E' davvero difficilissimo per una band giovane non assomigliare a nessuno, eppure quando il talento c'è, allora ci vuole solo qualcuno che ti stia ad ascoltare. Si può restare ipnotizzati, come intrappolati in un'enorme bolla di sapone, davanti all'ingenua bellezza di queste canzoncine pop che profumano di candies gommose. Basta mezzo ascolto per risollevarsi il morale da qualunque sfiga ti sia accaduta, perché la voce spiritosa e indisponente e i divertenti arrangiamenti di questo album sono come un secchio di acqua gelata in pieno volto al mattino, appena svegli. Canzoni fresche in bilico tra incosciente spensieratezza e atmosfere un po' retrò. Sebbene il curioso inizio spiazzi l'ascoltatore: una voce strampalata da dj che in inglese introduce, con una piccola descrizione, ad una ad una tutte le canzoni del disco, basta pazientare qualche minuto per ritrovarsi inconsapevolmente a sorridere catturati dalla solarità di 'My little flower' e dall'irriverenza del ritornello di 'Song about me'. L'intensa 'Volk und Kramer', introdotta e accompagnata da mille uccellini che canticchiano, è un pezzo a due voci malinconico, c'è poi una svolta un po' più dance che ha il suo culmine nei suoni cubici di 'Another pop song you can dance with your friends'. I Kramers con la loro voglia di non prendersi troppo sul serio, hanno confezionato un disco ironico, piacevole e ben riuscito. Hanno avuto il coraggio di fare pop con originalità, mischiando sonorità acustiche e arrangiamenti elettronici. Questo disco è una caramella succosa da gustarvi ogni qual volta ne abbiate bisogno. (21-07-2008) di Salvatore Sannino
http://www.rockit.it/pub/r.php?x=00008751
La Marsiglia Records ci ha abituati da un pò a neorealiste copertine in bianco e nero e con i Kramers,quartetto pop genovese,non fa eccezione:eppure per rendere fede al loro mirabile pop ci vorrebbe un arcobaleno di colori.Soul,elettronica ed un pop-rock leggero a fare da cardine,rendono il disco piacevolmente perfetto.Alzando un attimo lo sguardo,vediamo poi il coraggio estremo di queste giovani formazioni:il disco è in licenza Creative Commons- come tutti gli artisti Marsiglia - e in barba alla fatidica crisi musicale,i Kramers ci ricordano che chi suona per passione se ne frega dell'industria(e si diverte).La qualità musicale poi è ottima per un esordio che va ad accostare Blume e Home tra i milgiori dischi indie pop italiani.[8/10] Antonio Bergero
Rockerilla Settembre/Ottobre 2008
Intensi ed irriverenti..
I Kramers, band genovese, nascono nel
2006 dall'incontro di Phede e Berna (Meganoidi,Cut of Mica, En roco),
un anno dopo con l'arrivo di Fillo (Hermitage, Vicious) il gruppo
assume una dimensione più definita fino all'ingresso di Giulia
(Tunecrash). Songs For Every Morning è il loro primo EP pubblicato da
Marsiglia Records nel 2008.
Il disco si apre con una
accattivante intro bluesy in cui la band ci dà un'assaggio del suo
spirito irriverente ed intenso. Un curioso DJ, dall'accento molto
“british”, ci introduce ai singoli brani contestualizzandoli e
descrivendoli proprio come un programma radiofonico d'altri tempi.
“Here we go” e spazio alla chitarra che con un riff acido ci sbatte in
faccia un carismatico bluesaccio al sapore di post-rock, il potente
groove di batteria, i cui suoni sono ben curati, pensa al resto.
La
seconda traccia è “My little Flower” apparentemente è una love-song
spensierata, in realtà c'è un'ironia sottile; la leggerezza è una
cornice in contrasto, come il testo rivela, c'è un racconto sotto la
superficie: due amanti, un incontro su una strada vuota; il sentimento
misterioso e sconosciuto. Quasi una foto in negativo di quello che
succede in certe situazioni. Il frivolo aleggia all'esterno ma qualcosa
si agita dentro.
E il momento di “Song About Me” Qui affiora
l'estro compositivo della band. La melodia dal respiro interrotto, il
suono di synth accattivante è tutto materiale musicale per un indossare
un costume di scena, per parlare di qualcosa di più intimo: <..
not pure 'coz I lie to my self>>. Una ritmica spezzata e
spigolosa, condita da un tagliente riffettino di glockenspiel, dà
grinta al pezzo, il ritornello è pepato: <..
body close and tight .. Close your eyes and dance with me through the
night>>.
Quarto brano: “Volk Und Kramer”. E' il mio
preferito e segna una cesura perchè è quasi una jazz-ballad alla Norah
Jones, impreziosita da svolazzi di pianoforte alla Mark Cohn.
Gli
uccellini fischiettanti all'inizio cedono spazio a un'arpeggio Led
Zeppeliniano, dolce e garbato: ascoltiamo una storia di due innamorati,
i due personaggi sono anche figure metaforiche, è quasi una storia da
cantore: veniamo accompagnati in un atmosfera malinconica ed onirica.
Ricompare
il glockenspiel ma stavolta con un ruolo nuovo, non è più un
contrappunto aspro alla ritmica di un pezzo mascalzone, ora è la
sfumatura caratteristica, il particolare che ricollega la ballata alle
altre elektrosongs.
Il pezzo muore in un bel finale sospeso con dissonanza.
Da
un luogo lontano sbuca un riff strambo, puerile, ma è solo un'altro
contrasto: il giro armonico è quello di un bluesaccio, sensuale e
arrabbiato, è la quinta traccia: “The moon is watching me”. Stavolta
si impone una lead voice intrigante e carica di feeling assieme a degli
ottimi cori.
Il disco arriva alla traccia sei <..
another, another pop song .. It’s just another, another punk song
..You’ve got to sing it! You’ve got to rock on!>> quasi un monito
a chi come me questa musica vuole dissezionarla: <..
goditela senza troppe storie!>>. Energicamente torna a farsi vivo
lo spirito elektropop con un sinuoso groove di synth-bass,
l'arrangiamento è ben ponderato perchè la voce è doppiata dallo
strumento al punto giusto, il crescendo-diminuendo del materiale sonoro
è ben bilanciato.
Penultima traccia <..
are you>>, una provocazione a viso aperto <..
run, watch out my gun ..And so I’ll kill you having a lot of fun>>
. Vi ricordate il Dj con la voce presa in prestito da Sean Connery:
c'è la descriveva come “a song about bad people”, ormai abbiamo capito
l'intenzione spregiudicata della band: traduco un altro estratto di
testo: <..
sprechi tutto il tuo tempo cercando di metterti la coscienza a posto ..
che pollo sei!>>.
Il disco ci saluta con una reprise
finale della traccia precedente; si sfoga in una sorta di coro da
stadio con un groove di batteria twist.
L'EP è davvero coinvolegente, ha molto da raccontare, in un modo tutto suo: caustico ed irriverente.
P.S.
Il missaggio merita un elogio perchè suona veramente bene, ottima cosa
anche il donwload gratuito su www.marsigliarecords.it.
http://www.cantieresonoro.it/beta/index.php?option=com_content&task=view&id=566&Itemid=55
Un anno di vita. Un EP di debutto. Un'avventura nata sotto la luce della 'lanterna' genovese. Un impasto di esperienze notevoli e varie da mettere in gioco che rispondono al nome di Meganoidi, Cut Of Mica, En Roco (Federico e Bernardo). E ancora Hermitage, Vicious (Filippo) e Tune Crash (Giulia). Da queste solide fondamenta ecco le 'variabili' dei Kramers. Pop elettronico leggero come una foglia caduca d'Autunno. Voce gentile e richiami al twee pop britannico di due decadi fa ('My Little Flower'). Ma anche il gusto delicato della matrice indie e sapori di collettivi multistrumentali (zona The Go Team! e circondario). Semi ballate d'atmosfera e qualche virtuosismo vocale da night club che forse risalta troppo in un prodotto molto vicino alla giustezza compositiva. Ma è solo l'inizio.
Emanuele Tamagnini
http://www.musicaroma.it/nerds/articolone.asp?ID=12847
Un pop leggero, ma ottimamente suonato, allegro e spensierato: ecco i Kramers. Un introduzione roboante e via con tante canzoncine strappasorrisi ma nient’affatto banali. Però insomma, quell’introduzione lì già mi fa bestemmiare perché c’è attaccata un pezzetto strumentale niente male e non si può risentirlo senza skippare i due minuti di annunci iniziali. Uffa. “Non lo rigusterò mai più in vita mia, ecco” mi dico mentre guido e il cd gira nell’autoradio (cosa poi non successa perché dopotutto la recensione doevo farla e risentire il disco mi sembrava il minimo). Ma questa è una divagazione bella e buona senza senso. Parliamo seriamente visto che dalla traccia due in poi se ne ascoltano delle belle: My little flower e What a chicken are you?! sono piacevoli canzoncine con voce femminile piene di lalala e melodie; più intrigante sicuramente invece è Song about me, caratterizzata dalla doppia voce maschietto/femminuccia, un’ottima chitarra e soprattutto una batteria che fa la differenza (soprattutto nelle strofe), accipicchia! Dopo una delicata Volk und kramer e una conturbante e bluesiana The moon is watching me (bellissima) ecco una canzone davvero ballabile dal titolo sintomatico (Another pop song you can dance with your fdriends) che potrebbe fare la felicità di tante indie girl. Insomma questi ragazzi liguri hanno fatto un bel lavoro: c’è n’è per tutti i gusti, basta che questi gusti siano freschi ed estivi. Paolo Viscardi
http://www.rocklab.it/recensioni.php?id=2268
Con un pedigree che vanta tra gli altri membri di gruppi quali Meganoidi, Cut of Mica ed En Roco, non potevamo che aspettarci buone cose dai The Kramers, nuova formazione genovese che esce per l’egregia Marsiglia Records.
Il quartetto ligure si disimpegna egregiamente tra pop, elettronica e soul, facendosi notare per la qualità degli arrangiamenti e la spensieratezza con cui prendono per mano l’ascoltatore lungo le otto tracce in scaletta. Dalle venature twee tinte di solarità apparente di “My Little Flower” alle dinamiche spiazzanti di “Song About Me”, passando per “What a Chicken Are You?!” che suona come un brano delle CSS tagliato con un irresistibile coro femminile, “Songs For Every Morning” ribadisce l’importanza di una certa scena indie nostrana.
Un disco che scorre via senza particolari stratagemmi o astuzie guidato solamente dalla passione musicale di quattro artisti che hanno cesellato una piccola gemma di puro artigianato italico scaricabile gratuitamente dal sito dell’etichetta.di Alessandro Bonetti ~ 16/10/2008
http://www.kronic.it/artGet.aspx?cID=35055
...i Kramers si ispirano a band come Kraftwerk,Go Team,Fatboy Slim,Air,trovando nell'elettronica per cosi dire..leggera,quella dal sapore pop,il modo migliore per esprimere il loro eclettismo.Il disco(pubblicato da Marsiglia Records)nel complesso è godibile ed è molto fresco.Le ritmiche sono accattivanti e 'The Moon Is Watching Me'è il pezzo che ha una marcia in più,è il brano che ben rappresenta il potenziale del gruppo.[fra.cas.]
Corrirere Mercantile 7 Agosto 2008
Partendo dal presupposto che i Kramers forniscono nella prima traccia un 'introduzione non solo musicale di ogni brano, ci rendiamo conto fin da subito di una spiccata vena di originalità e freschezza. Il titolo dell 'album, Songs For Every Morning, racchiude perfettamente l 'anima della produzione, composta da otto tracce (sette più l 'originale e apprezzabile intro) da masticare a colazione per dare una svolta positiva ad ogni giornata.
My Little Flower parte con un ritmo allegro ed una voce femminile un po ' naif, dei suoni nella parte ritmica anni 80, tipici delle prime groovebox, ideali per rendere ancora più leggero il brano. Leggerezza mai banale, intervallata da giochi di voci sussurrate e in chorus, che spezzano e attirano le orecchie dell 'ascoltatore.
Volk Und Kramer si scolla dal resto tenendo un suono più soft e ancora più leggero, con chitarre acustiche e una batteria suonata con le spazzole, in alcuni punti accennata per dare spazio alla bellissima e calda voce della cantante. Suoni ambientali di uccelli e vento contornano il tutto. The Moon Is Wathcing You, invece, ha il suono di una canzone da night club, dove si rimane incantati ad osservare gli occhi di chi sfodera una voce calda e sensuale, su un palco dalle luci soffuse. I suoni sono ben curati e coinvolgenti e nel poco tempo che hanno a disposizione (il brano dura circa tre minuti) riescono a farti sognare.
Le altre tracce rimanenti riprendono più veloci e con dei cantati più incisivi, con suoni ritmati di organi elettronici e carillon, coretti e chitarre funk. Giusto qualche voce da megafono e suono sintetico interrompe la struttura dei brani per creare delle variazioni. Geniali alcuni passaggi in What A Chicken Are You?!, dove il ritmo si spezza e si sfascia su un suono di interferenze radiofoniche per poi riprendere il brano.
Concludendo, un ' ottima colazione musicale per ogni mattina. a cura di Alessio Deidda http://www.genovatune.net/recensione.php?id=497
[...]l'etichetta di Matteo Casari,adusa a consentire il libero download dal proprio sito,fa conoscere gli inediti Kramers,assemblaggio di membri Meganoidi/En Roco/Hermitage in funzione di macchina spararitornelli con battimani e cantilene dalla fedeltà incerta.Malgrado le buone intenzioni,e una sbandierata elettronica che si nasconde,alla fine della fiera cioè dell'ascolto non resta granchè,dal momento che neppure la divagazione chanteuse-folkie di Volk Und Kramer ha i crismi della brillantezza.Brani fin troppo facili eppure moderatamente grigi,come i goal più difficili da sbagliare che da insaccare-eppure.Si ode un lamento di vita nel refrain di What A Chicken Are You? giusto dopo l'evitabile girlie-mc,potrebbe essere la chiave della ripartenza.[5/6]di Enrico Veronese Blow Up 124 settembre 2008