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Last Updated: 9/21/2009

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Monday, January 12, 2009 

Current mood:  artistic

Quei giorni perduti a rincorrere il vento
a chiederci un bacio e volerne altri cento
un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
un giorno qualunque ti ricorderai
amore che fuggi da me tornerai

e tu che con gli occhi di un altro colore
mi dici le stesse parole d'amore
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai

venuto dal sole o da spiagge gelate
perduto in novembre o col vento d'estate
io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai
amore che vieni, amore che vai
io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai
amore che vieni, amore che vai.




Amore che vieni, amore che vai



(Fabrizio De Andrè)

http://www.youtube.com/watch?v=DdpHFB1T-F4



 

Qualcuno ha detto che questa canzone sembra "volare"....beh, è la magia di Fabrizio De Andrè, non c'è da stupirsi.

Ieri guardavo il suo speciale condotto da Fabio Fazio.....che dire....emozioni, brividi, lacrime.

Mi sono commossa.....ho ritrovato canzoni che avevo chiuso da qualche parte, con le quali in fondo sono anche cresciuta.

Come quando mamma mi cantava la canzone di Marinella....e io bambina, pensavo davvero lei fosse una principessa, mica una prostituta.

Come quando zio ci raccontava la storia di Piero, e noi sgranavamo gli occhi pensando che in fondo era stato solo un povero cacciatore sfortunato....che la guerra, mica la conoscevamo ancora.

Come quando Bocca di rosa era una semplice donna dalle splendide labbra,  e il Pescatore un vecchietto gentile e tranquillo seduto sulla riva del mare.

Insomma...forse le avevo chiuse da qualche parte dentro di me, perchè non le potevo ancora capire a fondo....ed ora, riascoltandole....come sono chiare e semplici.

Come sono vere.

Malinconiche, arrabbiate, allegre, delicate, aggressive, fragili, ironiche, passionali, timide e sfrontate.

Cè tutto.

In punta di penna, in punta di voce.

Grazie Faber....



Lascio la canzone che rappresenta di più questo mio periodo che oscilla tra speranza e malinconia.

In bilico tra i ricordi di quello che a volte quasi mi si sfoca nella mente e i sogni di ciò che forse tornerà.

Ripercorrendo con la mente tutti i momenti più dolci, delicati, tristi ma anche passionali della mia vita.

Tutte le volte che guardando negli occhi qualcuno, il respiro e i battiti mi si sono stretti nella gola.

Quegli occhi hanno cambiato colore, nel tempo....ma le emozioni a volte non sono state tanto diverse.

Ne le parole che mi hanno lasciato.

In fondo l'amore è uno....e forse nella vita prende semplicemente forme diverse, tutto qui.

Mi viene in mente una frase che diceva, più o meno....



"...e non saprai mai se un ricordo è qualcosa che hai o che hai invece perduto per sempre."

Bella domanda...
 

Wednesday, November 26, 2008 
Ecco la recensione del secondo romanzo di Marco Davide, secondo capitolo della Trilogia di Lothar Basler.


Dopo LA LAMA DEL DOLORE, è già nelle librerie dai primi di Novembre IL SANGUE DELLA TERRA, presentato per l'occasione al LUCCA COMICS & GAMES.


Buona lettura....!


 


 


 


Tra guerra e Destino



In mare.
Così comincia il secondo ponderoso volume di Lothar Basler, su una nave abbandonata alla furia dell’oceano, in balia di un Destino che un giorno splende come il sole e il giorno dopo flagella con l’impeto della sua tempesta.
Tra i tanti nuovi personaggi che si uniranno alla compagnia, due sono i protagonisti principali di questa storia: la guerra, rossa come il sangue e le fiamme che ne incendiano la copertina (meraviglioso frutto della mano di Mario Labieni), che da anni ormai devasta impietosa le pianure dell’Impero…e il Destino, flebile bagliore di un intenso e oscuro blu, che illumina sporadicamente il buio circostante come la debole epifania di una speranza che continuamente vacilla davanti agli occhi esterefatti di Lothar e dei suoi compagni…che si sopisce per poi riaccendersi improvvisa, ad ogni pagina.
La tensione sale gradualmente, il climax ascendente si tende fino al limite, lasciandoci poi ancora una volta in bilico su quello che, forse, sarà.
E non c’è che dire, nel giocare con questo filo l’autore si sta rilevando davvero abile.
Molto spesso i protagonisti di questa storia si avvicineranno alla loro meta, molto spesso sfioreranno con le dita la fragile trama che il Destino ha intrecciato per loro…salvo poi vederla frantumarsi in mille pezzi davanti ai loro occhi.
Troppe sono le domande a cui il misterioso Mighal dovrà dare una risposta. Molte altre ancora, invece, resteranno senza.
Molti sono gli orrori che gli sguardi dei compagni si troveranno a dover osservare da vicino…e non saranno mai peggiori di quelli che verranno.
La storia si fa pesante, si.
Ma forse “intensa”, è il termine più adatto.
Si sveleranno i principali nodi della questione, si consolideranno i legami affettivi e le amicizie.
Questo forse il lato più intimo ed emozionante del secondo romanzo.
Sullo sfondo della guerra che devasta e consuma, in contrasto con l’odio e la violenza circostante, sbocceranno come candidi gigli, tra le ombre, i sentimenti dei protagonisti.
Come sempre sarà in questo lungo viaggio, mai l’ombra vivrà lontana dalla luce, nemmeno dove apparirà più nera. Anzi è proprio li, che la luce brillerà di più.
Sono tante le avventure che i compagni si troveranno a condividere, imparando così a conoscersi e a comprendersi, spesso tra i sorrisi e altrettanto spesso tra le incomprensioni.
La maggior parte delle volte, tra le lacrime e la disperazione.
Ancor più che nel precedente volume, infatti, è in questo secondo capitolo che viene fuori l’animo umano di ognuno di questi “anti eroi”, che condivideranno gomito a gomito eroiche battaglie e spensierati momenti di ilarità, profonde riflessioni e bruschi scontri, attimi di sconforto e disperate battaglie interiori alla ricerca di una speranza che il più delle volte sembrerà scivolare via dai loro sguardi stanchi come lacrime nella pioggia, rigando i loro volti sporchi di terra e sangue.
Impareranno a farsi forza l’un l’altro, arrivando spesso a rischiare finanche la vita per un’ amicizia e una complicità che sentiranno crescere piano e inspiegabile nei loro cuori.
Ascolteranno le urla più strazianti, combatteranno i più aberranti incubi delle loro menti, lotteranno contro il dolore dei ricordi e della nostalgia, contro la fame e la sete, il freddo e la peste. La paura e la morte.
Ma lo faranno insieme, spalla contro spalla, le spade incrociate.
Ritrovando ogni volta, riflesso nei loro sguardi, un motivo in più per non arrendersi, anche laddove il Destino stesso, muto e beffardo, non sembrerà più essere un valido motivo per andare avanti.

Stilisticamente parlando, il libro è notevolmente migliore del primo, sia nelle descrizioni che nell’alternarsi di momenti statici e movimentati.
La tensione è sempre viva, e l’autore sa spegnerla e riaccenderla a dovere, mantenendo sempre alto il ritmo della narrazione.
Mirabili le frequenti descrizioni di battaglie, realistiche e poeticamente epiche, specchio di una notevole abilità strategica dello scrittore.
Nulla è lasciato al caso, dalle strategie militari alle descrizioni accurata di armi, equipaggiamenti e stendardi.
Il realismo è quasi tangibile. Si sente il frastuono del metallo e il crepitio del fuoco, si respira l’odore acre della terra fino a sentire in bocca il sapore ramato del sangue.
La guerra diviene così protagonista dell’intero romanzo, trasportandoci all’interno della battaglia, come in una vertigine.
Altrettanto crude e realistiche le descrizioni dello sfacelo che il conflitto si trascina dietro.
Laddove il frastuono lascia spazio al silenzio sepolcrale della morte e della fame, della disperazione folle e della malattia.
Un intero capitolo dedicato alla peste, forse il più intenso e commovente, è a mio avviso il più alto e toccante momento dell’intero romanzo, silenzioso omaggio a uno dei capolavori della letteratura italiana, azzarderei.
Il realismo delle descrizioni, la delicatezza nel tratteggiare un momento di dolore tanto intenso, la poesia mischiata alla crudezza.
L’intensità di alcune scene si fa a volte tanto forte da disturbare. Ma colpisce al centro preciso delle emozioni, trascinando il lettore nel cuore non solo della storia, ma degli stessi protagonisti.
Tanto da sentirli parte di noi, tanto da sentirne la mancanza concreta, una volta chiuso il libro.
Insomma…questo che è stato definito dall’autore stesso un libro di passaggio, un trait d’union tra la Genesi e l’Apocalisse, è a mio avviso il più difficile da catalogare in quanto ad intensità, versatilità ed eccentricità dello stile.
Ma è anche quello che forse colpisce maggiormente, perché racchiude il cuore ed il significato di questa strana storia, tanto arcana e misteriosa, ma che nasconde tra le sue ombre le piccole o grandi storie comuni che ognuno di noi, forse, porta nel cuore.
Storie di uomini, costretti da un implacabile Destino a farsi guerrieri, soldati, demoni o eroi…ma comunque che uomini sono, e uomini resteranno, dentro di loro. Con i loro pregi, i loro difetti e soprattutto i loro vizi e le loro debolezze. Le loro emozioni, insomma. Così simili alle nostre.
Lothar stesso, rivelerà la sua parte più umana, dischiusa tra le rune infuocate della sua arcana lama.
Lo sguardo impassibile del cupo cacciatore di taglie si ammorbidirà spesso, rilassando per pochi istanti le profonde rughe dietro la falda del largo cappello.
Tra una chiacchierata sotto le stelle dietro il fumo grigio della sua pipa, tra un boccale di birra e una notte brava…il suo sguardo si scioglierà spesso in un nostalgico sorriso, seppur accennato.
Ma altrettanto spesso, si contorcerà nel tragico grido della disperazione.
Osserverà da vicino l’abisso oscuro dell’odio che tenta di divorarlo da dentro, in bilico oltre il ciglio della sua stessa follia.
Dovrà attingere a tutta la sua energia interiore, per trasformare quella rabbia in lucida forza e chiudere la sua personale partita con il Destino, dalla quale dipende ormai anche la salvezza del mondo in cui vive e ha vissuto, in cui ha pianto, riso, amato e ucciso.
Tante sono le colpe che macchiano i suoi guanti e la sua spada, che oscurano il suo animo.
Altrettante le ferite che gli squarciano il cuore, riaprendosi ad ogni risveglio.
Il suo fardello è pesante, ma ognuno dei suoi compagni sarà pronto a sostenerlo con lui, ancora una volta, accompagnandolo fin dove nemmeno la loro stessa immaginazione sarebbe mai potuta arrivare.
O almeno fino al punto di non ritorno, li dove, alla fine, saranno solo in due.
E il Destino stesso allora, non potendo più nulla, si fermerà a guardare.

“ Fino a che punto può dolere una ferita?
Tanto, ma mai quanto si arriva a soffrire, a volte, per le ferite subite da qualcuno a cui si tiene.
Per quelle non c’è neppure la consolazione di sopportarle.
Sono lacerazioni occulte che nessuna medicina può rimarginare.
Il tempo, forse.
Ma in certi casi non basterebbero millenni, e sono molti di meno gli anni che gli dei ci concedono di trascorrere in questo mondo imperfetto.”

VECCHIO, SE DAVVERO ESISTE UN DESTINO CAPACE DI GUIDARE LA VITA DEGLI UOMINI E IL CORSO DELLA STORIA...ALLORA IO LO MALEDICO.

Thursday, November 20, 2008 

Current mood:  calm



http://www.youtube.com/watch?v=JnWxbc4rgXs

 

 

E' vero
credetemi è accaduto
di notte su di un ponte
guardando l'acqua scura
con la dannata voglia
di fare un tuffo giù
d'un tratto
qualcuno alle mie spalle
forse un angelo
vestito da passante
mi portò via dicendomi
Così ...


...Meraviglioso
ma come non ti accorgi
di quanto il mondo sia
meraviglioso !
Meraviglioso
perfino il tuo dolore
potrà guarire poi
meraviglioso
Ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto
ti hanno inventato
il mare ...


e tu dici non ho niente
Ti sembra niente il sole!


La vita


l'amore


...meraviglioso
il bene di una donna
che ama solo te


meraviglioso
La luce di un mattino


l'abbraccio di un amico


il viso di un bambino


meraviglioso
meraviglioso...


Ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto
ti hanno inventato
il mare ...
Tu dici non ho niente
Ti sembra niente il sole!
La vita
l'amore
...meraviglioso !

La notte era finita
e ti sentivo ancora
Sapore della vita
Meraviglioso
Meraviglioso
Meraviglioso
Meraviglioso
Meraviglioso
Meraviglioso

Negramaro

(Domenico Modugno)

Sunday, November 16, 2008 

Current mood:  devious



http://www.youtube.com/watch?v=EGPA3CpGUWU

 

Tornata dal concerto di Negramaro al Palalottomatica.
Che dire...certo poteva evitarsi di finire alle 23 e 20, ma Giuliano non è certo Liga, e si sa...spesso chi si fa di cose pesanti nun je la fa a reggere fino alla fine....o almeno questo è il mio soggettivo pensiero.
Anyway, pensieri soggettivi a parte, i Negramaro rimangano a mio avviso tra i migliori gruppi dell'ultimo panorama rock italiano, almeno musicalmente parlando...e su questo non ci piove.
Canzoni cariche di quella grinata che da troppo non sentivo nella musica nazionale, accompagnate da testi pieni di poesia che sono capaci davvero di dare i brividi.
Nel mezzo c'è qualcosa di meno raffinato ma, si sa, ripetersi non sempre è facile, concediamoglielo....sicuramente un album come il primo sarà difficile da riascoltare.
Concludendo....tanta adrenalina e qalche pausa di poesia senza fiato....come nella più giusta tradizione del rock, che non sempre è e deve essere solo salti e urla.
Quando è arrivato il momento di 'Solo per te'....i brividi e i ricordi sono stati tanti...ma quelli sono anni lontani ormai...ed è facile ricordare con un sorriso. Ora.
Idem per 'Nuvole e lenzuola', tra le mie preferite....anche se Giuliano me l'ha storpiata non poco...e vabbèèè!
L'importante è che abbiamo saltato e ballato abbastanza.
Poi, è arrivato il momento del presente. Dei ricordi non troppo lontani, insomma.
E qualche brivido c'è stato ancora...ma si sa, il live fa questo effetto....buio, pianoforte, chitarra e voce....insomma fanno il loro gioco.
E le parole graffiano di più, in quell'atmosfera. O almeno certe parole.
Lascio quì le canzoni che più hanno segnato questo ultimo periodo della mia vita, dei miei ricordi e delle mie emozioni.
Quello che ho da dire insomma, e che forse ho anche già detto abbastanza.
Ma che cantare a squarciagola, mi ha aiutato sicuramente a buttar VIA !
 
Musica prego.....

 

Un passo indietro ed io già so
di avere torto e non ho più le parole
che muovano il sole

Un passo avanti e il cielo è blu
e tutto il resto non pesa più
come queste tue parole che si muovono sole

Come sempre sei nell'aria sei
tu aria vuoi e mi uccidi
Come sempre sei nell'aria sei
tu aria dai e mi uccidi
Tu come aria in vena sei

Un passo indietro ed ora tu

tu non ridi più
e tra le mani aria stringi
e non trovi le parole
e ci riprovi ancora a muovermi il sole
ancora un passo un altro ancora

Un passo avanti ed ora io,io non parlo più
e tra le mani aria stringo
a che servon le parole ????
amore dai, dai muovimi il sole

Perchè sei nell'aria sei
tu che aria vuoi
ma che aria dai se poi mi uccidi?

Tu che aria sei
ma che aria vuoi
tu che aria dai se poi mi uccidi?
tu come aria in vena sei...

Un passo indietro ed io
Un passo avanti e tu
un passo avanti e noi

 

Si vai via

senza di me tu vai via

non puoi aspettare tanto tempo inutile
e cosi tu vai solo via
si che vai via

ma che freddo fa se tu vai via
non vuoi aspettare neanche il tempo utile
perchè da me lo so si va soltanto VIA...

via le mani dagli occhi

che senso ha se poi ti tocchi in pensieri ancora LONTANI???
lontani,lontani,lontani,lontani

Strana magia

in un istante tu vai via

non vuoi leccarmi tutte le ferite
è cosi che tu vai via
ma da quando in qua no non sei più mio

tu solo che hai leccato tutte le ferite
lo sai da me tu non puoi proprio andare VIA...

via le mani dagli occhi

che senso ha se poi ti tocchi in pensieri ancora LONTANI???
e vai via...via le mani dagli occhi

che senso se poi mi blocchi le mani e rimandi a DOMANI???
domani,domani,domani

...domani e per sempre domani
domani e per sempre rimani...


ma ora toccami le mani,Toccami le mani,Toccami le mani,amore toccami le
mani,Toccami le mani,Toccami le mani,Toccami le mani,Toccami le mani,Toccami le
mani,Toccami le mani,e vai VIA

via le mani dagli occhi

che senso ha se poi ti tocchi in pensieri ancora LONTANI??
e vai via...via le mani via gli occhi

che senso a se poi mi blocchi le mani 

 e rimandi a domani,domnani,domani,domani...

GIUSTO PER SMANTELLARE UN PO' DI SANA IPOCRISIA.

VIA LE MANI DAGLI OCCHI

PERCHè NON HA SENSO FARE FINTA DI NIENTE

SE POI LA MANO SCIVOLA

IN PENSIERI

FORSE LONTANI MA

PREPOTENTEMENTE INSISTENTI.

NON SERVE A MOLTO CHIUDERE GLI OCCHI E FARE FINTA DI NIENTE.

 

Wednesday, November 05, 2008 

Current mood:  strong

A distanza di un anno….un’altra volta Lucca.

Voglio raccontare….perchè come un anno fa, voglio esprimere tutte le emozioni che come sempre mi lascia dentro questa esperienza.

Un’ esperienza fatta di arte, libri ,fumetti, disegni, passioni colorate e condivise, amicizia….sorrisi e anche tanta fatica.

Le emozioni sono tante e si sovrappongono.

Prima tra tutte, senza eguali, quella di accompagnare mio fratello in una delle più magiche e fantastiche avventure che questa realtà  può offrire, alle volte.

E’ bello vedere crescere questa storia giorno per giorno, è bello sostenerla e viverla allo stesso tempo…la storia  di Lothar Basler e della sua compagnia, è un po’ anche la nostra.

Fatta di viaggi e chilometri, pioggia o sole, sforzi e soddisfazioni….alcune volte ripagate, altre meno.

Ma comunque intense e colorate…e avere ancora la capacità e la possibilità, di colorare questa realtà tropo spesso tanto grigia, è una delle cose più belle.

Non ha prezzo.

Poi ci sono le emozioni legate alla condivisioni delle passioni…leggere negli occhi di chi hai accanto il tuo stesso entusiasmo, è una sensazione meravigliosa.

Si formano e consolidano amicizie speciali…fatte di interessi comuni. Amicizie che hanno gli stessi colori, i colori dell’arte e della fantasia.

Da quando è iniziato questo cammino, sono molte le persone che ho avuto la fortuna di incrociare.

Alcune passeggere, hanno condiviso solo per pochi passi la mia strada.

Altre, continuano a farlo….a volte lontane, altre più vicine, ma ci sono sempre.

Una di loro mi ha scritto, un giorno non troppo lontano…è bello ritrovarsi ancora una volta in queste terre, ancora una volta accanto.

Mai come ora, è stato così vero.

In qualsiasi modo la vita decida di farci stare accanto.

E me ne rendo conto fermandomi a ripensare ai tanti momenti di questa avventura….da quando è iniziata ad oggi.

In un anno ne è stata fatta di strada…ne sono state condivise di passioni ed emozioni.

Di qualsiasi genere.

Mai tante emozioni diverse erano confluite cosi tutte insieme nella mia vita, tralasciando forse il periodo dell’animazione.

E’ bello quando si respira aria di gruppo. E in un ambientazione fantasy come questa, non guasta mai….

Lascio qui le foto dei momenti più belli trascorsi in questo anno…da Lucca a Lucca.

E intanto me le riguardo anche io rivivendomi le mille emozioni trascorse….alcune ve le ho raccontate, altre non posso perché sono solo mie e molto intime...e tali resteranno. 

Ma tornare con la mente a quella Lucca di un anno fa….mi ha dato un immenso tuffo al cuore, nel bene come nel male.

Si...è stata tanta la strada percorsa.

E tanta ancora ce ne sarà.

Grazie ad ognuno di voi, per averla percorsa accanto a me.
Grazie per i sorrisi, l'entusiasmo, la fantasYa.
E....e beh...i ricordi.
Si, ci siete tutti.
 
 
 
 
                                                           ...VI VOGLIO BENE!
Saturday, October 18, 2008 

Current mood:  nostalgic
Posto quì direttamente l'intervento fatto dallo scrittore, perchè riassume ed esprime meglio di me quello che c'è da dire.
Aggiungerei solo i complimenti allo scrittore e all' illustratore, per questo secondo lavoro, dopo "La lama del dolore".
Che, sono sicura...perchè lo so, che emozionerà come il primo....se non di più.
Buona lettura.
 

" Eccoci, finalmente. Il Sangue della Terra, secondo volume della Trilogia di Lothar Basler, ha la sua data di uscita: 28 ottobre.

Questo significa, ovviamente, che ci vorranno almeno un paio di settimane per il primo assorbimento presso le librerie. Ma ci siamo, è il caso di dirlo.

Ho anche informazione più precise per Lucca. La Curcio sarà presente tutti e quattro i giorni con lo stand, io ci sarò nel week-end e, in particolare, presenterò il libro sabato alle ore 14:45. Per chi ci sarà, io ci sarò.

Per celebrare l'evento, posto finalmente la copertina splendidamente realizzata da Mario Labieni. Ho avuto modo di contemplarla dal vero e vi assicuro che rende ancor meglio che sul monitor. L'ho voluta rossa, di sangue e di fuoco, e Mario m'ha senza dubbio accontentato. 

Cos'altro volete che aggiunga? L'emozione l'immaginate da voi. Il primo era il primo ma... il secondo è il secondo!

Contiene in sé la conferma di un percorso non più soltanto al principio, ma quanto meno al primo crocicchio.

Avrò modo di spendere parole, qui e altrove, sul romanzo. Due cose mi preme dirle subito, però.

Innanzitutto, la storia. Senza spoilerare nulla, mi limito a sottolineare che Il Sangue della Terra, oltre a riprendere le vicende interrotte con l'epilogo de La Lama del Dolore, si occupa di sollevare il velo su molti interrogativi non ancora risolti. Di più, contiene il fulcro di una storia più ampia, su cui quella raccontata finora s'incardinerà. La Trilogia guadagnerà respiro, pur senza tradire nulla di quanto offerto fino a questo momento. Senza tradirne, soprattutto, anima e atmosfera. Ne Il Sangue della Terra, lo stesso scenario di sfondo, sporcato da guerra, pestilenza e carestia, svolgerà un ruolo fondamentale, in misura maggiore rispetto al primo volume. Una sorta di personaggio aggiunto, per certi versi, se mi consentite l'apparente azzardo. In esso troverete le molte ombre punteggiate d'indomita luce cui siete già stati abituati dal principio del viaggio.

In seconda battuta, vorrei dedicare una riflessione al romanzo tout court. Ho sempre reputato (e reputo tutt'ora) Il Sangue della Terra più maturo del suo predecessore, sotto diversi punti di vista. La prima stesura risale all'anno e mezzo intercorso fra il maggio '98 e il settembre '99, molto tempo fa. Nei suoi confronti, come nei confronti della Trilogia tutta, continuo a denunciare un innegabile sentimento di sfasamento temporale. Nel frattempo ho scritto altro, nel frattempo sono ulteriormente maturato (o almeno ritengo che sia accaduto). Eppure, la strada che passo passo ho imboccato con La Lama del Dolore, a tratti indugiando sulla via, a tratti tornando indietro a battere piste meno lineari del previsto, quella strada dicevo, s'è srotolata più diritta e lastricata ne Il Sangue della Terra. La mia strada, di scrittore e narratore. Che può piacere o meno ma che, per quel che mi riguarda, ha senso di esistere soltanto nella misura in cui la riconosco mia.

Da allora ne ho percorsa molta altra e, a Dio piacendo, continuerò a viaggiare. Vi spedirò cartoline lungo la via, contateci."

Marco

Thursday, October 16, 2008 

Current mood:  disappointed

guardami quando
mi parli
guardami quando
mi parli
guardami quando
mi parli
guarda se e.. vero
guardami quando
mi parli
guarda se tremo
smettila di parlare
guardando il muro
e se qualcosa
mi devi dire
dimmelo duro
guardala in faccia
la realta..
e quando e.. dura
sara.. sfortuna
"sfortuna"


guardala in faccia
la realta..
e.. piu.. sicura
guardala in faccia
la realta..
e.. meno dura
se c'e.. qualcosa
che non ti va
dillo alla luna
...puo.. darsi che porti fortuna...
dillo alla luna


guardami in faccia
quando mi parli
se sei sincero
se non mi guardi
quando mi parli
non sei sicuro
la voglio in faccia
la verita..
e se sara.. dura
la chiamero.. sfortuna
"maledetta sfortuna"


se c'e.. qualcosa
che non ti va
dillo alla luna
puo.. darsi che
porti fortuna
dillo alla luna
la voglio in faccia
la verita..
e se sara.. dura
la chiamero.. sfortuna
maledetta sfortuna
maledetta sfortuna
maledetta sfortuna
maledetta sfortuna
maledetta maledetta maledetta sfortuna
maledetta sfortuna
maledetta sfortuna

TANTO PERCHè LA PRIMA "ARTE"...SI CHIAMA SENSIBILITà.

 



http://www.youtube.com/watch?v=-MoWi6bfjRk

 

 

Saturday, October 11, 2008 

Current mood:  determined


http://www.youtube.com/watch?v=9PUdfqWP73c

Grazie a chi ha saputo dedicarmela.
Grazie a chi davvero ha saputo riconoscere cosa c'è dentro di me.
A chi ha saputo leggere in quegli occhi GRANDI...E FORSE UN PO' TROPPO SINCERI...dove si vede quello che penso...quello che sogno.
Perchè io sono così....a me le cose strabordano dagli occhi, non si possono nascondere.
Grazie anche a Vasco...e alle canzoni che esprimono quello che sento e che sono.
Oggi ho voglia di starmene così...
 
...SOLA DENTRO LA STANZA...
 
E POSSIBILMENTE TUTTO IL MONDO (o almeno quella parte che di me non ha mai capito un cazzo)...FUORIIIIIII!
 
Respiri piano per non far rumore
ti addormenti di sera
ti risvegli con il sole
sei chiara come un'alba
sei fresca come l'aria.
Diventi rossa se qualcuno ti guarda
e sei fantastica quando sei assorta
nei tuoi problemi
nei tuoi pensieri
...
Ti vesti svogliatamente
non metti mai niente
che possa attirare attenzione
un particolare
solo per farti guardare
...e con la faccia pulita
cammini per strada mangiando una
mela coi libri di scuola
ti piace studiare
...non te ne devi vergognare !

E quando guardi con quegli occhi grandi
forse un po' troppo sinceri, sinceri
si vede quello che pensi,
quello che sogni....

...e qualche volta fai pensieri strani
con una mano, una mano, ti sfiori...
...tu sola dentro la stanza
e tutto il mondo fuori!!!


Monday, October 06, 2008 

Current mood:  quiet
Tu che conosci il cielo
saluta Dio per me

e digli che sto bene
considerando che
che non conosco il cielo
però conosco te
mi va di ringraziare
...puoi farlo tu per me?
che intanto sono in viaggio
digli pure che io sono in viaggio
non lo so dove vado ma viaggio
e gli porterò i miei souvenir
tutti quanti i miei souvenir
...
tu che conosci il cielo
e poi conosci me
le sai le mie paure
mi sa che sai il perché
che non conosco il cielo
farò come potrò
starò con tanta gente
per stare solo un po'
facendolo il mio viaggio
cerco il pomeriggio di maggio
non lo so come vado ma viaggio
e gli porterò i miwi souvenir
...tutti quanti i miei souvenir


http://www.youtube.com/watch?v=esYWQ5Avctg

Tuesday, September 30, 2008 

Current mood:  melancholy
Ogni volta che finisce Settembre...viene spontanea qualche considerazione.
Non so perchè, ma è sempre stato così...fin sai tempi dei miei diari scolastici (ahh si, i bei tempi....).
Beh...sarà che queste ultime settimane non sono state molto facili, sarà che si sono accumulati momenti pesanti fatti di stress, paure e malinconie....impegni di studio, problemi in famiglia, sensazioni personali che non starò quì a spiegare perchè non è il luogo adatto ma....fatto sta che, le mie considerazioni di fine Settembre, oggi, sanno un po' di malinconia.
Baudelaire, per rimanere in tema dei miei esami, lo chiamava spleen.
Qualcuno un giorno mi disse...che la malinconia non è una cosa brutta. Che essere inclini al blu, insomma, denota una sensibilità profonda e al di sopra della gente comune.
Si forse è vero....frse questa persona ha ragione.
Ma la predisposizione alla malinconia porta anche a giornate come questa, in cui guardi fuori e senti forte dentro di te il biSOGNO, la necessità di chiudere fuori tutto e scendere sotto il sole...assaporare gli ultimi raggi caldi di inizio autunno e lasciare che riscaldino anche quello che è dentro, in ombra....che non sempre si vede.
'Il posto dentro te in cui fa freddo' direbbe qualcuno.
Ma...ma non si può. Non si possono chiudere fuori i problemi come niente fosse, ne i pensieri, ne gli impegni. Anche perchè tanto li ritrovi li.
E soprattutto...non si possono chiudere quei libri che mi apsettano di la.
Domani c'è l'esame, e vada come vada, comunque va affrontato.
Anche con una settima insonne alle spalle, anche con mille pensieri, anche con il cuore un po' pesante.
E allora vi saluto che torno sui libri....e vi lascio le mie impressioni di questo inizio d'autunno dalle foglie un po' blu.
Passerà come passa tutto...la vita è un'altalena....bisogna farsi lo stomaco alle vertigini.
Un abbraccio....finiti questi esami, promesso, torno tra di voi!
Comunqe vadano....
 
Adoro questa canzone, come la voce di chi la canta....una carezza, come il rumore lieve di una foglia quando cade.
E' la carezza di cui avrei davvero bisogno,in questo momento come non mai.
Ne più, ne meno.
 
 
 
Quante gocce di rugiada intorno a me
cerco il sole ma non c'è
Dorme ancora la campagna o forse no
è sveglia
mi guarda
non so
...
Già l'odore della terra
odor di grano
sale adagio verso me
e la vita nel mio petto batte piano
Respiro la nebbia
penso a te
...
Quanto verde tutto intorno
e ancor più in là
sembra quasi un mare d'erba
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda
...
Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo come me
Faccio un passo
lui mi vede
è già fuggito
respiro
la nebbia
penso a te
...
No cosa sono adesso non lo so
sono un uomo
un uomo in cerca di se stesso
No cosa sono adesso non lo so
sono solo
solo il suono del mio passo
e in tanto il sole
tra la nebbia filtra già
il giorno
come sempre
sarà
 
(Testo PFM)
 
Francesco Renga