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Around JoyCut_Coming Back to Normal joy_ Il rock sincretico suburbano

JoyCut



Last Updated: 11/2/2009

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Tuesday, March 31, 2009 
Siamo lieti di pubblicare e dare spazio -in esclusiva- al racconto "Alberi Fantasmaispirato al concept di Mr.Man ed al secondo capitolo della sua saga "La Foresta degli Alberi Fantasma". Il sensibile e talentuoso scrittore Giovanni Monte ci ha donato questi suoi suggestivi versi. Con grande emozione e goia riporteremo integralmente la sua storia dedicandole giornalmente un post ufficiale.





ALBERI FANTASMA



di Giovanni Monte





IV


 




Adesso erano di nuovo soli, al buio di un vicolo nella parte vecchia della città, trattenevano il respiro. Il cane sembrava attratto dalle grandi tubature esterne del palazzo dirimpetto. “Buona idea!” lo ringraziò il viaggiatore. Arrampicarsi su per la facciata, e trovare sul tetto un rifugio sicuro, l’animale non poteva avere pensata migliore. “Niente da fare, amico, non ti lascio solo nel vicolo” disse il viaggiatore. Allora il cane si infilò in un portone aperto e, seguito dal padrone, salì comodamente dall’interno del vecchio palazzo scalcinato.



La città vista dall’alto era un plastico che atterriva, racchiuso in una superficie non troppo estesa. Era evidente l’intenzione di farla crescere verso l’alto, limitare lo spazio vivibile. Le zone circostanti erano morte. Ma sul tetto la luminosità era insopportabile per il viaggiatore. Quando riuscì ad aprire gli occhi indicò al cane l’astronave, invisibile nell’oscurità dei suburbi. Ricordava bene il punto esatto, e riconobbe la casa della bambina. Doveva partire prima dell’alba.



Infine decise di aspettare la notte sulla tettoia. Per un tempo che gli sembrò interminabile accarezzò il cane, accucciato ai suoi piedi.



All’alba si svegliò, di soprassalto. Rivide il velivolo alla luce del sole, doveva affrettarsi. Tra gli alberi fantasma, si distingueva bene la scritta Taglio di Gioia sul boccaporto. Con un tale nome aveva immaginato di aprirsi varchi nello spazio interstellare, trovare nuovi passaggi dimensionali.



Intanto il cane era morto. Il suo corpo stanco non aveva sopportato la dose di pietas iniettatagli dal viaggiatore. Secondo un recente decreto la bontà era deprezzata alla stregua di una droga pericolosa. E le istituzioni cittadine sapevano come applicare le leggi.

[continua...]



Sunday, March 22, 2009 
Siamo lieti di pubblicare e dare spazio -in esclusiva- al racconto "Alberi Fantasmaispirato al concept di Mr.Man ed al secondo capitolo della sua saga "La Foresta degli Alberi Fantasma". Il sensibile e talentuoso scrittore Giovanni Monte ci ha donato questi suoi suggestivi versi. Con grande emozione e goia riporteremo integralmente la sua storia dedicandole giornalmente un post ufficiale.




ALBERI FANTASMA

di Giovanni Monte


III






In quel momento il viaggiatore ricordò che indossava ancora la sua tuta da viaggio, con la quale era naturale seminare sgomento e diffidenza tra gli abitanti. Scappò in cerca di un posto sicuro dove cambiarsi. Finito in un vicolo cieco, si rannicchiò dietro un bidone dell’immondizia. Mentre pensava al da farsi, si dondolava e si massaggiava perché cominciava a soffrire il freddo. Non poteva immaginare che l’aria della città fosse così pungente, gli era entrata nelle ossa. Forse per questo motivo gli uomini camminavano a capo chino, intabarrati in lunghi cappotti, le mani nei taschini.



Aprì il suo sacco, e cercò il vestiario adatto. Spazzolandosi la giacca e i calzoni, si ammirava con una certa soddisfazione. Così conciato nessuno avrebbe potuto temerlo.



Quindi cominciò a passeggiare tra gli uomini, indisturbato. Adesso che era in maschera si rese conto di suscitare nella gente un sentimento persino più penoso. Nessuno sembrava notare la sua presenza. Chi lo urtava sbadatamente si rimetteva subito in carreggiata, senza alzare lo sguardo, e tirando dritto. Dopo tre o quattro spintoni, il viaggiatore cadde a terra. Dovette trascinarsi lentamente verso il margine della strada, e poco ci mancava che un paio di passanti non lo travolgessero.



Sedette sul bordo del marciapiede, con le caviglie e le gambe doloranti, tutto raggomitolato. Un cane, un vecchio bastardo con il pelo arruffato, stava annusandogli i piedi. L’animale cominciò a scodinzolare quando il viaggiatore lo accarezzò e, deciso a farne il suo padrone fino alla morte, seguì il Signor Uomo passo passo.



Guaiolando di piacere, il cane richiamò l’attenzione di alcuni passanti inorriditi, e il viaggiatore lo mise in guardia: “Se vuoi, seguirmi pure, ma ricorda che le manifestazioni di gioia e di umanità del cuore canino non sono tollerate in città!”


Il cane non se lo fece dire due volte. Insieme, il cane e il Signor Uomo fendevano la moltitudine. Per la quasi totalità dei cittadini il viaggiatore era un uomo invisibile. I pochi che alzavano lo sguardo su di lui sembravano evitarlo con un senso di ripulsa.
Finché, sul limitare della strada pedonale un uomo lo additò: “Non lasciatelo scappare! Prendetelo!”


Due giovani uomini cominciarono a inseguirlo. Il viaggiatore partì dietro al cane, che si dimostrò molto esperto dei luoghi e delle stradine. In pochi minuti seminarono i loro inseguitori.




 

[Continua...]

Friday, March 20, 2009 
Siamo lieti di pubblicare e dare spazio -in esclusiva- al racconto "Alberi Fantasmaispirato al concept di Mr.Man ed al secondo capitolo della sua saga "La Foresta degli Alberi Fantasma". Il sensibile e talentuoso scrittore Giovanni Monte ci ha donato questi suoi suggestivi versi. Con grande emozione e goia riporteremo integralmente la sua storia dedicandole giornalmente un post ufficiale.








ALBERI FANTASMA

di Giovanni Monte



II


 





Per fortuna il resto della città era al suo posto. Sembrava più grande del previsto, e di questo, avendo fatto l’esperienza della boscaglia fantasma, si sorprese molto. La città non era solo più vasta di come immaginava, ma anche più alta. Vedeva alti grattacieli, sulle guglie dei quali spiccavano grandi insegne pubblicitarie luminose. E un intreccio di ponti e strade sopraelevate che muovevano intorno alle costruzioni. La città era avvolta nella nebbia, e dai palazzi plumbei emanava un suono metallico.


Il viaggiatore trovò il vecchio percorso che portava al centro e si mise in cammino, con il suo bagaglio. Alle porte della città, si fermò davanti al cartello di benvenuto. Sul nome sbiadito della città – qualche buontempone evidentemente aveva cercato di cancellarlo – vide due grandi strisce rosse. Il nuovo nome della città era scritto in piccolo e il clandestino fu costretto ad avvicinarsi molto. Ma per quanto si avvicinasse gli era impossibile decifrare quei caratteri sconosciuti. Quindi alzò gli occhi al cielo, in un pianto liberatorio.


Il suo corpo magro, asciugato dalla dieta spaziale, cominciò a oscillare. Il
viaggiatore cercò un appoggio nel grande cartello, e si avvide che il forte vento si alzava dalle automobili che gli saettavano di fianco, uscendo o entrando nella città.


Tremando dal terrore, il viaggiatore si sosteneva al palo del cartello,
aspettando di avere via libera. Quindi riprese il cammino, attento a seguire il ciglio della strada. La città si faceva ad ogni passo più luminosa e tonante. Le voci degli uomini, i rumori delle automobili e delle case si fondevano in quell’unico suono oppressivo che sembrava emanare dai palazzi, dalla nebbia.


Fermo all’angolo di una zona pedonale molto trafficata, il viaggiatore si fermò a studiare gli umani. Quindi fece un passo, uscì allo scoperto. Deciso a muoversi alla loro stessa velocità, per non destare sospetti.







Si accorse allora che un uomo in divisa stava avvicinandosi, da molto lontano. Aveva dimenticato di essere un clandestino, e si sentì perduto. “L’ho visto io, è uscito di lì!” gridava qualcuno.




[Continua...]

Wednesday, March 18, 2009 
Siamo lieti di pubblicare e dare spazio -in esclusiva- al racconto "Alberi Fantasmaispirato al concept di Mr.Man ed al secondo capitolo della sua saga "La Foresta degli Alberi Fantasma". Il sensibile e talentuoso scrittore Giovanni Monte ci ha donato questi suoi suggestivi versi. Con grande emozione e goia riporteremo integralmente la sua storia dedicandole giornalmente un post ufficiale.

ALBERI FANTASMA

di Giovanni Monte



I


 

Il velivolo alieno atterrò in una rada boscaglia del pianeta Terra. Il conducente aspettava dietro l’oblò che il mezzo volante completasse l’atterraggio automatizzato. Soltanto una bambina vide lo strano aeromobile, e persino il volto incuriosito del viaggiatore. La bambina si trovava sul balconcino della sua camera da letto, seduta su una piccola sedia di legno. Con occhi pieni di meraviglia contava le lucciole che si accendevano in giardino, attenta ai suoni che arrivavano dall’appartamento. La bambina non aveva il permesso di uscire in balcone, a quell’ora della sera.


Nel volto dell’uomo che arrivava dalle stelle c’era qualcosa che faceva paura, malgrado quell’essere così insolito cercasse di sorridere. Nel vedere la bambina, seppur da lontano, gli si riempì il cuore di speranza, e subito cercò di rassicurarla con un saluto, facendo smorfie ridicole, perché la bambina si era coperta il volto con le mani. Piangendo la bambina andò a letto, consolata dalla madre che era accorsa, richiamata dai singhiozzi. Ma la bambina non volle raccontare quello che era successo, e sembrava guardare la madre negli occhi senza riconoscerla.


Presto il viaggiatore capì di avere sbagliato i suoi calcoli. Lì dove pensava ci fosse il quartiere dei sobborghi, si allargava un’ampia boscaglia. Fatti i primi passi si rese conto di avere preso un altro abbaglio. Difatti non si poteva certo chiamare boscaglia quel luogo di rari alberi spogli e scheletrici, di foschi cespugli, e di animaletti che si nascondevano tra i pochi ciuffi d’erba. Il terreno velato di polvere sottile non sembrava consumato dal vento e dall’incuria, ma da anni di sfrenata sperimentazione. La superficie, una volta pianeggiante, adesso era irregolare, piena di sporgenze e spaccature. Nel buco che non esalava miasmi del sottosuolo trovava rifugio una strana razza di piccoli animali con la testa più grande del corpo. Spaventati dall’essere arrivato dalle stelle, grattandosi le zampette davanti al muso, si ritiravano al suo passaggio. Lui intanto cercava di tenersi alla larga dal gas pestilenziale che usciva dalla terra ferita, e che poco aveva di terrestre. Piuttosto pareva indotto dall’azione di pesticidi, di prodotti chimici. Salito su un rilievo dal quale si poteva vedere il resto della città, l’essere si sentì per la prima volta Alieno.

[Continua...]


Saturday, March 14, 2009 
JoyCut >
Marzo 2009
Su XL > Hai Paura del Buio?



Su Beat Magazine > La Foresta degli Alberi Fantasma

Ci Vediamo in Edicola
Monday, March 02, 2009 

"XL di Marzo dedica la copertina a 32 artisti italiani, punta di diamante di una scena alterntiva che ha spessore, qualità e molti seguaci. Ma non trova spazio sui grandi Media. Perchè quelli come loro incutono ancora timore" [...]





Per non rassegnarsi all’apatia: XL ha messo insieme 32 gruppi tra i migliori del panorama italiano. In prima linea gli Afterhours di Manuel Agnelli, reduci da Sanremo, una scelta che ha fatto discutere. Accanto a loro, Marlene Kuntz, Subsonica, Baustelle, Linea 77, Il Genio, JoyCut [ndr]... Insomma, tutti quegli artisti che non sempre trovano spazio nei media più grossi. Noi, che crediamo in loro, gliel’abbiamo dato. E adesso vi mostriamo, attraverso questo speciale Player, il video del backstage della foto di copertina e le interviste con i protagonisti.



Clicca qui > http://xl.repubblica.it/dettaglio/76022

Tuesday, January 27, 2009 




In una notte stellata di inverno, dal pianeta di chissà chi e chissà dove, un esserino verde vestito solo della sua pelle sbarca sulla terra…il suo nome è Mr. Man…


Lo spettacolo che gli si palesa davanti non è di certo quello che si aspetta: grigi contenitori altissimi, animati, di tanto in tanto, da insignificanti lucine monocromatiche costituiscono un enorme proscenio…


‘ma dove mai è capitato?’ ‘deve trattarsi di una città di plastica’ ’pensa fra sé e sé…'


Affranto e colpito dal grigiore che caratterizza quel mondo, Mr. Man -puro, sensibile, profondo, umano, speciale- si sente insignito di una missione: fuggire…tra le foglie dei rami più bui…



 

Comincia a vagare senza meta, in cerca di qualcosa che possa aiutarlo, quando un giorno, d’improvviso e come di incanto si imbatte nella “Foresta degli Alberi Fantasma” …


In quel luogo c’è qualcosa di inquietante, ma al contempo unico…autentico, umano.


Mr. Man capisce che la soluzione è in quelle piccole bolle d’aria, che magicamente dalle fronde degli alberi prendono vita…


Sarà quello il posto da cui partire, sarà solo lì che, sentendosi di nuovo vivo…respirerà.


Salviamo Mr. Man…


Salviamo il suo Respiro…


Cerchiamolo tra Alberi Fantasmi.


Dove Annientarsi!


Posta un Commento!


Scrivi la Tua Storia!


Save Mr.Man!!! 

Wednesday, January 07, 2009 


di Maria Liberata Apisconi....

Nuovi artisti italiani agganciati a quelli piu' famosi. Questo il format scritto e diretto da Giancarlo Passarella, striscia quotidiana di 8 minuti spedita gratis alle radio che vogliono essere originali: il palinsesto cosi' e' piu' ricco!

Vi e' una strega che si aggira nella nostra discografia e non e' vestita da Befana: e' la strega che porta la morte dei nuovi artisti, ancora prima che possano esprimeersi, perche' i network radiofonici non gli danno occasione di far ascoltare quello che hanno creato. Diamo tutti una mano a non spegnere la bella esperienza delle piccole radio italiane! Come fare per aiutarle? Il nostro diretur lo fa producendo uno show che offre gratis.

Infatti le emittenti del circuito Le 100 Radio + Belle d'Italia dal 1 Ottobre 2007 irradiano gratuitamente questo show scritto e diretto da Giancarlo Passarella, dove vengono proposti ogni giorno due brani in qualche modo agganciati tra loro... il primo e' conosciuto e serve a richiamare l'attenzione del grande pubblico, mentre il secondo e' di un giovane artista italiano che andrebbe maggiormente valorizzato. Cosi' agendo si fa anche scouting artistico, valore in cui il nostro diretur Giancarlo Passarella crede da decenni, perche' non ha mai trasmesso nei network, ma sempre in ambito servizio pubblico: o sulle frequenze Rai o su quelle delle piccole radio. ....


Martedi' 6 Gennaio 2009
Primo brano: Helter Shelker degli U2
Brano celebre dell'epoca Beatles e dunque firmato da Paul McCartney e John Lennon: qui dal vivo e' proposto da Bono ed i suoi U2 per il celebre album Rattle and Hum...
Secondo brano: Yokono dei JoyCut (Bologna)
I bolognesi JoyCut nascono nel 2001 e devono molto a due rockstar, compresa l'origine del loro nome e propongono brit rock da esportazione, quasi un rock sincretico di matrice suburbana ........

.. ..

Wednesday, November 05, 2008 
Perdersi e Sparire. Tra Alberi Fantasmi. Impetuosamente.
Monday, October 27, 2008 

Struggle between right and wrong: Joy Division nelle intuizioni di Anton Corbijn

[Control, 2007]


Senza Controllo.

Inquietudine.

Scelte.

Soluzioni.

Leggere Ian Curtis.

Ascoltare i Joy Division.

Percorsi inesorabilmente separati.

Tuffarsi nell’estasi del Mito.

Analizzare con estrema cura il disagio di una disintegrazione.

Tracciati inequivocabilmente distinti.

Le Ragioni nella Sconfitta.

L’Incomprensione nella Solitudine.

Sfondo. L’Irrequieto passaggio.

La Trasformazione.

Del Diventare Adulti.

Sopportare il Peso della Irrealtà.

L’Amore Ferisce.

Sempre.

Quasi Contro Natura.

Finisce.

 

L’Etica della Fine.

 

Su Ian Kevin Curtis è stato scritto di tutto. Così Tanto da perderne le Tracce.

Resoconti infiniti. Dalla dubbia integrità.

Fonti inesauribili. Dall’incomprovabile verità.

Compagni di Viaggio. Estimatori dell’ultima Arcadia. Semplici Incontri Distratti.

Di atti ufficiali -a parte il decesso registrato dal coroner >18 Maggio 1980-  una Storiografia biografica redatta dalla moglie Deborah.

Ma il racconto -si sa- enfatizza i difetti fino a renderli pregi.

Giustifica l’ineluttabile.

Consacra eternamente l’impalpabile tensione emotiva di una manciata di anni.

Un omaggio dovuto. Chiaro. Senza Tempo.

Ma è pur da un racconto che si deve partire.

Da un Luogo.

È Necessario tirare le fila. Razionalizzare ciò che spesso è naturale frutto dell’impeto esistenziale.

Cosa resta?

L’attraversamento della porta dello spavento supremo.

Quella del numero 77.

A Macclesfield, sobborgo proletario di Manchester.

Un Mix Struggente.

La ballata di Stroszek di Werner Herzog in TV.

The Idiot di David Bowie in Orbita.

Questo il Selciato su cui soggiace la Leggenda.

Di contro.

Un ragazzo.

Ventitrè anni.

Sull’arcobaleno indefinito dei primi clamori.

In discesa.

Dentro e Fuori.

Sentimentalmente Frantumato.

Fisicamente Devastato.

Dalla Dipendenza Farmacologica.

Dal Senso di Colpa.

Spaventato.

Perso.

Perduto.

Caduto.

In Piedi.

Senza Carezzar Terra.

Mai più.

 

So it Goes .

 

Curve distorte come neve pesante.

Ecco quello che vedo quando ascolto i Joy Division.

E ri-capita sempre.

Dimentico di contestualizzarne la dimensione.

Ogni volta.

Liriche romantiche.

Esistenziali.

Dinamiche profonde ed atmosfere dilatate.

Ritmi batodici ed ipnotici.

Tanto che passeggiare i silenzi di Atmosphere* sui sorrisi di Plainsong di Disintegration** diventa un modo per sconfiggere il tempo.

Infrangersi nell’illusione di nuovi racconti sul selciato della continuità storica.

10 anni di reciproca e vicendevole sublimazione.

 

Unknown Pleasures*** è iperuranico.

Introspettivo.

Inconsapevole dei suoi effetti.

L’eterno ritorno alla sua eleganza sarà un continuo esercizio di stile per tutti.

In buona compagnia.

Dai contemporanei esordi di Siouxsie Sioux ed i suoi Banshees ai primissimi Bauhaus 1919 di Peter Murphy, fino alla pura celebrazione 4AD con i successivi Dead can Dance, Cocteau Twins e This Mortal Coil.

 

Twenty Four Hours, The Eternal, Decades.

Trilogia perfetta.

Inseparabili atti.

Un concept unico nelle Nove trace del più sublunare Closer.****

 

Influenza “permanente” in tutte le ragionevoli band di oggi.

Fino agli Interpol, Editors e The National.

Realtà consolidate che concorrono ancora ad un rinnovato successo abitando ed interpretando le linee scarne ed efficaci dei padri Joy Division e dei loro figli Sister of Mercy o The Mission.

 

Insomma.

Impossibile non farne i conti seppur indirettamente.

 

1977.

 

Pensare che il 1977***** è uno di quegli anni fondamentali per i fenomenologi della cultura sociale britannica.

Dagli omonimi Ian.

McCulloch > Crucial Three.

Curtis > ex Stiff Kittens allora Warsaw.

All’eterno passaggio di staffetta fra le due Rivali Città.

Liverpool degli Echo & The Bunnymen.

Manchester dei Joy Division.

 

Dagli ultimissimi anni di quella decade verranno fuori prepotentemente una serie irripetibile di Realtà che si muoveranno tanto concretamente nel tessuto vitale della società da tracciarne un solco indelebile.

 

Electric Circus. Martin Hannett. Tony Wilson. Factory Records. Rob Gretton. Haçienda.

 

Una scena virtuosa.

Una scena viziosa.

 

Nei Segni.

Nei Simboli.

Negli Incontri.

Nei Luoghi.

Nel Linguaggio.

 

In una parola > Mad-chester.

In una sola unica Leggenda > Joy Division.

 

Control.

 

Il film di Anton Corbijn documento sulla vita di Ian Curtis e sulla parabola dei Joy Division lascia senza fiato.

Soprattutto per l’incipit.

Perché il Controllo è l’unica cosa che Curtis pare non aver mai avuto.

Lascia davvero sospesi.

Soprattutto gli entusiasti del ben più morbido seppur drammatico 24 Hours Party People[******].

Certo.

Corbijn è Monografico ma con visione contestuale.

Winterbottom racconta tutta un’altra vicenda. Quella di Mr.Manchester Tony Wilson.

Chiaro che le strade si intersecano.

Per di più le fonti devono esser state davvero accuratamente comuni.

Il Guado biografico di Ian Curtis è in glaciale osmosi.  

Ho Visto il Film. Recuperandone una copia in lingua Mancuniana.

Una Fotografia troppo Familiare per non restarne straziati.

Impressionante il “suono” delle incisioni reali “registrate” dagli attori protagonisti.

Una Storia eticamente complessa.

Un vero invito alla Riflessione.

Un grande manifesto di una generazione.

Davvero.

De-generazione?

Ri-generazione?

In Italia il Film arriva in questi giorni.

A Bologna dal 24 Ottobre al Cinema Lumière - Sala Officinema/Mastroianni.

E non poteva che essere così.

Per ora.

Non è facile fare i conti con le Sub-Culture … qualcuno smorfiosamente lascia intendere dall’alto.

L’importante è che il magma si muova.

 

Ed oggi, in qualche modo, l’informazione la si va a scovare.

Come il vaso di Miele.

Sempre che ci sia qualcuno ad investire la propria sensibilità ed il proprio autentico talento nella produzione di fragili vivide sbiadite bellezze come questa.

 

Note/Asterischi.

 

[*]Atmosphere/Dead Souls > Secondo Singolo Inedito > Pubblicato nell’ ottobre del 1979 > dopo l’uscita dell’Album Unknown Pleasures.

[**]Disintegration > Nono Album Ufficiale dei The Cure > Pubblicato il 1° Maggio 1989 a 10 anni dall’Album di esordio > Three Imaginary Boys > Pubblicato l’8 maggio 1979.

[***]Unknown Pleasures > Primo Album Ufficiale della Band > Pubblicato nel Giugno 1979.

[****]Closer > Secondo Album Ufficiale della Band > Pubblicato nel Luglio del 1980 > Un paio di mesi dopo il drammatico suicidio di Ian Curtis.

[*****]1977 Anno di registrazione del primo 10”  > At a later date > Short Circuit > Live at the Electric Circus > Manchester 2.10.77

[******]24 Hors Party People > Film targato Micheal Winterbottom > 2002.

 

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