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Thursday, December 10, 2009
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Category: Music
AQUEFRIGIDE - LA RAZZA
 Aquefrigide
è il nome di una band di grande talento e straordinaria qualità, con
tutte le carte in regola per spiccare il volo verso ampi palcoscenici,
con l'ulteriore caratteristica di rimarcare in modo considerevole la
propria italianità, usando la propria lingua madre nelle linee vocali.
Codesta caratteristica viene spesso considerata penalizzante per un
gruppo, almeno nel settore metal, ma nel complesso, la musica delle
Aquefrigide non risente affatto in modo negativo di questa componente,
risultando viceversa originale e particolarmente interessante.
Musicalmente il genere proposto dalle Aquefrigide si avvicina perlopiù
all'hardcore, con alcuni palpabili riferimenti agli Helmet, ma facendo
un'analisi più dettagliata, questa formazione italica risulta avere una
notevole personalità e soprattutto egregie doti a livello compositivo,
considerazioni che arricchiscono in modo evidente questo "La Razza".
Andando dritti al sodo, questo disco scorre in modo fluido e si lascia
ascoltare tutto d'un fiato, grazie alle proprie atmosfere intense ed
alle proprie melodie accattivanti, corredate da una una teatralità
ipnotizzante. L'avvio è affidato a "In che depressione suono", song
massiccia e possente suonata con incredibile carisma e notevole grinta,
lasciandosi apprezzare per la grande energia in proprio possesso,
"Svastika" a seguire, giova di attraenti melodie, come "Origami" che
denota un sound assolutamente all'avanguardia e "Bocca di fuoco", brano
tra i più ispirati dell'album, differentemente "Gas Mostarda", vede le
Aquefrigide estremizzare ulteriormente il proprio stile. "Spacca lo
specchio" decolla lentamente, fino ad esplodere in un vortice di
aggressività, stesso dicasi per la robusta "Erbeta il gigante gassoso"
e la spiazzante "Immensa", "Rammarichi" invece, risulta il momento più
alto di "La Razza" da un punto di vista prevalentemente tecnico. Nel
proseguo del disco, "Sophia" e "Bromuro" confermano una cura maniacale
degli arrangiamenti, "Potrei uccidire un cane" si districa nella
propria versatilità, mentre "Un Perso", riassume in modo eccellente le
peculiarità del disco, che si conclude con la splendida "Infernale",
canzone dalla forte emozionalità capace di racchiudere l'essenza della
musica delle Aquefrigide. Fate vostro questo disco grandioso, non ve ne
pentirete. Voto: 8/10 Maurizio Mazzarella http://informazionemetal.blogspot.com/
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Thursday, December 10, 2009
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Category: Music
“This album is in memory of me” ecco è l’epitaffio scritto sul cd di Aquefrigide.
Frase
davvero azzeccata, perché questa musicista è riuscita a uccidersi nel
ricordo del precedente album e a rinascere con questo che è soltanto il
secondo passo per questa crisalide che non sappiamo dove ci porterà.
.. ..
La Razza (mixato negli studi della Subsound a Roma e masterizzato in California da John Golden -Faith No More, Neurosis, Melvins, Primus-) raccoglie 15 tracce corrosive,
aggressive che si distaccano notevolmente dalle sonorità più “punk” del
precedente “Un caso isolato”, affondando le mani nel metal e infatti il
groove tirato fuori dal cilindro malato di Bre Beskyt Dyrene ha
l’impatto di un tir lanciato contro un uomo, assolutamente devastante
nella ritmica che ricorda vagamente il miglior Joey Jordison (Slipknot)
e nelle chitarre chirurgicamente taglienti.
I testi minimalisti, sono un
mantra recitato in italiano con soffocanti grida che tolgono voce e
respiro all’ascoltatore che si ritrova immerso in un mondo dove non ci
sono compromessi, atti di pietà o perdono.
Viaggi onirici a base di scontro con
sé stessi e con il mondo che circonda Bre, la volontà di cambiare,
rifugiarsi nei propri oblii sono alla base di ogni singola nota. C’è
una tensione inversa, basta con un cielo che non regala luce, meglio
una terra che può rendere veri nella propria concretezza.
Questo è forse il segreto del La Razza, una tensione palpabile di incubi e sogni spezzati.
Preparatevi
a un mondo distorto che ritrova lineamenti, contorni nel veleno sputato
in faccia da un grido che gira in un vortice inesorabile e strappa via
ogni barlume di tranquillità, lasciando addosso un senso di sporcizia,
di lordura che altro non è che la propria convinzione borghese che
sentimenti e vita siano soltanto un recinto dove far pascolare le
docili pecore dei propri sogni colorati.
Animali destinati al macello della vita.
.. ..
Alex Pietrogiacomi
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Thursday, December 10, 2009
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Category: Music
Aquefrigide
La Razza
SITOWEB:http://www.myspace.com/aquefrigide
VOTO:8 / 10
ETICHETTA:Subsound Records
TRACKLIST:1. In Che Depressione Suono 2. Svastika 3. Orighami 4. Bocca Di Fuoco 5. Gas Mostarda(Ammoniaca) 6. Spacca Lo Specchio 7. Erbeta Il Gigante Gassoso 8. Immensa 9. Rammarichi(Molto Tossico) 10. Non Tornare A Casa 11. Sophia 12. Bromuro(Fankulo Tutto)13. Potrei Uccidere Un Cane 14. Un Perso 15. Infernale
La
avevamo lasciata nel 2006 con “Un Caso Isolato”. Molti cambiamenti
hanno caratterizzato la figura di Bre Beskyt Dyrene in questi anni,
cambiamenti che hanno influenzato la crescita musicale degli Aquefrigide. La Razza costituisce il suo ritorno sulla scena, un album dal sound più maturo e deciso.
Chi ha conosciuto Bre con il suo precedente lavoro saprà che i testi
sono fortemente legati alla composizione strumentale: sono quel quid
che porta ad uno stadio superiore le emozioni che si cercano di
trasmettere. Possono sembrare parole “ammucchiate” senza un significato
alcuno, usate solo per creare assonanze (svastica/spastica, cielo/gelo,
umani/nani, ecc.) e giochi di suoni ma la realtà è ben diversa. Temi
introspettivi che toccano autobiograficamente l’autrice ma che chiunque
abbia un animo sensibile ( o una mente malata e perversa – a detta dei
più) può fare propri. Niente peli sulla lingua, nessun linguaggio
aulico. Parole sporche, vere e dirette che violentano l’ascoltatore.
Tenterò di analizzare al meglio ciò che mi viene trasmesso…
Play.
"Non serve far finta di essere sorpresi...sapevi ci saremmo
messi in contatto con te altrimenti…per quale ragione saresti venuto in
UN POSTO COME QUESTO!"
Il benvenuto ideale per entrare in un mondo che puoi sentire tuo oppure guardarlo con gli occhi estranei di un visitatore.
Fin dalle prime note di In Che Depressione Suono
avverto un’atmosfera cupa di rabbia mista a malinconia: sono i riffs
pungenti di chitarra mescolati alla forte componente “industrial” che
hanno un ruolo decisivo nel primo impatto all’ascolto. Per non parlare
della voce sporca e graffiante, a volte stridula altre molto profonda,
che mi rapisce completamente.
C’è poco da fare: è il classico genere che o si ama o si odia. Nessuna
mezza misura. (e credo proprio che Bre sia soddisfatta di questo)
Proseguo con Svastika e Orighami, due song dai
ritmi molto orecchiabili che vi entreranno facilmente nella testa
subito dopo il primo ascolto. Ha inizio il viaggio introspettivo, ci
sono accuse e domande alle quali è difficile trovare una risposta come “cosa c’è nella luce” e delle dure affermazioni rivolte a se stesso “povero Bre, sognare fa male, eh?”.
Bocca di Fuoco rallenta il ritmo dell’album ed è come se costituisse una pausa di riflessione dal quale poterne trarre una conclusione “Sento
che forse sarebbe migliore trovare la strada per uscirne ma non riesco
a vedere la luce alla fine di quel cazzo di buco nero che ho”.
Incipit leggermente thrash per Gas Mostarda(Ammoniaca) spento dalla successiva Spacca lo Specchio. Inizialmente rischiara l’ambiente grazie all’arpeggio di chitarra molto suggestivo e poi sfocia in rabbia pura "Smash the Mirror il tuo lui è una lei, Smash the Mirror forse Dio era gay Smash the Mirror, Smash the Fucking Mirror".
Ci sono nuove risposte sul proprio io che possono sconvolgere a tal
punto l’animo da voler distruggere la propria immagine, metaforicamente
espressa dallo specchio. Nella vita siamo soli. Nasciamo soli, moriamo
soli e, soprattutto, quando siamo posti davanti ad un bivio e ci viene
chiesta una scelta siamo soli.
Lo stesso concetto prosegue in Erbeta il Gigante Gassoso: “E’ quella cosa semplice/mai nessuno si ricorda di te/anche quando poi corri solo/sempre in mezzo il fuoco".
E’ difficile trovare veramente qualcuno disposto a starti vicino quando
stai attraversando un periodo brutto e, spesso, le persone che ti
circondano non ti capiscono a tal punto da rinnegare ciò che sei e
chiederti: "quando diventerai un bimbo come noi". Il ruolo di batteria e chitarra sostengono fortemente le parole crude e dure che Bre spesso urla nei suoi testi.
Si apre nell’album un varco costituito dalle song Immensa, Rammarichi (Molto Tossico), Non Tornare a Casa, Sophia.
Ora che si è arrivati alla conclusione di non essere realmente ciò che
viene mostrato all’esterno, non si riconosce più la propria vita. Si
cerca di uscire fuori da quello che non ci appartiene più. A volte, i
metodi che si scelgono per farlo portano a gravi conseguenze: suicidio,
droga.
Bromuro(Fankulo Tutto) è il momento della rivelazione e si mette in luce il tema dell’omosessualità.
L’album si conclude con la melodica-depressive Infernale.
La struttura delle 15 tracks proposte ricorda molto la sequenza già
utilizzata in Un Caso Isolato dove “Fragile No Elektro” era stata
scelta come ending track.
Voce e arpeggio di chitarra. Siamo arrivati alla fine del nostro viaggio con nuove certezze. “forse davvero/no non sono più vero/alla fine cos'ero/un tossico verme nero/tutto intorno perdevo/no no io non volevo”.
La Razza mi lascia completamente soddisfatta. Non potevo chiedere un successore migliore all’album precedente!
Per questo lo consiglio vivamente a tutti i ragazzi che si rivedono
nelle sue song e riescono a sfogare un po’ della propria rabbia e
frustrazione urlando e cantando a squarciagola.
Per tutti gli altri:
“Chi mi giudica che si fotta,
Chi mi giudica soffre di scabbia"
13-11-2009 |by Djibrilhttp://www.alonemusic.it/recensione.php?id=1163
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Tuesday, March 17, 2009
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After the mess created by the debut album "Un Caso Isolato" Aquefrigide and Bre Beskyt Dyrene comes back with a new album of 15 tracks titled "La Razza". The new second album in Studio of Aquefrigide, recorded at Subsound Studio and mastered by John Golden (Faith No More, Neurosis, Melvins, Primus) will come out in April on Subsound Records and distributed worldwide. An hormonal thunder of destructive electroshock. A bad, dirty and violent album. 15 toxic songs injected straight into your veins!  01. In Che Depressione Suono 02. Svastika 03. Orighami 04. Bocca di fuoco 05. Gas Mostarda (Ammoniaca ) 06. Spacca Lo Specchio 07. Erbeta Il Gigante Gassoso 08. Immensa 09. Rammarichi (MoltoTossico) 10. Non Tornare A Casa 11. Sophia 12. Bromuro (Fankulo Tutto) 13. Potrei Uccidere Un Cane 14. Un Perso 15. Infernale
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