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Ragni nella testa

Vanessa



Dernière mise à jour : 27/10/2008

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lundi, septembre 22, 2008 

Humeur actuelle :doom

 

 

Un ricatto, un vero ricatto. Oggi pomeriggio, per esempio, mi è toccato studiare. A volte mi prendono degli attacchi di studite acuta e mi perdo a sognare di diventare la studentessa modello senza fare il minimo sforzo, senza dover faticare e sforzarmi. Ovviamente la ‘me’ studiosa con le lodi è solo nella mia testa. Di vero non c’è niente, ma a volte mi piace prendermi in giro sperando in cose che so non succederanno mai.....

Del libro che sto studiando non capisco niente fin dalla prima riga, cosa che che rende studiare un’impresa ancor più suicida. ....

E’ in questi casi che mi ricatto.....

Un capitolo di studio per una canzone.....

Di solito funziona. Memorizzo qualcosa che non mi piace per qualcosa che mi piace. Questa volta, però, la la canzone – come ultimamente capita spesso - ha preso il sopravvento su tutto. ....

Se possedere un’anima del dark significa indugiare nella malinconia, ho trovato la canzone che l’incarna alla perfezione. Questa canzone è un’endovena di malinconia, di solitudine, di rimpianti del passato. Una dose di adrenalina che porta alla luce emozioni che non sapevo neppure di avere, tanto erano nascoste dentro di me, tra un organo e l’altro. Tra il vuoto che c’è tra lo stomaco e i polmoni e ancora più in fondo.....

E’ colme ricevere una pugnalata in pieno petto, col sangue che cola e forma una pozza che sarà la tua tomba dove affogare. ....

La canzone è Love you to death.....

I good enough for you?, è uno dei versi.....

Tipicamente femminile domandarsi se “io sono abbastanza per te”.....

Peccato che a scriverla sia un uomo. Peter Steele, che di femminile non ha niente. Dicono che è una specie di vampiro, i suoi denti, aguzzi, altissimo, nerissimo di capelli.....

Un poeta, un paroliele, un cuore che brucia e continua a bruciare da molto tempo e spero ancora per molto, molto ancora.....

Vorrei essere io la donna a cui per cui lui teme di non essere abbastanza. Vorrei riuscire a suscitare così tanto per qualcuno....

Per poter essere l’oggetto di questa poesia in musica.....

Mi piacerebbe che qualcuno dicesse che il suo mondo era diverso prima che io arrivassi.....

Nessuno me l’ha mai detto.....

Non in modo così meraviglioso.....

Peccato.....

Vorrei che il mondo prima che io arrivassi fosse diverso.....

Il problema delle canzoni è che finiscono troppo presto.....

Troppo presto per poter credere che siano vere....

Troppo presto per poter credere che io potrò mai essere una studentessa modello.....

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.. ..

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vendredi, juillet 18, 2008 

Humeur actuelle :  paresseux

 

 

Charlotte Roche, tedesca veejay 30enne, è l'autrice di un libro che pare apra nuove strade del femminismo. Sorvolo sui contenuti del volume che sembrano concentrarsi su zone molto "intime" del suo essere, quel che mi interessa è Charlotte si ribella all'idea di donna che sta soffocando un po' tutto il gentil sesso: quella dell'essere perfetto, profumato, la cosiddetta femmina "da toeletta" che ricorda molto la donna stile ottocento tutta belletti e trine...

Mi chiedo solo se abbia ancora senso oggi parlare di femminismo. Non so se posso definirmi femminista, insomma… i tempi sono cambiati e di certo non mi riconosco in un radicalsmo del genere "noi donne siamo tutto, vuoi uomini niente". Per quanto mi paccia criticare, odio per principio ogni genere di generalizzazione.

Preferisco definirmi una "paritaria" e, quando esco con un ragazzo, non voglio che mi apra porte e portiere, mi ceda passi e passetti, mi sposti sedie e sgabelli, non voglio che paghi per me. Insomma non voglio che chi mi invita si senta in dovere di farmi da "cavaliere".

In quel caso io chi sarei? La sua donzella?

Ma per favore!

mardi, juin 03, 2008 

Humeur actuelle :  anxieux

 

Non so quante volte ho scritto e cancellato questo post. Non trovavo le parole...

Poi ho deciso di scrivere quello che mi veniva senza pensare troppo alla forma, troppo emozionata e dispiaciuta per trovare un senso ai fatti.

Ed eccolo:

 

Era da tanto che non mi commuovevo così.

In genere non mi capita e, se mi commuovo, si tratta di film, di canzoni, di me stessa...

Invece sabato ho assistito a quello che purtroppo non era fiction costruita a tavolino, concepita apposta per smuovere i nostri cuori sordi.

Radio Rock Fm ha chiuso ed è stata come se una parte della mia vita fosse morta con lei. La radio che mi ha accompagnato e sostenuto nei momenti più bui e meravigliosi della mia esistenza ora non esiste più.

Rock Fm ha chiuso. Sabato 31 maggio 2008 ho sentito a uno a uno i deejay dire addio al loro lavoro più caro, dire addio ai loro ascoltatori che si sono assiepati sotto la radio di via Locatelli a Milano per salutarli, a gridare, a cantare, a esprimere la loro rabbia, a dare voce al loro cuore spezzato e ho pianto.

Rock Fm ha chiuso e ho sentito i deejay dire addio a un compito che dovrebbe essere promosso per legge in Italia: promuovere cultura, musica, realtà, stili di vita alternativi a quello che la massa vuole, che gli interessi e il denaro muove. Dopo anni di reSSSistenza, dopo quella che sembrava una rinascita, la chiusura.

E' una sconfitta culturale, come ha ricordato Mox, uno di loro.

Li porterò per sempre nel cuore e una parte di me non smetterà mai di pensare che le loro voci un giorno torneranno a risuonare nell'etere riportandoci quella ventata di aria fresca di cui abbiamo bisogno per sopravvivere, per sorridere e per sentirci vivi.

Grazie Rock Fm.

Grazie con tutto il cuore

dimanche, avril 20, 2008 

 

 

Ho fatto il conto. A causa delle mestruazioni una donna perde ventiquattro giorni ogni anno...

Almeno… è quello che capita a me. Io tra mal di pancia, mal di testa e incazzature da cambi bruschi di umore che mi fanno sembrare un'isterica anche se – vi assicuro- sono una persona tranquilla e pasiata… - sto male in media due giorni al mese. (Certo, uno – un uomo in questo caso – potrebbe replicare che due giorni non sono niente… Ma provate voi fin da adolescenti a restarvene a letto ad aspettare che un male che si potrebbe evitare sparisca mentre il mondo fuori continua a vivere e poi ne riparliamo.)

Dunque… continuando il calcolo: due giorni per 12 mesi all'anno sono 24 giorni che con gli anni diventano centinaia di giorni… Anni di tempo perso perché madre natura ha deciso che le donne devono soffrire.

Be', se madre natura vuole soffrire, si accomodi pure. Io preferisco scegliere.

Appena arriverà in Italia, infatti, sarò una delle prima affiliate della pillola rivoluzionaria…La migliore amica delle donne: la pillola che elimina il ciclo.

La pillola immessa sul mercato Usa e che qui in Italia deve ancora arrivare ma che fa ben sperare quelle che, come me, vogliono togliersi dagli zebedei assorbenti, giornate a prendere camomille, Moment, Buscofen e quanto altro serva a una donna che non vuole cedere al dolore per illudersi che quel dolore prima o poi sparirà.

Voglio riappropriarmi della mia vita.

La pillola anti-ciclo sarà mia, MIA, MIAAAA!!!

Ora a noi donne non resta che inventare una pillola che ci restituisca i 24 giorni all'anno che abbiamo perso finora… Ma per quella posso anche aspettare.

mardi, avril 15, 2008 

Humeur actuelle :acido

 

E meno male che dicono della crescita zero. Mai affermazione fu più assurda...:!

Insomma: guardiamoci in giro. Non c'è giorno in cui uscendo non noti almeno tre, quattro donne incinte. Tutte rigorosamente giovani (ma l'età per diventare mamma non si era alzata ai 35/40 anni?) e desiderose di diventare madri. In genere sono accompagnate da ragazzi dotati di occhiaie già stanchi adesso, ancora prima che loro figlio nasca e cominci a torturarli di domande come "quante cellule ci sono nell'universo" o "papà, chi era Schopenhauer?".

Perchè, se prima erano le donne ad accollarsi la maternità, ora sono gli uomini. Mi è capitato di rincontrare una mia amica, Cinzia: ha la mia età e sfoggia l'ultimo modello di pancione con un sorriso sulle labbra peggio che se avesse vinto al superenalotto o avesse trovato nel suo letto Jared Leto (versione magra). Cinzia ha stretto un patto con quello che non è ancora sua marito ma lo diventerà a tempo breve: lei gli ha detto "già devo andarmene in giro per nove mesi come un pallone aerostatico, un po' di fatica potresti farla anche tu, no?" E lui – l'uomo sottomesso - obbedisce a ogni suo ordine.

La gravidanza è una nuova forma di dominanza femminile, non potrei spiegarmi in nessun altro modo il boom di pancioni. Restando incinte le donne si conquistano nove mesi di assolutismo la cui unica vittima è il loro convivente/ragazzo.

Cinzia diventa sempre più rotonda e il suo lui sempre più sciupato. Lui, sentendosi in colpa visto che la natura non l'ha fornito di un utero, corre a prendere le fragoline di bosco alle tre del mattino, la scarrozza in palestra due volte al giorno ("perché" gli urla lei isterichita "mica devo diventare obesa solo perché sono incinta!")

Mi chiedo cosa farà Cinzia dopo che suo figlio nascerà.

Lei sarà frustrata perché non ha più motivi per ordinare e torturare quel poveretto del suo ragazzo e dovrà trovare qualche altra giustificazione per fare il bello e il cattivo tempo. Probabilmente si butterà su qualche hobby strano per riempire il vuoto di essere SOLO una madre.

Lui si butterà su qualche hobby per riempire il vuoto di essere SOLO un padre. Si stuferà di fare il burattino e sfrutterà l'invidiosa linea conquistata in schiavitù per farsi un'amichetta che prende la pillola e a diventare madre non ci pensa proprio.

Forse sì. Forse no.

Comunque sia: Povero figlio!

mercredi, mars 12, 2008 

 

 

L'ho visto...:

Finalmente.

Era da marzo dell'anno scorso che lo stavo aspettando.

E ora l'ho visto.

Il documentario di Julien Temple (La grande truffa del Rock'n roll, Oscenità e Furore, ma anche Le ragazze della terra sono facili) su Joe Strummer, lo strimpellatore del punk e non solo.

Strummer organizzava dei falò o, come si chiamavano e si chiamano tuttora, visto che i suoi amici stretti continuano a organizzarli in sua memoria, Strummerville, falò attorno a cui lui si raccoglieva insieme agli amici, i collaboratori. Diceva che i falò erano migliori di tutta la musica che aveva fatto. Attorno la fuoco chiunque aveva possibilità di parola, tutti venivano ascoltati. Nel suo film Temple ha così pensato di filmare chi voleva dare un contributo al documentario davanti al falò che Joe amava così tanto.

Si vedono Scorsese, Bono, Buscemi, Red Hot Chili Papper, Cusack, Jarmush e molti altri che ricordano quest'uomo straordinario. Scorsese dice che non ci sarebbe mai stato Toro Scatenato senza la musica dei Clash, Bono che è stato dopo aver visto i Clash che ha capito come si poteva usare la musica per cambiare il mondo e difendere dei diritti che si davano per scontati.

Strummer dice che "senza le persone, non sei niente". Lui che era così umile, così poco attaccato al concetto di star, di mito. Lui suonava per strada, pubblicizzava i suoi concerti come un buon vecchio squat squattrinato, faceva entrare i suoi fan nei camerini, si fermava a parlare con loro, per conoscerli.

Loro erano quelli per cui suonava, loro erano e sono lui.

lundi, mars 10, 2008 

 

Io ci credo al destino. Non credo che il destino sia cieco, che non abbia un suo piano, anche se a noi risulta del tutto ignoto. Più vivo e mi rendo conto che il destino esiste e scherza e ci prende continuamente in giro...:

Oggi, per esempio, sono rientrata prima del solito perché all'ultimo mi hanno annullato una lezione poi, però, sul portone di casa mia, mi sono ritrovata di fronte una mia amica che veniva proprio a trovarmi. E, dopo poco, ne è sbucata anche un'altra, come se ci fossimo date tutte e tre appuntamento (e, vi garantisco, se si fosse trattato davvero di un appuntamento, non ci saremmo mai trovate, visto che siamo tutte e tre delle ritardatarie perse con la testa tra le nuvole). Ci è scappata una festicciola e due chiacchiere con i piedi all'aria.

Anche con Cornelio è capitato un po' così. Credo che sia stato il destino a farci incontrare, a farci incappare uno nell'altro proprio in questo momento della nostra vita. Sono sbarcata nella sua vita proprio quando aveva bisogno di me. Io avevo bisogno di avere qualcosa che mi facesse sentire utile e l'ho incontrato. 

Più ci penso e più mi vengono in mente centinaia di questi "strani casi del fato", coincidenze che sono troppo ben organizzare e ben articolate per essere solo un caso.

Niente succede per caso.

 

 

jeudi, janvier 31, 2008 

 

Non so come abbiano fatto a convincermi a vedere "ho voglia di te". Premetto che non ho mai visto "Tre metri sopra il cielo" (e francamente non credo che colmerò la lacuna)… comunque sorvolo sulla regia: sarebbe come sparare sulla Croce Rossa!

Ma Scamarcio…???!!

Il simbolo dell'uomo bello e tenebroso e… cheppalle!

Non parla, non ride, non scherza, non replica, non litiga, non si esprime.

Qualunque donna penserebbe: è la vuotezza in persona, che coglione! E' un omogeneizzato fattosi uomo con tanto di occhio da triglia.

Insomma: inutile.

Invece le donne che fanno? Cadono ai suoi piedi.

Cadono ai piedi dell'uomo vuoto e silente.

Povere noi…

Diciamocelo francamente: i belli e tenebrosi dopo un po' rompono gli zebedei.

Se Cornelio sapesse che ho visto questo film mi coprirebbe di insulti.

Be', meglio degli insulti chiassosi che i piatti silenzi di Scamarcio.

 

jeudi, janvier 31, 2008 

Alissa, è una modella mia amica e ama circondarsi di donne. Convive con altre tre donne, ha un rapporto meraviglioso con sua madre, e ha adottato un cane, ops una "cana".

Non vuole uomini nella sua vita, è arrabbiata. E' in una fase in cui tutti gli uomini le fanno ribrezzo, li odia.

A me non piace.

Non mi piace questo suo accigliarsi contro l'altro sesso.

Non mi piace questo suo dividere uomini e donne come se fossero due gruppi ben distinti, due categorie separate con regole sempre valide.

Non mi piace che se un ragazzo è stato un vero stronzo con lei, allora lei condanna tutti gli uomini che hanno la malaugurata sfortuna di esistere su questo pianeta.

Le donne pretendono troppo. Prima di tutto di essere donne. Cosa significa essere donne o essere uomini?

Ma queste cose ad Alissa non gliele posso dire. Non mi piace non poterle dire quello che penso, ma le voglio bene.

A lei e al suo cane.

Eravamo sdraiate sulla spiaggia a prendere un po' di sole, il poco sole che sbucava ogni tanto tra una nuvola e l'altra, i capelli pieni di sabbia, i piedi nudi nell'acqua tiepida, i jeans arrotolati sui polpacci non ancora perfettamente depilati (anche per la ceretta è inverno).

Poco distante da noi è passata una coppia: erano abbracciati e non hanno detto una parola per tutta la passeggiata sulla spiaggia (un duecendo metri e anche di più). Le opzioni a cui abbiamo pensato io e Alissa (e anche il suo cane) sono due: o la coppia andava talmente d'amore d'accordo che non aveva bisogno di parlare visto che comunicavano telepaticamente, oppure nella coppia non c'era comunicazione.

Io optavo e opto tuttora per la seconda.

 

dimanche, janvier 15, 2006 
 Di un giallo non si deve svelare molto, anzi, non si dovrebbe svelare niente.

E allora come faccio a raccontarvi di LUI? Di quanto sia affascinante con tutti i misteri che gli girano intorno?

No, non è che sia bellissimo come un attore di Hollywood ma mi ha sedotta con la sua scrittura fatta di passione e morte.

Ah, già, non ve l'ho detto. LUI è uno scrittore, uno scrittore famoso. Fa anche un sacco di televisione, ed è pure uno molto impegnato. Quando ancora non lo conoscevo, ma già divoravo i suoi libri, guardavo "Il club della paura", la sua trasmissione televisiva. Stavo tutta raggomitolata nelle coperte e sgranocchiavo anacardi. Mi si riempiva il letto di briciole, e quando la notte le sentivo, ruvide e salate, tra la pelle e il cuscino, pensavo a lui, a tutte le volte che mi guardava negli occhi attraverso la telecamera. Ed ogni sguardo era un brivido. La sua voce mi cullava e mi terrorizzava, trascinandomi nelle sanguinose storie nere che raccontava dal palcoscenico della televisione nazionale.

Poi è successo.

Non è mai riuscito a spiegarmi come si sia staccata la spina. Il buio. A furia di scrivere di notte, la notte è entrata in lui. Il poliedrico scrittore è andato in crash.

Tutte le sue fantasie, tutte le sue storie, tutti i suoi personaggi, si sono volatilizzati come nel rogo di una pila di libri. Una moltitudine di storie gialle, nere e rosse sono evaporate nel battito d'ali di un rapace notturno.

Il mio amato scrittore è vittima del blocco del foglio bianco, con l'aggravante di un romanzo da consegnare ad un editore tiranno. La vita professionale che va in tilt insieme a quella sentimentale, senza una ragione apparente. Le cose più brutte capitano sempre senza una giusta ragione.

Poi sono arrivata io, volando sui cieli di Bologna.

Sì, avete letto bene. Volando. Gli sono caduta dal cielo e tra le braccia. No, non è una storia di super eroi nostrani. Quella roba lì è superata. Volavo, ma non vi dirò perché, perché in un giallo non si può dire troppo.

Sì, lo so, lui è più grande di me. Un bel po' più grande di me. Forse sento verso di lui l'affetto di un padre che non ho mai avuto. Forse mi piacciono solo gli uomini maturi, con un po' di pancetta, ma che sanno battersi meglio di Van Damme, quando ce n'è bisogno. Sì, perché lui è anche capace di trovare la forza di fare a botte, anche se non fa che ripetere che ne ferisce più la penna della spada. E' per via di quelle strane cose che vede.

Non me l'ha mai detto chiaramente, ma credo veda delle persone che io non posso neppure percepire. Forse sono fantasmi, alieni, o forse solo il frutto della sua fervida fantasia.

Non lo so. Resta il fatto che l'ho sentito più di una volta parlare con LORO. Io non li ho mai visti... almeno credo, perché... beh, sarà stata certamente la suggestione, ma una notte, mentre lui dormiva davanti alla sua macchina da scrivere, ho avuto la netta impressione che qualcuno o qualcosa ci spiasse da un angolo buio del suo abbaino bolognese.

La scrittura è magia.

La magia più antica del mondo. Se gli universi che abitano il nostro inconscio non riescono a prendere vita con la scrittura, emergono in un altro modo? In un modo spaventoso?

Dobbiamo fare i conti con la nostra porzione di mostruosità, perché nel profondo di ogni uomo ci sono tutti i mostri del mondo, scoprirli soltanto negli altri non li esorcizza. Li eccita.

A volte ci ho pensato, viste tutte le strane cose che stanno accadendo in questa città. In certe notti ho la precisa sensazione di essere seduta sul coperchio di un enorme pentola a pressione pronta ad esplodere per riversarci addosso tutti gli orrori che per anni abbiamo fatto finta di non vedere. Li abbiamo ricacciati in un luogo buio, lontano dagli occhi. Ma ora i mostri hanno ritrovato la strada di casa. Anche il mio scrittore preferito da piccolo aveva paura dei mostri nascosti nel buio. I suoi genitori credevano che fosse perché al buio non si vede niente, ma non era così. Era vero il contrario: LUI, nel buio, vedeva di tutto.

Ah, chi sono io, dite?

Io sono... beh... io sono un mucchio di cose che vogliono diventare altre cose. Studio, vorrei fare la fotografa e per pagarmi da vivere faccio la modella. No, non sfilo in passerella e non voglio diventare una velina. Ho i capelli blu, un tatuaggio a forma di teschio sulla spalla e vari piercing infilati per il corpo. Sono quello che apparentemente potreste definire una Suicidegirl. Ma come si fa a racchiudere il mio carattere in una parola? Io voglio una vita straordinaria, e per vivere esperienze straordinarie bisogna diventare straordinari.

Per LUI io sono la passione, la giovinezza, l'imprevedibilità. E pensare che è circondato da donne. La più antipatica è Chiara, la libraia. Un topino di biblioteca, con occhialini e polvere ovunque, anche sulla fantasia e le aspirazioni. Non è cattiva, ma non è la donna giusta per LUI, anche se la topolina lo vorrebbe tanto. Lei è troppo materna e rassicurante e non posso permettere che LUI sprechi il suo talento con qualche marmocchio e una moglie dietro la cassa della libreria.

LUI deve scrivere, e deve scrivere di me, perché voglio che la sua penna mi renda immortale come i suoi personaggi. Poi c'è anche quella poliziotta, l'ispettore Grazia Negro. Una tosta, una che riesce a tenergli testa e che spesso la spunta. Se non riuscirò a conquistarlo, vorrei che stesse con lei. A contatto col crimine vero, quello della strada, una fonte interminabile di ispirazione.

Come tutti noi, anche LUI ha una nemica. Una nemica di penna. Si chiama Ofelia De La Cruz ed è una scrittrice sadomaso. Una donna incredibilmente potente che sembra avere conoscenze molto in alto e molto esclusive. Malgrado questo non riesce ad essere amata dal pubblico quanto LUI, e questo la rende furiosa. A volte, quando lo guarda, credo che lo ucciderebbe volentieri per darlo poi in pasto al suo cagnolino, un odioso Pincher nano.

Da quando lo conosco, la sua vita è diventata un mistero misterioso. Vaghiamo la notte alla ricerca di uno spunto per il suo nuovo romanzo, ci tuffiamo nelle vicende di cronaca nera, ci immergiamo negli enigmi che ci circondano. A scovarli ci aiuta Gigione, un mio amico, un vero maniaco della carta stampata, uno con una strana storia alle spalle che si è dato alla vita da clochard. Ora non ha un tetto sopra la testa, ma tanto, tanto tempo per leggere.

Hanno suonato alla porta, è LUI, viene da me quasi ogni sera, e lo farà fino a quando non avrà ritrovato il filo di Arianna, nel labirinto della sua mente. Un luogo buio e tenebroso, custodito dal Minotauro più spaventoso che ci sia: la paura di fallire.

In un giallo non si può dire molto, ma forse il nome del protagonista ve lo posso dire, perché è Bizzarro.

Già, Cornelio Bizzarro, uno scrittore senza più idee.


Vanessa

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Fear of a Blank Planet
Par Porcupine Tree
Date de publication : 24 April, 2007