Status: Single
City: Sicily
State: Catania
Country: IT
Signup Date: 5/9/2007
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Thursday, December 03, 2009
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Wednesday, November 25, 2009
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Sunday, May 10, 2009
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Numero Maggio '09
A cura di Federico Guglielmi e Aurelio Pasini
UltravixenPost-punk
(e post-rock) spigoloso, noise tagliente, quadrato math-rock alla
Shellac, blues-punk del primo Jon Spencer e dosi massicce di
rock’n’roll deragliante: questi gli ingredienti presenti nella musica
degli Ultravixen, formidabile power-trio catanese al suo debutto con
l’esplosivo “Avorio Erotic Movie” (Wallace/Audioglobe), per il
sottoscritto una delle migliori uscite rock underground italiane – e
non solo - dell’anno in corso. Ne abbiamo parlato con Alessio Edy
Grasso, chitarra e voce del gruppo.
Gli Ultravixen nascono dall’unione di elementi provenienti da altre
band catanesi d’impronta indie-noise, i Jasminshock e i Jerica’s. Che
fine hanno fatto e cosa resta di quella esperienza nella musica degli
Ultravixen?
Gli Ultravixen nascono dall’intenzione comune di Mr. Nunzio Jamaika
(basso e voce, Ndr), *Fabulous* Carmelo (batteria e cori, Ndr) e del
sottoscritto, di suonare su ogni palco che consenta una performance
libera da pregiudizi e censure. Poi, come ben dicevi, suoniamo in
Jasminshock e Jerica’s. A tal proposito ti dico che attualmente Jasmin
lavora come assistente di un lanciatore di coltelli e Shock fa il
fachiro a Tivoli, Jerica’s invece ulula sconsolata in uno scantinato
aspettando che qualcuno si ricordi di lei. Credo che nel dna degli UvX
si possano rintracciare la tensione di Jasminshock e la propensione
alla sospensione armonica dei Jerica’s.
La musica e l’immaginario del gruppo sono un omaggio allo stile
cinematografico e all’attitudine del regista di culto Russ Meyer. In
cosa in particolare vi ha ispirato?
L’attitudine all’esagerazione fino all’inverosimile, la
destrutturazione narrativa, la capacità di cambiare registro
costantemente mixando principalmente tre ingredienti: ironia, sesso e
morte… anche gli UvX sono l’espressione di un trio! Puntualizzo però
che Meyer è uno degli elementi del nostro immaginario, che si nutre
anche di altro, non solo di cinema...
Il disco è stato registrato da Fabio Magistrali a Catania e
masterizzato a Chicago da Bob Weston degli Shellac. Quali contributi
specifici hanno dato alla vostra musica?
Il team è composto anche da Pippo Barresi che si occupa da più di dieci
anni della fase di ripresa e del sound di “corde” e “pelli” dei nostri
dischi. Il contributo di Fabio è stato preziosissimo in fase di
mixaggio, aiutandoci anche ad “osare” nella produzione “artistica” dei
nostri brani (della quale mi occupo personalmente). Bob è stato un
perfetto finalizzatore, che ha reso il lavoro sino a quel momento fatto
il disco che conosci, del quale siamo molto soddisfatti.
Quali sono le vostre influenze e le band preferite in assoluto?
Le nostre influenze sono frutto delle nostre esperienze di vita, quindi
anche dei nostri ascolti. Ci piace tutto ciò che è suonato in modo
“genuino”, adoriamo il calore delle valvole, le belle chitarre, le
batterie “presenti”. Ci siamo nutriti di Smith e Drake e Cave, siamo
cresciuti a colpi dell’alluminio di Albini e degli “uh” di Jon Spencer,
rivolgiamo il nostro ultimo pensiero della giornata a Tim Taylor (cantante dei Brainiac, scomparso nel 1997, Ndr).
Due sono le anime principali della musica degli Ultravixen: il
noise e il rock’n’roll, Jon Spencer meets Steve Albini. Concordate con
un giudizio così “sintetico” sulla vostra proposta?
Come ti dicevo apprezziamo i sopraccitati rockers, credo che siano
anche altri gli ingredienti nella formula Ultravixen: cinica ironia,
sicilianissimo romanticismo e tanta, tanta, goliardia!
Siete una band di Catania. Esiste ancora una scena rock
catanese e, se ci sono, quali nuove band emergenti ritenete meritevoli
di attenzione?
Se ti riferisci a quello che successe alla fine degli anni 90, beh sono
passati dieci anni, Uzeda a parte e con le situazioni di Jerica’s e
Jasminshock che ti ho detto prima, nessuna di quelle band (Keen Toy,
100%, Plank, Pornography, White Tornado, Turn, ecc) è attualmente in
attività. Qualcuno di loro continua a suonare. Oggi ci sono delle band
che suonano e si propongono, noi apprezziamo particolarmente gli H-CB.
Quale significato date al titolo “Avorio Erotic Movie”?
E’ un nome che ben si adatta al mood delle nostre canzoni, che sguaiano
“sull’amore”…in tutte le sue più impensabili forme. Avorio Erotic Movie
è un cinema porno del Pigneto, un quartiere di Roma in pieno fermento
culturale e artistico. L’idea nasce da un’intuizione di Alessandra
“Nera” Andriani, nostra amica, compagna e ufficio stampa (Nera Press).
Siete una band fondamentalmente “live” – avete girato in lungo e in
largo i palchi di mezza Europa - e tale approccio è molto presente
nell’album in studio. La musica, a quanto intuisco, rappresenta per voi
un’esperienza totalizzante. Confermate?
Hai colto in pieno, Gabriele! La dimensione live per noi è quella
naturale. Abbiamo sempre suonato moltissimo nelle nostre vite e UvX è
anche una risposta ad un momento nel quale, per varie ragioni, tutti e
tre suonavamo poco. Dopo un paio di mesi dalla “prima” abbiamo esordito
a Catania, da quel momento non ci siamo più fermati. I nostri live sono
sicuramente il modo migliore per conoscere la nostra proposta musicale.
Progetti imminenti dopo la pubblicazione di “Avorio Erotic Movie”?
Attualmente siamo impegnatissimi con i live show che fino a tutto il
2009 ci porteranno in giro per l’Europa. Registreremo alcune nuove
canzoni in autunno. Nel frattempo, continuiamo a vivere, scrivere,
registrare, provare.
Contatti: www.ultravixenband.com
Gabriele Barone
Fuori dal Mucchio Maggio 2009
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Sunday, April 19, 2009
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In Scena Magazine di Italo Rizzo
1. Siete la classica live band: è vero che oggi suonare dal vivo ha riacquisito importanza, forse perché si vendono meno dischi ed il palco è il luogo migliore dove farsi conoscere?
Ci sono molte buone ragioni per considerare i live un modo “totale” di conoscere una band. Durante una performanceì dal vivo tutti i sensi dell’ascoltatore possono essere stimolati, la possibilità di fascinazione è maggiore.
Per noi la dimensione live è quella più naturale. Viviamo con feroce-gioia ogni concerto, non risparmiando nessuna energia, fattore che contribuisce a creare un rapporto immediato ma profondo con l’ascoltatore, come una notte di fuoco passata con una persona conosciuta poco prima in un go-go bar…
2. Avorio Erotic Movie è un titolo molto evocativo, non sarà mica che il vostro sogno è fare la colonna sonora di un film a luci rosse?
*Avorio Erotic Movie* è già un disco a “luci rosse”! Luci rosse che abbiamo puntato su uno stato psico-chimico-emotivo meglio conosciuto come “amore”. Noi lo abbiamo declinato in varie situazioni… Avorio Erotic Movie è un disco di “canzoni d’amore” che abbiamo suonato e cantato in tutte le forme che conosciamo!
3. Vi siete formati a Catania, pensate che oggi ci siano più difficoltà ad organizzare tour in giro per l’Italia rispetto a qualche anno fa, o che al contrario ci siano più opportunità?
Non è mai stato facilissimo suonare in Italia. Suonano le band che si sbattano per farlo. Da più di 10 anni suoniamo in giro per l’Europa (Jasminshock/Jerica’s) e quasi tutti i concerti sono frutto di un lavoro sistematico e centinaia di email e telefonate. Esistono poche agenzia in italia che lavorano in modo compatibile ai nostri schemi. Da poco abbiamo iniziato a collaborare con una giovane ma promettente Booking Agency “COTTONFIOC”.
4. Ascoltando il disco, ho l’impressione che ci sia molto r’n’r “sporco” ma che questo non sfoci mai nel caos, nella bassa fedeltà. Il segreto è controllo e consapevolezza?
Credo che l’equilibrio fra controllo/consapevolezza ed impulso/incoscienza sia alla base del processo creativo di UltraviXen. All’inizio amiamo suonare le canzoni in modo istintivo, senza limiti. Poi iniziamo a “scavare” a “togliere” ad “asciugare”. Abbiamo un rapporto fisico con lo strumento, non usiamo particolari effetti. Le variazioni del nostro sound dipendono solo dal contatto delle nostre mani sullo strumento. Theramin a parte, UltraviXen è tutto corde, pelli e valvole!
5. In alcuni brani suonate anche il theramin, possiamo dire che gli Ultravixen subiscono il fascino del vintage?
Il Theramin è uno strumento che adoro e che usiamo a tutti gli effetti come quarto strumento. Direi che accompagna gli stati convulsivi delle nostre canzoni. Per il resto…non “subiamo” il fascino del vintage, semplicemente apprezziamo le cose fatte bene e qualche decennio fa si usavano altri metodi per costruire strumenti musicali. Il mio theramin è stato costruito in modo artigianale…ed ha poco più i 10 anni!
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Saturday, April 18, 2009
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Interviste: Ultravixen Contributed by Anonymous on Friday, 17 April @ 15:25:37 CEST
Topic: Il Rigattiere a cura di Marco Paolucci

Di Alessandro Gentili alealeale82@yahoo.it
Nell’immortale Catania rock, frutto di fornicazione clandestina tra Jasminshock e Jerica’s, nascono gli Ultravixen: rock’n’roll, garage, noise, punk-rock... a voler essere chiari, carta vetrata in musica. Usciti a inizio anno per Wallace Records col loro album d’esordio “Avorio Erotic Movie”, quella che segue è una breve chiacchierata informatica con Alessio, chitarra e voce della band.....
Ciao ragazzi, allora... come stanno andando la promozione del disco, i live, la risposta del pubblico?
Direi benone! Abbiamo avuto l’attenzione di buona parte della stampa specializzata con recensioni molto lusinghiere, che per noi sono importanti come biglietto da visita per i live show! Stiamo suonando molto, in giro per l’Italia. Siamo praticamente impegnati quasi ogni settimana. La risposta più intensa ed importante per noi è proprio durante i concerti che sono sempre l’occasione per far ballare le persone presenti (sempre più numerose) e vendere un bel po’ di dischi.
Ci piace osservare le reazioni che crea la nostra musica, il nostro impatto sulle persone… l’altra sera in un club ci siamo stupiti di vedere signorine un po’ “fighette” (fuori quindi dai nostri giri abituali) scatenarsi al ritmo della nostra musica, sembra che l’energia di UvX riesca ad arrivare ad un target più ampio di quello pensavamo.....
Parlando del disco si è detto di tutto e di più a proposito dei diversi generi che trovano spazio nel vostro sound: ma voi, da chi vi sentite veramente influenzati, che gruppi vi vengono in mente quando vi ascoltate?!
Blues Explosion, Shellac, bla, bla, bla,… beh it’s possibile! sono band che abbiamo ascoltato e masticato per anni!!!
E comunque, meglio essere paragonati a loro che ai AbbA, no? Pensa che qualcuno, estremamente acuto ha scritto di avere sentito anche “echi” di Jasminshock… ma va…!? Noi suoniamo punk-r’n’r, nel senso che abbiamo una certa attitudine! Ma non ci poniamo un obiettivo di genere.
Credo che “Avorio Erotic Movie” sia un album caratterizzato da un suono “tosto e valvolare” e che a livello compositivo sia un’elaborazione sintetica degli ascolti e delle influenze mie di Mr. Jamaika e di *Fabulous* (r’n’r, garage, wave, punk).
Si è parlato molto di questa città, Catania, che continua ad essere un centro importante, in Italia, dal punto di vista musicale: quali sono secondo voi i motivi, come mai continua a sfornare band tanto valide? E, oltre a voi, che nomi ci consigliate di tenere particolarmente d'occhio?
Catania è una città “viziata” e contemporaneamente “deprivata”. E’ infatti un luogo stupendo con il sole per 9 mesi, il mare, l’Etna, il buon cibo, ecc.., ed allo stesso tempo è un posto abitato da moltissimi “ignavi” rassegnati a piegarsi al “padrone” del momento. Questa continua tensione provoca inevitabili reazioni emotive nelle persone dotate di una “certa” sensibilità, che usano la musica per comunicare in modo “libero”. Poi, alcune sonorità si prestano meglio di altre ad accompagnare sentimenti “forti”. Ci piacciono gli H-cb, i Fromm ed i siracusani/fiorentini Jack Pine.
Che differenze notate rispetto ai vostri gruppi precedenti, Jasminshock e Jerica's, non tanto a livello musicale, quanto all'ambiente intorno?
C'è più o meno interesse della gente? E' più divertente ora o prima?
La situazione rispetto a 5-6 anni fa è molto cambiata: ci sono meno posti per suonare, la gente va meno concerti, si vendono meno dischi, bla, bla, bla…
e questo lo sappiamo già! ... allora, forse, bisogna capire il perchè. Un fattore determinante, secondo me, è che oggi qualsiasi “coglione” compra un MacBook ed una scheda audio e “suona” o imbraccia una chitarra acustica scordata e canta della sua depressione, insomma oggi c’è un surplus di proposte musicali!!! Il web poi, amplifica il fenomeno, in giro c‘è tanta “musica”, ma quanto di buono veramente hai sentito ultimamente?! E poi in Italia, oggi ancor più di prima, è veramente difficile, se non canti in italiano sei letteralmente tagliato fuori da certi circuiti… soprattutto quelli frequentati dai “paladini” della nuova scena “underground” italiana.
Che ne pensate della Wallace? Ho notato che Mirko Spino sta spingendo molto il disco in quanto a promozione e pubblicità.
Conosciamo Mirko da più di 10 anni e la Wallace è l’etichetta discografica che abbiamo pensato sin dall’inizio. Mirko ha fatto la stessa cosa. Prima di registrare l’album, avevamo già parlato della possibilità di lavorare insieme. Apprezziamo molto il lavoro che sta svolgendo, avere il sostegno di qualcuno che si stima molto, credo sia una delle iniezioni di energia più potenti che una band possa avere! Ho letto da qualche parte che presto partirete per un tour all'estero: dove di preciso? Come riuscite a conciliare la vita on the road e sul palco con i vostri lavori (se vivete di musica non ve lo chiedo nemmeno...)?
I ragazzi di Cotton Fioc (la nostra Booking Agency) stanno lavorando per mettere su delle date in giro per Europa, di sicuro Inghilterra, Spagna, Germania e Francia. Coniugare la vita da musicista con i nostri lavori è una questione che abbiamo risolto a monte. Infatti ognuno di noi ha creato una condizione lavorativa che consente “facilmente” di sganciarsi… a scapito del guadagno, che ovviamente ricompensiamo con i lussuriosi cachet percepiti grazie ai nostri live-show!!!
Un'ultima domanda: quando vi vedremo a suonare nelle Marche?!
Speriamo prestissimo!!! abbiamo suonato 2 anni fa a Recanati grazie agli amici Dadamatto, la nostra Agenzia “Cotton Fioc” è avvisata: priorità n.1 Marche!!!
E Tu ci puoi aiutare?!
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Sunday, March 08, 2009
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All’esordio dopo un rodaggio iniziatico sui palchi di mezza Europa, gli UltraviXen sono una delle band di punta della mai troppo lodata Wallace Records. Di seguito l’intervista comunitaria, nonostante si sia prestato come portavoce ufficiale Alessio, chitarrista e autore dei testi del gruppo. 
Quindi Avorio Erotic Movie è composto da canzoni d’amore?
Certo, amore a 360°. Per un ideale, una donna, un cane, una chitarra; amore in tutte le sue forme. Quelle costruttive e quelle distruttive, "lecite" ed "illecite". Un amore che nasce come reazione e che fa rinascere. Credo che Avorio Erotic Movie trasudi voglia di vita. Come in una delle nostre canzoni, We have a caravan of love for you and your friends… Domanda di rito, ma fondamentale: come sono nati gli Ultravixen?
Sono nati per soddisfare la nostra fottutissima voglia di sudare sui palchi. Siamo una band con una spiccata attitudine live. Abbiamo cominciato all'inizio del 2007 e, dopo qualche prova e molte birre, l’esordio ai Mercati Generali di Catania, all'interno di un Festival organizzato dagli amici di Indigena. E poi più di 50 live show in 6 mesi. Come vedi, abbiamo decisamente rispettato la visione e la concezione che si ha di noi come di una band “principalmente” live. Come si sono evolute le dinamiche di composizione nel susseguirsi dei concerti fino all’esordio su Wallace? La maggior parte dei brani sono stati composti d'istinto. Sempre però con una "lucida" idea di come dovesse suonare la canzone. Componiamo iniziando da qualche riff e da subito condividiamo "l'emozione" che c'é dietro il suono o la nota, emozione che ci aiuta a plasmare il sound del brano e che poi mi guida nella scrittura dei testi.

A tal proposito come vi ha “beccati” Mirko Spino? Siamo amici di Mirko da moltissimo tempo. Sia io (Alessio) sia Mr. Jamaika, con altre band (Jasminshock e Tasaday), abbiamo registrato dischi usciti su Wallace. Ho condiviso con Mr. Spino sin dall'inizio l'idea UltraviXen ed è stata quindi reciproca e naturale la scelta di lavorare insieme per l'uscita di Avorio Erotic Movie. Consideriamo la Wallace Records l'unica label italiana che continua a coniugare un altissimo profilo musicale con una gestione trasparente e senza compromessi dell’etichetta. Le canzoni “tradiscono” amori musicali di vario genere, dal blues al garage. Avorio Erotic Movie, e la vostra musica in generale, devono molto a qualche artista o genere in particolare o è venuto tutto naturale dai vostri stomaci e cuori legati indissolubilmente? Non facciamo scelte stilistiche a priori. Suoniamo quello che sentiamo e, dici bene, con cuore e stomaco. Inevitabilmente e orgogliosamente poi nelle nostre canzoni ci sono influenze più o meno evidenti, frutto dei nostri ascolti che sono sì diversificati, ma che trovano nel post-punk e nel r'n'r un denominatore comune. La situazione musicale siciliana sembra sempre molto florida, ma raramente la cosa viene messa in risalto. Siamo condannati al fatto che rappresenti sempre i soliti stereotipi? La "situazione musicale siciliana" è decisamente varia. Conosciamo bene quella della nostra città. Catania è sempre stata una città "sensibile" alla buona musica, durante gli anni '90 c'è stato un momento nel quale circolavano molte buone band che hanno calcato i palchi di tutta l'Italia, poi via via hanno "mollato". Abbiamo resistito in pochi e sono ancora meno quelli che continuano ad avere un’ attività densa di live come la nostra.

Cosa vi ha lasciato l’esperienza di suonare all’estero? In che modo si differenzia da quanto avviene in Italia? All'estero è più facile suonare, i club sono più abituati ad ospitare nuove band anche senza nomi superpompati dalla stampa specializzata. Mi sembra ci sia maggiore curiosità anche fra gli ascoltatori. Cosa progettate e sperate per il futuro targato UltraviXen? Per adesso siamo impegnati nella promozione di Avorio Erotic Movie. Ci aspettano tantissimi concerti - abbiamo dato carta bianca alla nostra booking agency Cottonfioc - e presto saremo in giro per l'Europa. Nel frattempo, chiaramente, stiamo scrivendo cose nuove, che potrebbero essere registrate anche molto presto. Cosa sperate invece per il futuro della musica in generale? La musica non ha bisogno delle nostre speranza, perché continuerà ad esistere in qualsiasi forma. Adesso tutti scoprono che non si vendono più dischi (filesharing e tutto ciò che ne consegue), ma non credo sia diverso rispetto a quando la musica iniziò ad essere registrata su supporti. Ai tempi la gente cambiò il modo di ascoltarla e la musica… continuò. Oggi come allora, chi davvero lo vuole compra il disco e va ai concerti. Cosa vi è piaciuto particolarmente del 2008 musicale appena passato? Alessio: Pochissimo. Portishead, Fennesz, Bachi Da Pietra, Bonnie “Prince” Billy, il nuovo di Nick Cave. Carmelo: Cazzo! È già passato il 2008 e non me ne sono accorto. Avrò bisogno dell'otorino?
::Ultravixen su Audiodrome::
Gruppo: Ultravixen
Data intervista: febbraio 2009
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Sunday, March 08, 2009
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............ ..FREAKOUT 05/01/2009
di Vittorio Lannutti |
|  Sta per uscire nei negozi “ Avorio erotic movie” l’esordio degli Ultravixen, trio catanese dedito ad un garage – rock’n’roll sanguigno e verace, come la migliore tradizione introdotta da Jon Spencer e soci. Per l’occasione abbiamo intervistato il loro leader, Alessio Edy Grasso, che insieme al bassista, Mr Nunzio Jamaika, proviene dai Jasmishock, band che negli anni novanta impazzava per Catania e per la penisola con un noise post rock distorto e di notevole fattura. A completare il trio è “Fabulous” Carmelo, già dietro le pelli dei Jerica’s, altra band di Catania di post rock. Alessio è stato molto generoso nel rispondere puntuale alle domande, non tralasciando nessun particolare. Quella che segue è la sintesi di una piacevolissima mezz’ora di chiacchiere di due appassionati di rock’n’roll. Come è nata la passione per il garage?Per quanto non ci riconosciamo nel garage è stata una cosa casuale, portata dall’istinto che veniva in sala, nella quale si è espressa la mia anima blues e rock’n’roll che ho sempre avuto dentro. In questo mi ha seguito Jamaika (il bassista, ndr.), che ha più un passato new wave, mentre Carmelo (il batterista, ndr.), che viene dai Jerica’s, aveva un’anima da classico rocker. Quindi su tutto ciò si è coniugato il substrato noise – post rock, con la mia passione per i Pussy Galore e la prima fase della Jon Spencer Blues Explosion ed ecco il connubio tra noise e rock’n’roll. Il tutto non è stato fatto a tavolino, ma è emerso spontaneamente in studio, anche perché Carmelo lo conoscevamo poco, ma ci siamo subito intesi. Che fine hanno fatto Jasminshock e Jerica’s?Sono entrambi in stand-by, con motivazioni diverse. I Jasminshock era una band famiglia, con relazioni fortemente intrinseche. Da due anni e mezzo è pronto un Ep, con delle cose elettroniche, ma il gruppo è frammentato, dato che la cantante, Flavia è in Thalandia e il batterista Saiwoshy si è sposato. Uno dei motivi principali per cui si è fermato è perché si è interrotta la relazione tra me e Flavia. Per quanto riguarda i Jerica’s, invece, l’alternanza ha sempre fatto parte del Dna del gruppo, che in genere fa due anni di attività intensa e poi si ferma. Non scordiamoci poi che è una delle band storiche di Catania. Come è nata la collaborazione con Fabio “Magister” Magistrali?Mirko (Spino, boss della Wallace, ndr.) da tempo mi diceva che per me sarebbe stato interessante lavorare con il Magister. Io ho sempre prodotto artisticamente i miei lavori, insieme a Pippo Barresi, come ingegnere del suono. In questa esperienza ho accettato il suggerimento di Mirko e ho voluto condividere la produzione con Magister che ha portato un apporto notevole in fase di produzione artistica del suono, suggerendo importanti particolari da aggiungere. È stato complementare al nostro sound. In fase di registrazione poi si è creato un clima di squadra, dato che tutti, da noi musicisti, a Magister ai vari tecnici abbiamo tu  tti contribuito integralmente alla realizzazione del disco, che è stato registrato in uno studio alle pendici dell’Etna ed è stato completato con la masterizzazione da Bob Weston. Siete soddisfatti del lavoro fatto in studio?Assolutamente si, è stata un’esperienza ottima, abbiamo cercato e trovato un ambiente che suonasse live. Si può parlare ancora di scena catanese?Si, così come si può parlare di scena romana, milanese o napoletana. Tuttavia, a Catania rimane una grande predisposizione per il rock, nonostante lo sciacallaggio compiuto da Scapagnini nei dieci che è stato sindaco, dato che ha eliminato tutte i finanziamenti economici che davano un notevole contributo alle numerose iniziative che si sviluppavano in città, con singoli concerti o con festival, cose che anche se piccole erano tutte di grande qualità artistica. Per fortuna che si sta sviluppando una scena con la generazione di ventitreenni e ventiquattrenni che stanno creando nuovi gruppi. Quelli che ritengo i migliori sono i Tapso II° e i Fromm, che fanno un pop minimale ed il loro leader è Karmek, che ha curato la parte elettronica del nostro sound e cura la nostra immagine: poster, copertina e si occupa delle immagini che vengono proiettate durante i nostri concerti. Vi sentite in grado di sostituite la Jon Spencer Blues Explosion a livello internazionale?Non vogliamo sostituire nessuno, ma ironicamente siamo la risposta catanese al motto “Punk is dead”, la risposta a chi pensa che oggi si possa suonare solo con i laptop. Noi siamo orgogliosi di suonare con l’analogico. Puntate molto al mercato estero?Assolutamente si, siamo distribuiti in Giappone, Usa ed Europa. Con i Jasminshock abbiamo fatto molti tour europei e ci siamo resi conto della differenza tra avere o no un supporto importante come il distributore. Come vedi il mercato discografico?Ho chiesto a Mirko di stampare solo vinili con dentro i cd in omaggio o con i codici per scaricare gli Mp3. Oggi chi compra il disco è appassionato. Penso che chi voglia l’album debba avere la cosa più bella che è il vinile, ma siccome mi rendo conto che siamo nel 2008, ritengo opportuno fornire anche il codice. Quindi mi focalizzerei sugli appassionati con i vinili, a prezzi un po’ più alti, mentre a chi non ha la passione feticista, darei a prezzi bassi, semplicemente i codici. | ................ | ..
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Saturday, March 07, 2009
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Blow Up #129 Febbraio 2009
Nine-Point Program di Fabio Polvani
1. Russ Meyer (il nome della band, l'immaginario che v'ispira) Innanzi tutto UltraviXen è un nome che, secondo noi, "suona" bene! Poi, gli scenari esasperati, l'ironia e la distrutturazione narrativa tipiche di Meyer e dei suoi film ben si coniugano con il mondo parossistico da cui emerge la nostra musica ...direi che non siamo stati noi a scegliere Meyer.... piuttosto è stato Meyer a fare dei film per la nostra musica!!!
2. Jasminshock (perché lo scioglimento e la confluenza negli uvx) Ti dico che JSK e UvX hanno in comune solo le corde (io e Mr.Jamaika), per il resto sono due band/progetti molto diversi!!! Io e Jamaika non suonavamo dal vivo da più di anno (era l'estate del 2006), i rimanenti Jasmins erano (e sono) impegnati a "fare famiglia"... quindi abbiamo chiesto a *Fabulous* Carmelo di andare a fare una "scannata" (dalle nostre parti significa suonare come matti in sala prove, senza troppe pretese). Dopo la prima prova ci siamo accorti che eravamo una potenziale band e, sparatissimi, dopo una manciata di prove e birre insieme, abbiamo esordito all'interno di un Festival organizzato dagli amici di Indigena, subito dopo si sono susseguite 40 date nei successivi 6 mesi.
3. Jerica's (idem come sopra) --> Risponde Carmelo Jerica's vagano nel limbo (...dei dannati???) nel senso che non hanno mai ufficialmente deciso di staccare gli ampli, e forse non lo faranno mai! Hanno ancora molto da dire e chissà...forse...magari un giorno... Personalmente grazie ai Jerica's attraverso Stefano (cantante e chitarrista), ho avuto il piacere di conoscere i due veri *Favolosi* con i quali è scattata, da subito, la molla del buon r'n'r e dell'amicizia, componenti fondamentali per non picchiarsi in sala prove e per sopravvivere alla durissima realtà musicale che ci circonda.
4. Avorio Erotic Movie (il titolo, l'album nella sua realizzazione) Avorio Erotic Movie è un album di canzoni "d'amore" (fra milioni di virgolette), scritto quasi di getto, direi una sorta di reazione e riscossa! L'album è stato registrato in uno studio self made a Milo, sull'Etna (che in quel periodo era in piena eruzione), ci hanno aiutato: il compagno di sempre Pippo Barresi che ha curato il nostro sound e Fabio Magistrali che ha mixato e prodotto le canzoni insieme a me. Il disco è stato rifinito e masterizzato a Chigaco da Bob Weston. Un ruolo fondamentale per quanto riguarda l'art & copy è stato giocato dal digital artist karmek, che collabora con noi anche durante i nostri live show. Il titolo dell'album è frutto di un intuizione di Alessandra "Nera" Andriani (che collabora con noi su più fronti), è il nome di un cinema a Luci rosse che si trova al "Pigneto" un dei quartieri di Roma in pieno fermento sociale e artistico. Anche in questo caso il nome, a noi, suona bene e poi mi sembra che un Cinema Porno sia un luogo di "scambio e amore"...no? quindi perfetto per le nostre canzoni!
5. Wallace Records (i rapporti con l'etichetta) Mirko è un mio amico da più di 10 anni... per intenderci da quando ancora si faceva chiamare "Mr Wolf"; aiutava JSK a suonare nel Nord Italia. La Wallace è una delle più importanti etichette indipendenti in Europa e prima ancora di andare a registrare il disco Spino aveva manifestato il suo interesse nei nostri confronti, dopo un live in Torchiera (Milano). Ci è sembrato naturale e logico pensare, da subito, di lavorare insieme. Condividiamo l'integrità con la quale Mirko porta avanti la "cosa" Wallace, non abbiamo tentato di collaborare con nessun altra realtà in Italia! Poi, come sempre... i nostri legali si sono incontrati ed hanno stipulato un contratto sottoscritto dall'AD della Wallace e dall'AD di UvX! ; )
6. noise (l'impostazione di base che mi sembra abbiate mantenuto) Se per "noise" intendi la tensione verso la continua ricerca di un certo tipo suono (analogico), allora capisco l'assonanza fra UvX ed il Noise. Se invece ti riferisci a cose tipo Jesus Lizard, Rape Man, ecc allora ti dico che la nostra non è stata una scelta a priori, evidentemente si sente che durante gli anni '90 ascoltavamo e suonavamo quel tipo di musica e derivazioni... quanti grandi cose in quegli anni!!! Non ci sentiamo però un gruppo di "genere", secondo noi c'è tanto altro nelle nostre fondamenta: la wave, il blues, il garage, direi anche, provocatoriamente, del Pop...
7. rock'n'roll (l'attitudine, l'indole musicale che mi sembra abbiate sviluppato) Con il r'n'r e il punk condividiamo sicuramente il bisogno d'immediatezza... venivamo da situazioni musicali molto "cervellotiche", non volevamo usare nessuno schema di "decenza", tutti e tre abbiamo avuto l'esigenza di mettere a nudo le nostre personalità e di giocare con i nostri i limiti, DIVERTENDOCI!!! Il r'n'r, come genere musicale, è la matrice comune a tutti e tre, anche in questo caso, però, non abbiamo strategicamente pensato di fare una band "post r'n'r".
8. Catania (dall'insorgenza noise dietro gli Uzeda alla situazione musicale odierna) Gìà Catania... c'è sempre una domanda su Catania...è una città dove la nostra parte emozionale trova nutrimento, e siccome noi cantiamo di emozioni è il luogo ideale dove comporre e suonare! Credo sia lo stesso per altri amici (Uzeda e la scena che gravita attorno ad Indigena). Abbiamo vissuto anni di fermento quando il sindaco Bianco "elargiva" un pò di denaro e con il lavoro ed il sudore di pochi (su tutti Agostino e Giovanna degli Uzeda), si riusciva a portare i FUGAZI o i BRAINIAC o i JUNE of 44 al Porto di Catania (gratis)... beh, certo che tutte quelle influenze hanno lasciato qualcosa... Oggi la situazione socio-politica in città è DEVASTANTE, bisognerebbe fare appassionare il "Padrino Lombardo" di r'n'r... allora avremmo il più grande "Festival Underground del Mediterraneo"! Credo che i miei conterranei dovrebbero cantare/suonare la loro indignazione!!!
9. (ditemi voi un altro elemento che caratterizza imprescindibilmente gli Ultravixen come band) Una fottutissima e mai doma attitudine live. Credo sia la caratteristica che accumuna tutti e tre. Abbiamo più di 30 anni, da più di 15 suoniamo in giro per l'Europa. Viviamo i live show in modo "totale", nessuna energia è risparmiata e tutte le cose sono fatte senza mezzi termini. Non viviamo di r'n'r ed ognuno di noi ha scelto professioni molto sfidanti... ma al centro c'è sempre la musica, tutto ruota attorno a questo (appuntamenti di lavoro, vacanze, fidanzate, ecc.) Noi siamo una band che non "sopravvive di musica", ma disposta ed organizzata per suonare dal vivo 365 giorni all'anno! E' solo una questione di priorità, U Know what I mean?!
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Saturday, January 17, 2009
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ReviewsUltravixen “Avorio Erotic Movie” CD wallace records 10 - 2009 Il Mucchio SelvaggioGabriele BaroneIl nome della band è un omaggio al regista underground Russ Meyer e a uno dei suoi film-culto, "Beneath the Valley of the Ultravixens". Stessa carica erotica e debordante fisicità nella musica degli Ultravixen, power-trio catanese che nasce dall'incontro-scontro tra elementi di due indie noise band siciliane, i Jasminshock (Alessio, chitarra, theremin e voce; Mr Nunzio Jamaika, basso e voce) e i Jerica's ("Fabulous" Carmelo, batteria e backing vocals). Il gruppo prende le mosse da un concerto ai Mercati Generali di Catania in occasione di un festival organizzato da Indigena, etichetta dei Jerica's. "Avorio Erotic Movie" è il primo album e si annuncia già come una delle migliori uscite del nuovo anno, essendo un concentrato di quanto di meglio è stato prodotto dal rock underground negli ultimi venti anni: il math-rock di Chicago (Rapeman e Shellac), il garage-blues della prima Blues Explosion, il noise dei catanesi Uzeda. Il disco unisce l'impatto fisico del r'n'r più sporco e travolgente, il rumore assordante e disturbante del noise, il feeling del blues, le ritmiche sbilenche del post-punk e della new wave. Registrato e prodotto da Fabio Magistrali a Milo (ai piedi dell'Etna), masterizzato a Chicago da Bob Weston, è un ideale ponte di congiunzione tra la Chicago post-rock e Catania. Un album che scuote e tramortisce sin dal primo ascolto e ha le stesse caratteristiche dell'amore descritto nelle sue nove tracce: sudicio, sudato, sensuale e sfasciato. Tellurico e devastante come il vulcano che li ospita. Anche questa volta, centro pieno della Wallace. Blow Up Fabio Polvani Le prime note di You, You & You sembrano dirti "ok, ci siamo capiti", occheggiando a un involuto ritratto post rock di marca touch ans go/quarterstick. Poi d'un tratto il brano prende beffardamente una spedita piega rockabilly, come ad aprire le danze e svelare una più scanzonata identità. Non si tratta però di un cambio drastico, in fondo l'impostazione strumentale è quella di paretnza: cambia semmai la forma e l'indirizzo. Questo inziale episodio di "Avorio Erotic Movie" sostanzialmente rappresenta la sintesi di un percorso musicale che parte dalle pendici della "Catania rumorosa", dietro le insegne di Jasminshock e Jerica's. Dall'incontro di quel che rimane delle due entità nasce la necessità di andare oltre; che poi ha significato tornare un pò indietro, a un approccio r'n'r più "volgare", pur mantenendo legami con le passate esperienze. Vedono così la luce gli UltravXen, una delle ultime rock band a potersi aggiudicare uno dei pochi titoli rimasti disponibili dalla filmografia di Russ Meyer. Nel loro mondo c'è posto per mettere insieme Jon Spencer con Steve Albini (Riskio's first time), spigolature e squadrature Math con uno spirito dissacrante e sleazy. Non sembano pure esenti tracce di sballonzonanze mcluskismo. I contrasti si compensano in una travolgente trasposizione di sogni d'Americhe profondamente differenti, come nel finale dell'Album done le introversioni slintiane di Nera cedono il passimo all'intrattenimento jazzy di Love Factory (a I am not a toy boy). Gli UltraviXen celebrano così la realizzazione di "Avorio Erotic Movie": nove canzoni d'amore per due anni di vita di merda, ipsi dixerunt (7/8).
FreakOut Vittorio Lannutti Prendete la disperazione più profonda del blues, la perversione del rock'n'roll e le staffilate del noise e avrete gli Ultravixen. Questo trio catanese, nato dalle ceneri di Jasminshock e Jerica's spacca di brutto e, seppure ci troviamo in periodi di playlist per il 2008, si candida ad essere una delle migliori produzioni del 2009, dato che arriverà nei negozi a gennaio. La tensione che si vive alle pendici dell'Etna viene, in queste nove tracce, riproposta con nove canzoni di un amore, quasi mai sano, ma sempre sporcato, disturbato e con mille problemi, anche se alla fine si finisce sempre a letto a godere come dei dannati. Già come dei dannati, dato che Alessio (chitarra, theramin e voce), Mr. Nunzio Jamaika (basso e voce) e "Fabulous" Carmelo (batteria e cori) non si risparmiano con i loro stomp e con le loro sferragliate che tagliano anche la roccia più dura. Pensate alla primissima Blues Explosion (periodo Crypt) con in più la sensualità di Cristina Martinez e i singulti di Poison Ivy e Lux Interior e avrete un'idea di che cosa hanno prodotto gli Ultravixen in "Avorio erotic movie". Ragazzi che altro aggiungere, se non che questo trio è attualmente la miglior macchina rock'n'roll in circolazione almeno in Italia. L'ennesimo centro della Wallace!Nerds AttackEmanuele TamagniniDi diritto nei dieci dischi tricolori dell’anno. Un razzo sparato dalla Sicilia. Un roboante power trio lubrificato da anni di esperienze che avevano come epicentro Jasminshock e Jerica’s. Gli Ultravixen suonano come bombardieri. Furastici. Scorre la nobiltà nel sangue. Quella dei caposcuola Uzeda che vengono frantumati e rivoltati dal blues. La produzione artistica di Fabio Magistrali è solo un dettaglio. Il film erotico d’avorio è un treno in corsa. Devastante per intensità. Tramortente per manifesta superiorità. Chicago non è mai stata così vicina a Catania. La prima Blues Explosion di Jon Spencer ne andrebbe fiera. Micidiale veemenza laggiù nella valle.Rockerilla Michele Casella Ruvidi e sfrenati come nella migliore tradizione rock, attorcigliati su soluzioni blues che proiettano immagini lascive nelle menti di smaliziati ascoltatori, gli Ultravixen (incontro ra elementi di Jasminshock e dei Jerica's) sbarcano su Wallace Records con un debutto che ha il sapore della polvere proveniente dalle statali americane. L'elettricità è al centro delle ragioni formali di questo trio, elemento di congiunzione tra lo sfregare (spesso ossessivo) delle chitarre e l'accanito incedere della batteria. A fungere da catalizzatore di attenzione c'è poi la voce di Alessio Edy Grasso, tipicamente e furiosamente rock'n'roll, spesso ferocemente altisonante. Meno cerebrali della Skin Graft e più noise di quanto loro stessi possano ammettere, i tre catanesi pubblicano un album che non suona affatto italiano. Anche per merito di russ Meyer.
Blue Italo Rizzo “Beyond the sound of UltraviXen” I seguaci di Russ Myer, adoratori come lui di figure femminili giunoniche e prosperose, sono in costant aumento: alla schiera aggiungiamo una band catanese, gli UltraviXen, che si incaricano di trasporre il suo verbo in musica. Non si tratta di sountrack, bensì di r’n’r aggiornato ai tempi di noise e devoato sulla strada del post-punk. Avorio Erotic Movie, questo il titolo CD (uscito per Wallace Records), omaggio ad un’omonima sordida, sala v.m. 18 della capitale. È una danza scomposta per anime torbide in cerca d’amore o solo di una nottata di passione. Nove canzoni, svelte come il graffio di un felino o un palpata fugace, accorate come un blues e volgari come un punk, costituiscono la fedele penale degli UltraviXen, prossimi a farsi sbattere sui palchi del Belpaese viaggiando su macchine rigorosamente truccate, in vista del prossimo night club.
Preavy rotation Andrea Prevignano C’è un processo logico di unificazione di esperienze musicali, ascolti, passioni, vita vissuta e difficoltà, che fa di Avorio Erotic Movie un album di estrema sintesi. Il trio siciliano nasce dalla fusione tra elementi della dinamica indie noise band Jasminshock (Alessio: energetic no-wave; Jamaika: triggers power) e dei Jerica’s (Carmelo: time) e dalla necessità di superare la relazione di sangue sempre incombente con l’America chicagoana postrock di Skin Graft e Touch and Go, quel ponte gettato dagli Uzeda negli anni Novanta che ha regalato agli States e all’Italia tante collaborazioni proficue e un mercato di idee e amicizie. Gli UltraviXen si staccano da molo sicuro e navigano tra le rapide del rock’n’roll e del garage rock mutante di Blues Explosion e Man or Astro-man?, ma quello rumoroso e dissonante della loro precedente esperienza ancora scortica la pelle. Sulla riva del fiume Russ Meyer, i Rapeman e il diabolico reverendo assassino Harry Powell salutano il debutto degli UltraviXen. Per fan di: Jon Spencer Blues Explosion, Shellac, Jasminshock.
Kathodik Alessandro Gentili
Passa il tempo e la Catania underground è sempre lì, araba fenice più vitale che mai, ormai da vent'anni sulla cresta della musica altra italiana. La nuova incarnazione prende vita dai resti di Jasminshock e Jerica's, band di prim'ordine della scena cittadina a loro tempo adescate da Wallace e Indigena, e il risultato è un mostro di nome Ultravixen, omaggio a uno dei più noti capitoli della filmografia meyeriana, il cui immaginario fatto di extra-size al posto giusto e accoppiamenti selvatici è supportato anche dal titolo dell'album, saccheggiato da un cinema a luci rosse della capitale. Un sound travolgente e freschissimo quello di Alessio, Mr. Nunzio Jamaika e Fabulous Carmelo, fatto di bollente rock'n'roll, bordate di garage punk suonato e sudato, blues autentico come il ricordo del whiskey ingurgitato a litri la sera prima, e scartavetrate di rancido noise. Tanti i gioielli, da segnalare perlomeno You, you & you, che inizia riesumando i Jasminshock per poi virare alla ricerca dell'anima dei Gun Club, voltando di tanto in tanto la testa; Lolita, grezza e sensuale come una scopata clandestina in un vicolo buio, e la scatenata Riskio's first time, con la chitarra che prima spara impazzita a 360° e poi lascia il primo piano a una sezione ritmica di scuola Chicago noise, leggi Touch'n'go. Mille i nomi citabili, da Jon Spencer & consorte ai Cramps, da David Yow, più Scratch Acid che Jesus Lizard, ai padri concittadini Uzeda: lungi dall'essere un'improbabile creatura frankensteiniana, come tante se ne vedono e se ne sentono in ogni dove, gli Ultravixen sono al contrario una macchina perfetta che distilla il nettare delle più interessanti musiche degli ultimi vent'anni e ci prepara una bella pera per Sua Tossicodipendenza il Rock'n'Roll. Lui gode soddisfatto, noi non possiamo che fare altrettanto.
SentireAscoltare Stefano Pifferi Blues suonato con nerbo noise e acidità rock'n'roll come non se ne sentiva da tempo. Dopotutto non di pivellini si tratta, dato che i tre UltraviXen -- Alessio (chitarra, theremin, voce), Mr. Nunzio Jamaika (basso, voce) e "Fabulous" Carmelo (batteria e cori) -- erano parte integrante di quella "Catania come Seattle" con Jasminshock e Jerica's. Montatura giornalistica fino ad un certo punto, viste le release rumorose piovute dall'Etna e dintorni ai bei tempi e a quelle che continuano a vedere il sole (il sole?) sul versante orientale della Sicilia. Avorio Erotic Movie non disattende le premesse gettate anni addietro. Diretto, incompromissorio, sudato; vestito di pelle e borchie; irriverente e spasmodico; in parti uguali r'n'r, wave e post-punk, ma sempre e comunque illuridito da una patina grassa di noise come se ne produceva nel periodo aureo del Lower East Side, a occhio e croce un milione di anni fa. Il blues, si diceva. Di quello che puzza di piscio come il budello che immetteva al Cbgb's. Di quello che Boss Hog o la prima Blues Explosion si divertivano a stuprare e/o a riempire di merda prima di servirlo alle proprie audience. Proprio quel blues che sottostava ad ogni pezzo dei Jesus Lizard o che era contenuto in nuce all'intera produzione dei Pussy Galore. Non c'è sicuramente miglior modo per omaggiare Russ Meyer e festeggiare i 30 anni esatti dell'uscita di Beneath The Valley of UltraviXen!
Komakino Paolo Miceli Ok, personally when mr. Wallace rec passed me this promo my imaginery flown beneath the valley of ultraRusschicks,- i also had a whole zipped folder full of pictures to check, then, and i thought finally Wallace rec understood what makes business in Music... but, You know what? i've been punk'd!! No flaming babes, no blasting wow-esque silhouettes and leather boots at all!!! That's not fair man, - You can't play like that with my feelings. Well, - these three hairy big guys from Sicily, Italy, play with 90s punk'n'roll music and related rules of dirty, somehow noisy, blues and voodoo, - and if Jasminshock's name doesn't sound all that new to Your ears, well, You will recognize for sure Vonsik's guitar style here, chorus-effect filled, such so post-punk (Tokyo's Train). Sort of Scratch Acid (Lolita) singing for In The Red rec, but with some roots into Louisville's (- renamed Noiseville, ages ago) postwhatever sound of 90's (Nera): i mean, Ultravixen don't have boobs and neithern the subversive strenght of the above mentioned legends (actually, David Yow doesn't have boobs too), btw, under the well known sun of this psychotic rancid formula, They are on the right path for the rock explosion They're looking for, i.e. thanks to something like bit bluff ending.
Ok, personalmente quando mr. Wallace rec mi ha passato questo promo, il mio immaginario era volato beneath the valley of ultraRusschicks, - poi avevo anche un file zip pieno di foto da vedere, - e mi sono detto 'giornata risolta! E finalmente la Wallace ha capito come fare il business..'.. invece cosa? Fregato! Niente pupe fiammanti, siluette da infarto o stivali in pelle!! Mica è giusto, - mica si può giocare così con i sentimenti della gente. Bene, - questi tre pelosi maschioni siculi suonano invece del punk'n'roll di gusto anni 90, con le relative regole della sporcizia musicale, - in qualche modo rumorosi, blues e voodoo, - e se il nome dei Jasminshock Vi suona abbastanza familiare, non mancherete di riconoscere qui lo stile della chitarra di Vonsik, pieno di effetto chorus e così tanto postpunk (Tokyo's Train). Sorta di Scratch Acid (Lolita) che firmano per la In The Red rec, ma con qualche radice nel postqualunquecosa del sound 90s di Louisville (Noiseville, la chiamavano allora..), cioè Nera: mi spiego, gli Ultravixen non hanno le tette e nemmeno la forza sovversiva delle sopra citate legende (e in effetti, nemmeno David Yow avrà due coppe), ma, sotto il ben noto sole di questa psicotica rancida formula, i tre sono sulla strada giusta per l'esplosione rock che stanno cercando, - ad esempio grazie alla chiusura di bit bluff.
SodapopAndrea FerrarisNo, amici niente tettone all'orizzone, anzi, banane au go-go, ma non quelle che lucidate guardandovi film di Meyer, bensì quelle che accoppiate con giubbotto di pelle e palla da booling fanno automaticamente rockenrolla.Ricordate Catania? Pensavate che finito il noise ed il post rock e dopo che il circo aveva lasciato la città si fosse portato via tutti i freak della zona? Sbagliavate, infatti negli Ultravixen oltre a qualcuno dei Jerica's mi pare che ci sia batteria e chitarra dei Jasminshock e per quanto distanti dall'esperienza precedente direi che reta ancora qualche scoria grazie a cui è facile capire da dove vengano i tre. Qualche segno da stagione noise/post-rock figlio di Brainiac, Slint o Albini rimane e non è neanche un male dato che li differenzia dal 90% dei gruppi rockenrolla con dadi fiamme tatuate sulle braccia e che suonano uno identico all'altro. Quindi ritornando ad Avorio Erotic Movie dicevamo rock'n'roll garage con scorie Touch and Go e suono con tutti i crismi delle grandi occasioni dato che il disco è registrato da Pippo Baresi e masterizzato da Bob Weston a Chicago. Divertenti e con un gran tiro, vintage ma non troppo, retrò ed anzi, proprio diversi grazie al loro background, ballabili persino per Fonzarelli e Pinky Tuscadero, ma fini quel tanto che basta per non suonare troppo datati. Un disco suonato e prodotto con molta perizia, diciamo che la sua intelligenza tutto sommato è proprio il fatto di non voler essere diverso da ciò che è, ovvero un lavoro fatto per rendere live (per quel che ricordo i Jasminshock erano un buon gruppo dal vivo) e per fare divertire tre catanesi cresciuti fra rock indipendente, noise e musica che come direbbe Giorcelli "fa sudare".L’isola che non c’era Simone Fratti Sono tempi rock'n'roll, e gli Ultravixen ne sono la prova conferma. Escono con un disco, Avorio Erotic Movie, tagliente, diretto e senza mezze misure, testimonianza che il garage rock è ancora vivo e il suo virus è in mezzo a noi. I componenti di questa band provengono da due gruppi già affermati e navigati nella scena rock indipendente italiana, gli Jasminsho e gli Jerica's, e formano un power trio indemoniato, irrispettoso e frenetico, paragonabile come attitudine ai Fu Manchu e a John Spencer Blues Explosion. Sotto chitarre taglienti, voci distorte, batterie sudate e bassi violentati volano come dei fulmini le nove tracce del disco, che appare già ad un primo ascolto assolutamente coerente e ricco di personalità, una personalità che è cuore, urgenza e violenza espressiva. Il sound grezzo e sporco lascia da parte gli ascolti in macchina per distrarre dal traffico: quella degli Ultravixen non è il gradevole sottofondo da inserire nei momenti più romantici, ma la colonna sonora di notti brave, dissacranti e selvagge. Fra le tracce migliori possiamo citare You, You & you, Bit Bluff e Love Factory (I'm not a toy Boy), tre brani ricalcano alla perfezione lo stile Ultravixen, una forma sicuramente non innovativa, ma reinterpretata e fatta propria con personalità. In chiusura una curiosità da non tralasciare: il nome della band proviene, con ogni probabilità, dal titolo di un film culto degli anni sessanta, "Beneath the Valley of the Ultravixens", del registra underground Russ Meyer.
Audiodrome Giampaolo Cristofaro Canzoni d'amore: così definiscono i pezzi di Avorio Erotic Movie gli stessi Ultravixen. Certo, sono canzoni d'amore un po' ruvide, aspre, hardcore. Ok, forse non sono proprio canzoni d'amore canoniche, ma di sicuro un distillato di sapori wave/post punk dal passo pesante. Gli Ultravixen debuttano a Catania nel 2007, nell'ambito di un festival e della dimensione live che li vedrà protagonisti - prima ancora che abbiano pubblicato alcunché - tra Italia e Europa varia. È sul campo, quindi, che prende forma il disco che da qualche giorno la Wallace ha affidato ai negozi, registrato nel febbraio del 2008 in uno studio molto d.i.y. in provincia di Catania assieme a Pippo Barresi e Fabio Magistrali. Alessio (chitarra, theremin e voce), Mr Nunzio Jamaika (basso e voce) e "Fabulous" Carmelo (batteria, cori) dimostrano immediatamente con "You, You & You" di padroneggiare anche generi laterali al blocco centrale new wave, rimpolpando il suono con evidenti strascichi blues e garage, sguaiati e lerci al punto giusto. Microcitazione di "Satisfaction" nei secondi iniziali del rockabilly/noise di "The Akille's Hell", torrenziale geometria Devo per due minuti in "Bit Bluff", dopo i quali il brano s'infuria per quietarsi con un riffaccio su ritmica math. Oscuro velluto dark, invece, per "Bunny Love Is Dead". Blues/garage alla John Spencer "Tokyo's Train", con staffilate post-core a chiarire una volta di più l'ardore e il sudore insiti in ogni nota, con "Lolita" che si contorce sostanzialmente sulle stesse coordinate. "Riskio's First Time" è distillato di Stooges al doppio della velocità, "Nera" caracolla facendo sua l'ombra di un carro armato e il suono più metal del disco, mentre il cerchio si chiude con "Love Factory", altro blues vorticoso come la traccia iniziale.
Music on Tnt Loris Gualdi Proprio ultimamente ho avuto la possibilità di riscoprire uno dei registri maggiormente sopravvalutati del cinema underground degli anni sessanta-settanta, tal Russ Meyer e le sue “ipertettute” Vixen. Dopo molti anni, un trio di musicisti catanesi ha deciso di omaggiare Meyer, depositando alla Siae il nome di una neonata band: Ultravixen. L’ensamble musicale darà alle stampe “Avorio erotic movie” proprio con l’inizio del nuovo anno; l’album, ascoltato in anteprima, sembra far trapelare striature garage-punk e sporco r’n’r, attraverso le liriche di Alessio Edy Grasso, voce e chitarra del trio. Il debut album si apre con la disturbata “You You You”, tra rock and roll old style e una sezione ritmica tendente al noise. Il groove iniziale evolve verso un sound grezzo e granuloso che ben si collega alla seguente “The akille’s hell”. Quest’ultima rappresenta l’essenza di un garage punk coinvolgente ed eruttivo, molto vicino alle sonorità dei Fu Manchu, come confermano la sudicia e tirata “Bit Bluff” e la trainante “Lolita”, brano che forse meglio sintetizza l’essenza degli Ultravixen. Non mancano inoltre accenni post-grunge come in “Bunny love is dead”, tanto catartica e ciclotimia, quanto ironicamente bislacca. “Avorio erotic movie” appare sin dal primo ascolto un disco difficilmente inquadrabile, ma senza dubbio piacevole per estro e brama d’espressione.
Il Tirreno Guido Siliotto Ancora un altro gruppo che omaggia il più celebrato tra i registi indipendenti americani, quel Russ Meyer la cui nota passione era filmare formose ragazze, per lo più poco vestite, anche se poi le sue qualità d'artista erano ben più profonde, ma tant'è. Se poi aggiungiamo che il titolo di questo album d'esordio degli Ultravixen, nei negozi a gennaio, è “Avorio Erotic Movie”, diventa forte il sospetto di avere che fare con l'ennesima formazione che ama celebrare il connubio sesso e rock'n'roll. Poi guardiamo le biografie e scopriamo che il trio conta ex membri di Jerica's e Jasminshock. Allora la faccenda si complica, giacchè si tratta di due tra le più significative band catanesi in ambito post-rock e noise. Ecco svelato l'arcano: l'ascolto delle tracce che compongono questo lavoro chiarisce che sì, il blues più sporco, ritmato e venato di garage è la principale fonte d'ispirazione, ma il retaggio delle due band d'origine non si dimentica. Davvero una miscela intrigante, resa ancor più appetibile dall'ottima resa sonora, con l'aiuto anche di Bob Weston (Shellac). Un lavoro che sa essere potente ed aggressivo al punto giusto, specchio fedele delle travolgenti esibizioni live del terzetto.
Indieforbunny Carlo "fleo" Favero La Wallace Records dà alla luce l’album di debutto degli UltraviXen, un lavoro energico e spudorato. Il trio violenta un Elvis sovrappeso e alcolizzato, carpendone l’anima e creando brani noise con un’impostazione rock ‘n’ roll ma votato alla decadenza: ricostruiscono un sound fregandosene degli stereotipi e anzi giocandoci in modo spregiudicato per generare degli agglomerati di rabbia-potenza-distorsione. Un rock ‘n’ roll morto e risorto, risvegliatosi mutante e lontano dalle luci del palcoscenico, più a suo agio avvolto in un frastuono di buio, fumo e alcol. Tipi sospetti che disgregano riffs ‘catchy’, orecchiabili per abitudine, con il consapevole martello del tempo che passa. Sono i lamenti segreti di una musica reietta e degradata che suona in solitudine pensando tanto poco alle conseguenze quanto alle cause: vomitando rumori del passato riconoscibili ma molto diversi. Si sa: non ha lo stesso sapore di quando è stato ingerito. E infatti la musica degli UltraviXen non fa lo stesso effetto del tipo di musica in cui affonda le radici, non fa venire in mente coppie di ragazzi che se la spassano ballando. Evoca invece immagini di persone che sono arrivate al punto di non interessarsi più a nulla di particolare, non conoscono il divertimento come non conoscono la curiosità, non più. Uccidere morire bere distruggere: non cambia nulla perché tutto è già cambiato a sufficienza da sembrare immutato. Credete che tutto sia già stato fatto, già stato detto, già stato suonato? Proviamo a rifare tutto di nuovo, per l’ennesima volta, ancora e ancora e ancora e ancora. Ad ogni passaggio si perde e si guadagna qualcosa. Gli UltraviXen l’hanno fatto. Sentite cosa ne è uscito.
RockLab Daniele Guasco Prendere il nome del gruppo da quello che ritengo essere uno dei film migliori di Russ Meyer è un modo, per quanto mi riguarda, di partire col piede giusto ancora prima di inserire il cd nello stereo. 'Avorio Erotic Movie' spicca, per prima cosa, per l’energia che gli Ultravixen riescono a infondere alla loro musica - un’agilità sonora notevole in cui spicca lo splendido nervosismo della note partorite dalla chitarra - ma che non convince pienamente nelle parti vocali che in alcune occasioni sembrano eccessivamente impostate rispetto alla libertà di cui godono gli strumenti. Questo non va però a toccare il valore dell’album, contenitore di un rock genuino e convincente, ottimo per la capacità di impressionare e coinvolgere pur rimanendo su territori abbastanza classici, un rock ruvido e per certi versi tradizionalista, particolarmente nel ritmo delle canzoni. A colpire piacevolmente già dal primo brano sono principalmente le frequenti variazioni di registro dei brani, capaci di mutare spesso con sostanziosi cambi imprevisti e vorticosi che danno una fresca vitalità all’ascolto senza andare a intaccare l’ossatura delle singole composizioni. La lezione dei siculi Ultravixien è quella di non dimenticarsi comunque di attingere da impostazioni più recenti, math-rock in primis, e creare di fatto un disco fresco e piacevole, da ascoltare.
Sands Zine Alfredo Rastelli Pur avendo superato le cento produzioni ed aver girato tra i generi, tutti noi sappiamo bene che se siamo in cerca di buon noise-rock dobbiamo rivolgerci proprio all’etichetta di Mirko Spino che negli ultimi tempi, come tante altre volte in passato (vedi da ultimo, i dischi di Hell Demonio, Gerda, Agatha, Almandino Quite Deluxe), ci ha deliziato con svariate perle del genere. “Avorio erotic music” è un compendio delle musiche dello scorso decennio, opportunamente adattate, tagliate e cucine; l’iniziale you, you & you ci proietta tra Scratch Acid e i connazionali One Dimensional Man (influenza che ricorre più volte, vedi anche bunny love is dead e le bluesy tokyo’s train e love factory (i’m not a toyboy), potrebbe essere tranquillamente un potenziale hit), the akille’s hell ci riporta alla mente i compianti Man or Astroman?, big bluff e lolita riaggiornano Jesus Lizard (da notare nel primo pezzo una bellissima coda strumentale) e Rye Coalition; sempre bunny love is dead si apre e si chiude con un arpeggio post-hardcore (Slint e derivati), mentre nera si rivolege al pop e alla sensualità dei New Wet Kojak. L’originalità un po’ latita ma il talento per sopperire a questo c’è e si sente; bravi, cresceranno ancora.
Dagheisha.com
Roberto MichielettoNati lo scorso anno dall’incontro di tre musicisti provenienti dalle passate esperienze a nome Jasminshock (conservo ottimi ricordi di loro) e Jerica’s, gli Ultravixen non mi hanno impressionato come mi sarei atteso. Che poi le cronache tramandate ai posteri riferiscano di performance esemplari e infuocate non mi è dato saperlo per esperienza diretta e quando avrò l’opportunità di appurarlo potrò capacitarmene, ma per il momento mi devo affidare a quanto ascoltato nelle nove tracce di ‘Avorio Erotic Movie’, lavoro di debutto masterizzato da Bob Weston degli Shellac. Al di là dei paragoni con tanti nomi (di indiscusso pregio e valore) che sono stati fatti e riferimenti a generi di solida reputazione e storia indimenticabile, direi che si potrebbe anche semplificare il tutto (dovendo spiegare come suonano Ultravixen) riferendoci a un’altra band nostrana, ovvero i One Dimensional Man. Se prendete quanto fatto da ODM nel corso della carriera, che ha saputo attraversare - in modi diversi e fasi distinte - le materie noise rock, garage, post punk, rock’n’roll, blues e indie a cui si fa riferimento, ritroverete molto di quanto ora proposto dal terzetto siciliano. Non abbastanza incendiari per far detonare i brani come gli stessi meriterebbero per ottenere una valutazione superiore alla sufficienza.
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Thursday, November 15, 2007
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15 nov 2007
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ULTRAVIXEN micro-intervista

Parlateci un po' di "You, You and You", il brano che abbiamo trasmesso.
"You, You and You" è la prima cosa che abbiamo suonato insieme, pensavamo addirittura di chiamare la band così… Rappresenta molto il sentimento substrato di UltraviXen. Parla di un uomo, che dopo qualche anno di oblio torna sulla scena e con atteggiamento di sfida parla ad un pubblico composto da tutte le Persone che hanno contribuito all'oblio… E' una sorta di "sboronissima" rivincita… "You don't believe to find me on the stage… Instead look me I singing with my band!!!"
Cosa provate quando pisciate subito dopo un concerto?
(Alessio) Generalmente piscio nel boccale di birra posato sul tavolo dall'ispettore SIAE. (Jamaika) La stessa cosa di quando piscio prima del concerto. (Carmelo) …Cazzo quanto sono ubriaco…
Salutate gli amici di LupOnAir!
Due parole? Rock and roll! Siamo sempre in tour, stay tuned on www.myspace.com/ultravixenband.
da http://www.myspace.com/luponair | ..>
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