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SATOBOY - SOCIAL VANDALISM & NETWORK ACTIVISM

Social Vandalism


Last Updated: 9/26/2009

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Monday, September 14, 2009 

New York, poster di Berlusconi come Al Capone


"L'Intoccabile" ti guarda dai muri di New York: nelle strade di Soho, il quartiere alla moda, nei vicoli di Little Italy, nei vialoni del Lower East Side, l'ex ghetto di ebrei, italiani e banditi che oggi è tutto localini e botteghe chic. "L'Intoccabile" naturalmente è lui, Silvio Berlusconi, Quello-Che-Comanda-Tutto che anche gli americani stanno imparando a conoscere: grazie ai reportage del settimanale radical The Nation, agli speciali della conservatrice Fox tv, alle cronache dell'allarmato Wall Street Journal e, ieri mattina, del compassato New York Times, che ha portato in prima pagina lo scandaloso "licenziamento" di Dino Boffo. Ma da un paio di giorni il premier che alle domande dei giornalisti risponde chiamando la magistratura è finito anche al muro, a New York. Una serie di manifesti - avvistati da un giornalista che da anni vive e lavora negli States, Alberto Baudo, che li ha subito fotografati - ispirata agli "Intoccabili", il capolavoro di Brian De Palma dedicato, guarda un po', ad Al Capone, con il faccione del primo ministro e la scritta: "L'intoccabile". Sotto, un gioco di parole tra "Untouchable" e "Unimpeachable", cioè che in Italia sfugge all'impeachment che pure in America sfiorò perfino Clinton. E ancora: "Nessuno può toccarlo, nessuno può fermarlo". Il mistero dei poster potrebbe essere presto risolto: dietro all'iniziativa ci sarebbe un gruppo di studenti e professionisti, da tempo negli Usa, che si definiscono "I nuovi carbonari". L'operazione sarebbe costata 4 migliaia di dollari ("Autotassazione...") ma i manifesti sarebbero solo l'inizio e nuovi blitz sono allo studio. Per la cronaca, tra un paio di settimane Berlusconi l'Intoccabile qui dovrà sbarcare, atteso con gli altri leader mondiali per il vertice Onu (dall'inviato di Repubblica ANGELO AQUARO)


fonte: www.repubblica.it/

_________________________


www.facebook.com/I.STREETART


Thursday, August 27, 2009 
Tuesday, August 18, 2009 

ARIANO FOLKFESTIVAL 2009 - XIV edizione


18 - 23 agosto 2009
- Ariano Irpino (ITA)
- XIV edition
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LINE UP Ariano FolkFestival 2009
18-23 August
#Martedì 18
dj shantel _ piazzetta santo stefano

#Mercoledì 19
deolinda ( portogallo) _ auditorium comunale
caravane passe ( francia) _ piano della croce
Robert soko + tagada set ( germania_ francia)
#Giovedì 20
watcha clan ( france)
nortec collective present: bostich + fussible ( mexico)
Penny metal (Inghilterra)
#Venerdì 21
dario pinelli italian trio ( italia)
caravan palace ( francia)
shazalakazoo ( serbia)
#Sabato 22
enrico capuano + zulu ( italia)
lou dalfin ( italia)
istituto mexicano del sonido (mexico)
#Domenica 23
enzo del re (italia)
vinicio capossela + banda della posta (italia)
lord sassafrass (spagna)
Aiutateci a far conoscere l'AFF!
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Ariano Folkfestival
- direzione artistica:
artdirection@arianofolkfestival.it
Wednesday, June 24, 2009 




in Iran siamo solo all’inizio

Qualunque cosa accada, nulla sarà più come prima a Teheran.

Qualunque cosa accada, che la protesta divampi incontrollata o al contrario segni il passo, che finisca per trionfare o si estingua, terrorizzata dal regime, colui che d’ora in poi non merita altro che l’appellativo di presidente non eletto, Ahmadinejad, è destinato a essere un presidente da strapazzo, illegittimo, in declino.

Qualunque cosa accada, qualunque sia l’esito della crisi scoppiata quindici giorni fa per lo scandalo di una frode elettorale di cui non si può più seriamente dubitare, nessun dirigente iraniano oserà comparire sul palcoscenico mondiale, né presentarsi ai negoziati con Obama, Sarkozy, Merkel, senza essere circondato non già dall’aureola di luce sognata da Ahmadinejad, come disse durante il suo discorso alle Nazioni Unite nel 2005, bensì dalla nube sulfurea che appesta gli imbroglioni e i macellai.

Qualunque cosa accada, l’ayatollah Khamenei, successore di Khomeini e, a tal titolo, guida suprema del regime, sarà costretto ad abbandonare il suo ruolo di arbitro, per essersi sfacciatamente schierato per una fazione contro le altre e avrà pertanto perso, anche lui, quel che restava della sua autorità: «Solo Dio conosce il mio voto», aveva ribattuto con prudenza, quattro anni fa, a quanti lo invitavano sin d’allora a denunciare i brogli. «Nel nome di Dio misericordioso, mi impegno a imbavagliare, massacrare e sciogliere ogni assembramento» ha risposto stavolta agli ingenui che si immaginavano che fosse lì per far rispettare la Costituzione.

Qualunque cosa accada, il blocco degli ayatollah oggi ha messo in bella mostra le feroci divisioni che lo lacerano: da una parte, quelli che spalleggiano Khamenei e approvano la decisione di soffocare il movimento nel sangue; dall’altra, quelli che minacciano, come l’ex presidente Rafsanjani, capo della potentissima Assemblea degli esperti, l’eruzione di un vero e proprio vulcano di rabbia, se non si terrà conto dell’ondata di proteste; e altri ancora, come il grande ayatollah Montazeri, confinato agli arresti domiciliari a Qom, che invoca il riconteggio dei voti e il lutto nazionale per le vittime della repressione. Per non parlare poi dei vertici religiosi dell’«Ufficio dei seminari teologici», che non temono più di formulare l’ipotesi, ieri ancora sacrilega, di dimissionare Khamenei per sostituirlo con un «Consiglio di guida».

Qualunque cosa accada, e al di là delle schermaglie di apparato, il popolo si sarà per sempre dissociato da un regime dal fiato corto e colpito al cuore.

Qualunque cosa accada, una gioventù che si credeva convertita ai principi dell’islam politico e che, stando ai resoconti, appena un mese fa, al ritorno da Ginevra di Ahmadinejad, pare avesse riservato al presidente non eletto un’accoglienza trionfale, questa gioventù ha già proclamato a gran voce di vergognarsi di un simile presidente.

Qualunque cosa accada, ci saranno a Teheran, a Tabriz, a Isfahan, a Zahedan, a Ardebil, milioni di giovani che nel breve spazio di qualche giorno saranno diventati più grandi dei loro anni, come il timido Mousavi, e avranno compreso che si poteva sfidare un potere con le spalle al muro a mani nude, senza provocazioni né violenze.

Qualunque cosa accada, si è verificato un avvenimento straordinario, il miracolo di un’insurrezione popolare che, nelle presenti circostanze, forte del suo mimetismo cieco e quasi inconsapevole di sé, come l’Angelo della Storia, pensa di andare in avanti mentre, in realtà, si guarda indietro. Un avvenimento che sembra riproporre, ma al contrario, le scene descritte trent’anni fa nelle stesse strade, da un Michel Foucault lontanissimo dall’immaginare che la vera rivoluzione era ancora a venire e che sarebbe stata l’opposto esatto di quella da lui narrata. Qualunque cosa accada, nel calore delle manifestazioni pacifiche si è forgiato un corpo politico che incarna un attore nuovo che fa il suo ingresso in scena e senza il quale non sarà più possibile scrivere la storia successiva della nazione.

Qualunque cosa accada, il bel viso di Neda Soltani, uccisa a bruciapelo lo scorso sabato per mano di un sicario dei Basij, come pure le immagini dei ragazzini pestati a morte dagli squadroni dei guardiani della rivoluzione e degli acrobati in motocicletta, i video dei cortei sconfinati, impressionanti per la calma e la dignità, avranno fatto grazie a Twitter il giro del cyberpianeta e pertanto del mondo intero.

Qualunque cosa accada, il re è nudo.

Qualunque cosa accada, il regime degli ayatollah è condannato, a breve o lungo termine che sia, a scendere a patti o a scomparire. Si dimentica sempre che l’altra rivoluzione, la prima, quella che trent’anni fa mise in piedi questo nazional-socialismo all’iraniana, durò quasi un anno intero: perché mai dovrebbe essere altrimenti per questa di oggi, democratica, rispettosa della legalità, che muove i primi passi? La terra trema a Teheran e scommetto che siamo solo all’inizio.

Bernard-Henri Lévy
24 giugno 2009


(FONTE: http://www.corriere.it/esteri/09_giugno_24/Il_re_nudo_e_i_giovani_lo_sfidano_in_Iran_siamo%20solo_all_inizio_levy_2f89d358-6085-11de-9ec2-00144f02aabc.shtml)

Thursday, June 11, 2009 
Thursday, June 04, 2009 

Current mood:  fascinated
NSTREET SUPPORTA IL SATOBOY COLLECTIVE


Thursday, May 21, 2009 

"non po' finì l'arte a Frosinone"

Augusto De Luca, Graffiti Hunter

 

Lo scorso 24 aprile si è svolta a Napoli una protesta in occasione dell'inaugurazione della mostra Urban Superstar Show in corso al Madre (Museo Arte Contemporanea Donna Regina) e organizzata dalla nota libreria romana Mondo POP. La mostra, molto interessante e all’avanguardia anche a detta degli organizzatori della protesta, ha l’unica ma gravissima pecca di non coinvolgere street artist del territorio campano, che pure sono conosciuti a livello nazionale.



MADRE SNATURATA - SATOBOY COLLECTIVE



E’ stato il “cacciatore di graffiti” Augusto De Luca insieme a Iabo a farsi portavoce dell’iniziativa “Madre Snaturata” raccogliendo tutti gli street artist napoletani e organizzando un microevento nei pressi del Madre. I metodi utilizzati naturalmente sono stati quelli eminentemente virali, come la contraffazione del logo e dell’acronimo del Madre, la produzione di uno spot in cui Augusto De Luca guarda perplesso un’opera che altro non è che la tag di Iabo e il coinvolgimento dei passanti come pubblico occasionale. I promotori della protesta si sono celati inizialmente dietro un myspace a nome di Lucio Amelio (il volto nell'immagine sopra), gallerista napoletano scomparso nel '94, dal quale noi di REWF abbiamo ricevuto la notizia.



MADRE SNATURATA - SATOBOY COLLECTIVE



Fra i partecipanti nomi noti al mondo della street art, come il collettivo Satoboy, conosciuto a Roma per l’organizzazione di Stick My World, che ha disseminato il marciapiede di bambolotti per simboleggiare i «figli napoletani» abbandonati dal museo, e Korvo che ha preparato adesivi con il profilo di bombolette mentre, in grembo a madri intente a cullarle, gridano «mamma». Last 22, con lo stencil ha proposto una serie di pettirossi, scelti come simbolo del male di vivere; infine i manifesti di Trapanig (un feto in una pupilla, emblema dell’occhio che non vede) e quelli di Helios (una foto di Lucio Amelio, il «fate presto» del Mattino per il terremoto dell’80, l’affiche «Madre snaturata»). Le opere sono state abbandonate e gli artisti si sono dileguati prima dell'inaugurazione della mostra.




La protesta ha avuto riscontro sulla stampa locale e non solo sul web, e siamo certi che il Madre ne avrà apprezzato sia i toni pacifici che il fair play che le modalità artistiche, provocatorie, virali, urbane.

Noi di Romaeuropa Webfactory ci complimentiamo con Napoli per la vitalità (e viralità..) mostrata in quest’occasione: sia dal Madre che ha offerto i suoi spazi a una mostra di Urban Art inserita nella programmazione del Comicon, sia dalla protesta Madre Snaturata che con elementi altrettanto contemporanei ha richiesto la visibilità di artisti territoriali (vedi il video).

Non a caso la maggior parte degli artisti esposti all’interno della mostra erano fino a pochi anni fa street artist come coloro che hanno rivendicato la loro identità utilizzando proprio gli spazi che hanno permesso la nascita della propria arte. Augusto De Luca dice che a Napoli la protesta non serve a niente, invece in questo caso ha avuto una risonanza quasi superiore a quella dell’evento, e ci auguriamo sfoci in altre incursioni e manifestazioni artistiche.

Da parte nostra non possiamo che sottolineare che (del tutto casualmente) tre dei vincitori di Romaeuropa Webfactory erano del sud italia, due siciliani e uno di Benevento..



PM

Redazione videoart

(fonte: http://eguidevideoart.myblog.it/archive/2009/05/18/madre-snaturata.html)


MADRE SNATURATA - SATOBOY COLLECTIVE
Sunday, May 17, 2009 

Stick My World 3 - SMW3


STICK MY VS = STICK MY WORLD #3 - Comunicato stampa - 15 maggio 2009

STICK MY VS
AKA
STICK MY WORLD #3
da un idea di Omino71

a cura di
Omino71, No Brain, Satoboy, Gianzo, Mr.Klevra, Cut&Paste


Domenica 21 giugno 2009 Circolo Degli Artisti Via Casilina Vecchia, 42 Roma Ore 19.00 INGRESSO LIBERO
Dopo il successo di “STICK MY CAR (STICK MY WORLD #2)” che ha visto centinaia di artisti italiani e internazionali trasformare con i loro adesivi una vecchia Fiat Panda in un opera d’arte mobile, visibile tuttora per le strade di Roma, il team di STICK MY WORLD presenta “STICK MY VS (STICK MY WORLD #3)”, nuova tappa del festival internazionale di sticker/street art. Quello che si annuncia sarà un vero e proprio evento nell'evento che può essere riassunto nella formula: "STICK MY WORLD + VERSUS2009 = STICK MY VS".
La terza tappa di STICK MY WORLD è infatti collegata al progetto “VERSUS2009” (da un’idea di Omino71), un ciclo di “doppie personali” organizzate ed autogestite contemporaneamente in tutta Italia dagli stessi "urban/street artist" partecipanti. Una serie di esposizioni legate al filo conduttore del “confronto”, tema liberamente ispirato al celebre manifesto del 1985 “Basquiat versus Warhol” che presenta in maniera eloquente i due artisti come protagonisti di un incontro di boxe. Come nelle precedenti edizioni l’appuntamento di “STICK MY VS” si trasformerà in una festa collettiva che per l'occasione sarà tutta incentrata sul tema del “versus”, a partire dalla performance collettiva di stickering, che coinvolgerà artisti e pubblico impegnati insieme nel ricoprire le carrozzerie di un grosso camper e di una vecchia Fiat Panda (ancora lei), in un ideale confronto/scontro tra veicoli e partecipanti, nella quale verranno impiegati migliaia di adesivi ricevuti da ogni angolo del pianeta. Durante la performance gli spazi del Circolo Degli Artisti ospiteranno l’esposizione collettiva “STICK MY VS GROUP SHOW” che presenterà una selezione di opere esposte nell’ambito del ciclo “VERSUS2009” in contemporanea con la mostra gemella “VERSUS2009 GROUP SHOW” in programma da sabato 20 giugno presso la galleria romana “Mondo Pop International Gallery & Shop”.
GROUP SHOW:
Omino71, Mr.Klevra, Satoboy, Biodpi, Cruz, Omer, Sone, #, Bol23, Francesca Zuccaro, Gianzo, IthinkP!, Mad Dog, Marco About, Makkinoso, Miss Mirma, Tostoini, Francesco il ragazzo dei toys, Zabratta, Goodman, Berra, Stelle Confuse, Forma, Trapaning, Helios, Bow747, Tilf, Cube-Duelio, .bR1, Gec, Leg, Nocci, Andrea Lensi-AndyPopShop, Blotto, Leo Pongo, Ivy, Arianna Piazza, Liuba, Anna Merici, Petrella- AllerteP, Chrysal, Ezechiela, Alicè, Claudio, Agonisticko, Pirf, Francesco Amorosino, Davide Laviano, Marcules, Etnik, Fidia, Yuri & Yuri Gagarin Brothers, SattaProdz, El Monkey, Yuri, Dimas, Riot Queer, Cesko, Diavù, Zelda Bomba, Criu, Brahman, Hogre, Stam, NoBrain, Thoms, 999, Massakre, Urka, X e tanti altri…
E poi ancora nel corso di “STICK MY VS”:
· “VS PAPER TOY CONTEST” – esposizione/scontro di paper toys personalizzati dagli artisti e dal pubblico, a cura di Gianzo.
· “VJ MY VS (VJ SET)” – Satoboy vs Sostanze, special guest: B/Muvis Videoklan vs B/Muvis Videoklan.
· “REAGGE MY VS (DJ SET)” – Pier One vs Tarantola.
· “REPORT MY VS (PHOTO EXPO)” – Francesco Amorosino vs Jessica Stewart.
· E tante altre sorprese (il programma è ancora in corso di definizione).
Ognuno ai suoi angoli: che la campanella suoni e l’incontro abbia inizio!

STICK MY WORLD TEAM:
Omino71 www.myspace.com/omino71
No Brain www.myspace.com/nobrainofficialspace
Satoboy Collective www.myspace.com/satoboy
Gianzo www.myspace.com/gianzoplush
Mr. Klevra www.myspace.com/mrklevra
Cut&Paste www.myspace.com/cutthespace


Coordinamento Generale:
Omino71, omino71@gmail.com
Relazioni Stampa: Cut&Paste, tek-nik@hotmail.it
Raccolta sticker: Mr.Klevra, jaderscarfagna@gmail.com

Web
www.stickmyworld.com
www.myspace.com/stick_my_world
www.flickr.com/groups/stick_my_world
www.versus2009.it
www.circolodegliartisti.it www.mondopop.it
“STICK MY VS” è un evento gemellato con la mostra collettiva “VERSUS2009 GROUP SHOW” (a cura di DIAVU’ e di OMINO71), da Sabato 20 giugno 2009 a Venerdì 31 luglio 2009 presso MONDO POP INTERNATIONAL GALLERY & SHOP, Via dei Greci 30 – Roma
vernissage Sabato 20 giugno a partire dalle ore 19).
Monday, April 27, 2009 
SFOGLIA "IL MATTINO"
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 MADRE SNATURATA - SATOBOY COLLECTIVE

ALTRE FOTO:
http://www.flickr.com/photos/satoboy/sets/72157617295588089/


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Si raccontano l’un con l’altro i lavori realizzati per l’occasione e la motivazione del loro incontro. Prima in quattro o cinque, poi sempre più sino ad una trentina e oltre. Sono i graffitisti o artisti di strada - creativi contemporanei, come loro preferiscono definirsi - che ieri, da pomeriggio a sera, si sono riuniti dinanzi al Madre per manifestare il loro dissenso con «Madre snaturata», la pacifica manifestazione ideata dall’artista Iabo e dal «cacciatore di graffiti» Augusto De Luca. Una performance creativa in controcanto a «Urban Superstar show», la mostra a cura di David Vecchiato per Mondopop - che il museo di via Settembrini ospita come fuori salone di «Comicon» e da cui risultano esclusi i napoletani e i meridionali in genere - che i protestatari hanno disertato, lasciando sui marciapiedi e sui muri le loro opere per poi dileguarsi in serata, prima dell’inaugurazione. Provenienti da Napoli e dintorni ma anche da Avellino, Benevento e Salerno, sono tutti compatti e solidali con Iabo&De Luca che dalla rete hanno fatto circolare la propria disapprovazione per l’esclusione dalla rassegna di artisti meridionali: «Avremmo gradito un’iniziativa di collegamento con il territorio - spiegano i due - se non l’inserimento nella rassegna almeno la segnalazione del movimento locale con un’iniziativa collaterale». Il risultato è una simpatica operazione creativa. C’è chi ha disseminato il marciapiede di bambolotti, come il collettivo salernitano Satoboy, per simboleggiare i «figli napoletani» abbandonati dal museo diretto da Eduardo Cicelyn, e chi ha preparato adesivi con il profilo di bombolette di colore spray mentre, in grembo a madri intente a cullarle, gridano «mamma» come Korvo. C’è poi Vincenzo, noto come Last 22, che con lo stencil propone una serie di pettirossi, scelti come simbolo del male di vivere; poi, i manifesti di Trapanig (un feto in una pupilla, emblema dell’occhio che non vede), quelli di Helios (una foto di Lucio Amelio, il «fate presto» del Mattino per il terremoto dell’80, l’affiche «Madre snaturata»). Con loro tanti altri performer, ciascuno a dire la propria. «In attesa, magari, di una mostra, al Cam di Casoria» auspicano in conclusione Iabo&De Luca.


Paola de Ciuceis

26/04/2009
Tuesday, April 14, 2009 
WWW.ZIGULINE.COM
 
MADRE SNATURATA

 
Qualche giorno fa vi segnalavamo l’interessante esposizione che si terrà a partire dal prossimo 24 aprile presso il museo Madre di Napoli intitolata “Urban Superstar Show”. L’evento organizzato dalla galleria romana Mondopop sotto la direzione di David Vecchiato promette di essere “…La più esauriente mostra di Urban Art mai presentata in un museo italiano, porta al MADRE alcuni tra i nomi più interessanti della giovane Arte Contemporanea che nasce dalle ultime tendenze delle culture giovanili e urbane…”. E scorrendo la lista degli artisti invitati crediamo che abbia tutte le carte in regola per diventare un importante momento di promozione e divulgazione di una corrente artistica spesso confinata in un circuito di “addetti ai lavori” ed ignorata quindi dal grande pubblico e dagli amanti dell’arte in generale.
Fin qui tutto bene, se non fosse per la pronta segnalazione del nostro amico Augusto De Luca il quale, essendo orami un autorevole testimone ed osservatore della Street Art Italiana ed internazionale, seppur riconoscendo all’evento la qualità della proposta, ha voluto richiamare la nostra attenzione ad un particolare che ci era evidentemente sfuggito. A quanto pare la prestigiosa lista degli artisti coinvolti non contempla nessuno dei tanti esponenti della Street Art attivi a Napoli e nel sud Italia in generale. Questo aspetto, che per alcuni potrebbe apparire alquanto marginale, lascia sorgere il leggittimo dubbio che un’istituzione così importante per l’arte contemporanea in Campania come il Madre, abbia trascurato il grande patrimonio artistico di cui il “suo” territorio è dotato.
Vi riportiamo testualmente quanto segnalato da Agusto De Luca:
E’ comprensibile che il curatore della mostra, che è di Roma, abbia delle preferenze nelle sue scelte o addirittura non conosca i ” nostri ” street artisti, ma è inconcepibile che il direttore del Museo MADRE ignori la loro esistenza. Tra l’altro, parlo di artisti molto bravi, assolutamente all’altezza …e conosciutissimi.
Non ci si lamenti “dell’inesistenza” di ARTE nel meridione se poi si promuovono operazioni che penalizzano proprio artisti di valore del nostro territorio. Per citarne solo alcuni: KTM, IABO, SATOBOY, KAF, WANY, D.MIEDO, ENO, SATTA PRODZ, BIODPI, HELIOS etc. etc. etc.
VIVA la street art nei musei, ma VIVA anche l’arte dei ” NOSTRI “, estromessa troppo spesso……..proprio da coloro i quali dicono di promuoverla.
Avallare una scelta PARZIALE come quella di questa mostra, ignorando ogni relazione con il territorio………è un vero TRADIMENTO.
Il mio intento è stimolare le istituzioni pubbliche e private del SUD alla PROMOZIONE e VALORIZZAZIONE della street art DEL e NEL meridione.


La questione non ci poteva lasciare indifferenti, anche perché, proprio qualche settimana fa, vi abbiamo parlato dell’interessante esperimento del “BN POST IT UP”, realizzato senza grandi mezzi ed in una location “anonima” come poteva essere il centro sociale di una piccola cittadina come Benevento, ma che, nonostante tutto, era riuscito a testimoniare con genuinità e senza miopi provincialismi il grande fermento artistico presente sia sulla scena nazionale che internazionale.
Per questa ragione anche noi ci siamo detti:”possibile che un ente come il Madre si sia perso in un bicchiere d’acqua, dimenticandosi dei “suoi leggittimi figli?”.
Fatto sta che l’osservazione posta dal “Cacciatore” ha già trovato un riscontro in alcune critiche ed osservazioni fatte dalla comunità degli street artist meridionali che a quanto sembra intendono rivendicare a voce alta, al grido di “Madre” snaturata, il loro ruolo nei confronti di un ente che forse avrebbe dovuto porre più attenzione a quanto stava succedendo intorno a se. Per quanto ci riguarda crediamo che nei prossimi giorni ne vedremo e sentiremo delle belle, e come disse nella precedente intervista lo stesso Augusto De Luca, “..nel bene e nel male l’importante è che se ne parli..”, e probabilmente questo espisodio potrà trasformarsi in una nuova ed interessante occasione per dare altra luce su quanto c’è di bello nelle nostre città, con buona pace di direttori, critici ed esperti del settore.
Noi seguiremo curiosi l’evolversi della questione. Seguiteci.