Status: Single
City: Roma e Salento
Country: IT
Signup Date: 6/11/2007
|
|
|
|
Sunday, July 26, 2009
 |
15 luglio, BOLOGNA: “Ginga Art
Cafè”....
Il Ginga è un bar del centro di Bologna, gestito da William,
in cui in un angolino c’è un palchetto minuscolo, un pannello che riceve
immagini da un proiettore, un’asta con un microfono e una sedia-sgabello per i
“live” acustici. D’inverno ha una bell’atmosfera. Io però ci son capitato
d’estate, nei giorni forse più torridi dell’anno, con un’umidità alle stelle e
quasi 36 gradi serali: una roba da desiderare di mettere la testa dentro al
congelatore e passarci tutta la notte.....
Ho snocciolato (e
sgocciolato!!!) ben 17 canzoni, tra cui 7 cover (tre di Gaber,
una del Boss, e poi Fossati, De Gregori e Pink Floyd) e sono riuscito a
sopravvivere in quelle pietose condizioni climatiche dentro al bar, mentre da
fuori, attraverso un finestrone aperto, un gruppetto di amici e gente di
passaggio cercava di captare qualche nota del mio spettacolo. All’interno, nella
fornace, Wilma Massucco assisteva eroica al concertino, molto
attenta e concentrata, anche in funzione dell’intervista che poi avrebbe
realizzato con me l’indomani, nel
pomeriggio.
16 luglio,
BOLOGNA:
“Zammù”....
Dopo
appunto la bella intervistina pomeridiana fàttami da Wilma Massucco, in serata
sono arrivato sgocciolante allo Zammù, pur esso al centro di Bologna,
un posticino che però non è un bar come il “Ginga”, ma un vero locale in cui si
ascolta musica di qualità, in particolare (per precisa volontà dei due simpatici
gestori Massimo e Laura, una coppia catanese) la poetica dei
cantautori: il mio habitat, insomma!!
E infatti,
nonostante il caldo e l’umidità fossero addirittura peggiorati rispetto alla
sera prima, imperlando la mia fronte di gocce di sudore grosse come noci già al
primo pezzo, mi sentivo in realtà in gran forma, perché la gente mi ascoltava
con interesse e attenzione, apprezzando molto. E quando io “sento” di essere nel
mio habitat (come il 5 aprile al teatro di Aradeo) tiro fuori ottime
prestazioni, per il semplice fatto che mi sento gratificato nel mio lavoro,
dedizione e passione.....
Ho dunque
nuovamente “sgocciolato” altri 17 brani, sostituendo
“Quante volte ti avrei” con “Occhio!!”, mai eseguita prima dal
vivo. Per il resto scaletta molto simile a quella del Ginga, con le 3
cover iniziali (“Io non mi sento italiano”, “Bambini venite parvulos”
e “Il fantasma di Tom Joad”), a cui hanno fatto seguito una lunga
sfilza di miei brani, ben alternati al solito tra i miei 3 diversi generi
(ironia-intimismo-impegno). Dei 3 concerti bolognesi, questo allo
Zammù è stato senza dubbio il migliore. Erano presenti, oltre a mio cugino
Gianluca, che mi ha ospitato per ben 4 notti (Dio l’abbia in gloria!!) e a
qualche suo amico, anche Tony Filoni da Galàtone con due amiche straniere (meno
male che ho cantato “Wish you were here”, così ho dato gusto anche a
loro). Credo che allo Zammù tornerò di
sicuro.....
18 luglio,
BOLOGNA: festa privata in un casale in periferia
Nel giro di una sola notte, la
temperatura a Bologna si abbassa di 7 gradi e sparisce l’umidità.
Devo suonare
stavolta in una festa privata. Ci sono di mezzo una coppia di neosposi (Santo e
Cristina) assieme a una neo-laureata (Antonella). In una sala del casale sono
sistemati, ai lati, i tavoli col cibo e le bevande, mentre sul fondo c’è un
palchetto ben rialzato, sul quale io e Gianluca (che mi accompagnerà al basso in
5 miei pezzi, in modo sorprendente e impeccabile) portiamo gli strumenti e gli
ampli, facendo un minimo di souncheck. Il mio concertino parte verso le h 23,
con Gianluca al basso nei primi 5 pezzi, provati in nottata. Va tutto molto
bene. Quando però Gianluca mi lascia solo a continuare lo spettacolo e io
attacco a cantare “Io non mi sento italiano”, succede il
patatrac: un rumore gracchiante e fastidioso accompagna la mia voce
mentre esce dall’ampli. Mi trovo nelle condizioni di dover quasi interrompere il
pezzo, ma tiro avanti fino alla fine, nascondendo l’imbarazzo. In poche parole:
è saltato l’ampli della voce. L’unica soluzione è attaccare il microfono della
voce a un Marshall di un’altra chitarra, con le pessime conseguenze sonore che
si possono immaginare. Altre soluzioni non ce ne sono, a parte (e per un attimo
m’è anche balenato in testa) interrompere il concerto appena iniziato. Ma non me
la sento di arrivare a tanto. E dunque, molto seccato per l’inconveniente, sono
costretto a continuare. Vado avanti fino alla fine, stringendo i denti più che
posso, Gianluca dopo un po’ torna al basso e mi accompagna in altri brani, a
volte improvvisando, a volte cantando lui stesso al posto mio
(“Panama”, “Mettimi giù”, ecc). L’atmosfera vira piano verso
il goliardico, quindi a quel punto ci sta tutto. Finisco, abbastanza contrariato
per la bassa qualità sonora che ho potuto garantire, anche se felice di aver
accontentato il neo sposo (gaberiano), soprattutto accennando “Io se fossi
Dio” del sig. G.....
19 luglio, CASTEL D’ARIO (MN): “Festival Musicale per
la Pace” (ex Festival
Analcolico)
E’ sempre bello tornare ogni anno nel Mantovano a riabbracciare vecchi
amici come Alessandro Sbarbada (l’indefesso organizzatore della serata, che se
davvero (come ammicco nella strofa finale aggiuntiva de “Il
negazionista”) non esistesse, in realtà poi bisognerebbe inventarlo, nonché
il caro amico e grande artista Luca Maciacchini che ritrovo ogni volta e che ha
presentato un estratto del suo nuovo bel lavoro di teatro-canzone. In genere
approfitto poi di questo mio viaggetto al nord per andare a trovare e ad
abbracciare Alessandra e Federico a Novellara
(RE), due amici straordinari e generosi, tra i migliori che ho, che mi ospitano,
mi sfamano e mi riempiono di affetto e regali, accompagnandomi anche a Castel
D’Ario, che non è precisamente dietro l’angolo. Quest’anno il Festival
per la Pace, in occasione dell’anniversario della strage di via D’Amelio,
s’è arricchito anche di un’opportuna connotazione “antimafia”, tanto che per
l’occasione ho voluto indossare una camicia bianca: il bianco è
il simbolo sia della pace che dell’antimafia. Ospite il giornalista siciliano
Pino Maniàci, di Telejato, che da tempo ha intrapreso una vera
e propria guerra (quasi personale), contro Cosa Nostra, con un coraggio e una
determinazione feroci.
Per l’occasione è stato intervistato da “Rete 180”.
La
red-sister Cecilia De Toma, col piglio, la comunicativa e la simpatia
che la caratterizzano, è salita sul palco a parlare della “Marcia mondiale
della Pace”, un’iniziativa simbolica promossa dal Movimento Umanista, che
ha visto un’infinità di adesioni e di sponsorizzazioni da parte di tantissimi
artisti e associazioni...
Bellissima
l’esibizione di Fabrizio Varchetta e della sua band folk-country, ma anche dei
mitici “Choolers”, che hanno il record delle partecipazioni al Festival
e con cui ho finalmente chiacchierato un po’. Mi hanno detto che leggono questo
blog, io neanche lo sapevo!....
Ho suonato verso
le h 20, per quasi ..45’.., una decina di brani, tra cui due
cover, la prima delle quali è stata proprio “19 luglio ..1992”.. di Pippo Pòllina. Poi mi sono
lasciato andare con le mie solite, da “Il giorno no” a “Questo
tempo che ho” a “RAI libera!”. Ho inserito anche due miei
brani a cui tengo molto, come “Almeno un grido” e “Asincrono”.
Sotto i due video riassuntivi. Service eccellente, ottima acustica,
bel pubblico, che si alternava tra gli stand e le sedie sotto il palco,
predisposte per ascoltare la musica. ....
Questi minitour sono davvero avvincenti. Scopro
ogni volta mille cose nuove, e ne ritrovo di vecchie, lungo il cammino.
Ringrazio la mia Taylor, che finalmente mi corrisponde un po’ di più
nel suono rispetto alla vecchia Fender, e ringrazio soprattutto chi (con gesti e
parole preziose) mi segue, mi stima e m’incoraggia lungo la strada in salita,
come fossi uno scalatore alla conquista della sua montagna di pace, da cui poter
dispensare più emozioni possibili agli altri, dando indietro non foss’anche che
un millesimo di tutto il bene che ricevo.
Powered by  | | English | | Albanian | | Arabic | | Bulgarian | | Catalan | | Chinese | | Croatian | | Czech | | Danish | | Dutch | | Estonian | | Filipino | | Finnish | | French | | Galician | | German | | Greek | | Hebrew | | Hindi | | Hungarian | | Indonesian | | Italian | | Japanese | | Korean | | Latvian | | Lithuanian | | Maltese | | Norwegian | | Polish | | Portuguese | | Romanian | | Russian | | Serbian | | Slovak | | Slovenian | | Spanish | | Swedish | | Thai | | Turkish | | Ukrainian | | Vietnamese |
|
|
|
|
Friday, June 05, 2009
 |
Ero stato a suonare a Padova a ottobre, per una sola data (al Fahrenheit 451), e m’ero trovato benissimo. “Ritornerò, e voglio farlo spesso!”, mi ero ripromesso. Sto rispettando quella promessa.
Neanche questo mini-tour padovano di fine maggio, da me così atteso, ha
infatti deluso le aspettative e s’è anzi rivelato ogni giorno ricco di
una miriade di (piccole e grandi) sfumature, spesso non previste o
immaginate, che hanno reso l’esperienza davvero unica, densa, profonda
e appagante.
Cerco di dare e ricevere
emozioni, da sempre: si sa. E in questi 4 giorni le ho date e ricevute
sia a livello artistico-musicale che a livello umano. Grazie
soprattutto ai miei amici fraterni e preziosi: Andrea Paglianti (autore anche per Mina) e Domenico Calabrò,
grandi persone prima che grandi artisti, che mi hanno ospitato in casa
per 4 giorni, scortato in auto, dato dritte, prestato all’occorrenza
l’impianto, accompagnato con gli strumenti, sfamato, fatto scoprire
Padova e persino riempito di regali.
Cos’ho fatto per meritarmi questo? Me lo chiedo ogni tanto.
Grazie
di cuore anche al mio piccolo, ma meraviglioso, pubblico padovano,
formato tutto da gente profonda, intelligente e sensibile, come il
travolgente e simpaticissimo Nicola (mitico fotografo, un artista dello
scatto!!) o come Andrea Mega (galatonese trapiantato a Padova),
arrivato con la sua bella comitiva; o come il “fratellino” gaberiano
Carlo Cavallaro, accorso col suo amico Andrea Garavello; un pubblico
composto anche di (nuove) amiche molto in gamba, come Elisa, Raluca e
Chiara; un pubblico che inizia a prendere piano piano forma e
consistenza davanti a me (ne ho avuto maggior consapevolezza
soprattutto l’ultima sera), dispensando affetto, attenzione e stima nel
modo in cui io ho sempre sognato.
DIARIO
28 maggio, “PIXELLE” (prima di Vladimir Luxuria):
La prima sera ho suonato al “Pixelle”,
un posto molto carino, coi puff colorati, non grandissimo, e stracolmo
per la presentazione del libro di fiabe di Vladimir Luxuria.
Betta
(del locale) m’ha chiesto di iniziare abbastanza prima, per evitare
sovrapposizioni della coda del mio spettacolo con l’arrivo di Luxuria.
Verso le 21:15 sono dunque partito, cantando una dozzina di miei brani e in mezzo ho inserito qualche cover gaberiana. Ho tra l’altro terminato con “Non insegnate ai bambini”, proprio per riallacciarmi un po’ al tema fiabesco della serata.
C’è
stato molto rispetto e attenzione per me da parte di tutti i presenti,
molti parevano anche piuttosto divertiti dai brani più ironici. Ho
terminato dopo solo un’ora, perché così m’è stato chiesto, anche se
Luxuria è arrivata più tardi e avrei potuto continuare ancora per un
bel un po’.
I miei amici Andrea e Domenico sono arrivati alla fine, perché non
sapevano di quest’anticipo. Abbiamo presenziato un po’ alla
presentazione del libro e poi siamo andati a prendere dei gelati
fantastici. Io del resto ero cotto per il viaggio e dopo son crollato
sul materasso (al primo piano del letto a castello, nella stanza di
Domenico).
29 maggio, "FAHRENHEIT 451":
Il venerdì, tutto dedicato al tributo a Gaber e Springsteen,
pur essendo, delle quattro, la serata con meno gente (del resto il
locale era molto più grande del Pixelle, e inoltre c’era una festa
universitaria proprio dirimpetto) e forse anche l’artisticamente meno
riuscita (per vari motivi), mi ha lo stesso reso strafelice, sia per
l’opportunità che ho avuto di conoscere una ragazza speciale come Elisa
(amica di Domenico), e sia per l’inaspettato arrivo a sorpresa di Alberto Cantone,
raffinatissimo cantautore accorso apposta da Treviso a sentirmi, con
cui (prima del concerto) ho trascorso un’oretta a passeggiare nella
zona del Portello, chiacchierando di storia, letteratura, sociologia,
animo umano e, naturalmente, musica. Un piacere immenso. Alberto e
Domenico mi hanno dato una mano decisiva nel soundcheck. Ho fatto un 40’ di Bruce in italiano (forse troppi) e oltre mezz’ora di Gaber, terminando con un medley fino a Barbera e Champagne.
Per la prima volta ho eseguito dal vivo “Verso il terzo millennio”.
Il set di Gaber, a quanto mi hanno detto, è stato molto più convincente.
30 maggio, "FAHRENHEIT 451" (con Domenico Calabrò):
Nel
pomeriggio di sabato, mentre Domenico era a un saggio coi suoi allievi
e Andrea al lavoro, mi son fatto un ampio giro nel Centro, tra l’altro
disseminato dei soliti manifesti elettorali. E, partendo da piazza
Garibaldi, sono giunto fino all’immensa Prato della Valle.
Nella
tarda mattinata, mentre stavo provando la scaletta per la sera,
Domenico aveva manifestato l’intenzione di volermi accompagnare alla
seconda chitarra in qualche pezzo, suscitando il mio entusiasmo. Alla
fine i brani in cui Domenico m’ha “supportato”, arricchendoli e
abbellendoli con eccezionale gusto e maestria, sono risultati
addirittura una decina!! Un regalo bellissimo, il suo, e non certo
l’unico del mio viaggio padovano!! Ho inserito in scaletta anche due chicche: “La stella di Johnny”,
vecchio brano del ’96, la storia ineluttabile di un uomo inquieto, in
fuga da sé stesso, che 7 anni fa piacque molto a M. Bubola; e l’inedito
“Ciò che mi blocca”, un
pezzo intimista che adoro cantare, ma che ritengo ancora da migliorare
e completare. L’ora e un quarto di concerto è terminata con la
goliardica “Canzone di rottura”. Avete rotto il caaaaaaaaaa…
Dopo
il concerto, arriva Nicola con la macchina, prende me e Domenico, e ci
porta in un pub carinissimo con tanti altri suoi amici. Faccio
finalmente la conoscenza di Luca Francioso, ragazzo e chitarrista
fenomenale. E poi di Chiara e Raluca, che mi sono subito simpatiche e
che rivedrò la sera dopo alla Rana Margaux.
31 maggio, "RANA MARGAUX" (con Domenico Calabrò e Andrea Paglianti):
Il
nostro amico Nicola, fotografo e persona coinvolgentissima, ci invita
per pranzo in un agriturismo di Solesino e così io, Andrea e Domenico
ci ritroviamo là, a una piacevole tavolata di oltre venti persone.
Mentre sorseggio il caffè, chiacchiero con Chiara,
giovane prof di Biologia, ragazza squisita, pacata e dalle mille
risorse (canta, balla, dipinge). Dopo pranzo ci si sposta tutti sotto
l’ampio porticato e, sempre il solito irresistibile Nicola, riesce ad
azzittire tutti, a mettermi in mano una chitarra classica e a farmi
snocciolare addirittura 3 brani uno dopo l’altro (“Il singhiozzo”, “Il giorno no” e “Solo su un’isola deserta”),
davanti a una platea di botto muta, iperattenta e infine addirittura
entusiasta, che alla fine esplode in uragani d’applausi! ‘Mmappete, non
me l’aspettavo: anche meglio di un concerto, oh! Il mega-spot
involontario è poi facilmente tramutabile in un invito, diretto a
tutti, per il concerto serale alla Rana Margaux.
…E infatti sarà la serata più bella,
che rimarrà più nei miei ricordi, davvero degna conclusione del
mini-tour! La saletta interna è piccola, ma è piena zeppa e so che ogni faccia, ogni cuore e ogni sorriso presenti non sono lì di passaggio o casuali, ma sono tutti per me
(e anche per Andrea, che sarà ospite con 3 brani): è una bella
sensazione quella di percepire di avere un proprio pubblico,
affettuosissimo, lontano da casa.
Il
concerto (con Domenico alla seconda chitarra) scivola via alla grande,
c’è un affetto pazzesco nella saletta, fino all’emozionantissima
conclusione, che mi commuove molto e davvero sigilla non solo la serata
e il minitour, ma di certo anche una limpida amicizia: “Questo tempo che ho”
cantata in duetto con Andrea Paglianti (io le strofe e lui i
ritornelli) e suonata sempre assieme a Domenico Calabrò. Oh, m’è venuta
la pelle d’oca.
E chi se lo scorda, 'sto mini-tour?
Scaletta “Rana Margaux”:
1. IL GIORNO NO
2. IL NEGAZIONISTA
3. IL SINGHIOZZO
4. CIO’ CHE MI BLOCCA
5. L’UNTORE
6. SOLO SU UN’ISOLA DESERTA
7. RAI LIBERA!
(set di Andrea Paglianti: 3 brani)
8. ASINCRONO
9. IL RAGAZZINO DELLA CASA ROSA
10. LA STELLA DI JOHNNY
11. CANZONE DI ROTTURA
BIS:
12. L’ODORE (Gaber)
13. LO SHAMPOO (Gaber)
14. IO NON MI SENTO ITALIANO (Gaber)
15. DESTRA-SINISTRA (Gaber)
16. QUESTO TEMPO CHE HO
PS: RadioRai, nella trasmissione "DEMO" condotta da M. Pergolani e R. Marengo su RADIO1, mi ha gratificato della sua stima mandando in onda il 26 maggio scorso il mio brano "Il negazionista", che avevo consegnato ai due conduttori direttamente al M.E.I. di Faenza a fine novembre.
Powered by  | | English | | Albanian | | Arabic | | Bulgarian | | Catalan | | Chinese | | Croatian | | Czech | | Danish | | Dutch | | Estonian | | Filipino | | Finnish | | French | | Galician | | German | | Greek | | Hebrew | | Hindi | | Hungarian | | Indonesian | | Italian | | Japanese | | Korean | | Latvian | | Lithuanian | | Maltese | | Norwegian | | Polish | | Portuguese | | Romanian | | Russian | | Serbian | | Slovak | | Slovenian | | Spanish | | Swedish | | Thai | | Turkish | | Ukrainian | | Vietnamese |
|
|
|
|
Monday, March 30, 2009
 |
Calcata non esiste, non esiste, non esiste. No, non è la strofa aggiuntiva de “Il negazionista”. Calcata non esiste perché non può esistere: non è un pensiero razionale. E’ frutto di pura fantasia, è un sogno, un’immagine, un ricordo lontano delle fiabe d’infanzia, popolate di elfi e fate, gnomi e draghi, che sputano fuoco dalle mura dei castelli o che si nascondono nelle grotte di pietra. Un posto che non c’è, se non nella mente di qualche fervido poeta visionario. Basti pensare che per raggiungere questo “non luogo” arroccato sul dirupo, la mia macchina ha dovuto imboccare (di sera, sotto la pioggia, senza una sola luce a illuminar la strada) dei pericolosi tornanti non già “in salita”, come ci si aspetterebbe dirigendosi verso un luogo in altura, bensì in discesa, segno evidente che trattasi di un sogno. E, mentre percorrevo in discesa questi tornanti micidiali, con in macchina le mie due allibite compagne d’avventura Fabiana e Valentina, mi accorgevo sempre più stupito che piano piano s’innalzavano sopra di noi le pareti delle montagne, come in un viaggio al centro della terra. E di colpo… eccola, Calcata, illuminata da luci gialle e spettrali, col suo profilo notturno inquietante e spaventoso, che avrebbe scatenato orgasmi multipli in Poe e in Lovecraft. Eccola Calcata, terribile e bellissima, affascinante come tutti i sogni.

Superando a piedi la porta d’ingresso al borgo medievale, comincia una salita tortuosa e stretta.
Fabiana e Valentina, ufficialmente lì con me come carissime “amiche”, ma in realtà subdolamente trascinate a tradimento in veste di “assistenti” (fotografe, portantine, tecniche, reporter, giornaliste, eccetera), mi aiutano a portar su le poche cianfrusaglie che poi serviranno per suonare: reggichitarra, jack vari ed eventuali, microfono, capotasto (uff, che fatica portare il capotasto!), plettri (pesantissimi!!), accordatore. Io invece porto la chitarra. Il resto, asta compresa, dovrebbe trovarsi in Grotta. Arriviamo all’ingresso della "Grotta dei Germogli" e iniziamo a scendere: oh, ma è proprio una vera spelonca! Dentro è piccolo, confortevole, pieno di candele e di tanti angoletti da fiaba, il soffitto è basso basso ed è… tutto in roccia! Saluto Margherita, Pancho e Beatrice, i 3 padroni di casa, che mi accolgono e mi danno indicazioni.
Il (pur semplice) soundcheck comincia però malissimo, perché una delle duepiccole casse non ne vuol sapere di funzionare. Dopo un po’, quando stoper perdere davvero la pazienza e la speranza, inizio a pensare che, in fondo, le cose… si aggiustano sempre: anche allo Stensen di Firenze sembrava che tutto dovesse saltare, ma poi, invece… Insomma, Luis, datte ‘na calmata e prendilaaaaa come viene, anche se incappi in un giorno no! Ma che le scrivi a fa’ ‘ste canzoni, se poi non te la mangi, quell’idea che hai dint ‘a capa?? Ok, ok, mi calmo subito. E infatti la cassa comincia a funzionare. Logico, no? Mi siedo a mangiare pasta radicchio e gorgonzola con Valentina e Fabiana, dopo aver chiacchierato piacevolmente con l’amico Fabrizio Formicone, cantautore (a me affine per molti aspetti), che è accorso a sentirmi e che mi stima molto. Maura e gli altri amici da Roma non sono ancora arrivati, ma sono già le 22:30, si sta facendo tardi, mi raggiunge una simpatica cantante-attrice, che m’invita con estrema gentilezza a cominciare lo spettacolo, perché lei è venuta a sentirmi e io in fondo sto troppo snobbando i presenti per aspettare gli amici da Roma. Allora inizio, col mio brano sulle paure e sulle psicosi persecutorie della folla.
1. L’UNTORE 2. THE WRESTLER (Bruce) 3. IL GIORNO NO
4. IL SINGHIOZZO
5. SOLO SU UN’ISOLA DESERTA
6. IL RAGAZZINO DELLA CASA ROSA
7. RAI LIBERA!
8. QUESTO TEMPO CHE HO 9. ASINCRONO
10. NON SO PIU’ (Gaber)
11. IO NON MI SENTO ITALIANO (Gaber)
12. SALGO SU
13. ALMENO UN GRIDO
14. IL NEGAZIONISTA
15. BOBBY JEAN (Bruce)
16. IL FANTASMA DI TOM JOAD (Bruce)
17. L’ODORE (Gaber)
18. CANZONE DI ROTTURA
bis:
19. THE WRESTLER
20. IL SINGHIOZZO
A metà concerto chiamo a cantare non già l’assente giustificato Valerio Billeri, impossibilitato a partecipare alla serata (sta per diventare padre in queste ore: auguri di cuore, fratello!!), bensì il presente Fabrizio Formicone, che esegue una sua canzone molto poetica. In mancanza di leggìo, beh… sono stato io il suo leggìo vivente, reggendogli in piedi il foglio con gli accordi.
Maura e gli amici romani arrivano esattamente a metà concerto, mentre sto cantando ASINCRONO. E’ emozionante per me salutare con gli occhi Maura, mentre lei agita le mani: non la vedo da anni, ma mi è sempre nel cuore.
Alla fine mi va di concludere con la goliardata autoironica di “Canzone di rottura”, ma siccome l’aria del locale spinge affinché io continui, il bis nasce spontaneo e ricanto la mia amatissima “The wrestler” in italiano, dedicandola a tutti i mutilati nell’animo.
Il concerto è finito, ma tutti vogliono ancora a gran voce “Il singhiozzo” (mai avrei pensato, quando la scrissi, che avrei cantato tante volte ‘sta canzone!).
Insomma: si finisce anche stavolta con un bell’…….HIC!....
Fine del sogno, ciao Calcata.

Powered by  | | English | | Albanian | | Arabic | | Bulgarian | | Catalan | | Chinese | | Croatian | | Czech | | Danish | | Dutch | | Estonian | | Filipino | | Finnish | | French | | Galician | | German | | Greek | | Hebrew | | Hindi | | Hungarian | | Indonesian | | Italian | | Japanese | | Korean | | Latvian | | Lithuanian | | Maltese | | Norwegian | | Polish | | Portuguese | | Romanian | | Russian | | Serbian | | Slovak | | Slovenian | | Spanish | | Swedish | | Thai | | Turkish | | Ukrainian | | Vietnamese |
|
|
|
|
Tuesday, March 17, 2009
 |
Per chi (sciagurato!!) si fosse perso la mia lunga intervista mattutina di giovedì 19 su Radio Free, può rimediare alla " graverrima" gaffe ascoltando o scaricando la trasmissione, in 2 parti, qui: http://www.radiofree.it/intervluigi1parte.mp3 (55 minuti) http://www.radiofree.it/intervluigi2parte.mp3 (47 minuti) ps: Riascoltando (per curiosità) la puntata, mi sono accorto che spesso la mia voce si sovrapponeva (in modo apparentemente un po' invadente e fastidioso) a quella di alcuni ospiti telefonici, che avevano chiamato per salutarmi. Quasi inutile specificare che non volevo soverchiare nessuno: semplicemente in quei punti non sentivo per nulla la loro voce.
Powered by  | | English | | Albanian | | Arabic | | Bulgarian | | Catalan | | Chinese | | Croatian | | Czech | | Danish | | Dutch | | Estonian | | Filipino | | Finnish | | French | | Galician | | German | | Greek | | Hebrew | | Hindi | | Hungarian | | Indonesian | | Italian | | Japanese | | Korean | | Latvian | | Lithuanian | | Maltese | | Norwegian | | Polish | | Portuguese | | Romanian | | Russian | | Serbian | | Slovak | | Slovenian | | Spanish | | Swedish | | Thai | | Turkish | | Ukrainian | | Vietnamese |
|
|
|
|
Sunday, December 14, 2008
 |
  
Un altro splendido weekend carico di emozioni. Le ennesime. E, a rifletterci, pure tra le più belle e intense dell’anno (nonostante i gravi inconvenienti che citerò, sia venerdì che domenica). Ogni volta però mi sorprendo molto, di queste emozioni, come quando i bambini fanno oohh...
In fondo la musica la utilizzo, oltre che (attualmente) come “lavoro” o come imprescindibile strumento di comunicazione, valvola di sfogo e di espressione, proprio come straordinario “moltiplicatore esponenziale di emozioni”, di cui mi nutro come un neonato del latte mammario. Dico “moltiplicatore” perché poi intorno all’evento musicale in sé, che si consuma in quell’ora e mezza su un palco e che senza dubbio t’inietta siringoni di forza e felicità, c’è poi (com’è facile intuire) tutto un imprescindibile contorno, fatto di persone, situazioni, viaggi, panini, spaghetti, biscotti, facce, incontri, occhi, discorsi, svisceramenti, abbracci, speranze, piccoli scazzi, paure, baci, strette di mano, condivisioni, discussioni, problematiche da risolvere, logistiche, tempistiche! E’ vita, insomma. Non si finge più di vivere, come quando si guarda per tutto il giorno, dalla propria finestra, l’insegna rotta del negozio di fronte, col rumore gracchiante della tv accesa che manda in onda l’ennesimo squallore serale. No. Quando si prende una chitarra a tracolla, un borsone e si sale su un treno per andare a suonare le proprie canzoni, è come tuffarsi (a pesce) in un mare intenso, carico di colori in ogni gesto, scendendo sul fondale e riemergendo a galla carichi di tesori nascosti e inaspettati, da riporre con cura nella stiva dell’anima, oltretutto convinti che ci serviranno in futuro.
Roma, VENERDRINK al 'DimmiDiSì' (venerdì 12 dicembre 2008):
La terza edizione della rassegna “Venerdrink”, stavolta quella autunnale, che da un anno ospita ogni venerdì, dalle h 19 alle 21, artisti di spicco del panorama della musica emergente romana e non, è stata organizzata (dai miei tre amici cantautori Nicco Verrienti, Michele Amadori e Luca Bussoletti) davvero in grande stile, rispetto alle due passate edizioni: innanzitutto il locale è fantastico, ossia il “DimmiDiSì” di S. Lorenzo. Ambiente molto spazioso, salottini, puff, immagini a colori proiettate su una delle pareti laterali, pre-cena buffet, ottima acustica della sala, ottimi fonici, bel palco rialzato (con pianoforte a mezzacoda sempre fisso), atmosfera elegante senza essere troppo fighetta. Proprio una situazione ideale per chi voglia suonare in acustico, perché c’è grande attenzione di chi ascolta e non si assiste a quell’insopportabile brusìo di sottofondo, tipico di molti locali. Io e il “cugino” Patrizio Maria siamo stati i cantautori ospiti della serata del 12 dicembre, dividendoci una mezz’ora di brani a testa, preceduti dall’esibizione del mio caro amico Carmine Fanigliulo, che ha fatto da “starter” con grande classe, cantando 3 suoi brani con l’ausilio della mia chitarra.
La serata però è partita sotto i peggiori auspìci, per via dello “stato di calamità” cittadina proclamato dal sindaco, col Tevere a rischio inondazione. Questo ha comportato (in mattinata) giustificati timori, da parte di gestore e organizzatori, di assistere inermi a un classico flop, col locale del tutto vuoto e la gente rintanata nelle case sotto i piumoni, al punto da pensare a un saggio annullamento dell’evento. Poi si è deciso per il sì, e alla fine le 20 persone presenti durante la serata, data anche la presenza del biglietto d’entrata, a me sono apparse un miracolo vero. Moltissimi forfait di amici sono stati anche dovuti a malanni, raffreddori, influenze, febbri di ogni tipo. O a pura sfiga, come quella della “mia” fotografa Barbara, che è rimasta fuori casa. O al traffico impazzito e ai cospicui spostamenti metropolitani, com’è capitato alla sorellina Angie (accorsa da Firenze!!) ch’era coi suoi tre amici di Monteverde, e che è giunta (con loro) purtroppo a serata conclusa. Sono però stato molto felice di vedermi davanti all’improvviso Claudia, Cecilia e Pino con un’amica, che poi son rimasti molto colpiti da tutta l’atmosfera (locale, esibizioni, contesto).
Il punto più intenso della mia esibizione è stato sicuramente “Questo tempo che ho”, all’inizio del quale ho chiamato sul palco l’amico Carmine ad accompagnarmi alla viola. E lui, da maestro qual è, ha tirato fuori delle note da farmi contorcere le budella. E’ stato uno dei personali momenti più importanti di questo mio anno di concerti, e di sicuro la migliore versione mai eseguita dal vivo del brano in questione. Pare che questa forte emozione, da me vissuta sul palco, sia arrivata comunque molto a tutti i presenti, visto che alla fine chiunque non faceva che citare quel brano con la viola... Ringrazio la sorellina Angie, che avevo lasciato a Bagno a Ripoli 15 giorni prima, e che mi ha ugualmente fatto restare senza fiato, portandomi altri incredibili regali, sia in oggettistica che in… dolci! scaletta “Venerdrink”:
1. IL GIORNO NO 2. IL RAGAZZINO DELLA CASA ROSA 3. IL NEGAZIONISTA 4. RAI LIBERA! 5. QUESTO TEMPO CHE HO (con Carmine Fanigliulo alla viola) 6. IL SINGHIOZZO (con Patrizio Maria alla seconda chitarra acustica)

******************************************************
Firenze, CONCERTO in duo acustico con Donnigio (14 dicembre 2008): Flavio, Francesco e Mirella. Era inevitabile partire con loro, in questo affettuoso diario fiorentino, ed esprimere un sentimento spontaneo, che mi abita da sempre, ossia la gratitudine..... Flavio ha fatto il mio nome agli organizzatori, s’è sobbarcato (senza doverlo) lo stress e la preoccupazione della responsabilità del concerto, ci ha ospitato a dormire e persino sfamato (col supporto della gentile Gabriella)!!.... Francesco è stato un “roadie” commovente: amico, fratello, autista, portantino, fonico, tecnico delle luci, consigliere, commentatore, risolutore di problemi, fotoreporter e videoreporter. Volete qualcos’altro? E va bene: laziale perso..... Mirella è stata così gentile da prestarci il suo eccellente impianto d’amplificazione, comprensivo di mixer. Le sono grato, anche perché non mi conosceva personalmente, ma solo via web..... E’ stata una domenica bellissima.
Le prime immagini che mi vengono in mente sono di calda familiarità: in cucina, a pranzo da Flavio, a Firenze. O la notte dopo il concerto, sempre in quella cucina (presente anche Gabriella), a mangiare dolci e tè, con me in pigiama (versione del tutto inedita, che la dice lunga…). O il viaggio e le chiacchiere in auto con Fra e Donnigio, sia all’andata che al ritorno. O la cupola del Brunelleschi, che entra direttamente nella finestra della camera da letto di Flavio, come un quadro (vedi foto). Sono le immagini e le atmosfere che, al di là dell’esperienza del concerto, mi porterò poi dentro. Sono le emozioni più delicate, più vere, più profonde. Quelle che scaldano il cuore nel ricordo.
Il concerto all’auditorium Stensen però, sia chiaro, era praticamente… saltato! Eh sì: perché saltava (nel senso che s’interrompeva) la corrente delle varie prese elettriche ogni qual volta Fra e Don vi attaccavano mixer e finale delle casse. Dalle h 16 alle 18, per ben due ore, in un’indifferenza pressoché totale degli organizzatori dell’iniziativa (che doveva illustrare la nascita di cooperative bancarie solidali a favore del “credito senza speculazione”) è stato tutto un supporre, un pensare alla “soluzione” tecnica, un chiamare vari cellulari e presunti esperti, un’abbuffata di opinioni (come direbbe il sig G), che però non hanno ahimè portato a nulla: la corrente proprio non arrivava alla presa elettrica e dunque, con nostro profondo disappunto, avevamo pressoché gettato la spugna. Il concerto, senza amplificazione, sembrava annullato. Il caro Daniele Sarno, che senza il diluvio sarebbe venuto, si informava con affetto via SMS degli sviluppi, ma gli rispondevo sconsolato.
Dalle h 18 alle 20:30, la conferenza si è trascinata (un po’ stancamente) con vari filmati, fino all’intervento del matador finale, lo scoppiettante don Andrea Gallo, che ha fatto risalire di botto l’attenzione e l’adrenalina, in un intervento frizzante, ironico e profondo, che definirei una vera e propria “performance”! Però, per tutta la durata della conferenza, ho preferito stare in un caffè dei dintorni, un po’ sconsolato per i problemi tecnici, a chiacchierare con dei cari amici giunti addirittura da La Spezia a salutarmi e a sentirmi, ossia il blood brother Gian Luigi Ago e la sua deliziosa compagna Claudia, una coppia che io adoro e che non vedevo da oltre un anno (21 settembre 2007, concerto de “LA BANDA DI TOM JOAD” a Rimini). E’ stata anche l’occasione per conoscere un artista eclettico come Massimo Blaco, anche lui gaberiano doc e amico di Gian Luigi. Quando poi alle h 20 siam tornati all’auditorium, sono arrivati alla spicciolata, durante la cena buffet, tutti gli altri amici fiorentini o pratesi che avevo invitato, ossia: la “mia” famiglia Catapano (mancava solo Mari, influenzata! Mannaggia), con Giovanni, Rosa, Angie e Debora; ma anche Daniela e Alessio; e Paola. E tutta una serie di altri loro amici al seguito, che si sono aggregati costituendo quello che con orgoglio posso a ragione chiamare il “mio pubblico fiorentino”. Dico con orgoglio anche perché non avevo mai suonato a Firenze prima d’ora, eppure c’erano tutti quei cari amici attorno, che m’hanno fatto sentire a casa e fatto scordare la sgarbatezza indifferente degli organizzatori. Avrete capito che poi i seri problemi elettrici si sono risolti come d’incanto all’ultimo momento, e grazie all’ennesima intuizione vincente dell’ulisse di tutti roadies laziali, il solito mitico Fra. Cosicché, appena prima delle 21, io e Don siamo partiti. Oh, non sembrava vero!
 Un grazie di cuore al mio fedele amico Donnigio (molto più, come da tempo tutti sanno, che un semplice musicista), che s’è alternato tra basso e chitarra acustica, e a tutti gli amici accorsi all’auditorium, che sostengono con stima e affetto i miei sogni.
Scaletta auditorium STENSEN:
1. IO NON MI SENTO ITALIANO (Gaber) 2. SOLO SU UN’ISOLA DESERTA (L. Mariano) 3. IL FANTASMA DI TOM JOAD (Springsteen) 4. NON SO PIU’ (Gaber) 5. IL NEGAZIONISTA (L. Mariano) 6. EDOARDO (L. Mariano) 7. TRENO CHE PORTA GIU’ (Springsteen) 8. UN’IDEA (Gaber) 9. IL SINGHIOZZO (L. Mariano) 10. L’UNTORE (L.Mariano) 11. IL FIUME (Springsteen) 12. L’ODORE (Gaber) 13. E LA GENTE MUORE (L. Mariano) 14. IL GIORNO NO (L. Mariano) 15. NON INSEGNATE AI BAMBINI (Gaber) 16. ATLANTIC CITY (Springsteen) 17. QUESTO TEMPO CHE HO (L.Mariano) 18. IL PACIFISTA (L. Mariano) 19. COS’AVREBBE DETTO GIORGIO? (L. Mariano) 20. RAI LIBERA! (L. Mariano) 
Powered by  | | English | | Albanian | | Arabic | | Bulgarian | | Catalan | | Chinese | | Croatian | | Czech | | Danish | | Dutch | | Estonian | | Filipino | | Finnish | | French | | Galician | | German | | Greek | | Hebrew | | Hindi | | Hungarian | | Indonesian | | Italian | | Japanese | | Korean | | Latvian | | Lithuanian | | Maltese | | Norwegian | | Polish | | Portuguese | | Romanian | | Russian | | Serbian | | Slovak | | Slovenian | | Spanish | | Swedish | | Thai | | Turkish | | Ukrainian | | Vietnamese |
|
|
|
|
Sunday, November 23, 2008
 |
SERATA CONTESTACCIO del 23 novembre: Domenica scorsa ho vissuto una piacevole serata musicale al "ConteStaccio", che ho avuto l'onere di aprire chitarra e voce, suonando per quasi una mezz'oretta, orfano alla batteria di Dario (postumi di tendinite) e al basso di Donnigio (che però mi ha portato 5 stecche di cioccolato e mi ha pure fatto le riprese qua sotto: monumento!). Dai video qua sotto sento una corda (il mi cantino? Mbah..) un po' calante, ma spero sia la qualità audio non eccelsa, perché sul palco 'sta corda calante io non l'ho avvertita proprio. Misteri della diretta. Sono sempre molto felice di incontrare, in queste occasioni, amici carissimi: Anto e Paola, sempre encomiabili, la cui presenza mi tranquillizza e mi dà molta forza; Feffe col babbo; Sebastiano, Veronica e Paola; Franca. E tutti gli altri amici intervenuti, l'elenco è lungo. Ho notato e sentito una bella atmosfera, di quelle che piacciono a me. Spero la prossima volta di fare al ConteStaccio un vero concerto con band, di quelli luuuuuuuunghi e intensi, con piano, chitarra elettrica eccetera eccetera. La serata di domenica è poi continuata con Luca Fiamingo, Dejan e La Parte Reale, Dottor Fra e Cristina Casella. Un botto di artisti. Grazie a Dejan per avermi invitato.
"IL GIORNO NO" e "SOLO SU UN'ISOLA DESERTA"
"IL NEGAZIONISTA", "ASINCRONO" e
"QUESTO TEMPO CHE HO"
.. "IL SINGHIOZZO" e "RAI LIBERA!"
Powered by  | | English | | Albanian | | Arabic | | Bulgarian | | Catalan | | Chinese | | Croatian | | Czech | | Danish | | Dutch | | Estonian | | Filipino | | Finnish | | French | | Galician | | German | | Greek | | Hebrew | | Hindi | | Hungarian | | Indonesian | | Italian | | Japanese | | Korean | | Latvian | | Lithuanian | | Maltese | | Norwegian | | Polish | | Portuguese | | Romanian | | Russian | | Serbian | | Slovak | | Slovenian | | Spanish | | Swedish | | Thai | | Turkish | | Ukrainian | | Vietnamese |
|
|
|
|
Wednesday, October 22, 2008
 |
Sabato 18 ottobre, “Fahrenheit 451” (Padova):
La serata più bella dell’anno, per mille motivi! Locale delizioso, pulito e garbato, a metà tra un circolo culturale e una libreria, coi salottini lungo il perimetro della sala e i tavoli al centro. Palco carinissimo, ben rialzato, col telone nero teatrale sullo sfondo. Acustica eccellente, grazie anche al prezioso supporto dei miei amici Andrea Paglianti (raffinatissimo cantautore, autore anche per Mina, che ha aperto la mia serata con due brani) e del suo eccezionale chitarrista polistrumentista Domenico Calabrò, che mi hanno fatto trovare un impianto audio eccellente e hanno persino chiamato un fonico (loro amico) apposta per me. E’ difficile descrivere l’ammirazione e la gratitudine che ho verso questi due ragazzi a dir poco straordinari, di una profondità mai vista prima, che hanno una filosofia di vita e uno sguardo sul mondo da cui c’è davvero tanto da imparare. Li ascolto sempre parlare con religiosa attenzione, pronto ad assorbire come una spugna le cose belle che hanno dentro.
Il gestore del Fahrenheit 451, Biagio Carannante, è stato poi finora il migliore che io abbia mai incrociato sulla mia strada: educato, gentile, appassionato di buona musica italiana di qualità, generoso, umile, serio, preciso, onesto, persino… molto tenero!! Lo so, lo so, sembra che sto esagerando, ma è così! Mi ha proprio conquistato.
E il pubblico? Una meraviglia. Il pubblico ideale!! Quei pochissimi che non erano molto interessati alla musica si son messi in disparte sui divanetti ai lati della sala e parlavano talmente a bassa voce (per non disturbare il concerto!), bisbigliando appena, che proprio non li ho sentiti! Mai vista una simile educazione! La maggior parte del pubblico invece, nello spazio centrale sui tavoli, è rimasto attentissimo sino alla fine, ha applaudito con calore estremo e molta curiosità, ha persino riso a qualche passaggio ironico dei miei brani più simpatici e alla fine c'è scappato pure il bis finale, dopo un’ora e passa di concerto solo chitarra e voce. Da non credere. Una serata pressoché perfetta: tutto (ma proprio tutto) è andato come doveva andare. Purtroppo non sempre succede.
Biagio alla fine era entusiasta di me, mi ha detto di tornare appena ho pronto l’EP e mi ha fatto una battuta d’incoraggiamento molto carina: “Ricordati di me quando sarai famoso”. Caro Biagio, se davvero mai dovesse accadere, puoi contarci! Comunque ci rivediamo per il 2009.
scaletta:
1. SALGO SU
2. L’UNTORE
3. IL GIORNO NO
4. IL SINGHIOZZO
5. SOLO SU UN’ISOLA DESERTA
6. IL RAGAZZINO DELLA CASA ROSA
7. IL NEGAZIONISTA
8. RAI LIBERA!
9. QUESTO TEMPO CHE HO
10. ASINCRONO
11. NELL’UNICO BOSCO CHE C’ERA
12. NON SO PIU’ (cover Gaber)
13. COS’AVREBBE DETTO GIORGIO?
14. CANZONE DI ROTTURA
bis:
15. IL PACIFISTA
Powered by  | | English | | Albanian | | Arabic | | Bulgarian | | Catalan | | Chinese | | Croatian | | Czech | | Danish | | Dutch | | Estonian | | Filipino | | Finnish | | French | | Galician | | German | | Greek | | Hebrew | | Hindi | | Hungarian | | Indonesian | | Italian | | Japanese | | Korean | | Latvian | | Lithuanian | | Maltese | | Norwegian | | Polish | | Portuguese | | Romanian | | Russian | | Serbian | | Slovak | | Slovenian | | Spanish | | Swedish | | Thai | | Turkish | | Ukrainian | | Vietnamese |
|
|
|
|
Thursday, September 18, 2008
 |
Bella e intensa la serata di debutto del mio spettacolo a Grottaglie, l'8 agosto scorso (nella cornice affascinante del Castello Episcopio), serata di cui stavolta eviterò il Resoconto e dunque qui vi posterò direttamente molti video, anche se incompleti e a volte tagliati brutalmente, specie nella parte iniziale, quella del monologo. E' chiaro che in questo modo si perde tutto il filo dello spettacolo, ma non mi interessa riproporlo pari pari qui sul blog, anche perché sennò non verreste più a vedermi dal vivo.  Alla sequenza di video mancano tra l'altro altri 5 brani, così come manca tutto il monologo che precede "L'untore". Il pubblico è stato attentissimo e caloroso per più di un'ora e mezza, sembrava di stare a teatro, non volava quasi una mosca. E dire che eravamo all'aperto e di mosche ce ne sarebbero potute essere sì!
Il personaggio parte dai 12 anni e arriverà, dopo varie inquietudini e vicissitudini emotive, agli 80 anni.
Un ringraziamento speciale va all'amico Carmine Fanigliulo, per aver voluto questo spettacolo ed essersi prodigato affinché si potesse realizzare, nell'ambito della sua splendida rassegna estiva dal titolo "Per fortuna c'è la musica".
SCALETTA dello spettacolo
Primo tempo: Secondo tempo:
Estate libera Prima di quel salto
SALGO SU EDOARDO
Powered by  | | English | | Albanian | | Arabic | | Bulgarian | | Catalan | | Chinese | | Croatian | | Czech | | Danish | | Dutch | | Estonian | | Filipino | | Finnish | | French | | Galician | | German | | Greek | | Hebrew | | Hindi | | Hungarian | | Indonesian | | Italian | | Japanese | | Korean | | Latvian | | Lithuanian | | Maltese | | Norwegian | | Polish | | Portuguese | | Romanian | | Russian | | Serbian | | Slovak | | Slovenian | | Spanish | | Swedish | | Thai | | Turkish | | Ukrainian | | Vietnamese |
|
|
|
|
Wednesday, July 23, 2008
 |
1. IL BOTTEGONE DELLA CLEM Bernolda di Novellara (RE), 19 luglio 2008 Nel giorno dell'anniversario della strage di via D'Amelio, la mia indimenticabile puntatina al nord si apre con questo gustoso concertino acustico all'aperto, nel porticato di un ristorante delle campagne di Novellara. Alessandra e Federico, tra i migliori amici che un essere umano possa immaginare, mi offrono un'ospitalità commovente, riempiendomi di doni e regali, facendomi ridere a crepapelle e poi inducendomi a mangiare a più non posso le specialità locali del loro negozio di pasta fresca "Non solo cappelletti": dai tortelli (di zucca, di spinaci e di patate) alle lasagne agli arrosti alla torta di riso. L'affetto che m'è arrivato addosso è stato come una brezza ristoratrice, un nido accogliente e familiare fatto di gesti semplici e spontanei, generosissimi e rispettosi, che restano dentro. La chicca è stata quando la sera al "Bottegone" sono arrivati da Casalmaggiore i miei mitici gin-brother, che non vedevo da 4 anni: Sonia e Fabrizio. Quattro anni prima, nel Salento, avevamo finito quasi con l'ubriacarci (senza volerlo) di gin-tonic, a causa dell'esagerata e dunque sproporzionata percentuale (nel cocktail) di acqua tonica e invece bassissima di gin: per la scarsa gradazione del gin-tonic riempimmo infatti i bicchieri senza sosta, di continuo, restando però intontiti a fine serata senza neanche accorgercene. Da quel giorno, fummo i gin-brother. Al gruppo dei sostenitori si sono poi aggiunte altre due ragazze, amiche di Ale, che hanno ascoltato il concerto con estrema attenzione. Ci tenevo molto a inserire nella scaletta un paio di canzoni scritte da Manuela, "ALMENO UN GRIDO" e "NELL'UNICO BOSCO CHE C'ERA". Ho rispolverato dopo parecchio tempo "LA STELLA DI JOHNNY", nonché addirittura "SALGO SU", che non suonavo live da 10 anni esatti (concerto con Bac a Mondonuovo nel '98!) e con cui ho proprio voluto aprire le danze, forse per iniziare con serenità e ottimismo. Ho dovuto accorciare la scaletta rispetto ai programmi iniziali (fosse stato per me avrei fatto altri dieci brani, il tempo è volato), perché s'era fatto tardi. Ho tranciato di netto su una corda (per la foga e perché sentivo maluccio il suono della chitarra rispetto alla voce) mezzo polpastrello dell'anulare destro. Se qualcuno lo ritrova e me lo riporta, mi fa un favore: ci ero tanto affezionato e abbiamo condiviso tanti arpeggi assieme. Questa è la scaletta dei 20 pezzi scelti e suonati.
1. SALGO SU 2. IL NEGAZIONISTA 3. SOLO SU UN'ISOLA DESERTA 4. LA STELLA DI JOHNNY 5. IL GIORNO NO 6. ALMENO UN GRIDO 7. L'UNTORE 8. QUESTO TEMPO CHE HO 9. IL SINGHIOZZO 10. NON SO PIU' (cover Gaber) 11. IL RAGAZZINO DELLA CASA ROSA 12. NELL'UNICO BOSCO CHE C'ERA 13. RAI LIBERA! 14. ASINCRONO 15. IL PACIFISTA 16. OCCHIO! 17. IO NON MI SENTO ITALIANO (cover Gaber) 18. IL GUARITO (cover Gaber) 19. COS'AVREBBE DETTO GIORGIO? 20. CANZONE DI ROTTURA
2. FESTIVAL MUSICALE ANALCOLICO Castel D'Ario (MN), 20 luglio 2008:
Che palco!! Che emozioni!! Quando si ha a che fare con un organizzatore preciso, attento e appassionato come Alessandro Sbarbada, il quale ha gratificato gli artisti di un service da paura (mettendoli in condizioni ottimali), beh allora si parte già bene, il successo di una rassegna è assicurato, quanto meno per ciò che concerne le esibizioni. Quest'anno poi l'affluenza al Festival è stata proprio massiccia, molto più dell'anno scorso, e c'è stato un lungo momento, intorno alle h22, in cui davvero non una sola sedia o panca era vuota, sia sotto gli stand (ad abbuffarsi di risotti alla pilota e tagliatelle) e sia vicino al palco, a seguire con estrema attenzione gli artisti. Appena arrivato con Ale e Fede, verso le 18:40, ho subito abbracciato Alessandro, intento a far filare tutto per il meglio, e dopo pochi minuti è arrivato anche il caro amico Luca Maciacchini, con la moglie, che ho finalmente avuto il piacere di conoscere.
Verso le 19:30 è salito a suonare il cantautore blues intimista Fabrizio Frabetti, già presente l'anno scorso. Le sue canzoni sono veri racconti, a tinte un po' fosche, spesso ad andamento lento, molto poetici, accompagnati da una voce corposa e presente, molto emiliana, in certi casi anche indugiante al recitativo.
Dopo di lui, come già l'anno scorso, è toccato a me. Erano le h 20 in punto e già l'affluenza di persone stava divenendo cospicua. Mentre salivo sul palco, dalle scalette posteriori, ho subito visto a pochissimi metri Nico Di Palo dei New Trolls, in auto, che era già arrivato e attendeva il suo turno. Dopo una breve presentazione di Alessandro, ho suonato per mezz'ora 7 brani, presentandoli ogni volta con calma. Devo dire che sentivo dentro molta convinzione e serenità, non foss'altro che per l'eccezionale ritorno che avevo dalle due fantastiche spie davanti a me, che mi hanno messo in condizione, come ahimè non sempre accade, di esprimermi davvero quasi al massimo. La gente era molto attenta e partecipe, ho persino intravisto il grande Tolo Martòn, seduto giù in fondo, che non s'è distratto un attimo dalle mie canzoni. Spero abbia apprezzato. Ho iniziato con "Il giorno no" perché è ironica e mi rilassa molto, spezzando qualsiasi tensione iniziale, che tra l'altro stavolta era pure bassina (sarà dipeso anche dal concertino preparatorio della sera prima? Boh…), nonostante l'importanza dell'avvenimento. Poi "Il negazionista", con la strofa aggiuntiva finale, che quest'anno è stata la seguente:
"…non esiste un bevitore senza senno/ che sia morto per strada
non esiste, come ho detto già l'altr'anno/ neanche Sandro Sbarbada!!".
A seguire ho cantato "Questo tempo che ho", ormai sempre con l'armonica che entra dopo il secondo ritornello; poi "Il singhiozzo", "Il ragazzino della casa rosa" dedicata a Salvatore e alla mia infanzia, "RAI libera!" e infine "Cos'avrebbe detto Giorgio?". Alessandro mi ha fatto cenno che c'era forse anche il tempo per un altro pezzo, ma ci ho rinunciato perché non volevo neanche lontanamente rischiare di sforare una scaletta impostata come un orologio svizzero o finire con l'invadere lo spazio, foss'anche per pochi minuti, di chi veniva dopo di me (che poi era niente meno che Nico Di Palo!). Ho ringraziato Alessandro e chi mi aveva ascoltato con cortesia e attenzione e sono sceso dal palco, finalmente soddisfatto.
Nico Di Palo è stato intervistato da Rete 180 e ha raccontato con simpatia, autoironia e saggezza la sua esperienza, l'amore per la musica, il suo tragico incidente del '98, il mese intero di coma, la riabilitazione, la coraggiosa ripresa. Ha regalato con semplicità i suoi consigli spontanei.
..
Sceso dal palco l'ho voluto salutare e ringraziare, abbiamo parlato un po', mi ha premuto forte un dito sul petto all'altezza del cuore, dicendo di seguire sempre ciò che ho dentro e di imporre la mia personalità artistica a chiunque volesse tentare di piegarla ai dettami delle mode o delle (a volte squallide) logiche discografiche. Mi ha detto anche di infischiarmene sempre se lungo la strada dovessi incontrare qualsiasi persona o addetto ai lavori che potesse giudicare le mie cose con sufficienza, perché "non c'è nessuno (mi ha ripetuto con rabbia) che può davvero arrogarsi il diritto di dire se una canzone sia brutta o bella. I criteri oggettivi sono davvero pochissimi e spesso inesistenti. Una canzone deve solo essere vera". Le sue parole, dette con un'umanità straordinaria e con una gran voglia di comunicare e trasmettere forza, mi hanno molto scosso. Sarei stato a parlare ore e ore con lui, ma ovviamente era impossibile. Qui sotto, io e Nico.
 Mentre il grande Tolo Martòn ha iniziato a incantarci col suo strepitoso rock-blues-country (è vero, da oggi posso dirlo: amo Tolo!!), sono andato a rifocillarmi di tagliatelle assieme a Fede e Ale. Intanto ascoltavo le fantastiche note di Martòn.
Poco dopo le h 22 è arrivata Mariella Nava, accolta da tutti con immenso affetto, che ha magistralmente suonato i brani al pianoforte elettrico (con la sua tecnica sopraffina), tranne un paio in cui si è alzata in piedi, cantando su base. Un'esibizione proprio d'alto livello, ottima autrice ed eccellente interprete, molto amata e applaudita. Nel retropalco le ho fatto i complimenti, regalato le mie canzoni e detto che mi aveva dato i brividi. Ho aggiunto che sbaglia a cedere le canzoni ad altri (Morandi, Zero, Bocelli ecc): con quella voce che si ritrova può e deve cantarle sempre lei, perché è pure una grandissima interprete.
Ha chiuso la serata il mio grande amico e "Gaber-brother" Luca Maciacchini (nella foto sotto: io e Luca all'inizio della serata), un immenso artista che colpisce sempre tutti con la sua perfetta tecnica chitarristica, la sua continua ironia, intelligente e molto teatrale, le sue canzoni pungenti che smascherano le nostre ipocrisie quotidiane e che catturano l'attenzione fin dalla primissima nota. Uno così bravo e soprattutto così preparato dovrebbe girare di continuo tutti i teatri d'Italia. Gli auguro che accada presto.

Concludo augurando al "Festival Musicale Analcolico" e ad Alessandro di crescere ancora di più in visibilità e consensi, sia perché il tema posto al centro della questione è serio e delicato e sia perché ora appare sempre più chiaro il prossimo "obiettivo da centrare" per gli anni a venire: portare Bruce Springsteen. Credo sia ormai sia solo questione di tempo.

Powered by  | | English | | Albanian | | Arabic | | Bulgarian | | Catalan | | Chinese | | Croatian | | Czech | | Danish | | Dutch | | Estonian | | Filipino | | Finnish | | French | | Galician | | German | | Greek | | Hebrew | | Hindi | | Hungarian | | Indonesian | | Italian | | Japanese | | Korean | | Latvian | | Lithuanian | | Maltese | | Norwegian | | Polish | | Portuguese | | Romanian | | Russian | | Serbian | | Slovak | | Slovenian | | Spanish | | Swedish | | Thai | | Turkish | | Ukrainian | | Vietnamese |
|
|
|
|
Monday, June 16, 2008
 |
Domenica scorsa mi hanno fatto una video intervista molto carina, in una terrazza spettacolare proprio dirimpetto alle verdi colline dello stadio Olimpico. A metà maggio mi aveva infatti contattato (su myspace) David Del Bufalo, una persona a dir poco eccezionale che lavora come grafico per il TG2 (cura le sigle), e che era rimasto piacevolmente impressionato (bontà sua) dai miei brani. In particolare, forse per il fatto di lavorare alla RAI, s'era molto divertito a sentire "RAI libera". David si è anche occupato in passato di radio e ha ideato programmi radiofonici. Ultimamente ha avuto l'encomiabile idea di creare questa piccola realtà su internet, "MiniRADIOWEB" (http://www.myspace.com/miniradioweb) , nel cui programma "Passaggi Radio" effettua (lui o i suoi collaboratori) varie Video interviste a un sacco di cantautori emergenti, chi più e chi meno conosciuto. E tutto questo per pura passione. Se andate sul sito sopra linkabile, di interviste ne trovate tante: cliccate sotto la foto della radiolina, dove dice "video".
L'intervista l'abbiamo fatta di mattina sul terrazzo di David, davvero bellissimo. E devo ringraziare l'autostoppista Roberto Deìdda, molto alla mano, simpatico e rilassato, autore dell'intervista (David era invece dietro la videocamera). E' stato molto divertente quando, al momento di cantare RAI libera (è nel terzo video della sequenza), David ha voluto portarmi sul balconcino sul retro di casa sua, sul cui sfondo svettavano le antenne della RAI, a poche centinaia di metri. Beh, sarebbe stato ancora meglio fare la canzone proprio al fianco del cavallo di Viale Mazzini, ma non c'era molto tempo.
Stavolta ho per fortuna del tutto depurato il mio pur tortuoso eloquio da quell'insopportabile intercalare ("eccetera") con cui avevo bombardato a sangue il povero Mauro Longo nell'ultima video intervista, quella a MyBoxTv. Ma il vostro Luis ha solo sostituito l'intercalare con un tic. Porca miseria, quest'inconscio benedetto una ne pensa e cento ne fa, e mi frega sempre! Eh eh... Stavolta il tic è stato il toccarmi di continuo la base o il dorso del naso (bugie? Manco una, mai stato più sincero!), per vincere forse un imbarazzo, boh vai a sapere. Ora il Mariano-quiz è: quale sarà la reazione inconscia del Mariano alla prossima video-intervista?? Il Mariano-quiz è aperto. Dite la vostra.
Qui i link dei 5 spezzoni dell'intervista.
http://www.youtube.com/watch?v=2eTXKJHL6Ts&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=MPJ0kIyvJ6M&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=z59rvcvNo74&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=BPSRzS0M-Zc&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=6zVyd2VShcA&feature=related
Powered by  | | English | | Albanian | | Arabic | | Bulgarian | | Catalan | | Chinese | | Croatian | | Czech | | Danish | | Dutch | | Estonian | | Filipino | | Finnish | | French | | Galician | | German | | Greek | | Hebrew | | Hindi | | Hungarian | | Indonesian | | Italian | | Japanese | | Korean | | Latvian | | Lithuanian | | Maltese | | Norwegian | | Polish | | Portuguese | | Romanian | | Russian | | Serbian | | Slovak | | Slovenian | | Spanish | | Swedish | | Thai | | Turkish | | Ukrainian | | Vietnamese |
|
|
|
|