MySpace
myspace music


THE RIPPERS



Last Updated: 12/31/2009

Send Message
Instant Message
Email to a Friend
Subscribe

Status: Single
City: SARDINIA
State: Cagliari
Country: IT
Signup Date: 5/7/2005

My Subscriptions

Blog Archive
[Older      Newer]
 /  / 
Saturday, March 03, 2007 

Current mood:  aggravated
Category: Music
"TALES FULL OF BLACK SOOT" REVIEWS THE RIPPERS
Tales Full Of Black Shoot Screaming Apple
9/10
Mettiamola così: sfrutto il piccolo potere di poter scrivere di musica. Lo faccio con il sorriso sulle labbra, perché so che alla fine, a conti fatti, ci saranno 1000 persone, in Europa (magari anche duemila, ad essere fortunati) che si getteranno sul disco dei Rippers con la veemenza di chi ha ancora bisogno che il rock lo prenda per i capelli e lo trascini nel fango. Mi rivolgo a loro, ma soprattutto a tutti gli altri. A quelli che "questo è figo e questo no". A quelli che "sì però è musica vecchia come mio nonno". A quelli che "nel 1963 c'era un gruppo garage peruviano assolutamente devastante". A tutti quelli che sono sempre più bravi degli altri. E che non si accorgono della verità. Qual è la verità? Che gruppi come i The Rippers nascono una volta ogni dieci anni. Questa volta sono nati in Italia. E molti fanno ancora finta di niente. Trovatemi un gruppo garage bravo come loro. Avanti, accetto la sfida. Ditemi negli ultimi dieci anni chi si è potuto permettere un'accoppiata di dischi come loro hanno fatto. Sedetevi. Ascoltate come i The Rippers suonano " But I'm so Blue". Alzatevi. Picchiate la testa contro il muro. Risedetevi. La sentite l'urgenza DEVASTANTE di "Dark Side Of Your Mind"? La furia sixties di "From Home"? Il sangue versato in "I'm Unstable" (il titolo da solo vale la descrizione dei The Rippers). Qui c'è la perfezione del garage. Del garage punk. Del neo sixties punk. O come vi piace chiamarlo nell'intimità. Meravigliosamente pazzeschi. Ancora una volta.
Mario Ruggeri (Rokerilla-novembre 2006)


Review: TALES FULL OF BLACK SOOT LP/CD (screamingapple.de)
Artist: RIPPERS
Ox-Fanzine / Ausgabe #68
Die italienischen THE RIPPERS, die wohl derzeitig wildeste Garagepunk-Band, ist zurück und Ripper I, II, III und IV haben mit "Tales Full Of Black Soot" ihre grandiose zweite LP in die Vox-Gitarrenkoffer gepackt. Wurde die selbstbetitelte Debüt-LP noch in der heimischen Garage aufgenommen, besuchte man dieses Mal ein Studio und spielte die 13 Songs live ein, doch keine Angst, THE RIPPERS klingen trotz Studio und "richtiger" Produktion nun keinesfalls "sauber" oder "poliert", die Aufnahme ist verdammt rauh, kratzig, aber mit dem nötigen Druck, der dem Vorgänger hier und da dann doch fehlte. Aber auch das Songwriting hat, wie auch der Sound, scheinbar gewisse Aufbaupräparate verabreicht bekommen; alle Songs (zehn Originale, drei Coverversionen) gehen ab wie Schmitz' Katze, kein einziger Füller, 13mal Teen-Garagepunk vom Feinsten. Eine Steigerung auf ganzer Linie! THE RIPPERS klingen auf "Tales Full Of Black Soot" authentisch wie nie, strotzen jedoch vor nach heutigen Maßstäben bemessener Punk-Energie, die die Original-Bands in den 60ern einfach noch nicht hatten (THE ZAKARY THAKS' "Bad girl" mal ausgenommen). Und genau dieser Umstand macht die RIPPERS zu einer "echten" 60s-Punk-Band und nicht zu einer Stadtfest-Oldie-Night-"Retro"-Gurkentruppe. Menschen mit bleistiftdünnen Schlipsen, engen Anzügen, Beat-Boots und einem Hang zu exzessiver 60s Punk-Mucke sollten jedenfalls zugreifen. Allerdings, kleiner Wermutstropfen: Einen Punkt Abzug für das abscheuliche Artwork! [(29:16) (8) (Chris Virgo) - © by OX-FANZINE / Ausgabe 68]

El segundo lp de los italianos esta en los platos de todo garage-punker que se precie y la formula es la misma que sus otros trabajos tanto en formato grande como en formato siete pulgadas. Ritmo y Blues sin edulcorar., si su anterior trabajo lo grabaron en su garaje, esta vez se encerraron con sus demonios interiores en un estudio durante dos días y sacaron a relucir de nuevo la vena de R&B mas canalla que te puedes encontrar en una banda de garaje en estos últimos años, o mejor dicho a los oídos, su vocalista Ripper IV literalmente se sale cuando se acerca una harmónica a los labios, automáticamente queda poseído por el espíritu de los mas salvajes sopladores de color en estado de trance, mientras el resto de los Rippers literalmente y musicalmente se entregan a un desenfrenado ritmo mamado de los Downliner Sect o Pretty Things mas primarios, el resultado son 13 insanos temas que por momentos pueden hacer palidecer a sus maestros, solo basta escuchar "She Drives Me Mad" o "From Home"y el trabajo de guitarra inmenso que contienen esos dos temas para reconocerles el merito que tienen estos italianos. Que no han evolucionado en el sonido que practican pero si han tenido una progresión con los instrumentos que tocan que salta al oído y en este "Tales Full Of Black Soot" no dejan un respiro y no bajan la intensidad sónica ni un miserable segundo.
[Oscar – 'Kick out the jam' magazine]

Contiene 13 canciones.
Comienzan rugiendo como perras con un todopoderoso "A strange story". Guitarras y garrotazos en su más alta expresión. Esa es la tónica habitual de los Rippers y en este disco, no cambian. Continuan exponiendo un toque de r'n'b de la manera más salvaje que se recuerda a este lado del Rhin! Según vas deanbulando por el círculo sónico te das cuenta que su trogloditismo neanderthálico está justamente representado por cañonazos como ""I would mistreat You" o "Who's knocking?". Esta última entrelazando los iconos más rockin's con el r'n'b más explosivo y veloz. Pero si lo que quieres es destripar tu cabellera, nada mejor que una buena dosis de Demons & witches". Pasemos ahora a una versión caballérica. "From home" donde atacan con unos fuzzeos en el horizonte y un incesante cabalgar de garrotazos!. de quedarme con una, lo haría con ""Dark side of my mind". Es la descarga de adrenalina que necesitas para ordenar tu comportamiento lascivo! El disco finaliza con "I've got to find a way", obra de la casa. Se trata de una pieza de r'n'r a destajo. Con una velocidad endemoniada y sin respeto alguno por la calma comética!
Los culpables:
Ripper I, Ripper II, Ripper III y Ripper IV
[www.ipunkrock.com]

I cagliaritani The Rippers si caratterizzano per un suono che trae a piene mani dal repertorio sixties e, forse in misura maggiore, da quello che viene chiamato neo-garage, ovvero la riproposizione di quei suoni nei successivi anni ottanta, quando al rhytm&blues, al surf e al rockabilly si aggiunse la foga del punk rock.
La loro attività, contornata fin dagli esordi da intense esibizioni live in giro per l'Europa, ha fatto si che il gruppo ottenesse ampi riconoscimenti dalla stampa estera, in particolare da quella tedesca (non a caso anche la Screaming Apple records, l'etichetta che ha prodotto, oltre ad altri loro lavori, quest'ultimo "Tales full of black soot", è tedesca). Ma anche le performance in Italia, con le numerose esibizioni in Sardegna, quelle nelle maggiori città della penisola (si è concluso da poco il loro ultimo tour) e l'apparizione al festival indie di Musica nelle Valli nel suo periodo di maggior splendore, hanno diffuso la loro fama nell'ambiente rock'n'roll, hard core, punk e garage nazionale, nonostante, al di fuori di questo stesso ambiente, il loro nome sia sconosciuto ai più.
Da circa cinque anni ormai The Rippers fanno un garage genuino: quello più sudato, esagitato, sporco e ribelle che possa essere suonato - un'attitudine in perfetta linea con quella di gruppi quali Tell Tale Hearts, Pretty Things e i tanti altri indicati quali modelli di riferimento. La loro musica è adrenalina, che ti trascina, ti fa ballare, ti fa saltare e ancora ballare, fino a quando il tuo corpo non è più padrone di se stesso. Con una formazione essenziale, fatta di batteria, basso, chitarra, voce e, naturalmente, armonica, Ripper I, Ripper II, Ripper III e Ripper IV scatenano deliri sonori impulsivi, ma al tempo stesso ricercati. Prendete "My black light", "She doesn't believe me" o "A strange story": è come girare su se stessi a massima velocità, fino a cadere a terra, storditi.
(20-02-2007) www.rockit.it di Sara Loddo

THE RIPPERS
TALES FULL OF BLACK SOOT
(Screaming Apple)
Potrà sembrare strano, ma le migliori realtà garage e r'n'r nostrane provengono da una terra come la Sardegna: basta pensare a gruppi come Hangee V, Tunas, Gods Of Gamble e Rippers. In questa sede ci occuperemo, in particolare, di questi ultimi, quattro scatenati sardi, che ci tengono a mantenere nascosta la loro identità e sono già considerati dalla stampa specializzata la migliore garage band europea. Hanno alle spalle una manciata di singoli, l'omonimo LP uscito nel 2003 per la tedesca Screaming Apple, la ristampa nel 2005 di quell'album con l'aggiunta dei primi tre singoli, per arrivare fino al recente strepitoso Tales Full Of Black Soot, nel quale i nostri "squartatori" lasciano inalterata l'essenza del loro sound, nella sostanza, una rilettura anfetaminica, selvaggia e primitiva del garage dei Sixties. Brandelli di brutale rhythm & blues, squartati da un crudo approccio garage, unito ad un'autentica attitudine punk: una voce sguaiata e nasale, un'armonica esagitata e incontenibile (Ripper IV), chitarre sporche e grezze (Ripper III), un drumming furioso e potente (Ripper I) sono gli ingredienti di base della musica incendiaria e senza tempo dei Rippers. Un gruppo che ha mandato a memoria l'intera raccolta Back From The Grave e ricalca le orme di band seminali come Pretty Things, Shadows Of Knight, Sonics, Gravedigger V, Morlocks, Tell-Tale Hearts. L'album in oggetto allinea tredici infuocati episodi di grezzo e incontaminato sixties punk, tra i quali segnaliamo il selvaggio r'n'b di I Would Mistreat You e le scatenate She Doesn't Believe Me e My Black Light. Se volete farvi un bel ripasso di garage e musica affine, andate a lezione dai Rippers.
(www.myspace.com/therippersinaction)
Gabriele Barone

Nello scrivere una recensione sul nuovo disco dei Rippers, garage band cagliaritana giunta al suo secondo lavoro, si potrebbe sottolineare il grande fermento e la qualità della scena garage sarda. Parlare solo di questo però sarebbe chiudersi in un ambito solo ed unicamente regionale. E sarebbe un verò peccato. Perchè acoltando tra i solchi di "Tales full of black soot" (pubblicato dall'etichetta tedesca Screaming Apple) ci si trova di fronte a un disco maturo e soprattutto rivolto sia al mercato italiano che a quello estero. Non è un segreto infatti che in ambito garage europeo il quartetto cagliaritano sia considerato ormai una vera e propria band di culto, osannata da gran parte della critica specializzata. In questo secondo album i Rippers si allontanano leggermente dalle sonorità dell'esordio di ormai quasi quattro anni fa (uscito all'epoca solo in vinile e ripubblicato in cd nel 2005 con in più i brani dei primi EP). Sembra quasi, ad ascoltare i tredici nuovi pezzi, che ci sia un ritorno a sonorità garage più classiche. Quello che colpisce è che, pur cambiando in parte la formula compositiva, si mantenga intatto l'impatto sonoro della musica dei Rippers, punto di forza del gruppo sia in studio, sia soprattutto nei concerti. Proprio la dimensione live rimane l'habitat naturale del quartetto, che da poco ha ultimato un tour europeo da stakanovisti, con circa quaranta date in quarantadue giorni.
"Tales full of black soot" è puro sixties garage dal primo all'ultimo dei suoi ventinove minuti, che richiama le radici del garage rock, filtrate attraverso l'ormai riconoscibile sound della band. Musica che vive di martellanti riff di chitarra, armonica e basso e batteria pulsanti. L'iniziale "A strange story", ma anche "I would mistreat you", "I'm unstable" e "Demons & witches", sono autentiche perle che si vanno a incastonare all'interno del disco. "Tales full black soot" è dunque non solo un lavoro che sancisce ancora una volta la maturità compositiva dei Rippers ma è anche una scintillante lezione di stile, che meriterebbe di essere recepita da una fetta di pubblico molto più ampia.
Francesco Melis – La Nuova Sardegna

In giro per l'Europa, da Monaco a Berlino, da Reims a Lussemburgo: è un momento magico per The Rippers, band cagliaritana impegnata in questi giorni in una lunga tournée per promuovere il nuovo lavoro discografico "Tales full of black soot". Perchè Cagliari non è solo passeggiate davanti al mare o locali minimal-chic sulla terrazza del Bastione. C'è anche una città underground, fatta di musica che viene dalle viscere, suonata nei garages o nei locali di periferia con volumi alti e pesante feedback. E' quella della scena rock cagliaritana, da tempo nota alle riviste musicali che vedono nell'isola una vera fucina di bands piene di energia. Qualche mese fa il mensile Rumore ha pubblicato lo speciale Paura e delirio a Cagliari chiamando in causa Pneumatica, Hangee V, God's of Gamble e citando proprio i Rippers come "nome di punta della scena garage mondiale". Insieme dal 2000, i quattro squartatori hanno prodotto sei singoli e un LP omonimo in vinile, andato sold out in pochi mesi e ristampato su cd nel 2005. Ai primi di ottobre hanno visto la luce "Tales full of black soot", su vinile e cd, e il singolo "Just 4 creepy men", incisi rispettivamente per l'etichetta tedesca Screaming Apple e per la cagliaritana Gravedigger's, subito dopo la band è salpata oltre Tirreno per il tour europeo. Dopo alcune date in Italia e Francia, i Rippers saranno in questi giorni sui palchi tedeschi, torneranno nuovamente nella penisola per suonare a Merano, Venezia, Ferrara. Ultima tappa il 28 di questo mese al Traffic di Roma.
I quattro musicisti mantengono un'identità misteriosa presentandosi come Ripper I, II, III e IV ma i volti della band sono ormai noti, i loro live nell'isola richiamano centinaia di persone con uno show divertente e scatenato, un vero delirio musicale tra r'n'b e garage anni '60 influenzato da maestri quali Bo Diddley e i primi Rolling Stones. Il tutto suonato con dissacrante e selvaggia attitudine punk. Ottime recensioni dalle riviste specializzate, concerti sui palchi europei e contatti in tutto il mondo non hanno però cambiato lo spirito della band che continua a suonare e registrare i brani in un garage con lo stesso stile degli esordi. "Amiamo il suono che nasce dal vinile, racconta Claudio ovvero Ripper III, chitarrista; motivo per cui registriamo in presa diretta nel nostro garage, senza sovraincisioni". Nessun trucco o artificio discografico dietro i Rippers, solo musica fatta di sudore e carne, suonata con istinto e pura passione.

Il Giornale di Sardegna , 22 ottobre 2006
Francesca Mulas
Friday, March 24, 2006 

Current mood:  bitchy
Category: Romance and Relationships

Hey everybody...some cool news!

New single out in may for GRAVEDIGGER'S RECORDS!!!

New LP out in september for SCREAMING APPLE!!!

...get ready baby!

cum'on!!!

Friday, December 02, 2005 

NEW SINGLE OUT NOW!!!

You can't leave me all night alone/I got my mojo working

JUKEBOX EDITION - 600 copies

on

Slovenly Recordings


Monday, July 11, 2005 

WATCH OUT! A NEW SINGLE IS COMING!


2 SONGS, COOL JUKEBOX EDITION! OUT IN SEPTEMBER!

DONT MISS IT!

Slovenly Records

Saturday, May 07, 2005 
Hi dudes! Here are The Rippers 60's Punk Rhythm'n'Blues band from Sardinia, Italy..... Soon cool news.... Stay tuned!