Hail bredren and sistren,
non ci incontriamo da un po' di tempo, la mia rubrica e' stata costretta ad andare momentaneamente in letargo perche' in questo periodo non ho piu' molto tempo libero a disposizione, e perche' il mio pc e' arrivato alla frutta, ma all'invito di Steve (Giant) di scrivere due righe sulla mia artista preferita non ho saputo proprio dire di no.
Ho lasciato la pentola in cui stavo cuocendo un po' di verdure e mi sono precipitato a prendere block notes e penna. Ed eccoci qui…
Riuscire a scrivere un pezzo piu' bello di "What a day" non era assolutamente una cosa facile, anche perche' stiamo parlando di un chune rilassato, cantato su un riddim molto piu' simile ad una ballad che allo stereotipo della reggae hit!
Tanya Stephens ci e' riuscita. Ha inciso questa "Theese street" nel cuore dei suoi fans, infiammando la loro anima e la loro testa con la frase "theese streets don't love you like I do." L'inversione di tendenza, o meglio il modo piu' tranquillo di elaborare le nuove tracce, si era gia' notata nell'LP precedente "Gangsta Blues", ma, nel nuovo lavoro "Rebelution", Tanya riesce a confermare la sua posizione costruita su di un background ragga dancehall ma anche di segmenti soul r&b.
Il suo modo di far scorrere le rime e' sempre lo stesso di un tempo, anche se a volte rallenta il beat, quasi per far capire bene alcuni concetti e ribadire il nuovo ruolo di poetessa rivoluzionaria della strada. Anche le tracce dancehall del nuovo lavoro sono arrangiate in modo minimalista rispetto a quelle della scena attuale giamaicana. Questo dimostra una naturale voglia di imprimere il giusto flow al suo percorso professionale, fatto di riflessioni, ma anche di esplicite critiche verso il sesso opposto, e conferma ancora una volta l'energia positiva del suo mood, cosi' caratteristico nel confezionare i brani.
"Still a got lose" e "Who is Tanya" sono molto accattivanti e denotano il buon livello di esperienze sul campo di Tanya, in "To the rescue" esce la grinta, a volte sopita, della Stephens supportata da un fresh roots riddim. I brani che colpiscono piu' rapidamente, e che finiranno per consumare il vostro lettore cd, sono "The Truth" e "To the limit" , ma la vera traccia bomba per me rimane "Don't play" ! Questo chune e' talmente essenziale da sembrare quasi acustico, ed e proprio la voce di Tanya che riesce a farlo lievitare e a trasformarlo in una traccia da sound system. Complessivamente "Rebelution" e' un buon lavoro, non molto migliore del precedente dal punto di vista creativo, ma sicuramente piu' cucito addosso all'artista, e con maggiore spazio per la sensibilita' della dancehall queen giamaicana.
Sembra quasi che i riddims siano stati creati dopo aver registrato la sua voce, e che il missaggio sia stato fatto in Europa.
Questo cd non vi lascera' impassibili.
"Rebelution" e' quasi totalmente prodotto dal suo compagno Andrew Henton, della Tarantula Records, anche se alcuni interventi importanti sul sound sono stati eseguiti da Ainsworth 'Big A' Higgins, il grande Barry O'Hare e Shircon.
Tanya sara' in Italia per un tour promozionale, ma al momento non saprei dirvi precisamente in quale luogo e in quali giorni. So che sara' a Venezia per il Carnevale.
La semplicita' di Vivienne Stephenson, questo e' il vero nome di Tanya, (nata il 2 luglio 1973 in Kingston, Jamaica), la rende spesso imprevedibile ed introvabile. Talvolta le sue risposte via email si fanno attendere molto, e capita di essere spinti a pensare che lei voglia snobbare un po' il mondo intero. In realta' i suoi atteggiamenti sono motivati da una curiosita' infinita nell' esplorare e nell'elaborare cio' che vive, e questa caratteristica la fa uscire spesso dai binari, creando appunto ritardi o comportamenti incomprensibili, se osservati solo superficialmente. Nei periodi in cui l'ho frequentata, sia qui in Italia che in Jamaica, ho notato che spesso prende appunti su cose che vede quotidianamente, su fotografie in apparenza banali ma che dietro nascondono qualcosa di profondo. L'ho vista registrare in studio, cantare su un palco, fare shopping, mangiare una pizza o bere un orange juice dal mio frigorifero sempre con la stessa semplicita'. E' di una coerenza sconvolgente.
La sua carriera inizia negli anni 90 e, come molti altri dj dell'epoca, cerca di farsi strada nel fitto mondo della dancehall di quel periodo. Essere donna e non essere ancora famosa, e' stata sicuramente un arma a doppio taglio per lei, ma la voglia di esprimere il proprio potenziale la ha aiutata a spingersi sempre piu' avanti, persino di qualche collega uomo gia' blasonato. Con "Nuh yu ready fi dis yet" piazza una perla ancora oggi suonata in molti sounds, grazie anche alla produzione che mette a disposizione della Stephens uno dei riddim piu' belli e piu' semplici degli ultimi quattro lustri. Con quel chune sale di un paio di gradini verso l'alto ed il suo nome diventa sinonimo di qualita'. Continua a farsi conoscere lentamente e con pazienza, piazzando buone hits come "Draw fi Mi Finger" e continuando a confezionare lavori interessanti ( quattro fino ad oggi : Too Hype VP Records 1997 , Ruff Ryder VP Records 1998 ,Gangsta Blues VP Records 2002 ,Rebelution VP Records 2006). Arriva in Italia per la prima volta grazie al "Jamaica Connection" organizzato da me. La supportiamo dal vivo con ..:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Taxi 109 band, e finalmente riesce ad esprimere anche qui da noi il suo potenziale live ai numerosi fans italiani che la attendevano da tempo.
Poco tempo dopo arriva nelle classifiche, come una meteora, la hit che l'ha consacrata e consegnata alla scena mondiale cantata sul riddim "Doctor's Darling" : "It's a pity" e' suonata nei sound system e nelle reggae radio di tutto il globo. Arriva la fama mondiale e cominciano tour importanti e sempre piu' affollati.
Tanya Stephens, nonostante questa immersione di notorieta', continua ad amare il rapporto quotidiano con le cose semplici della vita, e rimane legata moltissimo alla sua famiglia. Nello scorso anno e' stata invitata all'evento reggae piu' atteso, il nuovo Reggae Sunsplash, dove ha potuto esprimere, con liriche e aneddoti raccontati, una buona mezz'ora di show che ha raccolto molti consensi favorevoli. Allo stesso modo, e con la stessa decisione, ha rifiutato un invito altrettanto importante: quello al Reggae Sumfest (tanto per ribadire la sua coerenza). In quel frangente , la Stephens, avrebbe potuto accettare ambedue le offerte, quindi avere una vetrina piu' ampia e anche un ingaggio quasi doppio. Ma sulla bilancia delle scelte ha influito il cattivo modo di gestire le pubblic relation di alcuni delegati del Sunfest, che sarebbero arrivati a toni scortesi appena appreso del contatto (e del contratto) tra Tanya e il Sunsplash giamaicano.
In quanto a conferme questo suo ultimo lavoro ne presenta ancora molte. Per esempio e' evidente la sua voglia di indipendenza dalla linea discografica attuale. Tanya ha sempre mal sopportato produttori e gestori di marketing. Ora, infatti, scrive belle canzoni, senza badare molto se siano in linea o no con i pezzi che funzionano meglio in classifica.
Un comportamento rischioso ma che ha dato i suoi frutti e, onestamente, l'avremmo voluta qui in Italia anche se la critica fosse stata negativa. Ormai il suo talento e la sua personalita' sono chiari per tutti.
Tanya ascolta molta musica, ovviamente in prevalenza reggae, e in un intervista di qualche tempo fa ha espresso tutto il suo compiacimento verso Matterhorn e la sua 'Dutty Wine', malgrado gia' fosse uscita sul mercato da parecchio tempo.
Molte volte si trova in contrasto con alcuni sound system, che selezionano solo pezzi famosi, usando un modo fin troppo facile per infuocare la massive. Lei preferirebbe che fosse lasciato spazio anche a djs emergenti, citando il nome dell'artista durante le selezioni, cosi' da aiutare chi ancora non e' emerso. Questo atteggiamento sottolinea l'attaccamento alle proprie origini, e la giusta razionalita' di una persona che non ha ancora dimenticato i momenti scuri che tutti gli artisti attraversano.
Nonostante gli ultimi due suoi lavori siano entrati prepotentemente nelle world reggae chart, Tanya non ha ancora mai ricevuto nessuno nomination per il Reggae Grammy, ma questo e' il piccolo prezzo da pagare quando si e' cosi'genuini ed originali.
In compenso c'e' da dire che la Stephens ha cambiato il suo aspetto fisico, dimostrando un lato sexy finora tenuto nascosto, specialmente sul davanti ;-)
Tra Tanya e la sua "nemica" di sempre Lady Saw, c'e' ancora un po' di ruggine, ma chi aspetta un clash tra le due queens penso che rimarra' deluso. Le due reginette stanno prendendo strade diverse e, al momento, sembra che l'allieva abbia dimostrato piu' coraggio…Ma non snobbiamo di certo la maestra.
Magari succedera' prima che si scontreranno il Beenie con il Bounty, tanto per rimanere in clima di clash.
Vi aiutera' molto di piu' vedere un concerto di Tanya Stephens che aver letto queste righe, ma spero comunque che siano state gradevoli. Ci vediamo presto.
Blessed love to Tanya, family and crew.
FabioJunia