Queste sono le risposte che Paulo Coelho ha dato ai 15 lettori selezionati.
Juan Bidart Temperley : Che luogo occupa il silenzio nella sua vita?ha trovato il modo di spiegarlo a parole o le piacerebbe esplorare altri linguaggi?
Paulo Coelho: Mi affascina il silenzio. Tante volte ne ho bisogno, però capisco bene quello che lei vuole chiedermi, si riferisce alla mancanza di conversazione ( visto che il silenzio assoluto non esiste ).
Senza dubbio il silenzio può diventare pericoloso, può isolarci completamente dal mondo. Per questo cito qui un poeta brasiliano, Charlos Drummond De Andrade :" ammetto che dei vegetali amo la carica di silenzio /.../ però devo cercare un dialogo, quando la solitudine è un vizio....
Maria Alejandra Barreto : Qualche volta lei ha detto che non aveva niente ed era l'uomo più felice del mondo, adesso che è molto ricco che cos'ha?
Paulo Coelho: Continuo ad essere l'uomo più ricco del mondo perchè ho, grazie a Dio, amore, un lavoro che amo, la libertà e i piaceri più semplici della vita, come per esempio camminare.
L'altro giorno mi trovavo in una piazza di Ginevra e ascoltavo un gruppo di chitarristi. Mi sono fermato lì quasi un'ora perchè mi resi conto che suonavano per il piacere di suonare, che i fiori della piazza adornavano il luogo solo per il piacere di adornarlo, che le persone applaudivano solo per il piacere di applaudire. La verità è che i migliori divertimenti del mondo sono gratuiti.
E' evidente che oggi ho più denaro di prima, però la ricchezza non si misura con la quantità di denaro che uno possiede.
Vedo alcuni amici miei, ricchi, che passano le loro giornate davanti al computer a pensare di giocare in borsa per fare più soldi. In realtà queste persone sono povere, anche se tengono tutto l'oro del mondo.
Juan M. Pena Capital : Quali scrittori hanno lasciato una traccia nella sua narrativa?
Paulo Coelho: Borges è lo scrittore che più ammiro, è il mio scrittore di culto.
Senza dubbio io credo che tutti i libri che ho letto fino ad oggi abbiano lasciato in me un segno, un segno invisibile.
Se parliamo degli scrittori che leggo sono: Henry Miller ( che mi dimostrò che scrivere è molto di più di un esercizio di stile ), Jorge Amado ( che mi insegnò a comprendere in Brasile ), William Blake ( esempio dell'importanza dell'ispirazione e della tirrannia della memoria ) George Orwell ( che non si limitò a scrivere ma ha provato a vivere quello che scriveva ).
Maria Tommasotti Capital: A quali elementi della sua vita si ispirò per L' Alchimista?
Paulo Coelho: L'idea del libro è nata da un racconto di Jorge Luis Borges che a sua volta si ispirò a " le mille e una notte " .
Quando scrissi il libro, quello che volevo, era comprendere perchè avevo passato tanto tempo sognando di diventare uno scrittore invece di iniziare a scrivere. In questa vità però tutto ha il suo momento adeguato.
io sono il pastore che cammina nel deserto, incontra un venditore di cristalli, si lancia all'avventura, incontra un saggio ( l'alchimista ) e così va avanti.
Agustina Miranda: Com'è Paulo Coelho durante una giornata di lavoro? Come dice in uno dei suoi libri: le cose riescono meglio quando si è sotto pressione?
Paulo Coelho: Poco tempo fa ho scritto un blog raccontando unamia giornata normale. Prima necessitavo di stare sotto pressione, adesso non più.
mi alzo la mattina, vado a camminare, navigo su internet, faccio tiro con l'arco, faccio una colazione leggera e dopo mi metto a scrivere.
Però scrivo solo quando ho realmente qualcosa da scrivere.
mi incontro con gli amici, esco di nuovo a camminare, vado al cinema,ceno sempre con un buon vino, termino la giornata leggendo un giornale, adoro la carta stampata.
Eduardo Oscar D'Alessandro S. Miguel : Con quale libro hai sentito che c'era un inizio, che avevi raggiunto il tuo obiettivo?
Paulo Coelho: Con " Il Pellegrino ". Il mio sogno era quello di diventare uno scrittore, ma non riuscivo a dare una svolta alla mia vita, a fare la cosa più importante, trasformare l'intenzione in atto.
Quando terminai il cammino di Santiago " , nel 1986, avevo quasi 40 anni, un'età in cui tanta gente pensa già alla pensione. Quando tornai a Madrid presi una decisione...o iniziavo in quello stesso momento a scrivere il mio libro o avrei abbandonato per sempre il mio sogno. Mia moglie mi diede l'appoggio necessario.
Scrissi " il Pellegrino " perchè era l'unico tema che avevo da condividere, anche se pensavo che nessuno si sarebbe interessato al cammino, visto che in quel periodo era completamente sconosciuto. Scrissi con la necessità di confrontarmi con il mio sogno.
Karina Rocca Ramos Mejia: Cosa succede quando non trova il finale giusto per i suoi libri?
Paulo Coelho: In realtà quando inizio a scrivere un libro di solito non conosco la fine. Nel " Il vincitore è solo " il finale mi sorprese molto. L'ispirazione è qualcosa di vivo, qualcosa che decorre indipendentemente dalla volontà dello scrittore.
Man mano che mi avvicino al finale vado a scoprire tutte le cose che mi piacerebbe sapere, cose che sono già presenti nel mio inconscio, che vengo a scoprire solo nel momento in cui scrivo.
Gloria E. Gimenez Haedo: Quale crede che sia per lei il segreto per essere lo scrittore più letto al mondo?
Paulo Coelho: Io non credo che i miei libri portino un pensamento positivo.
Ci sono tanti problemi reali al mondo che devono essere affrontati, uno di questi è la mancanza di compromessi che abbiamo con i nostri sogni. la mancanza di rispetto per il sogno danneggia gli altri sogni. Se io cercassi il segreto terminerei per fallire perchè si trasformerebbe in una formula e le formule non servono a scrivere.
Marina Gutierrez Capital: Di tutti i libri che hai scritto, qual'è il tuo preferito?
Paulo Coelho: Non può esistere un libro favorito; i libri sono come i figli perchè sono generati con l'amore assoluto. Quando scrivo un libro senza amore ( ed è successo ) alla fine lo cancello dal mio computer e non lo pubblico.Ogni libro che ho scritto contiene una parte di me stesso, anche se sono differenti uno dall'altro ( come i figli ).
Graciela Chiappini La Pampa: Lei è cattolico apostolico romano? Crede nella Vergine Maria?
Paulo Coelho: Sono cattolico apostolico romano, però in questo momento sono un pò in crisi con la chiesa, non approvo delle cose che sono state dette dall'attuale Papa. Come cattolico credo nella vergine maria con tale intensità che comprai una piccola casa sui Pirenei, vicino al santuario di Lourdes. Tutti gli anni passo lì il 31 dicembre pregando.
Maria Soledad Altobelli : Con rispetto al suo ultimo libro " il vincitore è solo " noto un cambio di obiettivo rispetto ai libri precedenti. Vuole trasmettere un altro dipo di valori, sensazioni e sentimenti?
Paulo Coelho: L' interesse sorse quando andai al festival di Cannes nel 2007.
Vidi una quantità enorme di tempo, di talento cercando del glamour, il lusso, la moda. Ho conosciuto alcune persone molto belle capaci di analizzare questo universo.Però questa bellezza non portava da nessuna parte, a nessuna alternativa.
Da questa bellezza è nato il cinismo, che per me è l'inizio della morte dell'anima.Come scrittore sapevo che lì avevo un mondo da scoprire, per questo no credo che mi abbia distanziato dal filo conduttore dei miei libri precedenti, mi interesso sempre della lotta, dei prorpi sogni. Com'è possibile che 100 sogni siano prodotti in scala industriale in maniera completamente anonima?
Carolina Sandoval Venezuela: Qual'è la maggiore similitudine che, a suo parere, esiste fra L' Alchimista e Il vincitore è solo? Qual'è la cosa speciale che li rende differenti?
Paulo Coelho: La maggiore similitudine è solo lo stile in cui scrivo, diretto, senza essere superficiale, lascio lo spazio al lettore per usare la propria immaginazione. Non mi dilungo in descrizioni di luoghi, cose, etc... come ho detto prima ogni libro è una domanda che faccio a me stesso, alla quale rispondo nel momento in cui scrivo.
Martin Godzdziewski San Nicolas: nelle prime edizioni dei suoi libri, il titolo veniva accompagnato dalla frase: " L'alchimista " una novella sui sogni, " veronika decide di morire " Una novella sulla pazzia, che frase accompagnerà il suo nuovo libro?
Paulo Coelho: Nessuna. la verità è che a me non piacevano queste frasi, era un'imposizione del mercato statunitense e molti altri paesi li riprodussero. Non credo che sia necessario spiegare il contenuto di un' opera. E' impossibile riuscire a farlo con una frase. Un libro è molto più complesso di un messaggio.
Ana Maria Nicolau Martinez: Quale dei suoi personaggi definisce meglio l'intimo di Coelho?
Paulo Coelho: Flaubert disse: " io sono Madame Bovary sono io ". In tutti i miei personaggi esiste quello che ho vissuto. Qualcuno nella mia famiglia diceva che uno scrittore non può vivere solo di scrittura e che uno scrittore brasiliano non sarebbe mai stato tradotto. Andai avanti con pena e rispetto, ma come ho detto prima, dovetti fare in Cammino di Santiago per prendere coraggio. la vita è una scommessa con l'oscurità. Una persona vince quando i suoi giorni sono felici e perde quando pensa di essere felice con tutto quello che gli propone la società mentre quello che sta facendo non ha nè allegria nè sentimento.La maggior parte dei miei personaggi si comportano in questo modo.
Florencia Arturo Caseros: molte persone le hanno parlato dell'influenza che i suoi libri hanno avuto nella loro vita. Qual'è la storia che l'ha commossa di più?
Paulo Coelho: Tutti i giorni leggo nella mia posta elettronica e nel mio blog storie che mi commuovono molto. Sarebbe una grande ingiustizia sceglierne una perchè i lettori condividono quello che stanno sentendo e lo scrittore lo deve sapere. Non per vanità ma per comprendere che al mondo non è solo, che in qualche modo le parole sono capaci di arrivare all'anima delle persone, compiendo così quello che tutti gli esseri umani devono fare: condividere le proprie esperienze. Quando viene sera apro la mia posta elettronica e passo molto tempo a leggere. Mi emoziono con ogni esperienza che mi viene raccontata, per la generosità di averla condivisa con me.