Struggle between right and wrong: Joy Division nelle intuizioni di Anton Corbijn
[Control, 2007]
Senza Controllo.
Inquietudine.
Scelte.
Soluzioni.
Leggere Ian Curtis.
Ascoltare i Joy Division.
Percorsi inesorabilmente separati.
Tuffarsi nell’estasi del Mito.
Analizzare con estrema cura il disagio di una disintegrazione.
Tracciati inequivocabilmente distinti.
Le Ragioni nella Sconfitta.
L’Incomprensione nella Solitudine.
Sfondo. L’Irrequieto passaggio.
La Trasformazione.
Del Diventare Adulti.
Sopportare il Peso della Irrealtà.
L’Amore Ferisce.
Sempre.
Quasi Contro Natura.
Finisce.
L’Etica della Fine.
Su Ian Kevin Curtis è stato scritto di tutto. Così Tanto da perderne le Tracce.
Resoconti infiniti. Dalla dubbia integrità.
Fonti inesauribili. Dall’incomprovabile verità.
Compagni di Viaggio. Estimatori dell’ultima Arcadia. Semplici Incontri Distratti.
Di atti ufficiali -a parte il decesso registrato dal coroner >18 Maggio 1980- una Storiografia biografica redatta dalla moglie Deborah.
Ma il racconto -si sa- enfatizza i difetti fino a renderli pregi.
Giustifica l’ineluttabile.
Consacra eternamente l’impalpabile tensione emotiva di una manciata di anni.
Un omaggio dovuto. Chiaro. Senza Tempo.
Ma è pur da un racconto che si deve partire.
Da un Luogo.
È Necessario tirare le fila. Razionalizzare ciò che spesso è naturale frutto dell’impeto esistenziale.
Cosa resta?
L’attraversamento della porta dello spavento supremo.
Quella del numero 77.
A Macclesfield, sobborgo proletario di Manchester.
Un Mix Struggente.
La ballata di Stroszek di Werner Herzog in TV.
The Idiot di David Bowie in Orbita.
Questo il Selciato su cui soggiace la Leggenda.
Di contro.
Un ragazzo.
Ventitrè anni.
Sull’arcobaleno indefinito dei primi clamori.
In discesa.
Dentro e Fuori.
Sentimentalmente Frantumato.
Fisicamente Devastato.
Dalla Dipendenza Farmacologica.
Dal Senso di Colpa.
Spaventato.
Perso.
Perduto.
Caduto.
In Piedi.
Senza Carezzar Terra.
Mai più.
So it Goes .
Curve distorte come neve pesante.
Ecco quello che vedo quando ascolto i Joy Division.
E ri-capita sempre.
Dimentico di contestualizzarne la dimensione.
Ogni volta.
Liriche romantiche.
Esistenziali.
Dinamiche profonde ed atmosfere dilatate.
Ritmi batodici ed ipnotici.
Tanto che passeggiare i silenzi di Atmosphere* sui sorrisi di Plainsong di Disintegration** diventa un modo per sconfiggere il tempo.
Infrangersi nell’illusione di nuovi racconti sul selciato della continuità storica.
10 anni di reciproca e vicendevole sublimazione.
Unknown Pleasures*** è iperuranico.
Introspettivo.
Inconsapevole dei suoi effetti.
L’eterno ritorno alla sua eleganza sarà un continuo esercizio di stile per tutti.
In buona compagnia.
Dai contemporanei esordi di Siouxsie Sioux ed i suoi Banshees ai primissimi Bauhaus 1919 di Peter Murphy, fino alla pura celebrazione 4AD con i successivi Dead can Dance, Cocteau Twins e This Mortal Coil.
Twenty Four Hours, The Eternal, Decades.
Trilogia perfetta.
Inseparabili atti.
Un concept unico nelle Nove trace del più sublunare Closer.****
Influenza “permanente” in tutte le ragionevoli band di oggi.
Fino agli Interpol, Editors e The National.
Realtà consolidate che concorrono ancora ad un rinnovato successo abitando ed interpretando le linee scarne ed efficaci dei padri Joy Division e dei loro figli Sister of Mercy o The Mission.
Insomma.
Impossibile non farne i conti seppur indirettamente.
1977.
Pensare che il 1977***** è uno di quegli anni fondamentali per i fenomenologi della cultura sociale britannica.
Dagli omonimi Ian.
McCulloch > Crucial Three.
Curtis > ex Stiff Kittens allora Warsaw.
All’eterno passaggio di staffetta fra le due Rivali Città.
Liverpool degli Echo & The Bunnymen.
Manchester dei Joy Division.
Dagli ultimissimi anni di quella decade verranno fuori prepotentemente una serie irripetibile di Realtà che si muoveranno tanto concretamente nel tessuto vitale della società da tracciarne un solco indelebile.
Electric Circus. Martin Hannett. Tony Wilson. Factory Records. Rob Gretton. Haçienda.
Una scena virtuosa.
Una scena viziosa.
Nei Segni.
Nei Simboli.
Negli Incontri.
Nei Luoghi.
Nel Linguaggio.
In una parola > Mad-chester.
In una sola unica Leggenda > Joy Division.
Control.
Il film di Anton Corbijn documento sulla vita di Ian Curtis e sulla parabola dei Joy Division lascia senza fiato.
Soprattutto per l’incipit.
Perché il Controllo è l’unica cosa che Curtis pare non aver mai avuto.
Lascia davvero sospesi.
Soprattutto gli entusiasti del ben più morbido seppur drammatico 24 Hours Party People[******].
Certo.
Corbijn è Monografico ma con visione contestuale.
Winterbottom racconta tutta un’altra vicenda. Quella di Mr.Manchester Tony Wilson.
Chiaro che le strade si intersecano.
Per di più le fonti devono esser state davvero accuratamente comuni.
Il Guado biografico di Ian Curtis è in glaciale osmosi.
Ho Visto il Film. Recuperandone una copia in lingua Mancuniana.
Una Fotografia troppo Familiare per non restarne straziati.
Impressionante il “suono” delle incisioni reali “registrate” dagli attori protagonisti.
Una Storia eticamente complessa.
Un vero invito alla Riflessione.
Un grande manifesto di una generazione.
Davvero.
De-generazione?
Ri-generazione?
In Italia il Film arriva in questi giorni.
A Bologna dal 24 Ottobre al Cinema Lumière - Sala Officinema/Mastroianni.
E non poteva che essere così.
Per ora.
Non è facile fare i conti con le Sub-Culture … qualcuno smorfiosamente lascia intendere dall’alto.
L’importante è che il magma si muova.
Ed oggi, in qualche modo, l’informazione la si va a scovare.
Come il vaso di Miele.
Sempre che ci sia qualcuno ad investire la propria sensibilità ed il proprio autentico talento nella produzione di fragili vivide sbiadite bellezze come questa.
Note/Asterischi.
[*]Atmosphere/Dead Souls > Secondo Singolo Inedito > Pubblicato nell’ ottobre del 1979 > dopo l’uscita dell’Album Unknown Pleasures.
[**]Disintegration > Nono Album Ufficiale dei The Cure > Pubblicato il 1° Maggio 1989 a 10 anni dall’Album di esordio > Three Imaginary Boys > Pubblicato l’8 maggio 1979.
[***]Unknown Pleasures > Primo Album Ufficiale della Band > Pubblicato nel Giugno 1979.
[****]Closer > Secondo Album Ufficiale della Band > Pubblicato nel Luglio del 1980 > Un paio di mesi dopo il drammatico suicidio di Ian Curtis.
[*****]1977 Anno di registrazione del primo 10” > At a later date > Short Circuit > Live at the Electric Circus > Manchester 2.10.77
[******]24 Hors Party People > Film targato Micheal Winterbottom > 2002.
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