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Laboratorio Sociale Occupato Paz "Da un certo punto in là non c'è più ritorno. E' questo il punto da raggiungere"

Paz Project @Rimini



Last Updated: 12/20/2009

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Current mood:  thirsty

Rimini - Chiama SOS al 320 112668. Uno Strumento di promozione della convivenza sociale, contro gli abusi delle forze dell'ordine in spiaggia e il razzismo istituzionale

29 / 7 / 2009
La bagarre ha raggiunto il suo apice, è ormai agosto e che dire, ogni copione si ripete sempre uguale, ogni anno però con qualcosa in più. L’anno scorso fu proprio il sindacalista della Fiom, Giorgio Cremaschi, ad invocare il boicottaggio delle spiagge riminesi a causa dello modalità “poco ortodosse” di contrastare la vendita ambulante senza licenza. Quest’anno invece è l’assessore alla sicurezza, Roberto Bigini, che in linea con le politiche nazionali incarnate nel famigerato pacchetto sicurezza, si scaglia contro i soliti capri espiatori, i venditori ambulanti ma - ecco la novità dell’estate 2009 - anche con una folta schiera di turisti che si indignano di fronte ai modi “poco ortodossi” di intervento in spiaggia delle forze dell’ordine.
Scriviamo modi “poco ortodossi”, perché se parliamo di abusi delle forze dell’ordine ed in particolare dei vigili urbani (che noi consideriamo tali) automaticamente facciamo parte della schiera dei “fuori di testa”, del mondo alla rovescia, di chi vuole tollerare qualche forma di illegalità…
Invece ci sentiamo parte di chi chiede a più voce legalità e sicurezza. Perché? Perché crediamo si debba declinare la sicurezza nei termini di sicurezza sociale, ovvero come possibilità di avere quelle risorse sociali, economiche e culturali che ci mettono al riparo dai tanti rischi dell’esistenza, soprattutto nell’epoca della crisi. Rischi che non sono legati tanto alla criminalità, o alla vendita ambulante senza licenza, ma alla malattia, alla disoccupazione, allo sfruttamento, alla precarietà, all’impossibilità di avere una casa ecc.
La sicurezza, di cui parla Bigini, ma anche l’acredine contro “la falsa beneficenza” che impiega quando parla rivolgendosi ai turisti che reagiscono alle maniere “poco ortodosse” (abusi per i fuori di testa) delle forze dell’ordine in spiaggia, si sostengono e giustificano grazie a quello che è successo fino ad ora: la produzione di politiche che non sono più politiche sociali, ma sono politiche di sterilizzazione del territorio, di militarizzazione dello stesso dentro un quadro di paura generalizzata che si scaglia contro chi non ha nulla e che, proprio nel non avere nulla (reddito, cittadinanza, status giuridico, documenti ecc), è il bersaglio delle paure generalizzate.
Le misure repressive, le retate in spiaggia da cosa ci dovrebbero proteggere? Dalla crisi economica? Dallo sfruttamento nel lavoro stagionale che riguarda anche tanti riminesi? Dagli incidenti e dalle morti bianche nei luoghi di lavoro? Da qualche malattia??? Dalla precarietà forse?
No, le retate in spiaggia, come tante altre misure repressive servono solo ad alimentare il nostro senso di sfiducia generale nel cambiamento, nel futuro, servono per avere qualcuno con cui prendersela se c’è crisi nel commercio, se non si arriva alla fine del mese.
Con questa sicurezza non solo siamo tutti meno insicuri, ma siamo anche tutti meno liberi e meno inclusi nella società. Per questo nasce SOS.
SOS nasce come tentativo di promuovere convivenza e sicurezza sociale, nasce per intercettare le forme di abuso che si esercitano nella violenza sui corpi, nelle ingiustizie perpetuate nel nome del rispetto delle leggi e delle regole che valgono per pochi ma non per tutti.
Sos nasce per accogliere le sensibilità che ancora ci sono nelle nostre città e che si esprimono attraverso gesti di ribellione all’ordine e al controllo sociale costruiti sulla paura.
Sos nasce per non lasciare soli quei turisti che non fanno finta di vedere cosa succede accanto al loro sdraio e che hanno il coraggio di esprimere un pensiero nuovo. Boicottare il pensiero nuovo, quello di chi vuole costruire società includenti, di chi vuole respingere il razzismo istituzionale, significa proporre di boicottare vie di fuga alla crisi, boicottare la possibilità di nuovi scenari sociali.
SOS vuole parlare un linguaggio nuovo, non importa chi sia a rispondere a questo numero di telefono, importa che SOS voglia dare voce alla nuova cittadinanza, accoglierla, sostenerla, così come è stato per la guida informativa per i venditori ambulanti senza licenza pubblicata tre anni fa.
Strumenti di promozione della convivenza sociale, contro gli abusi, lo sfruttamento e il razzismo istituzionale.
_Paz Project_
iononhopaura.rimini@gmail.com
Monday 20/04/2009 




Rimini - Al via la campagna °°Io non ho paura°°



Tutti gli appuntamenti





Rimini - Venerdì 24 aprile 2009




Dopo Bologna e Reggio Emilia al via anche a Rimini la Campagna °°Io non ho paura°°




Campagna °°Io non ho paura°°

Libertà contro sicurezza! Reddito contro crisi!

Intro: Dobbiamo dare per scontato,
che in tempi difficili dovuti alla crisi economica e alle grandi paure
alimentate ad hoc, le persone che abitano a Rimini siano disposte a
rinunciare a molte delle loro libertà e dei loro diritti?

No, perché la paura non è l’unica passione che tiene
gli esseri umani insieme. Più forte e più degna della paura è la nostra
libera socialità, il nostro desiderio di vivere la città come se essa
fosse uno spazio comune, aperto, un luogo di incontri e passioni
spontanee non gestite e per questo libere. La paura è solo un vincolo
che ci vuole legati all’ignoranza, all’intolleranza, all’indifferenza,
incapaci di raccontare e condividere i nostri veri problemi.

È per questo che vogliamo rendere piazza Cavour e la
Vecchia Pescheria luoghi di incontri e scambi, di saperi e immagini, di
meticciato di linguaggi e suoni. Tanti appuntamenti da condividere
tutti insieme perché è solo riempiendo gli spazi pubblici e, per questo
comuni, che ci sentiremmo tutte..i libere..i sicure..i, solo così potremmo
dare una risposta concreta ad una meschina messinscena, che siano le
ronde o i presidi fissi dei vigili urbani, che sia la video
sorveglianza o lo stesso Sindaco travestitosi da “scaccia fantasmi”.

Vogliamo costruire, tappa per tappa una nostra mappa della città, una mappa della libertà!

Le prime tappe:
Tutti gli appuntamenti si svolgeranno dalle ore 18.00 alle 23.00 in P.za Cavour e la Vecchia Pescheria

-  24 aprile 2009: °°Io non ho paura°°
>>Libertà e diritto ai sapere<<
Special guest: Anna Adamolo e collettivo Black sheep

-  30 aprile 2009: °°Io non ho paura°°
>>Libertà e rottura dei confini, stop razzismo!<<
Special guest: Ass. Rumori sinistri + guest

-  1 maggio 2009: °°Io non ho paura°°
>>Se non tu chi? se non oggi quando? 1 maggio di lotta...Corteo regionale a Reggio Emilia<< Ritrovo ore 11.30 Stazione Fs Rimini

Materiali:
-  Locandina
-  Flyers (Front)(Back)



More info:
iononhopaura.rimini@gmail.com - tel. 349 5666110
http://www.autistici.org/lopaz - http://nerepecore.blogspot.com/







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Tuesday 07/04/2009 




Rimini - Assemblea per la costruzione della campagna "Io non ho paura"

°°Io non ho paura°°

Rimini - Giovedì 9 aprile 2009



Io non ho paura…

Giovedì 9 aprile alle ore 21.00
presso la casa della Pace
Assemblea per la costruzione della campagna comune e condivisa “Io non ho paura…

È da tempo che nel nostro territorio sono in atto evidenti cambiamenti,

segnali che denotano un progressivo inasprimento delle pratiche di
controllo nonché di anticipazione di molte norme contenute all’interno
del pacchetto sicurezza.
Pensiamo ad es: alla condizione dei
cittadini migranti nel nostro territorio; ai senza fissa dimora dopo il
grave agguato ai danni di Andrea Severi, homeless bruciato vivo su una
panchina nei pressi della colonnella; ai rigurgiti nazifascisti con gli
attentati operati da forza nuova nel 2007; alle limitazioni delle
libertà di manifestare e di esprimere il dissenso con il divieto di
utilizzo di impianti di amplificazione; alla normazione della vita
negli spazi pubblici come le piazze, i parchi, i luoghi di aggregazione
non gestita attraverso l’ordinanza comunale contro il degrado e per il
pubblico decoro; all’attacco alle libertà civili, di genere, alla
laicità presenti anche nella nostra città. Noi crediamo che di fronte
al porre in essere di questi paradigmi della società del controllo
dentro la crisi globale non possa esistere difesa alle libertà che non
sia allo stesso tempo un atto di costruzione di un’alternativa
comunitaria, collettiva, libera ed indipendente.
Le politiche
sicuritarie - tema attuale dentro la costruzione della campagna
elettorale dei neo candidati alle elezioni provinciali - non agiscono
solo in termini di controllo, ma ad esso viene sempre associato un
processo reale di destrutturazione delle forme di mediazione sociale.
Siano essi luoghi/spazi autonomi ed autogestiti come il Laboratorio
sociale Paz, ma anche esperienze concrete e reali di costruzione di
un’altra comunità possibile, antirazzista, antifascista, antisessista,
antiproibizionista, laica e plurale.
Per questo di fronte al
nulla apparente, alle strade e alle piazze trasformate in ring del
malessere sociale, crediamo sia opportuno costruire una campagna dal
nome “Io non ho paura”, una campagna che parta
proprio dalla costruzione di uno spazio di socialità dentro lo spazio
pubblico condiviso, che sia piazza Cavour o la vecchia pescheria… Una
campagna che sia una prese di parola, un rialzare la testa, che
rappresenti la costruzione di uno spazio/tempo capace di produrre e
diffondere contenuti, musica, socialità, parole dentro e fuori la
crisi, dentro e fuori la paura, dentro e fuori il controllo.
Per questo siete tutti invitati all’assemblea di giovedì 9 aprile alle ore 21.00
presso la casa della Pace, perché alle parole seguano fatti con la
consapevolezza che non ci sono scorciatoie semplici, risposte date ed
universali, ma che insieme è possibile produrre un comune come unico
modo per ritornare a ridere alla vita, dentro i confini della nostra
città.
Vi aspettiamo in tanti! Viva le libertà!


°°IO NON HO PAURA!°°
Campagna per una città antirazzista, antissessista, antifascista, laica e meticcia
Contacts: iononhopaura.rimini@gmail.com






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Tuesday 07/04/2009 
....








Rimini - L’ impermeabilità dell’ università di Rimini e solidarietà dal Basso per i terremotati in Abruzzo



Azione dentro il plesso Alberti del collettivo universitario



Rimini - Martedì 7 aprile 2009








Terremoto in Abruzzo, solidarietà dal Basso

Nella notte di domenica 5 aprile alle ore 3.14 la terra
ha tremato. Ad oggi le vittime si aggirano intorno alle 207 unità, case
vecchie che vengono giù come cartapesta, interi paesi scomparsi e un
CAMPUS UNIVERSITARIO costruito negli anni ’60 completamente demolito..

Mentre in parlamento, senato e in tanti latri posti più sensibili si
fermavano per un minuto in favore delle vittime dell’ Abruzzo, l’
Università Riminese sembra essere impermeabile anche a catastrofi
naturali di ampia portata che coinvolgono anche alcuni compagni del
nostro collettivo. Fù cosi quando degli studenti chiesero il permesso
di creare un Cineforum all’ interno dell’ Università sulla questione
Israeliano/Palesatine (autorizzazione rifiutata perché non siamo
associazione riconosciuta, ma riconosciuta da chi…??) per informare e
rendere pubblico quello che accadeva allora, è stato cosi oggi e ieri
dove all’interno della nostra Università non viene dedicato neanche un
minuto alla commemorazione delle vittime in Abruzzo.
Questa mattina
un gruppo di studenti fa irruzione nel Palazzo Alberti per cercare di
sensibilizzare l’ accaduto, per stare vicino ai nostri compagni
Universitari deceduti all’ Aquila nel crollo dello Studentato e tutta
la popolazione colpita dalla tragedia.
Riteniamo il comportamento
menefreghista e senza anima dell’ Università di Rimini un fatto grave,
dove chi non è riconosciuto non ha la possibilità di manifestare il
proprio dissenso ed il proprio rammarico, anche di fronte a fatti così
gravi.
Il collettivo universitario BLACKSHEEP di Rimini è vicino
alla popolazione Abruzzese e a tutte quelle soggettività che per lo
“sbaglio” di altri, hanno pagato con la loro vita..

Collettivo Universitario BLACKSHEEP
Contatti: 3491472553 - globalstudetrimini@gmail.com







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Tuesday 10/03/2009 






Rimini - L’unica sicurezza sono i diritti



Per le famiglie romene del campo di via Islanda ma non solo…



Rimini - Martedì 10 marzo 2009




Dopo alcune mail anonime che abbiamo ricevuto... e che ci segnalano episodi di abuso di potere...

Leggi anche l’interrogazione comunale di Eugenio Pari -capogruppo "La Sinistra per Rimini"





Prologo

Ogni giorno siamo bombardati da notizie che provocano un vero e proprio
shock, notizie non tanto legate alla crisi economica e alle migliaia di
persone che anche nella nostra provincia rischiano il proprio posto di
lavoro, ma bensì una cronaca continua ed esasperata intorno al tema
della sicurezza.
Ronde, registri speciali per senza fissa dimora,
schedature di cittadini migranti, ordinanze speciali, militarizzazione
dei territori, insomma una decretazione di emergenza come se l’Italia
fosse in ostaggio di chissà quali criminali.
Gli ultimi dati
statistici ci dicono che i reati sono in calo, gli stessi stupri lo
sono, così come certe violenze così efferate sulle donne sono
consumate, perlopiù, nelle mura domestiche e vedono come protagonisti
proprio l’uomo sicuro: bianco, scolarizzato, di medio reddito.
Diciamo queste cose perché crediamo vada smontata questa costruzione
falsificata della realtà che alimenta l’insicurezza percepita rispetto
a quella reale, legata sicuramente molto di più ai problemi dei salari,
della casa, della precarietà come condizione esistenziale… che non alla
minaccia dello straniero o che dir si voglia.

Rimini docet. Parlano i fatti

Abbiamo fatto molto, come spazio sociale, per far si che la nostra
città non diventasse una prigione a cielo aperto, a partire dalla
compagna “Out of control” contro l’ordinanza
comunale che sanciva il divieto di uso pubblico degli spazi della
nostra comunità. Piazze, parchi, panchine… guarda caso, proprio in uno
di quei luoghi è stato bruciato vivo Andrea Severi, non da qualche
immigrato irregolare, ne da qualche romeno, ne da qualche balordo con
precedenti penali ma da giovani ragazzi definibili “normali”: bianchi, studenti, lavoratori….
Questo
è avvenuto non perché qualcuno bivaccava su una panchina ma perché è
cresciuto anche nel nostro territorio un sentimento di intolleranza, di
indifferenza, di paura. Alimentato anche da politiche e da uso continuo
e ripetuto di un certo linguaggio anche da parte degli stessi
amministratori locali: mano dura, legalità, sicurezza, massimo controllo…

Dentro questo quadro si inscrive anche l’aggressività e la situazione
di totale emarginazione in cui vivono 5 famiglie romene nel campo di
via Islanda. Famiglie che sono costantemente sotto l’intimidazione da
parte di gruppi di forze dell’ordine che in ripetuti controlli -
durante gli ultimi mesi - minacciano costantemente di sgomberarli con
l’uso della forza. C’è forse un’ordinanza comunale per farlo???

Questi nuclei famigliari romeni non vivono dentro le roulette per
scelta ma perché impossibilitate a pagarsi un affitto di mercato (quante sono le famiglie italiane e non nella stessa situazione?),
sono infatti nuclei perlopiù a monoreddito con regolari contratti di
lavoro ed hanno minori a carico che frequentano regolarmente la scuola
pubblica. Sono, pertanto, cittadini che pagano le tasse e
contribuiscono alla crescita economica dello Stato italiano e del
nostro stesso territorio. E sono persone in carne ed ossa, con gli
stessi sogni, le stesse speranze gli stessi problemi che condividiamo
tutti noi dentro questa crisi che ci riguarda tutti.

Giù la testa...
Crediamo
pertanto che l’amministrazione comunale debba chiarire la sua posizione
in merito a questi episodi di minaccia e abusi di potere, ed anche dire
se si riconosce nelle decretazioni/leggi speciali di stampo chiaramente
razzista e xenofobo approvate da Berlusconi e Maroni, o voglia
perlomeno nell’ambito della propria autonomia salvare la faccia… e dire
se tra qualche giorno, oltre a qualche gruppo speciale di polizia in
borghese, ci troveremo nelle strade le ronde padane autorizzate proprio
dalle loro politiche sicuritarie che parlano di sicurezza/legalità a
senso unico.

Per conto nostro ci stiamo impegnando nell’organizzare per le prossime settimane un happening pubblico insieme alle realtà sociali della città e alle singole persone che vorranno unirsi contro il pacchetto sicurezza.
Un happening pubblico per sostenere queste 5 famiglie che ci ricordano ogni giorno la fatica di procurarsi cibo, reddito e giustizia sociale.

_Paz_







..



Wednesday 04/02/2009 

Rimini - Pacchetto sicurezza e razzismo... Non abbiamo paura




Nella tarda serata di ieri, mentre in Senato si discuteva sull’approvazione del Pacchetto Sicurezza (ddl 733), alcun* attivist* del Paz hanno scelto le colonne della Vecchia Pescheria, luogo di ritrovo della città, per affiggere diversi cartelloni contro una serie di provvedimenti tesi a normare le nostre vite, ad abbattere la nostra criticità e a negare tutte quelle passioni vive che animano i nostri corpi e fanno vivere i nostri territori.
Il Pacchetto sicurezza è stato preceduto, a Rimini, circa un anno fa dall’ordinanza firmata dal sindaco Ravaioli, contro il degrado cittadino e per il pubblico decoro, attraverso la quale si andavano a colpire, per l’ennesima volta, tutte quelle soggettività che attraversano le piazze e vivono le dinamiche di strada.
Sempre all’interno di questo clima di insicurezza creato ad hoc si inserisce la decisione di sgomberare entro una settimana il campo nomadi riminese in cui vivono rom e sinti.
Si tenta ancora una volta di dividere e isolare i migranti dal resto della comunità, di fomentare la cultura dell’odio con il razzismo e la paura verso il diverso, responsabile di fatti di estrema gravità come il tentato omicidio, sia a Rimini sia a Nettuno nel giro di pochi mesi, di due clochard.
Nella mattinata di oggi la notizia di
un’altra abberrazione, secondo il Senato della Repubblica italiana, con l’entrata in vigore delle norme contenute nel disegno di legge 733 - il pacchetto sicurezza -i medici ed il personale ospedaliero potranno, anzi, dovranno segnalare gli stranieri non in posesso del permesso di soggiorno.

-  Fotogallery
"nopacchettosicurezza"

-  La Voce di Rimini del 4/02/09
"Scossone di Maroni sul campo nomadi"

Saturday 24/01/2009 

Rimini- Più di duecento persone alla fiaccolata per la pace e la giustizia in Palestina





Più di duecento persone alla fiaccolata per la pace e la giustizia in Palestina di giovedì 22 gennaio, organizzata da "Rimini Gaza". La tregua dello Stato israeliano non spegne la solidarietà e il sostegno alla popolazione palestinese, in particolar modo quella della Striscia di Gaza, stremata da anni di embargo e sottoposta ad un vero e proprio regime di apartheid.
Un corteo silenzioso, attraversato solo dalle voci e dai suoni dei bombardamenti e della rappresaglia israeliana durante il quale sono stati distrubuiti volantini per attuare la strategia del "
boicottare, disinvestire, sanzionare" le politiche di guerra dello Stato Israeliano.
Seguiranno nelle prossime settimane altre iniziative per raccogliere fondi e promuovere informazione.

Contributi multimediali:
-  
Intervista a Riccardo Sirri di "Educaid"
-  
Fotogallery fiaccolata
-  
Fotogallery "Uno scatto contro l’assedio"