MySpace
myspace music


ZAFFA - 31 dicembre live @ Mavù



Last Updated: 12/26/2009

Send Message
Instant Message
Email to a Friend
Subscribe

Status: Single
State: Bari
Country: IT
Signup Date: 7/24/2007

Blog Archive
[Older      Newer]
 /  / 
Sunday, July 19, 2009 

Category: Music
Mi sono scoraggiato un sacco di volte nell'ultimo anno.
Quando fai un disco e ti esponi come ho fatto io, la regola è che devi necessariamente ricevere critiche. L'80 per cento delle quali, assolutamente poco costruttive e prive d'autorità. E ricevi anche un sacco di complimenti.
Sono in un periodo oscuro della mia vita, al di là della musica.

Gli spiragli di luce però sono arrivati. Chiamate importanti con promesse importanti, interviste in radio, su siti, chiacchiere sui forum. SONO NELLA SCENA.
E giacchè ci sono, mi piacerebbe chiarire un punto: NON FACCIO LIVE QUI a Bari, dove abito, PER MIA SCELTA. Ormai qui funziona che organizzi la tua seratina nel locale dell'amico, e fai cantare i tuoi amici. I tuoi PESSIMI amici. O meglio, pessimi artisti.
Possiamo organizzare TUTTI una nostra serata. Non serve fare serate per i tuoi soliti 10 amici, rimettendoci magari anche soldi per l'organizzazione.
IO HO DECISO DI RESTARE FUORI DA QUESTA LOGICA.
Quindi ho deciso di non fare live, io che d'altronde faccio un genere che non è più hip hop, e chiunque se n'è accorto. EPPURE c'è un sacco di gente che stimo nella mia città, ed è quella gente che vale davvero perchè parla poco di questo genere di stronzate: GANGSTA NAH TALK.
Mi hanno detto: ne riparliamo quando vendi qualche disco.

Ecco prendo spunto da questo per darvi la news: sono distribuito su iTunes, Rhapsody, Napster, IMVU, eMusic, Amazon mp3, Lala, Shockhound, LimeWire store.
Con il singolo "Gocce di Chanel", che ho scelto dai pezzi pronti per il disco nuovo, ufficiale, "Soffoco". Potete vedere il video su youtube o sul mio space, comprarlo se vi piace, e supportarmi incollando il codice del banner che trovate sullo space.
Sta andando bene, e il video è cliccatissimo.
Si, è elettropop con finale rap, non è hip hop, lo so. Non scandalizzatevi, si chiama evoluzione umana. Ho avuto la possibilità di essere distribuito su una scala un pò più larga, e ho voluto fare un pezzo più soft, con un'impronta soul, ma senza rinunciare ai miei gingilli elektro.

Negli ultimi giorni ho visto dei miei amici che hanno messo da parte il loro sogno, per seguire una vita normale, una vita con rapporti forse più solidi, una vita con più concretezza. E ho avuto tutto chiaro, d'un tratto.
Io non sono così. Il mio sogno non è un'opzione della mia vita. Il mio sogno è la mia vita.
Intendete, non sono un illuso convinto di diventare ricco con la mia musica e poter vivere di rendita. No, è qualcosa in più.
Ho realizzato che potrei passare la vita in ufficio. O a fare il salumiere. Una vita di merda forse. Ma la musica sarebbe il mio centro vitale, il salumiere l'opzione. Ho capito che la mia essenza è questa, e non diventerà un' opzione da scegliere a piacere quando ho tempo: LEI E' IL MIO TEMPO, LEI E' OGNI RESPIRO, OGNI GIORNO.

Dicono in giro che faccio la star perchè mi faccio vedere poco. Naaaa.
Io mi faccio vedere poco per cazzi miei. Io sto peggio di voi.

Molti hanno già capito l'attitudine con cui sto affrontando tutta questa vicenda della mia musica. E riescono a cogliere veramente il cuore che ci metto. E li ringrazio. Un grazie immenso a voi che mi ascoltate, che mi leggete, che riuscite a cogliere anche solo un piccolo brivido da una mia canzone: GRAZIE.

Il metro di valutazione è il brivido sottopelle, l'emozione. Se non c'è quello, Non potrò mai dire di aver fatto arte.




Currently listening:
Dogocrazia
By Club Dogo
Release date: 2009-07-14
Tuesday, June 23, 2009 

Category: Writing and Poetry

Tu capirai
Questo immenso dolore?
Cosciente, io
In un coma.
Io che con le mani
Batto forte
Sulle pareti dell'anima
Mia.
Come volessi
Attirare la mia stessa
Attenzione.
Grido
Ma dalla bocca alcun suono
Capirai?
Batto con le mani,
Cosciente,
Ma in un coma,
E cerco di svegliare
Questa mente assopita.
La mia.
Cosciente
Che vivo ormai dentro,
Qui dentro,
Qui,
Perchè là fuori
Non c'è più niente.
Nient'altro che
Buio.
E fa paura.
E mi affaccio per vedere
Fuori,
Ma tutto è nascosto,
Poggiando le mani
Sulle pareti di vetro
Così spesso,
Così sordo,
Così freddo.
So
Che non capirai.







Currently listening:
From Q with Love
By Quincy Jones
Release date: 2005-08-09
Monday, April 06, 2009 

Category: Music

http://www.msplinks.com/MDFodHRwOi8vd3d3LnpzaGFyZS5uZXQvZG93bmxvYWQvNTgyNjI5MTYxNzU5MGY5YS8
Avete mai provato un irrefrenabile desiderio di fuggire?
Non intendo solo materialmente, preparando un paio di valigie e comprando un biglietto aereo.
Avete mai provato a spezzare gli schemi per vedere cosa c'è oltre essi?
No, non intendo solo indossando vestiti da alternativo.
"Elektro flow ep" è quello di cui parlo: qualcosa nata dalla spontaneità, dalla passione,
 dal desiderio di rivalsa, di novità, originalità, poesia, magia, amore & odio.
Questo ep è un semplice e spontaneo flusso di suoni, emozioni, parole, trasposte dalla mia
mente su un disco. Niente di preparato a tavolino, niente di classico, niente riferimenti di
ispirazione.
Questo disco è ME.
Ho deciso di rendere pubblico questo mio primo lavoro ufficiale in maniera del tutto gratuita
in freedownload, quindi ciascuno si senta libero di disporre a proprio piacimento di questo ep.
Sono fiero di questo lavoro per due motivi: sono stato spontaneo, sono stato originale.
Il resto è pura soggettività, e la soggettività nel sistema massificato del 2000 si confonde
con l'astrattezza, e diventa difficile quantificarla.
A chi fosse piaciuto il disco e volesse sinceramente darmi una mano, dico solo di diffondere
il più possibile "Elektro flow": stampate cd ai vostri amici, parenti, diffondete il link e
i file in qualsiasi modo, ma fatelo!
Gli operanti nel settore musica, invece, sanno che citarmi nei moduli SIAE può solamente farmi
piacere.
Credo di aver detto tutto.
Ora lascio la scrittura, e mi preparo ad entrare nelle vostre anime per una strada diversa.
Le orecchie.
Buon ascolto.
 
http://www.msplinks.com/MDFodHRwOi8vd3d3LnpzaGFyZS5uZXQvZG93bmxvYWQvNTgyNjI5MTYxNzU5MGY5YS8
 
Currently listening:
Junior
By Röyksopp
Release date: 2009-03-23
Monday, January 12, 2009 

Category: Jobs, Work, Careers
ECCO COME FARE:
Se vuoi ricevere migliaia di visite sul tuo myspace / sito ogni giorno, e guadagnare facilmente, sul web, segui queste indicazioni:

1- Trovati un buon lavoro, e distruggiti dalla mattina alla sera, per circa un anno.
2- Dopodichè, avendo risparmiato un bel pò di soldini, chiamate il manager di T.I., chiedendogli una collaborazione.
3- Riceverete un beat del timbo e delle strofe di T.I. : voi dovrete registrare esattamente dove non rappa il negro. Va bene anche il microfono del computer.
4- Postate il pezzo risultante su myspace.
5- Firmate il contratto con la Universal e venite a ringraziare Zaffa.
 
 
 
LOL 
 
Sunday, January 11, 2009 

Category: Writing and Poetry




 

"Parti dal presupposto che un cd vale zero,
prima finisci, prima ti togli il pensiero"
- Dargen d'Amico, da "Come l'Italia e San Marino"

 

Non sono mai stata una persona forte per definizione.
Ho i miei lunghi momenti di fragilità, ma in quei momenti resto sospeso in bilico su un asta di cristallo, oscillando tra la salvezza e il baratro, e puntualmente non divento preda né dell’uno, né dell’altro.

Sono, più semplicemente, preda di me stesso, di quella oscillazione sempre uguale e perfetta che mi tiene sospeso nel limbo della mia mente.

Ho soli 20 anni, e psicologicamente mi sento già stanco, annoiato, vecchio.

Siamo il prodotto del nostro ambiente, e io credo di essere stato partorito da un alieno, perché qui sopra non trovo miei simili.

Solitudo poetis.

Lascio questi interventi pubblici e sempre di più nella mia scrittura colgo il tono di un diario di guerra. Una battaglia la vinci, l’altra la perdi, e una pagina gioiosa viene offuscata dalle lacrime sull’inchiostro della successiva.

Ho soli 20 anni, e non ho una torcia. E mi servirebbe dato che più cerco di guardare lontano verso il mio futuro, più il buio avvolge i miei occhi.

“Un cd vale zero.”

Già.

La mia stanza/studio, è nel caos più totale, ma mai l’ho vista così viva. L’angolo con le macchine sempre accese, le tazze sporche sulla scrivania, i libri, i cd con i file provvisori, i cavi, le chitarre, i post it attaccati dappertutto, che ricoprono i vinili che a loro volta ho attaccato alla parete alla mia destra. La parete dove c’è il letto, invece, è quasi completamente ricoperta dai testi definitivi per l’album. Scritti, riscritti, annotati, sottolineati, cancellati, corretti. Poi maglie, pantaloni e scarpe sparsi dappertutto, alla rinfusa.

Di fronte a me Mr Shakur mi guarda pensieroso.

Forse si chiede quello che mi chiedo io.

Solitudo poetis.

Si, siamo il prodotto del nostro ambiente, e questa nazione, questa città, le persone che ci vivono dentro, che pensano, o ci provano, che propongono le loro idee, la loro morale e la loro mentalità da “occidente coloniale di tre secoli fa”, ogni giorno di più, mi opprime. Sento il loro fiato sul collo, le loro mani attorno alla gola, le loro unghie nel mio petto.

Soffoco.

E’ semplice stare fermi e smontare un sogno, un’aspirazione, un progetto.

“Non si vive di musica.”

Mi dicono sempre così, tutti.

E io sorrido. Anzi mi viene proprio da farmi una grassa risata.

La gente crede davvero che io sia stupido, e non abbia pensato prima di loro a questo?

Davvero?

Solitudo poetis.

Il mio silenzio, le parole che dico e non comprendete, la mia musica non catalogabile.

Sembra vi faccia paura.

Chi vive diversamente da noi fa paura.

L’hippie che gira il mondo con i suoi tre figli senza padre e canta nelle piazze aspettando le offerte dei passanti incuriositi. Provate pena.

I rom accampati nel disagio che vivono di espedienti, e vi chiedono l’elemosina quando uscite puntuali dalla messa domenicale, nei vostri capi firmati.

Provate pena.

Popoli che da secoli si fanno guerra, tradizioni e usanze crudeli e inspiegabili di terre lontane.

Provate pena.

Non volete capire, volete provare pena, perché avete bisogno di sentivi essere superiori, più fortunati, degni di concedere compassione.

Solitudo poetis.

Non ve lo sarete mai chiesti, ma dall’altra parte del vetro, quelle stesse persone potrebbero provare lo stesso per voi.

Io sono dall’altra parte del vetro, rinchiuso in una stanza a lavorare a un disco, senza sapere che fine farà con esattezza.

A me non interessa la crisi. Né il tempo che fa oggi.

A me interessa dare un messaggio, emozionare, far sorridere, smuovere qualcosa nel profondo, che alcuni chiamano “anima”.

A me interessa credere ancora in ciò che non esiste più, la magia della poesia, della riflessione, dell’essere davvero vivi, aldilà del buon costume e del clichè comune.

Voglio essere me, fino in fondo.

E lo farò meglio che posso.

Ma questo, in fondo, è solo il diario di un pazzo.

Tuesday, November 11, 2008 

Category: Writing and Poetry

Immagino che la Morte, ogni volta che giunge il momento di incontrare una nuova, stupida, impotente vittima, ripercorra la sua vita, passo passo. Chissà, forse conoscere meglio la preda da più efficacia al suo fendente, più soddisfazione al suo lavoro sporco, o semplicemente le serve per misurare il tasso di godimento nello sradicare radici più o meno salde a un mondo fatto di dura pietra.

La Morte.

Ecco perché il mio piccolo, umano, ridicolo desiderio di onnipotenza e eternità, mi porta a sferragliare arditamente fuori da binari ben più saldi per altri che, diversamente da me, non corrono fino a sentirsi mozzare finalmente il fiato.

Mi viene in mente di scrivere una poesia?

Comincio: "Pensavo…"

Maledizione, non ho ispirazione.

Mannò basta questo. Questo basta, e lo chiamo poesia!

E voglio che un po' si spaventi. La Morte dico, quando verrà a incontrarmi.

Voglio che un po' abbia paura, anche lei.

Nel guardare i disegni sulla mia pelle. I muscoli stressati ogni giorno per crescere.

Nel sentire la sfrenata, disperata ricerca di perfezione che ogni giorno di respiro assillava quella che di lì a poco lei, la Morte, avrebbe trasformato in una salma. Ma una bella salma.

Con i denti perfetti, capelli in ordine, e una pelle disegnata ad arte che finalmente si poteva buttare.

D'altronde, che io sappia, la bestia feroce che intimorisce l'Arte, altro non è che il Tempo.

E cos'è il Tempo, se non il socio più fidato della Morte.

Eppure l'Arte non può morire, né può avere paura della Morte.

L'arte ha solo paura di svanire.

Lenta.

Nel Tempo.

Invece l'uomo è lì, fragilità di cristallo, è un secondo ed è via, morta. Prima si muoveva, ora non si muove più. Ne danno il triste annuncio i figli tizio e caio, una prece, funerale da quattro soldi e via, stipato nel marmo, ad aspettare ancora.

E dopo? Ha ancora senso oggi vivere, non credendo in qualcosa di diverso dall'ignota idea di nulla, di nero totale, oltre la morte?

Quasi quasi mi affetto piano in qualche pagina, ne faccio stampare un po' di copie, e divento Arte. Vediamo di fotterla, questa signora Morte.

 

Currently listening:
Evolution
By Giovanni Allevi
Release date: 2008-06-24
Tuesday, November 11, 2008 

 

Ricordo il mio maestro di chitarra, diceva che il pollice della mano sinistra va esattamente a metà del manico, per avere una presa più lunga sui tasti.

E io sbagliavo sempre, e ogni volta mi diceva che solo i ricchioni fanno questo errore, e fanno sporgere quel maledetto pollice fin sulla sesta corda.

Allora ero piccolo, e mi convinceva, mi convinceva chiunque, qualunque cosa mi dicesse. Ma lui mi convinceva ancora di più, perchè era un gran figo alla chitarra e, cazzo, era il mio maestro.

Dopo un paio d'anni misi un pò da parte la classica e cominciai con la chitarra elettrica...

Andai a Monachino con mia madre con l'intenzione di prendere qualcosa di economico, ma vidi appesa la mia rg, e mi fece subito sesso, divenne mia nel momento in cui la vidi, e non mi sarebbe importato il denaro o il permesso di mia madre: l'avrei semplicemente staccata dalla parete e sarei scappato difilato fuori dal negozio.

E col mio maestro oramai si era amici, stavo crescendo con lui, lui mi fece scoprire il rock, il metal, il black, il punk: allora non c'era internet per tutti.

Era la mia enciclopedia: delle volte passavamo l'ora di lezione quasi interamente a guardare video musicali e robe del genere. E fu in uno di quei momenti che vidi Kirk Hammet in live che quel pollice lo teneva da "zappatore" bello in fuori.

Che stronzo. Se lo facevo io ero un ricchione. Kirk li faceva il figo invece.

Ma la scena più dolce e romantica che ho impressa in testa e che mi tira fuori quel paio di lacrime che mi son rimaste, non fu un saggio, un qualcosa che mi disse o cose del genere: stavolta parlò in altro modo.

Stavo eseguendo un arpeggio abbastanza complicato ma che nonostante tutto mi riusciva bene, dolcissimo già così com'era scritto. Una volta terminato l'esercizio mi disse: "Bene, ora facciamolo in controtempo."

Prese la sua chitarra classica.

La posizionò sulle sue gambe, solita sua posizione elegantissima, solita mano destra con le unghie lunghe al punto giusto, limate e lisciate con la carta vetrata 1000, mano "come se contenesse una pallina da tennis", come diceva lui.

E un, due, tre...

Comincio.

Dopo una battuta comincia lui in ritardo a suonare la stessa melodia, in ritardo.

Il controtempo.

Ed è stato il momento più magico della mia vita.

Non mi stava parlando, ma mi diceva così, suonando, quanto gli piacevo come allievo, quanto ci teneva a me come amico, e continuavamo a dialogare con le dolci vibrazioni delle corde di due chitarre che in quel momento erano un'anima sola.

Probabilmente lui è stato il mio migliore maestro, di chitarra e di vita.

E, sicuramente, il mio migliore amico di sempre, anche se ci siamo persi.

Grazie Sabino.

Per voi tutti, questo voleva solo essere un piccolo riassunto della storia della musica.

Scusate...Musica 

 

Currently listening:
Cancion y Danza
Release date: 2004-09-21
Monday, January 01, 2007 

Category: Writing and Poetry

1 maggio

ore 00.00

Viaggio di ritorno da una Taranto che riesce a portarmi l'anima per mezza giornata in un limbo di non pensieri, un riassetto apparente di equilibrio, tra mare, sole, soul, amore, sesso, cibo e respiri lenti e vissuti davvero.

100 km dalla vita

Si ritorna sempre. E anche stasera devo tornare.

La saluto, salgo in macchina, il contachilomentri ricomincia a mangiare strada. Più mi avvicino a casa, più i problemi, i pensieri, i "forse", i "se", riacquistano potere sulla mia mente, nonostante il tentativo di scacciarli...

Un altro pò...

Per favore...

"Lasciatemi stare..."

Buio pesto, strada piena di buche, senza specchietto principale, in sottofondo una stazione radio qualsiasi e fuori una bella notte da respirare, clima caldo, e tante, troppe macchine lente...

Io sto perdendo tempo guidando. Come perdo tempo ogni giorno senza costruire assolutamente nulla. Anche il mio sogno...

Quasi l'ho abbandonato...

Come si sentirà...

E ogni giorno muoio, e non godo del singolo respiro se non scappo lontano dalla culla. Culla di serpi.

Accelera Zaffa, accelera.

I miei impulsi di vita arrivano violenti, improvvisi, e tremendamente pericolosi.

Frenetico, sorpasso a destra, cambio di scatto le corsie, colpisco d'abbaglianti e di clacson per farmi strada, sono dai 140 in su, e il bello è che mi dimentico del freno, e il bello è che non ho alcuna intenzione di rallentare, tantomeno di fermarmi.

Veloce, vivo, forse morto da un momento all'altro, in una curva presa male, o per l'errore di chiunque altro.

Veloce.

Tratti controsenso per sorpassare, riacquisto la corsia giusta 2 secondi prima dell'impatto...

E sono vivo...

Mastichi la vita, senti il sapore sulla lingua, sul palato, solo quando senti più alta la percentuale di possibilità di morte. Esattamente come quando mi puntarono quella pistola in faccia.

Scopri di essere un efficiente sistema di fasci muscolari, nervi pulsanti, scopri l'oceano di sangue che dentro di te pompa e ribolle dappertutto, scopri di essere animale, preda o predatore, a turno.

Ed ora sono qui, vivo, nonostante i miei stralci di follia in auto.

Sono qui, nel mio covo di serpi, perso in me stesso.

E non ho sonno, perchè il sonno non è per quelli come noi.

Currently listening:
Trilla
By Rick Ross
Release date: 2008-03-11