LORD THEREMIN
“Coooc… coooc… Sù, ragazze: fate posto, che arriva Franco. Buonanotte.”
E’ proprio vero: andare a letto per anni con le galline mi ha mantenuto il fisico e l’umore in stato quasi accettabile (sono così intrattabile quando non dormo le mie otto ore!), ma mi ha anche fatto perdere l’evolversi e la crescita di un gruppo di amici che avrebbero meritato ben altro che una sincera amicizia ma solo un frettoloso saluto dall’uscita mentre loro dovevano ancora esibirsi sul palco. Con questo novantesimo pago finalmente un debito con Renzo, il suo aristocratico profilo di irrequieto Scorpione e la banda di amici nota come Maraja (da pronunciare alla piemontese; “maraia” = dispregiativo per gruppo, folla, accozzaglia di perditempo).
Il tema della serata, nella settecentesca atmosfera di Villa Capriglio, piccola oasi verde (i prati) e gialla (la facciata) appoggiata sulla prima collina torinese, in una languida e serena serata di fine giugno, è “innamorati in lotta”, un concerto sul tema degli Amori Litigiosi, pescando da repertori tradizionali e canzoni originali del gruppo.
Io arrivo così presto da essere scambiato per un membro del gruppo che sta ancora provando, così posso subito apprezzare in distinta solitudine sia la line-up della serata – chitarra classica, percussioni, basso e la nostra Rosaria a dividersi fra chitarra, flauto traverso, mandoloncello e voce (ho dimenticato qualcosa?) – sia il repertorio, che spazia da sonorità sudamericane a bohemiennes.
................................................................................Manca ancora Renzo, direttore/regista/capo-banda/musicista/presentatore, elegante figura all’estremità sinistra del palco accanto al suo theremin. Per chi non lo sapesse, si tratta di uno strumento elettronico inventato dall’omonimo fisico e violoncellista russo, comandato a gesti. Dalla piccola scatola nera fuoriesce un’antenna verticale ed una specie di resistenza per lavatrice; il campo oscillante generato dall’apparecchio subisce modifiche in frequenza a ampiezza a seconda di come si avvicinano o si allontanano le mani del musicista: la sinistra regola il volume e la destra l’intonazione… insomma, così.
L’effetto finale è davvero intrigante. Avevo assistito ai primi esperimenti di Renzo con quell’aggeggio nell’ambito delle serate ai Cantieri d’Arte, ma ascoltarlo oggi, dopo più di un anno di costante esercizio, è tutt’altra cosa. Oltre all’impatto visivo estremamente suggestivo – uno stregone che con ieratici movimenti evoca lamenti e sospiri di Banshee irrequiete – il suo liquido suono si fonde in modo armonioso e intonato con il calore della solare e precisa base ritmica. Grande!
A un certo punto viene annunciato l’ingresso di un sassofonista, che effettivamente fa la sua apparizione sul palco ed inizia a suonare col gruppo. Io mi trovo seduto fra il pubblico in posizione perfetta, centrale, ma mi disturba la sua collocazione, di spalle, a nascondere i colleghi, a ignorare la platea. Sto per fare qualche indignato commento, ma una voce femminile mi precede e grida “Basta! Basta!” e sul palco sale un’esasperata Sophie, seguita dal suo anziano amante. La musica s’interrompe e noi assistiamo alla solita eterna storia: una coppia in crisi, due amanti con il loro carico di frustrazioni, nevrosi, ripicche, ansie, pudori, segreti, ritorsioni, desideri, che si scambiano carezze e rasoiate. Ogni tanto però si immobilizzano ed è il sassofonista che interviene, interpretando e svelando i pensieri segreti di ciascun personaggio e chiudendo ogni intervento col suono del suo strumento, ora spigoloso, ora dolce, fino alla conclusione dell’intermezzo teatrale.
Gli ultimi pezzi musicali completeranno la serata (ma con un doveroso bis) scavando in lucidi e beffardi testi pacifisti o proponendo personali e poetiche riletture di un romanzo di Zola.
Musica per pensare, ecco a cosa abbiamo assistito. Lord Theremin e la sua Maraja si guardano intorno con occhio acuto e spirito pungente e mescolano le arti dell’uomo – poesia, teatro, cinema, musica – proponendoci uno spettacolo intelligente, accattivante, gradevole, per palati fini, con una eccellente qualità sonora ed un messaggio che si può riassumere così: vogliamo divertirvi, ma anche raccontarvi delle storie e, nelle serate più fortunate, spingervi a scrutare nei vostri cuori.
Ditemi dove firmare: ci sto.
23/6/05
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