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Christabel Dreams



Last Updated: 12/21/2009

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Status: Single
State: Roma
Country: IT
Signup Date: 5/22/2007

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August 16, 2009 - Sunday 

Current mood:  pleased
(seguono in ordine cronologico)

Rockerilla
www.rockerilla.com

Primo Ep ufficiale per la band capitolina dopo 4 anni spesi a giocarsi il ruolo di primordine nella scena italica post-punk e gothic wave. Consacrazione avvenuta durante il Fano Moonlight Festival, vero catalizzatore di attenzione critica, nostalgica e incuriosita. "Losing You" si presenta come un prologo vintage (da audiocassetta) decadente e tipico della wave 80s, chitarre languide basso e acustica. "Guilt Persistant" unisce con ago e filo i due mondi musicali, simbiosi e alchimia di buon livello con virate punk, "Don't Step On The Momeraths" calpesta decisamente la wave, il suono così viscerale e lienare smuove l'amputazione punk confessando il proprio istinto dark. "Lies" volteggia a mezz'aria per cascare sulle torrette di un castello abbandonato: "The Broken Toy", il "giocattolo" di un tempo.

Matteo Chamey

Guts Of Darkness

www.gutsofdarkness.com

Le premier mini des Italiens de Christabel Dreams s'était révélé prometteur mais là, pas à dire, ils ont placé la barre plus haut encore. L'instrumental 'Losing you' pourrait tromper de par ses atmosphères très cold wave mélancolique car 'Guilt persistant' attaque sur des bases nettement plus post punk goth. Globalement, le disque est plus pêchu et agressif que son prédécesseur sans perdre une efficacité mélodique qui est ici décuplée. Moins d'assurance tranquille mais une émotion plus marquée avec des titres qui ont tout pour faire un malheur dans les soirées goths ('Guilt persistant', 'Lies'). Le titre éponyme clôt l'album par des ambiances qui m'évoquent beaucoup Pink turns Blue; les tonalités tristes presque pop du chant de Christian Gatti ont quelque chose de très séduisant et démontrent que notre homme a une palette assez large d'intonations à faire valoir. Cet enregistrement confirme le potentiel de Christabel Dreams et le souhait d'un album longue durée commence à se faire sentir. (vendredi 11 septembre 2009)

Twilight

Prendendo in mano questo demo si ha la sensazione di un album fatto e finito, girandolo si capisce poi dai cinque brani presenti che non lo è, bootleg e grafica sono comunque degne di un’uscita discografica..
Il disco presenta alcune pecche stilistiche rispetto alla versione live del gruppo che ho avuto il piacere di ascoltare al Fano Moonlight Festival, e che, posso senza ombra di dubbio definire il gruppo rivelazione tra i giovani.
Tornando al disco, dopo l’intro “Losing You” si entra in un’atmosfera molto particolare, con “Guilt Persistant“ ,”Don’t step on the momeraths”, “Lies” e “The Broken Toy”, si ha la sensazione di essere avvolti da questo Gothic Rock a metà tra Vendemmian e Sad lovers and giants..
Le note positive sono parecchie, su tutte c’è da dire che nessuna delle tracce seppur assomigliando stilisticamente a quelle di alcuni mostri sacri sopra citati, ne riprende le sonorità in pieno, ma bensì fa degli stessi C.D. quel suono.
Basso avvolgente, chitarra e voce graffianti a tratti ma predominanti su tutti e cinque i brani, la batteria non è affatto male, ma quella della versione live rende molto di più.
Aspettiamo infatti l’uscita del nuovo album, magari con qualche brano dal vivo!

Stefano Rassu – Tot en Tanz

Rosa Selvaggia
www.rosaselvaggia.com

Avevo già recensito positivamente il demo d’esordio di questo nuovo terzetto romano, dedito ad una pregevole dark-wave fra Sad Lovers & Giants e Cure. I nostri tornano ora con un EP autoprodotto ufficiale, stampato e registrato professionalmente. Dopo l’intro “Losing You” si entra nel vivo con “Guilt Persistant”, ed il cambio stilistico rispetto al CD precedente è evidente: un gothic rock molto aggressivo e d’impatto, suonato peraltro benissimo e senza scimmiottare nessuno dei mostri sacri del genere. Sulla stessa linea si muovono anche le successive “Don’t Step On The Momeraths” e “Lies”, sempre con un basso corposo e chitarre sferzanti a fare da padroni, mentre la title-track in chiusura è una lenta ballata d’atmosfera. Un lavoro davvero pregevole e già di alto livello per una band assolutamente promettente e pronta per un album a lunga durata.
 
Fabio Degiorgi


Mi sono accorto in ritardo di loro (l’omonimo promo l’ho ascoltato per la prima volta solo alcune settimane or sono), per fortuna ho recuperate in fretta il tempo perduto (del quale sono sempre alla ricerca…). Il trio romano (originariamente un quartetto) si propone in un austerissimo dark ottantiano ma, come i miei corregionali Moth’s Tales (che coincidenza, pure loro rimasti in tre…) non cedono alle lusinghe che hanno reso grandi Interpol, Editors ed ultimamente i meritevoli White Lies. Un sound spartanissimo, ossa ripulite con cura dalla carne e dal sangue, con un basso che ti trapana lo sterno e ti frantuma le costole, un cantato epico che si arrampica con coraggio sul muro di cocci eretto dalla chitarra (“Guilt persistant”), rievocando i fantasmi dei primi The Cure addentratisi nel fondo della foresta (“The broken toy”), ma pure concedendoci porzioni di grazia decadente e melancholica che suggellò i capolavori firmati Associates (“Don’t step on the Momeraths”), indulgendo a tratti sui ricami tanto cari ai gemelli Cocteau. Senza per questo apparire derivativi o meri esecutori di arie fritte. Bravi i CD, che pure nella cura della confezione dimostrano quanto chiare siano le loro idee!

Hadrianus

Erba Della Strega
www.erbadellastrega.it

Tempo fa parlavamo con un amico riguardo l'atteggiamento lamentoso di molte nuove bands. Di quelle che si lamentano perchè non trovano nessuna label per stampare un disco. E dicevamo che l'unica cosa da fare, oggi, è investire di tasca propria, registrare il disco, stamparne un migliaio di copie e darsi da fare. Con un prodotto valido tra le mani. Ecco, quando ho messo per la prima volta il nuovo lavoro dei Christabel Dreams, ho pensato subito "...azz, come loro!!!". La band capitolina, dopo un demo d'esordio promettente, non è restata con le mani in mano. Si è tirata su le maniche, ha messo mani al portafogli e ha dato alle stampe uno dei lavori più belli usciti negli ultimi anni, non solo in italia. Cinque tracce di Darkwave chitarristica di pregevole fattura, che funzionano alla perfezione come un ingranaggio appena oliato. La prima cosa che salta all'orecchio appena parte l'opener strumentale "losing You" è la produzione. ECCELLENTE! Gli Wolf Studios capitolini sono ormai un punto di riferimento fondamentale per la scena Dark Romana e non solo. Ascoltando i lavori di suoni e produzione su questo album vi spiega il perchè. Ma passiamo alla musica, vero nocciolo di questo splendido mini. Come già detto, l'intro di Losing You apre le porte al sound Christabel Dreams, delicato e malinconico arpeggio per basso e chitarra, che dopo due minuti lascia spazio alla sfuriata postpunk di Guilt Persistant, vero e proprio assalto sonoro di matrice postpunk. Segue Don't Step on the Momeraths, splendida ballata dove basso e batteria tessono le trame rigide, lasciando la malinconia alla chitarra ed alla voce. Suggestiva. Lies è ballabile, brano da occhio umido-cielo grigio-vento tra i capelli e tanta voglia di rinascita e vendetta. Chiude l'album la delicatissima e dolcissima The Broken Toy, pezzo che dà il titolo all'album e che dà un colpo al cuore, tanto è alto il suo livello di emozionalità. Romantica e malinconica, si sviluppa in un crescendo emotivo micidiale, di quelli che venivano davvero bene solo ai Cure per intenderci. E non nascondo che quando la canzone finisce, l'unica cosa che vien voglia di fare è schiacciare play di nuovo... I Christabel Dreams non saranno di certo degli innovatori, ma sono ottimi interpreti di sonorità che amerei fossero più opresenti nella scena attuale, ormai satura di cose che con l'idea originale di Darkwave c'entrano ben poco. Fate vostro questo e.p. Non ve ne pentirete. E ringrazierete anche voi questa band per quello che ci regala.

Max 1334


August 5, 2009 - Wednesday 

Current mood:  fascinated
Un Grazie speciale che giunge soltanto adesso - d'altro canto riprendersi non è stato così immediato :) - a chi ha reso possibile l'evento, ad incominciare da Piero ed Annalisa, passando attraverso tutti coloro che hanno lavorato perchè questo festival riuscisse al meglio! Come band è stato bello ed emozionante esserci, calcare un palco di quelle dimensioni, dopo neanche due anni dal nostro esordio live, è stata una enorme soddisfazione! Ma al di là dell'averlo vissuto in prima linea, il Moonlight Festival ha rappresentato e rappresenta un evento di cui dobbiamo essere orgogliosi e che deve necessariamente.. fungere da altro tassello per una più ampia rivalutazione della nostra scena: anche qui il festival inteso come format di evento è possibile e ora che lo sappiamo basta esterofilia! Sappiamo che questa non paga ora che ci siamo divertiti in questi tre giorni! La musica, al di là dei Christabel Dreams che non spetta a me giudicare, è stata di alto livello! L'impianto, cosa da non trascurare, l'ha resa ancor più bella! Davvero ottima la resa del suono (che oserei definire impeccabile) e quindi un grazie, tra gli altri, a tutti i fonici lì presenti.

Aspettando la prossima edizione!

Ciao ;)

Emma
+CD+
July 7, 2009 - Tuesday 

Category: Music

Annuncio ufficialmente che il concerto dei Christabel Dreams previsto per il giorno Sabato 8 Agosto 2009 presso l'Indian Club di Pisa all'interno della rassegna 80Hz Wave Fest è stato cancellato dal calendario della band e conseguentement..e dal cartellone del festival per cause personali della band stessa e non dipendenti quindi dall'organizzazione della rassegna!

Mi scuso a nome della band per l'inconveniente dato agli organizzatori e con chi attendeva la nostra esibizione per quella sera! Colgo tuttavia l'occasione per ringraziare lo staff 80Hz e Ramon per la cordialità e la disponibilità concessaci nella speranza ci possa essere nuova opportunità in futuro di offrire la nostra presenza per nuove rassegne e/o serate in terra di Toscana!

Emma



June 8, 2009 - Monday 

Current mood:  calm
J'avais connu les formations italiennes plus déchirées; au contraire, les compositions de Christabel dreams semblent empreintes d'une assurance tranquille. S'il émane d'elles une forme de tristesse qu'on trouve dans la cold wave, elles dégagent également une force organique plus typique du post punk, notamment de par une rythmique roulante. On les croirait presque tranquilles, ces quatre chansons, et pourtant derrière ce masque, on sent bien la blessure mais pas celle qui s'apitoie, celle qui relève la tête et plonge son regard au plus profond de l'horizon. Le chant de Christian Gatti y est pour beaucoup dans cette impression de force, les guitares assurant la touche un peu froide du son tandis que la basse bétonne le fond. Pas mal du tout pour un premier essai, on sent que les structures ont été soigneusement travaillés sans perdre une forme d'immédiateté. Ce disque est pourtant de ceux qui sont assez riches pour mériter plusieurs écoutes; pas de tube immédiat mais des chansons profondes ('Candles light') qui ne se dévoilent vraiment qu'à qui veut bien les découvrir.

Twilight

english translation follows:



:Ritual:

 


HERZ UND GEIST nr 6-7

  www.myspace.com/herzundgeist

 
Ecco arrivare dalla città eterna una nuova sorpresa, almeno per la sottoscritta, della scena dark wave. Ho scoperto solo ora i Christabel Dreams ma in realtà essi son già attivi dal 2005. Questo loro primo demo omonimo, prodotto da Gianmarco Bellumori, mi ha piacevolmente stupita. Raramente in questo genere ormai saturo si trovano gruppi con certe influenze new wave così autentiche, che spaziano tra le band storiche del genere. Il gruppo formato da Christian Gatti alla voce, Federico Viola alla chitarra ed Emmanuele Viola al basso, è stato capace di creare melodie intrise di sentimento e passione e ciò si percepisce appena ci inoltriamo nell'ascolto del demo. Da annotare che in esso è presente l'apporto di un batterista ora fuoriuscito dalla formazione che si avvale attualmente dell'aiuto della drum machine. Ma passiamo all'ascolto: apre il demo "Life That Never Was" che si fa strada tra sonorità potenti e malinconiche, peculiarità questa, che ci rimanda ai grandi Chameleons. La profonda "Julia And The Alien" è sospinta da un bel basso in evidenza e da delicate chitarre arpeggiate che raggiungono il loro culmine nella parte finale, dove la sezione ritmica cresce armoniosamente. La sognante "Sheila in The Daylight" è ricco di una affascinante vena poetica che mi ha rimembrato a tratti, le migliori ballate dei primi U2. Compito di chiusura spetta a "The Candles Light" tinta dei colori dell'autunno e nella quale balenano particolari sentimenti di nostalgia e introspezione che possono esser presenti in un disco come "Seventeen Seconds" se proprio dobbiamo fare un paragone. Complimenti ai Christabel Dreams dunque, son convinta che riusciranno sicuramente a crearsi un nome nella scena, a crescer sempre più artisticamente e fare breccia negli ascoltatori che hanno un particolare fiuto per ciò che davvero vale. La musica creata con cuore e semplicità è ormai sempre più rara in un ambiente dove conta sempre più l'apparenza e poco la sostanza. (…)

 
Shantell

 

 
ASCENSION MAGAZINE nr 17

  www.myspace.com/ascensionmagazine

 

Non è una novità che la musica più bella è spesso quella che arriva dagli angoli più bui e sconosciuti delle grandi realtà metropolitane. Si mette su un gruppo, ci si arma di passione e (come in fondo credo abbiano cominciato tutti) si corre in sala prove nelle ore serali o la domenica pomeriggio.

"Le cose migliori nascono dalle idee semplici" sta ormai diventando il mio motto del 2007… E' una verità assoluta, non un punto di vista.

Ma basta con le introduzioni (scusatemi se a volte mi…perdo!) e passiamo alla musica…Che questa band capitolina porti nel cuore l'amore per il post-punk melodico inglese di inizio anni ottanta si sente sin dal primo giro di basso della deliziosa "Life That Never Was". Melodie perfette, ritmiche solide, voce e chitarra oltremodo "passionali". Chi ha nel cuore gente come Sound, Sad Lovers & Giants, And Also The Trees e The Cure non potrebbe volere di meglio. Suoni antichi, ma ancora prelibati e soprattutto "emozionanti".

"Life That Never Was" è il mio brano preferito: rabbia romantica allo stato puro, un crescendo di romanticismo epico e nostalgica misantropia.

Il secondo pezzo, "Julia And The Alien", cerca invece di raggiungere il cuore dell'ascoltatore percorrendo strade diverse. Le ritmiche sono più cadenzate, gli arpeggi di chitarra prevalgono sul "corpo" del basso, le atmosfere sono meno disperate ma più notturne. Gli anni ottanta rimangono ancora una delle principali influenze della band, ma in maniera diversa. Anche in questo caso un pezzo comunque molto "rabbioso" con un finale esplosivo che definirei "il brano perfetto per chiudere i bis di un concerto".

Meno fulminanti (ma pur sempre belle canzoni) le rimanenti "Sheila In The Daylight" e " The Candles Light"; dove il gruppo suscita uguali emozioni ma che forse "peccano" di meno personalità.

Se vi piace la guitar-wave darkeggiante degli anni ottanta oppure certi risvolti retrò di artisti come Interpol e Editors, sono certo che i Christabel Dreams saranno per voi un ascolto più che piacevole come lo sono stati per me.

 
Alex Daniele

 

 

ERBA DELLA STREGA

  www.erbadellastrega.it

 
Inutile negarlo. Nel postpunk è stato fatto praticamente tutto. Almeno 25 anni fa. E ogni speranza di trovare un gruppo che propone questo genere in modo originale è vana tanto quanto attendere un nuovo disco dei Sisters Of Mercy. Però c'è modo e modo di riproporre certe sonorità. C'è chi lo fa con stile, chi meramente scopiazzando, chi buttandoci dentro tutta l'anima e la passione che ha in corpo, costi quel che costi. I capitolini Christabel Dreams fanno parte di quest'ultima categoria, e se le canzoni qui presenti non brillano di originalità e non passeranno alla storia, di certo è lodevole l'amore per il genere dimostrato nella stesura e nell'interpretazione di questi brani. Le quattro tracce scorrono via piacevoli, a partire dall'opener Life That Never Was, che paga il giusto pegno a Chameleons e co, proseguendo per Julia and the Alien, in odore Sad Lovers, la carinissima Sheila in the Daylight, dove c'è di tutto, dai Sound alle aperture melodiche con incedere vagamente epico nel finale dei primissimi u2 e per me è sempre un enorme piacere sentire cose simili. Chiude il lavoro la sognante e malinconica the Candles Light, dal sapore Smithiano (uno che nel bene e nel male ha fatto scuola, non dimentichiamocelo) che chiude degnamente un lavoro piacevole e ben fatto. Un lavoro di suoni che non ci son più. Un lavoro di suoni che vorrei ci fossero ancora. Bravi.

 

Max1334

 

 

ROSA SELVAGGIA

 www.rosaselvaggia.com

 
Da Roma, ecco il demo d'esordio di questo nuovo progetto che si rifà alla new wave darkeggiante di Sad Lovers & Giants e Sound. Solo quattro brani ma fatti davvero come si deve, con una bella voce calda, una ritmica possente e le classiche chitarre arpeggiate con il chorus. Poco importa se il genere proposto non ha nulla di innovativo e rimanda direttamente a un certo suono degli anni '80, i C.D. possiedono una maturità che potrebbe portarli ad una posizione di tutto rispetto nel panorama della dark-wave italica. Bravi, continuate così!

 

Fabio Degiorgi

 

 

THE D SIDE

 www.thedside.it

 

  A testimonianza della validità di gothrock-bands italiche illuminiamo le scene ai Christabel Dreams, romani ed attivi dal 2005. Christian Gatti (vocals), Federico Viola (guitar), Emmanuele Viola (bass) ed Andrea Cruciani (drums) compongono un quadrato dai perimetri ardenti di ottimo fuoco artistico e cupi bagliori gothici. L'ensemble pur non appartenendo attualmente a nessuna privilegiata oligarchia nell'ambito underground,si muove in questo spazio con una certa mirabile autonomia. Influenzati visibilmente da contaminazioni post Sound-Sad Lovers & Giants-Lowlife, hanno impresso questa prova in quattro tracce di buona consistenza sonica registrata e mixata presso il Wolf Sudio by Gianmarco Bellumori dei More. La breve tracklist fa confluire inoltre, vivide manifestazioni darkrock, sculture sonore che riflettono i torbidi sogni, le nevrastenie e la passione per il concetto del decadente. "Life that never was" esordisce con un bel giro di basso che crea la base di appoggio per un drumming rock-style, ove la chitarra di accompagnamento tratteggia il percorso vocale di Christian. Il refrain è di gran presa. Condivido la scelta acustica intrapresa dalla band, tuttavia l'introduzione di una keyboard avrebbe donato valore aggiunto ad una song dalle potenzialità indiscutibili. Un dialogo guitar-bass introduce "Julia and the Alien", eccellente brano che sfoggia tutta la verve strumentale di cui la band dispone. Vocals evocativi che avranno comunque necessità di affinazione ulteriore, riescono tuttavia a sostenere un ruolo dominante e non privo di personalità. Guitar noise dilatato, sfrenate corse percussive ed irrequiete atmosfere edificano una traccia del tutto priva di lungaggini e sterili esercizi. L'intro di "Sheila in the Daylight" rimanda a certune sonorità dei Modern English: la song è realmente bella, appassionata. Abbaglia l'anima attraverso nostalgici riflessi post punk e struggevolezza che nulla concede alla banalità. Non saremo mai disposti a perdonare ai CD l'omissione di una futura version della stessa, arricchita però da arrangiamenti più curati e degni di una song dal portamento così solenne, dove i meravilgliosi vocalizzi affidati al singer accentuano lo charme composito riflesso da bass line pulsante e guitar che duella con rullanti drum beats in crescendo. Ritengo questa traccia come fondamentale nelle referenze della title track. L'asse espressiva di "The candles light" converge verso manifestazioni goth rockeggianti, apponendo il sigillo risolutivo alla presentazione del demo disc. Abbiamo facoltà di considerare i CD come sorprendenti outsiders all'interno di un circuito sempre più pervaso da inservibili schiamazzi, poca fantasia ed altrettanta scarsa intenzione di progredire. Meritano una label che li sappia valorizzare appieno, esaltandone e supportando le tangibili qualità salienti ricolme di buona conoscenza della tecnica sonora e ragguardevole spessore artistico. Che il tempo sia con loro.
Deponiamo nei Cristabel Dreams precise apettative. Il nostro terzo occhio li osserverà implacabile.

 

Maximox

 

VERSACRUM
www.versacrum.com

 
Indubbiamente, il mini cd dei Christabel Dreams nasce dall'amore che il quartetto romano ha per le sonorità gothic, post punk e wave british degli anni '80. Dunque inevitabili le influenze di Mission, Cure, Chameleon, Sad Lovers and Giants (senza scomodare i Joy Division), anche se in "The candles light" mi pare vibrino ricordi delle realtà coeve italiane. La ricerca di quel suono è talmente certosinamente ricercata e voluta (notevole in questo senso il lavoro "filologico" sulla chitarra e sulle parti vocali in "Sheila in the daylight") che forse i quattro pezzi presentati sono troppo pochi per farci superare la sensazione inevitabile di forte derivatività. Di sicuro ben suonato e ben prodotto (quest'ultima cosa elemento davvero non scontato), ma attendiamo i Christabel Dreams sulla lunga durata, in un full lenght di maggiore respiro. E date le capacità, sicuramente troveranno chi darà loro la possibilità.

 

Manfred




 

 
March 9, 2009 - Monday 

Current mood:  satisfied

Volevamo spendere due parole in merito alla serata presso il Cellar Theory di Napoli che ci ha ospitato lo scorso sabato: grazie di cuore a tutti i presenti per l'attenzione e l'interesse manifestato verso la nostra musica! Grazie inoltre a tutti coloro con i quali ci siamo intrattenuti in piacevoli conversazioni - musicali e non - prima e dopo lo spettacolo! Grazie a Christina e Pierluigi (a quest'ultimo andrebbe un titolo onorifico per essersi prodigato - è dire poco! - in funzione della nostra PIACEVOLISSIMA permanenza!) i quali hanno reso possibile l'evento! Da porre in evidenza, infine, le splendide selezioni a seguire il nostro live!

Arrivederci presto!

+cd+