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Saesciant



Last Updated: 12/26/2009

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Tuesday, April 07, 2009 
[...]


Zanzibar, “E andiamo a Zanzibar” in
gergo marinaresco voleva dire tipo “ Ci vediamo tra cinque anni”...e loro
stavano andando lì.

Andavano diritti dentro
quell’immaginario, per capirci è come se stessero facendo, in quello che nella
realtà è un attimo (che ne so tipo un giorno) un viaggio lungo cinque anni...la
cui meta è il punto di fuga (chissà che qualche architetto non capisca).

Sì, il punto di fuga, quello in cui
si stava perdendo Sciant guardando il fianco dell’Aprile muoversi sul mare e il
mare, istantaneamente plasmato a spuma, scivolare via. Sicuramente la prima
cosa che i suoi pensieri visualizzavano era l’Aprile in porto o per lo meno in
rada; poi la sosta, quel tempo di magnifica realizzazione in cui nulla ha
peso...colori, assenza di orari, feste e balli dove le scimmie stesse se gli
avessero visti si sarebbero date un tono. Poi fare il sacco e partire in fila
indiana per il Grande Cono, poi un bacio lungo tutto un viaggio, ridere per un
fiatone, sentire l’odore della terra sporcarsi, sole e assenza di Baglioni.

Quanto lontana era la percezione di
scopo, quanto?

- Se diventi troppo serio, poi
tocca iscriverti alla Fao – era Bronco, il suo amabile cinguettare verità

- Ormai manca poco, anche se mi
sono scordato a che cosa...che siamo venuti a fare a Zanzibar? –

- Ahahhahh oh oh ora rido io mio
giovane saggio, stiamo andando lì perché potevamo andarci e abbiamo finito con
l’esserci arrivati. Se un progetto è il punto di vista, beh, l’arte secondo me
sta nel punto di fuga...Zanzibar –

- Un pescecane – gridò Sitta
dall’altra murata.

- Un bel pescecane – valutò Bronco.

La sua pinna era d’argento e la sua
scia quasi nulla. Curioso predatore, sommerso da una geometria perfetta; quando
vedi il sommerso, a parte che è veramente brutto, ma poi soprattutto è sempre
troppo tardi. Il delfino è proporzionato, la sua pinna è proporzionata al
corpo, lo squalo no, pensa che neanche uno come Sciant sapeva distinguere da
una pinna le due specie - L’odore del sangue – pensò memore dalla Sestologia Americana.

Non rientra forse in un vero
viaggio all’interno dell’immaginario come fottere un pescecane?...però senza
bombe e senza antrace telecomandato...senza diventare predatori.

[...]


Thursday, March 12, 2009 
................

MALAVOLESSIMO

(Pofi, Cutillo,
Morcavallo, Zambon)

.. ..

.. ..

Domani due ore stremati
dal tango

ci tocca restare in
palestra

l’amante bambina, ma
il fiato più corto

e
aggiungo..quant’altro che resta

.. ..

Ma la volessimo, ma
la volessimo

.. ..

Ci piace pagare

ci piace la transa
che porta la sesta e la bestia

ci piaccion le more
gli azzurri e le suore

la giungla la bamba e
la geisha

.. ..

Dolenti e mammoni

mittenti e cojoni e
massaie

e cassonetti in festa

e chi butta la pasta  chi ammazza quell’altra

 e chi vota per un punkabestia

.. ..

Ma la volessimo, ma
la volessimo

ma ce la dessero, ma
ce la dassero

.. ..

Ci vuole s’è
desta..c’è la destra

ci mette a ginestra

.. ..

Ci vuole s’è desta
c’è miele c’è miele e minestra

ci picchia la destra

Chiwuawua, tronisti e
santini

son tanti che festa son
tanti che bestia

ci  salva e c’arresta

ci picchia e s’assesta

Picciotti ci tana la
destra

Ci piace, ci vuole

ci piace e ci muore la
destra...

la destra

.. ..

Ma la volessimo, ma
la volessimo

.. ..

Ci vuole la croce ci
vuole l’antrace

ci vuole un commando
di destra

Ci mettono in riga ci
danno la fica

ci vuole una donna di
destra

.. ..

Ma la volessimo, ma
la volessimo,

ma la sbiancassimo.



Thursday, February 12, 2009 


DDJ - Ciao Marco sono Dodo DJ di Radio Kissei, che significa il
nome del vostro gruppo?
 MS - Il fatto che in pezzi come Malavolessimo e
Sottilissima usiamo il noi o comunque la prima persona non è per scelta, ma per
rappresentanza.
Ho sempre pensato che una buona rappresentazione possa essere
più efficace di un'ottima critica, è uno dei volti della democrazia.

DDJ - Ma come nascono le vostre canzoni?
 MS - Vedi, non so dirti che succede nei
nostri concerti, che succede dentro al palco...la macchina decolla e, come se
uscissi dall'orbita di un pianeta, perdi tutto il peso.
Ogni colpo che ci
divertiamo a dare consequenzialmente è come quando le navicelle fanno quei
piccoli e sfiziosi spruzzetti che intonano precisi una nuova
direzione.

DDJ - Che ne pensate di fare con questo disco?
 MS - E' vero, ci siamo accorti di non avere molti amici artisti, credo sia un nostro
limite.

DDJ - Prossimi concerti?
 MS - Il calcetto, è una delle cose
che ci diverte di più. Lo pratichiamo durante le prove e dopo i
concerti...appunto.

DDJ - Marco, volevo ringraziarti di essere stato qui
con noi, vuoi fare qualche saluto in particolare?
 MS - Zanzibar è un modo per dire ne riparliamo tra cinque anni, saluto tutti.


FUORI  ONDA

DDJ - Ma che ti è preso?
 MS - Non era rappresentativa?



Thursday, August 07, 2008 

Category: Music

instancabili come le faine !!!

Thursday, August 07, 2008 

Category: Automotive

Meglio o peggio che sia senza mi fa pensare.

Forse sono uno che ha sbagliato voto ma sicuramente il primo senza è per te che ora, sono certo,  non potrai mai trovarti all'interno del Raccordo.

Sai..vicino al primo bar dove siamo stati ora ci sono dei soldati...forse più giovani di me. Prima c'erano due poliziotti in macchina con i sedili sdraiati..ora ci sono 4 armigeri, 2 in camionetta e due in piedi in mezzo alla strada con il mitra...ammazza quanto è lungo un mitra...più di un metro..in genere uno di due cerca l'ombra. Alcuni sono bravi ragazzi e un po' si vergognano..altri invece ti guardano in faccia...potrei morire pe ste cazzate.

L'altro grande cambiamento è che i nomadi sono braccati dai vigili..non vedo altro che vigili..ma a che cazzo servono i vigili? Se si dice che i Carabinieri sono sempre in coppia..i vigili sono sempre minimo quattro il bello è che c'è almeno una donna..anche se le donne vigile non mi piacciono, le scarpe sono orrende e pure le gonne...che cazzo siamo in Italia. Cmq dicevo ieri al semaforo a porta Maggiore ce n'erano 8 ma a che cazzo servono??? Io gli darei la pistola a questo punto.

La cosa più triste che noto invece sono gli extracomunitari che si travestono...si le ragazze si vestono da studentesse e sui mezzi fanno finta di leggere libri..una volta una lo aveva al contrario...gli uomini invece tutti con camicetta a mezze maniche e borsetta...e scartoffie...quando ti imitano capisci quanto sei coione.

Alcuni vecchi sono insopportabili...veramente razzisti e pauradituttofobicazzo. Altri sono poetici, sembra ancora che si innamorino...sono proprio belli.

E poi c'è la notte..in genere per dove vado sono l'unico "italiano"...la sera si tolgono i costumi e ognuno inizia a leggere nella propria lingua...devi vedé che begli occhi..chissà che cazzo leggono..il massimo è vederli con la maglietta della roma o dell'italia..vederli guardare fuori dal finestrino e percepire che un po' alla fine si sentono a casa...perché Roma a casa ti ci riporta.

Tuesday, July 29, 2008 

Category: Religion and Philosophy

C' era una volta una grotta isperduta in un feudo, il feudo del cardinale La Macchietta.
Esso era un feudo ricco e prosperoso, in esso vi erano diverse coltivazioni tra i quali la papaya, il mango e l'orango tango, un frutto assai prelibato.

Ma un giorno indentro questa grotta, da essa fuoriuscì lo dimonio in persona, lo dimonio delle ricchezze :

esso era il dimonio Mammona

Esso andò per lo feudo e raccolse tutte le piante degli oranghi tanghi e delle papaye e lasciò solo i manghi che facevano cacare, e tutta la popolazione dello feudo cacò e ci fu il maleodore per tutto lo feudo

Allora il cardinale La Macchietta disperato e quasi avvilito mandò un emissario, il fido scudiero Giulien presso la montagna di Ferentinae, ove risiedeva i sacro Orachelo di Zed

esso era un eremito che si cibava solo di bacche e interiora di volpe, ed era lì da più di cento anni, invero.

Dopo diverse peripezie, giunto a cavallo di una pecorea negra ( che invero essa era favellante ) il prode cavaliero Giulien giunse allo cospetto dello Oracolo
e gli domandò

"Oracolo, lo dimonio del Mammona sta mangiando e derubando tutti li raccolti nostri, come possiamo isconffingerlo?"

e fu così che l' Oracolo di Zed proferì le sacre favelle :

" Chi lascia la strada vecchia per quella nuova, sa quello che lascia, ma non sa se poi la ritrova "

Poscia che lo sacro Orachelo proferì coteste favelle ci fu un minuto di selenzio

L'unico rumore che si sentea fu lo respiro pesante della pecorea nèghera. alla quale essa gli disse :

" Ma che cazzo dici mai ?"

L'Orachelo, il quale avea gli occhi socchiusi da 69 anni ( invero ) , li strabbuzzò e replicò

" Ma quinci tu fabelli !!!! "

La pecorea , alla quale avea istudiato presso le universitate Placentine, li tenne uno discorso sulle proprietà invariantive dello teorema di ezechiele istupendolo alquanto, e invero, l ' Orachelo era tutto orecchia e tutto nasae.

Nello frattempo lo valoroso scudiero Giulien faceva un solitario

Ma non con le carte......

 

Nelle possedimenta dello cardinale La Macchiettta, indentro le sue castella, esso si era indormentato, avvolto nella toneca dell'ecclesia tutta purpurea.

Esso era dormiente e sudeante, e invero stava avendo uno sogno malandrino.

Esso sogneava di stare in uno prato tutto ignudo, danzante e cosparso di olio di auliva, con allo capo una ghirlanda di flori di Bach.

Ma a uno certo punto davanti a lui proprio, si aprì una voraginae nello terreno, tutto coltivato a manghi e oranghi tanghi, dalla quale fuoriscì la pecorea neghera, la quale essa abea incopagnato lo scudiero Giulien.

Lo cardinale favellò :

" Da donde te ne vieni o' pecorea favellante, alla quale ispuntata sei dallo terreno?  Forse che sei stata nello inferno a giuocare alla divina commeddia con Virgilio istesso? "

La pecorea replicò :

"Cardinalo, iscappate tosto ! In codesto momentore la Mammona sta risalendo lo terreno..."

le favelle della mammifera della lana vennero interrotte dalla morte sua.

Invero, dallo buco dello pavimento erboso fuoriscì lo Dimonio mammona in persona, con un torturro ferrato, alla quale accise la pecorea.

" Cardinalo, se la vita dello feudo tuo istesso a cuor ti sta, dedicami in sacrifizio una vergine illibbata di codesto feuda !!!! O allotrimenti con lo torturro acciderò tutta la popolazio, nello strazio "

Et poscia ei sparì in una coltra di fumo marreone e maleodoranta

Lo Cardinalo tosto si destò dallo sogno malandrino tutto sudeato, et ancora si sentea lo maleodoro della Mammona indentro la sua stanza di marmo di Ferentinae.

"Esso è uno sogno premonitoro " - pensò indentro di seco -  " se non trovo una verginae lo feudo mio verrà sterminazio ! Me tapèno !"

Lo cardinale era disperazio

nello feudo suo tutte le femmane erano mignotte.....

Dallo ritorno dallo Oracolo di Zed li nostri eroi erano per la strada.
Essi erano allibiti dalla vuota risposta dello Orachelo, senonchè dallo strano liquido fuoriscizio dallo prepuzio dello scudiero Giulien, poscia la masturbazio.

Esso era uno liquido strano, di poca consistenzia, e fece venire alle lagrime lo povero scudiero.  La pecorea neghèra, alla quale essa era di innata sapienzia et abea istudiato alla universitate, si rimembrò che quello liquido era simile a una pestilenzia avvenuta anni prima nello feudo di Ferentinae.

Essa era una pestilenzia dovuta alla lussuria delli abitanti, li quali adoravano feticci di oro, vincenzo et birra, cari allo dimonio della Mammona. Tutti li abitanti masculi dello feudo manifesteano una M di marchio allo fuoco che fuoriuscea dallo prepuzio. Essa era la punizione divina per l'adorazione della Mammona.

La pecorea, con un guizzo di abilitate, tosta abbasseò le abbraghe dello scudiero , e con una lente di ingrandimenta ( poichè ello tenea un ausiello di poca magnificenzia ) individuò la M della Mammona, sull'ausilello di lui......

Nello frammentre dello frammentre istesso, passea li per puzia caso un villico, alla quale esso tenea una cesta di formaggia con le pera.
La pecorea negra , affamazia e stremazia dallo monte dello Orachelo annusò quello odoro di acre fruttato, che emanavano le pera e lo formaggia, invero.

Essa si rivolse dunque allo cumtadinae, con una formula di favella dello galateo :
" Stupido cumtadinae, facci desinare "
Lo villico non credea alle orecchie di lui, per lo cui pronunziò :
" Allo dimònio, allo dimònio, una pecorea favellante!!!!! "
Lo scudiero Giulien,  (alla quale non brillea per astuzia et compiacenzia ) li diede uno cazzotae;  lo cumtadinae( miserabile lui ! ) cadde per lo terreno brulleoso, ispargendo lo formaggia con le pera per tutta la istrada.
Tutte le frutte e le formaggiae caprinae si distendeano come uno quadro della natura morta dello Botticello, quasi a rappresentare la disparitate tra la natura e la morte istessa.
La pecorea si avventò come una pantegana in sopra lo formaggio che le era familiare, invero ( esso era caprino ).
Mentre lo scudiero ispargea li semi della pera sullo prepuzio suo, alla quale vi era la facoltate della guarigione nelli semi di essa, e ne traeva giovamento ( invero ), la pecorea noteò che in mezzo a una delli frutta, vi era una pergamenae, con lo sigillo dello feudo di Sgurgolae.
come ci era finizia?
Mistero della pera.
Essa era nientemeno indirizzazia alla persona di Mirko Raspa da Sgurgolae, alla quale la fama e la sapienzia lo precedeano.
L 'eroina di lana nostra, di cui la facoltate dell 'intelletto vincea ogni più mero istinto animalo, si rimembrò come in uno films di Davide Lince che codesta persona uno tempo era uno vescovo, et abea combatteuto a singolar tenzono contro la dimonia Lilìtti, un tempore fidenzata dello Mammona istesso ( esso era di sesso uominale ).

" Prendiamo la via per Sgurgolae " favellò " poichè la soluzionae alli mali dello Cardinale forse lo sgurgolano ci può dare."

Lo scudiero Giulien, alla quale se fosse egli uno personaggiae di uno giuoco di ruolo avrebbe " personalità -20 " annuì con lo prepuzio istesso, che oramai favellava per lui.

Essa era la maledizionae della Mammona....

                                                                                                                                            Camminenado per la istrada, et giuocheando allo giuoco dell 'inculazia con uno ramo secco, per lo diletto della mente et dello ausiello, lo scudiero Giulien abea perduto la favella della bocca di lui istesso, a causa della maledizionae della mammonae. Non era di certo essa una novitate, giacchè le poche fabelle che esso pronunziea erano " famme magnà " et " dilata lo ano tea, Lucrezio " ( esso era lo promesso in isposo di seco. ). 

La colpa dello mutismo era della maledizionae, alla quale facea favellare lo ausiello di lui, che favellea con la pecorea. Essendo la pecorea di innata curiositate essa domandea allo ausiello da donde veniva et quali erano li studi sea. Lo ausiello dicea di nomearsi Giorgiae Cifanae, caballiero della cuntea di Alatre, alla quale abea iscacciato uno drago placentino 50 annalem addietro. Lo animalo di fuoco era però ameico dello dimonio Mammonae, alla quale mandò allo cabballiero la maledizionae sea, cumstringendulum a transiteare di ausiella in ausiella, per 9mila annalem.
 Essa era una trista punizione, invero.
Essendo esso una cabballiero di avventuarae la pecorea li chiese indove poteano raggiungere lo sapiente in personae, Mirko Raspa.
Giorgiae Cifanae, irriggidendosi verso la istrada della Mecca si scuotò in la sinestra, et indicò uno sentiero impervio allo vedersi che si stagliea lungo una catanae montuosae : essi erano li Monti Lepini della cuntea di Ferentinae.

" Lì indentro vi è una grotta isperduta, alla quale vi è una scorciatoiam da tutti sconosciuzia. Essa porta diritta alle castella di Sgurgolae !!"
La pecorea noteò che lo Cifanae era diventato paonazza et di poca rigiditate, et li confessò che si sentea malem. Vi era uno solo rimediae per riprendere le forza : lo giuoco della inculazia.
Li occhi della pecorea brillearono di arguzia et compiacenzia.
Et si mise, appunto, alla pecorella.

                                                                                                          .............continua

Parte septimae Nello frammentre istesso alla quale la pecorea pecorellava con abilitate, lo cardinalo La Macchietta passeggea allo interno dello feudo seo accompagnazio da donna Caterinae, alla quale essa dirigea una castella di tolleranzia di li poco di distanzia. Essa invero era stata la compagna di seco per un annalem,et una stregam di Pescasseroli, allo quale lo cardinalem la abea messa alla cintacon uno tranellium, riputiando poi lo lo figlio bastardeo seo,poichè esso era un uomino sessualo ( si notea da una voglia a forma di ausiello sulla natica a poca distanzia dallo deretanae ), e alla ecclesia codesta cosam non potea che essere di sgradimentae. Lo bastardeo era invero lo scudiero Giulien, poscia affidazio alla pecorea neghera, dalla dote innata di uomino sessualo-sitter. Lo cardinala domandeò alla sua un tempore amata "Donna Catarina, la scorsa nocte sogneai lo dimonio Mammona, alla quale mi favellò che se non pongo in sacrifizio una verginae illibatae tutta la popolazio dello feudo meo verrà impalatam attraverso lo deretaneo con lo torututto mammonico ! Tu che sapienti allo fondo la conoscenzia delle mignotte dimmi ordunquem : vi è una donna verghinem allo interno di questo feudo alla quale tu ne sei alla conoscenziam ? " La Catarina si irrigidì tutta e istrabuzzò gli occhi di seco. Poscia si accasciò in la terra e si abbasseò le abbraghe et con un manufatto fenizio dalla circonferenzia di 6 dita monche e dalla lunghezza di uno piede di babbuino essa se lo infilo nello antro sea. Esso era uno rito pagano per chiamare li spiriti in ausilio. "Alli spiriti, alli spiriti, ausiliate meco ! " gridea tutta indemoniazia, come Vanna Marchi da Frascati. Venne in ausilio, invero, lo spiritae di Rocca Siffredae, scudiero di Re Ubaldo, alla quale la stregam lo conoscea biblicamentem. Poscia una parte dello rito grazie alla qualem lo cardinalo si masturbeò con lo pipino seo, lo spiritae li sussurò la rispostae a ellam, la quale si destò dallo stato di trans indove essa era rimasta, invero. Lo cardinalò fabellò : " Donna Catarinae, abbiate la compiacenzia di dirmi tosto lo nomenclatura dello nome di codesta illibata femminea ! " Essa proferì : " Lo nome di Mafalda da Arcinazzae ei mi proferì !!! " E in preda alla felicitate lo cardinalo si abbaseò le abbraghe e si fellatiò in completa solitudo et riverenzia... ...continuam
Tuesday, July 29, 2008 

Category: MySpace

FRANCIA

 

Quando è stato un po' come..

..esserti a poca distanza

mi sono

soltanto e subito

infranto...sulla tua costa

 

un po' come..

..l'oceano che ti circonda

è stato mio impulso naturale

tornare subito e soltanto

 

 indietro...

...impazzire in mezzo agli altri,

rossi marosi,

scuotermi e librarmi di un inganno

così imprevisto

 

avanti...

strillato dal vento

a lasciarti in ricordo

un anello di sale

 

 vedere ora

gli occhi verdi della Britannia

sulle mie ali di mare

Monday, July 28, 2008 

Category: Dreams and the Supernatural
SHAOLIN
( Pofi; Cutillo, De Gori, Zambon)


C'erano una volta due animali
fatti o p posti a stare in piedi
due bicchieri mezzi vuoti e mezzi pieni
Uno che riempiva l'altro
che svuotava il sacco pieno
di regali strani di animali e…
furon essere gli umani

Vennero dal ritmo voci uguali
cinque lingue musicali
sette leggi e dieci vizi capitali
astronomi risate e pianti greci
sotto gli archi dei romani
gli imperiali e i costruttori samurai

 shaolin shaolin shaolin shaolin shaolin shaolin shaolin shaolin

il comunismo è cieco e l'anarchia
non è figlia di Maria,
disse il nonno trombettiere a Porta Pia,
il codice in decesso è l'energia
quella buona è l'entalpia
che si perda l'entropia nella pazzia
e favole all'ingrasso sui giornali tele-culi eccezionali
fanno a botte con le mànie dei beati
ladroni con la croce sopra il petto
oggi il papa è benedetto
e quando muori vai laggiù
e Gesù Cristo non c'è più

 shaolin shaolin shaolin shaolin shaolin shaolin shaolin shaolin
 shaolin shaolin shaolin shaolin shaolin shaolin shaolin shaolin

guarda come volan gli aeroplani
come cadono lontani
dentro il Mare dei Sultani, gli aeroplani,
la guerra video-chatta nella pace
sottoscrivi non ti piace
strisce stelle ed uragani e…
 furon essere gli umani

dell'io del resto propria è la morale
chi sta bene e che sta male
libertà è intersoggetività sociale
ma io che vedo stelle dentro ai fiori
che mi perdo dentro ai suoni
vi ricordo ascoltatori, siete gli esseri migliori
Thursday, March 13, 2008 

Category: Parties and Nightlife
Il significato della parola Saesciant secondo voi

qualcosa tipo "zitto e canta"
qualcosa tipo SAndro & CHantal (si amano)
qualcosa tipo "sa e tace"

genomello genomò

è un neologismo francofono.
oppure il vino bianco era cattivo


mmmmmmm...niente?????


Iamo bene!!!


per me significa fai silenzio in qualche dialetto strano!


"SE NE è ANDATO" IN BARESE


una dimensione in cui ci si perde, in cui si diventa tuttuno con il nostro io piu’ interno, in cui voi trovate ispirazioni rincorrendo idee e spartiti, e noi comuni mortali con il beneficio di ascoltare le vostre interpretazioni sul mondo riflettiamo mettendo a paragone le vostre verità con le nostre reali.......non so se ho reso l’idea?

Silenzio in sanscrito
Thursday, February 07, 2008 
...e come dissero i creatori di Doom

"uscirà quando sarà pronto"