione dello Statuto dell'Unione dei Comuni (tenuto per diversi mesi nel cassetto).
Non sono che alcuni esempi. E' ormai prassi consolidata che gli atti vengono prodotti sempre sotto sollecitazioni o diffide della Regione. Oltre all'incapacità di gestire i lavori del Consiglio Comunale si stà sempre più spogliando di quelle che sono le funzioni ed il ruolo che i Consiglieri Comunali hanno nell'esercizio della loro attività..
Pensiamo sia giunta l'ora che maggioranza, minoranza, giunta, sindaco, esecutivo si guardino negli occhi e si interroghino circa il futuro che si vuole riservare alla nostra cittadina..
Esprimiamo preoccupazione e sgomento per la constatata incapacità delle locali compagini politiche che, da anni, si aggrappano a mezzi e mezzucci in beghe d'infima lega e tradendo gli eletti per il mandato ricevuto: AMMINISTRARE NEL SOLO INTERESSE DEGLI ISOLANI.
Cittadini! Se non agiamo e subito, rischiamo di essere coperti da una coltre di polveri fini pesanti, PM 10 25 5, metalli, diossine, IPA, vanadio, nichel………….., ed il nostro destino sarà quello di subire, gli effetti cancerogeni delle emissioni gassose di certi politici, senza che il servizio 3 possa più intervenire.
Pensiamo sia obbligo per i cittadini di Isola delle Femmine ed anche dell'opinione pubblica, pretendere l'urgente ripresa di una seria iniziativa politica qui ad Isola da parte dell'Amministrazione comunale tutta, per rimediare alla grave situazione di degrado politico-amministrativo venutasi a creare: IN CASO CONTRARIO. Per un RISPETTO CHE VOI TUTTI AVETE NEI CONFRONTI DEI CITTADINI DI ISOLA delle FEMMINE:
ANDATEVENE A CASA TUTTI!

Comitato Cittadino Isola Pulita
Legambiente Sezione di Palermo e
Referente a Isola delle Femmine
Coordinamento Comitati Cittadini Siciliani
http://www.isolapulita.it

IL SINDACATO STOPPA PONZIO PILATO SULLA RIDETERMINAZIONE DELLA PIANTA ORGANICA servizio su......
http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2007/12/isola-delle-femmine-il-sindacato-stoppa.html


*DENUNCIE PER ABUSIVISMO EDILIZIO INTERVENGONO I CARABINIERI impiegato al Comune uno dei denunciati
*LO SCANDALO DEI COSTI DI COSTRUZIONE E DEGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE
*L'ARCHITETTO ALIQUO' progettista P.R.G. dice:
…"leggi tutto su…
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/12/denucie-per-abusivismo-edilizio.htmllinks

Il Video dei Funerali degli operai della Tyssen di Torino
http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,News%5E15%5E46178,00.html
http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Ballaro%5E17%5E46516,00.html
http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiDue-Annozero-Puntate%5e17%5e46780,00.html

INCARICHI DIRIGENZIALI A LAVORATORI PRECARI vedi su............
http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2007/12/i-costi-della-politica-incarichi.html

L'ACQUA IN SICILIA LEGGI SU..............http://rinascita-di-isola.blogspot.com/2007/12/lacqua-in-sicilia.html

*I GIOVANI E L'IMPEGNO........<
http://pinociampolillo.blogspot.com/2007/12/un-modello-un-esempio-una-opportunita.html

DIFFIDIAMOLI TUTTI SCARICA E SPEDISCI LA DIFFIDA leggi su............
http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2007/12/i-costi-della-politica-incarichi_12.html

Isola delle Femmine in televisione guarda su.................. *SEIMILA TONELLATE DI PET-COKE CUSTODITE IN UN DEPOSITO DI CARAMIA. SOTTO SEQUESTRO PER VIOLAZIONE DELLE NORME CHE TUTELANO L'AMBIENTE.
http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2007/12/isola-delle-femmine-italcementi-e-la.html

LA CALLIOPE IL P.R.G. IL VERDE AGRICOLO E LA VARIANTE

http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2007/12/la-calliope-la-storia-di-una-grande.html
http://liberaisoladellefemmine.blogspot.com/2007/12/blog-post.html


8 dicembre Lo spogiarello a Sala d'Ercole leggi su...........http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/12/la-calliope-la-speculazione-dilizia-e.htmllinks


I FUNZIONARI DELLA REGIONE CHE DEVONO ESPRIMERE IL PARERE SULLE EMISSIONI IN ATMOSFERA ALL'INTERNO DELLA PROCEDURA DI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE DELLA ITALECEMENTI

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LE FOTO DEI FATTI E DEI MISFATTI DELLA POLITICA DI ISOLA DELLE FEMMINE





leggi le nuove alla LIBERA edicola su.......Se vuoi puoi LIBERAMENTE commentare su....

Diceva bene Martin Luther King: " Io non ho paura della cattiveria dei malvagi, io ho paura del silenzio degli onesti".

°Al fine di evitare inutili ed interessate speculazioni che nulla hanno a che vedere con il quotidiano agire della politica, VOGLIAMO ringraziare pubblicamente tutti gli amici di "Isola Pulita" che collaborano con l'obiettivo di rendere questo spazio di informazione patrimonio di tutta la comunità Isolana.
Riconosciamo loro il merito il coraggio e l'umiltà dell'impegno in questo particolare momento per la vita politica amministrativa del Nostro Paese in SOFFERENZA di idee, di democrazia di confronto e di legalità.
Si è di fatto costituita una nuova compagine politica che al di là delle differenti posizioni politiche di ognuno trova il suo momento unificante nella difesa della libertà della democrazia nella libera espressione dell'individuo nell'azione di trasparenza dell'amministrazione nella libera partecipazione dei cittadini alla vita politica amministrativa del nostro paese, nell'efficienza e nell'efficacia della macchina amministrativa.
Le nostre parole d'ordine: LEGALITA' e TRASPARENZA nella Pubblica Amministrazione.
Il nostro obiettivo è favorire il dialogo ed il confronto nel rispetto delle altrui posizione.



6 dicembre 2007 SENTENZA TRIBUNALE. ILLEGITTIMO LICENZIAMENTO ARCH ALBERT
NON ABBIAMO POTERI DI VEGGENZA, I NOMI DEI PROMOSSI SONO A NOI
NOTI
SONO SOLO "CRONACHE DI PROMOZIONI
ANNUNCIATE"


(il merito? controllare un buon pacchetto di voti)
Leggi su……………………………….
http://liberaisoladellefemmine.blogspot.com/2007/12/sentenza-di-illegittimita-del.html
http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2007/12/sentenza-tribunale-illegittimo.html
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http://blog.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.ListAll&friendID=293804128
http://www.myspace.com/isolapulita

4 dicembre 2007 ISOLA DELLE FEMMINE AL FEMMINILE
Quarda su……………………………….
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/12/isola-delle-femmine-al-femminile-una.htmllinks


2 dicembre 2007 LA MEMORIA DEI FATTI E MISFATTI DELLA POLITICA A ISOLA DELLE FEMMINE
Quarda su……………………………….
http://la-rinascita-a-isola-delle-femmine.blogspot.com/2007/12/fatti-e-misfatti-della-politica-isola.htmllinks


29 novembre 2007 NON ACCENNANO A PLACARSI GLI EFFETTI DANNOSI DEL VENTO PADANO
Leggi su……………………………….
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/12/assessorato-territorio-ambiente-regione.htmllinks


* 28 novembre 2007
-LE FOTTO DEI FATTI E MISFATTI DI ISOLA DELLE FEMMINE
http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2007/11/check-out-my-slide-show.html


* 22 novembre 2007
-GLI EFFETTI DANNOSI DEL VENTO PADANO
Vedi Il filmato...........
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/11/aggressione-allassessorato-territorio.htmllinks

AMBIENTE:RICERCA, A SIRACUSA 90% GENTE HA PAURA INQUINAMENTO
''Noi amministratori - dice Giuseppe Sorbello, sindaco di Melilli (SR) - abbiamo il dovere di capire quali sono le convinzioni dei cittadini, le loro paure e i loro disagi''
leggi la ricerca su................
http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/inquinamento/20071123141534512635.html





* 22 novembre 2007
-PROCEDURA PER L'AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE
http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2007/11/italcementi-autorizzazione-integrata.html

* 21 novembre 2007
-ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE SICILIA: AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE ITALCEMENTI CHI MANCA ALLA CONFERENZA DI SERVIZI?
-INTERROGAZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO DI MONICA FRASSONI
-IN SICILIA SI RESPIRA ARIA DEL VENETO PADANO
Una vicenda oscura, in cui sono coinvolte soprattutto le persone che hanno gettato il fango su Gioacchino Genchi e Alessandro Pellerito, quelle che ne hanno deciso la rimozione arbitraria senza alcuno scrupolo.
Ciò che oggi si preannuncia, sembra uno scandalo in piena regola, tanto che a questo punto si chiede un immediato intervento dell'Assessore Interlandi sui responsabili
(il dirigente del Servizio 3, dott. Salvatore Anzà, ed il Dirigente Generale del Dipartimento Territorio e Ambiente, arch. Pietro Tolomeo)
dei gravi fatti che colpiscono in prima persona lei stessa, in quanto firmataria inconsapevole di ciò che sembrerebbe configurarsi una vera e propria truffa".
I ruoli si stanno invertendo e i " persecutori " rischiano di diventare i " perseguitati " e tutto lascia ben sperare che la "Interlandi" sia fermamente decisa a perseguire chi si trova implicato in questa oscura faccenda.

Vai alla VIDEOnotizia.........
http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2007/11/italcementi-autorizzazione-integrata.html
http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2007/11/italcementi-di-isola-delle-femmine-laia.html

* 20 novembre 2007
Ciao Graziano Ferrante
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/11/ciao-graziano-ferrante.htmllinks


*19 NOVEMBRE 2007 TESTO INTERROGAZIONE SODANO SU DEPOSITO PETCOKE A RAFFO ROSSO AREA "VERDE AGRICOLO" P.R.G. VIGENTE 2001 A ISOLA DELLE FEMMINE
leggi su.............
http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2007/11/isola-delle-femmine-interrogazione.html

Isola delle Femmine 16.11.07
PRESIDENTE COMMISSIONE AMBIENTE E MINISTERO AMBIENTE RICHIEDONO INTERVENTO DEI N.O.E. PER CAVA RAFFO ROSSO
Leggi su……………………
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/11/blog-post_16.htmllinks
Isola delle Femmine 15.11.07 ATTO DI OPPOSIZIONE ALLA RICHIESTA
DI ARCHIVIAZIONE E RICHIESTA DI PROSECUZIONE DELLE INDAGINI PERE INQUINAMENTO ACUSTICO

Leggi su...........
http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2007/11/inquinamento-acustico-alla-italcementi.html

Isola delle Femmine 15.11.07

*L'8 SETTEMBRE DI PONZIO PILATO
*ISOLA DELLE FEMMINE PRESIDIO DEI COMMERCIANTI E CITTADINI PER LA CHIUSURA DELLO SVINCOLO SENZA ALTERNATIVA

http://liberaisoladellefemmine.blogspot.com/2007/11/ponzio-pilato-e-il-suo-8-settembre.html


12 NOVEMBRE 2007
A differenza di quanto affermava Andreotti che "il potere logora chi non ce l'ha". Isola delle Femmine inverte il detto: "il potere logora chi ce l'ha".
Chiesto dal Gruppo consiliare Insieme Isola delle femmine la convocazione del consiglio Comunale con due punti all'ordine del giorno:
Revoca al Presidente del Consiglio Comunale
Revoca al Vicepresidente del Consiglio Comunale
Il vertice della presidenza del consiglio avrebbe ripetutamente violato le leggi e le norme statutarie mentre il Vice presidente del Consiglio marito della vicecomandante dei Vigili Urbani, avrebbe tenuto un grave comportamento in contrasto con le proprie funzioni.
In paese tutti i cittadini si chiedono: "Ma che avrà fatto mai?"
Intanto Ponzio Pilato accusa il gruppo insieme Isola delle Femmine di abuso di potere e per questo saranno perseguiti.

Leggi su…………
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/11/isola-delle-femmine-richiesta-revoca.htmllinks

http://liberaisoladellefemmine.blogspot.com/2007/11/isola-delle-femmine-il-gruppo-insieme.html
ARCH. TOLOMEO SERVIZIO 3 TUTELA DALL'INQUINAMENTO ATMOSFERICO DIPARTIMENTO ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE REGIONE SICILIA DIFFIDA Ditta Italcementi S.p.a. di Isola delle Femmine Deposito di stoccaggio combustibile solido in C.da Raffo Rosso Violazione della normativa ambientale
°IL COMITATO CITTADINO CHIEDE ALLA AUTORITA' COMPETENTI TUTELA PER IL RISPETTO DELLE NORME E LA SALVAGUARDIA DELLA SALUTE
leggi su......................
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/11/italcementi-isola-delle-femmine.htmllinks

*8 NOVEMBRE 2007 IL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA CHIEDE ALLE AUTORITA' TUTELLA PER IL RIPSETTO DELLE NORME E PROCEDURE IN MATERIA AMBIENTALI CHE SONO A TUTELLA DELLA SALUTE DEI CITTADINI DELL'AMBIENTE E DELLE BELLEZZE NATURALI DI ISOLA DELLE FEMMINE http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/11/il-comitato-cittadino-chiede-alla.htmllinks


GIARDINELLO L'ARRESTO DI LO PICCOLO A POCHI KILOMETRI DA ISOLA DELLE FEMMINE
leggi su.......
http://la-rinascita-a-isola-delle-femmine.blogspot.com/2007/11/larresto-di-lo-piccolo-e-il-suo-clan.htmllinks

*2 NOVEMBRE 2007

*ISOLA DELLE FEMMINE ARCHITETTO ALBERT DOPO AVER VINTO IL RICORSO CONTRO L'INGIUSTO LICENZIAMENTO OGGI E' STATO PROSCIOLTO DALL'ACCUSA DI CALUNNIA MOSSAGLI DALL'EX SINDACO STEFANO BOLOGNA
*DISPOSITIVO DELLA SENTENZA AVANTI ALLA IV SEZIONE CORTE DI APPELLO DI PALERMO 2 novembre 2007
STEFANO BOLOGNA/ARCH ALBERT GIOVANNI

Leggi su…………………….
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/11/blog-post.htmllinks


-27 OTTOBRE 2007
*PONZIO PILATO AL MURO DEL PIANTO
*LA DICHIARAZIONE AL CONSIGLIO COMUNALE COL QUALE IL CONSIGLIERE SALUTA PONZIO PILATO E L'INTERO CONSIGLIO COMUNALE DIMETTENDOSI DAL GRUPPO "iSOLA PER tUTTI" E DALLA CARICA DI CAPO GRUPPO
*RISULTATO SONDAGGIO "ISOLA PULITA" :ESPRIMI IL TUO GRADO DI SODDISFAZIONE DELLA GIUNTA PORTOBELLO"

leggi su.........................
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/10/isola-delle-femmine-ponzio-pilato-al.htmllinks


24 OTTOBRE 2007 LE MEZZE BUGIE DELLA ITALCEMENTI SONO LE MEZZE VERITA' PER GLI OPERAI DELLA ITALCEMENTI:

"..se non ci autorizzate all'utilizzo del Pet-coke mettiamo in cassa integrazione....licenziamo..........chiudiamo....saremo costretti ad andare via...."


SODDISFAZIONE DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA CONTRO L'ARROGANZA DELLA ITALCEMENTI: RIENTRATI I LICENZIAMENTI E LE MINACCE DI CASSA INTEGRAZIONE. L'ASSESSORE INTERLANDI CONFERMA IL RISPETTO DELLE REGOLE E DELLE NORMATIVE SULLE AUTORIZZAZIONI AMBIENTALI.


http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/10/isola-delle-femmine-sconfitta.htmllinks


19 Ottobre
*Italcementi:Braccio Di Ferro Su Uso Pet-Coke Operai al Palazzo della Regione.
L'Assessore Interlandi:
"L'uso del pet-coke, come l'esperienza della centrale Eni di Gela sta a dimostrare - ribatte - produce conseguenze devastanti per l'ambiente e per la salute dei cittadini. Porre la questione è dunque il preciso dovere di un'amministrazione seria e responsabile e non, come sostiene l'Italcementi, una strumentalizzazione"
*i lavoratori per l''utilizzo del pet-coke in sicilia
*Petcoke - Italcementi: sconvolgente scoperta dell'acqua calda!
*Interrogazione con risposta scritta Transito a Palermo di Camion con petcoke.

*Interrogazione a risposta scritta SODANO Presidente Commissione Ambiente Senato
Leggi su………………………………
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/10/isola-delle-femmine-italcementi_19.htmllinks



*18 OTTOBRE 2007.

-Il giorno dopo del rinvio della problematica delle autorizzazione alla conferenza di servizi dell'A.I.A. del 5 dicembre c.a.,la Direzione della ITALCEMENTI di Isola delle Femmine usa l'arma del ricatto e gli operai protestano per la difesa e la garanzia del posto di lavoro.
-Il comunicato del Senatore Sodano Presidente della Commissione Ambiente del Senato e l'appello alle istituzioni, le organizzazioni sindacali e azienda ad aprire un tavolo di concertazione ove venga illustrato e discusso il PIANO INDUSTRIALE DELLA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE

leggi il comunicato e le immagini della manifestazione degli operai su..........

http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/10/italcementi-di-isola-delle-femmine.htmllinks

*17 OTTOBRE 2007.

*RADDOPPIO FERROVIARIO PALERMO PUNTA RAISI INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
*I GIOVANI DEL MOVIMENTO PER L'AUTONOMIA (M.P.A.): NO AL PET-COKE
http://www.giovanimpa.it/agenda.html
********************L'ARMATA BRANCALEONE********************

Agenzia ANTA:......... la chiusura con ordinanza sindacale delle fabbriche di sapone in tutto il comprensorio, non ha evitato l'abbandono di Ponzio Pilato da parte del Consigliere Cutino .........

10 Ottobre 2005
Dimissioni Stefano Bologna e seguente dimissioni di Crisci e Micali dal Gruppo "Isola per Tutti";

17 Ottobre 2007 Dimissioni Marcello Cutino dal Gruppo "Isola per Tutti" e dalla carica di Capo Gruppo che seguono le dimissioni di.............................., non possiamo più accettare che qualcuno possa pensare di lavarsene le mani e far compagnia a Ponzio Pilato.
Marcello Cutino non accetava più la politica (si fa per dire) ondivaga dell'esecutivo in materia ambientale.

ACCONTENTARE TUTTI PER NON SCONTENTARE NESSUNO.
-La conferenza di servizi indetta per oggi all'Assessorato Territorio Ambiente Servizio 3 avente ad oggetto "Richiesta di autorizzazione alle emissioni da parte della Italcementi", ha rimesso il proprio mandato in quanto non competente, la sua prosecuzione ne sarebbe risultata illegittima e prevaricatrice della procedura A.I.A. attualmente in corso.
vedi servizio teleoccidente su.........
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/10/italcementi-rinviata-alla-conferenza.htmllinks

http://www.ambientediritto.it/sentenze/2007/TAR/Tar_Sicilia_PA_
2007_n.1156.htm


DECRETO LEGISLATIVO 18 febbraio 2005, n. 59 - Attuazione integrale della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento. (pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 72/L alla Gazzetta Ufficiale italiana n. 93 del 22 aprile 2005)
Art. 17. Disposizioni transitorie
3. Nel caso in cui la relazione e il progetto di cui sopra siano stati gia' presentati alla data di entrata in vigore del presente decreto la loro valutazione e' effettuata nell'ambito del procedimento integrato.
Decreto legge 152 Parte quinta art 267 comma 3:
"Resta fermo, per gli impianti sottoposti ad autorizzazione integrata ambientale, quanto previsto dal decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59; per tali impianti l'autorizzazione integrata ambientale sostituisce l'autorizzazione alle emissioni prevista dal presente titolo."
ART. 269
(autorizzazione alle emissioni in atmosfera)

1. Fatto salvo quanto stabilito dall'articolo 267, comma 3, dai commi 14 e 16 del presente articolo e dall'articolo 272, comma 5, per tutti gli impianti che producono emissioni deve essere richiesta una autorizzazione ai sensi della parte quinta del presente decreto.
3. Ai fini del rilascio dell'autorizzazione, l'autorità competente indice, entro trenta giorni dalla ricezione della richiesta, una conferenza di servizi ai sensi degli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, nel corso della quale si procede anche, in via istruttoria, ad un contestuale esame degli interessi coinvolti in altri procedimenti amministrativi e, in particolare, nei procedimenti svolti dal comune ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265. Eventuali integrazioni della domanda devono essere trasmesse all'autorità competente entro trenta giorni dalla richiesta; se l'autorità competente non si pronuncia in un termine pari a centoventi giorni o, in caso di integrazione della domanda di autorizzazione, pari a centocinquanta giorni dalla ricezione della domanda stessa, il gestore può, entro i successivi sessanta giorni, richiedere al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio di provvedere, notificando tale richiesta anche all'autorità competente. Il Ministro si esprime sulla richiesta, di concerto con i Ministri della salute e delle attività produttive, sentito il comune interessato, entro novanta giorni o, nei casi previsti dall'articolo 281, comma 1, entro centocinquanta giorni dalla ricezione della stessa; decorso tale termine, si applica l'articolo 2, comma 5, della legge 7 agosto 1990, n. 241.
http://www.ambientediritto.it/sentenze/2007/TAR/Tar_Sicilia_PA_<BR>2007_n.1156.htm

*15 OTTOBRE ITALCEMENTI. STOP ad utilizzo petcoke in stabilimento Palermo: Il presidente della Commissione Ambiente di Palazzo Madama presenta interrogazione leggi su.........http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/10/isola-delle-femmine-italcementi.htmllinks

*SCIOLTO CONSIGLIO COMUNALE-INFILTRAZIONI MAFIOSE..Una gestione che è stata costellata da varie vicende...l'allontanamento dal Comune del direttore.... sugli incarichi esterni affidati dal sindaco....l'assunzione di Antonio Santoro, cugino di Nicola(assessore), come responsabile del servizio commercio...QUESTO ED ALTRO ANCORA continua su..............http://www.pupia.tv/notizie/0001386.html

Dal giornale di Sicilia 13.10.07: ABUSI EDILIZI in due comuni in 3 finiscono sott'inchiesta." Due immobili sono stati sequestrati dai carabinieri a Borgetto e Misilmeri, nel corso di servizi contro l'abusivismo edilizio, e sono scattate anche tre denunce. A Borgetto sigilli a un fabbricato di 100 metri quadrati.....non ancora ultimato..i titolari sono stati denunciati alla Procura della Repubblica. I lavori erano stati avviati senza autorizzazione e in un'area agricola sottoposta a vincolo sismico. A Misilmeri, invece , i militari hanno sorpreso nel centro abitato alcuni operai impegnati nella costruzione di un appartamento sopra un immobile di tre piani già esistente. Rilevata l'assenza di concessione edilizia, le opere sono state poste sotto sequestro. Denunciata la proprietaria......."

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PONZIO PILATO E' TORNATO per smentire il suo direttore dimissionarLo e consegnarLo al popolo servizio a.......

http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/10/il-ritorno-di-ponzio-pilato.htmllinks





ITALCEMENTI LA PROCEDURA DELL'AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE




*"A TELEOCCIDENTE ITALCEMENTI PET-COKE-COMBUSTIONE.MOVIMENTAZIONE-TRASPORTO-STOCCAGGIO-SALUTE-AZIENDE INSALUBRI Le responsabilità delle amministrazioni l'ultima lottizzazione approvata dal C.C. 28.1.03…"
*"ALLA VITA IN DIRETTA IL SILENZIO DI PONZIO PILATO mentre I cittadini Isola delle Femmine parlano della Italcementi e dei problemi di salute per i cittadini e la sua collocazione a ridosso delle abitazioni"
*"Le Mentite e le smentite e le rimentite e..."
*"Il Progetto che non c'è"
*"Esposti alla magistratura"
*"Interrogazione e risposta del Ministro Pecoraro Scanio su ITALCEMENTI Isola delle Femmine"
*"In netta contraddizione con quanto da Egli scritto al Comitato Isola Pulita, ed in netto contrasto con la risposta del Ministro Pecoraro Scanio all'on Fundarò e Lion, il 3° servizio scavalcando il 2° servizio VIA/VAS, convoca per il giorno 17 ottobre una conferenza?"
leggi su.....
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/10/italcementi-procedura-autorizzazione.htmllinks



OTTO OTTOBRE 2007*Questa è la storia, incredibile ma vera, di un lavoratore che a causa di mancato allineamento alla linea politica del Signor Bologna ed al metodo di gestione della cosa pubblica dello stesso è costretto a subire vessazioni e persecuzioni sul posto di lavoro con gravi danni morali, finanziari e psico-fisici.
leggi su...........
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/10/pubblica-amministrazione-dipendenti.htmllinks

*A tutto il corpo della Polizia Municipale la nostra solidarietà la nostra stima e il rispetto per l'attività che svolgono a tutela della nostra comunità. Non sempre roconosciute e valorizzate da chi di competenza.
Al Signor Croce Antonino Comandante della Polizia Municipale di Isola delle Femmine, la nostra personale solidarietà stima e apprezzamento per il suo operato.


Management School: "così come ti ho creato ti posso distruggere"
"ti spiezzo in due" prima ti nomino un CONSULENTE e poi Ti DIMISSIONO

........si reputa assolutamente necessario che il corpo di polizia municipale venga commissariato...........leggi su..........
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/09/riceviamo-e-con-rincrescimento.htmllinks


°Mafia: intimidazione a pm Gozzo a Palermo
Due persone sono state allontanate dal custode dello stabile
PALERMO, 13 SET - Un'intimidazione e' stata compiuta a Palermo nei confronti del sostituto procuratore della Dda Domenico Gozzo. Due persone si sono presentate nel portone dell'abitazione del magistrato chiedendo di parlare con lui e dicendo di essere interessati all'affitto di un appartamento nella borgata di Acquasanta. Il custode, sapendo che il magistrato non possiede immobili in quella zona, ha chiesto i loro nomi e al loro rifiuto di qualificarsi, li ha pregati di allontanarsi.
Palermo 14 SET - Da quando il cerchio delle indagini ha cominciato a stringersi attorno agli uomini del superlatitante Lo piccolo strane minacce hanno raggiunto i sostituti procuratori Domenico Gozzo e Gaetano Paci che da anni scavano nei meandri del mandamento di San Lorenzo oggi diventato la nuova centrale del comando di Cosa Nostra. Mercoledì mattina un uomo e una donna che avevano con sè un bambinosi sono presentati nella portineria di casa Gozzo, chiedendo di parlare con il magistrato, e dicendo di essere interessati all'affitto di un appartamento nella boragta di Acquasanta. Il portiere si è subito insospettito, sapeva che la famiglia del p.m. non ha alcun immobile da affittare all'Acquasanta. Ha chiesto i nomi delle persone, ma la coppia si è allontanata velocemente...............Salvo Palazzolo


Gentilissimo Signor LUI invece di chiedersi chi foraggia chi e per cosa, segua Lei e nel contempo consigli i suoi compagni di camerata di adeguarsi oltre che rispettare le leggi iniziando da : Organi - Amministratori - Situazione patrimoniale ex art. 8 l.r. 128/1982 - Attestazione di conformità leggi su.....
http://gurs.regione.sicilia.it/pareri/P060153.HTM


*SONO INCAZZATO NERO E TUTTO QUESTO NO LO ACCETTERO'
leggi vedi e senti su................
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/09/isola-delle-femmine-sono-incazzato-nero.htmllinks


*e' QUI LA FESTA? Si è qui ma LUI non c'è e se viene fai finta di non conoscerLo
*Poteva sembrare un film invece......................
leggi l'indirizzo su.......
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/09/e-qui-la-festa.htmllinks

*E' LUI O NON E' LUI! MA SI CHE E' LUI. VEDO FUMO (scusatemi tanto ma permettetemi la battuta:"tutto fumo niente arrosto" Banale? Si lo so, ma mentre scrivo me la rido e vorrei poterlo esprimere. GRAZIE)VUOL DIRE CHE E' LUI.....

leggi su...........
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/09/isola-delle-femmine-consulenze-elezioni.htmllinks

*In Ricordo dell'Amico Giacomino
leggi su..........
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/09/in-ricordo-di-giacomino.htmllinks

*RICHIESTA AL SINDACO E AI GRUPPI CONSILIARI DI UN PUBBLICO DIBATTITO CITTADINO SU DEMOCRAZIA LEGALITA' E TRASPARENZA A ISOLA DELLE FEMMINE

leggi su..............
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/08/in-data-18-agosto-alcuni-sostenitori.htmllinks

*CAPISCO DELLE VOLTE PRESI DALL'ENTUSIAMO O MAGARI DALLA PAURA, DALLA "FOGA" SI FA IN FRETTA A PARLARE DI CONFERENZA E POI NON SI SA DI COSA PARLARE.
SE PERMETTETE SIGNOR SINDACO SIGNORI ASSESSORI SIGNORI CONSIGLIERI VORREI TOGLIERVI DALL'IMBARAZZO E PERMETTERMI DI SOTTOPPORVI UNA SERIE DI ARGOMENTI SU CUI POTRESTE, TEMPO PERMETTENDO, SCEGLIERE E MAGARI DARE UNA SCALA DI PRIORITA'

gli argomenti(non sono datati o superati anzi con l'amministrazione che ci ritroviamo si vanno AGGRAVANDO e purtroppo vi è la tendenza all'aumento).......
http://isolapulita.splinder.com/post/12681219/BUON+
COMPLEANNO+AGLI+AMMINISTR



Oppure signori parliamo solo di.........................
http://isolapulita.splinder.com/post/13237464/IL+PIANO+
REGOLATORE+A+ISOLA+DE



in alternativa leggete su............

http://www.isolapulita.ilcannocchiale.it/post/1530635.html



*URGENTE ORDINANZA DA PARTE DEI SINDACI: L'ACQUA NON PUO' ESSERE UTILIZZATA PER USI ALIMENTARI
leggi su................
http://www.alimentazione-oggi.it/archives/0005738.html


*LA COERENZA! LA RESPONSABILITA'! L'IMPEGNO! QUANDO IL SINDACO E LA SUA GIUNTA DECIDE A SALVAGUARDIA DELLA SALUTE DEI CITTADINI E DELL'AMBIENTE,LEGGI L'ORDINANZA INTEGRALE DEL SINDACO MOTISI E I PROVVEDIMENTI DI INO GENCHI

guarda il video su...............
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/08/sindaco-e-giunta-per-lambiente-e-la.htmllinks

*A PROPOSITO DI ALGA ROSSA E DIVIETO DI BALNEAZIONE
sin da giugno a ben leggere si decretava che.............
http://isolapulita.blogspot.com/2007/05/blog-post.htmllinks


leggi su..............
*A PROPOSITO DELLA SENTENZA T.A.R. SICILIA SULLE VERANDE REGOLAMENTI RESPONSABILITA' DEL SINDACO P.R.G. PIANI PARTICOLAREGGIATI VINCOLI E SCADENZE


http://isolapulita.blogspot.com/search?q=sentenza+verande


*I SOGNI NON SI AVVERANO MAI? IL FANTASMA DEI 36 ALLOGGI POPOLARI A ISOLA DELLE FEMMINE

gurs.pa.cnr.it/gurs/Gazzette/g04-45/g04-45-c.pdf

*A ISOLA DELLE FEMMINE QUANDO I SOGNI MUOIONO NON RIESCONO A TROVARE POSTO AL CIMITERO
uno dei commenti integrali pervenuti sul blog il 5 settembre......."Per l'ampliamnto del cimitero un esperto è il geom. CRISCI oggi consigliere comunale che può mettere a disposizione la sua esperienza e anche fatto un comizio nel 2004 su come fare il nuovo cimitero, senza interessi e collaborazione nel progetto che mai a visto la luce anche se some sempre pagate parcelle per divensi milioni.
Questo è fare il bene di Isola che anno gli amministratori"

Come promesso iniziamo a parlare di cimitero ed i tanti e mai realizzati progetti di ampliamento, per la verità siamo stati stimolati a parlarne , a seguito dei tanti messaggi ricevuti interessati a capire regolamenti gestione condizioni di servizio e relativi costi. I messaggi richiedevano..........leggi su
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/09/isola-delle-femmine-lampliamento-del.htmllinks


http://64.233.183.104/search?q=cache:NgFstSr_r_gJ:gurs.pa.cnr.it/gurs/
Gazzette/g04-45/g04-45
c.pdf+Isola+delle+femmine+AMPLIAMENTO+CIMITERO&hl=it&ct=
clnk&cd=8&gl=it


*L'EX CONSULENTE DEL SINDACO PROFESSORE PORTOBELLO

leggi su....................
http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/07/isola-delle-femmine-le-consulenze-dalle.htmllinks

GURS Parte I n. 21 del 2004
25, legge regionale n. 22/96, presentato dalle ditte Immobiliare Calliope s.r.l. e SA.BA. s.r.l.per la realizzazione di n. 50 alloggi";
http://gurs.pa.cnr.it/gurs/Gazzette/g04-21/g04-21-p37.htm



Industrie insalubri: classificazione

Descrizione
Una industria è individuata come insalubre dal servizio di igiene pubblica dell'Ulss. L'Ulss segnala al Comune l'industria, ai fini della classificazione che viene predisposta dal Comune stesso, il quale provvede a darne comunicazione alla ditta. L'industria, a cui viene comunicata la classificazione, è obbligata ad attenersi alle disposizioni contenute negli articoli 216 e 217 del Testo unico delle leggi sanitarie.

In caso di inconvenienti provocati da industrie classificate come insalubri, anche quando questi inconvenienti non siano riconducibili a disposizioni di legge ad essi specificatamente riferiti, il Sindaco, a seguito di accertamenti, emette ordinanza di adeguamento per l'eliminazione degli inconvenienti accertati.


Normativa di riferimento
Decreto Ministeriale del 5 settembre 1994 "Elenco delle industrie insalubri di cui all'art. 216 del Testo unico delle leggi Sanitarie".
Circolare del Ministero della Sanità n.19 del 19 marzo 1982.
Regio Decreto n. 1265, artt. 216 e 217, del 27 luglio 1934 "Approvazione del Testo unico delle Leggi sanitarie".



http://isolapulita.blog.lastampa.it/il_mio_weblog/2007/08/isola-delle-f-3.html



http://liberaisoladellefemmine.blogspot.com/2007/11/isola-delle-femmine-il-gruppo-insieme.html

Currently playing:
Brain Age 2: More Training in Minutes a Day
Release date: 20 August, 2007
Friday, October 09, 2009 
Tuesday, September 01, 2009 
ITALCEMENTI ARPA COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE INQUINANTI QUALITA' DELL'ARIA CONTROLLI CENTRALINE

    ARPA 11 giugno 2009 Risultati analisi effettuate nel sopralluogo di marzo alla Italcementi di Isola delle Femmine. Risultati che mettono in evidenza la presenza di inquinanti così come riscontrato nell'ottobre del 2008 (pag 4)

    Verbale Riunione Italcementi Comune DAP ARPA per mettere a punto piano operativo individuazione siti per centraline (pag 3)

    Italcementi 7 aprile 2009 scrive che provvederà come richiesto dall'ARPA marzo 2009 e dal Comune Isola dicembre 2008 fare analisi sulle materie prime (pag 2)

    ARPA richiesta Monitoraggio qualità dell'aria protocollo 6059 8 aprile 2009 (pag 2)

    Italcementi Integrazione al Piano di Monitoraggio e Controllo e risposta alle analisi ARPA 10/2008 (pag 8)

    ARPA Verbale relativo al sopralluogo alla Italcementi di Isola delle Femmine 16 marzo 2009 (pag. 20)

    Protocollo ARPA 99733911 9 ottobre 2008 rapporti di prova su petcoke a raffo rosso e abitazioni agosto 2008 elavta presenza di inquinanti (pag 7)

    ARPA verbale dele operazioni di campionamenti e misure alla italcementi di Isola delle Femmine 2 dicembre 2008 (pag 6)

ARPA 11 giugno 2009 Risultati analisi effettuate nel sopralluogo di marzo alla Italcementi di Isola delle Femmine. Risultati che mettono in evidenza la presenza di inquinanti così come riscontrato nell'ottobre del 2008 (pag 4)







Verbale Riunione Italcementi Comune DAP ARPA per mettere a punto piano operativo individuazione siti per centraline (pag 3)






Italcementi 7 aprile 2009 scrive che provvederà come richiesto dall'ARPA marzo 2009 e dal Comune Isola dicembre 2008 fare analisi sulle materie prime (pag 2)





ARPA richiesta Monitoraggio qualità dell'aria protocollo 6059 8 aprile 2009 (pag 2)





Italcementi Integrazione al Piano di Monitoraggio e Controllo e risposta alle anaòlisi ARPA 10/2008 (pag 8)



























ARPA Verbale relativo al sopralluogo alla Italcementi di Isola delle Femmine 16 marzo 2009 (pag. 20)











































Protocollo ARPA 99733911 9 ottobre 2008 rapporti di prova su petcoke a raffo rosso e abitazioni agosto 2008 elavta presenza di inquinanti (pag 7)



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ARPA verbale dele operazioni di campionamenti e misure alla italcementi di Isola delle Femmine 2 dicembre 2008 (pag 6)











ITALCEMENTI RICORSO A.I.A.
CROMO ESAVALENTE 6692 mg/kg A ISOLA DELLE FEMMINE e il SINDACO NICCHIA
ITALCEMENTI RIFIUTI INCENERITORI PNEUMATICI CDR
CASSAZIONE SENTENZA SU POLVERI CEMENTIFICI

FILTRI Misuratori in continuo: Organi clorulati, come: diossine e benzofurani. Scarichi atmosferici organiclorulati
http://www.comune.torino.it/ambiente/leggi/dlgs183-a6.pdf

Angelo Amaro, Luigi Librici, Anna Abita, Michele Condò, Rita Pecoraino, Liborio Mammana, Gianfranco Cannova, Salvo Anzà, Vincenzo Minagra, Italcementi, Petcoke, Tumori, Isola delle Femmine, Impastato; Cutino, PALazotto, Pomiero, Bruno, Lucido, Riso, Bologna; Raffo Rosso, Metalli Pesanti Zinco, Carbonio, idrogeno, azoto, zolfo, nichel, vanadio, Autorizzazione, Integrata Ambientale, Regione Sicilia Assessorato Territorio Ambiente, Tolomeo, Interlandi, Sorbello, m.p.a., D.A.P., N.O.E., Portobello, rifiuti, Inceneritori, diossine, silicio, solfati, IPA, Cromo Esavalente, Messina Marco, Monti Angelo, La Maestra Giovanni, Dipartimento ARPA Provinciale, Regione Sicilia Assessorato Territorio Ambiente Servizio 3, Regione Sicilia Assessorato Territorio Ambiente Servizio 2 VIA VAS, Provincia Regionale Palermo Area Tutela Ambientale e Difesa del Suolo Direzione Controllo e Prevenzione Ambientale Ufficio Smaltimento Rifiuti Speciali, Dipartimento ARPA Provinciale, ARPA Sicilia, Sindaco del Comune Di Isola delle Femmine, Comando dei Carabinieri di Isola delle Femmine, Prefettura di Palermo, Questura Palermo, Carabinieri N.O.E. Piazza Principe di Camporeale 62/64 Palermo, Calcare, Perlite, Sabbia, Desolfogesso, Clinker, Farina, Argilla, Pian dell’Aia, Torretta, Siino, Pesenti, Mafia, Cemento Depotenziato,

1 commenti:

Anonimo ha detto...
PUO DARSI CHE L'INQUINAMNWETO DELLA CEMNTEREIA STANTO A POCHI METRI IN LINEA D'AREA HA INQUINATO IL CERVELLO DI QUALCUNO CHE SALTA DA PALI - LOTTA X TUTELA AMBIENTE - ALLE FRASCHE ComE LA LOTTA POLITICA FAZIOSA DI PARTE STRUMENTALE X OTTENEBRE BENFICI X PERSONE DICIAMO VICINE ANZI VICINISSIME CON UNA PROMOZIONE
Tuesday, September 01, 2009 
....



APPELLO ALLA LEGALITA’ ALLA TRASPARENZA E ALLA DEMOCRAZIA DI MONSIGNORE MICCICHE’

...la politica diventa sempre più autoreferenziale, incapace di misurarsi sui problemi reali della gente e del territorio, gestita dalle logiche delle lobby e dei gruppi di potere.
La politica rischia di appesantire la cultura del servilismo che purtroppo ancora sembra connotare la mentalità di larghi strati della nostra gente.
E’ necessario oggi più che mai un di PIU’ nelle scelte politiche un di PIU’ di RESPONSABILITA’, di senso del bene comune, di profonda moralità.
Ogni scelta pubblica ha anche una valenza ETICA.
Riscoprire le relazioni politiche come esercizio di un SERVIZIO umile e CONCRETO in cui si EDUCANO i cittadini soprattutto i più deboli ad acquisire i propri DIRITTI e NON chiedere favori.
Non ponetevi su di un piedistallo di potere e di INTERESSI PRIVATI……..

Caricato da isolapulita


DIALOGO tra un padre e i suoi fedeli a proposito delle Elezioni Amministrative a Isola delle Femmine:

Fedele: caro padre……………. sono elena. e proprio vero tutti abbiamo i nostri peccati,ma non tutti si possono assolvere..........noi continueremo a dirlo in faccia ciò che pensiamo e se c'è un Dio stia tranquillo che la verità verrà a galla.quel giorno spero non lontano ne riparleremo (9 giugno ore 17,13)


Fedele: padre …….. lei politica nn ne deve fare..deve svolgere il suo ministero e basta ...lei rappresenta almeno dovrebbe rappresentare tutta la chiesa isolana e non quella di pochi..lasci litigare e discutere noi ragazzi e candidati...ognuno pensi a suoi peccati perchè nessuno è senza macchia NESSUNO neanche lei e io (10 giugno ore 21,31)


Padre………….. Carissimo ……….. ti dico " Chi non ha peccato scagli la prima pietra". Ognuno si deve fare un forte esame di coscienza! (9 giugno ore 13,14)


Fedele: Lei intanto cerchi di portare fedeli in Chiesa anzichè accompagnare cittadini al seggio.... (11 giugno ore 16,22)


Fedele: Ancora una caduta di stile, ancora uno scandalo, ancora un comportamento deplorevole... Padre Nicola, dove sei? Ritorna!!! (18 giugno ore 19,48)


Fedele: si è avverato il sogno l' isola felice di portobello dove si è in molti ma mangiano in pochi................ bravi bravi veramente bravi un complimento particolare va a palazzotto e al suo caro zietto (9 giugno ore 12,17)



....

Se c’era bisogno di una conferma della vostra cattiveria questa ne è la prova, io mi consolo con le SANTE DEMOCRATICHE ED UMILI Parole di Monsignore Bommarito :
…Io ho sognato, io ho cercato di costruire una chiesa libera aperta indipendente dai POTERI POLITICI, una chiesa libera di poter PARLARE di poter annunziare il VANGELO, il Vangelo dell’AMORE della vera LIBERTA’……….

Messaggi pervenuti al blog:

Di un ateo che si aspettate ha detto...
MISCREDENTE E FALSO
23 giugno 2009 5.20

Per il ritorno di un non santo ha detto...
CHE VENGA NICOLA QUELLO CHE DIVIDEVA I CITTADINI IN AMICI E NEMICI E QUALCUNO GLI A ALTATO PURE LE MANI
OLTRE LE VICENDE SCABROSE.......
23 giugno 2009 5.24

Peccato abbiamo un santo incompreso ha detto...
Lotta alla cementeria alla mafia alle elezioni comunali all'amministrazione comunale a portobello alla chiesa ma nienti sucu per la sfiga che porta a tutti.
gli Isolani non sanno che in questo paese c'è un santo che si interessa e protegge tutti per il bene del paese un santo incompreso pi sdirubbari a tutti
23 giugno 2009 7.47

LA MIA RISPOSTA

Comitato Cittadino Isola Pulita ha detto...
A questo punto della discussione mi sembra che tutti i dubbi si siano diradati. E' impossibile un attacco di siffatta natura ad una PERSONA:
SIGNORI CHE NON AVETE IL CORAGGIO DI MOSTRARE IL VOSTRO VOLTO, NON VI RESTA ALTRO DA FARE CHE DICHIARARE PER QUALE CIFRA AVETE VENDUTO LA VOSTRA PERSONA MORALITA' O QUEL CHE VI RESTAVA DELLA VOSTRA DIGNITA?
pino ciampolillo
23 giugno 2009 8.26

moralita e dignita ricorda dett ha detto...
SIGNORI CHE NON AVETE IL CORAGGIO DI MOSTRARE IL VOSTRO VOLTO, NON VI RESTA ALTRO DA FARE CHE DICHIARARE PER QUALE CIFRA AVETE VENDUTO LA VOSTRA PERSONA MORALITA' O QUEL CHE VI RESTAVA DELLA VOSTRA DIGNITA?anni addietro ci siamo venduti per fare trasferire la nostra compgna dal piemonte a isola questa ed la nostra dignata e moralita e non per soldi
23 giugno 2009 10.13


Comitato Cittadino Isola Pulita ha detto...
Caro Amico (devo immaginare di parte?) se riesci a dire il Tuo Nome e Cognome Ti mostro TUTTA LA DOCUMENTAZIONE DEL TRASFERIMENTO A PARTIRE DALLA RCHIESTA DELLA NOMINA DI UN COMMISSARIO AD ACTA alla denuncia alla Procura della Repubblica per omissione di atti d'ufficio (articolo 328 del codice penale)che sono stato costretto a fare al fine di vedere riconosciuto un DIRITTO stabilito dalla LEGGE e dalla contrattualistica sindacale: LA MOBILITA' NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
23 giugno 2009 11.16
Ai ridicoli.. fate lo scisma in malafede ha detto...
Avendo alimentato dissenso velato nell'ambito della comunita religiosa locale con quelle pubblicazioni sulla chiesa da piccolo grande uomo perche non propone uno scisma magari con un referendum dal momento che nessun dogma di fede o eresia sono stati violati e nessun atto di ribellione si e manifestato contro la legittima autorità religiosa. Forse i perdenti si sono autoproclamati vescovi cardinali e ancora piu su. RIDICOLI E IN MALAFEDE.
23 giugno 2009 12.34
tarallucci e vino o no ha detto...
mostro TUTTA LA DOCUMENTAZIONE DEL TRASFERIMENTO A PARTIRE DALLA RCHIESTA DELLA NOMINA DI UN COMMISSARIO AD ACTA alla denuncia alla Procura della Repubblica per omissione di atti d'ufficio (articolo 328 del codice penale)ma CHI ERA IL SINDACO DENUZIATO E QUALE CONDANNA e stata inflitta dal tribunale pare che nessuno lo sa o forse tutto si e risolto a tarallucci e vino
23 giugno 2009 15.11

Comitato Cittadino Isola Pulita ha detto...
Questo post è stato eliminato dall'autore.
23 giugno 2009 16.04

Comitato Cittadino Isola Pulita ha detto...
I COMPORTAMENTI CHE EMERGONO DAI COMMENTI GIUNTI AL BLOG SONO SIMILI A QUELLI PROCLAMATI in passato DALLA GIUNTA PORTOBELLO AIELLO CUTINO E....
"..POTETE PROPORCI IL PAESE D'ORO MA NOI NON LO ACCETTEREMO MAI..." DEVO FORSE IMMAGINARE CHE I COMMENTI che ricevo al blog HANNO UN'UNICA MATRICE?
STANTE LA SITUAZIONE SINO A QUANDO NON SI RENDE POSSIBILE NESSUN CIVILE E RISPETTOSO DIALOGO (CHE ENTRI NEL MERITO) MI ASTENGO DA ULTERIORE ED INUTILE COMMENTO.
LA MIA EDUCAZIONE MI DICE SEI VUOI FARTI ASCOLTARE DEVI PRIMA ASCOLTARE.
Pino Ciampolillo
23 giugno 2009 16.08

Un po di buon senso per tutti ha detto...
E' impossibile un attacco di siffatta natura ad una PERSONA:
e gli attacchi tirati contro tutti e tutto sono passati non hanno fatto che creare una SITUAZIONE che NON SI RENDE POSSIBILE NESSUN CIVILE E RISPETTOSO DIALOGO appunto si ASTENGa DA ULTERIORi ED (IN)UTILi COMMENTi per il bene delll'immagine del paese e non per faziosita di parte.

23 giugno 2009 22.27


Speriamo bene x tutti ha detto...
I COMPORTAMENTI CHE EMERGONO DAI COMMENTI GIUNTI AL BLOG SONO SIMILI A QUELLI PROCLAMATI in passato....
STANTE LA SITUAZIONE SINO A QUANDO NON SI RENDE POSSIBILE NESSUN CIVILE E RISPETTOSO DIALOGO (CHE ENTRI NEL MERITO) MI ASTENGO DA ULTERIORE ED INUTILE COMMENTO.
LA MIA EDUCAZIONE MI DICE SEI VUOI FARTI ASCOLTARE DEVI PRIMA ASCOLTARE.
parole sagge ed apprezzabili ma finiamoli di tirare pietre e nascondersi la mano
SPERIAMO BENE ki PERDE E ISOLA

24 giugno 2009 5.54


A QUANDO I DOCUMENTI ha detto...
SCUSATE PERCHE SI TARDA A DARE UNA RISPOSTA ALLA RICHIESTA DI TRALLUCCI E VINO AVENDO LE CARTE IN MANO E PUBBLICANDO TUTTO COME SPESSO FA SUL QUESTO BLOG DELLE NOTARELLE ERRATE SU PORTOBELLO E C.
HA GIA SCRITTO A DIMOSTRAZIONE DELLA DIFFUSA IGNOMIA

STANTE LA SITUAZIONE SINO A QUANDO NON SI RENDE POSSIBILE NESSUN CIVILE E RISPETTOSO DIALOGO (CHE ENTRI NEL MERITO) MI ASTENGO DA ULTERIORE ED INUTILE COMMENTO.

NON SI TRATTA DI CIVILE E RISPETTOSO DIALOG E INUTILI COMMENTI MA DI DOCUMENTI CHE AFFERMANO QUANTO SCRITTO A SUA RAGIONE.

28 giugno 2009 23.12


Comitato Cittadino Isola Pulita ha detto...
Caro Lettore Ti ricordo la condizione che avevo posto: DichiararTi con nome e cognome, solo dopo esser venuto fuori dall'anonimato (sono sicuro che Ti renda conto, in questa momento particolare particolare che viviamo a Isola c'è bisogno di dare un esempio quello della RESPONSABILITA') mostro i documenti che avvalorano e danno forza alla mia condotta politica nel nome della coerenza della mia indipendenza, e del mio coraggio di scegliere certamente non guidato o COSTRETTO da qualche misero, ignobile e lesiva offesa alla mia dignità umana. MIA E DELLA MIA FAMIGLIA.

Ti abbraccio fraternamente
Pino Ciampolillo

29 giugno 2009 3.49

FACCIAMO NOSTRO L'APPELLO DI MONSIGNORE MICCICHE' DI CUI NE CONDIVIDIAMO VALORI E IMPEGNO PER UN NOSTRO FATTIVO E CONCRETO CONTRIBUTO VOLTI ALLA CRESCITA DELLA NOSTRA COMUNITA' ISOLANA (CI PREGIAMO RIPORTARE UN NOSTRO SCRITTO (pubblicato su questo blog il 23 gennaio c.a.)SUGLI ARGOMENTI TRATTATI NELL'APPELLO DEL MONSIGNORE MICCICHE'


Brogli alle elezioni comunali Tutto da rifare, si riparte a ottobre

Tutto da rifare. Il processo sui presunti brogli alle elezioni comunali di Palermo del 2007 deve ricominciare dall’inizio. Stamane il gup del tribunale di Palermo, Ettorina Contino, ha accertato un vizio di procedura che azzera il contatore e dà appuntamento al prossimo ottobre. Il processo, che si celebra con rito abbreviato, vede imputati sei presidenti di seggio che avrebbero manomesso grossolanamente le schede elettorali.
La questione nasce dall’istanza di costituzione di parte civile da parte di due cittadini palermitani. Secondo la legge del 1960, per questo tipo di reato, possono ritenersi parte lesa tutti gli elettori del comune di Palermo, per cui il Municipio deve dare avviso della possibilità attraverso pubblici proclami: pubblicazioni sui giornali e sulla gazzetta ufficiali e altre forme di pubblicità. Ciò non è avvenuto per cui il processo è stato dichiarato nullo.
Ma se la legge in questione consente ai cittadini di essere considerati parte lesa, d’altra parte accorcia il periodo di prescrizione a due o tre anni. Va da sé che, paradossalmente, più cittadini chiederanno la costituzione di parte civile, più i tempi del processo si allungheranno avvicinandosi alla prescrizione.

Caricato da isolapulita - Guarda gli ultimi video.


17 commenti:

Di un ateo che si aspettate ha detto...
MISCREDENTE E FALSO
Per il ritorno di un non santo ha detto...
CHE VENGA NICOLA QUELLO CHE DIVIDEVA I CITTADINI IN AMICI E NEMICI E QUALCUNO GLI A ALTATO PURE LE MANI
OLTRE LE VICENDE SCABROSE.......
Peccato abbiamo un santo incompreso ha detto...
Lotta alla cementeria alla mafia alle elezioni comunali all'amministrazione comunale a portobello alla chiesa ma nienti sucu per la sfiga che porta a tutti.
gli Isolani non sanno che in questo paese c'è un santo che si interessa e protegge tutti per il bene del paese un santo incompreso pi sdirubbari a tutti
Comitato Cittadino Isola Pulita ha detto...
A questo punto della discussione mi sembra che tutti i dubbi si siano diradati. E' impossibile un attacco di siffatta natura ad una PERSONA:

SIGNORI CHE NON AVETE IL CORAGGIO DI MOSTRARE IL VOSTRO VOLTO, NON VI RESTA ALTRO DA FARE CHE DICHIARARE PER QUALE CIFRA AVETE VENDUTO LA VOSTRA PERSONA MORALITA' O QUEL CHE VI RESTAVA DELLA VOSTRA DIGNITA?
pino ciampolillo
moralita e dignita ricorda dett ha detto...
SIGNORI CHE NON AVETE IL CORAGGIO DI MOSTRARE IL VOSTRO VOLTO, NON VI RESTA ALTRO DA FARE CHE DICHIARARE PER QUALE CIFRA AVETE VENDUTO LA VOSTRA PERSONA MORALITA' O QUEL CHE VI RESTAVA DELLA VOSTRA DIGNITA?

anni addietro ci siamo venduti per fare trasferire la nostra compgna dal piemonte a isola questa ed la nostra dignata e moralita e non per soldi
Comitato Cittadino Isola Pulita ha detto...
Caro Amico (devo immaginare di parte?)
se riesci a dire il Tuo Nome e Cognome Ti mostro TUTTA LA DOCUMENTAZIONE DEL TRASFERIMENTO A PARTIRE DALLA RCHIESTA DELLA NOMINA DI UN COMMISSARIO AD ACTA alla denuncia alla Procura della Repubblica per omissione di atti d'ufficio (articolo 328 del codice penale)che sono stato costretto a fare al fine di vedere riconosciuto un DIRITTO stabilito dalla LEGGE e dalla contrattualistica sindacale: LA MOBILITA' NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Ai ridicoli.. fate lo scisma in malafede ha detto...
Avendo alimentato dissenso velato nell'ambito della comunita religiosa locale con quelle pubblicazioni sulla chiesa da piccolo grande uomo perche non propone uno scisma magari con un referendum dal momento che nessun dogma di fede o eresia sono stati violati e nessun atto di ribellione si e manifestato contro la legittima autorità religiosa. Forse i perdenti si sono autoproclamati vescovi cardinali e ancora piu su. RIDICOLI E IN MALAFEDE.
tarallucci e vino o no ha detto...
mostro TUTTA LA DOCUMENTAZIONE DEL TRASFERIMENTO A PARTIRE DALLA RCHIESTA DELLA NOMINA DI UN COMMISSARIO AD ACTA alla denuncia alla Procura della Repubblica per omissione di atti d'ufficio (articolo 328 del codice penale)
ma CHI ERA IL SINDACO DENUZIATO E QUALE CONDANNA e stata inflitta dal tribunale pare che nessuno lo sa o forse tutto si e risolto a tarallucci e vino
Comitato Cittadino Isola Pulita ha detto...
Questo post è stato eliminato dall'autore.
Comitato Cittadino Isola Pulita ha detto...
I COMPORTAMENTI CHE EMERGONO DAI COMMENTI GIUNTI AL BLOG SONO SIMILI A QUELLI PROCLAMATI in passato DALLA GIUNTA PORTOBELLO AIELLO CUTINO E.... "..POTETE PROPORCI IL PAESE D'ORO MA NOI NON LO ACCETTEREMO MAI..."

DEVO FORSE IMMAGINARE CHE I COMMENTI che ricevo al blog HANNO UN'UNICA MATRICE?

STANTE LA SITUAZIONE SINO A QUANDO NON SI RENDE POSSIBILE NESSUN CIVILE E RISPETTOSO DIALOGO (CHE ENTRI NEL MERITO) MI ASTENGO DA ULTERIORE ED INUTILE COMMENTO.
Pino Ciampolillo

Pino Ciampolillo
Un po di buon senso per tutti ha detto...
E' impossibile un attacco di siffatta natura ad una PERSONA:
e gli attacchi tirati contro tutti e tutto sono passati non hanno fatto che creare una SITUAZIONE che NON SI RENDE POSSIBILE NESSUN CIVILE E RISPETTOSO DIALOGO appunto si ASTENGa DA ULTERIORi ED (IN)UTILi COMMENTi per il bene delll'immagine del paese e non per faziosita di parte.
Speriamo bene x tutti ha detto...
I COMPORTAMENTI CHE EMERGONO DAI COMMENTI GIUNTI AL BLOG SONO SIMILI A QUELLI PROCLAMATI in passato....
STANTE LA SITUAZIONE SINO A QUANDO NON SI RENDE POSSIBILE NESSUN CIVILE E RISPETTOSO DIALOGO (CHE ENTRI NEL MERITO) MI ASTENGO DA ULTERIORE ED INUTILE COMMENTO.
LA MIA EDUCAZIONE MI DICE SEI VUOI FARTI ASCOLTARE DEVI PRIMA ASCOLTARE.
parole sagge ed apprezzabili ma finiamoli di tirare pietre e nascondersi la mano
SPERIAMO BENE ki PERDE E ISOLA
A QUANDO I DOCUMENTI ha detto...
SCUSATE PERCHE SI TARDA A DARE UNA RISPOSTA ALLA RICHIESTA DI TRALLUCCI E VINO AVENDO LE CARTE IN MANO E PUBBLICANDO TUTTO COME SPESSO FA SUL QUESTO BLOG DELLE NOTARELLE ERRATE SU PORTOBELLO E C.
HA GIA SCRITTO A DIMOSTRAZIONE DELLA DIFFUSA IGNOMIA

STANTE LA SITUAZIONE SINO A QUANDO NON SI RENDE POSSIBILE NESSUN CIVILE E RISPETTOSO DIALOGO (CHE ENTRI NEL MERITO) MI ASTENGO DA ULTERIORE ED INUTILE COMMENTO.

NON SI TRATTA DI CIVILE E RISPETTOSO DIALOG E INUTILI COMMENTI MA DI DOCUMENTI CHE AFFERMANO QUANTO SCRITTO A SUA RAGIONE.
Comitato Cittadino Isola Pulita ha detto...
Caro Amico Ti ricordo la condizione che avevo posto: DichiararTi con nome e cognome, solo dopo esser venuto fuori dall'anonimato mostro i documenti che avvalorano e danno forza alla mia condotta politica nel nome della coerenza della mia indipendenza, e del mio coraggio di scegliere certamente non COSTRETTO da qualche misero, ignobile e lesiva offesa alla mia dignità umana. MIA E DELLA MIA FAMIGLIA.

Ti abbraccio fraternamente
Pino Ciampolillo
Manie & Stupidaggini ha detto...
Lei che SCRIVE SUL SITO TUTTO E cantrario di TUTTI "forse" mostri i documenti che avvalorano e danno forza alla sua condotta politica nel nome della coerenza e sua indipendenza,del suo coraggio di scegliere certamente non COSTRETTO da qualche misero, ignobile e lesiva offesa alla sua dignità umana non tiri in ballo LA SUA FAMIGLIA e NON SCRIVA SEMPRE STUPIDAGGINI perche LA FAMIGLIA NON C'ENTRA NULLA CON LE SUE MANIE
Mah...... che pensare ha detto...
ha pubblicato uno scritto di chi lo ha minacciato(cosi diceva in giro e nel blog)ha fatto un casino per mesi con un falso silenzio e scrivendo che temeva per i suoi a scritto un mare di m.... e ora pubblica lo scritto di uno che a additato tra quelli che lo avevano minacciato: allora e vero delle sue manie recondite non vere,mah
mALAFEDE E INGANNI ha detto...
Brogli alle elezioni comunali Tutto da rifare, si riparte a ottobre
QUANTO SCRITTO E IL CHIARO ESEMPIO DI TIRARE SASSI E NASCONDERE LA MANO INQUINANDO LE INFORMAZIONI E TRARRE IN INGANNO CHI LEGGE
QUANTO SCRITTO SI RIFERISCE A PALERMO NEL 2007 MA NULLA C'ENTRA CON ISOLA XCHE NULLA DI QUANTO SCRITTO E ACCADUTO A ISOLA
W IL BLOGGHINO DELL'INGANNO MEDIATICO SALVO POI CHIEDERE IL DIALOGO IN MALAFEDE MENTALE
Tuesday, September 01, 2009 
....



APPELLO ALLA LEGALITA’ ALLA TRASPARENZA E ALLA DEMOCRAZIA DI MONSIGNORE MICCICHE’

...la politica diventa sempre più autoreferenziale, incapace di misurarsi sui problemi reali della gente e del territorio, gestita dalle logiche delle lobby e dei gruppi di potere.
La politica rischia di appesantire la cultura del servilismo che purtroppo ancora sembra connotare la mentalità di larghi strati della nostra gente.
E’ necessario oggi più che mai un di PIU’ nelle scelte politiche un di PIU’ di RESPONSABILITA’, di senso del bene comune, di profonda moralità.
Ogni scelta pubblica ha anche una valenza ETICA.
Riscoprire le relazioni politiche come esercizio di un SERVIZIO umile e CONCRETO in cui si EDUCANO i cittadini soprattutto i più deboli ad acquisire i propri DIRITTI e NON chiedere favori.
Non ponetevi su di un piedistallo di potere e di INTERESSI PRIVATI……..

Caricato da isolapulita


DIALOGO tra un padre e i suoi fedeli a proposito delle Elezioni Amministrative a Isola delle Femmine:

Fedele: caro padre……………. sono elena. e proprio vero tutti abbiamo i nostri peccati,ma non tutti si possono assolvere..........noi continueremo a dirlo in faccia ciò che pensiamo e se c'è un Dio stia tranquillo che la verità verrà a galla.quel giorno spero non lontano ne riparleremo (9 giugno ore 17,13)


Fedele: padre …….. lei politica nn ne deve fare..deve svolgere il suo ministero e basta ...lei rappresenta almeno dovrebbe rappresentare tutta la chiesa isolana e non quella di pochi..lasci litigare e discutere noi ragazzi e candidati...ognuno pensi a suoi peccati perchè nessuno è senza macchia NESSUNO neanche lei e io (10 giugno ore 21,31)


Padre………….. Carissimo ……….. ti dico " Chi non ha peccato scagli la prima pietra". Ognuno si deve fare un forte esame di coscienza! (9 giugno ore 13,14)


Fedele: Lei intanto cerchi di portare fedeli in Chiesa anzichè accompagnare cittadini al seggio.... (11 giugno ore 16,22)


Fedele: Ancora una caduta di stile, ancora uno scandalo, ancora un comportamento deplorevole... Padre Nicola, dove sei? Ritorna!!! (18 giugno ore 19,48)


Fedele: si è avverato il sogno l' isola felice di portobello dove si è in molti ma mangiano in pochi................ bravi bravi veramente bravi un complimento particolare va a palazzotto e al suo caro zietto (9 giugno ore 12,17)



....

Se c’era bisogno di una conferma della vostra cattiveria questa ne è la prova, io mi consolo con le SANTE DEMOCRATICHE ED UMILI Parole di Monsignore Bommarito :
…Io ho sognato, io ho cercato di costruire una chiesa libera aperta indipendente dai POTERI POLITICI, una chiesa libera di poter PARLARE di poter annunziare il VANGELO, il Vangelo dell’AMORE della vera LIBERTA’……….

Messaggi pervenuti al blog:

Di un ateo che si aspettate ha detto...
MISCREDENTE E FALSO
23 giugno 2009 5.20

Per il ritorno di un non santo ha detto...
CHE VENGA NICOLA QUELLO CHE DIVIDEVA I CITTADINI IN AMICI E NEMICI E QUALCUNO GLI A ALTATO PURE LE MANI
OLTRE LE VICENDE SCABROSE.......
23 giugno 2009 5.24

Peccato abbiamo un santo incompreso ha detto...
Lotta alla cementeria alla mafia alle elezioni comunali all'amministrazione comunale a portobello alla chiesa ma nienti sucu per la sfiga che porta a tutti.
gli Isolani non sanno che in questo paese c'è un santo che si interessa e protegge tutti per il bene del paese un santo incompreso pi sdirubbari a tutti
23 giugno 2009 7.47

LA MIA RISPOSTA

Comitato Cittadino Isola Pulita ha detto...
A questo punto della discussione mi sembra che tutti i dubbi si siano diradati. E' impossibile un attacco di siffatta natura ad una PERSONA:
SIGNORI CHE NON AVETE IL CORAGGIO DI MOSTRARE IL VOSTRO VOLTO, NON VI RESTA ALTRO DA FARE CHE DICHIARARE PER QUALE CIFRA AVETE VENDUTO LA VOSTRA PERSONA MORALITA' O QUEL CHE VI RESTAVA DELLA VOSTRA DIGNITA?
pino ciampolillo
23 giugno 2009 8.26

moralita e dignita ricorda dett ha detto...
SIGNORI CHE NON AVETE IL CORAGGIO DI MOSTRARE IL VOSTRO VOLTO, NON VI RESTA ALTRO DA FARE CHE DICHIARARE PER QUALE CIFRA AVETE VENDUTO LA VOSTRA PERSONA MORALITA' O QUEL CHE VI RESTAVA DELLA VOSTRA DIGNITA?anni addietro ci siamo venduti per fare trasferire la nostra compgna dal piemonte a isola questa ed la nostra dignata e moralita e non per soldi
23 giugno 2009 10.13


Comitato Cittadino Isola Pulita ha detto...
Caro Amico (devo immaginare di parte?) se riesci a dire il Tuo Nome e Cognome Ti mostro TUTTA LA DOCUMENTAZIONE DEL TRASFERIMENTO A PARTIRE DALLA RCHIESTA DELLA NOMINA DI UN COMMISSARIO AD ACTA alla denuncia alla Procura della Repubblica per omissione di atti d'ufficio (articolo 328 del codice penale)che sono stato costretto a fare al fine di vedere riconosciuto un DIRITTO stabilito dalla LEGGE e dalla contrattualistica sindacale: LA MOBILITA' NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
23 giugno 2009 11.16
Ai ridicoli.. fate lo scisma in malafede ha detto...
Avendo alimentato dissenso velato nell'ambito della comunita religiosa locale con quelle pubblicazioni sulla chiesa da piccolo grande uomo perche non propone uno scisma magari con un referendum dal momento che nessun dogma di fede o eresia sono stati violati e nessun atto di ribellione si e manifestato contro la legittima autorità religiosa. Forse i perdenti si sono autoproclamati vescovi cardinali e ancora piu su. RIDICOLI E IN MALAFEDE.
23 giugno 2009 12.34
tarallucci e vino o no ha detto...
mostro TUTTA LA DOCUMENTAZIONE DEL TRASFERIMENTO A PARTIRE DALLA RCHIESTA DELLA NOMINA DI UN COMMISSARIO AD ACTA alla denuncia alla Procura della Repubblica per omissione di atti d'ufficio (articolo 328 del codice penale)ma CHI ERA IL SINDACO DENUZIATO E QUALE CONDANNA e stata inflitta dal tribunale pare che nessuno lo sa o forse tutto si e risolto a tarallucci e vino
23 giugno 2009 15.11

Comitato Cittadino Isola Pulita ha detto...
Questo post è stato eliminato dall'autore.
23 giugno 2009 16.04

Comitato Cittadino Isola Pulita ha detto...
I COMPORTAMENTI CHE EMERGONO DAI COMMENTI GIUNTI AL BLOG SONO SIMILI A QUELLI PROCLAMATI in passato DALLA GIUNTA PORTOBELLO AIELLO CUTINO E....
"..POTETE PROPORCI IL PAESE D'ORO MA NOI NON LO ACCETTEREMO MAI..." DEVO FORSE IMMAGINARE CHE I COMMENTI che ricevo al blog HANNO UN'UNICA MATRICE?
STANTE LA SITUAZIONE SINO A QUANDO NON SI RENDE POSSIBILE NESSUN CIVILE E RISPETTOSO DIALOGO (CHE ENTRI NEL MERITO) MI ASTENGO DA ULTERIORE ED INUTILE COMMENTO.
LA MIA EDUCAZIONE MI DICE SEI VUOI FARTI ASCOLTARE DEVI PRIMA ASCOLTARE.
Pino Ciampolillo
23 giugno 2009 16.08

Un po di buon senso per tutti ha detto...
E' impossibile un attacco di siffatta natura ad una PERSONA:
e gli attacchi tirati contro tutti e tutto sono passati non hanno fatto che creare una SITUAZIONE che NON SI RENDE POSSIBILE NESSUN CIVILE E RISPETTOSO DIALOGO appunto si ASTENGa DA ULTERIORi ED (IN)UTILi COMMENTi per il bene delll'immagine del paese e non per faziosita di parte.

23 giugno 2009 22.27


Speriamo bene x tutti ha detto...
I COMPORTAMENTI CHE EMERGONO DAI COMMENTI GIUNTI AL BLOG SONO SIMILI A QUELLI PROCLAMATI in passato....
STANTE LA SITUAZIONE SINO A QUANDO NON SI RENDE POSSIBILE NESSUN CIVILE E RISPETTOSO DIALOGO (CHE ENTRI NEL MERITO) MI ASTENGO DA ULTERIORE ED INUTILE COMMENTO.
LA MIA EDUCAZIONE MI DICE SEI VUOI FARTI ASCOLTARE DEVI PRIMA ASCOLTARE.
parole sagge ed apprezzabili ma finiamoli di tirare pietre e nascondersi la mano
SPERIAMO BENE ki PERDE E ISOLA

24 giugno 2009 5.54


A QUANDO I DOCUMENTI ha detto...
SCUSATE PERCHE SI TARDA A DARE UNA RISPOSTA ALLA RICHIESTA DI TRALLUCCI E VINO AVENDO LE CARTE IN MANO E PUBBLICANDO TUTTO COME SPESSO FA SUL QUESTO BLOG DELLE NOTARELLE ERRATE SU PORTOBELLO E C.
HA GIA SCRITTO A DIMOSTRAZIONE DELLA DIFFUSA IGNOMIA

STANTE LA SITUAZIONE SINO A QUANDO NON SI RENDE POSSIBILE NESSUN CIVILE E RISPETTOSO DIALOGO (CHE ENTRI NEL MERITO) MI ASTENGO DA ULTERIORE ED INUTILE COMMENTO.

NON SI TRATTA DI CIVILE E RISPETTOSO DIALOG E INUTILI COMMENTI MA DI DOCUMENTI CHE AFFERMANO QUANTO SCRITTO A SUA RAGIONE.

28 giugno 2009 23.12


Comitato Cittadino Isola Pulita ha detto...
Caro Lettore Ti ricordo la condizione che avevo posto: DichiararTi con nome e cognome, solo dopo esser venuto fuori dall'anonimato (sono sicuro che Ti renda conto, in questa momento particolare particolare che viviamo a Isola c'è bisogno di dare un esempio quello della RESPONSABILITA') mostro i documenti che avvalorano e danno forza alla mia condotta politica nel nome della coerenza della mia indipendenza, e del mio coraggio di scegliere certamente non guidato o COSTRETTO da qualche misero, ignobile e lesiva offesa alla mia dignità umana. MIA E DELLA MIA FAMIGLIA.

Ti abbraccio fraternamente
Pino Ciampolillo

29 giugno 2009 3.49

FACCIAMO NOSTRO L'APPELLO DI MONSIGNORE MICCICHE' DI CUI NE CONDIVIDIAMO VALORI E IMPEGNO PER UN NOSTRO FATTIVO E CONCRETO CONTRIBUTO VOLTI ALLA CRESCITA DELLA NOSTRA COMUNITA' ISOLANA (CI PREGIAMO RIPORTARE UN NOSTRO SCRITTO (pubblicato su questo blog il 23 gennaio c.a.)SUGLI ARGOMENTI TRATTATI NELL'APPELLO DEL MONSIGNORE MICCICHE'


Brogli alle elezioni comunali Tutto da rifare, si riparte a ottobre

Tutto da rifare. Il processo sui presunti brogli alle elezioni comunali di Palermo del 2007 deve ricominciare dall’inizio. Stamane il gup del tribunale di Palermo, Ettorina Contino, ha accertato un vizio di procedura che azzera il contatore e dà appuntamento al prossimo ottobre. Il processo, che si celebra con rito abbreviato, vede imputati sei presidenti di seggio che avrebbero manomesso grossolanamente le schede elettorali.
La questione nasce dall’istanza di costituzione di parte civile da parte di due cittadini palermitani. Secondo la legge del 1960, per questo tipo di reato, possono ritenersi parte lesa tutti gli elettori del comune di Palermo, per cui il Municipio deve dare avviso della possibilità attraverso pubblici proclami: pubblicazioni sui giornali e sulla gazzetta ufficiali e altre forme di pubblicità. Ciò non è avvenuto per cui il processo è stato dichiarato nullo.
Ma se la legge in questione consente ai cittadini di essere considerati parte lesa, d’altra parte accorcia il periodo di prescrizione a due o tre anni. Va da sé che, paradossalmente, più cittadini chiederanno la costituzione di parte civile, più i tempi del processo si allungheranno avvicinandosi alla prescrizione.

Caricato da isolapulita - Guarda gli ultimi video.


17 commenti:

Di un ateo che si aspettate ha detto...
MISCREDENTE E FALSO
Per il ritorno di un non santo ha detto...
CHE VENGA NICOLA QUELLO CHE DIVIDEVA I CITTADINI IN AMICI E NEMICI E QUALCUNO GLI A ALTATO PURE LE MANI
OLTRE LE VICENDE SCABROSE.......
Peccato abbiamo un santo incompreso ha detto...
Lotta alla cementeria alla mafia alle elezioni comunali all'amministrazione comunale a portobello alla chiesa ma nienti sucu per la sfiga che porta a tutti.
gli Isolani non sanno che in questo paese c'è un santo che si interessa e protegge tutti per il bene del paese un santo incompreso pi sdirubbari a tutti
Comitato Cittadino Isola Pulita ha detto...
A questo punto della discussione mi sembra che tutti i dubbi si siano diradati. E' impossibile un attacco di siffatta natura ad una PERSONA:

SIGNORI CHE NON AVETE IL CORAGGIO DI MOSTRARE IL VOSTRO VOLTO, NON VI RESTA ALTRO DA FARE CHE DICHIARARE PER QUALE CIFRA AVETE VENDUTO LA VOSTRA PERSONA MORALITA' O QUEL CHE VI RESTAVA DELLA VOSTRA DIGNITA?
pino ciampolillo
moralita e dignita ricorda dett ha detto...
SIGNORI CHE NON AVETE IL CORAGGIO DI MOSTRARE IL VOSTRO VOLTO, NON VI RESTA ALTRO DA FARE CHE DICHIARARE PER QUALE CIFRA AVETE VENDUTO LA VOSTRA PERSONA MORALITA' O QUEL CHE VI RESTAVA DELLA VOSTRA DIGNITA?

anni addietro ci siamo venduti per fare trasferire la nostra compgna dal piemonte a isola questa ed la nostra dignata e moralita e non per soldi
Comitato Cittadino Isola Pulita ha detto...
Caro Amico (devo immaginare di parte?)
se riesci a dire il Tuo Nome e Cognome Ti mostro TUTTA LA DOCUMENTAZIONE DEL TRASFERIMENTO A PARTIRE DALLA RCHIESTA DELLA NOMINA DI UN COMMISSARIO AD ACTA alla denuncia alla Procura della Repubblica per omissione di atti d'ufficio (articolo 328 del codice penale)che sono stato costretto a fare al fine di vedere riconosciuto un DIRITTO stabilito dalla LEGGE e dalla contrattualistica sindacale: LA MOBILITA' NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Ai ridicoli.. fate lo scisma in malafede ha detto...
Avendo alimentato dissenso velato nell'ambito della comunita religiosa locale con quelle pubblicazioni sulla chiesa da piccolo grande uomo perche non propone uno scisma magari con un referendum dal momento che nessun dogma di fede o eresia sono stati violati e nessun atto di ribellione si e manifestato contro la legittima autorità religiosa. Forse i perdenti si sono autoproclamati vescovi cardinali e ancora piu su. RIDICOLI E IN MALAFEDE.
tarallucci e vino o no ha detto...
mostro TUTTA LA DOCUMENTAZIONE DEL TRASFERIMENTO A PARTIRE DALLA RCHIESTA DELLA NOMINA DI UN COMMISSARIO AD ACTA alla denuncia alla Procura della Repubblica per omissione di atti d'ufficio (articolo 328 del codice penale)
ma CHI ERA IL SINDACO DENUZIATO E QUALE CONDANNA e stata inflitta dal tribunale pare che nessuno lo sa o forse tutto si e risolto a tarallucci e vino
Comitato Cittadino Isola Pulita ha detto...
Questo post è stato eliminato dall'autore.
Comitato Cittadino Isola Pulita ha detto...
I COMPORTAMENTI CHE EMERGONO DAI COMMENTI GIUNTI AL BLOG SONO SIMILI A QUELLI PROCLAMATI in passato DALLA GIUNTA PORTOBELLO AIELLO CUTINO E.... "..POTETE PROPORCI IL PAESE D'ORO MA NOI NON LO ACCETTEREMO MAI..."

DEVO FORSE IMMAGINARE CHE I COMMENTI che ricevo al blog HANNO UN'UNICA MATRICE?

STANTE LA SITUAZIONE SINO A QUANDO NON SI RENDE POSSIBILE NESSUN CIVILE E RISPETTOSO DIALOGO (CHE ENTRI NEL MERITO) MI ASTENGO DA ULTERIORE ED INUTILE COMMENTO.
Pino Ciampolillo

Pino Ciampolillo
Un po di buon senso per tutti ha detto...
E' impossibile un attacco di siffatta natura ad una PERSONA:
e gli attacchi tirati contro tutti e tutto sono passati non hanno fatto che creare una SITUAZIONE che NON SI RENDE POSSIBILE NESSUN CIVILE E RISPETTOSO DIALOGO appunto si ASTENGa DA ULTERIORi ED (IN)UTILi COMMENTi per il bene delll'immagine del paese e non per faziosita di parte.
Speriamo bene x tutti ha detto...
I COMPORTAMENTI CHE EMERGONO DAI COMMENTI GIUNTI AL BLOG SONO SIMILI A QUELLI PROCLAMATI in passato....
STANTE LA SITUAZIONE SINO A QUANDO NON SI RENDE POSSIBILE NESSUN CIVILE E RISPETTOSO DIALOGO (CHE ENTRI NEL MERITO) MI ASTENGO DA ULTERIORE ED INUTILE COMMENTO.
LA MIA EDUCAZIONE MI DICE SEI VUOI FARTI ASCOLTARE DEVI PRIMA ASCOLTARE.
parole sagge ed apprezzabili ma finiamoli di tirare pietre e nascondersi la mano
SPERIAMO BENE ki PERDE E ISOLA
A QUANDO I DOCUMENTI ha detto...
SCUSATE PERCHE SI TARDA A DARE UNA RISPOSTA ALLA RICHIESTA DI TRALLUCCI E VINO AVENDO LE CARTE IN MANO E PUBBLICANDO TUTTO COME SPESSO FA SUL QUESTO BLOG DELLE NOTARELLE ERRATE SU PORTOBELLO E C.
HA GIA SCRITTO A DIMOSTRAZIONE DELLA DIFFUSA IGNOMIA

STANTE LA SITUAZIONE SINO A QUANDO NON SI RENDE POSSIBILE NESSUN CIVILE E RISPETTOSO DIALOGO (CHE ENTRI NEL MERITO) MI ASTENGO DA ULTERIORE ED INUTILE COMMENTO.

NON SI TRATTA DI CIVILE E RISPETTOSO DIALOG E INUTILI COMMENTI MA DI DOCUMENTI CHE AFFERMANO QUANTO SCRITTO A SUA RAGIONE.
Comitato Cittadino Isola Pulita ha detto...
Caro Amico Ti ricordo la condizione che avevo posto: DichiararTi con nome e cognome, solo dopo esser venuto fuori dall'anonimato mostro i documenti che avvalorano e danno forza alla mia condotta politica nel nome della coerenza della mia indipendenza, e del mio coraggio di scegliere certamente non COSTRETTO da qualche misero, ignobile e lesiva offesa alla mia dignità umana. MIA E DELLA MIA FAMIGLIA.

Ti abbraccio fraternamente
Pino Ciampolillo
Manie & Stupidaggini ha detto...
Lei che SCRIVE SUL SITO TUTTO E cantrario di TUTTI "forse" mostri i documenti che avvalorano e danno forza alla sua condotta politica nel nome della coerenza e sua indipendenza,del suo coraggio di scegliere certamente non COSTRETTO da qualche misero, ignobile e lesiva offesa alla sua dignità umana non tiri in ballo LA SUA FAMIGLIA e NON SCRIVA SEMPRE STUPIDAGGINI perche LA FAMIGLIA NON C'ENTRA NULLA CON LE SUE MANIE
Mah...... che pensare ha detto...
ha pubblicato uno scritto di chi lo ha minacciato(cosi diceva in giro e nel blog)ha fatto un casino per mesi con un falso silenzio e scrivendo che temeva per i suoi a scritto un mare di m.... e ora pubblica lo scritto di uno che a additato tra quelli che lo avevano minacciato: allora e vero delle sue manie recondite non vere,mah
mALAFEDE E INGANNI ha detto...
Brogli alle elezioni comunali Tutto da rifare, si riparte a ottobre
QUANTO SCRITTO E IL CHIARO ESEMPIO DI TIRARE SASSI E NASCONDERE LA MANO INQUINANDO LE INFORMAZIONI E TRARRE IN INGANNO CHI LEGGE
QUANTO SCRITTO SI RIFERISCE A PALERMO NEL 2007 MA NULLA C'ENTRA CON ISOLA XCHE NULLA DI QUANTO SCRITTO E ACCADUTO A ISOLA
W IL BLOGGHINO DELL'INGANNO MEDIATICO SALVO POI CHIEDERE IL DIALOGO IN MALAFEDE MENTALE
Tuesday, September 01, 2009 

NASCE L'ATO DELL'ACQUA DEL PALERMITANO

COSA BOLLE IN PENTOLA? albo pretorio isola delle femmine
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/determine-e-delibere-12-luglio-2009.html

LE RONDE GIOSIOSE di Portobello Cutino PALazzotto e c…………
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/sentenza-commissione-comunale-edilizia_27.html

APPELLO DAL C.C. di Borgetto ai Comuni limitrofi: No alla privatizzazione dell’acqua
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/nasce-l-dell-del-palermitano_10.html
Sciolto il Consiglio Comunale per infiltrazione Mafiosa
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/24-luglio-2009.html


BILANCIO previsione consuntivo commissari ad acta http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/bilanci-arrivano-i-commissari.html

ATO RIFIUTI GESTIONE COSTI E DEBITI
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/05/ato-rifiuti-gestione-costi-e-debiti.html

SANGUE all’arsenico per gli abitanti di GELA
http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/sangue-allarsenico-per-gli-abitanti-di.html

TURISTI A ISOLA DELLE FEMMINE
http://isolapulita.blogspot.com/2009/07/raccogliamo-e-facciamo-nostro-lappello.html#links

NASCE L'ATO DELL'ACQUA DEL PALERMITANO
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/nasce-l-dell-del-palermitano_10.html

Nuove speranze nella cura alle malattie del sangue
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/nuove-speranze-nella-cura-alle-malattie.html


TERRIBILE INCIDENTE FERROVIARIO A VIAREGGIO
http://iltimone.blogspot.com/2009/06/terribile-incidente-ferroviario.html

LOMBARDO FORMA LA NUOVA GIUNTA
http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2009/07/lombardo-forma-la-nuova-giunta.html

NINO RUBINO A TELEJATO FENOMENO MAFIOSO A ISOLA?
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Nino Rubino: Elezioni Amministrative Come la pensiamo
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Stefano Bologna: LE PAROLE SONO PIETRE
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Pino Rubino:LIBERE ELEZIONI A ISOLA DELLE FEMMINE?
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Isola delle Femmine: Radar meteo o acquario marino?
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La trasparenza come strumento di controllo legge 15 marzo 2009
http://isolapulita.blogspot.com/search?q=legge+15+marzo+2009

ITALCEMENTI: CRISI ECONOMICA E CONSEGUENZE OCCUPAZIONALI
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/06/muccillial-fianco-dello-stabilimento.html

RIFIUTI POLITICA E SERVIZI SEGRETI
http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/torretta-chieste-le-condanne-per-il.html


Commissione Edilizia Comunali Sentenze
http://isolapulita.blogspot.com/2007/07/decine-di-atti-di-concessioni-edilizie.html


Chiediamo che Consiglio Comunale di Isola delle Femmine discuta la revoca della delibera 48 del 2.11.01 con la quale il Comune di Isola delle Femmine rinunciando alla gestione della propria rete idrica di fatto aderiva alle ACQUE POTABILI SICILIANE.
USCIRE DALL'A.P.S. SI PUO' (non vorremmo dar credito alle voci rincorse pubblicamente in questi giorni circa l'assunzione da parte dell'APS a favore di "3 cittadini" di Isola delle Femmine)


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Il Consiglio Comunale di Saponara si impegna per una gestione Pubblica delle risorse idriche investendo tutti I comuni ed il Parlamento italiano
martedì 11 agosto 2009

Salta l'accordo tra Ato Idrico Pa1, Amap ed Aps, che minaccia: "Sospendiamo la presa in carico dei comuni"
Maria ModicaL'accordo fra Ato idrico Palermo 1, Amap e Aps salta e quest'ultima decide di passare al contrattacco. «Il Consiglio di amministrazione di Acque Potabili Siciliane – si legge in una nota – gestore del servizio idrico integrato in provincia di Palermo, recependo le indicazioni del socio di maggioranza Società Acque Potabili di Torino e considerato l'inaccettabile ritardo nella stipula del contratto di servizio tra l'Ato1 Palermo, l'Amap ed Aps, ritiene necessari, per contenere gli effetti negativi di tale situazione, la sospensione della presa in carico dei Comuni, il contenimento dei costi, inclusi quelli relativi al personale, e l'adozione di adeguate azioni legali a tutela dei propri interessi». Secondo l'Aps, nei due anni trascorsi dall'aggiudicazione della gara, nel 2007, la società avrebbe maturato una perdita di 5 milioni di euro. Lo stallo della situazione, determinato dalla mancata stipula del contratto di servizio con l'Ato, la morosità dei comuni e le difficoltà di trasferimento delle competenze, avrebbe causato un danno economico di cui l'Aps chiederà il risarcimento. «Nel maggio scorso – fanno sapere ancora dalla società – Amap, Comune di Palermo e Aps avevano raggiunto un accordo che prevedeva, fra l'altro, la gestione della città all'Amap fino al 2021 e la cessione dei suoi mutui, pari a tre milioni di euro l'anno, ad Aps. Il Consiglio comunale non volle approvare l'accordo e, oggi, la Provincia si rifiuta di convocare l'assemblea dei sindaci per la sua ratifica. Di fronte alle ingenti perdite economiche i soci di Aps hanno deciso di non continuare a tergiversare di fronte ai tempi della politica e passare alle vie di fatto sospendendo il trasferimento del personale e la presa in carico di altri comuni».Per migliorare i rapporti con gli enti locali, il Cda ha approvato un nuovo assetto del governo societario che risulta così organizzato: Armando Quazzo, amministratore delegato per il personale, approvvigionamenti, organizzazione, sistemi informativi; Lorenzo Serra, amministratore delegato per sicurezza, ambiente e qualità del servizio; Nicola Valerio Lamanna, amministratore delegato per sviluppo investimenti; Flavio Grozio, procuratore per le aree amministrazione, finanza, controllo e gestione clienti; Gaetano Rotolo, procuratore area tecnico–operativa; Angelo Schiavone, procuratore per area gestionale, verifica e contenimento dei costi operativi.«Con la nuova squadra – ha spiegato Nicola Piazza, presidente di Aps – la Società sarà in grado di coinvolgere maggiormente gli enti interessati per superare l'attuale fase di stallo e migliorare i risultati tecnico-economici del servizio».

Il cammino della privatizzazione dell’acqua segna il passo (forse)




Due notizie delle ultime settimane delineano uno stop delle acquisizioni (o capitolazioni, se si preferisce) dei comuni della provincia di Palermo nei confronti della società liguro piemontese Acque potabili siciliane.


Infatti, e questo vale anche per le altre provincie che si trovano nella stessa situazione, l’Assemblea regionale siciliana ha approvato all’unanimità un altro ordine del giorno, dopo quello di alcuni mesi fa, che impegna la giunta regionale a sospendere i commissariamenti dei Comuni che rifiutano la consegna delle reti e degli impianti idrici fino al 30 dicembre.


Si tratta di un obiettivo conseguito dal coordinamento dei Sindaci per l’acqua pubblica, e dai movimenti per l’acqua, che ne avevano faito espressa richiesta ai capigruppo all’ARS, e che, se messo in pratica del Governo, farebbe venir meno ancora una volta ogni alibi di carattere giuridico per i Sindaci orientati a sbaraccare il servizio idrico nei confronti dei nuovi padroni.


Adesso vediamo se, conseguenzialmente, davvero i partiti rappresentati nell’Assemblea daranno seguito all’impegno preso dai capigruppo di esaminare ed approvare celermente la proposta di legge per la ripubblicizzazione del servizio idrico presentata dai sindaci del coordinamento.


Altra notizia, che, come si dice dalle nostre parti, fa scrusciu, è la decisione assunta dall’azionista di maggioranza di Acque Potabili Siciliane, e cioè la società Acque Potabili (e Basta), con sede a Torino: pare che i sciuri padruni si siano indispettiti per i ritardi nella stipula del matrimonio tra APS e l’Amap, dovuti anche alla prese di posizioni del Consiglio comunale di Palermo che ha sconfessato l’operato del rappresentante della giunta in conferenza dei Sindaci; e quindi hanno deciso la sospensione delle prese in carico degli altri comuni, salvo autorizzazione del cda. Quindi, stando a questi propositi, gli emissari di APS dovrebbero sospendere i loro pellegrinaggi più o meno fruttuosi presso municipi, sorgenti e serbatoi, in attesa di tempi migliori.


Ma non finisce qui: i “torinesi” vogliono anche che vengano ridotti i costi per il personale di APS. Che cosa vorrà dire per i lavoratori dei comuni “presi in carico”? e che cosa ne diranno quei sindacati che hanno accolto benevolmente il passaggio dei lavoratori ad APS? Vedremo gli sviluppi …


Inoltre la società, che, come è noto a coloro che ricordano le modalità dell’assegnzione del sevizio, conosce e rispetta le leggi, ora minaccia azioni legali: contro chi? contro i rappresentanti dei cittadini democraticamente eletti che tutelano gli interessi delle loro comunità? anche qua staremo a vedere …


Infine gli investimenti, anche di manutenzione, dovranno essere autorizzati dal cda della società: alla faccia dei Sindaci che hanno ceduto le reti, che si aspettavano interventi celeri e sostanziosi …


Nel frattempo si susseguono le prese di posizione da parte delle comunità locali e dei loro amministratori: un convegno a Collesano ha visto la partecipazione di numerosi Sindaci e cittadini, che hanno ribadito la contrarietà alla privatizzazione dell’acqua, e la volontà di non consegnare le reti.


Inoltre anche il comune di Polizzi Generosa ha modificato lo statuto definendo l’acqua bene comune e senza rilevanza economica, e pertanto non assogettabile a logiche di mercato


Molta confusione sotto sil sole, e quindi, come si diceva una volta, tutto va bene? aspettiamo gli sviluppi, e, soprattutto (se il TAR del Lazio è finalmente disposto a pronunziarsi) la decisione sul ricorso presentato dai Sindaci contro l’affidamento del servizio idrico ad APS.


Segue:


- l’ordine del giorno ARS sulla sospensione dei commissariamenti


odg-sospensione-commussariamenti-fino-al-301209.pdf


- il comunicato stampa APS sulla sospensione delle prese in carico


comunicato_stampa_cda_7-08-09.pdf


- L’articolo tratto del mensile Espero sull’assemblea di Collesano


protesta dei Sindaci Collesano


- L’editoriale del mensile Espero sulla situazione della privatizziazione dell’acqua nel comprensorio Termini - Madonie


editoriale-espero.doc


-l’articolo dal sito Lavoceweb sulla modtfica statutaria a Polizzi Generosa


http://lavoceweb.com/articolo.php?IDArticolo=715



http://tranquillopoli.altervista.org/



CONSIGLIO COMUNALE DI BORGETTO: NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA NO ALL'ATO IDRICO



Consiglio comunale straordinario per dire no alla privatizzazione dell'acqua.

IL SINDACO DI BORGETTO:

"...noi non abbiamo rapporti personali nè con l'ATO nè con l'APS ......"

°per i Comuni al di sotto dei 10 mila bitanti non passeranno all'ATO idrico



°Non vogliamo soccombere a questa legge Gallo votata nel 2002



°Ci stanno minacciando che ci saranno delle penali se non entriamo nell' ATO idrico.



°Le tariffe che ci ritroveremop immediatamente 180 euri come canone fisso più il consumo dell'acqua



UN APPELLO A TUTTI I COMUNI LIMITROFI UNIAMOCI IN QUESTA BATTAGLIA CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA
L’acqua a Borgetto c’è, e non si deve privatizzare. Su questo principio si basa la battaglia dell’intero Consiglio Comunale, che si oppone alla consegna della rete idrica all’Ato.
E’ quanto emerso dalla seduta di ieri, convocata per dibattere, appunto, di Ato Idrico.
Accesi i toni della discussione durante la quale hanno partecipato l’Ing. Claudio Delfino, Direttore dell’Ato idrico e l’Ing. Lorenzo Serra, amministratore delegato dell’Aps (acque potabili siciliane), invitati dalla commissione per chiarire alcuni argomenti, quali tariffe ed organizzazione del servizio.
Dal dialogo è emerso che il livello dell’acqua e la tariffa( organizzata per fasce e consumi), sono stabilite dall’autorità e dunque non possono scendere sotto un certo livello.
L’Ing. Serra ha inoltre affermato, che gli obiettivi dell’Aps sono efficienza, qualità del servizio e rispetto della natura. Ma all’unanimità i consiglieri comunali di Borgetto continuano a ribattere che l’acqua è un bene pubblico, e dunque non dev’essere privatizzata.







Reti idriche: approvato odg Panepinto su sospensione commissariamenti

23 Luglio 2009, 19:06
L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno firmato da Giovanni Panepinto, da altri parlamentari del PD, dal vice capogruppo PD, Roberto De Benedectis e dai presidenti del gruppi parlamentari di PDL, Innocenzo Leontini e UDC, Raimondo Maira, sulla sospensione immediata e fino al prossimo 30 dicembre dei commissariamenti disposti dall’ARRA. “ Molti consigli comunali – ha ricordato Panepinto – hanno deliberato di presentare un disegno di legge per affermare che l’acqua deve restare pubblica e che i Comuni devono riappropriarsi del diritto alla gestione del servizio idrico. Invece l’ARRA, irritualmente, nomina commissari nei Comuni che non hanno ancora consegnato gli impianti idrici, violando norme costituzionali che tutelano l’autonomia degli Enti Locali, nonostante molte amministrazioni abbiano impedito ai commissari di insediarsi. Eppure – continua il parlamentare - il presidente della Regione ha manifestato la disponibilità a riesaminare la vicenda nonchè a valutare il disegno di legge di iniziativa popolare sulla revisione dell’attuale quadro normativo in materia di ATO idrici. Sulla vicenda si erano espressi favorevolmente del resto, anche il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Francesco Cascio e i presidenti dei gruppi parlamentari. L’ordine del giorno approvato ieri dall’aula – conclude Panepinto – impegna il Governo della Regione ed il parlamento a trattare con celerità il disegno di legge”.

FiancoaFianco





ATO Idrici e affari. Giù le mani dall’acqua bene pubblico di Salvatore Agnello


L’acqua è un bene indispensabile, pubblico per eccellenza. Ma la formazione degli Ambiti Territoriali Ottimali, i cosiddetti ATO Idrici, generati dall’applicazione della Legge n. 36/94, ne sta compromettendo la valenza pubblica, per consegnarla alla gestione privata, intesa non soltanto come modello, ma in termini di sostanza: profitto e speculazione.

Dato per certo che efficienza, efficacia ed economicità non possano essere conseguite con successo dall’amministrazione pubblica, il legislatore ha pensato di assegnare la missione a forme di società mista pubblico/privato, all’interno delle quali la parte pubblica mantiene il controllo delle decisioni “strategiche”, detenendo la maggioranza delle azioni, mentre al privato socio di minoranza è demandata la cura tecnica del servizio, la determinazione delle tariffe, l’incasso dei canoni dagli utenti.


Al socio privato spetta anche utilizzare proprie risorse finanziarie per gli investimenti necessari a migliorare la qualità del servizio.


Questo sistema che potrebbe apparire neutro, nel caso dell’acqua fin dalle prime battute ha denunciato tutti i limiti di un approccio fintamente industrialista al problema della produzione e distribuzione di un bene così particolare.


Scordia, come tutti i comuni, obbligata ad aderire all’ATO Idrico provinciale, dovrebbe da qui a poco trasferire a questo nuovo soggetto: il personale comunale che lo chieda, la rete, i pozzi comunali, il depuratore e le somme vincolate, impegnate e non ancora spese per la realizzazione di opere funzionali al sistema idrico.


Ma, dove il trasferimento è già avvenuto, per l’utente il costo della bolletta (formato da canone, consumi, depurazione) è risultato raddoppiato o triplicato.


Da queste esperienze sono nate le legittime proteste dei cittadini, vari movimenti di associazioni, di sigle sindacali, di comitati civici, riuniti nel Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, e l’iniziativa di molte amministrazioni comunali in tutta Italia e in Sicilia che si sono rifiutate di trasferire alcunché agli ATO idrici, dando vita ad un’azione di resistenza istituzionale all’avanzare di un processo che ha tutte le caratteristiche di una vera espropriazione dall’alto dell’acqua, che cesserebbe di appartenere ai territori e agli utenti, per trasformarsi in un “prodotto” comune, ma preziosissimo, nelle mani di pochi interessati a vendere per ricavare utili.


Appetibili e abbondantissime sono poi le risorse finanziarie che l’Unione Europea ha stanziato per le regioni del cosiddetto Obiettivo 1, e tra queste la Sicilia, per l’ammodernamento del sistema idrico.


Chi gestirà le centinaia di milioni di euro che pioveranno sull’Isola fino al 2013?


A questa domanda il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per l’acqua bene comune e per la gestione pubblica del servizio idrico integrato ha già risposto con fermezza: non gli attuali ATO Idrici e le società pubblico/private che sono state costituite.


Tra i Coordinamenti regionali più attivi si distingue quello siciliano che, guidato da Rosario Gallo, sindaco di Palma di Montechiaro, si appresta a presentare al Parlamento Regionale una proposta di disegno di legge imperniata sul riconoscimento del ruolo degli Enti Locali nella gestione pubblica del servizio idrico, la libertà di costituire liberi consorzi tra comuni, la possibilità per i comuni virtuosi di conservare il controllo diretto del servizio idrico integrato.


Una proposta che ribalterebbe totalmente l’attuale impostazione legislativa recepita in Sicilia con la Legge n. 10 del 1999.


Nel frattempo nessun impianto dovrà essere trasferito agli ATO.



Nel corso della seduta del Consiglio Comunale del 14 maggio scorso, la presidenza del Consiglio ha proposto una mozione, poi approvata ad unanimità, il cui contenuto ricalcava la piattaforma politica del Coordinamento Nazionale, riunito lo stesso giorno a Palermo.


Punto fermo e specifico, in attesa di una nuova definizione normativa della materia, lo stesso: nessun impianto potrà essere trasferito alla SIE S.p.A., la Servizi Idrici Etnei, costituita con la deliberazione n. 37 del Consiglio Provinciale il 17 agosto 2004.


Una operazione quest’ultima con molti lati oscuri.


Con sospetta solerzia infatti la Provincia Regionale di Catania, guidata dall’on. Lombardo, procedeva alla creazione di una società mista nella quale a rappresentare la parte pubblica c’era solo la Provincia, priva di qualsiasi delega da parte dei 58 comuni. Alle modalità di selezione del partner privato si opposero con un ricorso prima presso il TAR di Catania (che lo respinse) e successivamente presso il CGA di Palermo (che lo accolse) i comuni di Scordia, Caltagirone, Mineo, Vizzini e Mazzarrone.


La mia determinazione, e quella dei sindaci degli stessi comuni, fu chiara: non un centesimo né un impianto sarebbe passato alla Società Servizi Idrici Etnei. La gestione dell’acqua di Scordia non sarebbe diventata un affare per nessuno.


Doveva insediarsi l’ubbidiente Commissario Straordinario dott. Eliseo Fonte, per avviare il riallineamento di Scordia ai piani dell’on. Lombardo, con l’acquisto, l’8 gennaio 2008, per 3.482,00 euro, di 3.482 azioni dall’ATO/ Provincia.


Tutto pronto a questo punto per il passaggio di acqua e impianti alla SIE?


Il Consiglio Comunale il 14 maggio scorso ha detto di no riconoscendosi nelle ragioni dei comuni resistenti alla privatizzazione.


E i consiglieri comunali del Partito Democratico nella stessa seduta si sono spinti più in la, consegnando alla Presidenza del Consiglio una proposta di deliberazione per l’adesione del Comune di Scordia al Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per l’acqua bene comune e per la gestione pubblica del servizio idrico integrato, la proposta di Statuto del Coordinamento approvato a Roma il 21 novembre 2008, e la proposta di emendamento allo Statuto Comunale per la definizione dei servizi pubblici comunali privi di rilevanza economica.


La delibera di adesione al Coordinamento, è stato assicurato dal Segretario Generale il 25 giugno scorso, è pronta ad approdare in Consiglio Comunale.


Anche l’Amministrazione Comunale ha dichiarato si essere schierata sullo stesso fronte contrario al carrozzone ATO Idrico/SIE S.p.A..


Un fatto positivo se, oltre all’adesione formale al Coordinamento, ci si saprà anche spendere attivamente in questo movimento a difesa del diritto dei cittadini all’acqua bene pubblico




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Uscire dall’APS si può!









aps

L’amministrazione co­munale di Termini Imerese blocca il passaggio del servizio idrico integrato all’ Aps. La decisione, annunciata giorni fa nel corso di una con­ferenza dei capigruppo consi­liare, a stata annunciata ieri dal sindaco Salvatore Burrafa­to. La giunta mu­nicipale si rinunirà per ratificare il prov­vedimento e dare mandato agli uffici «di predisporre tutti gli atti necessari per bloccare il passaggio degli impianti alla Provincia», dichiara il sinda­co. «La giunta municipale -prosegue Burrafato in autonomia fa la sua parte interpre­tando il sentire dei cittadini che si vedrebbero raddoppia­to il canone. Chiediamo ad Aps di restituirci gli impianti. Siamo pronti a gestire it servi­zio idrico da soli senza sovra­strutture che indubbiamente farebbero gravitare i costi. Au­spico che il consiglio comuna­le, coerentemente, con i buo­ni propositi revochi la delibe­ra del 2003 che ha avviato le procedure di trasferimento delle competenze ad Acque potabili siciliani».

Una mozione urgente con cui si impegna il sindaco ad annullare il protocollo d’inte­sa tra il comune e l’Aps e stata presentata dal consigliere del Pdl Mario Sacco, che dice “si prevede un aumento della bol­letta pari al 100% circa e di ciò il comune non trarrà alcun be­neficio“. Il 3 giugno scorso e avvenuta la presa in consegna degli impianti: il Comune in qualità di gestione uscente consegna all’Aps tutti gli im­pianti e le reti.

“La cessione – replica l’inge­gnere Loredana Filippine diri­gente del settore lavori pubbli­ci – e avvenuta perchè una leg­ge dello stato (legge Galli ) recepita dalla Regione Siciliana prevede che la gestione del Servizio idrico integrato deve avvenire per Ambiti ottimali, con l’obiettivo di ottimizzare le risorse ed il servizio pubbli­co. Pertanto, il vantaggio che ci si attende e quello di avere un servizio migliore. Con il re­cupero della risorsa idrica che si disperde attraverso le perdite e gli investimenti previsti dal Piano & Ambito i cittadini potranno attendersi di avere l’acqua tutti i giorni e certa­mente per un numero maggio­re di ore per turno.

Il Comune – prosegue l’ in­gegnere – non avrà alcun van­taggio: i vantaggi previsti dalla legge si dovranno misurare su scala d ‘Ambito. Per la tariffa e previsto un aumento progres­sivo, che la porterà dagli attua­li 0,711 euro a metro cubo ad 1,314 euro nell’arco di Bette anni. L’operato di Aps sarà controllato dalla Segreteria Tecnica Operativa dell’Ato idrico 1 PA istituita presso la Provincia Regionale e dall’Assemblea dei Sindaci co­stituita a seguito della sotto­scrizione della Convenzione di Cooperazione di tutti i Co­muni dell ‘Ato».

Tratto dal GdS del 17 luglio 2009


E Isola delle Femmine vuole o non vuole revocare all’APS la gestione???

http://misilmeriblog.wordpress.com/2009/07/18/uscire-dallaps-si-puo/


Il Comune di Isola delle Femmine delibera Consiglio Comunale 48 del 2.11.01





La bolletta dell'acqua aumenta di 200 euro l'anno





Via libera alla stangata sulla bolletta dell..acqua. Ieri la conferenza dei sindaci della provincia ha votato il contratto di servizio tra Acque potabili siciliane, la società che gestisce l..Ato idrico, e l..Amap. «Si conclude così un contenzioso che andava avanti da anni, inizia adesso una gestione efficiente a tutto vantaggio dei cittadini», dice soddisfatto il presidente della Provincia, Giovanni Avanti.

Ai palermitani però di certo arriverà un rincaro della bolletta dell..acqua: il contratto varato dalla conferenza dei sindaci, e votato anche dal Comune, prevede che la tariffa in città passi da 1,17 a 1,34 euro al metro cubo. L..incremento è dovuto alla parte che l..Amap dovrà girare ad Aps: cioè 18 centesimi al metro cubo, destinati a investimenti sulla rete. Ma c..è di più: l..aumento è retroattivo dal 1° gennaio 2009. Alla conferenza erano presenti 42 degli 82 sindaci: venti hanno votato a favore (tra i quali il rappresentante di Palermo), dieci contro (Caltavuturo, Petralia Sottana, Altofonte, Prizzi, Contessa Entellina, Campofelice di Roccella, Bisacquino, Marineo, Termini Imerese e Blufi), astenuti gli altri dodici.

Adesso l..amministratore delegato di Aps, Lorenzo Serra, e il presidente dell..Amap, Dario Allegra, dovranno solo firmare il contratto. «Poi scatteranno gli aumenti, ma ancora non abbiamo ricevuto direttive precise», dicono dall..Amap, che in base all..accordo continuerà a gestire l..acquedotto fino al 2021, ma in cambio dovrà vendere l..acqua all..ingrosso proprio ad Aps a circa 24 centesimi al metro cubo, contro gli attuali 64. L..approvazione del contratto da parte della conferenza dei sindaci ha scatenato una bufera politica: mercoledì sera il Consiglio comunale aveva approvato all..unanimità un atto d..indirizzo che chiedeva al sindaco Diego Cammarata «di non votare il contratto e sospendere tutto per quindici giorni».

Ma alla conferenza dei sindaci il rappresentante di Palazzo delle Aquile, il dirigente Antonino Mercurio, ha votato a favore. «È assurdo che l..amministrazione di Palermo abbia avallato l..aumento malgrado l..intervento con un atto votato all..unanimità da Sala delle Lapidi», dice il consigliere del Pd Salvatore Orlando. «Il comportamento del delegato del sindaco è gravissimo - incalza la capogruppo di Un..altra storia, Antonella Monastra - Il Consiglio, inoltre, già nello scorso novembre aveva firmato una delibera all..unanimità in cui si stabiliva che il contratto doveva essere rivisto da Sala delle Lapidi». Fabrizio Ferrandelli, capogruppo di Italia dei valori, non usa giri di parole: «È stato un vero e proprio golpe da parte dall..amministrazione Cammarata».

Alla stangata sull..acqua potrebbe aggiungersi a giorni anche quella sull..Irpef comunale: ieri Cammarata ha convocato il capogruppo del Pdl, Giulio Tantillo, e quello dell..Udc, Doriana Ribaudo, ai quali ha chiesto, al più presto, il voto della delibera c
Tuesday, September 01, 2009 
Tuesday, September 01, 2009 
Tuesday, September 01, 2009 

Mafia Carini Capaci Isola delle Femmine e dintorni



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Stangata al clan Lo Piccolo in cella boss e insospettabili


Repubblica — 26 gennaio 2007 pagina 2 sezione: PALERMO


Per un paio di mucche e una decina di forme di caciocavallo rubate da una masseria di Torretta, nel 2003 stava scoppiando una vera e propria guerra di mafia tra i "pezzi da novanta" di Palermo, Carini e Torretta. Una guerra che fu scongiurata grazie all' intervento del numero due di Cosa nostra, il latitante Salvatore Lo Piccolo, definito dai boss «la testa dell' acqua», e forse anche di Bernardo Provenzano, che chiamavano «l' alto dei cieli». è stato ascoltando questa e altre conversazioni che un ex vice capo della Mobile e la moglie, funzionario della sezione Misure di prevenzione della questura, hanno fatto partire l' inchiesta denominata "Occidente" che ieri si è conclusa con una retata della squadra mobile. Quarantasei le persone arrestate o raggiunte in carcere da un' ordinanza di custodia cautelare: boss, picciotti, imprenditori che gestivano piccoli e grandi affari in una vasta zona del Palermitano, dalla borgata di San Lorenzo fino a Carini. Nell' inchiesta seguita da vicino dal questore Giuseppe Caruso, che in questi mesi ha inanellato una serie di colpi contro la criminalità organizzata a cominciare dall' arresto di Provenzano, è finito anche un insospettabile ragioniere commercialista, Girolamo La Porta, 59 anni, che aiutava le cosche a riciclare le grandi somme provenienti dalle attività illegali. Il suo studio di Partanna Mondello è stato perquisito da cima a fondo, e tra le carte gli investigatori hanno trovato tracce del riciclaggio e degli affari conclusi anche al Tribunale fallimentare, dove amici degli amici segnalavano e forse anche truccavano le vendite di aziende, terreni e fabbricati che finivano poi a prezzi stracciati nelle mani dei boss. Indagato anche il boss latitante Vito Roberto Palazzolo, da anni in Sudafrica. Le imprese fino a ieri "pulite" operavano nei settori dell' edilizia e dei trasporti: nel mirino sono finiti esercizi commerciali di alimentari e di elettronica assieme a depositi bancari e beni immobili, tra i quali un vasto appezzamento di terreno sul quale è in costruzione un complesso turistico-alberghiero. Un patrimonio, quello finora individuato, che è stato sequestrato dalla polizia. Ma accanto all' attività imprenditoriale, c' erano anche le estorsioni ai danni di imprenditori estranei a Cosa nostra, alcuni dei quali hanno costruito quella piccola città che sta sorgendo a Villagrazia di Carini, in prossimità dell' autostrada per Punta Raisi. Le indagini della squadra mobile, coordinate dal procuratore aggiunto della Dda Alfredo Morvillo e dai sostituti Annamaria Picozzi, Domenico Gozzo e Gaetano Paci, hanno mostrato che alcuni imprenditori, arrestati nel blitz, assumevano fittiziamente la titolarità di beni e attività, in realtà di proprietà di mafiosi. In alcuni casi gli imprenditori avevano costituito con i boss vere e proprie società di fatto. Tra gli arrestati vecchi cognomi mafiosi, come quelli dei Gallina, degli Sparacio, dei Bruno, dei Pipitone, dei Biondo e dei Biondino ma anche incensurati o personaggi con preecedenti di piccolo spessore, come Angelo Conigliaro, l' anziano che si è rivelato un vero boss. Seguendo la pista della guerra di mafia che stava per scoppiare tra le cosche per una serie di furti di mucche e caciocavalli, intercettata in diretta dagli investigatori, si è scoperto che la "pace" e le successive riunioni per decidere la spartizione degli affari avevano come scenario due ristoranti: "La locanda di San Giorgio", nei pressi della stazione ferroviaria di Carini, e il "Vecchio Mulino", a Torretta. Addirittura, per stare più tranquilli e senza essere disturbati da orecchie e occhi indiscreti, il giorno della "pace" fu requisito il ristorante "Vecchio Mulino", dove una trentina di boss si riunirono per sotterrare l' ascia di guerra. «Scene da vecchia mafia americana - racconta un investigatore che ha partecipato alle indagini - summit con tanto di boss che giungevano sul posto a bordo di automobili guidate da autisti personali che poi controllavano la zona circostante. - FRANCESCO VIVIANO

Un esercito di imprenditori prima vittime e poi complici
Repubblica — 26 gennaio 2007 pagina 2 sezione: PALERMO

Il tesoro di Salvatore Lo Piccolo, il padrino più potente della città, ricercato da 23 anni, era custodito da una schiera di insospettabili imprenditori, che erano prestanome e riciclatori. Eppure, un tempo pagavano anche loro il pizzo. «Ritenendo di poter lavorare meglio si sono trasformati da vittime in carnefici»: così i pm Domenico Gozzo, Gaetano Paci e Annamaria Picozzi hanno voluto introdurre le mille pagine dell' atto d' accusa. Quegli imprenditori si sono prestati a costituire società di fatto con i mafiosi, «finendo persino per commettere estorsioni ai danni dei loro colleghi», spiegano i magistrati. Le cimici della squadra mobile hanno svelato molti segreti. Poi approfonditi dalla sezione Misure di prevenzione della questura, diretta da Sara Fascina. Il tesoro era in 26 società, che operavano soprattutto nel settore edile. Con i conti bancari e gli immobili il sequestro ammonta a 16 milioni di euro. L' imprenditore Lorenzo Altadonna era il più attivo: i mafiosi di Carini gli avevano messo in mano moltissimi soldi per la realizzazione di un complesso turistico a Villagrazia, in contrada Predicatore. Il terreno di 160 mila metri quadrati risultava già disponibile, il progetto era pronto, soldi sarebbero arrivati anche da «Roberto l' africano». Secondo le indagini si tratta di Vito Roberto Palazzolo, il manager latitante in Sudafrica. Altadonna non aveva problemi a gestire grandi e piccoli investimenti, a disposizione aveva la ditta sua e della moglie, Pierina Fiorello. Poi, ancora, l' Azzurra costruzioni, la Edil Carini e la Pcn srl. Tutte sequestrate. L' ultima idea di Altadonna era di comprare capannoni alle aste fallimentari. Naturalmente con i soldi di Lo Piccolo. Francesco Sparacio era specializzato nei trasporti. Era il vettore di riferimento dei supermercati Sisa. Adesso anche la sua ditta verrà gestita da un amministratore giudiziario, perché i magistrati hanno il sospetto che fosse un altro investimento del clan. Il padrino più autorevole, Vincenzo Pipitone, credeva molto nel settore. Entrava e usciva dalla Tnt come fosse di casa: «Vieni da me», gli diceva Gioacchino Sapienza, anche se non era il titolare dell' azienda. Ma Sapienza era una vera autorità con le sue quattro società. Però i padrini del mandamento di Lo Piccolo continuavano a preferire la tradizione: ecco perché erano stati reclutati altri prestanome per l' edilizia. Saverio Privitera aveva messo a disposizione la Oirevas costruzioni. Giovanni Cataldo aveva messo sul piatto degli investimenti mafiosi due società. Secondo la ricostruzione della Procura, sarebbe stato ricompensato a dovere. Ma da qualche tempo, ormai, i mafiosi avevano cominciato a sentire puzza di indagini. E avevano diversificato gli investimenti per ripulire i capitali. Le indagini della polizia e le verifiche del nucleo speciale di polizia valutaria della Finanza hanno evidenziato un giro strano e vorticoso di transazioni fra società che si occupano di elettronica e informatica. Il gruppo di imprenditori che le gestivano sarebbero stati a completa disposizione della "famiglia" di Carini. Anche loro insospettabili: Giorgio Iaquinoto, con la Giellei Electro trading, che ha sedi a Castelvetrano, Ragusa e Marsala; Vincenzo Curulli, intestatario di due ditte; Michele Cardinale, con la Roma electro service. A Palermo i prestanome non sono mai mancati. Andrea Bruno, in carcere per mafia, faceva gestire la sua Salumeria Doc, in via Caduti sul lavoro, a Davide Pedalino, anche lui finito in manette per questa e un' altra intestazione fittizia (alcune quote della trattoria Quattro fari di viale Regione Siciliana 2645). Pure l' imprenditore Giuseppe Gelsomino sarebbe stato manager occulto dei mafiosi: per questo gli sono stati sequestrati il Giardino della frutta di via Aquileia e il centro Wind di viale Lazio. Le manette sono scattate per altri tre prestanome: Antonietta, Giorgio e Giuseppe Cuccia. I boss gli avrebbero affidato alcuni magazzini in viale Regione. s. p.
Un milione di euro per il grand hotel la Regione rischiò di finanziare i boss
Repubblica — 31 gennaio 2007 pagina 4 sezione: PALERMO
di cronaca) salvo palazzolo L' identikit del sicario di Tommaso Natale diventato influente imprenditore guida le ricerche della squadra mobile diretta da Piero Angeloni. Ma non è soltanto un volto che gli investigatori stanno cercando. In Procura i sostituti Domenico Gozzo, Gaetano Paci e l' aggiunto Alfredo Morvillo provano a ricostruire cosa sia diventato oggi Salvatore Lo Piccolo. Ed è una corsa contro il tempo. Perché di tempo ne è stato sprecato già tanto: fino al 1999 nessuno cercava Lo Piccolo. E lui passeggiava per Palermo senza problemi. Poi le prime parole del pentito Isidoro Cracolici misero in guardia: «è già diventato potentissimo». Ma l' antimafia ha avuto sempre mezzi limitati, si sa, e prima di Lo Piccolo è passata sempre qualche altra priorità. Adesso l' ultimo blitz ordinato dalla Procura, quello che nei giorni scorsi ha portato in carcere 46 persone, apre uno spaccato preoccupante sulla mafia che resta dopo Bernardo Provenzano. Mafia degli affari e delle insospettabili complicità. Il mandamento guidato da Salvatore Lo Piccolo poteva contare su un brillante imprenditore, Lorenzo Altadonna, una vera celebrità a Carini per i suoi investimenti nel settore dei supermercati. Aveva un volto talmente pulito che non ebbe grossi problemi a ottenere un contributo da parte dell' assessorato regionale al Turismo, nell' ambito del Por Sicilia 2000-2006. Con quei soldi, il manager fidato dei boss progettava di realizzare un sontuoso albergo in contrada Predicatore, a Villagrazia di Carini. Il terreno di 160 mila metri quadrati era stato già acquistato, con i soldi di tanti investitori occulti, niente altro che una cordata di boss. La pratica, intestata alla moglie di Altadonna, Pierina Fiorello, era andata avanti senza problemi nei palazzi della Regione. Il decreto di finanziamento porta la data del 5 marzo 2004, la Corte dei conti aveva regolarmente registrato, il successivo 28 aprile. Importo: un milione 21.956 euro. I mafiosi gioivano: «Lui ha in tasca due miliardi», diceva uno dei boss intercettati dalla sezione Criminalità organizzata della squadra mobile. Accaddero cose strane nei giorni seguenti. I mafiosi cominciarono a essere più attenti al telefono. E i complici si insospettirono. Fino a quando il boss di Carini, Vincenzo Pipitone, sbottò: «Il Signore ci deve dare la fortuna di venderlo, quel terreno». I boss del clan Lo Piccolo sapevano di essere intercettati? Il 3 marzo 2006, in tutta fretta, la signora Fiorello inviò una lettera all' assessorato al Turismo: comunicava ufficialmente di voler rinunciare al finanziamento. Una dichiarazione che fu pubblicata sulla Gazzetta ufficiale. Intanto telecamere e microspie della polizia continuavano a riprendere tutti i movimenti degli insospettabili manager diventati improvvisamente prudenti. Altadonna è finito in manette nel blitz di sei giorni fa. Salvatore Lo Piccolo resta ricercato, così come il figlio Sandro, a 30 anni già condannato all' ergastolo e latitante pure lui. I pentiti dicono che Salvatore detto ' u vascu, il saggio, si muove con una discreta scorta a Palermo. E fa quattro o più tappe prima di raggiungere destinazione. Come «l' adorato zio», Bernardo Provenzano. Come lui, comunica gli ordini tramite pizzini dal tono ispirato: «Queste poche righe per chiederti una cortesia», scriveva al suo rappresentante a Carini, che leggeva e non sospettava di essere intercettato. – SALVO PALAZZOLO


Cosa nostra Spa giovedì 08 febbraio 2007

Imprenditori che si fanno finanziare dalla mafia. O che taglieggiano per ingraziarsi i boss. L'inchiesta di Palermo. di Leo Sisti

C'erano una volta i boss mafiosi che tenevano distinti i ruoli: tu, imprenditore, paghi il pizzo e noi ti assicuriamo protezione e tranquillità. Così per decenni. Poi, di recente, il salto di qualità. I ruoli si intersecano, si confondono. È la politica dello scambio. Alcuni uomini d'affari, in genere costruttori, associano alla propria impresa personaggi di Cosa nostra, si fanno da loro finanziare nuove iniziative e sveltiscono le pratiche per ottenere concessioni edilizie. Qualcuno si spinge più in là: pretende egli stesso da altri il pagamento del pizzo. Diventando così complice della mafia. Forse, di essere arrestato, giovedì 25 gennaio, Lorenzo Altadonna, imprenditore di Carini se l'aspettava. Ammanettato e finito, insieme ad altri 44, nella rete che ha inferto un duro colpo al clan di Salvatore Lo Piccolo, latitante da 23 anni, uno dei successori di Bernardo Provenzano, nonché leader del mandamento di San Lorenzo (giurisdizione, oltre che sulla parte nordoccidentale di Palermo, anche su Carini, Capaci e altri comuni). Troppo in là si era spinto Altadonna, 44 anni. Voleva crescere, allargarsi, all'ombra di Cosa nostra, per realizzare un bel complesso alberghiero, in un'area di 160 mila metri quadrati, a Villagrazia di Carini, con tanto di regolare licenza edilizia. Solo che i soldi per il progetto glieli avevano anticipati due mafiosi della zona, Angelo Gallina e Vincenzo Pipitone, quest'ultimo responsabile della famiglia di Carini. Il quale ha ben chiari alcuni concetti. Una vera filosofia della nuova impresa mafiosa: gli investimenti devono avere il loro ritorno e le decisioni devono essere prese collegialmente, come avviene nei consigli di amministrazione delle società per azioni. Certo, con linguaggio un po' grossolano: "Noi ci uniamo, dobbiamo fare una pecora, un vitello, un albero di limoni. Ci uniamo, ci assumiamo la responsabilità tutti quanti che se qualcosa va male siamo tutti responsabili.". Uniti in tutto.

Specialmente quando Altadonna, temendo di essere entrato nel mirino della Squadra mobile di Palermo, vorrebbe vendere quei 160 mila metri quadrati. Pipitone è esplicito: "Quello che Lorenzo vuole fare delle sue cose è padrone. Ma lì, con noi è tutto un altro, deve prendere 800 milioni (di lire, ndr) e me li deve dare". Traduzione: con la cessione di quei terreni, la somma ricavata, appunto 800 milioni, deve rientrare nell'organizzazione mafiosa. E se scoppiano all'interno del gruppo di Carini questioni di denaro, Vincenzo Pipitone mette in guardia: "Roberto non lo vuole toccato, a Lorenzo". Roberto chi? Nelle intercettazioni viene nominato come "l'africano". Gli investigatori scrivono il suo nome. È Vito Roberto Palazzolo, condannato nell'estate del 2006 per reati di mafia, grande riciclatore di soldi sporchi, da anni latitante in Sudafrica. E "l'africano" sembra "interessato al terreno dei 160 mila metri quadrati". Basta sfogliare le quasi mille pagine dell'"operazione Occidente", firmata dai pm di Palermo Domenico Gozzo, Gaetano Paci e Anna Maria Picozzi, per capire fino a che punto si muove la nuova "onorata società". Perché Lorenzo Altadonna non rappresenta l'unico esempio di imprenditore prestanome della mafia emerso in un raid che ha prodotto oltre agli arresti anche sequestri di beni e patrimoni per decine di milioni di euro. Ce ne sono altri, come Gioacchino Sapienza, anche lui di Carini, titolare formale della Cdr, una ditta di distribuzione di merci collegata alla Tnt, colosso del settore, ma in realtà di proprietà di Giovan Battista Pipitone, fratello di Vincenzo. Quando mai uno subisce un rapina di un Tir pieno di elettrodomestici e riesce a recuperarlo in brevissimo tempo? È Vincenzo Pipitone a vantarsene: "In due ore ho trovato la merce, il magazzino dov'era, il camion, tutte cose, in due ore precise!! A San Cipirrello la roba era. Mancano dieci televisori solo". E che dire dell'attività svolta con la Edilpomice, ditta di materiali edili di Andrea e Antonio Cusimano, cugino, da parte della moglie, di Salvatore Lo Piccolo? Ecco un malcapitato costruttore, Salvatore Amato, consegnare il suo pizzo a un mafioso come Francesco Di Blasi in cambio di acquisti, inesistenti, presso la Edilpomice. Il quale Di Blasi conta poi i quattrini dell'estorsione insieme ad Antonio Cusimano. Ma ci sono casi più emblematici. I magistrati parlano di imprenditori che, "pur di lavorare, si trasformano da vittime in carnefici", taglieggiando i propri colleghi e guadagnandosi così "la benevolenza di Cosa nostra nell'assegnazione di subappalti".(da L'Espresso - 08-02-07) Espressonews.it

CARINI. GLI IMPRENDITORI ALTADONNA E BORRUSO IN MANETTE PER MAFIA
Lorenzo Altadonna, imprenditore di 46 anni ritenuto vicino alla famiglia mafiosa di Carini è stato arrestato dalla polizia in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. L'uomo è stato infatti condannato a 12 anni di carcere, in primo grado, per concorso esterno in associazione mafiosa, nel contesto del processo sull'operazione denominata "Occidente". Altadonna venne scarcerato dopo l'arresto nel marzo 2007 poiché il tribunale del riesame dichiarò nulla l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 23 gennaio. Ieri, dopo la condanna in primo grado, le porte del carcere si sono riaperte per l'imprenditore di Carini.


http://www.italiainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/57538/mafia-torna-carcere-lorenzo-altadonna-limprenditore-carini-condannato-anni.htm



PROCESSO OCCIDENTE. IMPRENDITORE DEPONE IN AULA CONTRO FAMIGLIA MAFIOSA DI CARINI

8 gennaio 2009
Un imprenditore titolare di un’azienda a Carini ha deposto ieri in tribunale nell’ambito del processo Occidente. Marcello Trapani, 60 anni, ha risposto ai magistrati raccontando di avere pagato il pizzo dal 1997 al 2005. In un’aula piena di imputati, con il boss Salvatore Lo Piccolo collegato in videoconferenza dal carcere di Milano-Opera, Trapani ha parlato in particolare della posizione di una delle 24 persone coinvolte nell’inchiesta giudiziaria che ha sgominato i vertici della famiglia mafiosa di Carini, l’imprenditore Lorenzo Altadonna. Marcello Trapani ha raccontato di avere incontrato Altadonna nel 2003 in un villino sulla statale 113 a Carini, assieme a Vincenzo Pipitone e che quest’ultimo cercò di imporglielo per alcuni lavori che l’imprenditore doveva eseguire in un proprio capannone. “Pipitone – ha detto il teste – era molto cordiale in apparenza, e mi disse di conoscere molto bene le abitudini e i miei sposatamenti e della mia famiglia. Quindi non ho avanzato obiezioni, anche se avevo già preso accordi con un’altra ditta. Poi, furono gli stessi Pipitone e Altadonna a rinunciare – ha proseguito Marcello Trapani – quando scoprirono che i lavori ammontavano a circa 800 mila euro e non a 3 milioni e mezzo di euro come pensavano. Vincenzo Pipitone si ripresentò nel 2005 – ha concluso Trapani – quando misi in vendita un terreno, stavolta in veste di sensale di un possibile acquirente, ma l’affare non venne concluso neppure in quel caso.” Pipitone è considerato il boss di Carini. Di lui, in aula ha parlato anche il capitano Aniello Schettino, comandante dei carabinieri della compagnia di Carini che ha condotto le indagini. Secondo i pm Gaetano Paci e Anna Maria Picozzi che rappresentano l’accusa assieme a Domenico Gozzo, le testimonianze confermano il rapporto che lega il carinese Lorenzo Altadonna ai Pipitone. Il costruttore, però, ha sempre respinto le accuse. Marcello Trapani ha riferito che le prime pressioni gli arrivarono nel 1997: cera sparsa per terra, un vetro rotto in un camion, una bottiglia di liquido infiammabile…..decise allora di rivolgersi al sensale che lo aveva aiutato ad insediarsi a Carini, Ciccio Di Blasi di Pallavicino. Questi, pure coinvolto nell’operazione Occidente, gli disse che per stare tranquillo doveva pagare alle famiglie mafiose un milione delle vecchie lire, cifra che Di Blasi evidenziò di avere ottenuto, con una sorta di intercessione, rispetto alla richiesta iniziale. Trapani, quindi, per far cessare le intimidazioni cominciò a pagare il pizzo allo stesso Di Blasi che nel 2003 lo condusse in quel villino di Carini dove conobbe Vincenzo Pipitone e Lorenzo Altadonna. Infine nel 2006 – ha raccontato il teste in aula – si presentò un’altro signore che mi chiese se ero al corrente di dover pagare per la costruzine di un’altro capannone. Ma quei lavori non mi riguardavano. Quel signore – secondo gli inquirenti – era Antonino Pipitone, nipote di Vincenzo, pure lui coinvolto nell’operazione Occidente.

07/05/2009
Maxisequestro a Palermo. Dall’Informatica agli immobili, ai trasporti: la ragnatela degli interessi della cosca di Carini
Immagine tratta da www.salviamoitalia.net

Un ex cuoco affiliato <..> svela gli imprenditori prestanome

Angelo La Manna lavorava in un locale di mafiosi: ha fornito la mappa degli affari

Figlio di un personaggio appar­tenente alla cosca della Noce, La Manna viveva a Carini ed era vicino ad Angelo Antonio Pipitone, ritenuto il capofamiglia.


Articolo tratto dal Giornale di Sicilia di Giovedì 07.05.2009 pag.4


di Leopoldo Gargano


PALERMO. L'ex cuoco ha indicato gli imprenditori che riciclano il de naro di Cosa nostra e poi sono venuti gli altri pentiti. Dall'informatica, alle villette, ai trasporti, una ragnatela di prestanome controllata secondo l'accusa dalla cosca di Carini, alleata di ferro del clan Lo Piccolo.


Angelo La Manna, 36 anni, ex impiegato di un ristorante di Carini, (anche questo gestito da un ma fioso) ha fornito per primo la mappa degli affari.


IL BOSS GLI DISSE: ORA SE SBAGLI SEI MORTO. COLLABORA DAL 2005


Figlio di un personaggio ritenuto affiliato al la cosca della Noce, La Manna abitava a Carini ed era molto vi cino al presunto capofamiglia, Angelo Antonino Pipitone, det to zu Ninu, nel cui locale lavora va in cucina. Venne affiliato «in prova» durante una cena al Johnny Walker, storico locale al lo svincolo autostradale del pae se e zu Ninu gli disse: «Adesso se sbagli sei morto».


Dalla fine del 2005 anni collabora con la giustizia e le sue dichiarazioni sono state utilizzate dalla Guar­dia di finanza e dalla sezione mi­sure di prevenzione del tribuna­le (presidente Cesare Vincenti, giudici Emilio Alparone, Fabio Licata, Guglielmo Nicastro e Daniela Vascellaro) per aprire la cassaforte della cosca. Conte­neva un tesoro da 300 milioni di euro, tra imprese, negozi e con­ti correnti.


Il pentito ha fatto il nome di Giorgio Iaquinoto, 54 anni, al quale per l'accusa è ri­conducibile un'azienda seque­strata la «Giellei electro trading srl» che opera nel settore infor­matico. Secondo La Manna, Iaquinoto «è persona che mette­va nei negozi i soldi di Cosa no­stra». L'imprenditore è sotto processo per riciclaggio aggra­vato, la Procura ha chiesto per lui una condanna a 6 anni.

Altro imprenditore tirato in ballo da La Manna è Vincenzo Curulli, 50 anni, titolare della «Ellei Trasporti».
È legato al pre­sunto boss di Torretta Nino Di Maggio, secondo il collaborato­re, e si sarebbe prestato a far gi­rare denaro della famiglia di Ca­rini in alcuni conti correnti che gestisce. Anche lui sotto proces­so, l'accusa ha chiesto 6 anni di reclusione.
Secondo il collaboratore è un prestanome di Nino Pipitone.
Vicino a Pipitone, sempre secondo le accuse di La Manna, anche il costruttore Lorenzo Altadonna che stava per realizzare nei pressi di Villagrazia di Ca­rini un albergo di lusso e diverse palazzine. Sotto processo per concorso esterno e riciclaggio aggravato, l'accusa ha chiesto per lui 11 anni carcere.
La Manna ha fatto il nome di un altro imprenditore edile che sarebbe stato egato a filo dop-pio con Cosa nostra: Giovanni Cataldo.
La sua è una storia tragica. Si è suicidato in cella nel febbraio dello scorso anno, dopo un anno di reclusione

Era ritenuto dagli inquirenti il costruttore di fiducia dei boss, colui che investiva nel mattone i soldi della cosca. Non ha fatto in tempo a difendersi da queste accuse, si è ucciso dopo l'arre­sto e il sequestro della sua ditta che aveva sede sulla strada pro­vinciale.

Sul suo conto aveva detto: «Cataldo lavora investendo i sol­di di Nino Pipitone.Tutte le co­struzioni di complessi di villini a Carini sono di Pipitone. Lo so­no, in particolare, le costruzio­ni effettuate da Giovanni Catal­do, che utilizza il denaro della famiglia di Carini e di Pipitone in particolare».
Edilizia, traspor­ti e commercio, secondo l'accu­sa, sono sotto il controllo delle cosche. Per i magistrati della Dda, la zona di Carini, dove nel più recente passato sono state avviate lottizzazioni e costruzio­ni di centinaia di villette, ha rap­presentato per le «famiglie» una grande fonte di reddito.
Un discorso a parte merita Angelo Gallina, 66 anni, detto zu Ancilu o Angelo di Cola nato a Carini e con parenti negli Stati Uniti.
Che non lo hanno agevo­lato. Proprio un suo cugino americano, Giovanni Gallina, protetto da agenti Fbi, lo ha in­dicato come «uno degli adepti - scrivono i giudici della sezione misure di prevenzione - della fa­miglia di Villagrazia di Carini».
Solo che non faceva parte del gruppo vincente, quello cioè dei Pipitone, bensì del clan avverso, che faceva capo a Batti­stone Passalacqua e appunto dei Gallina.
Un attrito sorto pro­prio per la gestione di appalti e messe a posto, che rischiava di degenerare in una guerra aper­ta. Per evitarla Salvatore Lo Pic­colo convocò un summit pacifi­catore ed i rancori vennero mes­si da parte. E si tornò a parlare di affari. Tanto che Gallina, se­condo l'accusa, proprio assie­me a Vincenzo e Giovan Batti­sta Pipitone avrebbe trasferito a Lorenzo Altadonna denaro e altri beni. A zu Ancilu, i giudici hanno sequestrato un'impresa edile individuale.
E poi c'è Gioacchino Sapien­za, solo a lui è stato bloccato un patrimonio da 110 milioni: quattro aziende, diciotto immo­bili (tra i quali un lido balneare a Capaci) e diverse fuoriserie.
Di lui ha parlato il collaborato­re Gaspare Pulizzi.
«Faceva trasporto di merci, io ci ho lavorato per tanti anni - ha detto -, Sapienza è compare di Nino Pipitone e ha cresimato un figlio a Giovanni Pipitone, dal quale aveva affittato un ca­pannone Tnt. La discoteca Mo­vida (che non è stata sequestra­ta ndr di Villagrazia di Carini è pure sua - ha detto Pulizzi - ma in realtà solo a metà. L'altro cin­quanta per cento apparteneva a Giovanni e Enzo Pipitone, Ni­no Di Maggio e Salvatore Lo Pic­colo».
Leopoldo Gargano

Mafia, torna in carcere Lorenzo Altadonna L'imprenditore di Carini condannato a 12 anni
10 Luglio 2009

Agenti della Polizia di Stato della sezione “Catturandi” della Squadra Mobile di Palermo hanno arrestato Lorenzo Altadonna, 46anni, imprenditore di Carini. L’uomo è finito in manette a seguiro di una Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere, emessa l’8 luglio scorso, dalla terza Sezione Penale del Tribunale di Palermo. L’emissione del provvedimento è scaturita dalla condanna a 12 anni di carcere, inflittagli in primo grado dall’Autorità Giudiziaria, per concorso esterno in associazione mafiosa, nel contesto del processo sull’operazione denominata “Occidente”. Arrestato il 25 gennaio del 2007, quando la Polizia di Stato inferse un duro colpo agli interessi economici del clan Lo Piccolo, dando un nome ed un volto ai capi ed ai vertici operativi delle famiglie mafiose Carini, comprese nel mandamento di San Lorenzo – Tommaso Natale e guidato dall’allora superlatitante Salvatore Lo Piccolo. L’inchiesta servì a ricostruire l’ organigramma e la struttura interna dei sodalizi criminosi e a fare luce su numerose estorsioni nell’area di influenza dell’organizzazione criminale i cui proventi venivano destinati all’arricchimento degli esponenti di cosa nostra ed al sostentamento delle famiglie dei mafiosi detenuti. Attraverso la documentazione di riunioni di mafia, furono acquisiti importanti elementi investigativi sui rapporti d’affari dei mafiosi con imprenditori compiacenti o complici, accertando gli interessi delle famiglie del mandamento di San Lorenzo nel settore dei lavori edili e delle imprese commerciali. Tra questi c’era anche l’imprenditore Lorenzo Altadonna, ritenuto vicino alla famiglia mafiosa di Carini. Il 5 marzo del 2007 Altadonna fu scarcerato poiché il Tribunale del Riesame dichiarò nulla l’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa nei suoi confronti due mesi prima. Ieri, a seguito della condanna inflittagli in primo grado, per l’imprenditore di Carini si sono riaperti i cancelli del carcere.
Mafia, torna in cella Lorenzo Altadonna
«Imprenditore vicino ai Lo Piccolo» Dopo la condanna, arriva l'arresto
Tratto dal Giornale di Sicilia Sabato 11 Luglio 2009
di Vincenzo Marannano
Torna in cella Lorenzo Altadonna, di Carini, coinvolto nel 2007 nell'operazione Occidente
LA SCORSA SETTIMANA HA AVUTO INFLITTI 12 ANNI PER MAFIA
A una settimana dalla senten­za, gli agenti della squadra mobile hanno arrestato un imprenditore ritenuto vicino ai Lo Piccolo e in particolare alla famiglia mafiosa di Carini Appena una settimana fa ha assistito in aula, da uomo libe­ro, alla lettura della sentenza. Dodici anni di carcere, uno in più rispetto alla richiesta del pm Gaetano Paci. L'accusa: avere messo la propria impresa a di­sposizione di Cosa nostra, e in particolare di Salvatore e San­dro Lo Piccolo e della loro longa manus nel territorio di Carini, ovvero il boss Vincenzo Pipito­ne.
Ieri per l'imprenditore Lo­renzo Altadonna, 46 anni, arre­stato nell'operazione «Occiden­te» e scarcerato poco dopo, so­no scattate di nuovo le manette. Gli agenti della sezione catturan­di della squadra mobile lo han­no raggiunto a casa, notificando­gli l'ordine di custodia cautelare emesso dalla terza sezione pena­le del tribunale.
Altadonna fu arrestato il 25 gennaio del 2007. Era l'operazio­ne Occidente, la retata con la quale la polizia diede un duro colpo al clan Lo Piccolo, dando un nome ed un volto ai capi ed ai vertici operativi delle famiglie mafiose di San Lorenzo, Partan­na Mondello e Carini, ricompre­se nel mandamento di San Lo­renzo-Tommaso Natale. Quella stessa operazione decretò l'ini­zio della fine della lunga latitan­za del «barone» di San Lorenzo e del figlio Sandro, arrestati il 5 no­vembre 2007 grazie a una serie di dritte fornite dal pentito Fran­cesco Franzese. Negli ultimi due anni e mezzo gli investigatori - con l'aiuto di numerosi collabo­ratori che intanto hanno deciso di voltare le spalle a Cosa nostra - hanno ricostruito l'organi­gramma e la struttura interna di famiglie e mandamenti, hanno fatto luce su numerose estorsio­ni, dando un nome e un cogno­me a decine di vittime. «Attraver­so la documentazione rinvenu­ta nel covo di Giardinello il gior­no dell'arresto dei Lo Piccolo - spiegano dalla questura-, furo­no acquisiti importanti elemen­ti investigativi sui rapporti d'affa­ri dei mafiosi con imprenditori compiacenti o complici, accer­tando gli interessi delle famiglie del mandamento di San Loren­zo nel settore dei lavori edili e delle imprese commerciali».
Tra questi proprio l'imprendi­tore Altadonna, ritenuto vicino alla famiglia mafiosa di Carini. Il 5 marzo 2007 Altadonna fu scar­cerato poiché il Tribunale del Riesame dichiarò nulla l'ordi­nanza di custodia cautelare in carcere. Esattamente due anni dopo, l'imprenditore -che non ha perso una sola udienza del processo a suo carico - venne accusato in aula da un collega, interrogato come vittima del rac­ket. «Lo incontrai in un villino nei pressi di Carini, assieme a Vincenzo Pipitone - disse l'im­prenditore - e quest'ultimo cer­cò di impormelo per alcuni lavo­ri che Trapani doveva eseguire in un proprio capannone». Per i pubblici ministeri Gaetano Paci e Annamaria Picozzî, che rappre­sentano l'accusa assieme al col­lega Domenico Gozzo, (poi tra­sferito a Caltanissetta) la testi­monianza confermò il rapporto che legherebbe il carinese Alta­donna ai Pipitone. Giovedì, a se­guito della condanna in primo grado, per l'imprenditore si so­no riaperte le porte del carcere.
L' ottico prestanome del padrino Repubblica — 11 luglio 2009 pagina 8 sezione: PALERMO
L' OTTICA di via Aurispa non è di Giovanni Borruso, l' imprenditore titolare di una catena di negozi, ma di Mario Martello, noto mafioso di San Giuseppe Jato, ergastolano e detenuto per una raffica di reati, dall' omicidio all' associazione mafiosa, dal sequestro di persona alla detenzione di armi. Così almeno sostengono gli investigatori della Dia che ieri, su ordine di custodia chiesto dalla Dda e firmato dal gip Piergiorgio Morosini, hanno posto agli arresti domiciliari Giovanni Borruso, 50 anni, accusandolo di intestazione fittizia di beni e hanno sequestrato il negozio il cui valore commerciale è stimato in 400 mila euro. L' imprenditore non è indicato come "uomo d' onore" ma, secondo il procuratore aggiunto Antonio Ingroia ed il sostituto Francesco Del Bene titolari delle indagini, «orbita nell' area delle persone vicine o contigue a Cosa nostra», e ha parentele che contano nell' organizzazione mafiosa che lo considera personaggio affidabile di cui servirsi per mettere al riparo le attività economiche. Borruso è infatti parente di Pietro Senapa, nome storico della famiglia mafiosa di Corso dei Mille, e cognato del latitante mafioso Antonino Lauricella detto "Scintilluni". Ma secondo l' accusa Borruso avrebbe gestito il denaro di Mario Martello, finito in carcere nel ' 93 per l' omicidio di Francesco Baio, ucciso a San Giuseppe Jato il 10 marzo del 1984: omicidio in cui sarebbero stati coinvolti anche Bernardo Brusca, Balduccio Di Maggio, Santino Di Matteo e Gioacchino La Barbera. Gli investigatori hanno sequestrato ed esaminato la corrispondenza tra i due, in cui il detenuto rimproverava al socio prestanome di avere accresciuto il passivo e minimizzato l' attivo del negozio. L' operazione scaturisce dall' inchiesta della direzione investigativa antimafia nei confronti della famiglia mafiosa di Altofonte che ha già portato all' arresto di Giovanni Francesco Vassallo, 58 anni, e Nicola Alessio Pitti, 36 anni, per mafia e al sequestro di beni per quattro milioni di euro, nel febbraio 2008. In carcere è tornato invece un altro imprenditore condannato a 12 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Agenti della sezione Catturandi della squadra mobile hanno arrestato Lorenzo Altadonna, 46 anni, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dalla terza sezione del tribunale. Altadonna, ritenuto vicino alla famiglia mafiosa di Carini, venne scarcerato dopo l' arresto nel marzo 2007 poiché il tribunale del riesame dichiarò nulla l' ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 23 gennaio. Ma ieri, dopo la condanna in primo grado, le porte del carcere si sono riaperte per l' imprenditore di Carini. - ALESSANDRA ZINITI
Tuesday, September 01, 2009 

Mafia Carini Capaci Isola delle Femmine e dintorni



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Stangata al clan Lo Piccolo in cella boss e insospettabili


Repubblica — 26 gennaio 2007 pagina 2 sezione: PALERMO


Per un paio di mucche e una decina di forme di caciocavallo rubate da una masseria di Torretta, nel 2003 stava scoppiando una vera e propria guerra di mafia tra i "pezzi da novanta" di Palermo, Carini e Torretta. Una guerra che fu scongiurata grazie all' intervento del numero due di Cosa nostra, il latitante Salvatore Lo Piccolo, definito dai boss «la testa dell' acqua», e forse anche di Bernardo Provenzano, che chiamavano «l' alto dei cieli». è stato ascoltando questa e altre conversazioni che un ex vice capo della Mobile e la moglie, funzionario della sezione Misure di prevenzione della questura, hanno fatto partire l' inchiesta denominata "Occidente" che ieri si è conclusa con una retata della squadra mobile. Quarantasei le persone arrestate o raggiunte in carcere da un' ordinanza di custodia cautelare: boss, picciotti, imprenditori che gestivano piccoli e grandi affari in una vasta zona del Palermitano, dalla borgata di San Lorenzo fino a Carini. Nell' inchiesta seguita da vicino dal questore Giuseppe Caruso, che in questi mesi ha inanellato una serie di colpi contro la criminalità organizzata a cominciare dall' arresto di Provenzano, è finito anche un insospettabile ragioniere commercialista, Girolamo La Porta, 59 anni, che aiutava le cosche a riciclare le grandi somme provenienti dalle attività illegali. Il suo studio di Partanna Mondello è stato perquisito da cima a fondo, e tra le carte gli investigatori hanno trovato tracce del riciclaggio e degli affari conclusi anche al Tribunale fallimentare, dove amici degli amici segnalavano e forse anche truccavano le vendite di aziende, terreni e fabbricati che finivano poi a prezzi stracciati nelle mani dei boss. Indagato anche il boss latitante Vito Roberto Palazzolo, da anni in Sudafrica. Le imprese fino a ieri "pulite" operavano nei settori dell' edilizia e dei trasporti: nel mirino sono finiti esercizi commerciali di alimentari e di elettronica assieme a depositi bancari e beni immobili, tra i quali un vasto appezzamento di terreno sul quale è in costruzione un complesso turistico-alberghiero. Un patrimonio, quello finora individuato, che è stato sequestrato dalla polizia. Ma accanto all' attività imprenditoriale, c' erano anche le estorsioni ai danni di imprenditori estranei a Cosa nostra, alcuni dei quali hanno costruito quella piccola città che sta sorgendo a Villagrazia di Carini, in prossimità dell' autostrada per Punta Raisi. Le indagini della squadra mobile, coordinate dal procuratore aggiunto della Dda Alfredo Morvillo e dai sostituti Annamaria Picozzi, Domenico Gozzo e Gaetano Paci, hanno mostrato che alcuni imprenditori, arrestati nel blitz, assumevano fittiziamente la titolarità di beni e attività, in realtà di proprietà di mafiosi. In alcuni casi gli imprenditori avevano costituito con i boss vere e proprie società di fatto. Tra gli arrestati vecchi cognomi mafiosi, come quelli dei Gallina, degli Sparacio, dei Bruno, dei Pipitone, dei Biondo e dei Biondino ma anche incensurati o personaggi con preecedenti di piccolo spessore, come Angelo Conigliaro, l' anziano che si è rivelato un vero boss. Seguendo la pista della guerra di mafia che stava per scoppiare tra le cosche per una serie di furti di mucche e caciocavalli, intercettata in diretta dagli investigatori, si è scoperto che la "pace" e le successive riunioni per decidere la spartizione degli affari avevano come scenario due ristoranti: "La locanda di San Giorgio", nei pressi della stazione ferroviaria di Carini, e il "Vecchio Mulino", a Torretta. Addirittura, per stare più tranquilli e senza essere disturbati da orecchie e occhi indiscreti, il giorno della "pace" fu requisito il ristorante "Vecchio Mulino", dove una trentina di boss si riunirono per sotterrare l' ascia di guerra. «Scene da vecchia mafia americana - racconta un investigatore che ha partecipato alle indagini - summit con tanto di boss che giungevano sul posto a bordo di automobili guidate da autisti personali che poi controllavano la zona circostante. - FRANCESCO VIVIANO

Un esercito di imprenditori prima vittime e poi complici
Repubblica — 26 gennaio 2007 pagina 2 sezione: PALERMO

Il tesoro di Salvatore Lo Piccolo, il padrino più potente della città, ricercato da 23 anni, era custodito da una schiera di insospettabili imprenditori, che erano prestanome e riciclatori. Eppure, un tempo pagavano anche loro il pizzo. «Ritenendo di poter lavorare meglio si sono trasformati da vittime in carnefici»: così i pm Domenico Gozzo, Gaetano Paci e Annamaria Picozzi hanno voluto introdurre le mille pagine dell' atto d' accusa. Quegli imprenditori si sono prestati a costituire società di fatto con i mafiosi, «finendo persino per commettere estorsioni ai danni dei loro colleghi», spiegano i magistrati. Le cimici della squadra mobile hanno svelato molti segreti. Poi approfonditi dalla sezione Misure di prevenzione della questura, diretta da Sara Fascina. Il tesoro era in 26 società, che operavano soprattutto nel settore edile. Con i conti bancari e gli immobili il sequestro ammonta a 16 milioni di euro. L' imprenditore Lorenzo Altadonna era il più attivo: i mafiosi di Carini gli avevano messo in mano moltissimi soldi per la realizzazione di un complesso turistico a Villagrazia, in contrada Predicatore. Il terreno di 160 mila metri quadrati risultava già disponibile, il progetto era pronto, soldi sarebbero arrivati anche da «Roberto l' africano». Secondo le indagini si tratta di Vito Roberto Palazzolo, il manager latitante in Sudafrica. Altadonna non aveva problemi a gestire grandi e piccoli investimenti, a disposizione aveva la ditta sua e della moglie, Pierina Fiorello. Poi, ancora, l' Azzurra costruzioni, la Edil Carini e la Pcn srl. Tutte sequestrate. L' ultima idea di Altadonna era di comprare capannoni alle aste fallimentari. Naturalmente con i soldi di Lo Piccolo. Francesco Sparacio era specializzato nei trasporti. Era il vettore di riferimento dei supermercati Sisa. Adesso anche la sua ditta verrà gestita da un amministratore giudiziario, perché i magistrati hanno il sospetto che fosse un altro investimento del clan. Il padrino più autorevole, Vincenzo Pipitone, credeva molto nel settore. Entrava e usciva dalla Tnt come fosse di casa: «Vieni da me», gli diceva Gioacchino Sapienza, anche se non era il titolare dell' azienda. Ma Sapienza era una vera autorità con le sue quattro società. Però i padrini del mandamento di Lo Piccolo continuavano a preferire la tradizione: ecco perché erano stati reclutati altri prestanome per l' edilizia. Saverio Privitera aveva messo a disposizione la Oirevas costruzioni. Giovanni Cataldo aveva messo sul piatto degli investimenti mafiosi due società. Secondo la ricostruzione della Procura, sarebbe stato ricompensato a dovere. Ma da qualche tempo, ormai, i mafiosi avevano cominciato a sentire puzza di indagini. E avevano diversificato gli investimenti per ripulire i capitali. Le indagini della polizia e le verifiche del nucleo speciale di polizia valutaria della Finanza hanno evidenziato un giro strano e vorticoso di transazioni fra società che si occupano di elettronica e informatica. Il gruppo di imprenditori che le gestivano sarebbero stati a completa disposizione della "famiglia" di Carini. Anche loro insospettabili: Giorgio Iaquinoto, con la Giellei Electro trading, che ha sedi a Castelvetrano, Ragusa e Marsala; Vincenzo Curulli, intestatario di due ditte; Michele Cardinale, con la Roma electro service. A Palermo i prestanome non sono mai mancati. Andrea Bruno, in carcere per mafia, faceva gestire la sua Salumeria Doc, in via Caduti sul lavoro, a Davide Pedalino, anche lui finito in manette per questa e un' altra intestazione fittizia (alcune quote della trattoria Quattro fari di viale Regione Siciliana 2645). Pure l' imprenditore Giuseppe Gelsomino sarebbe stato manager occulto dei mafiosi: per questo gli sono stati sequestrati il Giardino della frutta di via Aquileia e il centro Wind di viale Lazio. Le manette sono scattate per altri tre prestanome: Antonietta, Giorgio e Giuseppe Cuccia. I boss gli avrebbero affidato alcuni magazzini in viale Regione. s. p.
Un milione di euro per il grand hotel la Regione rischiò di finanziare i boss
Repubblica — 31 gennaio 2007 pagina 4 sezione: PALERMO
di cronaca) salvo palazzolo L' identikit del sicario di Tommaso Natale diventato influente imprenditore guida le ricerche della squadra mobile diretta da Piero Angeloni. Ma non è soltanto un volto che gli investigatori stanno cercando. In Procura i sostituti Domenico Gozzo, Gaetano Paci e l' aggiunto Alfredo Morvillo provano a ricostruire cosa sia diventato oggi Salvatore Lo Piccolo. Ed è una corsa contro il tempo. Perché di tempo ne è stato sprecato già tanto: fino al 1999 nessuno cercava Lo Piccolo. E lui passeggiava per Palermo senza problemi. Poi le prime parole del pentito Isidoro Cracolici misero in guardia: «è già diventato potentissimo». Ma l' antimafia ha avuto sempre mezzi limitati, si sa, e prima di Lo Piccolo è passata sempre qualche altra priorità. Adesso l' ultimo blitz ordinato dalla Procura, quello che nei giorni scorsi ha portato in carcere 46 persone, apre uno spaccato preoccupante sulla mafia che resta dopo Bernardo Provenzano. Mafia degli affari e delle insospettabili complicità. Il mandamento guidato da Salvatore Lo Piccolo poteva contare su un brillante imprenditore, Lorenzo Altadonna, una vera celebrità a Carini per i suoi investimenti nel settore dei supermercati. Aveva un volto talmente pulito che non ebbe grossi problemi a ottenere un contributo da parte dell' assessorato regionale al Turismo, nell' ambito del Por Sicilia 2000-2006. Con quei soldi, il manager fidato dei boss progettava di realizzare un sontuoso albergo in contrada Predicatore, a Villagrazia di Carini. Il terreno di 160 mila metri quadrati era stato già acquistato, con i soldi di tanti investitori occulti, niente altro che una cordata di boss. La pratica, intestata alla moglie di Altadonna, Pierina Fiorello, era andata avanti senza problemi nei palazzi della Regione. Il decreto di finanziamento porta la data del 5 marzo 2004, la Corte dei conti aveva regolarmente registrato, il successivo 28 aprile. Importo: un milione 21.956 euro. I mafiosi gioivano: «Lui ha in tasca due miliardi», diceva uno dei boss intercettati dalla sezione Criminalità organizzata della squadra mobile. Accaddero cose strane nei giorni seguenti. I mafiosi cominciarono a essere più attenti al telefono. E i complici si insospettirono. Fino a quando il boss di Carini, Vincenzo Pipitone, sbottò: «Il Signore ci deve dare la fortuna di venderlo, quel terreno». I boss del clan Lo Piccolo sapevano di essere intercettati? Il 3 marzo 2006, in tutta fretta, la signora Fiorello inviò una lettera all' assessorato al Turismo: comunicava ufficialmente di voler rinunciare al finanziamento. Una dichiarazione che fu pubblicata sulla Gazzetta ufficiale. Intanto telecamere e microspie della polizia continuavano a riprendere tutti i movimenti degli insospettabili manager diventati improvvisamente prudenti. Altadonna è finito in manette nel blitz di sei giorni fa. Salvatore Lo Piccolo resta ricercato, così come il figlio Sandro, a 30 anni già condannato all' ergastolo e latitante pure lui. I pentiti dicono che Salvatore detto ' u vascu, il saggio, si muove con una discreta scorta a Palermo. E fa quattro o più tappe prima di raggiungere destinazione. Come «l' adorato zio», Bernardo Provenzano. Come lui, comunica gli ordini tramite pizzini dal tono ispirato: «Queste poche righe per chiederti una cortesia», scriveva al suo rappresentante a Carini, che leggeva e non sospettava di essere intercettato. – SALVO PALAZZOLO


Cosa nostra Spa giovedì 08 febbraio 2007

Imprenditori che si fanno finanziare dalla mafia. O che taglieggiano per ingraziarsi i boss. L'inchiesta di Palermo. di Leo Sisti

C'erano una volta i boss mafiosi che tenevano distinti i ruoli: tu, imprenditore, paghi il pizzo e noi ti assicuriamo protezione e tranquillità. Così per decenni. Poi, di recente, il salto di qualità. I ruoli si intersecano, si confondono. È la politica dello scambio. Alcuni uomini d'affari, in genere costruttori, associano alla propria impresa personaggi di Cosa nostra, si fanno da loro finanziare nuove iniziative e sveltiscono le pratiche per ottenere concessioni edilizie. Qualcuno si spinge più in là: pretende egli stesso da altri il pagamento del pizzo. Diventando così complice della mafia. Forse, di essere arrestato, giovedì 25 gennaio, Lorenzo Altadonna, imprenditore di Carini se l'aspettava. Ammanettato e finito, insieme ad altri 44, nella rete che ha inferto un duro colpo al clan di Salvatore Lo Piccolo, latitante da 23 anni, uno dei successori di Bernardo Provenzano, nonché leader del mandamento di San Lorenzo (giurisdizione, oltre che sulla parte nordoccidentale di Palermo, anche su Carini, Capaci e altri comuni). Troppo in là si era spinto Altadonna, 44 anni. Voleva crescere, allargarsi, all'ombra di Cosa nostra, per realizzare un bel complesso alberghiero, in un'area di 160 mila metri quadrati, a Villagrazia di Carini, con tanto di regolare licenza edilizia. Solo che i soldi per il progetto glieli avevano anticipati due mafiosi della zona, Angelo Gallina e Vincenzo Pipitone, quest'ultimo responsabile della famiglia di Carini. Il quale ha ben chiari alcuni concetti. Una vera filosofia della nuova impresa mafiosa: gli investimenti devono avere il loro ritorno e le decisioni devono essere prese collegialmente, come avviene nei consigli di amministrazione delle società per azioni. Certo, con linguaggio un po' grossolano: "Noi ci uniamo, dobbiamo fare una pecora, un vitello, un albero di limoni. Ci uniamo, ci assumiamo la responsabilità tutti quanti che se qualcosa va male siamo tutti responsabili.". Uniti in tutto.

Specialmente quando Altadonna, temendo di essere entrato nel mirino della Squadra mobile di Palermo, vorrebbe vendere quei 160 mila metri quadrati. Pipitone è esplicito: "Quello che Lorenzo vuole fare delle sue cose è padrone. Ma lì, con noi è tutto un altro, deve prendere 800 milioni (di lire, ndr) e me li deve dare". Traduzione: con la cessione di quei terreni, la somma ricavata, appunto 800 milioni, deve rientrare nell'organizzazione mafiosa. E se scoppiano all'interno del gruppo di Carini questioni di denaro, Vincenzo Pipitone mette in guardia: "Roberto non lo vuole toccato, a Lorenzo". Roberto chi? Nelle intercettazioni viene nominato come "l'africano". Gli investigatori scrivono il suo nome. È Vito Roberto Palazzolo, condannato nell'estate del 2006 per reati di mafia, grande riciclatore di soldi sporchi, da anni latitante in Sudafrica. E "l'africano" sembra "interessato al terreno dei 160 mila metri quadrati". Basta sfogliare le quasi mille pagine dell'"operazione Occidente", firmata dai pm di Palermo Domenico Gozzo, Gaetano Paci e Anna Maria Picozzi, per capire fino a che punto si muove la nuova "onorata società". Perché Lorenzo Altadonna non rappresenta l'unico esempio di imprenditore prestanome della mafia emerso in un raid che ha prodotto oltre agli arresti anche sequestri di beni e patrimoni per decine di milioni di euro. Ce ne sono altri, come Gioacchino Sapienza, anche lui di Carini, titolare formale della Cdr, una ditta di distribuzione di merci collegata alla Tnt, colosso del settore, ma in realtà di proprietà di Giovan Battista Pipitone, fratello di Vincenzo. Quando mai uno subisce un rapina di un Tir pieno di elettrodomestici e riesce a recuperarlo in brevissimo tempo? È Vincenzo Pipitone a vantarsene: "In due ore ho trovato la merce, il magazzino dov'era, il camion, tutte cose, in due ore precise!! A San Cipirrello la roba era. Mancano dieci televisori solo". E che dire dell'attività svolta con la Edilpomice, ditta di materiali edili di Andrea e Antonio Cusimano, cugino, da parte della moglie, di Salvatore Lo Piccolo? Ecco un malcapitato costruttore, Salvatore Amato, consegnare il suo pizzo a un mafioso come Francesco Di Blasi in cambio di acquisti, inesistenti, presso la Edilpomice. Il quale Di Blasi conta poi i quattrini dell'estorsione insieme ad Antonio Cusimano. Ma ci sono casi più emblematici. I magistrati parlano di imprenditori che, "pur di lavorare, si trasformano da vittime in carnefici", taglieggiando i propri colleghi e guadagnandosi così "la benevolenza di Cosa nostra nell'assegnazione di subappalti".(da L'Espresso - 08-02-07) Espressonews.it

CARINI. GLI IMPRENDITORI ALTADONNA E BORRUSO IN MANETTE PER MAFIA
Lorenzo Altadonna, imprenditore di 46 anni ritenuto vicino alla famiglia mafiosa di Carini è stato arrestato dalla polizia in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. L'uomo è stato infatti condannato a 12 anni di carcere, in primo grado, per concorso esterno in associazione mafiosa, nel contesto del processo sull'operazione denominata "Occidente". Altadonna venne scarcerato dopo l'arresto nel marzo 2007 poiché il tribunale del riesame dichiarò nulla l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 23 gennaio. Ieri, dopo la condanna in primo grado, le porte del carcere si sono riaperte per l'imprenditore di Carini.


http://www.italiainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/57538/mafia-torna-carcere-lorenzo-altadonna-limprenditore-carini-condannato-anni.htm



PROCESSO OCCIDENTE. IMPRENDITORE DEPONE IN AULA CONTRO FAMIGLIA MAFIOSA DI CARINI

8 gennaio 2009
Un imprenditore titolare di un’azienda a Carini ha deposto ieri in tribunale nell’ambito del processo Occidente. Marcello Trapani, 60 anni, ha risposto ai magistrati raccontando di avere pagato il pizzo dal 1997 al 2005. In un’aula piena di imputati, con il boss Salvatore Lo Piccolo collegato in videoconferenza dal carcere di Milano-Opera, Trapani ha parlato in particolare della posizione di una delle 24 persone coinvolte nell’inchiesta giudiziaria che ha sgominato i vertici della famiglia mafiosa di Carini, l’imprenditore Lorenzo Altadonna. Marcello Trapani ha raccontato di avere incontrato Altadonna nel 2003 in un villino sulla statale 113 a Carini, assieme a Vincenzo Pipitone e che quest’ultimo cercò di imporglielo per alcuni lavori che l’imprenditore doveva eseguire in un proprio capannone. “Pipitone – ha detto il teste – era molto cordiale in apparenza, e mi disse di conoscere molto bene le abitudini e i miei sposatamenti e della mia famiglia. Quindi non ho avanzato obiezioni, anche se avevo già preso accordi con un’altra ditta. Poi, furono gli stessi Pipitone e Altadonna a rinunciare – ha proseguito Marcello Trapani – quando scoprirono che i lavori ammontavano a circa 800 mila euro e non a 3 milioni e mezzo di euro come pensavano. Vincenzo Pipitone si ripresentò nel 2005 – ha concluso Trapani – quando misi in vendita un terreno, stavolta in veste di sensale di un possibile acquirente, ma l’affare non venne concluso neppure in quel caso.” Pipitone è considerato il boss di Carini. Di lui, in aula ha parlato anche il capitano Aniello Schettino, comandante dei carabinieri della compagnia di Carini che ha condotto le indagini. Secondo i pm Gaetano Paci e Anna Maria Picozzi che rappresentano l’accusa assieme a Domenico Gozzo, le testimonianze confermano il rapporto che lega il carinese Lorenzo Altadonna ai Pipitone. Il costruttore, però, ha sempre respinto le accuse. Marcello Trapani ha riferito che le prime pressioni gli arrivarono nel 1997: cera sparsa per terra, un vetro rotto in un camion, una bottiglia di liquido infiammabile…..decise allora di rivolgersi al sensale che lo aveva aiutato ad insediarsi a Carini, Ciccio Di Blasi di Pallavicino. Questi, pure coinvolto nell’operazione Occidente, gli disse che per stare tranquillo doveva pagare alle famiglie mafiose un milione delle vecchie lire, cifra che Di Blasi evidenziò di avere ottenuto, con una sorta di intercessione, rispetto alla richiesta iniziale. Trapani, quindi, per far cessare le intimidazioni cominciò a pagare il pizzo allo stesso Di Blasi che nel 2003 lo condusse in quel villino di Carini dove conobbe Vincenzo Pipitone e Lorenzo Altadonna. Infine nel 2006 – ha raccontato il teste in aula – si presentò un’altro signore che mi chiese se ero al corrente di dover pagare per la costruzine di un’altro capannone. Ma quei lavori non mi riguardavano. Quel signore – secondo gli inquirenti – era Antonino Pipitone, nipote di Vincenzo, pure lui coinvolto nell’operazione Occidente.

07/05/2009
Maxisequestro a Palermo. Dall’Informatica agli immobili, ai trasporti: la ragnatela degli interessi della cosca di Carini
Immagine tratta da www.salviamoitalia.net

Un ex cuoco affiliato <..> svela gli imprenditori prestanome

Angelo La Manna lavorava in un locale di mafiosi: ha fornito la mappa degli affari

Figlio di un personaggio appar­tenente alla cosca della Noce, La Manna viveva a Carini ed era vicino ad Angelo Antonio Pipitone, ritenuto il capofamiglia.


Articolo tratto dal Giornale di Sicilia di Giovedì 07.05.2009 pag.4


di Leopoldo Gargano


PALERMO. L'ex cuoco ha indicato gli imprenditori che riciclano il de naro di Cosa nostra e poi sono venuti gli altri pentiti. Dall'informatica, alle villette, ai trasporti, una ragnatela di prestanome controllata secondo l'accusa dalla cosca di Carini, alleata di ferro del clan Lo Piccolo.


Angelo La Manna, 36 anni, ex impiegato di un ristorante di Carini, (anche questo gestito da un ma fioso) ha fornito per primo la mappa degli affari.


IL BOSS GLI DISSE: ORA SE SBAGLI SEI MORTO. COLLABORA DAL 2005


Figlio di un personaggio ritenuto affiliato al la cosca della Noce, La Manna abitava a Carini ed era molto vi cino al presunto capofamiglia, Angelo Antonino Pipitone, det to zu Ninu, nel cui locale lavora va in cucina. Venne affiliato «in prova» durante una cena al Johnny Walker, storico locale al lo svincolo autostradale del pae se e zu Ninu gli disse: «Adesso se sbagli sei morto».


Dalla fine del 2005 anni collabora con la giustizia e le sue dichiarazioni sono state utilizzate dalla Guar­dia di finanza e dalla sezione mi­sure di prevenzione del tribuna­le (presidente Cesare Vincenti, giudici Emilio Alparone, Fabio Licata, Guglielmo Nicastro e Daniela Vascellaro) per aprire la cassaforte della cosca. Conte­neva un tesoro da 300 milioni di euro, tra imprese, negozi e con­ti correnti.


Il pentito ha fatto il nome di Giorgio Iaquinoto, 54 anni, al quale per l'accusa è ri­conducibile un'azienda seque­strata la «Giellei electro trading srl» che opera nel settore infor­matico. Secondo La Manna, Iaquinoto «è persona che mette­va nei negozi i soldi di Cosa no­stra». L'imprenditore è sotto processo per riciclaggio aggra­vato, la Procura ha chiesto per lui una condanna a 6 anni.

Altro imprenditore tirato in ballo da La Manna è Vincenzo Curulli, 50 anni, titolare della «Ellei Trasporti».
È legato al pre­sunto boss di Torretta Nino Di Maggio, secondo il collaborato­re, e si sarebbe prestato a far gi­rare denaro della famiglia di Ca­rini in alcuni conti correnti che gestisce. Anche lui sotto proces­so, l'accusa ha chiesto 6 anni di reclusione.
Secondo il collaboratore è un prestanome di Nino Pipitone.
Vicino a Pipitone, sempre secondo le accuse di La Manna, anche il costruttore Lorenzo Altadonna che stava per realizzare nei pressi di Villagrazia di Ca­rini un albergo di lusso e diverse palazzine. Sotto processo per concorso esterno e riciclaggio aggravato, l'accusa ha chiesto per lui 11 anni carcere.
La Manna ha fatto il nome di un altro imprenditore edile che sarebbe stato egato a filo dop-pio con Cosa nostra: Giovanni Cataldo.
La sua è una storia tragica. Si è suicidato in cella nel febbraio dello scorso anno, dopo un anno di reclusione

Era ritenuto dagli inquirenti il costruttore di fiducia dei boss, colui che investiva nel mattone i soldi della cosca. Non ha fatto in tempo a difendersi da queste accuse, si è ucciso dopo l'arre­sto e il sequestro della sua ditta che aveva sede sulla strada pro­vinciale.

Sul suo conto aveva detto: «Cataldo lavora investendo i sol­di di Nino Pipitone.Tutte le co­struzioni di complessi di villini a Carini sono di Pipitone. Lo so­no, in particolare, le costruzio­ni effettuate da Giovanni Catal­do, che utilizza il denaro della famiglia di Carini e di Pipitone in particolare».
Edilizia, traspor­ti e commercio, secondo l'accu­sa, sono sotto il controllo delle cosche. Per i magistrati della Dda, la zona di Carini, dove nel più recente passato sono state avviate lottizzazioni e costruzio­ni di centinaia di villette, ha rap­presentato per le «famiglie» una grande fonte di reddito.
Un discorso a parte merita Angelo Gallina, 66 anni, detto zu Ancilu o Angelo di Cola nato a Carini e con parenti negli Stati Uniti.
Che non lo hanno agevo­lato. Proprio un suo cugino americano, Giovanni Gallina, protetto da agenti Fbi, lo ha in­dicato come «uno degli adepti - scrivono i giudici della sezione misure di prevenzione - della fa­miglia di Villagrazia di Carini».
Solo che non faceva parte del gruppo vincente, quello cioè dei Pipitone, bensì del clan avverso, che faceva capo a Batti­stone Passalacqua e appunto dei Gallina.
Un attrito sorto pro­prio per la gestione di appalti e messe a posto, che rischiava di degenerare in una guerra aper­ta. Per evitarla Salvatore Lo Pic­colo convocò un summit pacifi­catore ed i rancori vennero mes­si da parte. E si tornò a parlare di affari. Tanto che Gallina, se­condo l'accusa, proprio assie­me a Vincenzo e Giovan Batti­sta Pipitone avrebbe trasferito a Lorenzo Altadonna denaro e altri beni. A zu Ancilu, i giudici hanno sequestrato un'impresa edile individuale.
E poi c'è Gioacchino Sapien­za, solo a lui è stato bloccato un patrimonio da 110 milioni: quattro aziende, diciotto immo­bili (tra i quali un lido balneare a Capaci) e diverse fuoriserie.
Di lui ha parlato il collaborato­re Gaspare Pulizzi.
«Faceva trasporto di merci, io ci ho lavorato per tanti anni - ha detto -, Sapienza è compare di Nino Pipitone e ha cresimato un figlio a Giovanni Pipitone, dal quale aveva affittato un ca­pannone Tnt. La discoteca Mo­vida (che non è stata sequestra­ta ndr di Villagrazia di Carini è pure sua - ha detto Pulizzi - ma in realtà solo a metà. L'altro cin­quanta per cento apparteneva a Giovanni e Enzo Pipitone, Ni­no Di Maggio e Salvatore Lo Pic­colo».
Leopoldo Gargano

Mafia, torna in carcere Lorenzo Altadonna L'imprenditore di Carini condannato a 12 anni
10 Luglio 2009

Agenti della Polizia di Stato della sezione “Catturandi” della Squadra Mobile di Palermo hanno arrestato Lorenzo Altadonna, 46anni, imprenditore di Carini. L’uomo è finito in manette a seguiro di una Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere, emessa l’8 luglio scorso, dalla terza Sezione Penale del Tribunale di Palermo. L’emissione del provvedimento è scaturita dalla condanna a 12 anni di carcere, inflittagli in primo grado dall’Autorità Giudiziaria, per concorso esterno in associazione mafiosa, nel contesto del processo sull’operazione denominata “Occidente”. Arrestato il 25 gennaio del 2007, quando la Polizia di Stato inferse un duro colpo agli interessi economici del clan Lo Piccolo, dando un nome ed un volto ai capi ed ai vertici operativi delle famiglie mafiose Carini, comprese nel mandamento di San Lorenzo – Tommaso Natale e guidato dall’allora superlatitante Salvatore Lo Piccolo. L’inchiesta servì a ricostruire l’ organigramma e la struttura interna dei sodalizi criminosi e a fare luce su numerose estorsioni nell’area di influenza dell’organizzazione criminale i cui proventi venivano destinati all’arricchimento degli esponenti di cosa nostra ed al sostentamento delle famiglie dei mafiosi detenuti. Attraverso la documentazione di riunioni di mafia, furono acquisiti importanti elementi investigativi sui rapporti d’affari dei mafiosi con imprenditori compiacenti o complici, accertando gli interessi delle famiglie del mandamento di San Lorenzo nel settore dei lavori edili e delle imprese commerciali. Tra questi c’era anche l’imprenditore Lorenzo Altadonna, ritenuto vicino alla famiglia mafiosa di Carini. Il 5 marzo del 2007 Altadonna fu scarcerato poiché il Tribunale del Riesame dichiarò nulla l’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa nei suoi confronti due mesi prima. Ieri, a seguito della condanna inflittagli in primo grado, per l’imprenditore di Carini si sono riaperti i cancelli del carcere.
Mafia, torna in cella Lorenzo Altadonna
«Imprenditore vicino ai Lo Piccolo» Dopo la condanna, arriva l'arresto
Tratto dal Giornale di Sicilia Sabato 11 Luglio 2009
di Vincenzo Marannano
Torna in cella Lorenzo Altadonna, di Carini, coinvolto nel 2007 nell'operazione Occidente
LA SCORSA SETTIMANA HA AVUTO INFLITTI 12 ANNI PER MAFIA
A una settimana dalla senten­za, gli agenti della squadra mobile hanno arrestato un imprenditore ritenuto vicino ai Lo Piccolo e in particolare alla famiglia mafiosa di Carini Appena una settimana fa ha assistito in aula, da uomo libe­ro, alla lettura della sentenza. Dodici anni di carcere, uno in più rispetto alla richiesta del pm Gaetano Paci. L'accusa: avere messo la propria impresa a di­sposizione di Cosa nostra, e in particolare di Salvatore e San­dro Lo Piccolo e della loro longa manus nel territorio di Carini, ovvero il boss Vincenzo Pipito­ne.
Ieri per l'imprenditore Lo­renzo Altadonna, 46 anni, arre­stato nell'operazione «Occiden­te» e scarcerato poco dopo, so­no scattate di nuovo le manette. Gli agenti della sezione catturan­di della squadra mobile lo han­no raggiunto a casa, notificando­gli l'ordine di custodia cautelare emesso dalla terza sezione pena­le del tribunale.
Altadonna fu arrestato il 25 gennaio del 2007. Era l'operazio­ne Occidente, la retata con la quale la polizia diede un duro colpo al clan Lo Piccolo, dando un nome ed un volto ai capi ed ai vertici operativi delle famiglie mafiose di San Lorenzo, Partan­na Mondello e Carini, ricompre­se nel mandamento di San Lo­renzo-Tommaso Natale. Quella stessa operazione decretò l'ini­zio della fine della lunga latitan­za del «barone» di San Lorenzo e del figlio Sandro, arrestati il 5 no­vembre 2007 grazie a una serie di dritte fornite dal pentito Fran­cesco Franzese. Negli ultimi due anni e mezzo gli investigatori - con l'aiuto di numerosi collabo­ratori che intanto hanno deciso di voltare le spalle a Cosa nostra - hanno ricostruito l'organi­gramma e la struttura interna di famiglie e mandamenti, hanno fatto luce su numerose estorsio­ni, dando un nome e un cogno­me a decine di vittime. «Attraver­so la documentazione rinvenu­ta nel covo di Giardinello il gior­no dell'arresto dei Lo Piccolo - spiegano dalla questura-, furo­no acquisiti importanti elemen­ti investigativi sui rapporti d'affa­ri dei mafiosi con imprenditori compiacenti o complici, accer­tando gli interessi delle famiglie del mandamento di San Loren­zo nel settore dei lavori edili e delle imprese commerciali».
Tra questi proprio l'imprendi­tore Altadonna, ritenuto vicino alla famiglia mafiosa di Carini. Il 5 marzo 2007 Altadonna fu scar­cerato poiché il Tribunale del Riesame dichiarò nulla l'ordi­nanza di custodia cautelare in carcere. Esattamente due anni dopo, l'imprenditore -che non ha perso una sola udienza del processo a suo carico - venne accusato in aula da un collega, interrogato come vittima del rac­ket. «Lo incontrai in un villino nei pressi di Carini, assieme a Vincenzo Pipitone - disse l'im­prenditore - e quest'ultimo cer­cò di impormelo per alcuni lavo­ri che Trapani doveva eseguire in un proprio capannone». Per i pubblici ministeri Gaetano Paci e Annamaria Picozzî, che rappre­sentano l'accusa assieme al col­lega Domenico Gozzo, (poi tra­sferito a Caltanissetta) la testi­monianza confermò il rapporto che legherebbe il carinese Alta­donna ai Pipitone. Giovedì, a se­guito della condanna in primo grado, per l'imprenditore si so­no riaperte le porte del carcere.
L' ottico prestanome del padrino Repubblica — 11 luglio 2009 pagina 8 sezione: PALERMO
L' OTTICA di via Aurispa non è di Giovanni Borruso, l' imprenditore titolare di una catena di negozi, ma di Mario Martello, noto mafioso di San Giuseppe Jato, ergastolano e detenuto per una raffica di reati, dall' omicidio all' associazione mafiosa, dal sequestro di persona alla detenzione di armi. Così almeno sostengono gli investigatori della Dia che ieri, su ordine di custodia chiesto dalla Dda e firmato dal gip Piergiorgio Morosini, hanno posto agli arresti domiciliari Giovanni Borruso, 50 anni, accusandolo di intestazione fittizia di beni e hanno sequestrato il negozio il cui valore commerciale è stimato in 400 mila euro. L' imprenditore non è indicato come "uomo d' onore" ma, secondo il procuratore aggiunto Antonio Ingroia ed il sostituto Francesco Del Bene titolari delle indagini, «orbita nell' area delle persone vicine o contigue a Cosa nostra», e ha parentele che contano nell' organizzazione mafiosa che lo considera personaggio affidabile di cui servirsi per mettere al riparo le attività economiche. Borruso è infatti parente di Pietro Senapa, nome storico della famiglia mafiosa di Corso dei Mille, e cognato del latitante mafioso Antonino Lauricella detto "Scintilluni". Ma secondo l' accusa Borruso avrebbe gestito il denaro di Mario Martello, finito in carcere nel ' 93 per l' omicidio di Francesco Baio, ucciso a San Giuseppe Jato il 10 marzo del 1984: omicidio in cui sarebbero stati coinvolti anche Bernardo Brusca, Balduccio Di Maggio, Santino Di Matteo e Gioacchino La Barbera. Gli investigatori hanno sequestrato ed esaminato la corrispondenza tra i due, in cui il detenuto rimproverava al socio prestanome di avere accresciuto il passivo e minimizzato l' attivo del negozio. L' operazione scaturisce dall' inchiesta della direzione investigativa antimafia nei confronti della famiglia mafiosa di Altofonte che ha già portato all' arresto di Giovanni Francesco Vassallo, 58 anni, e Nicola Alessio Pitti, 36 anni, per mafia e al sequestro di beni per quattro milioni di euro, nel febbraio 2008. In carcere è tornato invece un altro imprenditore condannato a 12 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Agenti della sezione Catturandi della squadra mobile hanno arrestato Lorenzo Altadonna, 46 anni, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dalla terza sezione del tribunale. Altadonna, ritenuto vicino alla famiglia mafiosa di Carini, venne scarcerato dopo l' arresto nel marzo 2007 poiché il tribunale del riesame dichiarò nulla l' ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 23 gennaio. Ma ieri, dopo la condanna in primo grado, le porte del carcere si sono riaperte per l' imprenditore di Carini. - ALESSANDRA ZINITI