Ecco una sorta di "scheda" del mio libro KORI
Titolo: KORI
Autore: Calogero Miceli
Casa editrice: Medinova
ISBN: 88-89554-03-7
Pagine: 62
Prezzo: € 5,00
N.B : parte dei proventi del libro saranno destinati tramite l'Unicef in favore dei bimbi del Libano.
Chi volesse aquistarne una copia e non lo trovasse in libreria, può inviarmi una e-mail di richiesta a geromiceli@katamail.com sarò lieto di inviarvelo.
Premi attribuiti all'opera : III Premio "Buttitta" (Favara 8-12-2006) Segnalazione di merito " XXXIII Città di Marineo " ( 9-9-2007)
Hanno detto e scritto:
Pietro Cipolla (dall'intervento introduttivo) :
Un' amore viscerale per il paese che "non c'è più", popolato dai vecchi del quartiere di Santu Roccu, fantasmi coi nomi di zà Tita o zì Carminu che ridacchiano, "ciucilianu" facendo "barbatizzu", raccontando favole del tempo che fu e soprattutto piangono sotto il peso della fatica quotidiana passata. Una Spoon river anthology, visione caleidoscopica del vissuto di un microcosmo nel microcosmo,un mondo con viuzze e vicoli stretti e tortuosi e con le casupole di gesso ormai diroccate di un paesino ormai semideserto dopo anni d'emigrazioni. Questi frammenti di vissuto quotidiano filtrati attraverso la corda nostalgica del giovane poeta anch'egli per un periodo emigrato al Nord,vengono rievocati nelle poesie del dolce dialetto che diede l'input verso l'unificazione della lingua, del resto ..:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Sicilia è madre e culla di poesia come dice il Miceli.
Il poeta usa un dialetto stretto, ricco di termini ormai in disuso che intende far riscoprire.
Tale forma sembra rispecchiare la vita di un mondo che non c'è più, una forma fantasma di una vita fantasma che di tanto in tanto prende figura nei ricordi, soprattutto della vita che è stata e dal sentimento struggente che provoca il kuore. Sovente affiora il tema religioso,come invocazione d'aiuto al divino per tornare a condizioni veramente umane spezzando l'arida strada dell'egoismo, del vampiro che ammorba questa patria sua ,nostra e di lu Suli, per rompere le catene dell'avidità ("Nun v'affannati genti…ma sbacantannu l'arma"), la visione del poeta s'allarga poi,per mettere a fuoco sentimenti privati,tragedie globali (gli atti terroristici di Londra) o anche per disegnare una natura ideale che s'inerpica, riempiendo i vuoti lasciati dalle case e dai campi non più calpestati da viddani o zolfatari che s'avviavano all'alba sul mulo o a piedi, verso le trazzere di campagna o alle miniere. Nonostante i suoni dialettali,domina il silenzio: un omaggio sussurrato, ma sentito nei confronti soprattutto del mondo dei nonni che non c'è più.
Alessandro Quasimodo (figlio del Nobel, Salvatore Quasimodo) :
Le poesie mi hanno confermato le prime impressioni avute telefonicamente, giudico questa prova certo molto interessante e ben riuscita.
Ignazio David Buttitta (nipote di Ignazio Buttitta) :
Da quelle pagine traspare sensibilità, tenerezza e partecipazione per gli uomini e donne che stai incontrando, devi avere "occhi di palumma" e questo è il giusto presupposto per essere poeta, come me nannu....chi dava la so vuci a chi sapiva solu chianciri.
Mimmo Butera:
In questa raccolta i temi dell'esistenza, dei conflitti, del desiderio, dell'abbandono, della vita, della speranza vengono vissuti nel silenzio, che armonizza i contrasti. La musicalità è sospesa, la parola è immanente ed evocatrice, l'immagine di Maria, espressione di cristianità, d'amore e sacrificio dinanzi alla morte.Non c'è niente nella vita che non può essere tradotto in versi infatti per Miceli la poesia diviene strumento attraverso il quale esprimere contenuti altrimenti inesprimibili.
Il suo recarsi in Sicilia, "imperfettu triangulu 'ncantatu " manifesta tutto l'amore per la sua terra che definisce "patria mia e di lu Suli" nonchè la cura con la quale intende riscoprire, custodire e fare apprezzare la storia e le tradizioni locali.
Miceli sa ben delineare quanto il pianto di un bambino sia enormemente più lacerante del pianto di un adulto; per questo apprezzo l'iniziativa umanitaria di Calogero che devolverà i proventi. Splendida la figura di "u viecchiu saggiu" che si aggira nottetempo per le vie del paese. Grazie a Calogero per averci consentito di trovare un secondo per ritornare alla memoria, per riflettere, ci permette di definirci, orgogliosamente siciliani e grottesi.
La Sicilia [N.Giangreco (2 Agosto 2006)]:
Le poesie di Miceli lette anche da papa Benedetto XVI
Nicolò Mannino (Dalla prefazione) Troviamo in questa silloge poetica di Calogero Miceli, pagine paragonabili a un continuo battito cardiaco. La sua poetica mette sul pentagramma della vita, tutte quelle note d'amore pronte non solo a delectare col gusto che scaturisce già da una prima lettura, ma anche a docere i giovani e l'uomo d'ogni tempo, a cantare un inno di libertà e sincerità dove non ci può e non deve esserci posto per le mezze frasi fatte e dove tutto deve esprimere un'armonia esistenziale in chiave polifonica, per proferire al bambino che nasce e all'uomo che va via tutto quel bagaglio d'esperienze forti che fanno d'ognuno di noi un uomo che si sa goccia, in un oceano che è vita.