ARTICOLO SU ALGUER.ITIl gruppo algherese ha lanciato da pochi giorni il primo album dal titolo "Noize Room"
Arhythmia, esordio musicale made in Alghero

ALGHERO - Esordio musicale per gli Algheresi Arhythmia. Il gruppo, composto da 5 ragazzi, ha lanciato da pochi giorni il proprio primo album, dal titolo Noize Room. Un cd ufficiale a tutti gli effetti, con tanto di booklet, nel quale sono presenti una cover e nove brani di propria creazione, due dei quali realizzati con la collaborazione di artisti locali: in "No Way" figurano le voci di Giuseppe Mura(ex LoudZone) e Ignazio Simula (Pure Assault), mentre in "Bottle" è Gianni Piras, eclettico artista algherese, ad apparire nell'introduzione e conclusione della canzone. Noize room. Letteralmente, "stanza del rumore". Ma solo letteralmente, non ci si lasci ingannare da una rapida e semplicistica traduzione. A meno che, con la parola "noize", non si voglia definire rumore come "insieme di suoni discordanti ma ben amalgamati", in una sorta di disordine creativo. Allora si, ecco che si arriva al significato corretto. Perché Noize room è un album dove gli stili si fondono, i generi musicali oltrepassano gli ormai vecchi schemi creando un'entità nuova, in un insieme di melodie che sposano taglienti riff e violenti ritmi, con chitarre a tratti ruvide, a tratti acide e iperdistorte che si mescolano all'incessante andare della sezione ritmica. Tutte le tracce sono scritte e cantate in lingua inglese, fatta eccezione per la cover "Caino", dell'italiano Frankie Hi Nrg Mc, pezzo hip-hop rivisto in chiave rap metal. I dieci pezzi dell'album forniscono l'idea del sound variegato dei nostrani Arhythmia, creatori di una musica che trae le proprie radici nel metal per poi muoversi ed esplorare nuove vie e possibili alchimie, inserendo sonorità rock, linee cantate pulite, intermezzi hip-hop, momenti melodici, sperimentazioni funky. I cinque musicisti (Michele Canu, Matteo Lombardo, Riccardo Bevitori, Emanuel Serra, Gabriele Angius) arrivano a questo traguardo dopo un percorso fatto di piccoli passi. La band si forma nel 2004, dalle ceneri di vari progetti differenti, e inizia da subito a realizzare pezzi propri. Da lì, è un susseguirsi di date in vari locali e rassegne musicali, in provincia e fuori. Nel 2006 arriva la prima grossa soddisfazione, con la vittoria al Sardinya Rock Contest, concorso dedicato a band emergenti dove gli Arhythmia primeggiano su 50 partecipanti, aggiudicandosi il premio finale. A fianco a questo, si hanno altri piccoli riconoscimenti conseguiti in altre manifestazioni, e la soddisfazione di poter suonare in serate live accanto a gruppi affermati quali i GF 93. In questi anni, la band ha mostrato una costante crescita sotto vari punti di vista. Il sound è maturato, rappresentando una buona sintesi dei differenti gusti musicali dei vari componenti. Un progresso simile è riscontrabile nelle esibizioni live, divertenti e d'impatto, nelle quali è possibile osservare come i ragazzi abbiano imparato a tenere il palco, presentando il vero e proprio "muro di suono" che li caratterizza. Noize Room è stato registrato e mixato ad Alghero, presso lo studio AL, e masterizzato a Londra. Si tratta di una produzione di qualità, qualcosa di decisamente differente rispetto alla classica idea di demo. Una scommessa che i 5 ragazzi hanno voluto e vogliono portare avanti, fiduciosi nel lavoro fatto. Per avere un'idea della proposta musicale, si può ascoltare un'anteprima sul Myspace della band, all'indirizzo www.myspace.com/arhythmianoize. Il cd viene venduto al prezzo di 10 euro. Per averlo, contattare gli Arhythmia tramite lo stesso Myspace, o all'indirizzo mail mtteox@hotmail.com.
C.S.
http://notizie.alguer.it/n?id=18000
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RECENSIONE SU MUSICMADNESS.IT
scritto da coprofago
Gli elogi per questa band si sono già sprecati nel report di qualche settimana fa, quindi bando alle ciance, impostiamoci dei volumi belli sostenuti ed
entriamo senza nemmeno bussare dentro la Noize Room. La prima traccia dell'album è Black Mamba e miglior scelta non poteva essere fatta per la title track. Questo pezzo, supportato da un riff iniziale veramente notevole (non parlo di quello di piano), ha la spinta necessaria per far capire l'ascoltatore a cosa va incontro. Come partenza non c'è affatto male: la voce tagliente di Michele subentra subito ed alternerà parti quasi parlate ad altre in screaming, le chitarre di Riccardo (cesare) e Matteo si amalgamano benissimo, la fase ritmica è piacevolmente equilibrata e il bassista Emanuel si rende molto partecipe con delle parti di rilievo.
Ci hanno accolto con una bella stretta di mano decisa.
Proseguiamo con Steps, pezzo quasi doomeggiante che si contraddistinguerà per i tanti "fuck" e "shit". L'aria qua si fa pesante e gli aritmici ci danno ancora più dentro. I riff cazzuti anche in questo caso non si fanno attendere e si notano nuove infleunze: la presenza di un sottofondo in growl nel ritornello e poco dopo una parte rappata di Matteo. Non credo sia semplice farci stare bene cani e gatti assieme in una stanza, eppure loro ci dimostrano che ci riescono eccome.
La pacca sulla spalla s'è sentita.
Si entra in Live[evil] e qua ci fermiamo sui picchi di qualità dell'album. Come scrissi nel report questo pezzo traspira introspettività. La strofa, cantata molto bene in pulito, arriva e in questo caso colpisce forse più dello screaming dei prezzi precedenti. Il preritornello è un'altra sfuriata in classico stile aritmico: picchia ma è controllata. La genialata della voce mandata al contrario che si sente in certi frangenti è un'intuizione, assieme ad altri particolari suoni che ci accompagnano, che rende il pezzo ancora più affascinante. Il ritornello è una parte che i nostri riescono anche in questo caso a sviluppare in maniera che a mio avviso, senza preoccuparmi tanto di esagerare, è spettacolare.
Dovendo scegliere un singolo sarebbe di sicuro questo.
Ci hanno fatto accomodare e ce la stanno raccontando.
E' il momento di No Way part.1 e, come scrissi nel report, "suona come canzone di una band con già alle spalle 3-4 album da quanto è completa e matura". La parte strumentale è veramente affascinante e costruita bene, di sicuro. Ma la parte che più colpisce è inevitalbilmente la voce.
In questo pezzo, oltre Michele, ci sono 2 special guests, 2 cantanti di Alghero che, per far capire un attimo di cosa stiamo parlando, sono 15 anni che ci deliziano con la loro voce nei loro rispettivi progetti: Giuseppe Mura ex Loudzone e Ignazio Simula cantante dei Pure Assault (http://www.myspace.com/pureassaultmetal). La prima strofa è di Giuseppe e ci allieta con il suo stile che trae splendidamente influenza da Chris Cornell e da tutta quella scena di Seattle che tanto ha dato alla musica negli scorsi 20 anni. Il ritornello è di assoluto rilievo ed è un insieme di tutte e 3 le voci. La seconda strofa è di Michele e anche lui riesce a regalarci una notevole prova che prosegue bene ciò che è stato seminato poco prima dal compagno di microfono. La terza è di Ignazio che a sua volta porta tutto il suo bagaglio musicale, con una parte che esprime tutte le sue grosse qualità in voce pulita che non rivela con i Pure Assault. Da brividi.
Parlate uno alla volta! No Way part.2 parte con un minuto e mezzo di puro death metal di stampo americano cantato interamente da Ignazio che sfoga ferocemente un profondo growl con il suo classico stile. Gli ultimi 30 secondi sono per la ripresa del ritornello della part.1 che chiude in sfumando.
Altro picco di qualità. Ma è molto questione di gusti per questo caso.
Dai non c'è bisogno di incazzarsi.
E' il momento di Angry youg man: si torna al puro stile aritmico. Riff belli taglienti ma con la giusta melodia, la giusta cattiveria, la voce di Michele che in questo pezzo in alcune parti sfocia nel growl.
Eh il rumore a volte non è fastidioso.
E' il turno di Alone, e anche di fare spazio ad altre influenze che regnano all'interno del mondo aritmico. Il post grunge o comunque l'alternative rock anche in questo caso di origine americana la fa da padrone in questo frangente. Volendo trovare un pezzo che ritengo debole sceglierei questo. Come è che poi me la canticchio in macchina però?
E dai da prendiamoci una pausa. Altra genialata è l'inizio di Bottle (compreso il vetro frantumato) con la partecipazione di Gianni Piras (http://www.giannip.it/). Un nome per riassumere l'influenza eclettica che aleggia su questo pezzo? Mike Patton. Ritornello impossibile da dimenticare e una fase strumentale nell'ultimo terzo di canzone (che non avevo colto live) che è assolutamente notevole. Spettacolare il finale ancora con Gianni.
Grazie, ci voleva. Ma gliela ridiamo? Ecco la cover di Frankie Hi NRG, Tieni giu le mani da caino. È più che altro Matteo che canta questo pezzo che, in principio puramente rap, è stato trasformato dai nostri in un classico rap metal. Bisogna dire che in sede live è tutta un'altra cosa eh. Non conosco bene la versione originale quindi non posso sbilanciarmi in eventuali paragoni.
Eh, opinioni.. Non ce ne siamo nemmeno accorti ma siamo gia arrivati alla decima e ultima traccia dell'album, Dolla. Non parlo dell'origine del nome della canzone perché ci sarebbe da ridere! E qua esplicito è il richiamo ai Dredg. Colpisce l'estrema delicatezza con la quale si apre il pezzo, per poi sfociare in una parte vocale che per la prima volta nel cd risulta in stile sofferente, seguita da un pulito questa volta estremamente ben costruito e arrangiato nel lavoro in studio. Ecco tanto per cambiare un bellissimo ritornello, forse tra i migliori dell'intero lavoro. Traccia di ben 7 minuti volata anche questa.
Beh, alla prossima, è stato un piacere e grazie per l'ospitalità. La qualità del lavoro è obiettivamente alta, soprattutto per essere il primo lavoro in studio. Le intuizioni che fanno grande un album sono evidenti e ben congeniate. Si nota che l'unico membro del gruppo che non ho citato è stato il batterista Gabriele, e non è stato un caso: sono convinto che in questo genere e soprattutto per l'approccio del gruppo in questione colui che sta dietro le pelli deve fare esattamente quello che lui ha fatto, cioè non strafare e riuscire a mettere le cose bene e al loro posto. Le uniche note dove magari, secondo il sottoscritto, forse era meglio fare altre scelte sono legate al discorso equalizzazione suoni, compresa la voce, e su qualche sezione nell'arrangiamento. Ma queste sono opinioni. Dopo averli visti tante volte live le aspettetive sono alte. Alla fine dei conti mi accorgo che questo album più lo si sente e più piace. Complimenti aritmici!