Eramale 'rml' Ep – Reviews
from "KD Cobain" - link:
http://www.kdcobain.it/pagine/recensioni/eramale.htm
"RML" è l'opera prima di questo gruppo abruzzese, Eramale, formatosi nel 2005 da due chitarristi, Savino ed Antonio, quest'ultimo in seguito abbandonerà il progetto, in cui entreranno a far parte nel frattempo Federico Pavone, batteria, Alessandro Falà, basso, e Marianna D'Amario, voce.
L'EP, interamente autoprodotto e pubblicato a metà 2008, consta di 5 brani, di cui uno strumentale, The other".
Il genere è un alt-rock dalle melodie morbide e sinuose, ma i testi sono tutt'altro che sereni: parlano dell'aridità dell'anima quando viene a mancare la linfa vitale dell'amore, intuibile già dai titoli dei primi due brani, l'onirica "Arena" e la struggente "Dune", poi in particolar modo da alcuni versi di quest'ultima "I saw all my golden flowers dried" ("Vidi tutti i miei fiori dorati appassiti"), "And I keep walking on a carpet made of golden spikes" ("E continuo a camminare su di un tappeto fatto di spighe dorate") suggerendo, forse, addirittura l'idea dei campi elisi.
E' un'anima tormentata quella di questa giovane donna, "Miss Apathy", che perdendo i suoi affetti, ha perso anche se stessa fino a cadere nel baratro e dalla disperazione a cercare rifugio nell'esoterismo, con "Deviner", implorando un responso illuminante "please give me an advice 'cause you are always damn' right" ("per favore dammi un consiglio perché tu hai sempre dannatamente ragione"). Eppure non è tutto perduto, c'è della speranza in alcuni punti: non è un disco pessimistico, ma il frammento della vita di una persona in fase di crescita
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Sono piacevoli ed intensi questi Eramale, ma sicuramente un po' troppo ripetitivi musicalmente: le cupe sonorità si susseguono quasi a creare un unico ed interminabile brano, ma non sembra essere un effetto voluto, viste alcune cesure, quanto più un limite di creatività.
Tuttavia come esordio pare interessante e attendiamo quindi con fiducia l'album al quale stanno già lavorando.
from "Extra music" - link: http://www.xtm.it/DettaglioEmergenti.aspx?ID=8039
Come trovarsi al bivio, al di sopra di una linea d'orizzonte che divide nettamente il buio dalla luce ed improvvisamente riconoscere una melodia che ti conduce verso il sole, permettendoti di scegliere la parte luminosa del tuo mondo, al di là dell'orizzonte stesso.
Il primo pezzo di questo rml, Ep degli Eramale, si presenta così. Selvaggio, ma anche intimista, con una voce un po' – forse volutamente – inghiottita da suoni che si arrampicano a se stessi, rinascendo di continuo di una grinta coinvolgente.
Prevale la musica, prevale il suo potere e questo si percepisce da subito: persino la piacevole voce di Marianna D'Amario si ritrova trascinata in questo vortice di musica possente che si impone su tutto, lasciando alle parole solo la forza e l'onere di definire la sua autentica espressività.
Questo progetto, sicuramente interessante, è per chi ama la musica senza filtri che sa cantare tanto quanto una voce, che sa urlare tanto quanto una voce, che sa ballare e trascinare tanto quanto un essere vivente.
Ed i musicisti sono davvero bravi ad esprimere quest'intento comune attraverso se stessi e gli strumenti che rappresentano, senza lasciare spazi di vuoto incoerente tra una nota e l'altra. L'intreccio tra i suoni è talmente rigoglioso e costante – e consapevole -, da far pensare ad una musica che nasce così, originandosi da sola.
from "Sensorium" - link:
http://www.sensorium.it/Recensioni_ERAMALE.htm
Gli abruzzesi Eramale, attivi dal 2005, giungono all'EP d'esordio per tramite di "RML": cinque tracce autoprodotte che testimoniano la loro passione per il metallo gotico venato di lieve psichedelia. Alla prova dell'ascolto affiorano riferimenti alle atmosfere torbide dei Deftones di "White Pony" e, soprattutto, agli scenari malinconici dei primi The Gathering: il secondo rimando é d'uopo, preso atto della gradevole performance vocale di Marianna D’Amario.....
La proposta dei ragazzi é senza dubbio interessante, peccato per la produzione non all'altezza (il suono sbilanciato sui bassi dell'opener "Arena", ad esempio) e per una certa tendenza alla prolissità: si ha talvolta l'impressione di composizioni non completamente focalizzate e, del resto, spunti creativi notevoli si alternano a fasi piuttosto anonime.
Tra le peculiarità più significative di questo atto primo, si segnala l'innata capacità di saper creare un contesto intrigante: le sortite strumentali crepuscolari ed oniriche degli Eramale seducono rapidamente e colgono il più delle volte nel segno. Come detto, qualche 'peccato di gioventù' inficia il giudizio sul platter, ma i nostri ci sanno fare e risentiremo parlare di loro nel prossimo futuro, giacché un secondo album é già in fase avanzata di preparazione
Michele Dicuonzo
from 'Mescalina' – link:
http://www.mescalina.it/musica/gruppi/recensioni_emergenti.php?id=491
Il primo EP autoprodotto degli abruzzesi Eramale (Rml) si presenta come un disco abbastanza compatto, dominato dalle tensioni di un mood sospeso e irrequieto, che si manifesta immediatamente con la rarefatta “Arena”, annotata come traccia zero del “cinque tracce”. La voce di Marianna D’Amario, che mostra potenzialità virtuosistiche, ma anche sufficiente e apprezzabile sobrietà per non sbilanciarsi in protagonisti fini a se stessi, sfodera in “Dune” una notevole carica rock (che rammenta Juliette and the Licks) e accosta acuti celestiali ad urla filtrate. I momenti strumentali dei brani, che si avvalgono dei testi della D’Amario e della musica del chitarrista Savino, mescolano alt-rock, psichedelia e alternative metal. Un buon tasso di intensità è raggiunto quando la chitarra elettrica, che ringhia o ricama, risuona sola o quando l’inquietudine di fondo dell’EP si condensa in malinconie sghembe, come tra le distorsioni e dissonanze di “Miss Apathy”, che si avvita su una linea di basso cupa e fascinosa di Alessandro Falà. D’effetto inoltre risultano la batteria di Federico Pavone e i contrappunti di basso nella strumentale “The Other”. Il disco ha un mood oscuro quando basta per avvolgere con la densità enigmatica e affascinante del buio; tuttavia in uno scenario siffatto, la personalità della band brilla ancora relativamente poco di luce propria. Non di limite intrinseco di un singolo gruppo si tratta, visto che la qualità media delle canzoni sembra senz’altro interessante, quanto forse di un certo rock a vocazione internazionale, che declina il metal in colori più sfumati e tratti di rallentata introversione, il quale è corso e si è disperso in troppe vene e rivoli, perché alla fonte vi sia ancora molta linfa vitale.........
from 'Rockit.it' - link :
http://www.rockit.it/magazine/album.php?x=00009519
'Canzoni adatte a questi giorni di freddo e neve. Atmosfere cupe, ombrose, in piena sintonia con la voce sensuale e accattivante di Marianna D'Amario. Sonorità lente e distorte, talvolta utopistiche, quasi faticose. Sottofondi à ..la Muse.. si alternano ad un rock più duro molto vicino ai Lacuna Coil.
Gli Eramale dimostrano di avere grande padronanza degli strumenti ma mancano spesso di originalità. Il suono non riesce a prendere vita e i rimandi agli Evanescence sono davvero troppo evidenti. Solo 'The Other' acquista una dimensione più personale, in buona parte grazie al basso che si discosta dalle solite soluzioni e fornisce quel qualcosa in più che manca in tutto l'ep.
Senza dubbio sono bravi, ma a fare cose che già in tanti propongono. Mi aspetto più impegno.'
from 'Paesituoi.com' - link:
http://www.paesituoi.com/index.php?option=com_content&task=view&id=339&Itemid=46
'Buono, ben suonato, raffinato. Eppure non mi convince. Trovo che la formula dei Eramale, seppur di buona fattura, risulta un tantino già vista/sentita. Un vero peccato perché il gruppo ha tutte le carte per crearsi uno spazietto nel nostro panorama musicale. Questo EP si muove su territori propri a gruppi come Evanescence o Lacuna Coil anche se più “docili” paragonati a quest’ultimi. Ci sono tutti gli ingredienti: riverberi, basso prepotente, bellissima voce della cantante (ascoltate la perla del disco Dune), atmosfere cupe e tetre e lunghe tracce. Trovata un’identità propria il gruppo sicuramente ne guadagnerà e avremo modo di apprezzare appieno le capacità indiscutibilmente ottime del quartetto. Complimenti comunque.'
-Ale-
from webzine 'Ondalternativa.com' - link:
http://www.ondalternativa.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=2868
'Eramale, progetto tutto italiano nato nel 2005.
Questo mix di chitarra,batteria basso e voce ipnotica si presenta con un demo accattivante,intrigante.
Crea un’atmosfera, ambigua, scura, cupa ma che sa catturare, il tutto rigorosamente cantato in lingua inglese. Fa sentire coinvolti in una realtà che veloce ci scivola dalle mani, che ci ipnotizza, che ci travolge e che ci sconvolge.“Dune”,è un brano coinvolgente fin dalle prime note, sia per voce che per il successivo tripudio di chitarre che l’accompagna. Inizia ipnotica,diventa poi aggressiva per poi tornare come da principio. Altrettanto stuzzicante è il ritmo di “The other”, brano strumentale, propone una melodia che lascia fluire i pensieri al ritmo di batteria e chitarra, fra ripetuti giri d’accordi, intervallando momenti più o meno ritmati, suggestionando e lasciando riflettere. Piacevole torna la voce in “Deviner”, brano forse un po’ troppo ripetitivo, ma di sicuro effetto.
Nel complesso le melodie, la tecnica e la capacità del gruppo sono da elogiare, la speranza è che l’evoluzione li porti a comporre sempre qualcosa di diverso, che non si fossilizzino sulle stesse sonorità, che sappiano sperimentare a tal punto da trovare il modo di rendere ogni pezzo unico. Difficile, ma possibile, perché hanno tutte le carte in regola, bisogna soltanto continuare a provare.'
from webzine 'Audiodrome.com' - link:
http://www.audiodrome.it/index.php?module=News&catid=&topic=5
'Savino alle chitarre si muove con competenza e ispirazione attraverso un uso ben dosato degli effetti, che conferisce un’atmosfera decisamente particolare ai brani, di sapore deftonesiano (eccellenti le performance di Alessandro Falà al basso e di Federico Pavone alla batteria) e insieme in qualche modo affini a certi The Gathering (ma ciò è dovuto quasi esclusivamente al fatto che Marianna D’Amario alla voce ricorda particolarmente Anneke van Giersbergen). Se quest’ultimo fattore non è affatto sinonimo di poca personalità, è però un elemento che va sviluppato ulteriormente, dato che sono presenti potenzialità da coltivare con maggiore autonomia. Infatti, è piuttosto promettente la commistione operata dagli Eramale, che dà luogo a una sorta di alternative sognante e d’atmosfera. Un buon esordio..
from webzine 'Novamuzique.net' - link:
http://www.novamuzique.net/recensione.aspx?id=522
'Faccio i miei più sentiti complimenti alla Five Roses Press, fucina promozionale di band sempre valide che non hanno mai deluso le aspettative di noi scribacchini multimediali di Nova Muzique.
Ancora una volta ci propongono un disco sperimentale di indubbio valore: “ rml” degli ERAMALE.
Immaginate i Sonic Youth più melodici e con una schiera maggiore di suoni per fare rumore; unitegli un gran gusto per la melodia, un po'di atmosfere sognanti ed una forte dose di ossessività sonora ed avrete il suono degli ERAMALE.
Una song come “Dune” è forse quella che riesce a riassumere in maniera più esaustiva la musica proposta dal quartetto che si avvale qui di bei riff di chitarra, grassi e ipnotici.
La band stessa definisce il proprio sound “Obliquo”, un “indefinito intreccio di testi ermetici e confusi'. La tecnica degli ERAMALE è assolutamente congeniale alla musica qui proposta e le atmosfere presenti hanno un tocco di sognante malsanità in cui è sempre un piacere immergersi.
Cinque pezzi al servizio dell'ascoltatore alla ricerca di musica che rivendica la propria astrattezza.
Consigliato a tutti coloro a cui piace sognare senza atmosfere eccessivamente tranquillizzanti.'
From 'Indie-zone.it' - link:
www.indie-zone.it/sushibar.asp
'L’estate è finita, e non per tutti è un male. Gli amanti dell’autunno, delle foglie cadute e di quanto altro questa stagione evoca dovrebbero trovare pane per i loro denti ascoltando questi esordienti Eramale, 4 ragazzi che incrociano fantasmi dark col più commercialmente appetibile sound di Evanescence e Lacuna Coil. Non ci strapperemo i capelli per l’innovazione, ma i 5 pezzi dell’ep fanno bene il loro dovere, ricreando atmosfere crepuscolari e malinconiche, aiutati in questo dalla bella voce di Marianna D’Amario. La brevità dell’esordio non nasconde comunque una certa ridondanza degli elementi, con una maggiore varietà ed il coraggio di lasciarsi indietro scomodi paragoni si può sicuramente fare di meglio.' ....
from webzine 'Musicboom.it' - link:
http://www.musicboom.it/mostra_recensioni.php?Unico=20081007031652
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'La biografia di questo quartetto rosetano è veramente scarna. Si sa che si sono uniti nell'attuale formazione nel 2007 e questi cinque episodi sono la prima testimonianza autoprodotta dei loro sforzi compositivi. Non specificano nemmeno un briciolo di passioni musicali, di fonti di ispirazione. Niente di niente, se non che sono “contrastanti l'un con l'altra”. A dire il vero, a noi sembrano piuttosto univoche, queste fonti ispirative, trattandosi del rock evocativo degli Evanescence e gruppi similari, appena appena venato di metallo (questione confermata dalla visione del loro MySpace).
Per il resto c'è poco da dire, perché le cinque tracce scorrono via senza intoppi, con un'adeguata preparazione strumentale, evidente soprattutto nella capacità di evocare scenari notturni e spettrali. Aiutati dalla bella voce di Marianna, i quattro disegnano canzoni piuttosto lunghe, basate su di un basso slabbrato, spesso accompagnamento melodico più che vera macchina da ritmo.
Come direbbe un fiorentino piuttosto famoso, sanza 'nfamia e sanza lodo. Aspettiamo una provo più consistente per capire meglio. Al momento la cosa che funziona meglio è la lunga cavalcata finale, Deviner, seppure il senso del titolo ci rimanga oscuro.'