
se vuoi puoi ascoltare l'intervista sul player de
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Dennis Leigh, al secolo John Foxx, èuna di quelle persone con cui e’ sempre piacevole conversare, la suagrande calma interiore e’ assolutamente contagiosa. Lo puo’ confermarePaul Stones, il noto dj radiofonico, che lo ha incontrato in esclusivaitaliana in una camera d’ albergo della laguna, alla vigilia del suoconcerto evento alla Fucina Controvento, locale di Marghera chequest’anno ha ri-aperto la stagione all’insegna della grande musica.John Foxx, da vero e “original english gentleman”, dalle pose quiete,armoniose e dai toni ponderati, durante la conversazione scandisce lentamente ogni parola, quasi sottovoce esviscera i concetti con precisa pacatezza, esprimendo anche attraversogesti misurati la sua visione del mondo. Un mondo nel quale convivonoin armonia passati lontanissimi e presenti futuribili. Metropoli,automobili, paesaggi attuali a fianco di luoghi silenziosamente remoti,giardini e cattedrali: il tutto racchiuso in fotogrammi melodici chesanno cogliere il comune denominatore con arte e percezione. Ecco unasintesi della conversazione tra Mr. Stones e Mr Foxx, new waver primadella new wave, misconosciuto mistico dell’ambient music, electro primadell’electro.
Buongiornoe benvenuto in Italia e a Venezia Mr Foxx. Molte cose nella tuacarriera mi hanno incuriosito e interessato come, per esempio, la tuagrande capacita’ di trovare ispirazione e spirito musicale, diessere in grado di fermare il tutto su disco. Per esempio subito dopola pubblicazione della terza parte del tuo progetto “Cathedral Oceans”nel 2005 hai pubblicato”Tiny Colour Movie” e i due lavori con LouisGordon “From Trash” and “Sideways”, tutti nel 2006! Cosa ti spinge edove trovi lo spirito che anima questi progetti?
Behvedi, io penso e sento che ci sono davvero tante cose interessanti chesuccedono sia nel mondo che attorno a me stesso e sento continuamentelo stimolo e il bisogno di partecipare erispondere a questi accadimenti. Sono un appassionato di film e peresempio mi piace molto lavorare sulle colonne sonore. Vedi, sono sempremolto eccitato dai cambiamenti che sono avvenuti nella mia vita escrivere musica mi permette di esprimere il mio parere e capirlimeglio, uso la musica come mezzo per capire il mondo ed esprimere ilmio.....
Holetto da qualche parte che l’interesse per la sperimentazione e lamusica ambient e’ scaturito dopo una tua visita al Duomo di Milano eche l’idea per l’intero progetto “Cathedral Ocean” abbia origineproprio da un tipo di sonorita’ che si puo’ percepire solo in grandichiese e cattedrali…....
Sicuro,certamente, ho iniziato principalmente pensando a come il timbro dellavoce risponde alle varie architetture… la prima volta che entrai nellacattedrale di Milano c’era il coro che stava provando e quandosmisero di cantare si potevano udire ancora gli echi delle voci cheriverberavano all’interno di questo spazio enorme, suoni astratti che,al tempo, era possibile sentire solamente all’interno di determinatispazi di quelle dimensioni e quando la tecnologia cambio’,improvvisamente mi sono trovato ad essere in grado di riprodurreproprio quei suoni all’interno di uno studio attraverso una macchinadigitale, e’ cosi che nacque Cathedral Oceans, dalla curiosita’ disperimentare. Ho fatto tantissime foto a Venezia, Romae altri posti in Italia e le immagini stesse mi hanno ispiratotantissimo piu’ che in altri posti nel mondo. Nulla di religiosocomunque, magari interessante e mistico, ma non religioso. Il discorsoe’ e resta sulla propagazione della vocee del suono all’interno digrandi spazi.....
John,sicuramente ti rendi conto che il tuo lavoro di sperimentazione con lamusica elettronica e la tua stessa persona sono tra i principaliindiziati per l’introduzione nel mondo della musica non solo distrumenti innovativi, come il sintetizzatore per esempio, masoprattutto di tutta una serie di suoni che hanno influenzato e cheancora influenzano la musica contemporanea in un modo che si puo’definire decisivo.....
Suppongoanche che sia cosi, ma ricordiamoci che non mi ritengo ne’ l’unico ne’il solo ad aver contribuito alla scena elettronica. La mia e’ sempresolo stata una grande curiosita’ per la strumentazione in genere.Quando le nuove macchine digitali sono apparse, in molti le hanno usateper riprodurre suoni che una volta venivano proposti da macchineanalogiche, solo che una sola macchina ne faceva moltissimi. La miacuriosita’ e’ stata quella di sperimentare e cercare quali altri suoninuovi c’erano all’interno di queste nuove macchine e nuovi strumenti,suoni mai sentiti primi. Coincidentalmente ero giovane, curioso,ispirato e i primi sintetizzatori sono arrivati sul mercato.....
L’ideadel paesaggio urbano e’ un elemento ricorrente all’interno dei tuoilavori Piu’ di qualche tua canzone porta nel titolo la parola” citta’“, tipo “Quite City”, “Shiftin’ City”, “Cities of Lights”…cosa mi puoidire in proposito?....
Sie’ vero, sono molto interessato alle citta’ e soprattutto alla genteche interagisce e vive in esse. Dobbiamo affrontare la vita in citta’ ecreare un nuovo tipo di ecologia, sembra quasici sia la necessita’ di costruire o creare un nuovo tipo di Natura… lamaggior parte delle persone vivono in grandi citta’ in questo momentostorico e i brani che scrivo rispondono a questo tipo di realta’, c’e’inoltre molto romanticismo nell’idea della citta’, ce n’e’ di moltobelle ma anche molto difficili a volte. Questa e’ la scelta del genereumano, quella di vivere vicini agli altri e il paradosso e’ chevogliamo stare assieme ma la maggior parte preferiscono avere ilproprio spazio privato e separato dagli altri. Come e’ ancheincredibile che ci sia gente che si sente sola anche quando e’costantemente circondata da milioni di persone… e cosi’ tutti questisentimenti e desideri, coincidenze, possibilita’ che continuamente tipassano accanto e che scorrono senza pausa all’interno delle citta’sono di grande ispirazione per me e sento il bisogno di documentare iltutto scrivendo dei brani, come le facce delle persone nella folla, tisembrano e ricordano amici magari di una volta e che ti sembra diconoscere e riconoscere, spesso devo frenarmi perche’ mi viene vogliadi andare a salutarli, senza rendermi conto che non possono essereloro, perche’ sono magari molto piu’ giovani, ma sono uguali, con ilineamenti guidati dall’architettura delle citta’… comela similita’ delle emozioni nei confronti delle stesse citta’ diventanoriconoscibili e ricorrenti in persone diverse. L’anima delle citta’.....
Invitabile John la domanda riguardante la tua esperienza con gli Ultravox. Era il ’73 o ’74 quando voi, “newwavers” primadella New Wave, vi siete incontrati. Tre grandi lavori sono a voi e anoi fans rimasti di quel vostro magico periodo. Ovviamente la vitacontinua, ma quali sono oggi i tuoi ricordi e le tue sensazioniriguardo quel periodo?....
Behvedi, il tempo e’ passato molto velocemente da quel periodo. La vitagia’ correva molto velocemente al tempo. Pubblicammo quei tre album(Ultravox – 1976 / Ha! Ha! Ha! – 1977 / System Of Romance – 1978 ndr.)in soli due anni, Londra stessa si muoveva molto velocement, ma ancheil resto d’Europa, tantissime cose succedevano, le scene cambiavanovelocemente, come le mode e le tendenze. E’ stato molto interessanteesserne parte ed essere vivo e presente in quel periodo. Il privilegioprincipale nell’essere in una band in quel periodo e’ stata comunque lapossibilita’ di muoversi da un posto all’altro facilmente e velocemente, eravamospesso in tour per l’Europa e l’America e eravamo felicissimi diassorbire le diversita’ che c’erano tra le varie situazioni, genti epaesi. Il nostro stare assieme in quel periodo ci dato la possibilita’di esprimere anche questi sentimenti e sensazioni, sono felicissimo diaverlo fatto. E’ andata bene!....
Che tipo di show potremmo aspettarci domani sera?....
Beh,sara’ incentrato sull’elettronica naturalmente, nuda e cruda, suoneremopezzi nuovi e meno nuovi sicuramente anche alcuni brani anche risalential periodo Ultravox…....
Grazie mille John Foxx, per la tua cortesia e il tuo tempo. E stato davvero un piacere conversare con te.....