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Lakme



Last Updated: 12/2/2009

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Monday, September 22, 2008 
Sono a casa ora.
Senza di te.
Senza.
Di.
Te.

Ondeggia annegando l'ultimo bacio
sotto ai miei occhi.

E' così facile scordare la bellezza terrena
che mi è bastato leggere questa frase: "Fuori Dal Mondo"
per farmi sbattere la testa contro al marciapiede,
con la mia poesia piegata su se stessa.

"Fuori da ogni tempo,
svengo dentro di me" (Lakme)

E' soffocante pensarsi chiusi nella propria testa,
eppure ho crisi claustrofobiche
solo quando sorridono al mio corpo
e mai a me.

Con occhi allucinati e lenti,
lascio la saliva tra le parole.
Ne tenevo un po' per baciarti,
ma mi è uscita tutta dalla bocca
dopo che i miei soldi hanno comprato
un orgasmo
sanguinante.

E mi è bastato pagare per sentirmi amata.
Hai perso tempo,
hai perso tempo con me.

Potevi portarmi via anche solo per un giorno
ed invece ho fatto tutto da sola,
come sempre.

Un po' di polvere,
un po' di sangue...
ecco la mia anima entrare ed uscire dall'acqua
caduta a spruzzi su di un prato
dove avrei voluto farti sdraiare.

Chi è malato è così egoista...
chi lo era,
è troppo generoso.

Ti ho vomitato sulle ginocchia
solo un avanzo dell'ansia che mi hai dato.

Vorrei vedere i tuoi capelli muoversi sott'acqua.
E rimanerci.
Spinti sotto
dalle mie mani.


Tuesday, June 17, 2008 

Dedicated to but not ispired from:
 MICHEL BERANDI, JEFF SEBELIA, COREY PARKS, D. PARTRIDGE

L.A. music of silence shuffled in lovers' eyes.
Unfortunately, no love was beyond a price.
Looking for money, a house and a car: that's what people were looking for, over there...
yes, that's what they wanted.
"Forgive them Jesus,
cause they forgot they once were humans".

Streets crushing into Mustang 's  bumpers.
Men and Women having sex for a short while
then digging their hole, six feet under.
They throw themselves, their life and their hopes.

I set Downtown.
I blamed on me my faults.
I cried all night all could change.
Scream the spirit of Bible's pages, then burn my soul far below.
Getting rich, faking u love fucking so slow...

I Took myself on top of Okynawa Hotel,above I saw
a Mechanical Bird.
don't loose control. I've got to mantain my way, take cocaine.
Clean cars for the rich and stupid, Durty cars for the nu hippy down Topanga Canyon.
They'll worship gas, playboy and a fortune cooky.
Psychic ladies giving religions to the newborn, vampires with plastic teeth,
let me know when the strange is rain, Caine .
Back to Cocaine.
Just for the nigga, black liver, sold limos. Whiskey on the floor, black women, Triple X Hardcore.

 

 


 

Tuesday, May 06, 2008 
lakme latin fever

con orgoglio presento questa canzone della fantastica band che mi ospita di tanto in tanto...quando non mi dimentico di avere un impegno.

me la dedicano,
ve la dedico.

Peace & Hate
Lakme-bizarre reality provider
Saturday, April 12, 2008 

Current mood:  adventurous
Category: Writing and Poetry

DAL SITO WWW.PIZZONERO.COM

 

Annamaria Lakme P.


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  Tradire l'Eroina con l'Amore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Borelli Editore

Pizzo Nero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PIZZO NERO

Pubblicazione mensile n.56

Direttore responsabile

Gian Franco Borelli

Registrazione Tribunale

di Modena n. 1363 del

gennaio 1997.

 

Prima edizione giugno 2006

Tutti i diritti riservati

Stampa Graphos Edition   S.r.l.
Fotocomposizione Graphos Edition S.r.l.

Foto di copertina di  Matteo Guarisio

 

ã BORELLI S.r.l.

Via Cardinal  Morone, 21

41100 Modena – Italia

borellieditore@pizzonero.com

www.pizzonero.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dedicato alla mia famiglia, al mio fidanzato Fabio Gradara,

ai miei migliori amici Tommaso Pincio e Michel Berandi,

al mio editore Gian Franco Borelli e  a tutti i miei amici,

soprattutto quelli che una volta andavano allo Shelter

e quelli che vivono ancora a Downtown,  Los Angeles.

Vi Amo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I

 

 

Sono fatta di grandi passioni immaginarie, malattie reali e nessuna fede.

Ti prego, sconosciuto, dammi qualcosa, fatti usare e userai me.

Non riesco a dormire.
Ho un fragile sistema mentale che mi rende buona e cattiva allo stesso tempo.

Baratto un po' della mia attenzione perché tu, sconosciuto, possa abbracciarmi.
Di nuovo.

 

 

 

     Mi guarda negli occhi e dice: "… e chissà dov'era se lei non avesse… sarebbe di­ventata una grande psicologa, ha studiato all'Università per due anni e con voti mas­simi, no? o una musicista o una ballerina, non  ha studiato danza classica alla Scala e in Olanda al Teatro Nazionale per dieci anni?

  Purtroppo ha incontrato il suo demone personale molto presto e al posto di combat­terlo come fanno le altre persone, lei l' ha amato!

 Inutile chiederle perché: da quando ci conosciamo, mi ha sempre dato una risposta diversa, a volte mi ha quasi convinto che non avrebbe potuto fare altrimenti. Durante questi anni di terapia,  l' ho vista cambiare da un estremo a un altro. Inizialmente non riuscivo a capire quale fosse la sua vera personalità…

 Vedo che sta bene finalmente. Non solo lei è pulita, ma ora conduce una  vita di qualità. Si può anche dire che questa volta sia riuscita anche nella costanza. Sono passati  quasi  tre anni  dall'ultima  volta?"

   " Sì dottore, quasi tre…"                                                                            
   " E come si sente? "   
   "Sto bene.

 Ora sono un'unica persona che sa bilanciare emotività e razionalità senza bisogno di aiuti chimici per stare meglio, ora gioisco e soffro, prima esultavo e disperavo. Tutte le bambine, ragazze e donne che vedeva in me, fanno parte della mia identità. Da quando si sono fuse, riesco a vivere e ho solo bisogno di amare me, questa persona complessa seduta di fronte a lei; mi accontento di non essere importante per il mondo, ma solo per me e per chi mi vuole bene. Ora la saluto, devo andare a lavorare ai nuovi abiti che ho disegnato… si ricorda. Arrivederci.

 

    Avevo diciassette anni quando decisi di morire.

 Volevo qualcosa di strabiliante, pari alla mia personalità da prima donna, alle poesie che scrivevo; volevo morire come le rockstars che amavo a quel tempo. Ci voleva una overdose!   

     In famiglia venivo solo criticata per i  vestiti  da vampira punk che indossavo, non mi ascoltava mai nessuno, si soffermavano sui teschi disegnati sulla carta e non leg­gevano le parole che scrivevo.    
Odiavo il mio corpo.

    Ero bulimica da anni e mi vedevo sempre grassa, sebbene le persone mi vedessero magra; per questo  non ebbi molti problemi a farmi toccare da un uomo. Avevo paura di venire giudicata brutta. Con i loro sguardi sembravano sempre mangiarmi, mentre io… io non ero mai sazia.   
    La bulimia  è un'insoddisfazione personale che arriva quando ti addentri nel sogno sbagliato.

 Soluzione: cambiare sogno.

Come lo spiego oggi è riduttivo. Perché ho superato il problema in un modo   assolu­tamente atipico, attraverso la droga.

     Fu anche nello stesso periodo che mi  avvicinai alle donne; mi veniva più facile.

 Iniziai a farmi le ragazze e, uccidevo l'imbarazzo di fare sesso, con quel veleno dal sapore orribile, chiamato alcol.

 Erano tutte belle, quelle che sceglievo o, perlomeno, lo erano sotto l' effetto dell'alcol. Amavo le donne e non dovevo essere, poi così brutta, se a volte riuscivo a convertire qualche devota al fallo: le etero convinte, fidanzate da cento anni.

 Il fatto è che la donna è curiosa e molto più portata per l'ignoto e l'intraprendenza sessuale degli uomini.

     Me ne facevo anche due o tre alla volta, più ne avevo più mi divertivo a farle ve­nire. Il patto era che loro potevano fare tutto tranne penetrarmi in qualsiasi modo; a loro sembrava una scelta da vera lesbica, in realtà ero vergine e ci tenevo a rimanere tale, non lo so perché.

     Mi leccavano le cosce, mi mordevano i polsi, mi infilavano la lingua nell' ano, mi stringevano i capezzoli tra i denti e ci colavano sopra cera da candelabri, la leccavano e ci stavano contemporaneamente una, due, tre, anche quattro lingue affusolate che solo le donne hanno, me la baciavano come fosse un fiore fragile e delicato, un'orchidea rarissima ma che aveva tanto bisogno di bagnarsi…    
A volte  ero dominata, altre  la dominatrice.

 Dopo molti preliminari, le facevo venire con un particolare movimento con le dita: le succhiavo e poi, fradice della mia saliva le mettevo qualche millimetro al di sopra del clitoride e iniziavo a fare su e giù, come una piccola sega al loro piccolo pene, va­riavo la pressione aumentandola poco a poco, poi muovevo  in circolo fino all' orga­smo assicurato, oh!

 Fare sesso con me e  le donne che sceglievo, e volevano, non era un semplice toc­carsi e godere, era un sogno, una situazione estemporanea alla vita quotidiana, senza identità individuali, ma qualcosa come un quadro dove ogni elemento fa parte del di­pinto nella sua unità; un Monet en plein air, dove il fiume miscela con la tecnica del pointillage il suo colore alle magnolie e, con la brezza, lo stesso colore si sposa alla passeggiata di una signora.

     Cambiavo una ragazza ogni sera, mi eccitava vederle ansimare, avere un'espressione quasi di sofferenza mentre godevano, sapere esattamente dove toc­carle e sentirle bagnare, lasciando le mie mani e la bocca inzuppate del loro piacere.

 L'odore che esalavano le loro fiche era di gamberetto fresco, proprio come diceva Verlaine nelle sue poesie erotiche.

        Quando mi innamoravo, finiva sempre in tragedia e questo mi piaceva, mi dava la sensazione di avere amato davvero e in  modo romantico, come in un libro di altri tempi.         
  Frequentavo i locali dark e quando andavo in locali d'altro tipo, mi sentivo un'emarginata.

 In fondo ero contenta di non essere uguale a quelli che non mostravano alcun tipo di creatività, fantasia, arte.

 Era importante mantenersi diversi dagli altri, soprattutto perché non mi sopporta­vano comunque.

      Facevo sempre troppo casino, ero troppo triste o allegra, timida o spavalda, a se­condo dei miei sbalzi d'umore.    


    Smisi di bere quando iniziai a scolarmi boccette di Valium.

 Nei locali non ci andavo più: mi addormentavo prima, a casa, e rimanevo a scrivere di visioni e percezioni per tutta la notte.

 Neanche il Valium riuscì a curare la mia insonnia.

 Tantomeno i disturbi d'alimentazione.  
    Lo specchio della mia profondità interiore, divenuto incontenibile nell'involucro corporeo, scoppiò e la sua anima di vetro si lanciò tutta nella mia carne e ogni giorno spingeva sempre più verso l'interno.

 Mi svegliavo e già provavo dolore, pensando al mondo esterno e  al fatto che avrei dovuto avere contatti con altri esseri  durante la giornata: a scuola, alle lezioni di danza, in teatro.

 

    Non fu facile procurarsi l'eroina, non frequentavo ambienti malfamati.

 Ma una sera il destino me la fece incontrare, come se tutte le mie preghiere di volerla far finita fossero state ascoltate per incanto.      
Un ragazzo che conoscevo da tempo, mi disse che aveva iniziato a prenderla ed era contentissimo, ne parlava poeticamente, l'aveva dipinta come una polvere molto meno paurosa di quello che si sentiva dire.

La vidi come l'unica soluzione a tutti i miei problemi. Avevo letto di lei nelle biogra­fie dei poeti simbolisti, miei amati compagni di spleens… Pensavo  che non mi sarei mai ridotta come i drogati della Stazione.

 Volevo solo morire, dolcemente.
    Dopo essermi messa d'accordo, A. (non metterò il nome per esteso perché po­trebbe riconoscersi, il bastardo!) mi venne a prendere a casa.

     Mi ero messa un abito molto bello, perché, se dovevo morire, volevo essere bella.

Iniziammo a fare un giro in macchina, in zone terribili della metropoli, dove anche la polizia non s'azzardava a farsi vedere troppo; lui diceva che era necessario, così non ci avrebbe fermato nessuno, mentre la prendevamo. Non sapevo nulla di queste cose, non avevo mai usato droghe.

Avevo paura.         

Questa sensazione mi aveva frenata in tutto nella vita.

    Mi sentivo repressa, frustrata,  prigioniera dei miei principi morali, dei valori, dell'educazione, del timore, della timidezza.   
Superai  quel momento, tenendo strette nel cuore le immagini dei miei fallimenti, come fossero orsacchiotti rassicuranti, in una notte piena di fruscii.        
 A. fece scivolare dell'alluminio sopra al coperchio di una musicassetta. Nella mia mente, associai il momento alla preparazione della Comunione in Chiesa.

La roba era dentro, quasi bianca, quasi pura… come me.   
Presi una banconota, l'arrotolai per tirarne un po'e il rito fu presto concluso.

Ero ancora viva, ma la vita era diventata un sogno!

Mi sentii in un limbo onirico, ovattato, il silenzio era assordante e, per la prima volta, provai gioia.

     Ancora non mi rendevo conto di quello che avevo fatto.

Un gesto di pochi minuti, avrebbe condizionato la mia esistenza per molti anni e  avrei rimpianto di non essere morta quella sera.

    Sorridevo… felice per nulla. Avevo trovato la mia fede.

 Avevo trovato l'amore.     
Non era che una  visione, un'allucinazione.

 Era il canto della Madonna Nera, la dolce Signora che veglia su coloro che possono udirla perché vive tra loro.

Thursday, January 24, 2008 

Category: Life
"Desidera?"
"Un nuovo fegato, grazie!"

Amano, odiano...
Amano, odiano...me.

Cerco di scansarmi dal passato, ma il mio corpo non me lo permette. E pensare che cercavo rifugio nella morte che non arrivava mai...
Ora che m'aggrappo alla vita con le unghie, il passato vuole portarmela via...
Si, perchè si paga tutto.
Anche le serate folli, anche gli amori inutili.

A otto anni già pensavo come i grandi, a 13 ero grande e a 17 sono morta.
...
Un po' strano per una ragazza borghese del nord che era destinata a diventare una velina.
Ho rifiutato il denaro perchè era per me un impoverimento dell'anima, poi l'ho persino rubato per necessità. Vera necessità: mangiare.

Quei bei ragazzi dagli occhi tristi pieni di problemi che vorresti abbracciare e consolare per sempre, se solo potessero prometterti l'amore. Ma non lo conoscono, come forse non lo conosco nemmeno io. So solo donare, donare tanto. E' tutto quello che so fare.

Visi gelidi bellissimi, occhi lucidi, corpi straziati da droghe antiche come il mondo, corse fuori da istituti, corse fuori dal tempo...troppo poco per poter sbagliare così tanto.

Cerco solo una vita normale.
Voglio quello che desiderano tutti...un ragazzo, un lavoro, una casa...un figlio...

Ieri poi mi dicono che il mio corpo è sfasciato.
Il dottore mi mette un foglio sotto agli occhi: numeri...solo numeri.
I quei numeri ci sono io.
Il mio profondo dolore, la consapevolezza di essere realmente diversa mi distruggono. E non sono diversa perchè mi associo a qualche stream musicale, lo sono fisicamente e mentalmente.
Insomma, medicine, ancora medicine...

Tutti gli altri? Anche loro stanno vivendo senza droga? E come stanno?
Erano così belli...
Più belli di quelli puliti nel mondo reale.
Quale malattia li sta uccidendo? L'amore o l'epatite? La noia o l' A.I.D.S.?

Poi c'è lui. Lui che è morto anche per me. Non sto parlando di Gesù, ma del direttore di una comunità.Morto forse perchè non era mai "guarito".

Mi dicono di dimenticare il passato, ma come faccio?
Appena mi illudo di poter avere una vita normale, il mio corpo mi ricorda che non è possibile.

Ho solo me stessa. Ed anche un pezzettino di te.
Ti amo, Roman.
Se potessi dire per sempre, lo direi. Lo direi a te.
Ma la vita mi fa così paura nella sua caducità che per sempre, mi sembra davvero uno scherzo.
Fa quasi più ridere della mia aspirazione di tranquillità.
Ti adoro.
L'amore alleggerisce altri dolori, a volte.

Lakme
Thursday, November 01, 2007 

SONO SETTATE X I MIEI AMICI E BASTA.

SE VOLETE VEDERLE PER PROPORMI UN LAVORO, CHIEDETEMELO E FARò IN MODO DI MOSTRARVELE.

Thursday, November 01, 2007 

SE NON PUOI VEDERE LE MIE FOTO, è PERCHè NON SEI UN MIO AMICO__

Un'altra notte a piangere...
soffocata dal bisogno
di immolarmi!
... ci sarebbe amore sprecato se così non fosse.

Le solite frasi corrugate dalla paura
che solo tu riesci a dire così bene.
La tua poca conoscenza del mondo e della mente
non ti ha impedito di derubarmi
anche di quel tempo che dovrebbe essere solo mio.

Come vorrei fossi tu.

Solo Mio.
Dimenticati di te stesso!
ci penso io a te...

Tuesday, October 30, 2007 
..> ..>
Intendevo perdermi lontana per non ricordare nulla di te.
Sai che la mia testa ha smesso di cadere?
Dormo la notte, adesso.
Non ho più bisogno di abbracciarti per dormire...
Si dormo,
ma non ho mai smesso...mai smesso di cercarti in altri uomini.
Ho fatto l'amore,
sono fuggita il mattino.
Ho perduto ogni sentimento
dopo che mi hai spezzato il cuore
ed è bastata una tua parola ieri,
per farmeli ritrovare tutti più dolorosi di prima.
Ti chiedo di non fare quello che hai fatto a me
a nessun'altra,
te ne prego.
La tua cattiveria è come quella dei bambini
che non s'accorgono di ciò che fanno.
Vorrei tu piangessi adesso
nel vedermi imprigionata nel tuo ricordo
con le lacrime che mi vestono il volto, il collo, il seno...
Mi hai portato via la capacità di amare:
di tutte le dolci parole che ho ricevuto
dopo che mi hai lasciata,
non sono riuscita a credere a nessuna
perché ho paura che tutti mentano
come te.
Non riesco più a credere nell' Amore.
E neppure la droga mi aveva tolta la capacità di amare,
ma tu si.
...
Perché dovrei darlo ancora a qualcuno?
Dov'è finito il cuore
di cui tanto mi vantavo?
Ora percorro la vita
cinica,
come le persone che ho sempre disprezzato.
...
Capisci, Angelo,
non voglio neppure una parola da te.
Saturday, September 15, 2007 

Category: Religion and Philosophy

FAMMI VEDERE CHE SAI PIANGERE,
NON SOLO PER DIO,
MA ANCHE PER ME.

PERCHE' DOVEVI UCCIDERMI,
PER FARMI SENTIRE MORTA?

FAMMI VEDERE CHE SAI  ACCOGLIERE
NON SOLO TE STESSO,
MA ANCHE ME.

Vorrei morire ogni sera .
VOGLIO MORIRE TUTTE LE SERE!
Nel passato a quest'ora,
ero abituata a drogarmi.
Poco tempo fa a quest'ora,
ero solita sorriderti.
Aiutami a capire perchè tutto è cambiato tanto in fretta!!!!PERCHE' SIAMO ANDATI A LETTO SOGNANDOCI
E TU,
TI SEI SVEGLIATO PER CANCELLARMI !
Quali sono i veri motivi, quali le mie vere colpe???!!!
Che cosa ho fatto perchè tu perdessi l'umanità che dici di avere?
se ce l'hai...
se ce l'hai...
la bontà non sono parole scritte in un vangelo,
ma comprensione.
Tu cosa hai capito di me?! niente...proprio niente...

E mi chiedo ogni sera se ti ho idealizzato, se l'immagine che ho di te è solo un sogno nato dalla mia mente, dal mio cuore bisognoso d'Amore,
del tuo amore, del tuo spettro, del tuo io che ricordo.
Dove sei fuggito così di fretta?
Non vedo dove finisce la tua fuga, offuscata dalle mille lacrime che verso per te ogni sera fottuta.
Fottuta vita che ti stramaledico!
Fottuta me che sono fin troppo viva!

Monday, September 10, 2007 

Current mood:  blah
Category: Fashion, Style, Shopping

FUCK

YOU

LYIER

FUCKER

CUNT

!