Gender: Male
Status: Single
Age: 28
Sign: Leo
City: Genova
State: Genova
Country: IT
Signup Date: 7/23/2007
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Friday, January 23, 2009
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http://www.genovatune.net/live.php?id=356 di Giulio Oliveri
A volte basta una scusa.
Una semplice occasione.
Un prestesto.
Stavolta è toccato a un compleanno, che diventa il punto di partenza per qualcosa che rischia di restare per molto tempo nella memoria di chi via ha partecipato, sia come musicista che come spettatore: viene decisa una serie di jam session, senza prove e senza un filo conduttore, con piena libertà di lasciarsi andare senza il minimo freno.
La prima vede partecipare Maso dei Varusclis, Marco dei Demetra Sine Die e Fabio dei Temple of Deimos (nell'inedita veste di batterista): è la jam più psichedelica, un classico power-trio chitarra-basso-batteria che si lancia sulla scia degli episodi più free-form di Experience e Cream, magari andando a lambire gli abissi lisergici alla Quicksilver/Grateful Dead. I tre lasciano il pubblico stupefatto (si sapeva che Maso fosse avvezzo a lasciarsi andare -nei Varusclis ha parecchie occasioni- ma Marco al di fuori delle complesse strutture dei D.S.D. è una sorpresa!).
La seconda jam vede due Antea (Davide e Francesco, rispettivamente basso e chitarra) con Gelso degli Stone Smokers alla batteria e Samu dei Sucks To Be You ala tromba: se loro il primo tentativo è un esplorare strade che portino a un risultato concreto, il secondo è il colpo che non perdona, una specie di tema di un poliziottesco anni '70 versione hard rock,qualcosa di inedito che non ci si aspettava sicuramente.
La terza jam vede tre Christopher Walken (voce, chitarra e batteria) interagire con Kabuto dei Gandhi's Gunn (autore anche del poster della serata) e Jacco dei Magnoidi, ma la presenza di un cantante non inganni, anche qui nessuna canzone ma un libero flusso di suoni, decisamente il primo momento della serata più marcatamente stoner, roba da spazzare via la sala.
Con la quarta jam si entra in territori più strani, con Federico dei Temple of Deimos e Carlo dei Fungus (anche lui festeggiante il compleanno!) a dividere il palco con Ale dei Lucky Mind Erased e Enrico dei Gandhi's Gunn, e qui le atmosfere sono diventate decisamente più strumentali, con un continuo e teso duello tra i due bassi, che continua con la jam successiva, dove a questo punto si fondono le formazioni di Fungus e Temple of Deimos (sezione ritmica dei primi, basso e chitarra dei secondi), per accompagnare le improvisazioni vocali di Giampy (del check): ecco, se qualcuno aveva dubbi sulla serata sarebbe bastati questi due momenti a fargli cambiare idea, pura sperimentazione in grado di mantenere ancora del groove.
A questo punto sale la curiosità per la jam successiva, che sulla carta si preannuncia più space e krautrock: a Federico -ormai rimasto saldo sul palco- si affianca Jacco, che stavolta torna sul palco come batterista, ed entrambi fanno da supporto ai due Vanessa Van Basten Morgan e Mathias, il primo in pieno feedback chitarristico e il secondo lanciato nei suoi drone di synth...siamo tutti pronti e la band comincia a scaldarsi sul palco ma a quel punto la frase "c'è la municipale" piomba nel locale come un tsunami su una spiaggia.
La band si sfalda, Mathias e Morgan -seduto per terra e visibilmente incazzato- provano un drone, che si perde tra le chiacchere, gli strumenti riposti e l'improvvisa mestizia collettiva...Ad un certo punto Morgan si alza, prende il microfono, manda affanculo il mondo e scende dal palco.
Comprensibile, dannatamente comprensibile: ha espresso qualcosa che ci stavamo tenendo dentro tutti...
C'è chi ha paragonato il termine della serata a un coito interrotto, e il paragone ci sta, sempre che ci si immagini che il coito venga interrotto non per volontà propria ma perchè sul più bello qualuno ha pensato bene di prendervi e di buttarvi sotto una doccia fredda...
Il dj-set made in Volumia prova a riscaldare l'ambiente, e in fondo ci riesce senza troppe difficoltà: è una festa,e basta riempire la sala di musica e molestissimi paloncini per far ritornare il sorriso ai partecipanti.
Beh, cosa resta però della serata?
Resta parecchio, è indubbio.
Chi bazzica concerti abitualmente sapeva che a Genova c'era una scena hard rock bella potente, e la serata è stata un campionario delle sue infinite possibilità, dalle band più stoner (Temple of Deimos, Ghandi's Gunn, Christopher Walken, Stone Smoker) a quelle più sperimentali(Vanessa Van Basten, Varusclis, Demetra Sine Die, Meganoidi) passando per il prog più (Fungus) o meno (Antea) classico: quelle che si son viste sul palco erano -parafrasando Frank Zappa- "the best (hard) band you've never heard", il prodotto di musicisti guidati soprattutto dalla passione, tanto da lasciarsi andare a flussi sonori in cui nessuno ha mai sovrastato gli altri (niente assoli sboroni, anzi spesso gli assoli si amalgamavano tra loro con naturalezza), in cui le differenze di stile non hanno provocato la temuta "accozzaglia di suoni" ma una fusione pressocchè perfetta...e dire che c'era dell'altro, che altri musicisti scalpitavano per salire sul palco,che tanti avrebbero voluto suonare e chissà quali altre incredibili combinazioni sarebbero potute saltar fuori...
Chi ha vissuto la serata sopra e sotto il palco difficilmente dimenticherà le sensazioni provate: una delle serate più riuscite degli ultimi tempi, un'esperienza da riprovare al più presto: un grazie a chi l'ha organizzata, a chi ha registrato, a chi ha portato gli strumenti e a chi era li dal primo pomeriggio e a chi ci ha creduto fino in fondo.
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Friday, October 10, 2008
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Sabato 11 Ottobre 2008 CHECKMATE ROCK CLUB via trebisonda 27r
presenta
DEMETRA SINE DIE (alternative metal) http://www.myspace.com/demetrasinedie
UNSOLVED PROBLEMS OF NOISE (instrumental trio) http://www.myspace.com/unsolvedproblemsofnoise
ingresso gratuito con tessera ARCI
Demetra Sine Die e Unsolved Problems Of Noise sono sicuramente i due segreti meglio mantenuti dell' underground genovese. Rare e imperdibili le loro esibizioni live, ottimi i loro prodotti "audio" (Council From Kaos dei DSD ha ottenuto recensioni lusinghiere in ogni parte del mondo, mentre gli UPON si apprestano molto presto a pubblicare nuovi brani di cui abbiamo avuto un assaggio nella compilation Buridda Vol2), sconcertante l'originalità della proposta.
I Demetra Sine Die si impossessano dell'artenative metal di scuola tooliana per inserirlo in un contesto psichedelico con parecchie sfumature gotiche di scuola Anathema. Il disco d'esordio uscito per My Kingdom Music è stato prodotto da Tommy Talamanca (Sadist).
Gli Unsolved Problems Of Noise partono dalle destrutturazioni di scuola John Zorn innestandole in un tessuto "post" attuale come se Mastodon, Baroness e Melvins si divertissero a suonare "storti". Strumentali ma orecchiabili, tecnici ma mai stucchevoli.
Una serata come al solito imperdibile. Inizio concerti ore 22 circa. Fine concerti mezzanotte spaccata. fatevi due conti e vedete di non arrivare tardi.
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Sunday, January 01, 2006
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di Daniele GuascoEra da un bel pezzo che desideravo sentire anche dal vivo la proposta degli I/O e sabato scorso le mie attese non sono state assolutamente deluse. Ad aprire la serata sul palco del Checkmate, locale da poco rinnovato che arriva come la manna dal cielo nella Genova del 2007, gli Unsolved problem of noise alla seconda buona prova nel giro di pochi giorni dopo il concerto in apertura di White mice e Bilge pop al Buridda del primo novembre. La loro proposta va delineandosi sempre meglio, è un piacere ascoltarli su un palco adesso che il trio è ancora un po' acerbo quindi dire che le promesse per il futuro sono più che buone non è sicuramente un azzardo. Gli I/O si presentano davanti al pubblico con una batteria, una chitarra circondata da pedali, un contrabbasso e la stravagante apparecchiatura dedicata alla voce tra microfoni ed effetti. Ho trovato semplicemente affascinante la fase iniziale dei brani sentendomi come un anziano che al di là di una rete commenta la costruzione di delle fondamenta, le radici da cui partono le improvvisazioni della band sono come parti di un unico discorso, le parole che dette singolarmente non vogliono dire nulla ma che insieme vanno a formare la poesia, una lirica tetra e nervosa ma allo stesso tempo capace di diventare tempesta sugli ascoltatori. Così come su disco si nota il ruolo di rilievo acquistato dalla voce nella musica di questo gruppo, sempre più linea portante da cui far partire i brani anche dal vivo, il tutto senza levare spazio alle costruzioni isteriche della chitarra e all'implacabile ritmo di contrabbasso e batteria. Il pregio fondamentale del gruppo dal vivo risiede nella capacità di creare sin dalle prime note un'atmosfera lugubre ma allo stesso tempo attraente quanto una grotta per un bambino, fili di note spezzate e singhiozzi che diventano velluto sonoro con l'evolversi dei brani andando a posarsi su un numero imprecisato di generi ed intuizioni, come un colore nuovo e indefinibile. A fine concerto, dopo un inaspettato piccolo bis, resta una di quelle sensazioni ben difficili da trovare in un gruppo: una gran voglia di sentire come evolverà ancora il suono di dei musicisti, di vedere dove li porteranno le loro idee .
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Sunday, January 01, 2006
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Current mood:  touched
Queste righe pubblicate sul blog dei Ricochet (che hanno suonato al Checkmate il 6 Ottobre 2007) ci hanno commosso. Per l'amore verso la musica che ci hanno trasmesso i ragazzi della band e che abbiamo trasmesso a loro in modo naturale... Sarà quindi un'ode al locale, e un'ode alla performance ma anche e soprattutto alla gioia di fare musica e suonare.. " Davvero sentita.Posso solo dire cosi' di una serata riuscita,almeno per noi,sotto ogni punto di vista. Siamo migliorati,questo é certo,anche se le sbavature ci sono sempre,ma credo che anche questo faccia un po' parte di quella attitudine di cui parlo sempre quando si tratta di "vivere la propria musica". Il CheckMate Club (www.myspace.com/checkmateclub) di Via Trebisonda 29 (Genova) ci ha accolto benissimo,ed il pubblico ha risposto positivamente...con noi i Just Add Melody (www.myspace.com/justaddmelody), ex Butterfly Effect dei nostri amici Massy e Greg che hanno aperto la serata e che hanno dato vita ad uno show coinvolgente e convincente,in particolare la loro nuova song "Carillon" mi ha divertito e sorpreso,soprattutto per le qualità vocali di Silvia,la nuova cantante che ha saputo rendere ottimamente la cover dei Mars Volta (davvero non facile) della song "The Widow",per non prlare del duetto eseguito con Ricky,ex singer dei Butterfly Effect di una storica canzone (e una delle mie preferite in assoluto),"The Witch". E poi é toccato a noi...diciamo che io prefrisco questi ambienti per suonare...il tipico club che vive di rock e di gente che ascolta musica di questo tipo...ci siamo letteralmente lasciati coinvolgere dalla stupenda atmosfera nineties del posto e del pubblico,presentando anche due nuove creature: This City Must Burn (manco a dirlo scritta apposta per la città di Chiavari) e One (una specie di blues molto delirante incentrato sul contrasto tra sesso e amore...).insomma,siamo lettralmente esplosi,difficilmente avevo visto Patte esaltarsi cosi' tanto,difficile era tornare sul palco dopo Italia Wave con il dubbio di poter essere "spenti" o di apparire "arrugginiti" dopo tanto tempo che mancava l'esperienza live. Niente di tutto cio',anzi,pur con qualche imperfezione nelle songs,l'impatto live é stato dei migliori,a dirla tutta,forse è una delle migliori performance che abbiamo mai eseguito.Soprattutto dal punto di vista personale. Mi sentivo diverso,avevo quella cosa che spesso sentivo mancare in certi live.Forse era la paura di "espormi",o forse solo una certa timidezza di fondo che in certi momenti mi bloccava.Sabato era sparito tutto,come se improvvisamente mi fossi ritrovato a dieci anni prima,dove esistevano locali come il CheckMate,locali che respiravano aria di espressione rock nell'accezione più totale del termine,con persone veramente interessate a divulgare quella musica che non senti mai,quella musica che per molti sembra essere solo rumore o un'accozzaglia di cose insensate. Per i ragazzi che gestiscono questo posto invece questa musica e quella degli anni '90,é ancora viva e pulsante,e forse rimane l'ultimo tipo di musica che ha davvero fatto la differenza,che ha cambiato qualcosa,al di là della morte di Kurt Cobain e di tutte quelle stronzate sulla parola "grunge".E questo si sente. Ce ne fosero di locali come il CheckMate,forse in molti si accorgerebbero che c'é una musica diversa che circola,e che non é proprio entertainment,anzi...é una cosa maledettamente seria. Al prossimo live, ed. "
http://ricochet.splinder.com/
 | Currently listening: Angel Dust By Faith No More Release date: 16 June, 1992 |
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