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Wood of Light



Last Updated: 12/15/2009

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Monday, November 23, 2009 
Wednesday, November 18, 2009 
October 2009, new line-up and projects for the future
by Bunker Productions

I: Hey Guys! How are you doing?

Osvaldo: Fine, thanks! We are composing at the moment, some songs are ready and will be part of the next album, a full length that we should finish half way through the next year!

I: You surely don't stop a sec! I honestly thought you were going to take a break after the latest news about the line-up ...

Mirco: The leaving of Paolo and Martino from the band did not stop us from continuing our work, indeed I think that this has made us stronger and more determined than before. The two new members, in fact, have already well placed themself in the band and are contributing significantly to the composition of the songs for the new album. The results predict to be great, but we are aware that there's still a lot of work to be done. There is a Chinese proverb that says: "Patience is power: with time and patience, the mulberry transforms in silk."
We have been very patient so far and so we'll continue... sooner or later the benefits will come.

I: Tell me more...how come there's been this split between Wood of Light and Martino and Paolo?!

Mirco: There was no big fuss ... they made their choices, certainly after much thinking, and we did not want to force them to stay in the band ... it would have been useless ... it would have spoiled our work and force their plans for the future in different directions ...
As for Paolo, he has been very important for Wood of Light, but he was always with one foot inside and one outside. He surely is a great singer ... but we can not hide that his approach to the band and everything that concerns the project was often asynchronous to the band itself ....
His plans were basically different from ours ... and this automatically resulted in his less participation ...
There have been periods of higher understanding, but you knew from the beginning that Wood of Light was not what Paolo wanted ...
We tried to work together trying to find a common path ... the two EP we produced were very interesting, but he felt not to continue ...

I: And what about Martino?!

Osvaldo: Until the beginning of 2009 nobody would have thought that he was going to leave ... he was very involved and he also had a deep bond with the band, haven him and I been the founders of Wood of Light ...
I can only tell you that it was during the end of the recording of Materioteca 08 that he took major decisions for his future, and this led him to leave the band.
We tried to find a new common path, but ultimately he decided to terminate his professional relationship with the Wood of Light.

I: How did you feel about this?!

Mirco: We are back to work stronger than before. Honestly, I was relieved by his departure ... I felt that his involvement had become minimal as time passed...
When he told us that he was leaving I even told him "that's what I hoped !"... (laughs) ... I hope he didn't get pissed off about it, but this sentence makes you understand how we feel the need to move forward ... and doubts and uncertainties only block our ambitions!

I: So what's the situation now with the line-up?!

Mirco: we have two new entries! The new frontman Simone Colman who has already performed in two shows last summer, and drummer David Schimd! We are really happy with this new lineup and we get on very well with them ...

I: What musical direction will you take with the new album and what concepts will be challenged in this new work?

Osvaldo: All I can say is, wait for the new official photos! You might get an idea from them!
Mirco: Yes ... the point is that we want to stand out from the crowd in every sence.
We think that the world of metal is now saturated with repetitive themes and attitudes that do nothing but have a shallow impact on the audience.
We don't believe to be innovators, but we try to be so!

I: So we must expect some surprises!?

Osvaldo: At the moment all I can say is that we are working on a concept album ... where the term concept does not indicate the presence of a plot, but the songs will be articulated and composed following a common theme.
The themes themselve are far from the current metal and progressive scene, we can not anticipate anything, but I think it's clear that our intention is to bring, in a small way, our contribution to the development of a new genre of music.

I: Then I can't do anything else but wish you good luck for your project!

Osvaldo: thanks, the same to you!
Mirco: thanks!

You can see at www.woodoflight.com
Thursday, October 29, 2009 
VOTO - 7,8

I Wood of Light nascono nel 2005 da un progetto di Osvaldo Indriolo e Martino Vittori, con l’intento dichiarato di realizzare della musica che si discostasse dai normali canoni del metal e del progressive e proporre qualcosa di nuovo e stimolante. Al fine di presentare la propria musica ed il proprio stile, la band ha realizzato un primo ep nel 2008, intitolato Materioteca 07, seguito da Materioteca 08, pubblicato quest’anno, che ci accingiamo a commentare in questa sede. Entrambi i due ep evocano già nel titolo l’idea di una sorta di raccolta del materiale finora prodotto dalla band, anche se si riscontra una certa omogeneità di fondo che fa pensare in realtà a delle elaborazioni concepite e create alla luce di un progetto e di un contesto ben preciso.
Materioteca 08 è composto di tre tracce, mediamente di lunga durata. I titoli dei brani sono sicuramente tra gli aspetti più originali, visto che il significato appare in verità abbastanza ermetico. Il primo di essi , già per farsi un’idea immediata, s’intitola infatti ProjeT.I.C. L’inizio del brano appare influenzato dai Dream Theater, con le tastiere in bella evidenza; dopo un inizio dalle sonorità tipicamente metal prog, le strofe hanno una veste più melodica, con effetti particolari creati dalle tastiere, che imitano anche il suono del theremin. Sul ritornello i suoni s’induriscono nuovamente, con la voce solista sempre alta e dei cori che quasi duettano con essa. I temi ad ogni modo cambiano ripetutamente (tra essi vengono anche inseriti due begli assoli, rispettivamente di tastiere e di chitarra), dando l’idea di una struttura dinamica e a forte connotazione progressiva del brano. La seconda traccia, Dyngasping for Breath, si apre con un delicato intro con il piano, il cui arpeggio viene ripreso poi con le tastiere accompagnate dal resto degli strumenti. Si tratta di uno strumentale dove è presente solo una voce sussurrata (avete presente quando avete la voce bassa la mattina appena alzati?), a parere di chi scrive la cosa più brutta del disco. Il brano prosegue tra un susseguirsi di scale ed assoli, alcune anche di stampo neoclassico, pure in questo caso all’insegna della varietà. Chiude 00.74 AM (The Secret), probabilmente il pezzo più intrigante ed ambizioso tra quelli proposti nel disco. Il brano si apre stavolta in maniera rilassata, con dolci melodie e raffinati arpeggi di chitarra, in un’atmosfera quasi sognante, che diventa più intensa e coinvolgente al momento del ritornello. Il risultato è particolarmente convincente e la band davvero riesce ad emozionare per tutta la durata del brano.
Una volta fatta questa sommaria analisi del disco, ci sembra di poter dire che la band è riuscita a centrare il proprio obiettivo primario, come sopra enunciato, perché effettivamente i Wood of Light presentano uno stile proprio con delle sonorità molto personali, difficilmente paragonabili ad altre band, benché di certo siano riscontrabili molteplici influenze, specialmente in ambito metal prog, ma non solo. Certo, va anche detto che non sempre il song-writing sembri brillare per originalità, a dispetto della complessità dei brani, risultando un po’ derivativo proprio nei pezzi più tecnici ed aggressivi, che dovrebbero probabilmente costituire il loro principale biglietto da visita. Dal punto di vista puramente sonoro, ci sembra che andrebbero sicuramente meglio valorizzate le chitarre, che da quanto possiamo sentire non sembrano possedere tuttavia sempre un suono ottimale, risultando inoltre a volte un po’ sacrificate rispetto alle tastiere, in certi frangenti troppo in evidenza rispetto al resto degli strumenti.
Naturalmente, queste sono semplici considerazioni di fondo che, per inciso, non inficiano la buona qualità del lavoro, sicuramente un ottimo punto di partenza per una band dalle grandi potenzialità ma già in grado di presentare spunti particolarmente interessanti. Vedremo peraltro cosa deriverà dai recenti cambi di line-up, essendo subentrati alla voce Simone Colman al posto di Paolo Guerra e Davide Schimd alla batteria in luogo di Martino Vittori.


A cura di Elio Ferrara "Holydiver"

Articolo originale su www.metalized.it
Friday, August 14, 2009 
VOTO - 7,5

Si presentano in maniera ottimale questi Wood Of Light, grazie ad un package realmente professionale/nista, e quando parte la musica oltre al supporto grafico/estetico riescono ad agganciare una solida e concreta capacità musicale e artistica. Il loro è un genere che per sua stessa natura non è facilmente etichettabile se non nel settore Progressive Rock/Metal, stile da cui in tre canzoni si allontanano per poi riavvicinarsi senza badarci molto. In tre pezzi riescono a dire tutto quello che molti altri gruppi non farebbero con cento brani a disposizione, mettendo in mostra una vena creativa molto eterogenea e al tempo stesso ben collegata da un filo conduttore che cristallizza il loro stile personale per renderli facilmente riconoscibili. La base di partenza è quella di un comune Progressive Metal che in alcuni momenti rimanda alle cose migliori dei Dream Theater, per poi lasciarsi andare in disparati generi come il Rock, l'Hard Rock e anche qualche accenno di un elegante Pop che impreziosisce di melodie vellutate questo Materioteca 08. I ragazzi in questione non sono degli sprovveduti, basta ascoltare Dyingasping For Breath per rendersene conto, la preparazione tecnica di tutti è di alto livello senza che venga mai abusata per dare uno sfoggio di se fine a se stesso. Difficile catalogarli, in venti minuti toccano e si dilatano nella musica con facilità e scorrevolezza, con evidenti margini di evoluzione e miglioramento.

A cura di Andrea Benedetti

Articolo originale su www.eutk.net
Sunday, August 31, 2008 
Ideato da Osvaldo Indriolo e Martino Vittori intorno ai primi mesi del 2005, il nome 'Wood of Light' è un esempio del contrasto tra l'immanenza e la manifestazione, tra l'essere e l'apparire ed è da questa distinzione che esso è generato.
Questo percorso generativo comprende inizialmente la volontà di non ricadere su lessemi canonici che richiamano a soggetti e oggetti 'epici' o evidentemente 'metafisici' o semplicemente 'cattivi', non si vuole fare della demagogia ricercando il consenso del classico 'metallaro'.
Ecco quindi un nome che proietta in un contesto decisamente più 'positivo', contraddittorio ma allo stesso tempo complementare: 'Wood of Light' non è da interpretare alla lettera come 'Legno di Luce' o 'Bosco di Luce' a seconda della traduzione, ma piuttosto come uno spiraglio di luce che nasce e si distingue in un ambiente per tradizione oscuro (wood, bosco).
Si ha quindi un sistema intelligibile di opposizioni dove 'Wood', per adottare una filosofia strutturalista, assume un significato profondo e meno superficiale di quanto possa sembrare: il bosco è vita, natura, silenzio, luogo selvaggio e inalterato, misterioso, inquietante, ...
'Light' vuole dare la possibilità di guardare questi significati sotto un'altra 'luce' per mezzo di qualsiasi deissi.
In maniera tangibile, è questo il filo conduttore dei brani da noi composti: una manifestazione musicale che richiama a situazioni e scenari ai quali l'ascoltatore attribuisce una chiave di lettura, un modo di leggere il contenuto di ogni singolo brano per farlo proprio e sucitare in esso sensazioni ed emozioni.

Osvaldo Indriolo
Treviso, 01 Settembre 2008
Wednesday, August 06, 2008 
'Sawll' è un termine nuovo: è frutto di un gioco tra le parole 'Soul' (letteralmente 'anima' ed è così che 'Sawll' si pronuncia), e 'Walls' (letteralmente 'muri', di cui 'Sawll' è l'anagramma).
Il titolo è una sintesi perfetta dei contenuti, strettamente legati a queste due parole chiave, contenuti introspettivi, che parlano delle difficoltà, richiamate metaforicamente da 'muri' e 'montagne', che normalmente si incontrano nella vita, delle nostre lotte contro di esse e dei vari modi di affrontarle.
Racconta del bisogno di arrivare al fondo, di toccarlo con mano, unico modo per ricominciare la risalita, un fondo in cui il dolore è reale e non ci aiuta a essere sinceri, e una risalita non facile e scontata.
Una volta terminata la 'battaglia' vi è ancora un momento in cui non è chiaro chi abbia vinto, le energie sono ancora in movimento e bisogna aspettare che si fermino: è in questo limbo che il dolore diviene un qualcosa di assolutamente irreale, la vita vuole ritornare e si comincia ad accettarla.

Paolo Guerra,
Spresiano (TV), 07 Agosto 2008