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Inseta



Last Updated: 11/29/2009

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Monday, November 16, 2009 
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Sunday, October 25, 2009 
presentiamo il nuovo brano "FUORI DA ME", nato da una collaborazione tra gli INSETA e la giovane poetessa Luciana Manco.



Procedere a passi cauti, prevedendo morsi.
Tutto l'amore che posso tra i tralicci e gli ammortizzatori.
Conchiglie di corallo di un mare lago lavandino.
Lavo via il tuo respiro che mi ha ghiacciata come gas.
Cannibale spietato. Cannibale spietato. Cannibale spietato.
Hai iniziato dalle mani.
Potevi mentire invece di impormi l'evidenza.
Senza battaglie e senza concorrenza.
Accettare e stringere le coperte.
Rallentare e spegnere le candeline.
Esprimi un desiderio che non sia lui.
Perché neanche un miracolo. Perché neanche un miracolo.
Perché neanche un miracolo.
Allora lasciami un vasetto di stelle cadenti sul comodino.
Che non si sa mai se domani cambia Dio.
Morti apparenti vegetali deprimenti.
Tutti i sorrisi li hai mangiati alle tre.
Gratto baci dalle braccia.
Graffio graffi.
Perché neanche un miracolo. Perché neanche un miracolo.
Perché neanche un miracolo. Perché neanche un miracolo.
Ti prego di toglierti di dosso anche nei sogni.
Se devo urlare avverti che stringo il cuscino.
Mi hai ridato solo due monete e l'accendino.
Della mia vita e della certezza solo cenere e fumo di cartina.
Dormi sereno.
Ché questo è il dopoguerra.
Ed io muoio di fame e stenti nella città degli spaventi.
Perché neanche un miracolo. Perché neanche un miracolo.
Perché neanche un miracolo.
Perché neanche un miracolo.
Sunday, October 28, 2007 

Inseta
Autoprodotto - 2007


Si parte senza indugiare.."Sento addosso il vento, di un'estate andata lontano ormai da me, ma viva ancora dentro".
Dolce e delicata la melodia e la voce raccontano la "magia" dei fuochi estivi che bruciano al sole ormai freddo e distante.
Energia nella rabbia della nostalgia e dell'addio. "Basta poco" sembra provare a rompere gli schemi del pop-rock melodico del gruppo romano.
E dopo il dolore raccontato una semplice ballata parla d'amore tra la voce sussurrata e poi urlante, una batteria in movimento e note sparse di pianoforte..a braccia aperte  si vola aleggiando su distese verdi e sconfinanti.
Enigmatica "In seta"..tra cambi di ritmi e stili è forse la canzone che più rappresenta il gruppo e la loro voglia di sperimentare..Le distanze aumentano tra il gelo..attimi di rivoluzione..
Solo voce,chitarra e piano per la romantica "La mia anima"..attimi di gioia e speranza per quel sentimento che rende libera l'anima…che fa respirare e sentirsi vivi.
Intense le note dei tasti bianchi e neri guidano "Dentro te", tra un testo parlato e poi cantato tra le vibrazioni di una voce bramante e sognante.
I quasi impercettibili passaggi dalla strofa al ritornello rendono speciale "Dovrei uscire" che chiude il primo lavoro degli Inseta con soffice pacatezza..
Il primo lavoro degli Inseta svela la natura sentimentale e nostalgica dei componenti.
Un intero album incentrato sul sentimento di cui nessuno può fare a mano di parlare e cercare di capire: l'amore.
Inevitabile l'influenza dei rappresentanti della musica pop: Renga su tutti.
In brani come "In seta" si nota la voglia di sperimentare del gruppo che fa intravedere la possibilità del salto di qualità. In bocca al lupo ragazzi!

Paola Zuccalà

Friday, June 01, 2007 
INSETA , IL POP VESTITO DI ROCK
a cura di Damiano Bianchi

Gli Inseta sono una band underground, ma rappresentano un punto luminoso per la musica a Roma. Gli Inseta sono un gruppo dei castelli romani, zona che, sebbene fuori Roma, ci sta riservando molte sorprese soprattutto nel musica rock.
La formazione è composta da Claudio e Flavio, fratelli e rispettivamente chitarrista e batterista della band. I due sono anche gli autori di musica e testi, a cui si affiancano Luca Morisco alla voce e al basso, Francesco Cardinali alla chitarra elettrica e Gabriele Gorini al piano e tastiere.
La band nasce due anni fa per opera dei due fratelli Claudio e Flavio e trovando equilibrio stabile con questa formazione e iniziano a produrre musica nel loro studio.
Gli Inseta in realtà sono una fusione tra la musica Pop e la musica rock, fusione che produce cosi un sound fresco ed energico. Abbiamo ascoltato il loro primo lavoro, un disco che si sono autoprodotti, composto da otto brani cantati in italiano e realizzati sui canoni della musica pop , ma che ci fanno intuire delle influenze che provengono da mondi diversi.
Il disco si presenta in una veste molto semplice ed essenziale , che probabilmente ha lo scopo di presentare la band più che il prodotto in se, ma a giudicare dalla qualità della musica possiamo affermare che gli Inseta sono ad un ottimo inizio, che non possono far altro che crescere.
Abbiamo l'impressione che gli Inseta  abbiano lasciato molto spazio all'interpretazione dei singoli musicisti. Il risultato è un prodotto omogeneo, che in ogni caso impedisce ogni previsione dell'ascoltatore.
La musica è un alternarsi di momenti leggeri e potente rock.  La quarta traccia, da cui prende il nome il gruppo, sintetizza questo concetto in modo impeccabile; un introduzione trascinante  che si apre su un ritornello melodico e cantabile.
Cosi come "Basta Poco" , che segue il brano di apertura, segue questa logica, ma in questo caso la ritmica è decisamente più incalzante e coinvolgente. In questo brano troviamo però influenze provenienti dal repertorio della musica elettronica, soprattutto per quanto riguarda la sezione ritmica, anche se rimane il chiaro timbro pop/rock.
Momenti di pura energia rimangono vivi per tutto il disco ad esempio con "Sento addosso il vento " che è appunto il brano di apertura e "Dentro di Te".
Il perno su cui ruota tutta la musica però, è anche e soprattutto la lirica. I temi che vengono trattati sono principalmente temi d'amore e infatti non mancano ballate e brani più dolci. Tra questi, quelli che ci colpiscono di più a primo impatti sono "Dovrei Riuscire" e "La mia anima".
"La mia anima" è un brano caratterizzato dal suono delle chitarre acustiche , i cui incastri accompagnano il cantato che ora sussurra e ora si alza come nei più classici "crescendo" della musica leggera. Non tradiscono questo aspetto gli archi , arrangiati seguendo appunto questa tradizione.
"Dovrei Riuscire" , invece,  chiude il lavoro e si snoda su un suggestivo arpeggio di pianoforte dal sapore decisamente Brit Pop a cui si accostano le chitarre acustiche che aiutano a far emergere il senso di un testo esistenzialista e intimo.
Questo lavoro è stato presentato a "Stazione Birra" il 16 Maggio, il celebre locale alle porte di Roma. Vale la pena parlare di questo lavoro perché rappresenta un punto importante nel campo delle autoproduzioni e di come la qualità non sia solo prerogativa delle grandi produzioni discografiche.
Il loro lavoro sarà distribuito durante i concerti, che potete seguire direttamente dal loro sito internet
www.insetaband.it oppure contattandoli all'indirizzo info@insetaband.it