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Versione__Italiana :
Ars oratoria (La parola e la manipolazione della mente umana). in che modo i "grandi" uomini, hanno aggirato i comuni mortali.
Nascita e formazione dell'uomo esperto nel parlare.
Che la parola sia diventata importantissima nella vita dell'uomo è evidente, basta vedere come quest'ultima è usata nella politica per farsi un'idea dell'utilità di essa. Il primo a parlarci di quest'arte fu Cicerone. L'eloquenza contribuì all'ascesa di Cicerone per il titolo di homo novus (ricordiamo la sua frase "cedant arma togae") e il Retore ne delineò i caratteri fondamentali nel De Oratore. Cosi veniamo a conoscenza di chi è realmente l'oratore, di cosa ha bisogno e come deve usufruire di questa dote. Il Vir Bonus cosi è: "colui che, qualsiasi sia l'argomento da trattare con la parola, saprà parlare con prudenza, ordine, eleganza e buona memoria ma anche con un pò di dignità gestuale". Come si configura l'elocutio ciceroniana allora? Cicerone la divide in un primo momento in soli 3 stili: esile o tenue, medio o temperato, elevato o sublime. L'oratore deve cosi scegliere il suo stile in base all'argomento del discorso, dell'uditorio al quale si rivolge e delle circostanze della performance. Inoltre l'oratore, in rapporto allo stile scelto, deve saper probare, persuadere con rigore argomentativo, delectare, ossia intrattenere piacevolmente il pubblico, e flectere, cioè indurre gli ascoltatori a provare determinati sentimenti durante l'argomentazioni. La retorica ciceroniana si divide in ulteriori 5 atti, ossia inventio, che consiste nella catalogazione degli argomenti da sfruttare durante l'orazione, dispositio, che consiste nell'ordinare gli argomenti trovati ed ordinarli in modo coerente e ordinato; elocutio, che conferisce dignità di stile e lingua. Infine ci sono la memoria e l'actio, corrispettivamente alla capacità di ricordare i punti dell'orazione e alla performance della stessa. Ovviamente la scuola ciceroniana ha avuto un'impronta notevole nella vita di qualsiasi uomo che sceglie di tentare la fortuna nella vita forense e Quintiliano, ai tempi, assimilò meglio di chiunque altro gli insegnamenti di Cicerone dando il suo contributo alla formazione del perfetto vir bonus. Quintiliano, primo a gettare le radici della pedagogia, si interrogava però sul come evitare che l'eloquenza venisse usata per scopi amorali, associando cosi l'eloquenza ad un uomo malvagio, senza scrupoli. Essendo il vir bonus colui descritto da cicerone, doveva anche esistere la sua antitesi, ossia il vir malus. Se l'oratoria doveva essere impiantata nel giovane virgulto come si doveva evitare che quest'arte venisse usata per scopi amorali e strettamente personali? Da un'educazione "giustamente rigida" il futuro oratore svilupperà la sua personale tecnica attraverso gli insegnamenti del maestro. Alla base di una buona educazione c'è un buon rapporto tra retore e allievo. Seguono, come diceva Cicerone, la memoria e l'actio. L'actio questa volta è anche intesa come capacità di imitare il proprio insegnante e da qui la prima lieve diramazione con Cicerone. Un giusto insegnante conosce l'aspetto caricaturale del mestiere e dovrà evitare che l'educazione del fanciullo non sarà certamente incline al male. Il virgulto crescerà, ovviamente, e metterà a frutto i suoi insegnamenti nel bene e, nel peggiore dei casi, nel male. Cosi, facendo un lungo passo in avanti per arrivare ad oggigiorno, è possibile iniziare a parlare di come la parola influisce sulla quotidianeità di noi uomini oggigiorno.
Uso e abuso di Ars Oratoria.
Nella nostra era un fattore importante è quella che si chiama "cultura pop", fatta di perle di saggezza Hollywoodiane e non solo. Thank you for smoking, di ovvia produzione oltreoceanica, è un film che tratta di oratoria e moralità moderna, non a caso il protagonista svolge il lavoro di lobbista (uno dei lavori più recenti che si possa svolgere nel mondo). Tra le tante citazioni che potrei fare, una è veramente necessaria. " se argomenti in modo giusto, non hai mai torto". Cosa potrebbe essere più giusto di questo? La nostra "Maestra di vita" ci ha insegnato che i più grandi uomini, recentemente esistiti sopratutto, si sono serviti di questo metodo per aggirare il loro sistema. Potrebbe sembrare scontato parlare di uomini che hanno allietato le nostre giornate con libri e belle parole ma non è questo il punto. Quando il Vir malus, il dominatore, prese piede nel mondo, iniziarono le prime guerre "serie" (ammesso che una guerra possa definirsi più seria dell'altra) con conseguenze catastrofiche. Che Mussolini era abile nelle parole però, è innegabile. In Italia, Germania, Spagna e via dicendo, ci fù un lavaggio di cervello generale notevole. Peccato che la popolazione si svegliò troppo tardi. I regimi totalitari coprirono le popolazioni di buone parole, falsi propositi e verità ipocrite. Non è un caso che tutt'ora dai più anziani è facile sentir parlare bene dei tempi che furono. Cosa avvenne realmente in quegli anni? Con l'avvento delle " Leggi Fascistissime" nel 1925 e nel 1926 con l'istituzione del Tribunale spaciale, l'Italia entro sotto la dittatura del duce. Allora venne tutto portato direttamente al duce e i sindacati vennero sostituiti da organismi che raccoglievano tutti coloro che operavano in diversi settori produttivi. Tutto era tecnicamente allo stesso livelli, nacque la carta del lavoro, la politica di "quota novanta", patti lateranensi e corporazioni. Tutto questo doveva essere azzerato alla minima limitazione delle libertà civili e politiche. Tutt'ora mi sembra incredibile realizzare come uno stato che subordinava l'individuo a sè ebbe lunga vita. Il vero motivo va cercato nell'influenza che ebbe per l'appunto questo partito nel convincimento della gente che gli altri partiti erano inadatti a tenere il controllo parlamentare, minando alla fiducia dei governi, e nel disilludere le convinzioni democratiche di collaborazione tra stato e individuo. Cosi la gente, in simpatia nominata "volgo", venne letteralmente selezionata da tutti i partiti e coloro che furono adescati dal partito nazista furono quelli definiti troppo apatici o troppo stupidi da altri partiti. A questo punto è normale credere che i mezzi di manipolazione (a quei tempi non esisteva la nostra stampa, il nostro web e le nostre forme di comunicazioni moderne) vennero usati nel migliore dei modi. Per ricollegarci all'ars oratoria, in breve, è necessario dire che il duce fu esperto in quest'arte e se volessimo dire che veramente il fine giustifica i mezzi, con i suoi discorsi raggiunse a pieno il suo "particulare" riuscendo a movere in ogni situazione il suo pubblico con appalusi e consensi. Non sta a noi giudicare in questa sede se tutto fu giusto o meno, ma per quanto concerne la retorica abbiamo visto un chiaro esempio di Vir Malus. Tuttavia la smania dell'uomo di emergere dalla massa non è una novità, con il decadentista D'annunzio abbiamo delineato la figura del Superuomo che a tratti sembrava descrivere i propositi totalitaristi. Egli dà molto rilievo al rifiuto del conformismo borghese e dei principi egualitari, all'esaltazione dello spirito "dionisiaco", al vitalismo pieno e libero dai limiti imposti dalla morale tradizionale, al rifiuto dell'etica della pietà, dell'altruismo, all'esaltazione dello spirito della lotta e dell'affermazione di sé. D'Annunzio arriva quindi a vagheggiare l'affermazione di una nuova aristocrazia che si elevi al di sopra della massa comune attraverso il culto del bello e la vita attiva ed eroica. Tutto allora, nelle correnti moderne e non, è incentrato sul dominio di uno su altri, un canis canem edit perpetuo che mira all'individualismo, all'orgoglio e all'eroismo estetizzante. Tutto ciò che accadde allora influenzò la nostra vita, in particolar modo nell'ultimo cinquantennio, qualcuno però l'aveva predetto.
Brainwashing. Da quanto tempo?
George Orwell nel 1948 ci mise in allarme su un tema che stava prendendo piede nel globo, ma di cui mai nessuno parlò. 1984 è un manifesto che parla di Brainwashing, nel quale Orwell intendeva lanciare un monito contro gli abusi del potere (manifestatisi in forme gravissime ed allarmanti negli anni intorno alla seconda guerra mondiale) contro l'appiattimento della coscienza e dei sentimenti e contro la sopraffazione mentale compiuta dalle ideologie. Il presente viene proiettato in una parabola futura per rendere maggiormente visibile il processo di massificazione in atto che i più sembrano accettare come prezzo da pagare in cambio della prosperità economica: la presenza di un numero ristretto di grandi potenze che si dividono la terra, la riscrittura faziosa del passato e l'uso propagandistico dei mass media erano temi ed aspetti della realtà attuali al tempo di Orwell. Il mondo cresce, invecchia ma la storia è sempre quella. La parola tutt'oggi viene usata malamente. Per fare un pò di paragoni, l'eloquenza viene usata come mezzo per arrivare a scopi personali, un pò come se la Kryptonite rossa fosse il nostro male, la nostra eloquenza in tal caso, e noi fossimo un Clark Kent qualsiasi. Il dibattito è lungo, non è certamente il primo discorso sull'uomo questo. Si può citare il superuomo Nietzscheiano, che erroneamente venne associato al nazismo. Non era quella l'idea che il Filosofo voleva dare. L'oltreuomo, attribuendo i giusti termini alle cose che si dicono, è nient'altro che l'uomo che supera i propri limiti, superando il trauma della morte di Dio. La manipolazione del pensiero di Nietzsche e il diverso significato che le varie correnti hanno voluto attribuirgli ha avuto un ruolo portante nel "tirare l'acqua al proprio mulino" ad ogni pensiero formatosi, in particolar caso al pensiero Nazista.
Avrebbe potuto essere migliore?
Per tirare le prime somme si potrebbe tirare fuori un altro individuo, esponente dell'esistenzialismo; il francese Sartre. Ironia della sorte, in Francia, dove gli abitanti potevano darsi tante arie sino addirittura a volare via per l'operato del'ottimo governo, nascevano e maturavano delle buone idee che non toccavano il dominio del mondo, bensì principi sani. L'idea politica e letteraria, la funzione della parola, per Sartre non erano alcuna esasperazione di superuomini o ipocrisie vari, era solo frutto di un impegno consapevole e giusto, una responsabilità da prendersi e da portare a termine. Sartre era un letterato consapevole che la parola, come "papà Cicerone" voleva far intendere, non era un mezzo di conquista, la parola era ed è un'arte che deve essere imparata e portata avanti di generazione in generazione per la sua Funzione Sociale. In fine, dopo questa carrellata di informazioni, è ovvio pensare che gli insegnamenti del passato sono semplici nozioni che vengono apprese, modificate ed esasperate in negativo. D'altronde se è vero che "Homo quisque faber ipse fortunae suae" ma anche "homo homini lupus", si associeranno questi due detti che spiegano che l'indole umana conferma tutto ciò che di peggiore è stato detto o fatto sin dall'alba dei tempi. Darwin ha ragione, il forte domina con qualsiasi mezzo.
English__Version:
Ars Oratoria (Words and brain manipulation) In which way "great" men have manipulated mankind.
Birth and education of the man able in the art of eloquence.
It's not unusual to see how the power of word has become important in our daily life, it took to see how words are used in politics to have a general idea of this fact. One of the first man that talked about Ars Oratoria was Cicerone. Thanks to eloquence he became a "homo novus" (he said "Cedant arma togae").. [To be continued =)]
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