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DEIAN e LORSOGLABRO



Last Updated: 12/18/2009

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Tuesday, June 30, 2009 






Monday, June 29, 2009 
Originario di Moncalieri e affiancato da una band chiamata Lorsoglabro, Deian è un cantautore che racconta la quotidianità deformandone i contorni con uno sguardo anarchico e visionario. Questa la sensazione che si ricava ascoltando il suo unico disco: Il fantasma dell'impossibile.

http://www.trafficfestival.com/artist.aspx?id=14
Friday, June 12, 2009 

Current mood:  content



SU "RUMORE" DI GIUGNO INTERVISTA DI ANDREA POMINI E PAOLO FERRARI:
"TORINO 2009; NUOVI CANTAUTORI NEL QUARTIERE CHE BOLLE"
RECENSIONE COMPILATION VOTO: 8

San Salvario da mezzanotte alle quattro

-Matteo Castellano
-Deian
-Vittorio cane
-Antimusica
-Stefano Amen

http://www.torinosistemasolare.it
(da scaricare gratis)

voto: 8

Sono tra noi. Sono i cantautori marziani torinesi, rappresentanti di una scuola senza eguali, oggi, nel Belpaese.
Cinque artisti, cicondati da un cenacolo di musicisti di prim' ordine (il padre putativo Mao, Stefano Danusso, Paolo Spaccamonti),
epigoni dei cantautori moderni ascrivibili alla tradizione della Canzone Popolare italiana, come i genovesi De Andrè, Tenco, Lauzi, Paoli, Fossati e Bindi.
Oppure il milanese Jannacci. Altre ascendenze dirette: il folk-blues americano, la psichedelia sghemba e visionaria di Syd Barrett, il jazz furibondo di Thelonius Monk e Jaco Pastorius.
Assurgono alle cronache nazionali grazie al progetto Torino Sistema Solare, e confluiscono in questa compilation tematica (due brani a testa in download gratuito) al culmine di un percosro che negli ultimi anni li ha visti evolversi, scoperchiando tombe e tombini come Morlocks armati di poesie in musica. In rigoroso ordine di apparizione: Matteo Castellano, stralunato bohemien della canzone d'autore, il cui cut-up inserito in un contesto di forma canzone aperto lo pone fra il classico e l'avanguardia; Deian e Lorsoglabro, eversori psico-folk della poesia anarchica, a metà fra Barrett e il De Andrè via Spoon River di Non al denaro non all' amore nè al cielo; Vittorio Cane, allievo di Remo Remotti, poetico e disincantato Marcovaldo del 2000, Battisti con testi scritti da Bersani; Michele Cosentino "Antimusica", voce dei pusher e dei bordeline metropolitani, Rino Gaetano che incontra Hendrix e i Dandy Warhols; Stefano Amen, solipstico poeta infarcito di gospel, blues e malinconica ispirazione buckleyana. La nuova frontiera della Canzone Popolare Italiana.

Domenico Mungo
Rumore #209 Giugno 2009 pag35
Monday, April 06, 2009 

Current mood:  knighted
Si sentiva il bisogno di Deian e Lorsoglabro? Siamo andati a chiederlo a Deian e Lorsoglabro. Ecco la sua risposta.
"Beh, vedi, c'è bisogno di questo o quest'altro per condurre un'esistenza? No, una volta garantita la sussistenza tutto il resto è superfluo. Si ha forse bisogno di mangiare allo sfinimento o stirare moltissime camice? Si ha bisogno di ricorrere alla chirurgia plastica quando il mondo è pieno di sacchetti di plastica difficilissimi da smaltire? Si ha forse bisogno di spendere soldi per comprare sigarette quando si potrebbe spenderli per libri di ricette di cucina povera? La nostra risposta è sì, assolutamente. Sarebbe infatti da ridefinire il concetto di bisogno, con una capriola culturale andare alla radice del problema, come si fa da sempre da che esiste il linguaggio, e operare direttamente sulle parole per portarle dalla nostra parte. C'è bisogno di tutto tranne di ciò di cui ci sarebbe davvero bisogno, cioè di uno sproloquio senza una vera direzione come questo"
- scemo chi legge - (anonimo IV sec.)
Saturday, January 31, 2009 

Current mood:  handsome

Il Fantasma dell'Impossibile

di avatar Shadia El Tabch Shadia El Tabch 28/01/2009


Un'interferenza nella percezione di ciò che ci circonda (rappresentata in musica dalla straniante "Etrelos e odimit ", fatta di parole recitate al contrario da voce distorta) e siamo lanciati in una specie di quarta dimensione, dove i tempi e gli spazi sono immensamente dilatati e a dettare legge è soltanto la fantasia di questo originalissimo songwriter. "Il Fantasma Dell'Impossibile" è un lavoro geniale, fuori da ogni schema. Mentre la voce dipinge distese di calma apparente e la musica si agita appena più sotto, i testi ci colpiscono in pieno con tutta la poesia del loro essere surreali e comunque veritieri, divertenti e amari insieme. Un magma emozionale sapientemente incanalato e assecondato dalla parte strumentale, che scivola sui terreni impervi del pop cantautorale, del rock e della psichedelia con la stessa agilità con cui voce e liriche sondano le profondità dell'umana malinconia, si abbandonano ad ironici sfoghi e decollano in fumose riflessioni. Anarchia compositiva degna del migliore Syd Barrett, che raggiunge punta massima nella mirabolante "Mi piace il tonno", anche se i pezzi più significativi dell'album sono "Ho perduto qualcosa", "Nonostante I Lampioni" e "Danno Permanente": qui più che in altre parti si palesa, in tutta la sua forza attrattiva, quel sapore agrodolce capace di tenere chi ascolta incollato alle cuffie per tutte queste 15 incredibili tracce.