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Mauve



Last Updated: 9/10/2009

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Status: Single
City: Antoliva
Country: IT
Signup Date: 8/26/2006

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Sunday, July 12, 2009 

Current mood:  knighted
Sabato 11 e domenica 12 luglio potete ascoltare i Mauve alla trasmissione "music club" sulle frequenze di Radio 1 Rai.
Saluti e baci.

Currently listening:
Baby 81
By Black Rebel Motorcycle Club
Release date: 2007-05-01
Tuesday, June 23, 2009 

Current mood:  warm
Con piacere annunciamo a tutti gli amici e sostenitori ....
sono finalmente arrivate le nuove t-shirt !  per sostenerci ed ..indossarci...

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Thursday, June 18, 2009 

Current mood:  anxious
Canebagnato records festeggia il suo terzo compleanno da “micro-etichetta orgogliosamente fatta in casa”, regalandosi e presentando una selezione di racconti in musica per cani danzanti. Una collezione di 18 piccoli quadri surreali tra folk - pop – rock e elettronica, ballate melanconiche, sbilenche favole indie e preziose ninna nanne.
Grafica, come sempre, di Caterina Pinto (www.hellcat.it) - e splendide illustrazioni del Balloon Art Group (www.theballoon.org)

Mauve partecipa con un brano acustico scritto appositamente, "Song for..." che potete ascoltare in questi giorni su myspace.
Il disco è disponibile su www.canebagnato.org ed è ascoltabile integralmente in streaming su www.indie-zone.it

Baci a presto
Malva
Currently listening:
The Eternal
By Sonic Youth
Release date: 2009-06-09
Tuesday, April 21, 2009 

Current mood:  knighted


Ricordo, era l’estate scorsa. L’idea è saltata fuori ad una curva della Valle Cannobina, un caldo pomeriggio di domenica, dopo una camminata in montagna. “Perché non ci facciamo fare dei remix”? Farci frullare, rimpastare e rimodellare alcune canzoni di Kitchen love. D’altronde, in cucina quella del riuso è un arte! Abbiamo così concesso alle cure amorevoli di quattro musicisti che stimiamo (tre italiani e un inglese) due brani del nostro disco di esordio. Dal frullatore sono usciti quattro remix che ci hanno stupito e che ora vi presentiamo in questa veste digitale e gratuita.
Concedere le proprie canzoni a qualcuno per un remix è una cosa che preoccupa sempre un po’, come prestare la cucina a degli ospiti perché preparino la cena mischiando gli ingredienti che si sono portati con quelli che hai tu. Alla fine però, vinti i timori iniziali, ti puoi ritrovare a lodare i piatti cucinati apprezzandone i gusti inediti con meraviglia e piacere. E’ quello che ci è successo. Per questo vogliamo ringraziare tutti gli ospiti che, con generosità, sono transitati nelle nostra cucina: Daniele, Fabio, Giuseppe e Rob.
Buon appetito!!

mauve









Sunday, October 19, 2008 


quali le differenze tra i Mauve che hanno registrato l'ep e quelli di Kitchen Love?
Elda: Dal 20 agosto 2006 inizio registrazioni dell'EP Sweet Noise on the Sofa al 21 novembre 2007 fine registrazione di Kitchen Love (455 giorni, li ho contati, avevo niente da fare !!!) è stato un periodo molto intenso! di me potrei dire: ho fatto scorta di esperienze ed ho cercato di mettere in pratica tutte le idee...
Alberto: sicuramente c'è stato un allontanamento dal post-rock più 'classico' da cui siamo partiti, abbiamo sviluppato e sperimentato di più la forma canzone, mischiando anche melodia, rumori e dissonanze. Risulta più divertente nell'insieme e più vario nell'ascolto.
Carlo: rispetto all'ep che poteva lasciare presagire diverse direzioni, abbiamo fatto delle scelte più nette, prendendo spontaneamente la via della canzone seppure reinterpretata con la nostra sensibilità. Ma non è detto che non batteremo altre strade in futuro. Il processo di registrazione di kitchen love poi è stato più lungo e ragionato rispetto all'ep. Ciò vale sia per i testi che per la musica.

quando uno strumentale diventa canzone? quando sentite l'esigenza di aggiungere le parole alla vostra musica?
E: Il futuro di un pezzo è già segnato alla sua nascita, non mi ricordo di pezzi che si siano trasformati. A volte le parole non servono, chitarre basso batteria dicono già tutto , il titolo è una formalità o un suggerimento. Sean Connery. O Edimburgo Mega-Panda... oppure Mauve Paranoid...non mi pare ci fosse nulla da aggiungere!
C: credo sia la musica a guidarci. Sentiamo subito quando nasce un pezzo (di solito da un'improvvisazione) se necessita di parole o meno. Le parole infatti finora sono arrivate sempre dopo la musica. Solo negli ultimi tempi sto provando ad invertire questo procedimento.

qual e' il vocabolario su cui vi siete formati? quali sono i gruppi ai quali vi siete ispirati per trovare la vostra identita'?
E: Ho fatto un minestrone di Pink Floyd, ci ho mischiato un po' di Bjork, Massimo Volume e Ustmamò. E questi sono gli ingredienti che riconosco, quelli che galleggiano in superficie, poi c'è tutto il retrogusto indie italico, post rock anglosassone.
A: All'inizio i riferimenti gravitavano intorno a gruppi come Mogwai e Hood...naturalmente abbiamo allargato i nostri orizzonti e personalmente mi sono 'lanciato' su Kyuss, Syd Barrett e gli Italiani Fiub e Jennifer Gentle.
C: direi che fra i miei ascolti più frequenti ci sono Sonic Youth, Radiohead, Nick Cave, Low, Joy Division/New order, Blonderedhead e ultimamente Liars e Deerhunter.

come mai l'indie rock in italia non attecchisce come in altri paesi: e' un problema di lingua, di melodie o cosa?
A: La lingua probabilmente è il primo ostacolo e non è un problema secondario. Credo comunque che in Italia ci sia sempre stata la questione dell'esterofilia e quasi tutti continuiamo ad ignorarla, pensiamo sempre e solo a banali questioni tipo lanciare critiche verso altri musicisti.
C: non so. Forse è una questione più ampia della cultura in Italia, ma non ho la pretesa di dirne molto di più. So solo che in una realtà provinciale come quella da cui veniamo non ci sono spazi nè molte opportunità per conoscere, apprezzare e condividere certa musica e ciò non aiuta ad educare il gusto musicale. Oggi c'è internet che viene in soccorso con i suoi blog e quant'altro ma mi sembra si tratti di reti comunque già selezionate. Quello che mi rasserena un po' è che andando in giro a suonare trovi delle persone (locali, associazioni, etc.) che resistono, si sbattono e sono entusiaste di quello che fanno, seppure spesso nella pressochè totale gratuità.

avete gia' iniziato a presentare le canzoni del vostro album dal vivo: che responsi avete avuto? dove vorreste suonare?
E: la cosa più assurda sono i complimenti che ricevo per la mia voce. Qualche anno fa mi consigliarono di non avvicinarmi ai microfoni e parlare il meno possibile: la mia voce faceva spiaggiare i delfini.
C: di concerti ci ne sono stati diversi e devo dire che il feedback è quasi sempre buono o più che buono. Mi piace la dimensione live perchè ti permette di entrare in contatto diretto con persone che altrimenti non ti conoscerebbero mai. Poi a seconda del luogo vivi atmosfere diverse ed è molto bello quando si crea una sorta di misteriosa complicità con il pubblico. Lo trovo enstusiasmante. Dove vorrei suonare? In luoghi evocativi, all'aperto, e poi all'estero.

dopo tre anni di attivita' qual e' il bilancio e quali sono le aspettative per il futuro?
E: tutto è iniziato per caso, o per gioco, senza stare a pensarci troppo, accogliendo ciò che arrivava, improvvisando. Ci siamo impegnati, forse più per il nostro piacere che per raggiungere chissà quale obiettivo. Non ho aspettative, e forse è proprio per questo che nulla mi delude: tutto è sempre una grande sorpresa. Ho un paio di desideri, uno l'ho appena chiesto alla candelina della mia torta di compleanno: gli altri Mauve sanno già cosa, dove e con chi....prima o poi sono certa arriverà!
A:Per ora continueremo a suonare in posti grandi, medi e piccoli (come sempre) e dall'autunno oltre a promuovere Kitchen Love porteremo in giro materiale nuovo che prenderà parte al prossimo disco. Il 15 ottobre saremo a Milano alla casa 139 con i Fou e il 25 ottobre faremo uno showcase alla Fnac di Grugliasco, vicino Torino.
C: abbiamo fuori un disco e un ep, un'etichetta "fatta in casa" che ci cura e sostiene, un promoter per i concerti, numerosi live e recensioni. Insomma mi sembra che tutto sia andato molto al di là delle aspettative più rosee.
Friday, October 10, 2008 

Current mood:  calm
Unire Sean Connery, Cesare Pavese e il noise…Questo l’intento dei Mauve, e scusate se è poco: penso subito alle atmosfere cinematografiche di gruppi come i Gatto Ciliegia e all'istante trovo una sponda nel comunicato stampa (fonico in comune). Riferimenti colti dunque, spigolosità ma anche profondità. E molta, molta classe. Bravi davvero questi tre ragazzi, anche a stimolare il “feticista” musicale che è in ognuno di noi con un packaging davvero bello, che da solo giustificherebbe l’acquisto (se poi ci aggiungiamo anche l’adesivo “vintage”, beh, il gioco è fatto!).
Canebagnato si conferma etichetta di grande qualità, in tutta risposta a chi ha deciso di non stampare più dischi ma di farli vivere solo in un file: questo è anche un bellissimo “oggetto”, da possedere e non solo da ascoltare.
Monday, July 28, 2008 

E quando meno te l'aspetti trovi che risposte importanti per l'evoluzione del post-rock possono arrivare anche da casa nostra. E sono risposte consistenti, non c'è che dire. Non salvifiche come l'ultimo disco degli A Silver Mt. Zion ma sicuramente efficaci sulla scia degli ultimi dischi di Giardini di Mirò e Mogwai.

Si parla dei Mauve, trio piemontese all'esordio sulla lunga distanza con questo Kitchen love che impressiona per freschezza e varietà compositiva. Niente di rivoluzionario sia chiaro, ma a modo loro i Mauve sviluppano una piccola intrigante idea: fondere l'attitudine canzoniera indie-rock con sonorità post-rock più o meno classiche, avventurandosi per giunta in maniera avvincente in territori impervi come il noise, una psichedelia spaziale e un leggero math-rock.

La partenza è affidata a 88, rock votato a ritmi ballabili dalle chitarre fragranti che riporta alla mente gli energici vortici dei primissimi Six by Seven. Jaguar, we have to go è invece una ballata morbida condita di accelerazioni e progressioni psichedeliche poderose. Di fatto è l'incontro perfetto tra l'indie-pop e un post-rock particolarmente visionario.

L'influenza dei Giardini di Mirò è abbastanza consistente, come dimostra anche l'intimistica Last B., tuttavia non mancano altri referenti importanti come i Sonic Youth che si ritrovano in formato soft nelle fughe di Santiago e nel formato più classico (periodo Goo) in Canterbury, dove sembra davvero materializzarsi la figura di Thurston Moore.

E' un noise sottile ed elegante quello che affianca le progressioni post-rock nel morbido pop etereo di Fake Youth (only silence). Sono momenti leggeri davvero intensi (così come la tenera Electronic scales) che vanno a equilibrare ottimamente i deliziosi rimandi di un post-rock prezioso: così la parodica (per il titolo sbeffeggiante i Mogwai) Edimburgo Mega-panda viaggia impeccabilmente tra Slint, Mogwai e Explosions in the Sky, mentre il delizioso strumentale Sean Connery barcolla tra noise e ritmi scanzonati alla Clap Your Hands Say Yeah!.

Peccato forse per Never regret, momento semi-acustico che parte in maniera delicata per poi partire con piglio deciso in una progressione che promette sfracelli ma che si spegne sul nascere. D'altronde è anche questo un modo per aggiornare le regole del post-rock e per stupire l'ascoltatore, evitando di ricadere nelle risacche del genere: prolissità e prevedibilità.

E d'altronde non gli si può proprio dire niente ai tre ragazzi quando un attimo dopo parte Butter e si rimane avvolti da una squisita psichedelia tipicamente 70s. Il post-rock si tramuta in space-rock acido, allucinato e cinetico con una accelerazione alla batteria di Elda Benfanti davvero notevole. Si chiude così, in bilico tra mostri sacri anglo-sassoni (Pink Floyd, Hawkwind) in vacanza nelle accoglienti terre kraute (Ash Ra Tempel, Amon Duul 2) alla ricerca di una psichedelia ormai (quasi del tutto) perduta.

E si rimane con l'impressione che Kitchen love sia un lavoro davvero notevole e meritevole di attenzione. Nonché decisamente sopra la media (italiana e non).

Monday, July 28, 2008 
Madame Bovary vs. il Mega-Panda

Eh si', i ragazzi di Verbania sono cresciuti, e seguendo un percorso che solo in parte poteva essere previsto. L'EP d'esordio - Sweet Noise On The Sofa - peraltro faceva gia' ben sperare, trovando una propria peculiare via "pop" alle ascendenze post-rock, certo una via gia' battuta da altri ma che nel caso del terzetto piemontese trasfigurava la noia (tema ampiamente battuto nel genere) in una sorta di pigrizia indifferente e creativa, che creava immagini d'una borghesia in declino intenta a ripensarsi in un B-movie horror degli anni '50, come se i personaggi ottocenteschi che fanno capolino dal libretto di questo Kitchen Love si fossero trovati alle prese con uomini melma, una sorta di incrocio tra Moravia e i viaggi in acido di Hunter S. Thompson, tra gli indugi di Antonioni e le trovate sulfuree di Gregg Araki, tra Mogwai e Yuppie Flu.

Insomma, una paranoia soft che ora prende una piega piu' pop e low-fi, meno legata a certi "miti impossibili" e piu' svagatamente sincera. Vengono ora alla mente i padri depressi della creativita' a dimensione domestica (Low, Cure, Piano Magic), e le poche critiche che possono essere avanzate riguardano una pronuncia inglese talvolta non impeccabile che rischia di trasformare i testi in declamazioni poco partecipate, ma rischia anche di essere una critica davvero provinciale (nessuno ha mai criticato le escursioni in lingue straniere dei gruppi anglofoni), e tra l'altro proprio questa scarsa partecipazione ai testi, come se Carlo ed Elda cantassero l'elenco del telefono e le parole fossero svuotate di ogni significato, puo' essere una delle chiavi di lettura vincenti del disco.
Quando si attengono a questa indolenza (evitando l'abbraccio letale dell'indie ammiccante e giovanilistico che imbizzarrito li disarciona nell'esordio sviante del disco, 88), allora i tre dimostrano di avere una marcia in piu'. È proprio in questo caso che la Madame Bovary che s'affaccia da una tazza da te' in copertina (omaggio ai Fiery Furnaces?) trova una zattera sulla quale mandare alla deriva la propria sconfinata angoscia esistenziale. Le divagazioni strumentali sconfinano in territori di puro sogno (la scampagnata dream-pop di Edimburgo Mega-Panda che evoca mostri innocui ma sottilmente inquietanti, la splendida cavalcata interstellare di Sean Connery), gli interventi vocali di Elda donano ai pezzi un disincanto che fa sì che i tormenti piu' indicibili (quelli che tormentano le notti degli Xiu Xiu) si trasformino in fantocci colorati, un Jurassic Park alla fine delle riprese. In Butter, per esempio, Elda gioca a fare la Maria Schneider che in un finale in stile Lesbians On Ecstasy appella l'ipotetico Marlon Brando "amorino pacioccone" ("chubby cherub", tra l'altro nome d'uno dei peggiori videogame mai prodotti per Nintendo). La ballad "spezzata" Last B chiude un disco nel quale i Mauve - Alberto Corsi (chitarre e aggeggi vari, tra cui citiamo il curioso thingamagoop), Carlo Tosi (chitarra, basso, voce) e Elda Belfanti (batteria, samples, voce) - dichiarano tutto il proprio amore per le atmosfere aeree, gli squarci noise, i sentimenti "minimi".
A distinguerli nel panorama nazionale da gruppi affini èe' l'ironia dell'approccio, la leggerezza che dissimula profondità inaspettate.

L'impressione che rimane mentre il disco si spegne e' che il terzetto nasconda in qualche cascina - e nelle loro menti – un intero zoo di mostriciattoli parecchio affamati, e che se vorra' lasciarli liberi (e non tenerli tutti per se') potrebbe far la gioia di noi sadici malinconici.

Co-prodotti, registrati e missati da Christian Alati (Cods, Don Quiból, Gatto Ciliegia Contro Il Grande Freddo), garanzia di qualita' e di un ricamo sonoro impeccabile. Confezione ben curata (comprendente libretto con tutti i testi, e l'immagine sfocata di Cesare Pavese, tanto per tornare ai fantasmi letterari), il tutto come da tradizione Canebagnato.


Friday, July 25, 2008 
Cesare Pavese, Edimburgo, Santiago, Canterbury, Jaguar: sono solo alcuni degli ingredienti che i Mauve conservano nei contenitori riposti sulle mensole e negli scaffali della loro ideale cucina. Una serie di ingredienti, che mescolati fra loro potrebbero rivelarci la ricetta per approdare all'amore(?)
Questo non ce la sentiamo di affermarlo con sicurezza, ma di certo possiamo parlarvi del gusto che ha questo album. Ha il gusto di sapori genuini e seducenti, malinconici e scanzonati, ispirati ed impalpabili.
Un disco uscito con la Canebagnato records molto curato a partire dal packaging, che prende vita in un luogo solitario, dove dal silenzio nascono suoni e sensazioni. Uno spazio espressivo dove un languido rock strumentale, crea atmosfere dilatate, liberatorie e sospese. Uno spazio nel quale si sperimentano nuovi linguaggi, che vanno a chiudere la frattura tra le emozioni di oggi ed i ricordi di ieri.
Quando la sostanza supera la voglia di lasciarsi andare a facili entusiasmi.
Kitchen Love: un nuovo, corposo passo avanti per la storia musicale dei Mauve.

Manuela Contino


Currently listening:
March to Fuzz
By Mudhoney
Release date: 2000-01-18
Monday, July 21, 2008 
Mauve in italiano vuol dire malva. Chi di voi ha tirato fuori questo nome e perchè?
(Elda) Il malva di Perkin. Prima del 1865 i colori erano ottenuti solo attraverso estratti naturali. Un chimico inglese, cercando di sintetizzare un chinino artificiale per la cura della malaria, ottenne per errore una sostanza che tingeva i tessuti di questo nuovo colore. Il primo colorante artificiale. E' una bugia, volevo fare la colta. E' vera la storia del mauve di Perkin, ma la verità è che è uscito per caso dalla mente di Carlo.
(Carlo) Mi piacevano suono e significato. Associare la musica ai colori è una pratica che mi affascina molto e credo che il mauve possa colorare bene le nostre note.
Come gruppo siete un'entità unica, o tre teste che spingono in direzioni diverse?
(Elda) Siamo quattro teste da poco, con età e trascorsi tutti diversi. Tutto resta invariato rispetto ai tempi della fase a tre. Teste ( con braccia gambe e bocche e orecchie tutte differenti) che si incontrano spesso. Voi siete d'accordo?
(Carlo) Sì. Siamo sicuramente diversi ma con molte sintonie che ci permettono di creare qualcosa di condiviso.
I cd si vendono ancora o no? Avete qualche dato sulle copie vendute di 'Kitchen love'?
(Elda) Abbiamo una tabellina comune dei cd venduti... l'ultima volta che ho aggiornato la mia colonna è stato tre settimane fa... Non ho mai fatto la somma... so solo che buona parte sono andati in dono e spediti a nostri recensori.
(Carlo) I cd non si vendono più e il nostro non fa differenza credo(nonostante costi solo 10 euro). D'altronde non ci aspettavamo delle vendite assurde anche se abbiamo osato stampare ben 1000 copie!!!
Immagino che come per ogni cosa per cui si ha passione, anche a voi piacerebbe poterci vivere.Come vedete questa possibilità, in un mondo in cui molte delle regole precedenti sembrano saltate e scardinate?
(Alberto) Sarebbe bello, certo, ma con la situazione musicale attuale in Italia, è molto difficile. Non sono molti i gruppi che riescono a camparci, soprattutto nel nostro 'ambito indipendente', in cui si tenta di ottenere buoni risultati con i pochi mezzi a disposizione.
(Carlo) E' bello sognarlo a volte ma bisogna rimanere ben piantati coi piedi per terra per non illudersi troppo. Altrimenti si rischiano cadute dolorose. Credo sia quasi impossibile campare di quello che facciamo. Ai post-rockers l'ardua sentenza!
E' indubbio che molte persone hanno accumulato odio verso le case discografiche a causa dei prezzi esageratamente alti mantenuti per anni e anni. Il download selvaggio però rende più difficoltoso vivere con la musica. Qual'è la vostra opinione?
(Elda) Al momento la cosa non ci riguarda, non ci campiamo comunque ! Penso a come io mi possa sentire quando un mio brano viene scaricato o masterizzato. Da un lato ne sono quasi felice perché una mia 'creazione' raggiunge chi la desidera. Stralascio il fatto economico. Dall'altro lato chi scarica o copia si perde la bellezza del supporto, perde anche il significato dei brani che sono legati alle immagini nel booklet e non avrà mai la sensazione che intendevamo infondere. Tiè !
Nel futuro rimarranno solo singoli brani da scaricare con sistemi sullo stile di iTunes? Personalmente non comprerei mai un qualcosa di così impalpabile... ma è una mia opinione... Voi cosa ne pensate?
(Elda) Un file non mi soddisfa. Anch'io ho bisogno di un materiale tangibile, qualcosa che mi appaghi e giustifichi fisicamente la mia spesa. Non so se un giorno diventerà anacronistico avere librerie con i ripiani imbarcati dal troppo peso e cd ordinati alfabeticamente e per genere... ma a me piace.
(Alberto) Torneranno di moda i vinili tra non molto! :)
(Carlo) Lo sono già!! ;-)
Quali sono i vostri impieghi attuali per vivere.... Trovate difficile riuscire a fare convivere il tutto? I giorni dovrebbero essere di 999 ore?
(Elda) Lavoro part time in una radio locale - amministrazione, fatture, scleri col Ministero e robe così. Con il vantaggio di potermi organizzare per partire e suonare in altre città . Con tutti gli svantaggi economici che lascio immaginare. Con tutte le menate che devo sentire dai miei.
(Alberto) Studio a Milano all'università statale. In pratica mi occupa il tempo rimanente in cui non suono in giro o sono a registrare...quindi riesco a gestire bene il tutto, anche con giornate di 24 ore!
(Carlo) Lavoro part-time in una bottega del commercio equo e cerco di finire la tesi in storia. Spesso è difficile far convivere il tutto e diciamo che si rinuncia al quieto vivere.
Come funziona dal punto di vista economico la pubblicazione di un cd per una piccola etichetta come la Canebagnato Records?
(Elda) Funziona che il cuore prevale sempre sulla ragione. Il lato estetico sommerge sempre il lato pratico. Ed alla fine ne esci sempre completamente soddisfatto e del lato economico te ne dimentichi.
(Alberto) Essendo home-made, si autofinanzia, e all'inizio non è stato facile...ma con tanto impegno e molti sacrifici hanno ottenuto grandi soddisfazioni e hanno pubblicato dischi di artisti eccellenti come Don Quibòl, Paolo Saporiti e Gabriel Sternberg.
Perchè la scelta di cantare in inglese?
(Elda) Mi vergognerei troppo a cantare 'spalmami di burro'... oppure 'ho una bilancia elettronica sotto il letto'. E poi c'è l'esterofilia, c'è il desiderio che la nostra musica trovi consensi oltre confine. Ma la verità è che sono incapace (o forse solo pigra) per creare un testo sia bello che musicale in italiano.
(Alberto) Quando suoneremo all'estero faremo i pezzi in Italiano, sarebbe divertente.
(Carlo) Mah, un po' per aggirare l'ostacolo dell'italiano, un po' perchè mi viene spontaneo dopo tonnellate di ascolti/letture anglosassoni. Si forse ti puoi mascherare di più con l'inglese evitando certi imbarazzi.
Quando siete nella doccia, canticchiate delle canzoni di cui un po' vi vergognate a dirne il titolo?
(Elda) Ho solo la vasca da bagno. E' il luogo delle mie idee geniali. Alle 6.15 io nella vasca penso. Raramente canto, ma una delle mie ultime hits faceva così: "My lover has got no money he's got his strong beliefs My lover has got no power he's got his strong beliefs... freed from desire mind and senses purified..." la riconoscete? Dai, Festivalbar di una decina di estati fa... E' abbastanza vergognosa? ...ringrazio Alberto per il microfono di spugna che mi ha regalato.
(Alberto) Sotto la doccia i miei gruppi preferiti rimangono Pixies e Muse...mi ostino su questi, ma probabilmente dovrei cambiare genere perchè spesso la mia ragazza mi dice: 'ti ho sentito che cantavi...e non sai nemmeno le parole!!!' :)
Quali sono i vostri artisti musicali preferiti, sia italiani che esteri? Sbalorditeci!
(Elda) Niente di così assurdo... gruppo storico, quello che ho ascoltato da piccola con il vinile nel soggiorno dei miei. Pink Floyd. Vorrei essere un misto tra Bjork, Vittoria Burattini e Mara Redeghieri - gli ascolti su cui continuo a tornare.
(Alberto) Per gli Italiani direi Verdena, Afterhours, Juda's Kiss, Fiub. Gruppi esteri variano a seconda del periodo, ma in generale: Smashing Pumpkins, Kyuss, Radiohead, Syd Barrett, Hole, Velvet Underground, Beatles.
(Carlo) Massimo Volume, Hood, My Bloody Valentine, Disco Inferno
Ci sono dei generi musicali che proprio non sopportate?
(Elda) Quello che sono obbligata ad ascoltare 5 ore al giorno per 5 giorni la settimana. Forse non odio nessun genere musicale, odio lavorare per una radio commerciale!
(Carlo) Il funky?
Consigliate ai lettori di Estatica alcuni libri e film in linea con i gusti Mauve
(Elda) Autori leggeri : Rossana Campo, Morozzi, Irvine Welsh. Colti : Buzzati, un amore. Calvino, il sentiero dei nidi di ragno. Kafka, Asimov, Musil (tanto per fare la menosa anch'io). Film: Bozzetto, Allegro ma non troppo - Ulrich Siedl, Hundstage (Canicola - che tanto non piacerà a nessuno) - La finestra sul cortile di Hitchcock.
(Alberto) Da leggere assolutamente C. Bukowski e B. Yoshimoto...per i film: Pulp Fiction, Il padrino e qualunque cosa con Sean Connery!
(Carlo) Wu Ming, Banville, Updike, riso amaro, le conseguenze dell'amore.
Avete registrato il cd in una cascina delle langhe e mixato a Milano .... ma allora meglio la città o la campagna? (no, mare e montagna non si possono scegliere eh eh...)
(Elda) Peccato io avrei detto mare. Il mio sogno è una casetta in un'isola disabitata nell'arcipelago delle Eolie: io un album lo registrerei lì. Solo che Alberto entrerebbe in astinenza da bar e da movida, finirebbe le sigarette e inizierebbe ad odiarmi. A Carlo so che piacerebbe ma si perderebbe del tutto nei suoi pensieri. Al Frova (bassista appena acquisito) piacerebbe purchè ci siano Bugo e tante capre. Ma credo che a Bugo la cosa non piaccia.
(Alberto) Vivo metà settimana a Verbania (posto tranquillo) e metà a Milano (caos e troppo movimento): mediando tra le due, vivo bene. Elda comunque ha ragione, due settimane alle Eolie magari le soffriremmo perchè saremmo troppo isolati...ma non ci sono mai stato si potrebbe anche provare in futuro!
Cosa bolle in pentola, oltre alla malva?
(Elda) L'acqua per il thè. La torta è già pronta. Vuoi?
(Alberto) Butto la pasta, è quasi pronta.