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Metropolitan Ratto Sweet



Last Updated: 12/12/2009

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June 15, 2009 - Monday 
RULLANTI RV SPECIAL - Fatti su misura… Percussioni - Giugno 2009
di Roberto Baruffaldi
Rv-Drum2RV è un produttore italiano che da poco tempo si è affacciato sul mercato della realizzazione artigianale di batterie e rullanti, con l’utilizzo di una grande varietà di essenze per la produzione di fusti multistrato, a doghe e in plexiglass.
Ogni fusto può essere ordinato e realizzato secondo le esigenze personali, ovviamente sempre in accordo con le metodologie costruttive adottate dal produttore. Infatti è possibile personalizzare i set in acero americano 100% (non Keller) o in betulla, con misure che vanno da 6 a 26 pollici. Lo spessore dei fusti rimane costante ed è di 6 mm. Per quanto riguarda le meccaniche, invece, c’è un’ampia scelta e, su richiesta, è possibile averle anche in black chrome e gold. Gli spessori a disposizione per i fusti a doghe sono di 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14 e 15 mm., mentre la finitura può essere lucida, opaca o grezza, con l’eventuale opzione della copertura e della verniciatura interna al fusto, che può essere di diverso tipo. Per ciò che riguarda i fusti in multistrato, viene fornita la possibilità di scelta anche per ciò che riguarda l’orientamento delle venature del legno. Risulta ampia anche la scelta della tipologia di hardware da applicare sui fusti di rullanti, casse e tom. Ovviamente questi sono solo alcuni esempi: le opzioni a disposizione sono molte, e per approfondire il discorso basta andare sul sito del produttore per rendersi conto di ciò che è possibile realizzare. Il nostro test ha come oggetto due diversi rullanti appartenenti a una nuova serie ancora in fase di sviluppo, denominata Special; tali rullanti possono essere composti, a scelta, da strati di acero, mogano, padouk e wengè, secondo le esigenze del batterista. Ogni rullante può quindi essere personalizzato al massimo scegliendo le meccaniche, il colore, la finitura e l’altezza; l’unico punto fermo è lo spessore, 4mm sul fusto e 6mm sul bordo, grazie all’applicazione dei cerchi di rinforzo (in genere di acero) su tutti i fusti di questo tipo. Ovviamente, non ci siamo lasciati sfuggire questa occasione per un esame approfondito.
IL TEST
Rv-Drum1-114”x 5” Padouk/Acero
Il primo rullante che ci capita sotto tiro ha il fusto realizzato in padouk e acero; il primo strato esterno è in padouk, mentre i restanti strati e i rinforzi sono entrambi in acero. Lo spessore totale del fusto è di 4 millimetri, a cui va aggiunto quello dei rinforzi che è di 2 millimetri, con i bordi tagliati a 45°. La finitura è semilucida, sia internamente che esternamente, e il colore assume la tonalità di un marrone non molto scuro, con le caratteristiche della superficie del legno in bella evidenza. I blocchetti sono molto belli, del tipo tube-lugs (quindi con due punti di attacco) e vengono definiti dal produttore come Magnum Tubelugs mod. 2. Sono un po’ più grandi del solito (38 mm.) e hanno una lavorazione particolare che appiattisce la parte arrotondata del blocchetto. La cordiera ha 20 fili al bronzo-fosforo e assomiglia molto alle ben note Puresound, anche per il colore bronzeo delle due placche esterne che ospitano le estremità di tutti i fili. Tale cordiera è assicurata alla macchinetta che la gestisce tramite degli usuali cavetti di colore bianco, ottimi per garantire una migliore sensibilità. La macchinetta è di tipo die-cast e agisce tramite una levetta ad azione laterale, mentre i cerchi sono del tipo a tripla flangia.
Il suono si mostra subito molto articolato e si esprime attraverso un ampio range di frequenze, con una quantità davvero limitata di armonici a disposizione. Ottima la presenza del corpo così come il volume generale, con un feel che rimane sempre molto morbido, a prescindere dalla tensione applicata sulla pelle. La risposta alle varie accordature è molto buona, ma la zona ideale risiede nelle tensioni medio/basse. La sensibilità è davvero ottima, ma la funzionalità della pur efficiente macchinetta in dotazione potrebbe essere sicuramente migliorata con l’adozione di una macchinetta diversa (presente nelle opzioni RV), un po’ meno economica e più efficiente e precisa. I rimshot appaiono potenti e il suono generale di questo rullante risulta abbastanza definito, mostrando una buona personalità. Le pelli in dotazione sono Remo Amabssador, sabbiata (Top) e snare (bottom), con 10 tiranti per ogni superficie. Il badge è inciso al laser e ha delle dimensioni generose; ciò nonostante, la visibilità del logo RV resta limitata a causa dello scarso contrasto di colore tra i caratteri e lo sfondo.
14”x 6″ Wengè
Questo modello utilizza un fusto interamente in wengè dallo spessore di 4 millimetri, con i sottili rinforzi di 2 millimetri e i bordi tagliati a 45°. La finitura è dello stesso tipo del modello sopra descritto, semilucida su entrambe le superfici, ma con una tonalità decisamente più scura e sempre basata su una tonalità marrone. Se si osserva il fusto nella parte interna si nota il contrasto netto tra la colorazione dello stesso e gli anelli di rinforzo, davvero chiarissimi nella colorazione naturale dell’acero. La macchinetta che gestisce la cordiera (tramite dei cavetti bianchi) è dello stesso tipo di cui è dotato il modello in padouk/acero, mentre la cordiera è differente e dispone di 20 fili in acciaio. I cerchi sono sempre a tripla flangia e i 10 tiranti di ogni superficie vengono ospitati da blocchetti die-cast che utilizzano un solo punto di contatto con il fusto. Il suono è anche qui molto articolato, copre una vasta gamma di frequenze e promuove un’ottima presenza del corpo, oltre a un ottimo volume che rende questo rullante abbastanza potente. Gli armonici sono presenti in discreta quantità e risultano facilmente controllabili, mentre la sensibilità diventa un vero punto di forza anche in questo modello che, inoltre, risponde ottimamente alle varie tensioni d’accordatura senza che il suono si appiattisca di molto, rimanendo sempre degno di questa definizione anche quando si prova a salire un po’ di più. Ottimi e sempre potenti i rimshot, così come la definizione sonora in generale e il feeling, che risulta sempre molto morbido in tutte le situazioni. Le pelli in dotazione sono anche qui Remo Amabassador, sabbiata (Top) e snare (bottom). Ottimo.
Conclusioni
L’impressione riportata a seguito del test di questi due rullanti è davvero ottima. Sorprende relativamente il sottilissimo spessore dei due fusti (4mm. se non consideriamo gli anelli di rinforzo da 2 mm.), che costituisce una caratteristica vera e propria sia a livello sonoro che costruttivo. Bisogna inoltre considerare la possibilità di un’ulteriore personalizzazione (sempre in accordo con le esigenze costruttive e la disponibilità dei materiali) sia a livello hardware che in tema di finiture e di misure. Di conseguenza, sale di molto il livello di personalizzazione che può quindi facilmente andare incontro alle esigenze e alle richieste di ogni batterista. Ottimo il livello di realizzazione, molto curata in ogni particolare e che non potrà far altro che crescere ulteriormente con il tempo e l’esperienza accumulata. Da provare.
Un grosso saluto inoltre a tutti i lettori, ai quali ricordo sempre la disponibilità per qualsiasi tipo di richiesta o chiarimento. Ci leggiamo presto.

Rullanti RV
Progettazione e Customizzazione Batterie Acustiche, piazza San Nicola 7, 00019 Tivoli (Roma), tel. 333 1950729. www.rvdrums.com
Prezzi al pubblico (IVA compresa): modello Padouk/Acero 14”x 5” euro 270; modello Wengè 14”x 6” euro 250.Pro: Ottime qualità sonore e costruttive
Contro:Nessuno
February 23, 2008 - Saturday 
Recensione METROPOLITAN RATTO SWEET [Fritto Misto - Salamandra Production 2007]
Scasciarsi un po' (ma con le buone maniere)

Devo dire onestamente che un 'Fritto Misto' alle 15.00 di un Giovedì qualunque (Santo Coscio de Pollo) non mi pareva un'idea tanto felice. Sicuramente non l'avrei digerito. Devo dire onestamente che un po' mi sbagliavo. Esulare ogni tanto dalle proprie abitudini culinarie non è sempre nocivo. Tanto più se alcuni ingredienti già li conosci, li hai gustati con piacere in altre occasioni, offerti dalle mani sapienti di chef internazionali e nostrani. E allora ecco che indaghi nel menù, te lo avvicini al volto fin quasi a spiaccicartelo sul naso e con piacere ti rassicuri: un po' di funky qua, un po' di psichedelia là, in una croccante pastella sonora, fritta nell'olio quel tanto che basta. Insomma, questi Metropolitan Ratto Sweet da Tivoli sanno il fatto loro. A rendere ancora più leggero uno strappo alle abitudini è l'atmosfera rilassata, poco elitaria e affatto pretenziosa dei testi a creare quell'ambiente da rustica trattoria romana (come rustico è anche il suono del dobro e del banjo utilizzitati in alcuni dei 13 brani), a custodire un fritto misto di racconti: dalla rapina da venti sacchi, al matrimonio imminente, al ricordo de 'Il Re Del Mundial' o di 'Bettie Page'... e poi "c'è anche il Salamandra, COME VAI!!!" e sulla parete un calendario giallo rosso e nero con un'avvenente pin-up di quei confortevoli e familiari anni '50.

Annalisa Antonelli
http://www.musicaroma.it/nerds/
February 15, 2007 - Thursday 

METROPOLITAN RATTO SWEET - Fritto Misto

Una sana leptospirosi:

Metropolitan Ratto Sweet se ne frega. Delle mode e delle altre rock band. Tanto più della terza ondata brit-pop e dei ragazzetti magri che imitano le anorressicità del new-romantic movement. Mentre tutti sono indaffarati a scervellarsi su nuovi new, post o alt, l'allegra brigata di Tivoli pianta un altro cartello sonoro a indicare un possibile percorso futuro lontano dai trend. In questo loro album "Fritto Misto" c'è tutto quello che avete amato/odiato: c'è country, pop, prog, beat, anni '80, '70, rock, funky, heavy, blues, junglejazz, ritmiche orientali e soffuse maracaibosità e tanto tanto altro cosparso qua e là tra deviazioni tecnoidi e una interessantissima "demenzialità lirica". E' un album di tredici tracce cantate, urlate, sfogate con l'appeal dissacrante del punk language, diretto ed "mucho esplicito" nelle verità, sul filo sordido di lametta delle folgoranti psichedelìe degli Spin come i Sha Na Na, degli Squallor (assai più impulsivi e vivi), ma con una vitalità sonora carica, piena e delinquentemente good che ritrovo, nella corposità creativa dell'abbraccio di tanti stili, paragonabile da lontano ai "Brains Below Zero Tours" degli Sly & Family Stone d'antan. Una band i Metropolitan Ratto Sweet che più che ascoltare su disco bisognerebbe assaggiarli nei live, e lì si che tutta la loro propulsività Zappiana svena di brutto, perchè la musica che ricama le loro bordate orali, azzeccatissime, è veramente suonata come Lui comanda, con cipiglio e tocco da grandeur, da grande spolvero, e non lo dico tanto per dire basta intercettare tra le tredici takes "Il Re Del Mundial" o "Il Salamandra", "Bettie Page" o "Stella Walsh" per farsi una idea "smussata" dell'astruso e pirotecnico sangue che traffica nelle loro arterie impazzite. Uno strano prodotto questo cd, per chi è abituato alla linearità, ma non potrà dire che non sia spinto al massimo e quando pensi che tra crescendi e falsetti loro non possano osare oltre, ecco che i MRS trovano un altro scalino per salire ancora più in alto, in bilico come nessun altro. Speriamo continuino così a guardare avanti, senza gettare lo sguardo di sotto. Già perché qui parliamo di veri acrobati del suono, dalla pelle dura e dal respiro sornione, che senza creare tante scienze elucubrative, ripescano, ristrutturano e rinascimentano i grandi suoni e divertono con le loro "missive infuocate" di sesso (abbastanza), droga (quel tanto che basta) e Rock'n'Roll (a crepare). Questo dolce ratto metropolitano se ne frega di bands ancora in cerca di una identità, se ne sbatte di tutti, perché sa bene che la sua razza di musico roditore è da sempre considerata ad obtorto collo la più intelligente che ci sia.

by Massimo Sannella

www.doremilla.org


January 1, 2006 - Sunday 

Recensione CD ALLAPPY su DNA Music http://www.dnamusic.it

Etichetta : AutoprodottoAnno : 2001

Il punto forte della creatività è quello di dare spazio a esplorazioni, azzardi, sperimentazioni e, in un campo così ampio e vario come quello della musica, l'apertura mentale a "territori" inconsueti è di sicuro uno dei requisiti indispensabili per dare luce a prodotti qualitativamente interessanti. Il disco appena ascoltato è "Allappy", un'autoproduzione dei Metropolitan Ratto Sweet, gruppo tiburtino con alle spalle più di dieci anni di esperienza: in una percezione simultanea di cinema, rock e atipicità, gli undici pezzi di questo cd rimettono in discussione la materia sonora in maniera spiazzante ed originale. Tempi scomposti, groove underground, riff di chitarra dal fraseggio acido e acciaioso, voce ossessiva e snaturalizzata sono gli elementi principali che colpiscono ad un primo ascolto di questo particolare progetto concettual-musicale. Concettuale poiché la caratteristica principale di tutti i pezzi del cd (tranne della settima traccia, l'estemporanea "'Scanto" e dell'irriverente "Clito Ride", traccia quattro) è quella di avere come punto di riferimento un personaggio di un film: vuoi che esso sia tratto da Pulp Fiction (Mostro Joe), da "Cosa fare a Denver quando sei morto?" (Bill Prontosoccorso) o da "Dal Tramonto all'alba" (La signora Pandemonium) per citarne alcuni, queste canzoni sono testualmente frutto di una ricerca "feticistica" nei confronti della materia cinematografica. Feticista poiché del film non si va a trattare il protagonista o gli eventi principali bensì i lati e i personaggi più minuziosi che ad un primo approccio risultano totalmente marginali alla trama e che qui, invece, trovano senza dubbio più spazio e risalto: basti pensare al personaggio di Mostro Joe in Pulp Fiction (tanto per citare il film più noto) che viene citato per nemmeno 30 secondi durante tutta la storia e al quale invece i nostri bizarri amici "musicisti feticisti" hanno ben pensato di dedicare un'intera canzone dando al dettaglio particolare una funzione di soggetto principale. Il sound generale è di quelli puliti e aggressivi al tempo stesso, rispettivamente grazie alla professionalità della registrazione e alla grinta del gruppo che, senza scontati ed inutili virtuosismi, fanno intendere dalla prima all'ultima traccia di aver ecletticamente metabolizzato e rielaborato i più nobili linguaggi musicali di più di cinquant'anni di tendenze. Nessuna esclusa.

Autore Recensione: Leandro Giori http://www.myspace.com/leandrogiori