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Nini



Last Updated: 7/3/2009

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Sunday, March 01, 2009 

Current mood:  touched

Oggi fra le tante notizie catastrofiche e non, una è spuntata semplice e  un po’ surreale  e mi ha colpito.

Il quartiere di St. Pauli ad Amburgo (quello a luci rosse, per intenderci) ha aperto le sue porte a tutti; ..la Herbertstraße.., la strada delle vetrine, interdetta a donne  e ragazzini non era più bloccata ed è stata invasa da gente composta, in abito scuro.

Si celebrava il funerale di Domenica Niehoff, una prostituta di 63 anni famosa perché ha combattuto per i diritti delle donne sfruttate.

Ha avuto una vita travagliata, ma ha sempre proceduto in coerenza. Abbandonata la vita “in vetrina” ha cominciato ad aiutare le donne in difficoltà e non sempre ricevendone gratitudine da loro.

Le hanno reso omaggio il suo quartiere le sue amiche e molte persone comuni.

Il suo corteo funebre era accompagnato da un’orchestrina di fiati , ha osservato un minuto di silenzio davanti al bordello di cui era stata tenutaria e poi l’ha condotta  in chiesa.

Dopo la funzione, la salma ha raggiunto la parte del cimitero dove riposano le donne importanti, quelle che si sono distinte in battaglie a favore delle donne.

Ecco, questa cosa, oltre che ricordarmi, come a molti Bocca di rosa, mi ha anche fatto riflettere : un gesto di pietà e di affetto, nonché di gratutidine, della gente, compreso il  prete che ha celebrato la funzione, di questa città che non si sono vergognati di Domenica ma le hanno reso omaggio, riconoscendo la forza e l’impatto del suo operato, senza discriminazioni, per una volta.

Sarebbe entrata in chiesa in Italia? Sarebbe stato ammesso il corteo funebre?

I giornali e le televisioni l’avrebbero fatto diventare una caricatura di cerimonia?

Non lo so. Ma mi sono sorpresa a commuovermi per una persona che non conoscevo e per chi ha avuto la lealtà di renderle omaggio senza curarsi di etichette o ruoli.

A volte basterebbe davvero accettare la gente per quello che è ; forse noi pure saremo più compassionevoli verso noi stessi.

Ciao, Domenica!

Sunday, October 26, 2008 

Current mood:  disappointed

Tutti hanno sempre qualcosa da dire quando si tratta della scuola, in genere sempre cose negative o critiche. Effettivamante si potrebb fare meglio e spesso ci sono momenti di assoluta frustrazione e demotivazione.

Ma quando è necessario dire la propria si ottengono diverse reazioni:

. i politici si attaccano al carro e lo abbandonano quando non serve più;

. gli utenti si schierano senza troppa convinzione

. il resto della gente pontifica o si meraviglia.

Ma chiaro, delineato e sicuramente vero resta un fatto: tranne gli addetti e pochissimi ricercatori di buona volontà nessuno si informa, cerca di conoscere, solo per il fatto di essere andato a scuola una volta.

Con questo carburante annacquato, si può arrivare da qualche parte?

Monday, August 25, 2008 

Current mood:  content

Non credevo potesse sucdere ancora. Alla mia età. Incredibile!

Oggi mi sembra di aver viaggiato indietro nel tempo, per tantissimi anni.

Sono tornata a quando, adolescente, parlavo con gli altri ragazzi dei massimi sistemi.

Incontrandomi con amici "di lungo corso" si è scesi in una serie di dissertazioni e come per magia, siamo passati a fondare un immaginario circolo utopico che dovrebbe sfociare in una comunità.

Abbiamo individuato il nome, l'ispirazione ideale, l'organizzazione, le attitudini di ognuno di noi che potrebbero essere utili. Abbiamo deciso di preparare un manifesto programmatico e di farne una performance divulgativa.

Abbiamo addirittura trovato una forma di saluto fra i membri della comunità.

E' bello tornare ragazzi e scoprire di non aver perso la mano.

Sunday, August 03, 2008 

Current mood:  warm

A volte penso che sia sufficiente leggere tra le righe di uno scritto per trovare qualcosa di non detto dell'autore.

Ovviamente parlo degli scritti genuini, non di quelli dei professionisti con redattori che modificano e rendono accattivanti i testi.

Così mi capita, come faccio quando ascolto, di trovare qualcosa tra le righe.

Come dice un mio amico, parlando non ci si riesce a controllare del tutto, ma sono convinta che anche scrivendo o muovendoci, succeda lo stesso.

Quante volte capita di leggere in un corpo accanto a te, quello della persona con cui stai parlando un messaggio diverso da quello che dicono le parole e quante altre l'intonazione rivela il vero significato di quello che stai ascoltando.

Malgrado sia una sfacciata chiacchierona non dimentico mai di osservare e ascoltare.

Sembra strano, lo so. Ormai lo faccio in modo meccanico.

Così scopro la falla nel controllo, l'abbandono alla libera espressione quasi senza volerlo.

Non vogliogiudicare nessuno: questo è il retaggio della mia timidezza e forse della mia mascherata insicurezza, che mi hanno reso cauta e guardinga, pronta a cogliere il pericolo negli altri.

Tutto deve essere cominciato, quando adolescente,  ero infatuata di un bellissimo ragazzo, che ora so assolutamente indifferente alla mia adorazione. Questi ne approffittò, calamitando il mio sguardo con i suoi occhioni verdi, per bruciarmi il palmo della mano spegnendovi la sigaretta che stava fumando.

Da allora, pur continuando a guardare negli occhi le persone con cui parlo non ho mai dimenticato di fare attenzione ai piccoli segnali che mandano, alle contraddizioni che esprimono quasi senza parole.

Così un io messo davanti al nome di un'altra persona, se si racconta un fatto, mi dà un certo indizio, la puntualizzazione di certe caratteristiche me dà un altro.

E' proprio vero: non riusciamo mai a controllarci del tutto e siamo come dei libri scritti con l'inchiostro simpatico, basta una goccia di limone e…

 

Monday, July 28, 2008 

Current mood:  enthralled

Acqua.

 

L'onda porta con sè

il profumo del mare

e un suono carezzevole e calmo

che lenisce ogni ansia.

Ma non c'è nessuna certezza

di quanto si fermerà.

Sappiamo solo che tornerà sempre,

seguendo il suo ritmo. G.P.

 

(in sottofondo Samba Pati)

 

Tuesday, July 22, 2008 

Current mood:  enlightened

Le rondini volano sopra l'acqua. Scendono in picchiata, sfiorano la superficie di luce, riprendono quota in un baleno. Tutto lo spettacolo è a mio uso e consumo. Da anni non le vedevo, perchè a Genova ormai sonos tate sostituite dai gabbiani  e dai rondoni.

Ma ui a Malva ci sono.

Il mese scorso danzavano davanti alla finestra della cucina, garrendo e rimbrottando i famelici piccoli, confusionari e impazienti e rumorosi.

Oggi lo scenario è quello panoramico dell'acqua raccolta sulla collina. Volano tutte come ad un comando, dopo aver atteso che lasciassi libera la scena.

Ma desiderano interesse e attenzione, come tutti gli attori protagonisti.

Confabulano, pigolando nei momenti di riposo e poi ripartono, frecce scoccate tra cielo e acqua.

E l'ora è sempre la stessa. Quella che ami di più. Quella del tramonto che indora e fa arrossire il mondo.

Applauso.

Saturday, July 19, 2008 

Current mood:  rejuvenated

Canti il jazz, ascolti la musica classica, quella etnica, quella cantautoriale,tutta la musica, ma ogni tanto raffiora la tua gioventù, quella in cui il rock and roll aveva una parte preponderante.

Ti ricordi dell'effetto che ti facevano gruppi storici come Jethro tull, Pink floyd, Atomic Rooster, ELP, King Crimson, Frank Zappa, Van der graf Generator, Deep Purple, Janis Joplin., Jimi Hendrix e via così.

E allora ti prende la voglia di ascoltare qualcosa che riecheggi i tempi andati  e trovi gli Aerosmith: Dude, Walk my way (versione i rapper Run MDC)e l'energia del rock ti entra nelle vene, sale su per le ossa doloranti e cominci ad agitarti sulla sedia davanti allo schermo del pc o ti alzi di scatto, strappando le cuffie che indossi, dal case.

E ti senti un giovane pieno di energie imprigionato nel corpo di Matusalemmme.

Domani camminerò come Quasimodo.( n.d.a.il Gobbo di Notre Dame)

Wednesday, July 09, 2008 

Current mood:  angry

Ci sono momenti in cui ti senti di vetro. E sembra che proprio in quei momenti le persone a cui tieni di più, per motivi diversi, scelgano di esercitarsi nell'arte del fioretto colpendoti in mille modi diversi.

Quando esplodi e tiri fuori la spada o il machete o la katana, sembri tu quella col carattere impossibile.

Sei tu quella che non ha capito, che ingigantisce le cose, che sbaglia, riassumendo.

Mi chiedo solo se e quando gli schermidori abbiano cercato di capirmi o mi abbiano anche solamente ascoltato.

Perchè se è successo  non me ne sono accorta, restando ferita e senza cure. 

Tuesday, July 08, 2008 

Current mood:  touched

Ancora una volta leggo un post in un altro blog. Mi fa tornare alla mente qualcosa che credevo di aver sepolto sotto altri milioni di ricordi.

Sono passati ormai venticinque anni. Giovane e idealista, insieme a tanti altri giovani idealisti come me, forse un po' fricchettoni (io sono stata fricchettona?) mi trovavo ad un concerto di Joan Baez, per me un mito.

Consumavo i suoi long playing  le mie corde vocali e quelle delle mia chitarra per cercare di rendere un frammento del suo modo di essere.

Erano i tempi in cui ci si sentiva parte di un tutto. Ed era bello, nonostante tutto.

Ricordo ancora, a quel concerto, un padre e una madre che alla domanda della figlia:"Cos'era Woodstock?"(citata dalla Baez) risposero, quasi in coro :"Tre giorni di pace, amore e musica" assumendo un'aria rapita.

Ci sentivamo parte di un sogno, e ci credevamo.

La sensazione che pervade il mio ricordo è questa e anche quella che mi prende quando incontro qualcuno che è mio coetaneo e che come me, ricorda quel periodo.

Non era perchè eravamo giovani, ma perchè eravamo gruppo, forza, idea e anche, perchè no, utopia.

Oggi siamo cambiati nell'aspetto, nelle nostre priorità, fatichiamo a riconoscerci, ormai borghesi e integrati, ma quando ci rincontriamo e c'è la nostra musica, ritorniamo parti di un sogno e per un momento, solo per un momento ci crediamo ancora, struggendoci.

Ci vediamo al prossimo concerto!

Saturday, July 05, 2008 

Current mood:  luminous

Sono giorni strani, questi.

Passata la confusione, rifletto e mastico i miei pensieri.

E poi scrivo, saltabeccando in qua e in là, come un insetto impazzito. Tante le idee che mi frullano in testa, mescolate a ricordi, sensazioni nuove, riflessioni apparentemente scollegate fra di loro.

Anche i miei sogni sono più strani del solito, ma anche più comprensibili.

E' come se avessi scoperto la pentola d'oro che sta alla fine dell'arcobaleno dei folletti irlandesi e ci stessi seduta sopra, come uno di loro, paga semplicementedel fatto che esista.

Ed è una sensazione maledettamente piacevole.