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July 8, 2009 - Wednesday
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LA MORTE DI JACKSON
Intervista
all'attrice, che aveva girato con lui un corto per Disneyland. "Lo
avevo rivisto un mese fa, mi disse che gli avevano rubato un sogno. E'
morto di crepacuore" di SILVIA BIZIO
Il ricordo di Anjelica Huston "Un bambino sincero e fragile"
Anjelica Huston LOS
ANGELES - "Michael era come uno sciamano capace di penetrare nei tuoi
sogni. Un essere unico al mondo. E' morto di crepacuore". Così dice
Anjelica Huston, che nel 1986 aveva lavorato con Michael Jackson nel
cortometraggio in 3-D Captain Eo, diretto da Francis Ford Coppola e
realizzato per Disneyland e DisneyWorld. Un film in cui la Huston
interpretava una strega contro la quale Jackson, nel ruolo dell'eroe
del titolo, si batteva salvando l'umanità. L'attrice, 58 anni, figlia
del leggendario regista John Huston, aveva appena cominciato a
riprendersi dal dolore per la scomparsa, lo scorso dicembre, del
marito, lo scultore Robert Graham, quando ha saputo della morte di
Jackson. "Un altro terribile lutto - dice, raggiunta nella sua casa di
Venice - per lui nutrivo un affetto speciale."
Signora Huston, come ricorda Michael Jackson al tempo delle riprese di Captain Eo? "Ricordo
la prima volta che è arrivato sul set, alle cinque del mattino, era già
truccato, bellissimo, un po' androgino, vagamente alieno. Ero
strabiliata".
Lo conosceva già? "No, lo avevo visto solo sui
giornali o in tv. Ma di persona era diverso. Faceva impressione, in
senso positivo intendo. Il modo in cui lavorava, la sua professionalità..,
il perfezionismo con cui studiava ed eseguiva ogni coreografia e
canzone era ammirevole. Io dopo due ore di trucco cominciavo a
spazientirmi, lui non batteva ciglio. Mi prendeva la mano e mi calmava
subito".
A quel tempo Michael era una mega- superstar. Si notava? "Eccome!
Sul set disponeva di una gigantesca roulotte e veniva seguito da un
avvocato, dal manager e da guardie del corpo. Aveva il suo chef
personale, era come uno sceicco. Ogni giorno riceveva visite di star:
il primo giorno di riprese venne a trovarlo Sofia Loren, poi Elizabeth
Taylor e praticamente tutte le più grandi dive di quegli anni".
Diventaste amici? "Si.
Lui era molto dolce e timido. Mi invitava a pranzare nella sua
roulotte, dove si divertiva a guardare in tv i cartoni animati. Per
certi aspetti era, in effetti, come un bambino, cresciuto solo nel
fisico, un vero Peter Pan, introverso ma anche eccentrico,
elettrizzante, si caricava a mille davanti al pubblico".
Era bravo a recitare? "All'inizio
stentava a esprimere sentimenti come la rabbia, come se nel suo dna non
esistesse quel gene. Sapeva invece esprimere il dolore e la tenerezza.
Ricordo la mattina in cui, dopo una settimana di macchina da presa
rivolta su di me, avremmo dovuto girare le sue scene, ed ero irritata
perché aveva preteso che io, pur non essendo "in camera", recitassi le
mie battute completamente truccata e vestita da strega. Eppure, nel
momento in cui lui salì sulla piattaforma e cominciò a cantare e
ballare, il mio cuore iniziò a battere forte, mi vennero i brividi. Una
magia, una forza della natura. Un'esibizione di puro talento che non
avevo mai visto prima".
Lo aveva rivisto di recente? "Dopo
Captain Eo l'ho incontrato solo di rado... Ma, ironia della sorte, l'ho
visto circa un mese fa, per caso, nello studio del nostro dermatologo,
Arnie Klein. Ci siamo abbracciati e ci siamo rinchiusi in una delle
stanze dello studio a chiaccherare per un paio d'ore. Abbiamo parlato
di quanto si era sentito umiliato con l'accusa di molestie sessuali. E
del dispiacere per la perdita di Neverland, dove aveva vissuto tanti
anni".
Cosa le disse? "Ricordo le sue parole: 'Hanno rovinato
il mio sogno. Avevo questo sogno, magari infantile e sciocco, di un
luogo concepito per celebrare l'innocenza di quell'infanzia che non ho
mai avuto, e me l'hanno tolto. Io amo i bambini, non potrei mai fare
loro del male. Ho passato tutta la vita ad amarli e cercare di fare
cose buone per loro. Una diffamazione, quella di aver fatto dal male a
un minore, che mi spezza il cuore. Un dolore insostenibile, sono accuse
ingiuste e terribili...'. Mentre diceva queste cose si mise a piangere.
Lo strinsi tra le mie braccia. Era così magro e fragile..."
Le parlò dei progetti futuri? "Mi
disse che stava prepaparando i concerti di Londra. Gli dissi 'ti
consiglio di non cancellare nemmeno una serata, se no ti massacrano'.
Mi rispose 'lo so, per questo mi sto preparando al meglio, perché
altrimenti non avrò più speranze di tornare e di farmi amare'. Era
magro e pallido, ma con tutto il trucco che aveva, perfino per andare
dal dermatologo, non si capiva cosa ci fosse sotto. Una cosa posso
dire: si sentiva in lui tanto dolore per il passato e tanta ansia e
incertezza per il futuro".
Cosa crede che davvero abbia ucciso Michael Jackson? "Michael
aveva il cuore a pezzi. Per questo è morto. Certo, con l'autopsia
troveranno chissà quante cose, farmaci e così via. Ma la verità è che
gli hanno spezzato il cuore".
Che eredità lascia? "Michael ha
cambiato il mondo. Ha cambiato tutto nella vita degli afroamericani,
provando che non esiste barriera tra il bianco e il nero. Lui era
davvero sia bianco che nero. Ci sono stati altri come Elvis Presley, ma
mai come Michael Jackson. Aveva qualcosa di extraterrestre che nessun
altro aveva, e nessun altro avrà mai".
fonte: www.repubblica.it
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July 6, 2009 - Monday
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Arnie Klien è il dermatologo che dal 1984 aveva in cura il re del pop. Secondo alcune voci, sarebbe anche il padre biologico dei suoi due figli. "Io l'ho fatto diventare bianco perché era malato" di SILVIA BIZIO LOS ANGELES - "L'architetto del viso", come lo definisce la sua amica e paziente Jo Champa, il dermatologo più famoso di Hollywood, citato da Elizabeth Taylor, Carrie Fisher e Dolly Parton, è in questi giorni uno dei medici più ricercati del panorama mediatico che circonda la morte di Michael Jackson. Arnold Klein, per gli amici Arnie, uno dei fondatori di AmFar, professore della UCLA, pioniere del botox in America, è stato il primo a diagnosticare la vitiligine di Jacko, di cui è stato il medico curante dal 1984. Da allora è diventato suo grande amico, padrino del primo figlio, Michael Prince, anche se perfino la Cnn lo indica come "il padre biologico" dei due figli avuti con Debbie Rowe che Jackson conobbe proprio nel suo studio di cui era infermiera. Oggi Arnie Klein se ne sta recluso per sfuggire all'assalto di giornalisti e paparazzi che assediano la sua casa di Hancock Park e il suo studio di Beverly Hills dove nell'ultimo anno Michael Jackson andava anche due volte al mese per una visita medica. Martedì non andrà allo Staples Center. "Non voglio partecipare a una cosa che è diventata una follia collettiva". Quando vi siete conosciuti con Jackson? "Michael è diventato mio paziente nel 1984, e come tutti sanno aveva enormi problemi medici. Aveva la vitiligine. Io sono stato il primo a diagnosticarla e l'ho aiutato nel processo di sbiancamento della pelle, necessario per renderla più omogenea, senza chiazze. Ma dovevo avere a che fare con altri medici, e di molti di loro non mi fidavo affatto". Che vuol dire? "Quando uno come Michael ti racconta che c'era del personale negli altri studi medici che raccoglieva i peli che gli radevano non per buttarli via ma per venderli, sapevi che dovevi proteggerlo". Lei sapeva anche quello che i medici gli prescrivevano? "Prescrivere droghe come Diprivan, o Propofol, che servono per provocare anestesia generale, solo per far dormire qualcuno, è criminale. Ero il suo medico ma sono diventato suo amico proprio perché cercavo di proteggerlo. E con Michael ho alcuni dei ricordi più belli della mia vita". Per esempio? "Mi ricordo una volta a Roma, al Majestic, con Michael che firmava gli asciugamani e poi li buttava dal balcone alla folla sotto per farla felice. O una notte a Parigi a Eurodisney con il figlio di Charlie Chaplin: il parco era chiuso e loro due si rincorrevano, uno con la camminata di Charlie Chaplin, l'altro con il "moonwalk". Adorava andare a Disneyland, ci sarebbe andato tutti i giorni. Quest'uomo non ha mai avuto un'infanzia, non è mai cresciuto". Lei ha detto di non aver mai creduto alle accuse che gli erano state fatte di pedofolia. "Nemmeno un secondo. Michael amava i bambini. E infatti il primo bambino che lo aveva accusato di molestie ha poi ammesso che era un'invenzione del padre che voleva scrivere una sceneggiatura... Tutti i bambini vogliono dormire a letto con i genitori. Michael glielo faceva fare". Lei è il padrino di uno dei suoi figli? "Non sono il padre, se è questo che vuol sapere". No, il padrino... "Ah, sì e Macauley Culkin è il padrino della bimba. E sono i bambini più carini che io abbia mai conosciuto. Perché Michael li copriva coi veli? Non voleva farli riconoscere, lo faceva per proteggerli, non per altri motivi. Sono bambini educati e intelligenti. Il grande legge già libri scientifici; Paris ha molto talento, potrebbe diventare una grande ballerina. Lo diceva anche Michael". Lei aveva approvato la scelta di Jackson di diventare padre? "Sì perché era la cosa che più desiderava al mondo. Ho appena rivisto Debbie e pur non conoscendo le sue intenzioni l'unica cosa che le ho chiesto è di trattare bene i bambini in futuro". Pensa che sia sincera quando dice che ora rivuole i figli? "Che Debbie prenda i bambini o meno, ha tutti i diritti di partecipare alla loro crescita e educazione". C'è qualcosa che non le piace dello spettacolo mediatico di questi giorni? "Mi irrita sentir parlare personaggi come il reverendo Al Sharpton e Jesse Jackson, tutta gente che prima diceva cose terribili alle sue spalle, tant'è vero che Michael non voleva più vederli. Ora invece stanno tutti intorno al padre Joe, per farsi pubblicità". Cosa ricorda del rapporto di Michael con i fratelli che ha escluso dal testamento, per esempio LaToya o Janet? "Non l'ho mai visto con la sua famiglia. So che parlava molto con Janet, l'amava molto, Janet deve molto a lui, e amava molto la madre. Non posso parlare del suo rapporto con suo padre, perché suo padre lo prendeva sempre in giro, da quando era piccolo. Io dico, se hai un tesoro in famiglia, perché prenderlo in giro? ". Nell'ultimo anno quando Michael è tornato a trovarla è stato per ragioni mediche? "Si, come ogni ballerino era straordinariamente magro, al rischio di anoressia. C'erano tante cose che dovevamo fare, anche per la sua faccia. Veniva ogni due settimane e si fermava anche per ore, incontrava Jo Champa, Anjelica Huston, mie clienti e amiche, mangiavano insieme, parlavano. Mi pareva tranquillo". fonte: www.repubblica.it
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June 30, 2009 - Tuesday
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Nella serata successiva alla morte di Michael Jackson è stata diffusa una canzone commemorativa scritta, registrata e diffusa subito on line.
In questo modo THE GAME, insieme con USHER - CHRIS BROWN - P.DIDDY -
BOYZ 2 MAN- POLOW DA DON - MARIO WINANS ha voluto dare un estremo
saluto al Re del Pop ed omaggiarlo con questo tributo, segnando così il
drammatico evento che ha shockato artisti e fans in tutto il mondo.
La canzone si può scaricare dal sito di The Game, oppure su YouTube, o anche su HipHopQuake.
Video ufficiale
Potete ascoltare la traduzione del brano qui
Grazie a Jon@th@n
BETTER ON THE OTHER SIDE
[Diddy talking]
I remember the first time i seen you moonwalk,
I believed I could do anything,
you made the world dance,
you made the music come to life
[Chris brown - Chorus]
This the type of song that make the angels cry,
i look up in the sky and i wonder why?
why you had to go, go
I know its better on the other side,
you were chosen from the start
never gon let you go,
[The Game]
Whos Michael Jackson,
Your Michael Jackson,
Im Michael Jackson,
We all Michael Jackson,
I guess what Im asking is everybody bow their head for a legend dont breathe for a second,
now let the air out, grab the hand of somebody you care about,
so you can hear my message, my confession,
someone tell Usher, i seen the moonwalk, i guess the young thriller touched him, like he touched me, like he touched you,
so carry on his legacy, something i must do, so i trust you lighting
candles, concrete visuals, me and my brothers listen to jackson 5 in
the living room,
first thing i did when i heard was call puff,
cos him and Mike tried to stop the beef between us,
who was us? Me and fifty, that beef is dead, him and Mike Jackson gonna take us to the ledge.
[Chris brown - Chorus]
This the type of song that make the angels cry,
i look up in the sky and i wonder why?
why you had to go, go
I know its better on the other side,
you were chosen from the start
never gon let you go,
[Chorus]
As Im pouring out this liquor candles start to flicker,
when list (?) my air ones, MJ was my nier.
Not the one that play ball, the one with the hollywood star,
and since im a hollywood star imma tell you my story,
never had a family that close, never see Barry Gordy walking through interscope,
just like me they always had Mike in a scope,
no matter what you say,
imma love him and hes still dope,
let me take you back to 85 when i was in a zone, dancing for my momma thriller jacket with all the zippers on,
now im doing 90 bout to crash in this Aston,
listening to Outcast, Im sorry Mrs Jackson
anything i can ever do to better you your son was our king so we wont Corretta you,
Im writing this letter to all the Jackson kids, we all Jackson kids, time to let us through.
[Chris brown - Chorus]
This the type of song that make the angels cry,
i look up in the sky and i wonder why?
why you had to go, go
I know its better on the other side,
you were chosen from the start
never gon let you go,
[Boys II Men]
This the kind of song that make the angels cry,
look up in the sky and ask God, why o why why
Do we live and let die
This the kind of song that make the angels cry,
look up in the sky and ask God, why o why why
Do we live and let, live and let die.
[End]
Aggiungete The Game tra i vostri amici! www.myspace.com/thegame
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June 30, 2009 - Tuesday
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Lui lo sapeva.
Anni fa, Michael ed io stavamo avendo una conversazione sulla vita in generale.
Non ricordo l'argomento esatto ma può essere che mi stesse chiedendo delle circostanze della morte di mio Padre.
A un certo punto fece una pausa, mi fissò intensamente e disse con una
certezza quasi serena, "Ho paura che finirò come lui, nello stesso
modo."
Cercai subito di distoglierlo da quell'idea, ma a quel punto scrollò le
spallè e annuì come se volesse farmi sapere che sapeva quello che
sapeva, e non c'era nessuna possibilità di discutere.
14 anni dopo sono seduta qui e guardo un'ambulanza che lascia i suoi
cancelli, le folle fuori dai cancelli, la copertura dei media, le folle
fuori dall'ospedale, la causa della morte e cosa avrebbe potuto portare
a ciò e il ricordo di questa conversazione mi ha colpita, così come
quelle lacrime che non riuscivo a fermare.
Una fine predetta da lui, dai suoi cari e da me, ma quello che non
avevo predetto era quanto avrebbe fatto male quando, infine, sarebbe
successo.
La persona che non sono riuscita ad aiutare in questo momento viene
trasportata negli uffici del coroner di Los Angeles per la sua autopsia.
Tutta l'indifferenza e il distacco che avevo lavorato così tanto per
ottenere negli anni è finito giù per il cesso (ndr. è la traduzione
italiana più adatta) ed ora sono incredibilmente amareggiata.
Dirò ora quello che non ho mai detto prima perchè voglio che la verità venga a galla.
La nostra relazione non era "una facciata" come viene detto dalla
stampa. Era una relazione insolita, sì, in cui due persone insolite che
non vivevano, nè conoscevano, una "vita normale" avevano trovato una
connessione, forse con un tempismo sospetto da parte sua. Ad ogni modo,
credo che lui mi amasse quanto più potesse amare una persona, ad io lo
amavo molto.
Volevo "salvarlo", volevo salvarlo dall'inevitabile, che è quello che è appena successo.
Anche la sua famiglia e i suoi cari volevano salvarlo da tutto questo,
ma non sapevano come, e questo succedeva 14 anni fa. Avevamo tutti
paura che questo sarebbe stato il risultato già allora.
Al tempo, nel tentativo di salvarlo, arrivai quasi a perdere me stessa.
Aveva una forza ed un potere incredibilmente dinamici, che non potevano essere sottovalutati.
Quando li usava per qualcosa di buono, era il migliore, e quando li usava in modo sbagliato, andava davvero DAVVERO male.
La mediocrità non era un concetto che sarebbe potuto entrare
nell'essenza o nelle azioni di Michael Jackson, mai, nemmeno per un
secondo.
Divenni malata, e spiritualmente/sentimental
..mente
esausta nella mia missione di salvarlo da certi atteggiamenti
auto-distruttivi e dai terribile vampiri e sanguisughe che riusciva
sempre ad attirare attorno a lui.
Ci finii dentro fino ai capelli, mentre provavo.
Dovevo pensare ai miei figli, dovevo prendere una decisione.
La decisione più difficile che abbia mai preso, cioè andarmene e
lasciare che se la vedesse con il suo fato, nonostante lo amassi
disperatamente e provai a fermarlo o invertire tutto, in qualche modo.
Dopo il divorzio, passai qualche anno ad ossessionarmi per lui e per cosa avrei potuto fare diversamente, in preda al rimpianto.
Poi passai alcuni anni di rabbia nei confronti della situazione.
Ad un certo punto, divenni davvero indifferent, fino ad ora.
Mentre sono qui seduta, sopraffatta dalla tristezza, dalle riflessioni
e dalla confusione su quello che è stato il mio più grande fallimento
fino ad ora, guardando ai telegiornali quasi scena per scena lo stesso
scenario a cui assistii il 16 Agosto 1977 (ndr, con Elvis), ora con
Michael (Una cosa che non avrei voluto rivedere mai) proprio come aveva
predetto, sono davvero sconvolta.
QUalsiasi esperienza insana o qualsiasi parola abbia mai provato nei
suoi confronti nel passato è appena morta dentro di me insieme a lui.
Era una persona straordinaria e sono fortunata di essermi potuta
avvicinare a lui tanto quanto ho fatto, e di avere avuto le tante
esperienze e gli anni insieme a lui.
Spero disperatamente che possa essere sollevato dal suo dolore, dalla pressione e dal tumulto.
Merita di essere libero da tutto quello e spero che sia, o sarà, in un posto migliore.
Spero anche che chiunque altro senta di non essere riuscito ad aiutarlo
possa essere finalmente libero, perchè finalmente magari lui lo è.
Il mondo è sotto shock, ma in qualche modo lui sapeva esattamente come
il suo destino si sarebbe spiegato, un giorno, più di chiunque altro,
ed aveva ragione.
Avevo davvero bisogno di dire queste cose, grazi per avermi ascoltata.
www.myspace.com/lisamariepresley
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June 30, 2009 - Tuesday
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Ascoltai Billie Jean e capii: è un re. Poi le accuse l’hanno massacrato
Dentro di me, Michael Jackson è esploso quando dall’album di Thriller sentii per la prima volta Billie Jean
di ADRIANO CELENTANO Dentro di me, Michael Jackson è esploso quando dall’album di Thriller sentii per la prima volta Billie Jean. Rimasi
colpito oltre che dal suo modo di cantare originalissimo,
dall’innovativo arrangiamento di Quincy Jones. Geniali gli archi in
controtempo a una ritmica scarna dove il basso, in primo piano, la
faceva da padrone a sottolineare che stava per arrivare un Re. Già
dall’introduzione, infatti, prima ancora di udire la sua voce, ebbi la
strana sensazione come se quel basso dall’aria un po’ ossessiva e
quegli archi che come in punta di piedi gli facevano da controcanto,
fossero la sua voce. Quasi come ad annunciare: «Ragazzi sono
arrivato… per un po’ di tempo ci sarò io…». E lui c’è stato. Le note di
quell’introduzione erano il preludio di un qualcosa che stava
musicalmente accadendo. Poi arriva la sua voce. E alla fine di quel
brano, prima ancora di sentire il resto dell’album, avvertivo già il
fragore di un uragano che si sarebbe propagato per tutta la terra.
Settecentocinquanta milioni di dischi venduti. E ora, tutti lì a
domandarsi chi l’ha ucciso. La diagnosi di arresto cardiaco, una
banalità che dimostra quanto puerili possano essere la fantasia di chi
viene colto in errore o l’incompetenza non certo degna di un medico, se
si è esagerato nell’iniettare una medicina alla quale si era già
assuefatti. Sono appena 48 ore da quando Michael è morto e la parola
complotto ha già fatto il giro del mondo.
Ma il vero assassino è davanti a noi, è lì che ci guarda, lo
incontriamo tutti i giorni quando andiamo a comprare il giornale o
quando guardiamo la televisione. Si può dire che l’assassino ce
l’abbiamo in casa, gli diamo da mangiare, da dormire, però non facciamo
niente per educarlo a non uccidere. Facciamo finta di non vederlo e ci
guardiamo bene dall’incazzarci se la notizia che esce dal piccolo
schermo sulla piena assoluzione di Michael Jackson non ha lo stesso
risalto di quando invece, per anni, lo hanno infamato accusandolo di
molestie sessuali. Per dieci anni i «criminalmedia» lo hanno massacrato
nonostante lui si dichiarasse innocente e nonostante nessuna prova
sia mai emersa. Lo hanno distrutto, devastato, piegato in due. E quando
finalmente avevano l’opportunità di farlo rialzare per il giusto
riscatto di fronte al mondo, i media cos’hanno fatto? Gli hanno dato
l’ultimo colpo di grazia: hanno detto «Michael Jackson è stato
assolto». Ma lo hanno detto talmente a bassa voce che la pugnalata
infertagli dai media stavolta è stata fatale.
Con l’animo ancora grondante di sangue ha cercato allora di dar voce
a quell’innocenza finalmente riconosciuta, in un modo diverso e come
sempre geniale. Lo sforzo era sovrumano. Doveva raccogliere le sue
ultime forze ormai sbrindellate dalla micidiale macchina del
consumismo e così ha annunciato il suo ultimo incontro con i milioni
di fan che si sono scapicollati per avere i biglietti ed essere
presenti in uno dei 50 concerti-evento a Londra. Per cinquanta giorni
avrebbe cantato, divertito e giocato con chi lo ha sempre amato e non
ha mai dubitato della sua innocenza. Avrebbe parlato al mondo di quella
verità che i media hanno vigliaccamente omesso. Ma il mondo ora lo ha
capito!...
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June 30, 2009 - Tuesday
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E' triste dover vedere che solo ora che Michael Jackson non c'è più, la gente si impegna nel diffondere la verità e chi fino a ieri chi l'ha accusato delle cose più orribili esca candidamente allo scoperto solo per liberarsi la coscienza. Noi fans l'abbiamo sempre saputo, Michael è malato da anni di vitiligine, una malattia che depigmenta, per non si sà ancora quali precise cause, il colore della pelle. Michael NON è l'UNICO nero ad essere diventato bianco, nel sito che segue dopo il video, ci sono testimonianze di ALTRE persone di colore con tanto di foto, che sono state colpite dalla malattia. Informatevi e INFORMATE! Aiutateci a RIPULIRE la memoria di una persona che è sempre stata INNOCENTE da tutte le accuse INFAMANTI ed INGIUSTE che ha subito senza potersi riscattare completamente.
Per maggiori info potete leggere anche l'articolo che trovate su questo sito [MENU:NoTabs-Vitiligine] www.mjloveland.altervista.org
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June 30, 2009 - Tuesday
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Il
bambino che nel 1993 accusò Michael Jackson di molestie sessuale,
Jordan Chandler, ha detto chiaro che le sue accuse erano false e
infondate, ed erano motivate dal “condizionamento” del padre, Evan
Chandler, che lo spinse a mentire per ottenere dei soldi che lo
avrebbero fatto uscire dalla povertà.
Oggi quel bambino è cresciuto : non se l’è sentita di lasciare quella
macchia sulla figura di Jacko che tanto condizionò la sua carriera e le
sue condizioni psicologiche.
E Jordan Chandler non mente adesso : ci sono le prove , prove che sono in un tribunale : la Suprema Corte del New Jersey.
In quel tribunale , con il protocollo A-0422-05T1, esiste dal 2006 ( quindi ben 3 anni fa ) una denuncia di Jordan Chandler contro il padre Evan Chandler per violenza domestica.
Un documento poco diffuso, che i grandi media hanno fatto finta di non
vedere mai in questi lunghi 3 anni , e per questo oggi vengono accusati.
Chi volesse mettere in dubbio le parole di oggi di Jordan Chandler può
tranquillamente verificare che già nel 2006 Jordan aveva denunciato il
padre.
E nella denuncia e nelle successive reiterazioni Jordan disse, nel
2006, davanti ai giudici , le stesse cose che dice oggi riguardo la
violenza subita dal
padre : fu colpito violentamente con una pesante mazza alla testa e dal
di dietro, gli fu spruzzato un liquido negli occhi e ci fu il tentativo
di strangolarlo.
Perchè? Perchè forse Jordan si era deciso a parlare? Perchè forse
Jordan, cresciuto nella coscienza e nel fisico aveva capito di aver
rovinato per sempre un uomo?
Sta di fatto che Jorda non esita a denunciare il padre, padre che oggi
accusa di essere il responsabile di quell’accusa infondata nei
confronti di Michael Jackson, qualla infamante accusa di pedofilia.
Michael si accordò per 22 milioni di dollari con il padre di Jordan : questo purtroppo sembrò un atto di ammissione.
Al processo Michael Jackson fu assolto solo perchè Jordan non si presentò a testimoniare.
Ma oggi la sua testimonianza ha un valore doppio rispetto a ieri : era
tutto falso, Michael Jackson non l’ha mai molestato. Fu tutta una messa
in scena del padre per fare quattrini e uscire dalla povertà.
E le sue parole devono costargli tanto, tantissimo : la sua coscienza non può più tacere.
E quella denuncia del 2006 contro il padre dimostra che quest’ultimo , anche in età adulta, ha usato violenza su Jordan.
Violenza che deve aver usato anche per convincere un bambino di appena 11 anni ad accusare una stella del pop.
Ora , dopo la morte, quell’ombra sta scivolando via : se non servirà più a lui servirà ai fans.
E servirà capire perchè i media, soprattutto all’epoca, abbiano taciuto
o sottovalutato questa notizia che pur apparve su qualche giornale.
Forse se si fosse contattato prima Jordan la verità avrebbe premiato la
popstar americana che ha sempre negato quell’orrenda vicenda. 
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