Uno scambio di e-mail (prima c'era solo quello
"epistolare") col mio amico Luca, infermiere al
San Gerardo di Monza.
----- Original Message -----
From: Luca
To: <
..felser41@alice.it>
>
Sent: Wednesday, June 24, 2009 7:27 PM
Subject: Luca Rossi_Monza
Caro Felice, questa notte mentre ero di servizio in ospedale, ho
parlato alla mia collega di te e delle tue bellissime poesie che ho
ritrovato e che le ho fatto leggere sul blog.
Pensa anche lei che tu sia una persona stupenda.
Poi, parlando dei torinesi, le ho parlato di Gustavo Rol.
Conoscevo bene la sua persona. Le ho fatto vedere su You Tube la
sezione: Gustavo Rol -5a parte.
E' rimasta quasi turbata, ma non indifferente.
Un uomo che viveva contemporaneamente due dimensioni, che poi
di queste, una non è altro che quella che ricordi tu nei tuoi versi.
Credo che non bisogna avere paura di ciò che ci attende.
Rol ce lo ha insegnato e ce lo ha dimostrato.
Noi siamo così limitati nello spazio e nel tempo che non possiamo
vedere ciò che Rol vedeva.
Ci chiediamo sempre che cosa ci sia dopo la morte, ma non ci
chiediamo mai cosa c'era prima di nascere.
Andiamo verso quella zona da cui siamo venuti?
Quando diciamo che in futuro forse rinasceremo, perchè pensiamo
sempre al futuro e mai a una rinascita nel passato?
Lo spazio e il tempo sono dimensioni elastiche, deformabili.
La loro concezione per noi... limitata.
La nostra vita è veramente un attimo nell'immensità del tempo.
Tu me lo hai sempre insegnato con i tuoi scritti ma anche con la tua
esperienza in astrologia.
E' bello averti come amico. E' bello sapere che sei sempre amico di
tutti.
Ciao.
Un abbraccio.
Luca
***
Caro Luca, grazie della profonda e bella lettera per email, l'ho apprezzata
e letta più volte, per il suo messaggio dal sapore d'eterno oltre il tempo e
lo spazio. Si, Rol era una persona "speciale", vedeva "oltre" dove occhi non
vedono, e viveva nello stesso tempo anche nell'Altrove, con poteri per noi
inspiegabili. Penso proprio che siamo destinati a ritrovare noi stessi, la
nostra parte da cui ci siamo staccati entrando in questa morte-vita.
Grazie per aver fatto partecipe delle mie poesie la tua collega, ma non è il
caso di "incensarmi"!...e poi quando si crede di sapere non si sa mai
abbastanza.
Spero tu stia bene. Grazie di nuovo per pensarmi e avermi scritto.
Un abbraccio,
Felice
***
Sai Felice, la cosa che mi ha più impressionato in questa tua risposta
è stata: "Penso proprio che siamo destinati a ritrovare noi stessi, la
nostra parte da cui ci siamo staccati entrando in questa morte-vita",
che è poi la filosofia di tutto il tuo scrivere.
E' una filosofia sapienziale, è il testimoniare di chi crede che il
ciclo vitale non ha inizio e nè fine, ma si trasforma, come diceva Rol.
Torniamo da dove siamo venuti. Ma da dove siamo venuti?
Credo da una terra dove molti di noi si conoscevano già.
Non diciamo forse: "Questo è un dejà-vu?"
Io credo, e ne sono convinto, che molte delle nostre amicizie che
abbiamo fatto in questa nostra vita sono niente meno che incontri di
persone con le quali abbiamo già avuto dei rapporti, altre nuove
amicizie.Certo, non ci è dato modo di testimoniarlo, perchè non
ricordiamo le nostre vite precedenti.
La tua, caro Felice, per me, non è una nuova amicizia.
Bene.Ci tenevo a comunicarti ancora una volta queste mie impressioni,
forse giuste, forse errate, ma sincere.
Ti saluto con un abbraccio fraterno.
In gamba!
Luca