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Adern X



Last Updated: 12/10/2009

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Wednesday, December 02, 2009 

Current mood:  hopeful
One of my image has been selected and published for issue #13 of the platform58 e-zine

Image can be seen at platform58 web site:

http://www.platform58.ning.com

Hope you enjoy,
A.X

Currently listening:
92982
By William Basinski
Release date: 2009-04-20
Thursday, June 18, 2009 
Tieni duro:
E’ un bel dilemma. Vuoi fare arte ma devi anche vivere. Quindi sei costretto ad avere un lavoro e di conseguenza a volte sei troppo stanco per dedicarti all’arte.
Se ami ciò che fai, però non smetterai di farlo comunque. Io sono stato fortunatissimo. Sul nostro cammino incontriamo persone che ci aiutano. Nella mia vita ci sono state un sacco di persone che mi hanno dato una mano ad andare avanti. L’aiuto arriva perché hai già fatto qualcosa, quindi non smettere.
Devo alla buona sorte molto di quello che mi è successo. Il mio consiglio però è questo:cerca di trovare un lavoro che ti lasci un pò di tempo libero; dormi quanto basta e mangia con moderazione. E lavora più che puoi. E’ così appagante fare ciò che ami. Forse ti aprirà altre porte e finalmente troverai un modo per fare ciò che ami. Te lo auguro di cuore.
 
(David Lynch consegnava giornali porta a porta).
Friday, February 27, 2009 

Current mood:  thoughtful

Curiosamente, nel lessico comune, per arte s'intende usualmente l'arte
figurativa e, segnatamente, la pittura. E' evidente che sembra che le
altre arti sembrino godere di uno status minore o, per così dire,
popolare.

Il passaggio di molte forme d'arte (musica e teatro su tutti) dallo
stato di non commerciabilità, dovuta al fatto d'essere forme che
esistevano solo allo stato temporaneo della loro rappresentazione, allo
stato di oggetto vendibile, dovuto allo stato permanente di oggetto
reificato in un supporto, ha portato al mutamento di stato di queste
arti.


Nonostante i giudizi più o meno fondati sull'arte di maniera, rimane
un fatto non secondario cioé che è l'arte veicolata tramite radio, spot e
quant'altro è diventata lo sfondo della vita delle persona. Un
fatto ormai assodato da tempo è che, a causa delle sue caratteristiche,
il gusto di massa è orientato verso le forme familiari e vuote/rassicuranti.


La familiarità dell'arte di massa è essenzialmente dovuta allo stile
cioé il fatto che ogni artista ha un sottoassieme di segni che utilizza
in un numero molto ampio di opere, la riconoscibilità dell'opera di un
artista si riconduce essenzialmente al riconoscimenti degli elementi
dello stile nell'assieme più grande di segni di cui è composta la
singola opera.

Trappola in cui si cade con molta facilità è la lenta trasformazione da
stile in maniera. Lo stile diventa maniera quando, piu o meno
consciamente, diventa predominante l'uso dei segni tali da rendere
immediatamente riconoscibile certi elementi strutturali rispetto agli
elementi estranei allo stile. In altri contesti Adorno parlò di "musica
che ascolta per gli ascoltatori" ossia la riconoscibilità immediata di
certi elementi di un'opera porta alla non necessità di analizzare cioé
ad una visione essenzialmente passiva della fruizione.

Fortuna evidente della maniera è la minore richiesta di attenzione, e
conseguente elaborazione, richiesta al pubblico dall'arte "di genere"
grazie al risultato quello di rendere permanente palesi tutti gli
elementi dell'opera. Questo porta a domandarsi della causa di quello
che appare come una forma di "pigrizia" culturale, il "genere" piace
non perché non fa pensare ma poiché fa pensare poco.

Il pensare poco è anche dovuto ad uno degli aspetti più tipici della
critica è la sua lenta trasformazione in "scienza delle recensioni", la
gran parte delle recensioni specialmente se pubblicate sui giornali si
riduce al giudizio "mi piace/non mi piace". Scopo della critica è
l'aiuto a chi fruisce un'opera per capire cosa c'è dentro l'opera e
quindi operare da stele di rosetta per la comprensione del linguaggio
artistico dato che la storia dell'arte è ricca di opere che non
piacciono ma importanti per la spinta al rinnovamento linguistico. 




Wednesday, December 24, 2008 

Current mood:  happy
This year's playlist, as usual in no particular order.


Geskia - Silent 77 (flau)
Fennesz - Black Sea (touch)
Stephan Mathieu - Radioland (Die Schachtel)
Rome - Masse Mensch Material (CMI)
Joan as Police Woman - To Survive (PIAS)
Notwist - The Devil, You + Me (Label)
PT-R - Music from the Ionosphere (Radical Matters)
Beequeen - Sandancing (Important)
Akira Rabelais - Hollywood (Schoolmap)
Tape - Luminarium (Hapna)
Autistici - Volume Objects (12k)
Charlemagne Palestine - For the Doppio Borgato (Sub Rosa)
Currently listening:
The Sad Mac
By Stephan Mathieu
Release date: 2005-01-03
Friday, October 31, 2008 

Current mood:  happy
The Tribute to Giorgio de Chirico reviewed on earlabs. This is the link:

http://www.earlabs.org/release/review.asp?reviewID=1264
Tuesday, September 02, 2008 

Current mood:  happy
Come per l'anno scorso riflessioni sparse sulla quarta edizione di piombinoexperimenta4

Installazioni:

FRANCESCO ARENA: volti e suoni per una riflessione su visione e suono. Ventitre volti ripresi a camera fissa. Ventitre sottofondi. Lo sfondi si muove per sfumature di colore e per le "sporcizie" inevitabili che si generano sulla videocamera. Ipnotico.
PIETRO RIPARBELLI: i ricevitori ad onde corte ed la proiezione realizzata con influx creano una base molto atmosferica che punteggia un video basato sull'esplorazione di una foresta buia (evidente metafora del lato oscuro). Molto ben fatto.
GIANCARLO TONIUTTI: una bassa frequenza fa da portante e stabilizzante di varie frequenze che escono da altri 5 autoparlanti. Stanza correttamente al buio per stimolare una concentrazione indispensabile per apprezzare un lavoro compositivo notevole.
PIERPAOLO LEO: unica installazione interattiva del festival usa dei pedali per modificare alcuni parametri delle variation II di John Cage. Divertente, specie se si è in due a modificare i parametri del suono.
LIANA ZANFRISCO: il posto le si confà a pieno dato che la proiezione avviene su un vecchio banco di scuola. L'installazione su un vera aula scolastica da all'impianto dell'installazione qual tocco in più che attrae l'attenzione.

Concerti:

Pierpaolo Leo: Pulsazioni ritmiche, sinusoidi, movimenti precisi. Con un laptop, un sequencer ed un sampler fa un live estrmamente volumetrico ed iridescente di suoni. Sorpresa (almeno per me) assoluta.

Olyvetty: concerto estremamente rumoroso, un tavolo montato in centro rispetto alla platea. Molta scena, carino ma poca sostanza ... il ché non è un difetto vista la natura del progetto.

GLB: Becuzzi decide di suonare la scala antiincendio su base laptop mentre Beatrice balla visualizzando le suggestioni dei suoni e Fabrizio con dei recipienti pieni d'acqua crea un bel gioco di luci. Battiti ritmici quasi rituali per un concerto ipnotico e privo di pause o cedimenti.

3/4HadBeenEliminated: Disposizione a triangolo rispetto al mixer in centro. Drone, loops, malinconici arpeggi di chitarra, suoni lasciati evolvere nell'aria. Danno, sopratutto, l'impressione di sounare quasi per se stessi. Band immensa per un concerto memorabile.

Giancarlo Toniutti: Quattro autoparlanti disposti a cerchio con l'audiance (e Toniutti stesso) in mezzo. Una bassa frequenza a creare un tappeto per i souni (possibilmente derivati da oggetti e processati) preregistrati ed un abilità incredibile per calibrarli sui quattro autoparlanti. Concerto lungo (forse troppo) ma in alcuni momenti

PT-R K11 + Radical Matters: concerto molto volumetrico e pesante. Atmosfere cupissime, bassi quasi fisici, attitudine metal. Efferati (^_^)

Leonello Tarabella + Massimo Magrini: Una performance completamente basata sul pilotaggio di moduli software tramite interfaccie gestuali progetto dell'ISTI di Pisa. Più sfoggio di abilità tecnico progettuale che musicale ma l'effetto è comunque divertente grazie all'uso delle proiezioni sullo sfondo che contrappunteggiano i movimenti dei due.

Xavier Quarrel: Musique pour les yeux utilizzando un vecchio proiettore. Performance estremamente coinvolgente, usando colori, filtri, ombre e come suoni prevalentemente i suoni del proiettore stesso mentre manipola i filtri e la pellicola, Quarrel si rivela, forse, la chiusura più bella possibile del festival.

Epilogo:

Scelta estremamente varia per i concerti (in soli tre si vede un portatile), due con dei dischi, due quasi suonati ed un finale senza un sfondo musicale vero e proprio. Un caleidoscopio sonoro in controtendenza con molti festival, che si spera rivedere l'anno prossimo.
Unica vera pecca di quest'anno: una location non bella come quella degli anni scorsi (palazzo appiani era un'altra cosa) ma forse è solo un'annata di transizione...
Currently listening:
The Sad Mac
By Stephan Mathieu
Release date: 2005-01-03
Thursday, July 10, 2008 

Current mood:  worried
C'è una cosa che mi colpisce ogni volta che vado a qualche
manifestazione, mostra, concerto di arte più o meno definibile come
"contemporanea": la quantità esigua di pubblico presente. La domanda è
perché non si riesce ad interessare un pubblico diverso da "addetti ai
lavori" ovvero cosa modella il gusto popolare?

La critica più frequente che viene rivolta in questi casi è
l'autorefenzialità di un sistema in cui artisti e pubblico coincidono
per mezzo di un linguaggio definito come "incomprensibile" da chi viene
a vedere una mostra con la voglia di trovare un po' di evasione. Ma lo
scopo dell'arte può essere anche l'evasione ovvero perché, dopo poco,
il pubblico abbandona gli spettacoli? In prima istanza si possono
ipotizzare due cause: la scarsa qualità delle opere, lo scarso gusto
del pubblico. Ammettere la scarsa qualità delle opere implica che il
giudizio su un'opera non verte sulle sue caratteristiche estetiche ma
sulla sua corrispondenza al gusto popolare. In tal modo la qualità
estetica di un'opera sarebbe variabile nel tempo ovvero se il gusto
popolare cambia, come nel caso delle mode, siccome si fa coincidere la
qualità dell'opera percepita dal pubblico con la qualita estetica,
quest'ultima diventa variabile nel tempo.

Ammettere per converso lo scarso gusto del pubblico equivale ad
ipotizzare che l'arte è strutturalmente incapace di parlare a chiunque
non sia a conoscenza delle sue forme, diventando così dominio esclusivo
di artisti e studiosi. L'arte, prima ancora di essere techne, è un
linguaggio ossia una rappresentazione mediante simboli di qualche cosa
(che i simboli siano note, parole, disegni è irrilevante). Questo fa sì
che sia ipotizzabile una qualità elitaria dell'arte poiché una
linguaggio è comprensibile solo da chi conosce la lingua. Filosofi,
e.g., Derrida, sostengono che esiste nell'arte un aspetto segreto, non
rappresentabile, poiché il linguaggio non è capace di svelare tutto;
non è come un vetro da cui può trasparire tutto quello che c'è
dall'altra parte. Un aspetto segreto, in quando non visibile
all'analisi formale, sottrae l'arte al dominio degli studiosi
rendendone possibile non solo un aspetto di universalità linguistica ma
anche di indipendenza dal gusto dato che la facoltà di distinguere e
apprezzare ciò che è bello dipende comunque da un'analisi di tipo
formale.

Se non è né la scarsa qualità delle opere, né lo scarso gusto del
pubblico cosa si può ipotizzare come causa del gusto popolare? Nel
trattare l'arte come linguaggio s'è omesso un questione non irrilevante
ovvero che quando si parla di arte come linguaggio si assiomatizza
implicitamente la presenza di qualcuno disposto ad ascoltare. In altri
termini che succede se l'opera è di valore, il pubblico può apprezzarla
ma, in realta, quest'ultimo non è disposto ad "ascoltare" quello che
l'opera sta dicendo? La sala diventa un deserto allo stesso modo in
cui, se noi parliamo ad un sordo, per quanto interessante sia quel che
diciamo il nostro interlocutore volta lo sguardo dall'altra parte.
Sunday, March 02, 2008 

Current mood:  melancholy
Ho visto la navicella partire
il modulo nel cielo
osservo il resto perdersi
un asteroide intorno a nulla
senza più centro
senza più meta

perso
senza una stella polare
in questo piccolo e lungo viaggio

orbitare
è sempre tornare
dove s'è partiti
Currently listening:
The Disintegration Loops
Monday, December 31, 2007 

Current mood:  peaceful
Category: Music

It's the end of the year so it's time to do the playlist, it's the records that i remember the most and they are listed with no particular order.

G. Becuzzi, F. Orsi - Muddy Speaking Ghost Through My Machine (a silent place)

M. Feldmann - Three Voices (col legno)

Alva Noto - Xerrox (raster noton)

El-p - I'll sleep when you're dead (def jux)

Einsturzende neubauten - Alles Wieder Offen (potomac)

Kommando Raumschiff Zitronen - Last Time Ever I Saw Your Face (quincunx)

Goem - Robbed (small voices)

3/4Hadbeeneliminated - Theology (soleilmoon)

Jacob Kirkegaard - 4 rooms (touch)

All my faith lost - the hours (cmi)

Burial - untrue (Hyperdub)

Throbbing Gristle - The endless not (mute)

Luigi Turra - Enso (Small Voices)

Happy new year to everybody (^_^)

Saturday, December 08, 2007 

Current mood:  sad
I read the news today and saw the news of the death of Karlheinz Stockhausen. I suppose everyone who experiment with electronic devices felt this is a loss. He was a big influence and today i want to say it: Thank you, Karlheinz.