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Tuesday, September 01, 2009
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Tuesday, May 05, 2009
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Sul sito Idee radio http://www.ideeradio.it/archivio/articoli/arch_2009/per_saperne/tetes% e sul quotidiano "Terra"
su Il
Blog dell'Alligatore

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Thursday, April 30, 2009
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I RICICLISTI (LIBRO + CD) DI ANDREA SATTA (Ediciclo editore)

“I RICICLISTI” è un romanzo, il primo di Andrea Satta voce e pensiero del gruppo Têtes de Bois. Esce il 5 maggio per la casa editrice Ediciclo. Una storia carica di dolcezza e passione, tra passato e presente, realtà e visioni, montagne ed eroi in cui attraverso la bicicletta si svelano la realtà e le emozioni.
Al libro è allegato “I Riciclisti - Radio a pedali”, quattro canzoni per pedalare suonate dai Tetes de Bois, tre delle quali inedite: “Dai”, “Mia cara miss”, “Le bal des cols” (con testo di Gianni Mura), “La canzone del ciclista” (nuova versione).
“I Riciclisti è dedicato all’amore e alla passione per la bicicletta in tutte le sue declinazioni possibili. La bicicletta degli eroi, della fatica, quella delle montagne, degli orizzonti aperti, dell’attesa, quella del business e delle carovane pubblicitarie, la bicicletta partigiana, la bicicletta contadina, la bicicletta della povertà, degli extracomunitari che tornano di notte, ubriachi e senza luci sulle strade statali, la bicicletta delle belle ragazze vestite leggere e degli amori a primavera, la bicicletta alla radio e alla tv, la prima volta della bicicletta senza rotelle che da sempre lega in un momento unico padri e figli. L’Italia attraverso la bicicletta.
I RICICLISTI è anche, naturalmente, uno spettacolo dei Tetes de Bois dal vivo, fatto di musica, racconti e poesia, che verrà presentato in anteprima nazionale alla Maison Musique di Rivoli il 18 maggio, per debuttare a Roma il 31 maggio all’Auditorium Parco della Musica, in occasione dell’arrivo nella capitale della tappa che chiude il centesimo Giro d’Italia. In entrambe le occasioni saranno ospiti della band Moni Ovadia e Sergio Staino. Dal 9 al 31 maggio Andrea Satta & Sergio Staino, saranno “due uomini in fuga”, inseguiti da un camper con altri Têtes dentro. Seguiranno come corrispondenti dell’Unità il centesimo Giro d’Italia I RICICLISTI IN RADIO : dall’11 al 15 maggio 2009 - Storyville - Fahrenheit Radio3 (Andrea Satta legge “i Riciclisti”) 17 maggio 2009 - Radio Popolare in diretta da Patchanka, ore 14.30 I RICICLISTI IN CONCERTO 18 maggio 2009 - Rivoli (TO), Maison Musique, via Rosta 23. Anteprima nazionale . Tetes de Bois con Sergio Staino, Moni Ovadia e Licio Esposito alle visioni di sabbia; 31 maggio 2009 - Roma, Auditorium Parco della Musica - Sala Petrassi - Tetes de Bois con Sergio Staino, Moni Ovadia e Licio Esposito alle visioni di sabbia; I RICILISTI PRESENTAZIONI 8 maggio 2009 - Mestre, Libreria Feltrinelli - presentazione libro "I Riciclisti" 16 maggio 2009 - Torino, Fiera del libro - presentazione del libro "I Riciclisti". Andrea Satta con Darwin Pastorin e Carlo Annese. Spazio Autori B - ore 14.30 22 maggio 2009 - Firenze, Libreria Feltrinelli, ore 18.30 23 maggio 2009 - Sesto Fiorentino (FI), presentazione del libro "I Riciclisti". Con Alfredo Martini (ex ct della nazionale di ciclismo più volte campione del mondo). Ore 11 «La bici di questo campanello era quella di un postino, che la usò per cinquant’anni per portare messaggi d’amore, di guerra, di pace, di morte, di sventure, e anche di speranza fin nelle contrade più lontane. Poi, dopo la pensione fece il guardiano della diga, alla testata della valle. Pedalò fino all’ultimo respiro per vigilare, per fare il fontaniere e per pescare nell’acqua del lago in cui è sepolto. Sì, perché questo lui chiese che, una volta morto, potesse finire dentro il lago, insieme alla sua vecchia bici. Come un marinaio in mare. E così è stato. Una barca a remi prese il largo, circondata di piccoli lumini, in una notte tiepida di aprile e mezza luna. Silenzio sulle rive, come fosse solo, ma era convenuta lì tutta la valle. Questo campanello è quel che di lui resta e ha un suono raro.» L’AUTORE Andrea Satta è il cantante dei Têtes de Bois. Fa regolarmente il pediatra nella periferia romana e questo mondo di cose concrete, bellissime, a volte difficili, gli ha consentito di mantenere un rapporto con la vita reale che ne caratterizza l’opera e la fantasia. Ha fatto il venditore di calendari, il procacciatore di assicurazioni, il manovale, il trasportatore notturno di giornali, il cameriere, in Italia e in Inghilterra, il lavapiatti in Scozia, il lucidatore e guardiano di velivoli d’epoca in Belgio, facendo decine di voli su biplani e mongolfiere. È direttore artistico della Officina Culturale della Regione Lazio “41esimo parallelo”. Ha ideato e diretto per dieci anni il Festival Internazionale di Arte su strada “Stradarolo”. Assieme ai Têtes de Bois è stato premiato con la Targa Tenco 2002 (come interprete con “Ferré, l’amore e la rivolta”) e nel 2007 con “Avanti Pop”, un disco e un progetto sul mondo del lavoro con tappe in tutt’Italia e da cui è stato pubblicato un librodvd edito da “Il Manifesto”. Ha avuto incontri, contatti e collaborazioni, intense e appassionate con tanta parte dello spettacolo italiano: da Paolo Rossi a Daniele Silvestri, a Moni Ovadia al Banco del Mutuo Soccorso, e poi Marco Paolini, Ascanio Celestini, Mario Perrotta, Giovanna Marini, Assemblea Teatro, Teatro Filodrammatici, Nada, Paola Turci, Ambrogio Sparagna, Lucilla Galeazzi, Sérgio Godinho, Arnoldo Foà, Mauro Pagani, Ulderico Pesce, Stefano Tassinari e tanti altri. Ha collaborato con “Carta” e con “Il Manifesto” per il quale, nell’estate 2008, ha seguito il Tour de France come inviato, realizzando un singolare reportage. LO SPETTACOLO Un nuovo, poliedrico progetto per i Têtes de Bois, nato da una passione antica e profondissima e da un lungo e meticoloso lavoro di ricerca di luoghi, storie, visioni e personaggi. E’ il 1975, Francisco Galdos e Fausto Bertoglio si contendono per quarantuno secondi di distacco a favore dell’italiano il 58esimo Giro d’Italia nell’ultima tappa sui tornanti dello Stelvio. Un testa a testa mozzafiato tra due grandi campioni fino all’ultimo colpo di pedale nell’emozione della folla e dei radiocronisti. Galdos vincerà la tappa, ma la maglia rosa alla fine andrà a Bertoglio. I Têtes de Bois costruiscono nei Riciclisti, sullo sfondo della vecchia ed emozionante radiocronaca di Ferretti, un’altra storia, una dichiarazione d’amore al mondo della bicicletta, dei suoi eroi, del suo universo evocativo e anche del suo valore quotidiano… la bicicletta partigiana, la bicicletta del postino, la fatica, l’aria, le farfalle, gli alberi, le montagne lontane, l’ azzurro, la solitidine, il business, la lealtà, la bici senza luci dei ragazzi rumeni che pedalano di notte sulle nostre strade statali… Una dichiarazione d’amore vissuta nei suoni e nella poesia attraverso racconti, nuove e inedite canzoni e le interpretazioni di grandi artisti che hanno affidato alle due ruote le proprie emozioni. I Riciclisti è uno spettacolo teatrale che vede la collaborazione di Gianni Mura, Massimo Pasquini e Moni Ovadia che prima di tutto inseguirà il Giro d’Italia del 2009, l’anno del suo centenario, attraverso varie tappe: Venezia, Madonna di Campiglio, Cuneo-Pinerolo, Milano, Napoli, Benevento, Chieti fino all’arrivo finale di Roma, che i Têtes celebreranno con una serata-evento all’Auditorium il 31 maggio. E’ un evento musicale acustico per passi alpini, che debutterà il 5 luglio in Val di Fassa nella cornice di Suoni delle Dolomiti per poi proseguire nel mese di agosto sulla scia degli arrivi famosi. Sono le visioni su sabbia dell’artista Licio Esposito che accompagna la band dal vivo con la sua tavoletta luminosa e le tavole colorate di Marta Dal Prato. Sono, ancora una volta, gli ospiti, i ciclisti e gli amici senza cui ai Têtes de Bois non interessa pedalare. I Têtes de Bois sono: Andrea Satta, Carlo Amato, Angelo Pelini, Luca De Carlo, Maurizio Pizzardi, Lorenzo Gentile Riepilogo informazioni Editore Ediciclo Collana: La Biblioteca del ciclista/7 Titolo: I riciclisti Autori: Andrea Satta Brossura filo refe con alette + CD Formato: 14x21 Pagine: 160 Prezzo: € 16.00 isbn: 978-88-88829-80-7 In libreria da: maggio 2009 editore EDICICLO via C. Beccaria 13/15 30026 Portogruaro (VE) tel. 042174475 fax 0421280065 www.ediciclo.it ufficio.stampa@ediciclo.it Ufficio stampa per TETES DE BOIS BIG TIME CLAUDIA FELICI 329/9433329 FABIO TIRIEMMI 329/9433332 FAUST D'AGATA 328/0582686 Via Cesare Pavese 45 - 00144 - ROMA Tel. 06.5012073 - Fax 06.5011770 pressoff@bigtimeweb.it www.myspace.com/bigtime_roma
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Thursday, April 16, 2009
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Pubblichiamo il volantino della manifestazione che il COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO organizza da 14 anni a Sesto San Giovanni (Mi) per ricordare i morti sul lavoro e di lavoro. I MORTI SUL LAVORO E DI LAVORO NON SONO MAI UNA FATALITA’ Mentre per la crisi diminuiscono i lavoratori occupati e le ore lavorate, aumentano in percentuale infortuni e morti sul lavoro. Nel primi mesi del 2009 sono già centinaia i lavoratori assassinati sui posti di lavoro. Le malattie professionali, causa di morti “diluite” negli anni, solo per l’amianto tolgono la vita a 5.000 lavoratori ogni anno, mentre decine di migliaia sono i morti causati da altre sostanze cancerogene. A Sesto sono ormai 83 gli operai della Breda Fucine morti per amianto e centinaia quelli della Falck, della Marelli, dell’Ansaldo e cittadini mai entrati in fabbrica. Non la fatalità, ma l’aumento dello sfruttamento e il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, sono la causa principale degli infortuni e degli assassinii mascherati dietro i morti sul lavoro e di lavoro. In ricordo degli operai morti a causa dell’amianto e di altre sostanze nocive. Contro i padroni e il sistema capitalista che, nella ricerca del massimo profitto, calpestano la salute e la vita umana
Sabato 18 aprile 2009 – ore 16.00
Il corteo parte dal Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” di via Magenta 88, Sesto San Giovanni
La manifestazione si snoderà per le vie del quartiere e si concluderà alle ore 17,30 con un’assemblea presso il Centro di Iniziativa Proletaria in via Magenta 88. Durante l’assemblea interverranno rappresentanti di altri Comitati. Via Magenta 88 / 20099 Sesto S. Giovanni MI /tel+fax 02.26224099 C/o Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” e-mail: cip.mi@tiscalinet.it
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Monday, November 03, 2008
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Current mood:  determined
I Tetes de Bois vi invitano a firmare la petizione:
"GIOVANNA MARINI SENATRICE A VITA" CONSEGNATO L'APPELLO AL PRESIDENTE NAPOLITANO “Riteniamoche ci siano in Italia poche persone, pochi cittadini e pochiintellettuali che, per eccellenza professionale, passione civile,rigore morale e sobrietà di costumi, meritino quanto Giovanna Marini ilpiù alto riconoscimento civile e istituzionale previsto nel nostroordinamento democratico”. Con questa motivazione è stato inviato alPresidente della Repubblica un appello per la nomina a Senatore a vitadi una delle più note e alte esponenti della cultura musicale epopolare italiana. Su iniziativa del sito “Informazione e Democrazia” (www.infodem.it)diretto da Beppe Lopez, l’appello è stato sottoscritto da un centinaiodi cittadini, intellettuali, professionisti, giornalisti e operatoriculturali fra i quali Sandro Curzi, Grazia Francescato, Ivan Della Mea,Beppe Giulietti, Marcelle Padovani e Alessandro Portelli.
“Da‘cantastorie’ - e cioè da musicista, cantante, compositrice,ricercatrice, animatrice culturale ed etnomusicologa - Giovanna non èsolo una delle voci più espressive e più importanti della musicapopolare e contemporanea del nostro Paese”, si legge nelle motivazionidella iniziativa. “La tipologia e la qualità delle sue ricerche, dellasua produzione, delle sue esibizioni e complessivamente della suaattività ne fanno, in assoluto, uno dei protagonisti della vitaculturale nazionale che più hanno contribuito alla formazione e allatenuta di una risorsa di valori, non solo musicali, alla quale attingee potrà attingere sempre più il popolo italiano per conservare lapropria memoria storica e tutelare la propria identità, in un mondosempre più globalizzato che però produce e in definitiva si nutre dibisogno di identità”. POTETE FIRMARE A QUESTO LINK: http://www.infodem.it/iniziative.asp?id=1449&err=256
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Monday, September 29, 2008
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Un'idea Têtes de Bois
41° PARALLELO....
progetto di arte e cultura sul filo del 41° parallelo....
11-12 ottobre 2008, Zagarolo (Roma) ....
II edizione....
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Il 41° PARALLELO sarà un grande laboratorio culturale che si aprirà a tutti i paesi e ad alcune delle maggiori città degli stati che si trovano tra il 41° ed il 42° parallelo appunto, che è la nostra latidutine …
Dal territorio ad est di Roma parte un nuovo viaggio, un'ipotesi, un sogno da sviluppare negli anni che verranno. Se guardiamo oltre la fila di case e di pioppi e le montagne consuete, l’orizzonte quotidiano, oltre la convessità del mare e del cielo, c’è altro mondo e non è cosa facile da tenere a mente di questi tempi…
Fantasia concreta e gli occhi vanno verso, il parco Nazionale d’Abruzzo, il Molise, il Tavoliere delle Puglie, il Gargano, il nord della Lucania, Bari, Tirana in Albania, Skopije in Macedonia, Xanthi in Grecia, Istanbul, la costa pontica della Turchia, il Caucaso, la Georgia e Tblisi, Armenia, Azerbaijian, il Mar Caspio, le steppe delle regioni della ex Unione Sovietica mussulmana, Uzbekistan, Turkmenistan, Kighizistan, i deserti freddi della Cina (il Taklimakan e il deserto del Gobi), la Mongolia Interna, la Grande Muraglia, la Corea del Nord e il Giappone, nello stretto tra Honshu e Hokkaido, per raggiungere le grandi pianure degli States, le terre dei nativi americani e Chicago, la periferia di New York, poi attraversando l’Atlantico, le coste europee, Oporto, Valladolid, Zaragoza e Barcellona, passando per l'Asinara e la Gallura (la terra di mio padre), fino a tornare nel territorio romano. Prendi il mappamondo o vai su gougle earth e divertiti!
Si tratta di avere immaginazione. Se fosse possibile rimuovere la calotta artica terrestre fino al 41esimo parallelo individueremmo un piano circolare e, senza più il limite della curvatura dell’orizzonte terrestre, potremmo vederci, lanciarci fiori, rotolare bottiglie di birra e salutarci con la mano…
Dunque, l’obiettivo di 41esimo parallelo è essere in contatto con altre culture, scambiare idee e instaurare rapporti, attivare laboratori, collaborazioni, partendo dal proprio territorio, dalla sua particolarità per poi sviluppare uno spazio aperto alla diversità, alla memoria, alla creatività.
41mo parallelo come dialogo costante, cerca la partecipazione di tanti appassionati per completare il quadro, un’opera scritta collettivamente.
Il gioco, la bizzarria, la passione anche enigmistica, la ricerca e la cura del dettaglio, il tratto ludico e anche infantile sono una leva importante quanto la tensione civile in questo progetto.
Fuori dalla programmazione degli eventi strettamente riconoscibili come interventi culturali e gli spettacoli saranno attivate delle iniziative collaterali, come per esempio un giro del mondo in bici lungo il 41mo parallelo.
Le performances (ad eccezione di questo primo appuntamento) si svolgeranno in una tenda da circo, diversa di volta in volta, nomade e carica di segnali, spettacoli e cultura dei luoghi. Uno spazio che accoglie e conosce, registra, cerca e conserva, rinnova, scrive pagine alternative alla cultura dominante, sottolinea differenze, soprattutto quelle impercettibili.
Ogni tappa prevederà delle mappature, ossia un insieme di strumenti per esplorare i territori del 41mo parallelo; aprono il viaggio, superano i confini e disegnano le diversità, permettono di entrare in storie, abitudini e tradizioni e sono censimento e narrazione per tracciare il mondo del 41mo parallelo.
Le mappature già realizzate sono
La mappa geologica ambientale realizzata da Mario Tozzi;
La mappa delle televisioni realizzata da Antonio Dipollina;
La mappa climatica realizzata dal Colonnello Massimo Morico;
La mappa delle spigolature mitologico-letterarie curata da Franca e Luisa Pranzetti;
Il progetto complessivo avrà, oltre a quelle citate, anche:
La mappatura astronomica realizzata da Margherita Hack;
La mappatura della canzone civile e politica realizzata da Sandro Portelli;
La mappatura agronomica a cura di Nicola Montroni
Nei luoghi e nel periodo dell’anno che furono di Stradarolo, il Festival Internazionale di arti su strada (sempre un’idea dei Tetes De Bois) che per dieci anni ha presentato un altro modo di fare cultura e spettacolo, occupando spazi inusuali come aree di servizio, svincoli autostradali, angoli di borghi e palazzi storici, si terrà il battesimo di 41mo parallelo. L’11 e il 12 a Zagarolo ci sarà l’inaugurazione della residenza
Stiamo allestendo, inoltre, un viaggio in corriera dalla periferia di Roma a Bari attraverso varie residenze artistiche, Isola Liri (fr), Provvidenti (cb), San Severo (fg), Barile, Rionero in Vulture e Potenza (pz), e appunto Bari …
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PROGRAMMA , ZAGAROLO - Inaugurazione dell’officina culturale del 41º PARALLELO
sabato 11 ottobre....
dalle ore 10.00 in poi....
Escursioni in città
letture poetiche, fiabe e racconti del 41° parallelo con Fabrizio Parenti e i Têtes de Bois nei Bar e Supermercati; blitz tra i banchi del mercato.
Piazza Marconi, ore 21.00....
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I cantori di Carpino ....
La tarantella del Gargano, le radici, la voce e le nacchere di Antonio Piccinino, cantore di Carpino, depositario di una musica purissima, antica e dinamica. Chitarra battente, tamburello, castagnole e tanto tanto ritmo per uno straordinario concerto di musica etnica di valore internazionale che testimonia il portentoso salto di generazioni che questa musica riesce a compiere.
Piazza Marconi, ore 23.00....
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41esimo giro ....
Silent disco, movimenti in piazza, dischi in arrivo dal 41° parallelo, due programmi radiofonici da ascoltare in diretta e djset dal vivo a cura di due giornalisti musicali, Timisoara Pinto (Radio Rai) e Marco Boccitto (il Manifesto), appassionati di canzone, cultura e suoni del mondo. Passeggerete in piazza con la stereofonia di una cuffia infrarossi, e fuori il silenzio.
domenica 12 ottobre....
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Piazza Marconi, ore 15.00....
Eccentrici Dadarò
“Il giro del mondo”
Giochi di piazza provenienti da tutto il mondo per bambini dai 5 a 110 anni. Un planisfero gigante. Un viaggio attraverso i paesi della terra. Un itinerario, una tabella di marcia da compiere, città da visitare. Le navi, i treni, gli aerei, le mongolfiere che compongono la ruota degli spostamenti determinano il viaggi e lo arricchiscono di piacevoli o spiacevoli “imprevisti”.
Palazzo Rospigliosi, ore 19.00....
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Muta Imago ....
“(a+b)3”
A e B = Lui e Lei. Entusiasmi e speranze. Sulla scena soltanto un cubo, una scatola delle meraviglie ricca di potenzialità e sorprese. Immagini teatrali inventive e rigorose, ironia e incanto su un tema che sconvolge tanti paesi del 41°parallelo e che separa inutilmente: la guerra.
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Tuesday, July 29, 2008
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IL MANIFESTO 27 LUGLIO... Ultima tappa... di Andrea Satta
Viva i secondi, ora tutti scriveranno Spagna dappertutto, al Giro, al Tour l'altr'anno, quest'anno. Le tappe dei Pirenei aggiungo sono state le più emozionanti, quelle dove bolliva il sangue. E' probabile che gli spagnoli abbiano vinto lì. Erano tanti in montagna, coi bambini, coi nonni, con le sedie e le merende. Oggi a Parigi sarà record di transenne, ne serviranno tantissime per attraversare la città. Da tempo avranno cominciato a lavorare, ormai li conosco, poi ci sarà da smontare, portarle da qualche parte. A che fare? Dove possono servire tutte insieme? Sarà finito il contratto a progetto con l'ultimo scaricare. E' stato per me il Tour visto dietro il sipario, i ciclisti, le squadre, la preparazione, le cene, i chilometri, le attese, le notizie all'ultimo, la popolo che si organizza, le salite, le delusioni, gli italiani mancati, i bambini, i papà in bici, le ragazze sui guard-rail come poster di carne, di fascino e di vento, la carovana della pubblicità, gli elicotteri, la sicurezza, le esclusività, la polizia stradale. Uno sguardo laterale, nelle valli che avevo il tempo di occhieggiare per ipotesi indagare, intorno alla corsa che non volevo trascurare. Per me è stato tramandare. Volevo dirvi della curva di Casartelli con Timi e Betta, di me laico a Lourdes, della notte di freddo sui Pirenei con Marta dal fornaio, della salita che ci siamo fatti in bici con Gianni sul Peyresourde, dell'attesa con Licio a vedere come cresce una tappa di montagna sull'Hautacam, dello sprint alle 4 di mattina da solo sul traguardo di Aurillac (vincendo), della luna piena sul Colle della Lombarde, del precipizio del Galibier, la spiaggia dura di Narbonne, tutte le storie che ho incontrato, le facce che non ricordo e mi resteranno dentro. Avevamo creduto alla corsa e l'abbiamo attesa, pensata, sognata. E' finita come una rosa tagliata, già fra un po' non avrà spazio negli occhi, eppure c'è stata, la fatica resta, le foto, le riprese. Ci è venuto in mente di fare per davvero un disco sulle bici e uno spettacolo con le poesie e gli scritti. Mi viene da pensare a Caproni, a Gozzano. Noi a Parigi non ci andiamo. Siamo tutti, all'ora della promenade pubblicitaria, a Gioiosa Ionica, i Tetes, Timi, Voltarelli, Cederna, Di Giacomo. Molto tempo abbiamo dedicato questo anno, alla storia di un mugnaio di Calabria, Rocco Gatto, sparato dalla 'ndrangheta, il 12 marzo del '77, nei giorni di Francesco Lorusso. Dei ragazzi nati lo stesso anno della sua morte, dei giovani giornalisti di Reggio Calabria, ci hanno fatto conoscere la sua storia e con Libera e l'associazione Da Sud, ci siamo ripromessi, firmando appelli e coinvolgendo artisti, di far restaurare un murales nella piazza del mercato a Gioiosa, realizzato sull'onda dell'entusiasmo nei giorni successivi all'assassinio. Alla fine ecco, dopo aver raccontato la scorsa estate la storia di Rocco a migliaia di persone al Festival jazz di Roccella, il miracolo arriva, il murales si restaura e domani lo inaugureremo per tutti quelli che lo sapranno amare con gli occhi. A Danilo Chirico, a Marcello Fagnani, a Paola Pinchera, a Paolo Damiani e soprattutto a Libera di Don Ciotti, a Gabriella Stramaccioni e a Tiziana Barillà, devo questo privilegio. Un Tour può finire anche così.
info@avantipop.it
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Tuesday, July 29, 2008
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IL MANIFESTO 26 LUGLIO di Andrea Satta
Assemblea delle farfalle. Anche ieri volata a due, stavolta Chavanel su Roy, in Italia viene abbattuto il velodromo dell'Eur, Filippo Simeoni è secondo al Brixia Tour. Si torna in Alvernia dove avevamo visto vincere Riccò. Farfalle, un giorno. Domani queste saranno stanche ce ne sarà una in maglia gialla e volerà verso il sole, fino a confondersi il colore. Domenica promenade. Attesa? Frenesia? Passione? Può farcela Sastre? A volte ha perso da Evans a cronometro meno di quanto ha ora di vantaggio, dice Carlo Amato al basso, che divide i chilometri con me. E poi ricordo crono dove maglie poco accreditate contro il tempo hanno fatto grandi cose, aggiunge Maurizio Pizzardi alla chitarra. L'avrà letto da Mura o Pastonesi, lui di ciclismo non capisce un cazzo. Ama il pedalare, così, tanto per fare… Ma tutte farfalle, domani non sai mai chi vedrai volare. Hanno pure perquisito la macchina della famiglia Scleck, ma cerano solo asciugamani, ombrelloni e sedie sdraio. Per il podio dico Menchov, sentenzia il casellante dell'autostrada (quest'abitudine di intervistare i casellanti ci ha fatto perdere un sacco di tempo). In fondo a un rosso del Rodano, vedo il tracciato della Tav in Francia, un pazzo al telefono mi propone un viaggio in Val di Susa (!) "me l'hai promesso." Faccio retromarcia. Il Tour l'attraversa più volte anche quest'anno, il tracciato TAV. Andiamo. Farfalle notturne. Preparo le monnaie, valico, svalico, Eccomi. Si te l'avevo promesso. Ragazzi, polenta, vediamo come va. So che devo ascoltare, ho voglia di ascoltare. Ludovico, Claudio, Chiara, il prof Richetto, Ricky e la Polveriera Nobel. Salve io vengo dal Tour… sono qui per ascoltare. Sono volate queste parole, ordinatele voi. Corruzione, mafia, asbesto, uranio, frane, acqua deviata, fontane asciutte, malavita, sindaci che passano dall'altra parte, paese che si ribella, difesa del territorio, appalti, speculazioni, preventivi, nuovi preventivi, perizie , valutazioni di impatto ambientale mancate, imprevisti geologici, ferrovia, ferrovia sottoutilizzata, energia, petrolio, grandi famiglie, leucemie, dinastie, identità culturale. Avvocati, contro avvocati, soldi. Asseblea di farfalle. Patto di mutuo soccorso. Movimenti di terra, camion, impianti di risalita sempre fermi, montagne vuote d'acqua. 44 euro per passare il Frejus col camper one way! Domani c'è la crono mi sa che vado. Ma se qui frana tutto sarà il caso di bucare tutto? Assemblea di farfalle in corso. E poi attraversando l'Aurelia, andando al mare, qualcuno di quelli che corrompe, è mafioso, se ne fotte dell'asbesto e dell'uranio (tanto non tocca a lui), gestisce appalti e speculazioni (o ci spera come un cane alla mensa del padrone), devia le acque, prosciuga le fontane, orienta le perizie, aggira e confeziona preventivi, elude le valutazioni di impatto ambientale, tace della ferrovia sottoutilizzata, dell'energia che occorre per mandare un treno a 300 all'ora (caricandoci su i tir), si fa schiavo delle grandi famiglie, delle dinastie, attribuisce alla sfiga tutte le leucemie, massacra le identità culturali, schiuma soldi dalla greppia di scontri tra avvocati. Questo, in gambe pelose e bermuda, attraversa l'Aurelia e all'amico del cuore confida Sai, sono deluso da Riccò. E' una corsa contro il tempo. Farfalle e maglie gialle, i No Tav.
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Saturday, July 26, 2008
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IL MANIFESTO 25 LUGLIO
di Andrea Satta E' questo il tuo colpo migliore? Si sarà sentito chiedere Carlos Sastre dalla sua compagna al telefono ieri. A vederlo solo al traguardo ho provato piacere. Meglio pensare all'Alpe d'Huez. Credo di aver letto sull'oroscopo di oggi, Scorpione : cazzi vostri! Abbiamo messo la nafta nel serbatoio dell'acqua, ci si è bloccata la scaletta per uscire dal camper, poi ci è sparita la carta di credito. Consideriamo quest'area di servizio un obiettivo militare, la indicheremo a Bush, come una cosa che è meglio bombardare. Poi abbiamo saputo che era pure caduto Cunego, che viaggiava con 22 minuti di ritardo insieme ai suoi fedeli in fuksia e blue. Allora pensiamo a quando eravamo bambini. A una tappa del giro d'Italia '75. Arrivo sullo Stelvio a 2750 metri. Neve, aquiloni, folla, striscioni. Ma io quello tappa non l'ho mai vista. L'ho sentita alla radio. Mio padre per 2 anni non volle ricomprare la tv, quella vecchia aveva detto basta un sabato di Canzonissima, e allora noi accendevamo la radio. La mettevamo al centro della tavola a pranzo e dopo ce ne andavamo in balcone ad ascoltare il Giro. Francisco Galdos un po' mi ricorda Carlos Sastre, qualificato, sulla trentina, non un campione e, come Sastre oggi, davanti agli occhi la possibilità di vincere la cosa più importante della sua vita, un grande Giro. Rivale era Fausto Bertoglio, campione nemmeno lui, uno che per un incrocio di destini si era trovato ai piedi dello Stelvio in maglia rosa con circa 40 secondi di vantaggio sullo spagnolo. Un tornante dopo l'altro, alla ruota di Galdos, Bertoglio vede avvicinarsi il sogno. E non cede. Galdos va su, ogni tanto si gira, lo controlla, Bertoglio ha paura. L'ho sentito qualche giorno fa e non gliel'ho chiesto, ma ci sta, ha avuto paura. Non l'ho visto in faccia Bertoglio, quel giorno, e nessuno se lo ricorda bene quello Stelvio. Non c'erano davanti né Merckx, né Coppi, né Moser. Solo Bertoglio e Galdos. La cronaca di Claudio Ferretti e Rino Icardi io me la ricordo benissimo, però. Quella radio di papà è legata a quei secondi, a una sbandata, a una catena saltata, a una crisi di fame, a una batteria sempre in fin di vita. Con altre Superpila riciclate ascoltai a quella radio anche l'annuncio del terremoto in Friuli che, non so perché, associo nel dormiveglia a una partita del Torino di Claudio Sala. Alla fine Bertoglio rimase in maglia rosa. Tappa a Galdos però. Italiani brava gente. Bertoglio in quella salita, Galdos non lo affiancò mai. Ora Sastre potrebbe, omaggio ai secondi, portare a casa la vittoria della vita, col suo colpo migliore, con quell'andatura sofferta e inclinata da condannato al pedale. Ma sabato. Intanto, in una tappa conclusa con una sfida da sei giorni, due altri comprimari al traguardo di Sant'Etienne, mentre il Tour passa dove vanno in fuga anche i contenuti delle centrali nucleari. Vince Burghardt, Barredo è secondo. Altra gente a 3.30 il gruppo con il solito ritardo di quando non gliene frega niente. Sempre uguale la Generale. Tutti aspettano la crono, Cunego e il ciclismo italiano, sparito al Tour. Sastre come Galdos? Ancora uno spagnolo a tre quarti di carriera, ancora un non campione, ancora pochi secondi l'ultima sera… Chissà cosa diranno alla radio… info@avantipop.it
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Friday, July 25, 2008
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IL MANIFESTO 24 LUGLIO di Andrea Satta
Che ne dite di un tipo di Monsummano Terme, scappato dall'Italia subito dopo l'avvento del fascismo, scavalcando le Alpi sulle spalle dei genitori, in qualche valico distratto, perseguitato proprio dal cognato, riparato in varie parti della Francia del Sud Est (compresa questa) e interprete del pezzo che fa più bicicletta di qualunque altro " … quando partivamo di buon mattino … a bicyclette"... ah di chi parlo? Di Ivo Livi, noto come Yves Montand? Che ne dite di una paese, Corato, presso Bari, emigrato da queste parti, pure lui, prima richiamato da un guantificio (e tutti si trasferirono in massa), e poi da tutto quello che qui si poteva mettere in piedi, e per qui intendo Grenoble, ad esempio? Che ne dite dell'ex ministro della cultura francese Catherine Tasca, figlia di uno dei padri della sinistra che, da ragazza, divenuta direttrice della Maison de la Culture di Grenoble, fece in modo e maniera di far conoscere ai francesi ad esempio Giovanna Marini, e Lucilla Galeazzi, la voce più intonata che io abbia mai ascoltato e poi tanta cultura e memoria e tradizione italiana? Che ne dite di un tale Andrea Anelli, ora a Monaco, che qui fondò una band di jazz, raffinato arrangiatore, anche lui stimato e amato immigrante di Corato? Che ne dite di un attore italiano, Paolo Lombardi con una voce bellissima, che parla perfettamente il francese, che segue il ciclismo dai tempi di Coppi alla radio e alla tv e che ieri mi aveva pronosticato la vittoria e la maglia gialla di Carlos Sastre? Che ne dite di un pastorello della Val Rendena, sulle Dolomiti del Brenta, con due idoli Bartali e Pantani, poliomielitico e figlio illegittimo di una famiglia poverissima di Carisolo, che dopo aver portato per anni le caprette in cima alla sua valle, fatto il garzone, il vice cameriere il quasi cameriere, il cameriere, l'autista, il portiere di albergo, di persona fidata, in persona fidata, finisce proprio nella portineria di una grande catena di hotel della Francia del Sud Est e da lì rispettato e spedito a Londra a fare il super portiere di albergo e alla fine, il giorno di una inserzione per gente fidata da Buckingham Palace, risponde per gioco invece lo chiamano a colloquio e diventa il maggiordomo di Elisabetta II? E quando decide di andarsene in pensione per farsi il giro del mondo, convocato da Sua Maestà, alla domanda "Luigi… (questo è suo il nome, Luigi, e il cognome Povinelli) … Luigi, non puoi lasciarmi così, non siamo poi tanto vecchi io e te, abbiamo sessant'anni in fondo…" risponde "Altezza, sessant'anni non saranno molti per essere servita ma per servirla si…"? Che ne dite di un vecchio padre, insegnante tra Francia e Italia che ha fatto innamorare il suo ragazzo, strapazzato cronista di ciclismo e periferico cantante di una band, coi suoi vecchi rumorosi dischi, di Gaisbourg, Brassens e Ferrè? Che ne dite della felicità della vittoria di Kessel a Jausiers, di un corridore sordo dalla nascita? Che c'è sempre una storia da raccontare al posto della televisione?
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