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яe@l..qu'y a-т-il ∂e plus vяai

luca sano


Last Updated: 6/12/2009

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Sunday, January 01, 2006 

Rileggendo Nasruddin



"Noi agiamo in piccolo perché crediamo in piccolo, e crediamo in ciò che siamo programmati a credere. Ma non deve essere per forza così. Possiamo lasciare cantare la nostra coscienza e sapere che siamo Tutto Ciò Che E’. Abbiamo vissuto uno falsa identità, un falso nome che non siamo noi. Ma possiamo guardare nello specchio illusorio e ri-valutare quello che pensiamo di essere. Noi non siamo il nostro nome, il nostro corpo, la nostra famiglia, la nostra razza, la nostra nazione o la nostra religione. Non siamo i nostri possedimenti, il nostro lavoro, il nostro status, la nostra fama, il nostro successo o il nostro fallimento. Non siamo nemmeno la nostra personalità, i nostri pensieri o le nostre emozioni."



re@l replica



"(…)
re@l (reale on-line).. cosa c’è di più vero(¿!)
Paradossale come esempio, ma in rete vengono sperimentate con più coscienza perversioni radicate che nel quotidiano per forza di cose vengono considerate tali.. perversioni! ma placando l’istinto non facciamo che renderci mansueti, dimessi [programmabili].
L’identità di fatto è il risultato di contaminazioni di contesti one shot... i centri di socializzazione insomma; non credo nella limpida soggettività.
Più che in una futuristica visione pseudo zen io credo nella diaspora del sé.. ovvero nel deglutirsi-defecarsi.. (ri)sperimentare(si) secondo dinamiche che sleghino da un’ipotetica coerenza verso se stessi; sotto il segno dell’empatia (posso immedesimarmi -> vivere tutto) con l’unico limite dell’hic e nunc: il voyeursimo dev’essere soddisfatto prima di poter osservare veramente."



E sulla scia di (K)



"Ci sono persone, conosco persone... che si arrovellano e cercano di capire qualsiasi cosa... che dicono di capirmi, che sono convinte di capire qualsiasi cosa. Pensano che il mondo lo abbiano inquadrato bene, loro.. il loro! anzi, lo sanno proprio. Il loro mondo dovrebbe essere il tuo. Il loro due più due è il tuo quattro. A casa mia invece, guarda un pò, alle volte fa tre. Perchè?"



Ancora re@l



"(…)
ma si potà.. te sottovaluti l’esorbitante potenziale del saggiocchiale.. lo strumento dell’inconsapevole sprovveduto.. senza il quale non saprebbe rivelarti chi sei.
Eh certo!! dici du stronzate e il saggiocchiale ti chiude a chiave.. e guai se parli infatti! gli basta un concetto, du frasi.. e sei già un personaggio replicabile nel prossimo episodio. Pefforza nel prossimo episodio(!!) l’inconsapevole sprovveduto sa chi sei e cosa farai.
Che stupido che so stato a guardare oltre l’increspatura dell’acqua! Che dici col saggiocchiale se vede oltre? Ma si c’hai ragione.. la superficie è tutto!!!
(…)
poi se la colori co un pò d’emmmmedddìììììììììì [lol]
salutame i burattinai eh!(?) e no me li delude."

_________________________
(…)
Solo per dire, e senza cercare di trarre conclusioni "salvifiche", che in effetti è percepibile una dinamica culturale che instrada verso la "giusta" visione, ma a livello universale ben inteso, senza considerare fazioni piuttosto che schieramenti.. una liquida-semantica-vincolante; morale… siamo solo pupazzi + o - consapevoli, e il sogno di ogni pupazzo è essere umano.
Non credo che nessun pupazzo sarà mai "oggetivamente" cosciente!

Sunday, January 01, 2006 
Il senso del social network dove si dirige.. verso un solipsimo>identità-espropriante [l'alterego master of puppets], oppure "incarna" un'infinita comunione delocalizzata..
Chi-cosa siamo? narcisi riflessi tra poliedrici specchi di many-lifes.. o l'evoluzione di avatar che superano rapporti in pillola??