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Last Updated: 11/17/2009

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Tuesday, January 27, 2009 




A me il compito di rendere ufficiale la notizia:
Gli Arpioni da dicembre 2008 hanno interrotto l'attività di gruppo.

Altri scenari si sono imposti e il nostro percorso ha subito uno stop, forse un po brusco e inaspettato, ma assolutamente conseguente a tante scelte e accadimenti che lo hanno caratterizzato negli ultimi tempi.

Nelle vite di tanti gruppi sono cose che succedono. Ed eccoci qua. La notizia è data.

Personalmente voglio dare un abbraccio a tutti coloro hanno militato negli Arpioni con rispetto, spirito di squadra e fiducia reciproca.

A quei musicanti, collaboratori e amici, agenzie e tour manager che, cogliendo lo spirito del gruppo, hanno dato tanto in umanità e generosità e che resteranno nella mia memoria per ogni piccolo gesto, ogni piccola cosa fatta... nello specifico tutti gli "ex Arpioni" davvero eroici (coi quali non solo non tiravamo su un centesimo, ma ci dividevamo le spese per andare a suonare in tour massacranti in tutta Europa) che sono: Ennio Jubba Ravasio, Walter Buonanno, Paolo e Claudio Passera, Giorgio Caroli, Ricky Capelli, Stefano "Bunny" Marciali, Mario Ghislandi, il Pepo, Carla Bonalume, Daniela Di Gennaro, Dupe, Claudio Carissoni, il Bazzana, Walter Passera, Dario Offredi, il Vice, il mio compagno Franco Scarpellini, mio fratello Felice, Fabietto, Giovanni Graziosi e la mia amica Marcella.

In modo particolare, orgoglioso di aver condiviso palco e vita con queste persone speciali che mi porterò sempre nel cuore, voglio ricordare Mirko Burgio, Giuseppe Venturi, Laurel Aitken e Stefano Rosso.

Gratitudine e stima vanno soprattutto alla “Gridalo Forte Record” (David Cacchione e Luca Fornasier). Poi alla "Venus” e all' “Alternative", in particolare all'amico Claudio Ongaro che più volte ci ha consigliato e aiutato nelle fasi di creazione e produzione dei nostri ultimi lavori.

Per ultimi, ma non meno importanti, voglio dare un abbraccio a tutte e tutti voi che ci ascoltate, che ci cercate e che ci leggete e che non smettete di mandarci mail o di telefonarci per avere notizie.

Sempre con lo stesso filo che ci lega dai quei primi lontani giorni... E sempre con lo stesso spirito...

KiNO FERRI

Per saluti e richieste materiale: info@arpioni.it




Thursday, September 18, 2008 

Current mood:  sore
Stefano lo avevamo conosciuto quando ci venne in mente di fare una cover de Una storia disonesta. Ci dicemmo: perché non provare a rintracciarlo, sia per chiedergli consenso che per proporgli di partecipare al pezzo.

Già quando lo vedemmo scendere dal treno capimmo che era una persona particolare. Con la sua inseparabile chitarra ci venne incontro e subito precisò che lui non voleva soldi: una cena e un rimborso spese sarebbero stati più che sufficenti.

Nella Factory di Petosino c'era un gran viavai in quei giorni: piatti sporchi, sacchi a pelo buttati dappertutto e il tavolino delle elementari con sopra il computer di Skizzo che stava registrando le varie tracks che avrebbero prima o dopo fatto parte del disco. Un disco che nasceva sperimentando in studio le parti, con un canovaccio massimale e tante idee da scremare.

Stefano aspettò paziente il suo turno, fumando molte sigarette.

Gli piaceva raccontarsi, raccontare e ascoltare quello che gli altri avevano da dire, lo capimmo subito. Anche se qualche lato del suo carattere poteva sembrare duro, in realtà bastava poco per sciogliere le resistenze reciproche e conoscersi, in poco tempo e senza problemi.

Dopo qualche ora se l'era bell'e ché cantata, la storia disonesta.

Così salimmo in un osteria per la cena. Qualche canzone in compagnia, un poco di vino (rosso, naturalmente), qualche grappa e tanti racconti:

Di Roma, di donne, dei suoi figli...

La politica, i viaggi in giro per l'italia a suonare negli hotel, prima di fare il cantautore, il difficile rapporto con il mondo del business musicale e la grande passione per la chitarra acustica e il finger picking.

Ci rivedemmo tempo dopo per una serata di Radio Popolare , al Rolling Stones di Milano; cantammo insieme Letto 26, L'italiano e naturalmente Una storia disonesta. Il pezzo ci aveva portato fortuna, lo programmarono molte radio e ancora oggi è uno dei più richiesti, nei concerti. Anche in quella occasione non mancarono chiacchiere e vino e ci lasciammo con la promessa di risentirci presto.

Con Stefano ci siamo sentiti spesso poi. Una volta ci telefonò per dirci che metre era fuori casa, per colpa di un corto circuito tutta la sua casa non c'era più, anche le chitarrre erano bruciate. Ma dopo qualche mese ci fece sapere che il disco nuovo era pronto e che in qualche modo era ripartito. Anzi, il suo sito era rinnovato e c'era pure myspace. Avremmo dovuto suonare ancora insieme, ma per inghippi vari non se ne fece nulla.

Adesso che non c'è più in tanti si stanno troppo tardi accorgendo di cosa abbiamo perso. Basta ascoltare Preghiera o Letto ventisei, non serve altro. Gli dedicheranno un premio, magari una fondazione. A noi sarebbe piaciuto che i suoi meriti fossero riconosciuti mentre era in vita.

Ci restano tante cose, nella memoria e nel cuore, stampate. Niente ce le porterà via e a giudicare dalle migliaia di attestati di riconoscenza che stanno arrivando sul suo sito, sul suo myspace e più modestamente anche sul nostro, lasua figura e la sua carica umana è rimasta nel cuore di molti, nonostante l'assenza dal grosso mercato discografico e dalla televisione.

In un mondo dove l'indipendenza e l'intelligenza creativà si pagano care Stefano ci ha lasciato molto e noi gli vorremo sempre bene.

Sunday, December 02, 2007 

Le sensazioni si accavallano,in questi giorni; pieni di cose e emozioni,segnati da un addio pesante,per noi e molti altri. Si alternano momenti di creatività e unione,nuove conoscenze; paure. Si: paura! Che tutto voli via e non restino che ricordi; che quello che facciamo non sia nulla e i nostri sforzi e le cose che ci sembrano grandi siano solo evanescenze. Incontri di persone nuove,la musica che riempie una sala e la gente che va in delirio, un rito collettivo che si ripete,che crea energia e ne porta via...

Le forze che si rigenerano. Ci si chiede quale sia (e se ci sia) il senso del nostro essere quì,adesso. Discorsi pesanti, per teste pensanti, capaci di mettersi continuamente in discussione e di confrontarsi con la precarietà dell'esistere. Con la precarietà materiale si, ma soprattutto con quella "filosofica",che fa traballare di continuo ogni certezza.

Discorsi grossi per chi ha solo la pretesa di fare divertire chi sta giù dal palco e, al massimo,di mettere qualche "pulce nelle orecchie".

La vita da sorprese, non sempre piacevoli; ognuno di noi si trova davanti a continue sollecitazioni,a fatti che mettono in discussione tutto.  Ad un continuo punto e a capo che rinnova e rinforza; e ci mette alla prova.

                                                                                               Ci vuole fegato!

Tuesday, November 27, 2007 
Ciao Mirko, abbiamo diviso palchi, storie ed emozioni in un periodo davvero particolare della nostra storia. L'incontro con Laurel Aitken, l'amicizia con Tonino Carotone, le registrazioni nei paesi baschi, le trasferte massacranti, le storie tragiche e comiche. Perdendo te abbiamo perso un amico e una persona con cui ci si poteva confrontare e crescere artisticamente e umanamente. Abbiamo la consapevolezza, senza retorica alcuna, che avresti dato ancora tante cose belle e uniche, con la tua carica vitale decisa ma elegante e gentile, profonda e mai volgare. E'  davvero difficile pensare, realizzare che qualcuno se ne possa andare così. E' impossibile trovare un qualsiasi motivo e colmare il vuoto attonito, darsi una spiegazione. Ci resta il tuo sorriso, ci restano le tue canzoni. Siamo stati fortunati ad averti incontrato e non potremo mai capire perché non potremo farlo più. Ci resta la consapevolezza che un pezzo di quello che sei continuerà anche dentro di noi. Sappiamo che siamo in tanti ad averti voluto bene e vorremmo poterti tutti abbracciare per sempre.


Gli Arpioni
Sunday, January 01, 2006 

Ma tarzan lo fa:

Cari, abbiamo confezionato questa umile parodia di un pezzo sacro al ghota della musica caraibica in chiave…
…zecchino d’oro!

L’abbiamo fatto per il nostro amico Tarzan, da sempre in primo piano nelle lotte per il diritto alla casa e alla cittadinanza nella città di Roma.

Il nostro si presenta alle comunali di Roma e anche se non è nostro uso prendere posizione a favore di schieramenti elettorali (e men che meno in questo momento nebuloso e confuso), facciamo volentieri un eccezione, visto che sappiamo non trattarsi di un mestierante della politica o di un carrierista della poltrona.

Il testo lo abbiamo elaborato insieme a lui e ad Action come potrete voi stessi verificare sono le corde dell’ironia, quelle che vibrano.

Buon Ascolto!