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Parole - Beatrice Niccolai

Beatrice Niccolai

Beatrice Niccolai


Last Updated: 9/15/2009

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Thursday, November 05, 2009 



Immagine trovata in rete e rielaborata




Quando arriverai
alla porta che chiude destini
lascia cadere un sospiro
sul silenzio della notte.

Ci saranno distanti
i giorni del melo in fiore
e gli anni del serpente:
solo un segreto unirà le distanze.

Quando arriverai
chissà con quale ombra
starò guardando
il brillare delle stelle.

O se starò nell'atrio del tempo
che invecchia le forme
e quello che non più esiste.

Quando arriverai
portami per voce tua,
dolce e sereno,
come fosse ancora vivo

il mio canto.





Thursday, November 05, 2009 


Alda Merini




Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.

Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,

poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d'amore.


Alda Merini













Thursday, October 15, 2009 


Immagine trovata in rete e rielaborata




Come nebbia fra i filari spogli
nella quiete che abita il mio tormento
esisto, semplicemente.

Soffiano foglie
come abbracciate sul dorso dell'aria
in quest'ottobre
dai passi brevi e dal fare stanco.

Un cenno, uno sguardo
inceneriscono le ali dell'angelo
e lo conducono sulla porta socchiusa
del mio silenzio.

Solo i respiri s'appannano
e lui, tormento d'uomo
è già bello così come lo guardo.

Ha un cuore dalle luci soffuse,
pizzica il mio come fosse una coscia
facendone bersaglio.





Wednesday, October 07, 2009 



Immagine trovata in rete e rielaborata





La tristezza di fumarsi
controvoglia la vita
in una solitudine distratta

e fra le prime foglie che cadono
ancora, le Tue carezze.

Ero bella nei tuoi occhi,
così bella che non sembravo vera
I Tuoi occhi morbidi, divini
impauriti dal vento.

Intrecciato ai capelli
l'odore antico della Tua pelle
scardina le poche difese
e le foglie stanche dai rami

Acceso nel pensiero
come il desiderio d'una sigaretta
inspiro avidamente

l'odore del ritorno.




Da "Sans papier - reato d'esistenza di una buona a nulla", 2006, Ennepilibri

Thursday, October 01, 2009 


Immagine trovata in rete e rielaborata




Mi sarei fermata
sulle rive dell'ultimo sguardo
per gettare come fosse vita
altro pane ai nostri giorni. 

Anche le anatre
oltrepassano recinti
e disegnano traiettorie sull'acqua.

C'è sempre quell'albero
con incise le nostre iniziali
sulle foglie d'autunno.

La distrazione è altro:
non è nei colori caldi;
è cercarmi nei tuoi passi,
prendere distanze da quello che sento
e andare oltre i rimandi.

Si sposa il sole al suo riflesso
e diventa col tempo quelto che siamo:

tristezza e tremore
al risveglio.




Monday, September 28, 2009 




Mi raggiungo
dove ci separò
l'incapacità di lasciarci.

Gli argini che dividono
il fiume che scorre
sono questi passi brevi 
sulle lunghe distanze.

Quest'andare di vuoti,
quest'essere certezza del niente
e una promessa giovane
senza denti.

Morde la vita
ogni angolo di silenzio,
ogni tentativo di fuga
negli angoli del vuoto,
sulle pareti delle stanze.

Ma la vita è quello che ci resta
e tutto quello che ci manca.







Saturday, September 19, 2009 

Immagine trovata in rete



Lasciami il contorno
di un ricordo d'argento:

certi giorni non hanno memoria
ne' invecchiano coi fatti;
esistono come la nebbia d'autunno
sia sul mare, sia su uno stagno.

Tu esisti oltre,
senza più voce, senza più odore,
come una cicatrice sul catrame.

Sei il sangue che
pulsa di notte, di giorno
come una stella che non si spenge

e che riaccende
il suo bagliore
sul contorno incerto

del mio restare.





Wednesday, September 16, 2009 


Io, ieri pomeriggio




Credo di non aver scordato nulla:

neanche il tuo nome
inciso nel cielo e nella radice del faggio
e sul mio cuore che batte vertigine
anche senza tacchi.

A due passi da Dio,
proprio quando ne vedevamo l'ombra
siamo caduti nella voragine dell'inferno,
smarrendo del tempo,
lancette e quadrante.

Un fiume largo si stringeva
in viottolo di polvere
perchè tornassimo dove l'attimo
s'era smarrito
o dove credevamo d'averlo intravisto
come un animale morente.

Ora che ho attimi
si muove la luna fra le foglie
la donna piange il suo silenzio;
corre slegato anche da Dio 
l'animale ferito 

fra le ultime stelle.









Tuesday, September 15, 2009 

Immagine trovata in rete e rielaborata




Mi sveglia ogni giorno
quel pensiero fra le costole
e il suo esserci che batte.

Sembra una persiana rotta
semichiusa su un ricordo.

Solo i cerchi d'un lancio
incantano i voli delle anatre,
o semplicemente uno sguardo.

Che bella ricchezza
l'esserci ora nonostante tutto;
percepirti presenza
in quella forma ch'è già eterno
in un dove che non sappiamo
ma dove stiamo
- per separate vie -
andando.

Respirarmi nel muoversi delle foglie
ed essere radice e resina
d'un giorno in cui
fosti tu il motivo esatto
del vento.

E ancora sbatte
come una persiana rotta
sul quel nodo triste ch'è oggi

innesto o frutto selvatico
nato
in una notte di luglio. 



Fra le cose che accadono... 
Ciao Soul. Grazie per questi dodici anni insieme

Sunday, September 06, 2009 


Immagine trovata in rete e rielaborata




Fuggo ogni giorno 
ai piedi della notte
dove tutto è e ancora esiste.

Lì ancora m'intravedo
incastonata in uno sguardo.
La luce fievole dei miei giorni
si fa certezza di risveglio.

Certi intagli raccontano
la morbidezza delle foglie,
di carezze ruvide
generate dagli sbagli.

Ricompormi
in equilibrio sulla linea d'orizzonte
è l'atto d'Amore
a cui mi costringo.






Saturday, August 29, 2009 



Immagine trovata in rete e rielaborata




E ancora muoversi
dentro a giorni
presi in prestito al tempo
con quella calma
del mare sotto a ogni tramonto,

come se fosse
naturale essere il filo
che tesse le ragnatele sugli anni
o quella polvere sulle travi della notte.

Trovarmi in distanza assoluta dal cielo,
così distante dalle stelle,
a girovagare per i vicoli oscuri
del mio smarrimento.

Essere certezza dell'ora
e mai del quando.

Guardarmi arrivare in ritardo
come si presenta una stella cadente
nel cielo spoglio di novembre.

Ripercorrere tutti gli odori,
dei tuoi attimi, del mio sempre.

Il fiore reciso
ha anche lui una sua storia:
essiccato fra due pagine

si fa incontro.






Thursday, August 27, 2009 


Immagine trovata in rete e rielaborata



E' di pioggia la tua mano
che ogni notte e ogni giorno
ancora m'accarezza.

Arriva ad asciugarmi nuovi dolori,
arriva, spalanca finestre e cuore
 e lascia inconfondibile il tuo odore.

Ero la sete del tuo futuro,
eri il silenzio che insegna l'ascolto
e noi, siamo ancora tutto il tempo che ci manca.

Nel nuovo dolore
arriva rassicurante, la tua assenza.
Asciuga il vento, la pioggia,
trascina verso nuovi giorni
gli antichi dolori.

Un odore di spezie confonde le memorie
e oltre il visibile ti cerco.

E' tutto è già accaduto
senza che si svegliasse il tempo
dall'alcova umida dell''estate
della donna.





Wednesday, August 26, 2009 


Immagine trovata in rete e rielaborata




Succede d'improvviso
il disagio di dio
nei cespugli della notte,

quand'anche la voce s'allontana
e tutto torna nella sua verità
ad essere segretissimo niente.

La disperazione
disegna sentieri nei deserti,
poi si perde
dietro la testa reclinata del giorno.

Sulle guance d'un pensiero
dichiara vita alla vita,
solo l'illuminarsi

d'una sigaretta.






Wednesday, August 19, 2009 


Fernanda Pivano



“Era superproibito quel libro in italia.
Parlava della pace, contro la guerra, contro il capitalismo,
contro in generale tutta la carica del convenzionalismo.

 Era tutto quello che il governo non ci permetteva di pensare
e mi hanno messo in pri
gione
e sono molto contenta di averlo fatto” 



(Fernanda Pivano a proposito dell'Antologia di Spoon River)





Ciao Fernanda, Maestra di Libertà
Tuesday, August 18, 2009 

Fotografia trovata in rete e rielaborata



Ho Amato con poco pudore
il tuo corpo
e con la forza dei temporali
quel te impaurito
- scardinato dal vento -
che ti viveva dentro.

Eri d'argilla
come la mia costola
e diluviavi in ogni abbraccio.

Sacra l'acqua
anche per chi come noi,
non ha terra.

Anche i salici hanno le loro ragioni
e si muovono fuori e dentro
le storie dei temporali.

Ora che solo fra i rami
passa quello che mi regala il cielo,
vorrei sedermi a terra
fra i fili del passato
e ricucirmi
- dove il divenire è già stato -

il cuore.