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Felice

Felice Serino


Last Updated: 7/14/2009

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Saturday, December 05, 2009 


http://www.youtube.com/watch?v=YyAF1M3OmJI

Mecano Figlio Della Luna (c) (C) 1989 RLM MUSIC

Saturday, December 05, 2009 
Saturday, November 21, 2009 
ALESSANDRO  MOZZAMBANI



La pagina? ma è una strada a comandi bianchi,

il puro demone l'osserva fra volute di fumo

della sigaretta di marca estera, e nella stanza

grande abbastanza i segni dei libri in scaffale

ostacolano quel corpo sublime

verbo puzzolente appena l'avvicini, malgrado

la bella neve fuori e sugli alberi.

Là pensa i rumori da un salto al chiuso

rimbalzo della poltrona: vicino si oppone

il giornale con notizie di cose cadute

a marcire, nate in disavanzo. E la cortina

sfiora lo zenith, gas che l'occhio aperto

solleva guardando gli ostacoli dentro una tenda

ondulata sbrana la mente, come sbrenano nella mente

le calze di seta della bella donna lontana

con la sua maglia tessuta da ragni bianchi

in punta danzanti il velo del tavolo aeroporto

ma di zucchero e glucosio e di polvere

lo scivolo alato miserando, lietamente avido

del proprio silenzio, del limite fantastico

assente lo specchio, l'acqua narcisa, la melma.

Saturday, November 21, 2009 

 

LA MORTE CAMMINA A TACCHI ALTI


Di Tiziana Monari



Sgomente

s'ammassano mille bocche

in attesa del pianto

inermi

contano il sangue di angeli caduti



vaga smarrita

senza approdo

una fiumana

di membra sfollate e pietra.



E' sceso il buio

la morte ha camminato con i tacchi alti



impotente

sbircio la pioggia dietro i vetri.



Vorrei solo

portare a Dio

un altro conto da saldare.




[Fonte:

Stravagario Emozionale - numero 4 aprile 2009]



***



Naufraghi


di Aurelio De Rose


La barcaccia inclinata mulina acqua

dalle falle di prua mentre l’albero è morto
.

Provvedi a coprirli i morti

sulla spiaggia ove hanno lasciato i lamenti

al fragore dell’onda.

Li troverai sepolti da una polvere sottile

con gli occhi spenti

a guardare l’immenso, ma morti.

Provvedi a coprirli i morti

prima che la rugiada afflosci le membra tese

prima che vengano a scavare i granchi.

Le stelle marine hanno segato le gole

ed il nero di seppie ha dipinto

ferite su i petti nudi.

Provvedi a coprirli i morti

prima che le donne bagnino di sangue

il loro dolore sulla soglia

della loro casa con l’albero morto

a simbolo di Cristo


da “Monili”, Napoli, 1979


[fonte: Stravagario emozionale N. 8-9-10/2009]



***



SE…. L’AMORE


Cadde si rialzò ricadde e non mano

era presente non balsamo

non preghiera non chiesa non casa


solo il respiro profondo del vento

raccontava il celato dolore

………….che tiene ogni fine.


Legato a quel vento ricordo un volo

d’aquilone l’impennata il precipizio

………e di nuovo il volo

balzelloni stropicciato senza vette


perché si finisce rasoterra

…….a muso interrato talvolta

il filo rotto il bambino che piange

……………..la candela che esala

………………spenta la fiamma

…..………..un fil di fumo scuro


.

Quando l’amore si fa notte del mare

e gorgoglia in rassegnata bassa marea


quando l’amore non brucia non canta

……………non duole nel petto

…………e ti schianta fra ori e silenzi

piangi imprechi ed aspetti la sutura


dalla sanata ferita spiccherà il volo

………………una lingua di fuoco

………………un canto nuovo


Narda Fattori


I° Premio Internazionale di Poesia

“Ebbri di Poesia” 2009


[da:”Stravagario emozionale”,  novembre ‘09]

Saturday, November 21, 2009 
Saturday, November 21, 2009 
Saturday, November 21, 2009 
Saturday, November 07, 2009 
BRUNO  VILAR





...E IO TI AMO



Quante sere ti amo senza saperlo

sento le tue mani di carezza

gli occhi segreti

il profumo del corpo che cerco

avvicinarsi come l'onda smisurata

di un mare senza rotta.

Quante sere ti amo senza saperlo

Io sono come una sabbia sola nella notte infinita

un nido di febbre con frecce di fuoco

Il ricordo di te mi accende il sangue

mi ruba la pace fino a urlare

E io ti amo

La tua libertà ha un segreto

verrai anche tu a piangere con me

Annullàti nel nulla di una fame trasparente

Perseguitati dal bisogno d'immense braccia

- idioti e falsi -

nascondiamo ulcere che il sole combatte

Quando viene la sera ti amo senza saperlo

un amore segreto che si stacca dagli occhi

e gira nel buio della luna

Ti vedo

ti sento come la pioggia

entrare nella sabbia infinita

e il ricordo di te mi accende il sangue

mi ruba la pace fino a urlare

E io ti amo

Ti amo sino al dolore di amarti

questo vento mi impollina la morte

rendendola in te vita.
Saturday, November 07, 2009 
Saturday, November 07, 2009 
Uno scambio di e-mail (prima c'era solo quello

"epistolare") col mio amico Luca, infermiere al

San Gerardo di Monza.







----- Original Message -----

From: Luca

To: <..felser41@alice.it>
>
Sent: Wednesday, June 24, 2009 7:27 PM

Subject: Luca Rossi_Monza







Caro Felice, questa notte mentre ero di servizio in ospedale, ho

parlato alla mia collega di te e delle tue bellissime poesie che ho

ritrovato e che le ho fatto leggere sul blog.

Pensa anche lei che tu sia una persona stupenda.

Poi, parlando dei torinesi, le ho parlato di Gustavo Rol.

Conoscevo bene la sua persona. Le ho fatto vedere su You Tube la

sezione: Gustavo Rol -5a parte.

E' rimasta quasi turbata, ma non indifferente.

Un uomo che viveva contemporaneamente due dimensioni, che poi

di queste, una non è altro che quella che ricordi tu nei tuoi versi.

Credo che non bisogna avere paura di ciò che ci attende.

Rol ce lo ha insegnato e ce lo ha dimostrato.

Noi siamo così limitati nello spazio e nel tempo che non possiamo

vedere ciò che Rol vedeva.

Ci chiediamo sempre che cosa ci sia dopo la morte, ma non ci

chiediamo mai cosa c'era prima di nascere.

Andiamo verso quella zona da cui siamo venuti?

Quando diciamo che in futuro forse rinasceremo, perchè pensiamo

sempre al futuro e mai a una rinascita nel passato?

Lo spazio e il tempo sono dimensioni elastiche, deformabili.

La loro concezione per noi... limitata.

La nostra vita è veramente un attimo nell'immensità del tempo.

Tu me lo hai sempre insegnato con i tuoi scritti ma anche con la tua

esperienza in astrologia.

E' bello averti come amico. E' bello sapere che sei sempre amico di

tutti.

Ciao.

Un abbraccio.

Luca





***



Caro Luca, grazie della profonda e bella lettera per email, l'ho apprezzata

e letta più volte, per il suo messaggio dal sapore d'eterno oltre il tempo e

lo spazio. Si, Rol era una persona "speciale", vedeva "oltre" dove occhi non

vedono, e viveva nello stesso tempo anche nell'Altrove, con poteri per noi

inspiegabili. Penso proprio che siamo destinati a ritrovare noi stessi, la

nostra parte da cui ci siamo staccati entrando in questa morte-vita.

Grazie per aver fatto partecipe delle mie poesie la tua collega, ma non è il

caso di "incensarmi"!...e poi quando si crede di sapere non si sa mai

abbastanza.

Spero tu stia bene. Grazie di nuovo per pensarmi e avermi scritto.

Un abbraccio,

Felice





***





Sai Felice, la cosa che mi ha più impressionato in questa tua risposta

è stata: "Penso proprio che siamo destinati a ritrovare noi stessi, la

nostra parte da cui ci siamo staccati entrando in questa morte-vita",

che è poi la filosofia di tutto il tuo scrivere.

E' una filosofia sapienziale, è il testimoniare di chi crede che il

ciclo vitale non ha inizio e nè fine, ma si trasforma, come diceva Rol.

Torniamo da dove siamo venuti. Ma da dove siamo venuti?

Credo da una terra dove molti di noi si conoscevano già.

Non diciamo forse: "Questo è un dejà-vu?"

Io credo, e ne sono convinto, che molte delle nostre amicizie che

abbiamo fatto in questa nostra vita sono niente meno che incontri di

persone con le quali abbiamo già avuto dei rapporti, altre nuove

amicizie.Certo, non ci è dato modo di testimoniarlo, perchè non

ricordiamo le nostre vite precedenti.

La tua, caro Felice, per me, non è una nuova amicizia.

Bene.Ci tenevo a comunicarti ancora una volta queste mie impressioni,

forse giuste, forse errate, ma sincere.

Ti saluto con un abbraccio fraterno.

In gamba!

Luca