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Mimmo Mancini



Last Updated: 9/20/2009

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Sunday 20/09/2009 
Carissimi amici, colleghi, collaboratori e addetti ai lavori ho il piacere di  comunicarvi personalmente, in via ufficiale, che Sabato 26 Settembre in occasione della "Notte Bianca" organizzata dal Comune di Bitonto, in prima nazionale verrà proiettato il cortometraggio "Direzione Obbligatoria" nel cortile della Cattedrale di Bitonto alle ore 20,30. Sarà anche presentata la mostra fotografica con foto del set a cura di Mimmo Ciocia. Vi raccomando la massima puntualità poiché c'è un cartellone di eventi con orari da rispettare.
Non dispiace affatto avere la prima nazionale (dopo il trailer presentato a New York a Luglio scorso) del corto proprio nel luogo dove i fatti si sono svolti e dove abbiamo girato. Per me non contano solo i colori dei carpet, che pure ci vogliono, ma anche il calore di un pubblico vero e semplice, composto anche da quella gente verso la quale sento di disobbligarmi in questo modo. Un omaggio a chi, con semplicità, una mano nel momento di bisogno ce l'ha offerta spontaneamente e senza problemi. Certo non sono mancate le delusioni e le defezioni, ma quelle non mancano nemmeno a Venezia.
Anche per questo desidero profondamente che tutti coloro i quali  hanno collaborato e ci sono stati vicini durante le riprese, compatibilmente con i loro impegni, siano presenti. Vorrei, con sincero e immenso piacere, ringraziarvi tutti, uno per uno e perché no, anche davanti al pubblico.

Con stima e amicizia
 
Mimmo Mancini

 

Wednesday 05/08/2009 
La Puglia con i suoi registi, attori e sceneggiatori sbarca nella Grande Mela per raccontarsi nell'ambito della rassegna "Terra 3 - Puglia Film Festival".
La manifestazione – organizzata dal Levante international film festival con il sostegno di Regione Puglia (asrsessorati alla Solidarietà sociale e al Mediterraneo), Camera di Commercio e Provincia di Bari – è stata inaugurata martedì 14 luglio alla presenza di John Mustaro, presidente della United Pugliesi Federation (che riunisce venti associazioni di pugliesi nell’area metropolitana di New York, in rappresentanza di oltre duemila famiglie di emigrati), Fred Gardaphè e Anthony Tamburri, docenti del Calandra Institute. Mongelli, presidente del Levante film festival e direttore artistico di Terra 3, illustrerà il progamma della rassegna e si soffermerà sul cinema pugliese.
Nei giorni successivi, accanto alle proiezioni, sono previsti altri interventi: Menino Coppi, presidente dell’associazione Turesi nel mondo analizzerà il fenomeno dell’emigrazione nel terzo millennio; Antonio Barile, consigliere della Camera di commercio e presidente del comitato della rivista Bari Economica affronterà il tema delle attività di produzione e di quelle culturali; Marco Sportelli, già presidente del consiglio provinciale, relazionerà sul rapporto tra cultura e istituzioni; il critico cinematografico Carlo Gentile parlerà del cinema italiano nel mondo.

I film pugliesi in visione sono in tutto quindici, di cui quattro lungometraggi: Bell'epoker di Nico Cirasola, I galantuomini di Edoardo Winspeare con Angela Finocchiaro e Fabrizio Gifuni, La casa delle donne di Mimmo Mongelli, e Pinuccio Lovero - sogno di una morte di mezz'estate di Pippo Mezzapesa. Sette sono invece i documentari: Emigranti di Mario Tani e Domenico Rodolfo, Il sibilo lungo della tarantola di Paolo Pisanelli, Le donne della torre pelosa di Antonella Maddalena, Le storie cantate di Nicola Morisco e Daniele Trevisi, Radio Egnatia di Davide Berletti, Sound Res di Ippolito Chiariello e Un rumore di gabbiani di Giuseppe Cristaldi. Quattro i corti: H5N1 di Roberto De Feo, 'U su di Mimmo Mancini, Vietato Fermarsi di Pierluigi Ferrandini e Watch! di Mimmo Mongelli.


 


Nella foto il Dott. Domenico Coppi referente internazionale per le rassegne di cinema pugliese all'estero, John Mustaro presidente della United Pugliesi Federation, io, l'attore new yorkese  Gay Palumbo  e il Dean Antony Tamburri direttore del Calandra Italian American Institute, tutti posano per onorare la proiezione del cortometraggio "U SU'" a new york all'interno della  terza edizione di "Terra Tre" ideato e organizzato da Mimmo Mongelli festival del cinema pugliese a new york.

Friday 22/05/2009 

DIVERSAMENTE IN FESTA

 

GIORNATA EUROPEA DELLA DISABILITÀ

(1° EDIZIONE) 

23 - 24 MAGGIO 2009 

Piazza Sedile - Corato

 

Siamo “in misure, pesi e colori assortiti”.

Ognuno di noi, sulla terra, esprime la propria specificità secondo modalità proprie.

Siamo unici ed irripetibili.

Siamo speciali.

Parliamo di specialità, piuttosto che di normalità o diversità.

La “normalità” è un criterio di omologazione umana sostenuto dal pensiero convergente. La “diversità”, per altro, è effettivamente un non criterio,in quanto a questo termine vengono attribuiti significati disparati per farvi confluire qualsiasi realtà che indistintamente si contrappone alla normalità, tanto che con questa parola vengono di solito indicate - accomunate sotto la stessa etichetta - situazioni, persone, stili, intelligenze, culture, caratteri completamente differenti tra loro.

Così, l’unicità e l’irripetibilità di ciascuno di noi si può meglio esprimere usando la parola ”speciale”.

Ognuno, dunque, va rispettato per ciò che è, ciò che sa, ciò che sa fare… in modo proprio e sicuramente speciale.

La specialità ci rende “ad Immagine e Somiglianza di DIO”, ma soprattutto, uguali nell’assoluta diversità.

Ma sappiamo rispettarci sempre come persone-identità ed unicità?

Possiamo affermare, senza ombra di smentita, che l’individualismo e l’indifferenza, che contraddistinguono la nostra società, mietono più vittime di quelle che si attribuiscono alla violenza, alle malattie e agli incidenti, per il solo fatto che sono un “veleno” silenzioso, che colpisce i più deboli, i quali sembrano cari e preziosi solo agli occhi di DIO.

Per questo nella nostra epoca, disperata e critica, in cui il singolo rischia di disperdersi continuamente e l'intera umanità sembra andare alla deriva, creare cordate di persone, unite nel bene comune, coinvolte nel sostenersi reciprocamente, per fronteggiare le difficoltà di ciascuno, è fondamentale.

Questo è il senso dell’aggregarsi in associazioni.

Essere sostegno gli uni per gli altri, il senso, dunque, anche dell’AFFDA di Corato, nata nel 1999 in seno all’ANFFAS nazionale, dalla ferrea volontà di un gruppo di genitori, uniti per garantire ai propri figli, speciali nelle proprie singolari specificità di abilità e disabilità, la possibilità di vivere esperienze di vita, lavorativa – ricreativa – sportiva - sociale, piene, significative, gratificanti.

Ecco perché, oggi, nasce “Diversamente in festa”, nell’ambito della ricorrenza del 24 maggio, Giornata delle persone disabili, con il sostegno dell’Amministrazione Comunale, una FESTA per ritrovarsi insieme, in un clima festoso, tra riflessioni, musica, teatro e sport. Un modo di stare insieme per sentirci uniti nella nostre specificità “speciali” per condividere la gioia di “essere” pienamente uomini che diversamente vivono, lavorano, amano, sognano.

SABATO 23:

ore 19.00 -> Incontro – dibattito “LA DISABILITÀ OGGI”

Saluto ai partecipanti:

Michele De Palo

Margherita Mastromauro

Gino Perrone

Franco Caputo

Don Cataldo Bevilacqua

Interventi:

Dott. Giuseppe Saccotelli (presidente Società Italiana di Riabilitazione Sociale)

Dott.ssa Giannetta Ceglie (psicologa)

Dott. Luciano Cruciani (consulente direttivo AVI, Agenzia Vita Indipendente)

Dott. Giuseppe Maria Rossano (presidente CIP, Comitato Italiano Paralimpico)

Moderatore: Franco Tempesta


ore 21.00 -> Concerto “BLACK & BLUES”

 

DOMENICA 24:

ore 10.30 -> Giochi in piazza

ore 12.00 -> Celebrazione eucaristica

 

ore 17.30 -> Giochi in piazza

ore 19.00 -> Fiaccolata

ore 20.30 -> Spettacolo teatrale “LO ZÌ” di Mimmo Mancini

Thursday 30/04/2009 

Quando un ragazzo è cresciuto per strada, in Puglia si dice: “che è cresciuto in mezzo alla via”. Mimmo viene “dalla via”, dalla strada perché fondamentalmente è un autodidatta in tutto.
Bambino e adolescente è cresciuto per strada, d’estate con i soli sandali o “zoccolette” a piedi nudi per strada. Negli anni sessanta era normale giocare per strada dove non si giocava a calcio, ma a pallone, e il campo non era in erba sintetica, ma  in catrame perché si poteva ancora giocare per strada o se si era fortunati in un campo abbandonato con terraccia, fossi, dossi e pietre. La qualità della vita lo permetteva.
La sua è stata una famiglia medio borghese, il padre Francesco Mancini detto Ciccio, funzionario del Ministero di Grazia e Giustizia, la madre Antonietta Tursi detta Tonetta, dipendente del Ministero della Pubblica Istruzione, rispettivamente, cancelliere e maestra elementare. Erano gli anni sessanta, gli anni del boom, due stipendi ma con cinque figli da crescere ed educare: Paolo, Mimmo, Pia, Margherita e Anna.
Paolo da adulto è diventato capitano pilota elicotterista della Guardia di Finanza, deceduto in volo nel 1987.
Pia, la prima delle donne, si è trasferita negli Usa dove ha studiato e si è laureata, oggi ha un figlio e un marito cubano.
Margherita anche lei vive negli USA dove ha studiato e messo su famiglia, due figli e un marito Afroamericano.
Anna anche lei ha studiato e messo su famiglia negli USA , marito italiano, pugliese, di Bitonto (nessuno è perfetto).
Mimmo, da sempre ribelle verso le istituzioni e le regole, non ha mai ascoltato chi gli imponeva di fare quello che si “doveva fare”, non  è una nota di merito, ora che è padre di tre figli, in parte ne è dispiaciuto. Ha iniziato a fare l’attore da subito, in casa. Da ragazzino inventava storie, fantasticava storie impossibili che raccontava al suo primo pubblico: i suoi fratelli. Di solito il teatro era il bagno, tutti seduti sui vasini a semicerchio. Lui sul water, era più adatto per il racconto.
A 14 anni passa al teatro parrocchiale, parrocchia che veniva frequentata solo durante il periodo di carnevale, appunto per mettere in scena  i suoi primi testi tra musica e chiacchiere. Poi arrivò la filodrammatica con un gruppo di studenti amici, il regista era un insegnante elementare del paese, Lillino Rizzi. Ancora un passo avanti, la scuola di teatro non al Piccolo di Milano ma al Piccolo teatro di Bari, “ognuno ha quello che si trova”. Era veramente piccolo quel teatro, ma negli anni settanta e ottanta a Bari era un vero punto di riferimento per il teatro pugliese. Qui l’incontro con Paolo Sassanelli oggi amico e bravo attore, Marinella Anaclerio diventata regista teatrale, Maria Carmela Cicinnati oggi autrice e sceneggiatrice televisiva e tanti altri.
Il salto diventa sempre più difficile, a soli 17 anni, toccava marciare su Roma.
La prima grande delusione; non fu ammesso in Accademia D’Arte Drammatica. Troppo giovane, troppo istintivo, troppo impreparato. Forse sarà stato uno dei pochi in quel periodo a tentare di entrare in accademia senza aver finito la scuola. Aveva abbandonato al quarto anno (essendo stato bocciato al “commerciale") il suo "Istituto Tecnico Agrario" di Andria. Ma che centra un agronomo con la recitazione? Appunto, un animaletto talentuoso ma allo stato brado. Avendo molto carattere, indietro non si torna e quindi per disperazione per un breve periodo vive facendo la comparsa in tv, trascinato da una sua carissima amica con la quale aveva avuto una relazione sentimentale. Ma nell’81 la morte del padre lo riporta a casa con la convinzione da parte di tutti, amici e parenti, che a quel punto avrebbe mollato i suoi sogni da artista per un bel impiego sicuro. Niente da fare preso il diploma si riparte. Inutile iscrizione al Dams di Bologna.
Riprende i vecchi contatti con il Piccolo di Bari e partecipa alla ripresa teatrale della “Pulzella d’Orleans” di Jean Anuille per la regia di Eugenio D’Attoma  e “In alto mare”. Subito dopo un breve passaggio con il teatro Abeliano sempre a Bari, con il quale partecipò alla ripresa di “Pierino e il lupo” teatro per ragazzi. Ma ecco che arriva il salto importante con una compagnia teatrale di giro nazionale. La prima tournée teatrale per l’Italia con la mitica Bianca Toccafondi e il povero Carlo Hintermann. Decide di lasciar perdere il teatro classico, la tentazione dell’autore si fa avanti forte e decisa e un po’ per passione un po’ per disperazione, inizia a scriversi testi di cabaret da portare in giro nei locali, radio, televisione. Erano le strade apparentemente più accessibili. O funzionavi o erano fischi, grande palestra, grande esperienza che gli ha insegnato l’arte dell’improvvisazione e del non farsi prendere mai impreparati in scena o sul set.. Così con il tempo cerca di migliorare  le proprie capacità d’attore e d’autore realizzando lavori principalmente autoprodotti. Passano gli anni, vengono le prime esperienze cinematografiche. C’è bisogno di disciplina, di un metodo, ed ecco un altro salto importante, un grande salto. Partecipa a Roma ad un corso per attori diretto da Dominic De Fazio, uno dei tanti membri dell’Actor Studio di New York e allievi di Lee Strasbergh  fondatore di quella scuola innovatrice che si è ispirata al metodo di Stanislavskji . Mimmo diventa un altro Mimmo, dentro e fuori l’ambito lavorativo. Con questa particolare maturità, i primi film veri. Ci tiene a precisare che il suo primo film in assoluto è arrivato molti anni prima grazie a Gianni Ciardo, attore pugliese al quale è molto legato umanamente perché uomo e attore generoso, cosa rara in un certo settore.
Pian piano è riuscito così ad aggiungere al suo istinto anche qualche buona regola : “l’importante è andare oltre il metodo” e Mimmo ancora oggi cerca di andare oltre. Oltre  l’apparenza delle cose, della gente, oltre le ideologie, oltre le proprie convinzioni, oltre la propria ignoranza.
Andare oltre guardandosi dentro, scavare lì dove non tutti sono disposti a cercare, nei propri limiti, nei dolori antichi e in quelli più recenti. La sua strada iniziata a piedi nudi è stata ed è lunga, difficile, tortuosa, tutta in salita e senza santi in paradiso. Non ci sono scorciatoie. Dire “non sono un raccomandato” non serve, bisogna andare oltre anche queste cose dolorose ma inutili. Mimmo ama sorridere, ridere e osservare il cielo, guardare negli occhi la gente, abbracciare piuttosto che salutare con un semplice “ciao”. Grande gioia e spirito d’avventura, anche nei momenti più cupi e più tristi. Ha una grande energia. Sa unire i cuori e non ama dividere. Oggi sente di ringraziare tutti coloro che apparentemente e involontariamente gli hanno procurato amarezze, delusioni e dolori. Le negazioni, le porte sbattute in faccia, le attese umilianti, i provini infiniti e finiti male, sono serviti da palestra per meglio capire il senso  del suo percorso. Un pugile incassatore che resiste bene agli assalti della vita ma che al momento opportuno quando tira, tira forte. Ricordarsi sempre da dove si viene, riconoscere i limiti e i pregi del proprio bagaglio culturale, apprezzare quello che si ha piuttosto che lamentarsi per quello che non è arrivato. Mai perdere di vista l’obiettivo dando senso e attenzione al percorso da compiere.
Un pensiero a chi giocava con lui da bambino a piedi nudi per strada, a quei bambini di allora che non ce l’hanno fatta da adulti, a chi ha mollato prima di cominciare, a chi doveva partire e non l’ha fatto, a chi oggi è depresso pur avendo tutto, a chi non ha più voglia di vivere perché non ha nulla, a chi si sente un fallito, a chi è stato tradito, a chi si è realizzato e poi è caduto, a chi ha paura, a chi è andato via avendo ancora voglia di vivere, a chi hanno rubato la dignità, a chi crede di aver sbagliato tutto, a chi crede di aver fatto tutto bene, a chi ha bisogno di una semplice mano tesa, di un semplice incoraggiamento per stare un po’ meglio, a chi ha buttato la sua vita alle ortiche solo per non essere stato amato, capito, accettato. Un pensiero agli umili e agli ultimi e a lui stesso che non sempre viene trattato bene dal Mimmo che lo ospita.
Essere nato in una terra generosa e fertile, in un paese di provincia, dove non c’era nulla o ben poco, ma dove il senso del condividere, del doversi arrangiare insieme, del doversi inventare il gioco insieme per divertirsi insieme,  perché insieme è stato meglio tutto. Da quella terra dove la necessità ha fatto virtù, quel bimbo che giocava a piedi nudi è partito ed è diventato un uomo, marito e padre che continua a percorrere la sua strada consapevole del fatto che vale la pena andare sempre e comunque fino in fondo, fino al punto in cui si spegne, e magari a piedi nudi così come è partito.
 

Friday 08/08/2008 

La storia di una famiglia e due fratelli che ha commosso numerose platee italiane.



“LO Zì”
“quando il riso sgorga dalle lacrime il cielo si spalanca”
di
Mimmo Mancini e Pietro Albino Di Pasquale



con
Mimmo Mancini
regia
 Enrico Maria La manna




SCHEDA OPERA



Autori: Mimmo Mancini e Pietro Albino Di Pasquale
Titolo Opera: “Lo Zì” quando il riso sgorga dalle lacrime il cielo si spalanca
Genere: Monologo teatrale, atto unico
Durata: 1 ora e 20 minuti
Interpreti: Mimmo Mancini 
Regia: Enrico Maria Lamanna
Autore delle  musiche: Antonio Di Pofi
Scenografia: Maria Teresa Lapadula
Costumi: Teresa Acone
Disegno luci: Stefano Pirandello, Tonino Di Giovanni
Direttore di scena: Tonino Di Giovanni



SINOSSI 



“Lo Zì” è uno spettacolo teatrale che si propone di mettere in risalto il problema della diversità.
Chi sono i diversi? Sono persone che percepiscono la vita diversamente dagli altri e che spesso vedono erigersi muri sempre più alti. Oggi, nella società dell'immagine e del bello, il diverso appare deforme, cattivo, apolitico. Per abbattere il mutismo e il semplicismo delle rappresentazioni è stata meditata un'opera teatrale che si prefigge il compito di trattare il problema dell'handicap in maniera alternativa: una rivoluzione copernicana che ribalti le prospettive.
La vita di una persona nell'arco di trasformazione di cinquant'anni, da quando essere uno “storpiato” era sinonimo di piaga infetta e untuosa, fino ai nostri giorni quando si coniano nuovi sinonimi per mortificare e ignorare il problema: “Il diversamente abile”.


 

ULTERIORI DATI




Lo spettacolo ha debuttato a Roma all’Auditorium Parco della Musica il 26 marzo 2006 con il patrocinio dello stesso Auditorium, il Comune di Roma Ufficio del Consigliere Delegato all’Handicap, TRAMBUS spa, Comune di Bitonto, Provincia di Bari. E’ stato anche in scena al Piccolo Teatro Jovinelli di Roma dal 26 dicembre 2006 al 6 gennaio 2007 . Fino ad oggi ha realizzato 32 repliche in tutta Italia e una  a Londra il 5 novembre 2007 per il  Festival di Teatro italiano  “First Italian Theatre season in London"  presso il teatro “Riversaide Studios”. Alcune delle repliche fatte in Puglia sono state concesse dal Consorzio Teatro Pubblico Pugliese.

Thursday 07/08/2008 

COMUNICATO STAMPA
 

LA STORIA DI UNA FAMIGLIA E DUE FRATELLI

CHE HA COMMOSSO NUMEROSE PLATEE ITALIANE

"LO Zì"

"quando il riso sgorga dalle lacrime il cielo si spalanca"

di

Mimmo Mancini e Pietro Albino Di Pasquale

con

Mimmo Mancini

regia

Enrico Maria La manna 


Un'ora e un quarto di spettacolo, un monologo comico in cui l'attore si mette in gioco accostando diversità e il divertimento. 

"Lo Zì" è la storia di un disabile attraverso gli anni, di come viene percepito nel tempo, passando dallo stato antico di "storpiato", piaga infetta e untuosa, a quello di "diversamente abile", il neologismo coniato nei nostri giorni per aggirare l'Handicap.  Una storia ambientata al Sud, in un'Italia povera, poco sviluppata, dai rapporti rozzi e spinosi ma sorprendentemente umani. Mimmo Mancini, autore e attore valente figlio di questa terra, abbandona la propria identità di autore per indossare quella di tutti i suoi personaggi.

Oggi, nella società dell'immagine e del bello, il diverso appare deforme, cattivo, apolitico e molto spesso vengono eretti dei muri culturali, difficili da abbattere più di quelli architettonici. 

Per sconfiggere  il mutismo e la rappresentazione stereotipata dell'Handicap è stata pensata, finalmente, un'opera teatrale con lo scopo di trattare la diversità in maniera alternativa: una rivoluzione copernicana che ribalti le prospettive fin'ora utilizzate. 

Per questo è importante riconoscere la diversità come patrimonio fondamentale dell'arte: ciò che rende veramente "diverso" questo spettacolo è che insinua nello spettatore importanti interrogativi  che lo accompagnano anche al suo termine. 

LA DIVERSITA' CHE FA RIMA CON LA COMICITA' 


 
Una sottile ed intelligente ironia accompagna "Lo Zì" e gli fa vincere la scommessa della comicità raccontando problemi spinosi e più che mai attuali, mescolando italiano e dialetto pugliese in una gradevole ed efficace partitura musicale. 

SCHEDA OPERA: 

Autori  Mimmo Mancini e Pietro Albino Di Pasquale

Titolo Opera . "Lo Zì" quando il riso sgorga dalle lacrime il cielo si spalanca

Genere:  Monologo teatrale, atto unico

Durata : 1 ora e 20minuti

Interpreti  Mimmo Mancini 

Regia Enrico Maria  Lamanna

Autore delle  musiche :Antonio Di Pofi

Scenografia Maria Teresa Lapadula

Costumi Teresa Acone

Disegno luci Stefano Pirandello

Tonino Di Giovanni

Direttore di scena Tinino Di Giovanni


ULTERIORI DATI:

Lo spettacolo ha debuttato a Roma all'Auditorium Parco della Musica il 26 marzo 2006 con il patrocinio dello stesso Auditorium, il Comune di Roma Ufficio del Consigliere Delegato all'Handicap, TRAMBUS spa, Comune di Bitonto, Provincia di Bari. E' stato anche in scena al Piccolo Teatro Jovinelli di Roma dal 26 dicembre 2006 al 6 gennaio 2007 . Fino ad oggi ha realizzato 32 repliche in tutta Italia e una  a Londra il 5 novembre 2007 per il  Festival di Teatro italiano  "First Italian Theatre season in London  presso il teatro " Riversaide Studios". Alcune delle repliche fatte in Puglia sono state concesse dal Consorzio Teatro Pubblico Pugliese.

Wednesday 06/08/2008 

Da dove nasce l'interesse e la voglia di mettere su questo spettacolo, di cui sei anche autore 

Il mio interesse all'emarginazione, all'intolleranza, alla disperazione degli altri nasce già un po' di tempo fa. Diversi anni fa feci un cortometraggio dal titolo " Sul mare luccica" , poi raggruppato assieme ad altri, ne venne fuori un lungo dal titolo "Intollerance" venduto poi alla RAI. era un film contro il  razzismo. Mettemmo su un'associazione tra sceneggiatori e registi che si chiamava "Cinema senza confini". Poi, come sempre accade quando si toccano argomenti seri, tra le troppe teste, diventa difficile essere tutti socialmente coerenti con l'argomento, le speculazioni per altri fini meno nobili sono possibili e allora fine della nobile associazione cinematografica, ovviamente è sempre una minoranza che condiziona la maggioranza. Questo per dire che se si trattano argomenti particolari bisogna anche razzolare bene e non solo predicare. Con un salto di qualche anno arrivo direttamente al monologo sulla disabilità " LO ZI'" la cui madrina è Ileana Argentin (Ex Consigliere Delegato del Sindaco di Roma per le politiche dell'handicap, ndr e attuale parlamentare del PD ). Per me questo è il bollino di garanzia e serietà del lavoro. Quello con Ileana è stato un grande incontro. L'ho contattata appena finito di scrivere il monologo : Mandai una lettera, quella di un normale cittadino che scrive ad un amministratore, ad un politico. Non ricevetti alcuna risposta ed è anche comprensibile, visto che, nell'ambito del sociale, ci sono anche speculazioni. Ma a volte il destino è più capace delle nostre intenzioni. La prima di questo spettacolo è stata rappresentata all'auditorium di Roma. Anche lì non ci arrivai per caso. La persona che contattai per promuovere il mio spettacolo, a mia insaputa, era ed è mamma di una ragazza disabile. Fu così che anche lei decise di darmi una mano e che lo spettacolo si sarebbe fatto. Avere una prima all'Audotorium non è cosa semplice. Destino ha voluto che la sera della prima venne a presentarlo proprio Ileana, assolutamente ignara del precedente mio contatto caduto nel vuoto. Dopo il nostro incontro, la conoscenza, oggi è nata una vera amicizia. Per questo posso dire che lei è la madrina dello spettacolo, il destino lo ha voluto. 

Si tratta di un tema di fronte al quale spesso l'atteggiamento più comune è il rifiuto sociale se non proprio la paura, probabilmente anche per il senso di impotenza che genera la malattia. Insomma è inconsueto per uno scenario come quello dello spettacolo. Come è avvenuta la sua divulgazione? 

Quando ho proposto questo spettacolo ai produttori, quelli dei canali consueti di produzione, mi hanno risposto " fare uno spettacolo sulla disabilità, suvvia Mimmo, porta male, la gente poi…"  oppure "magari se ne parlassimo con la Croce Rossa…". Lì capii che mi trovavo di fronte a due strade: una che conduceva alla speculazione, per cui magari aggrappandosi al carro maggiore si poteva pure guadagnare in gloria e anche in soldi, creando l'evento, oppure quella di percorrere una strada più difficile in salita piena d'insidie e diversa al contempo dai soliti circuiti teatrali, in cui io posso muovermi in piena libertà. Queste cose poi non è che nascano casualmente, perché tutto è sempre riconducibile ad un significato. Io ho uno zio di 76 anni che sta sulla sedia a rotelle tetraplegico da 76 anni, secondo me ha battuto ogni record di longevità! Mi sono sempre detto "per lui io non ho mai fatto nulla, l'unica cosa che posso fare è raccontare quello che non ho mai digerito di tutta la sua storia, i problemi, i tabù che la mia famiglia ha vissuto". Ho confrontato questa storia, quella di mio zio, con un altro episodio, (a proposito di segni…), un incontro con un amico americano compagno di college di mia sorella Margherita, un tetraplegico, perfettamente in grado di comunicare mentre mio zio emette solo dei suoni. La conoscenza di questo ragazzo mi parve subito un'altra realtà lontana anni luce rispetto a quella che conoscevo da bambino. Nella nostra famiglia non si doveva parlare della malattia di mio zio, si doveva nascondere la vergogna. Infatti quando ho deciso di fare lo spettacolo sono stato abbondantemente accusato di interferire nei fatti privati familiari, i miei parenti paterni tutti, vecchi e giovani e non più giovani erano molto infuriati. Quando mi toccò rappresentarlo giù nel mio paese a Bitonto, in provincia di Bari, i familiari minacciarono di boicottarmi, di denunciarmi, fu così che dietro consiglio della mia compagna Alessandra, decidemmo di fare una rappresentazione privata prima dello spettacolo ufficiale, una sorta di commissione censura familiare, e tutte le bellicosità si sciolsero in lacrime…Così il mio lavoro alla fine è in parte autobiografico, mantenendo rispetto e privacy di mio zio, è in parte rielaborato sulla base delle mie intuizioni e di quelle del coautore Pietro Albino Di Pasquale, che è stato grande e determinante. Soprattutto quell' esperienza di contrasto familiare, mi servì per capire che questo lavoro andava fatto perché sarebbe stato non solo utile a me ma anche alla "causa in generale". Davvero l'incontro con l'americano mi offrii un punto di vista altro rispetto alla disabilità. Era un ragazzo assolutamente come gli altri, laureato, aveva rinunciato al sussidio speciale e voleva lavorare e, con l'ausilio della tecnologia, era assolutamente autonomo. Ma soprattutto lì, negli States, era profondamente diverso l'atteggiamento di tutti. Perché tutti lo consideravano normale, lo trattavano davvero alla pari, senza la carezza sulla testa, come dice Ileana Argentin, perché non possono darti la mano. Mettendolo in scena poi mi sono reso conto che avevo fatto qualcosa di più grande rispetto alle attese. Chi lo ha visto, ne è rimasto molto colpito, e parlo di tutte le fasce sociali e professionali. I medici, gli ortopedici, lo hanno definito addirittura terapeutico, ancora oggi molte famiglie non accettano la disabilità del figlio o del congiunto. 

Insomma un teatro impegnato, che fa riflettere e sorridere allo stesso tempo. Finora quante rappresentazioni sei riuscito a realizzare? 

32 repliche inclusa quella a Londra al Riverside-Studios che ha riscosso un inaspettato successo di pubblico e ha fatto parte di una  rassegna sulla nuova drammaturgia italiana e del sud con grandi autori. Nonostante tutto questo lo spettacolo non ha ancora oggi una distribuzione teatrale, perché un monologo che non sia di un comico televisivo non è vendibile attraverso i meccanismi classici del teatro, a Natale come a ferragosto, non si può parlare di disabilità, la gente vuole sempre ridere…il bello è che anche nel mio spettacolo si ride. In Rai mi è stato detto, " sotto Natale sa, parlare di disabilità…."  risposta "ma come a Natale non siamo tutti più buoni?" silenzio totale fine della conversazione. Allora parliamone a Carnevale!! Può essere un'idea!!  A Pasqua no…. e allora datti da fare e fingi di essere solo. Man mano che si va avanti, tutta questa evoluzione sulla disabilità, almneno per ora da Roma in giù, francamente io non la vedo, c'è ancora molto da fare. Così come scoprire che al nord ci sono famiglie che hanno chiuso una figlia in bagno per oltre 30 anni perché ne avevano vergogna, il problema non è molto cambiato rispetto alla storia di mio zio e io la storia che racconto inizia dal fascismo, 1933, ad oggi. Gli anni in cui lo storpio era storpio e gli storpi non andavano a scuola. Quindi mio zio doveva pur trovare un sistema per comunicare. La cosa che più mi ha colpito da bambino è che mio zio scriveva componendo delle linee a zig zag come se fosse un elettrocardiogramma, e in questo modo mio zio ha riempito tonnellate di quaderni e diari in tutti questi anni. Poi da adulto ho pensato: ma che hai scritto in tutte quelle pagine e se fossero poesie? Da qui l'idea di raccontare la storia di uno che scrive ma non scrive per gli altri.

Quando ho fatto la prima avevo quasi il timore di essere linciato, una specie di prova del nove. Quando ho visto che i disabili ridevano, perché nel mio spettacolo lo ribadisco, si ride. Ridono le famiglie dei disabili, e allora ho capito di aver creato qualcosa di trasversale in cui tutti si riconoscono nei vari quadri che rappresento.. Nel mio spettacolo si ride, è vero, ma poi d'improvviso ti arriva un cazzotto nello stomaco.

Dar voce a chi non ha la forza o anche non ha il coraggio di prenderne atto, questo mi interessa.

Ti racconto due episodi dello spettacolo: tanti anni fa mia nonna andò da questo grande professore a Bari che per curare mio zio dalla sua disabilità, le prescrisse la terapia: "acqua calda e rosmarino", dico…. per la tetraparesi! Oppure l'episodio dell'ostia e della prima comunione: Mia nonna andò da un tale prete supplicandolo di far prendere la comunione allo storpio e il prete da buon prete le rispose che l'ostia benedetta non può essere "maltrattata", visto che un disabile non riesce nemmeno a masticare come Dio ha voluto.

Ho chiamato lo zio Benito, anche in onore della provenienza politica di mio zio e di tutta la mia famiglia paterna che è di destra, io l'ho fatto comunista. Comunista e storpio, due tragedie in un corpo solo…come direbbe il grande Gaber!  

Il tuo lavoro non si ferma qui, né il tuo impegno… 

Nel frattempo ho girato un corto che al momento non ha fatto buona impressione ai festival, parla di disabilità mentale. Piace molto al pubblico ma agli addetti ai lavori credo di no. Non è una tragedia, le cose si fanno con entusiasmo e con serietà poi quello che accade è vita e alla vita tu non puoi obbligare nulla. E così  a questo punto della mia vita mi dico: "io faccio l'attore, bello (e un modo di dire che non c'entra con la realtà), bravo ( lasciamolo dire gli altri)., e poi….cosa rischio? Certo, la mia felicità, la mia sopravvivenza ma se penso al chirurgo che se sbaglia un intervento potrebbe ammazzare qualcuno, così per chiunque faccia arti e mestieri mettendo le proprie competenze al servizio degli altri, ebbene quello rischia qualcosa….e io?. E allora mi son chiesto: che posso fare di utile per gli altri facendo questo e amando solo questo mestiere? Non saprei davvero in quale altro modo aiutare il prossimo oltre al volontariato che prima o poi mi toccherà, loso, lo sento, è scritto.. Allora siccome anni fa in una marcia della pace Assisi – Perugina, un signore mentre stavo lì con la mia telecamera a riprendere quello che accadeva, mi disse "tu non hai idea che arma potente hai tra le mani. Per un attimo tramai… "tu hai l'arma delle immagini, tu non ti rendi conto di quanta forza hanno le immagini" Questo è stato uno dei tanti episodi che mi hanno svegliato, risvegliarsi, che fortuna!!

Risvegliarsi da un torpore in cui sei immerso e pensi solo a te stesso. Oggi il mio obiettivo è cercare fare con semplicità e onestà , ma fare….il resto verrà dopo.

Inutile sottolineare che per pagare le bollette campo di fiction televisiva, quando me la fanno fare. Non sputo nel piatto in cui mangio, ma quello che amo veramente è questo, quello che io con altri riesco a realizzare. Non voglio stare al margine e nemmeno all'opposizione, io voglio semplicemente fare le cose in cui credo veramente. Da un po' di tempo sto lavorando su varie storie per un lungometraggio, un film. Quando hai fede, la risoluzione si trova sempre. Non sarei capace di essere prete e nemmeno un monaco buddista, ma quelli veri, quelli che hanno capito cosa vuol dire la loro scelta di vita, sono dei grandi, rinunciare non è da tutti. Sono un laico che crede nel rispetto del prossimo perché da prossimo ho anche sofferto ma anche gioito, voglio dare un senso a tutta questa storia, perché un senso ce l'ha ( scusa Vasco).

Monday 26/05/2008 

1. Chi è Mimmo Mancini?

Un bimbo nato in provincia, in un sud povero culturalmente, dove però, contrariamente all'habitat naturale, il bimbo introverso e timido, ha sempre sognato di raccontare le sue storie a grandi e piccini. Le sue prime prove da bimbo, stando seduto sul water, dal quale raccontava storie infinite ai suoi fratelli grandi e piccini che seduti per ore sui rispettivi vasini lo ascoltavano attenti e sorridenti. Incantare il pubblico e avere tutta la sua attenzione, questa è sempre stata la sua grande passione che gli ha sempre procurato una forte emozione pari all'amore. Una sensazione che gli gonfia il cuore di grande energia benefica, il suo sangue diventa frizzante. Oggi per il suo lavoro prova le stesse emozioni dei primi passi, anche quando lavora con gente di diversa sensibilità. Nonostante i 26 anni dedicati allo spettacolo, questo meraviglioso lavoro maltrattato, corrotto e privo di profonda onestà intellettuale e non solo, nonostante tutto non lo ha ancora sfiancato.

2. Un pregio?

Amo il prossimo mio come me stesso, sette volte su dieci…

3. Un difetto?

Mi mancano quei tre per arrivare a dieci

4. Segno zodiacale?

Toro ascendente acquario

5. Segni particolari?

Naso importante (non lo dico io, me lo dicono gli altri)  Né aquilino né adunco, un mix tra Dante e Lorenzo il Magnifico, Tra Zanardi di Pazienza (ciao Andrea!!) e un pastore macedone. Orecchie grandi, lobi possenti (i grandi mestri spirituali le hanno identiche, ma io sto messo male come maestro di spiritualità)

6. Intercalare frequente?

1 Minchia! - 2 Non dire mai domani, domani è mai!!

7. Proverbio?

"Ciò che conta non è l'enormità del compito da svolgere, ma la grandezza del coraggio." - Matthieu Ricard

8. Tatuaggi?

Un fiore di loto nel mio cuore. Non è visibile

9. Nomignolo affettuoso?

Mamo (lo ha coniato la mia compagna Alessandra, ma non mi chiama mai così)  Carrarmato, me lo dico da solo

10. Personaggio mitologico?

1 - Il cavaliere/soldato medievale che accettò di fare da guardia per il resto della sua vita davanti all'ingresso che conduceva al Santo Graal. Non sono un massone, ma il concetto di fedeltà assoluta è sempre stato molto importante per me, mi affascina.

2 - Ulisse

11. Scrittore preferito?

Paulo Coelho, Par Lagerkvist

12. Cantante preferito?

De Andrè, Fossati, Gaber

13. Attore preferito?

John Turturro, Sergio Castellitto, Tony Servillo.

14. Squadra del cuore?

Ho il cuore pieno di tante altre meraviglie. Ma se proprio devo: Forza Chievo

15. Quale film ha lasciato il segno?

C'era una volta in America

16. La favola preferita?

Pinocchio

17. La stagione preferita?

La primavera

18. Il sapore della sua infanzia?

Una mattina d'estate, il cuore gonfio di gioia per l'inizio delle vacanze, la spensieratezza di quell'età, il cielo azzurro, un profumo di mare spinto dalla brezza che arrivava fino al mercato di Japigia a Bari dove mio padre faceva la spesa, l'odore della frutta di stagione che allora profumava, coloratissima e abbondante, la consapevolezza che c'era tutta un' estate da vivere piena di avventure da condividere con i miei amici del campeggio San Giorgio, l'odore della libertà.

19. L'ultima volta che si è sbronzato?

Avevo 17/18 anni , ho svuotato mezza bottiglia di Ballantaines per una delusione d'amore, da quel momento ho imparato a bere senza star male, ma bere per stare bene, solo ottimo vino rosso e se è buono anche bianco, ma solo d'estate.

20. Il viaggio più bello che ha fatto?

A  Parigi, da ragazzo con i miei amici, ovviamente con pochissimi soldi, che avventura.

21. Se vincesse al superenalotto, cosa farebbe?

Non mi pongo il problema perché per principio non gioco mai, tutta la mia vita è un superenalotto. Gratto il mio biglietto da 26 anni. Non ho mai giocato una schedina e non conosco il mondo del gioco d'azzardo. Per il momento continuo a grattare, ma mi sta bene così.

22. Se dico suocera a cosa pensa?

A chi è fortunato se gli capita una suocera piena d'amore per tutti.

23. Parenti o serpenti?

E' solo l'ignoranza che ci rende tutti serpenti

24. Gastone o Paperoga?

Paperoga, ma Paperino è vero che è gay? Nulla in contrario, ma almeno dichiaratelo, evviva la libertà di essere se stessi!!

25. Supereroe preferito?

Berlusconi

26. Quotidiano o settimanale?

Repubblica, ma non so fino a quando…la stampa è un'altra emergenza da affrontare

27. Bionde o brune?

Donna, con la Di MAIUSCOLA, ma che non perda mai il suo fascino femminile.

28. Bresaola o mortadella?

Non mangio carne

29. Pizza o sushi?

Rigorosamente sushi…però un po' di pizza…..

30. Pesce o carne?

Per ora solo pesce, ma sto imparando a non mangiare più nulla che abbia una faccia

31. Birra o vino?

Rigorosamente vino rosso

32. Fast food o ristorante?

Trattoria, osteria, posti accoglienti e umani

33. Cane o gatto?

Tutti e due

34. Villa o appartamento?

Campagna, ex stalla ristrutturata, o vecchia casa di pescatori sul mare.

35. Cruciverba o sudoku?

Non amo il cruciverba e so poco del sudoku, non amo molto i numeri in genere il mio maestro amava molto lo scrivere, i numeri erano solo parte del programma didattico

36. Vacanze al mare o in montagna?

Il mare non deve mancare è la mia infanzia, la montagna mi mette in contatto con le mie altre vite e oltre.

37. E-mail o lettera?

E mail, quante lettere pensate e mai scritte con la scusa del tempo e del francobollo….perdonatemi so che la lettera ha un grande fascino e tanta poesia, ma la realtà è infame…

38. Slip o boxer?

Boxer, l'importante e che custodiscano bene i gioielli di famiglia.

39. Coupèe o monovolume?

Tengo famiglia numerosa, monovolume o addirittura furgone turistico

40. Lento o rock?

Rock, ma alla Peter Gabriel

41. Vendetta o perdono?

Perdono guardando negli occhi di chi si aspetta la vendetta

42. Se dico crudo a cosa pensa?

A un santo…..

43. Meglio un uovo oggi o una gallina domani?

Lascio che siano gli eventi del momento a darmi consiglio, l'importante è essere in ascolto col presente.

44. Se fosse un animale, che animale sarebbe?

Un'aquila

45. Se fosse un colore, che colore sarebbe?

Celeste

46. Superquark o Grande Fratello?

Un buon libro, ma se proprio devo guardare la tv, tutto ciò che aumenta il sapere

47. Cinema o televisione?

CINEMA E TEATRO

48. Poltrona o jogging?

Qualunque cosa che ti tenga in forma. Correre per i boschi,campagne, spiagge

49. Cosa invidia dell'altro sesso?

La determinazione, la sensibilità e la gravidanza. Da maschio non potrò mai capire cosa vuol dire dare vita a un altro essere che è dentro di te, trovo che sia infinitamente incredibile tutto ciò, eppure ci pare normale o lo sottovalutiamo.

50. Cosa invidiano a lei?

Lo chieda in giro e poi gentilmente me lo faccia sapere

51. Il libro sul comodino?

Paulo Coelho "Manuale del guerriero della luce", Dalai Lama "Incontro con Gesù". Thich Nhat Hanh "L'unica nostra arma è la pace"

52. L'ultima risata fatta?

Fiorello per Radio, mitico quando fa Cassano e la sua auto sportiva "Ferreri"ho rivisto The Blues Brothers e Emilio Fede .

53. Il regalo più bello mai fatto?

Aver promesso di essere più paziente e una scultura in legno d'ulivo da me realizzata dal titolo "Il grande abbraccio" regalata al mio amico Pino De Leo (però mi sa che l'ha buttata).

54. Il regalo più bello mai ricevuto?

I miei figli e Alessandra la mia compagna

55. La colonna sonora della sua vita?

Quando sarò capace d'amare di Giorgio Gaber

56. L'ultima volta che ha pianto e perché?

Ogni giorno, quando sento e leggo di bambini violentati, sfruttati e utilizzati come contenitori d'organi tutti al servizio di gente ricca, perbene. Perché l'uomo è così cattivo con se stesso e con i suoi simili?

57. Se fosse un ladro, cosa ruberebbe?

La Gioconda e tutte le opere d'arte italiane portate via dalle guerre e dai ladri veri e mascherati, ma restituirei tutto a patto che anche gli altri restituiscano quello che non gli appartiene. Poi ruberei tutte le ricchezze del vaticano, palazzi compresi, e lì dove si conservano ricchezze in nome della fede, e non parlo di statue, di immagini sacre, parlo solo di suppellettili e immobili normali, non luoghi di culto e distribuirei tutto il ricavato lì dove nel mondo c'è bisogno di aiuto, aiuterei anche le giovani coppie che pur volendo non possono avere una casa e una famiglia.

58. Il sogno nel cassetto?

Produrre teatro e cinema  seriamente e vivere in un paese senza più raccomandati.

59. La peggiore figuraccia della sua vita?

Diverse, ti capitano quando dici quello che senti senza pensarci molto su. Dire spesso la verità senza meditare molto non ti aiuta e ti dà la possibilità di collezionare "figurine di merda".

Bisogna saper dire la verità, ammesso che ne abbiamo una.

60. Il posto più strano dove fare l'amore?

L'ascensore bloccato e quelli che bussano e urlano "Ascensoreeeee!!!" e tu che godi fottendotene altamente del condominio intero e dell'amministratore incazzato

61. Aspirazione mancata?

Laurearmi e continuare a studiare musica e pittura. Ma si dice sempre dopo i quarant'anni.

62. Qual è il suo desiderio nascosto?

Mettere su uno spettacolo tra teatro e musica dove anch'io suono e canto

63. Il sogno ricorrente?

Affrontare il diavolo prendendolo per il collo e volare sui tetti, non avere una casa.

64. Il gioco che faceva da bambino?

Il martello era una nave, la pinza il motoscafo, la tenaglia un mezzo anfibio. Non ho mai avuto giocattoli quindi mi toccava utilizzare la fantasia.

65. Personaggio disneyano?

Preferisco Shrek della Dream Works

66. Abracadabra e poi che succede?

Mi trovo sull' Himalaya in Tibet lontano da ogni affanno da ogni accanimento, sto bene anche se non ho nulla.

67. E' meglio un rimpianto o un rimorso?

La meditazione mi aiuta a non averne entrambi. Se rifletto sulle cause di quel rimpianto o di quel rimorso poi tutto si scioglie e magicamente va tutto via

68. E' felice?

Quando la mia mente è tranquilla sì, quando divento vittima delle mie paure, del mio giudizio e della mia ignoranza sono triste, poco paziente e rompicoglioni.

69. E che cos'è la felicità?

Capire che tutto passa, che tutto si trasforma e che nulla è per sempre, quindi godere di quel momento brutto o bello, tanto passa, insomma essere sempre se stessi senza mai farsi travolgere dagli eventi belli o brutti. Nulla ti appartiene nemmeno i figli, l'attaccamento non aiuta la felicità, ma è difficile applicare tutto ciò anche per un povero ignorante come me.

70. Tre cose per cui vale la pena vivere?

Vale la pena vivere sempre. Vale la pena  vivere e combattere almeno fino a quando il mio cervello e il mio corpo me lo consentono, dopo è solo egoismo, accanimento e ipocrisia degli altri… vale sempre la pena vivere fino a quando puoi aiutare il prossimo.

71. La cosa che la fa più arrabbiare?

La volgarità travestita da buone maniere, le bugie coperte da bei discorsi e l'ingiustizia urlata da chi non ha più voce

72. Con chi passerebbe una giornata?

Con David Grossman, è un grande uomo e vorrei incontrarlo o delle cose da dirgli.

73. La bugia più grossa mai detta?

Sono ricco, bello, perfetto, intelligente e famoso

74. In che epoca avrebbe voluto nascere?

Medioevo e rinascimento, farei anche una puntatina nel futuro

75. L'errore che la perseguita.

La mancanza di pazienza e della calma dimorante

76. La sua festa preferita?

Natale, ma solo se fosse senza regali e senza shopping. Quando a Natale ci sono i soldi, tutto è più bello, tutti sono più buoni. Ma senza, quando hai famiglia, in una società che non perdona è proprio dura, e non venite a farmi moralismi.

77. Gli occhi di?

Un bambino

78. Il sorriso di?

Un semplice essere umano che non ha nulla, ma è realmente in pace con se stesso

79. La voce di?

Un illuminato apparso sulla terra, di qualunque fede, per fare un nome: Ghandi

80. Il corpo di?

Un viaggiatore che percorre tutte le strade del mondo a piedi, che sa difendersi perfettamente ma non ferisce mai, ma sì…un corpo come il mio mi va bene e solo la testa da cambiare !!

81. I capelli di?

Quelli che ho mi piacciono

82. L'intelligenza di?

Un uomo che ha vissuto la vita con i suoi alti e bassi,  viaggiato molto e che ha provato dolore e gioia, povertà e ricchezza, amore e odio ma che ha scelto di stare con l'amore.

83. La cultura di?

Chi non legge per dimostrare, non impara per insultare, di chi apprende per offrire

84. Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?

Sono ottimista

85. Il tema di conversazione che odia di più?

Il gossip e tutto il chiacchiericcio universale inutile

86. La canzone che canticchia sotto la doccia?

Un giorno credi e om mani padme um (mantra buddista tibetano)

87. Come si vede da qui a dieci anni?

Maturo per lasciare un pensiero saggio ai miei figli, alla mia compagna e a chi mi chiede aiuto.

88. Se potesse parlare con Bush cosa gli direbbe?

Con licenza, lei è troppo stupido e corrotto per aver governato un popolo che crede nella libertà e nell'uguaglianza

89. Il suo primo pensiero quando si sveglia?

Grazie per questo nuovo giorno possa io raggiungere il mio obiettivo al più presto possibile per il beneficio di tutti gli esseri

90. L'ultimo prima di addormentarsi?

Grazie per avermi dato questo giorno. Poi cerco di fare la somma delle cose buone e delle stronzate fatte. Per le ultime cerco di capire come fare per non ripeterle

91. Se potesse essere un'altra persona, chi vorrebbe essere?

Me stesso, vorrei vedermi, vorrei essere un altro per osservarmi, per capirmi e parlarmi. Tempo fa ho avuto la fortuna durante una meditazione di vedermi per un istante, ho pianto tanto, ma tanto. Sono riuscito a provare compassione per me stesso. È un'esperienza che auguro a chiunque

92. Una cosa che ha sempre con sé e che non toglie mai?

La mia mala fatti di grani di legno che porto sempre al collo è l'unico gioiello che posseggo.

93. Cosa c'è sotto il suo letto?

Sicuramente qualche scarpa di Caterina, un giocattolo di Paolo, qualche rivista di architettura di Alessandra, una mia mutanda….il ciuccio di Francesco, la mia famiglia

94. Una cosa che vorrebbe dire, ma non ha mai avuto il coraggio?

Chiedo scusa a tutti coloro i quali ho mancato di rispetto e ho offeso con il chiacchiericcio tipico degli attori invidiosi e frustrati

95. Esiste la magia?

Quello che lei chiama magia per me è altro, e quest'altro può essere compreso solo da chi dedica tutta una vita alla spiritualità facendo vere e infinite rinunce e lunga e difficile. Tutto il resto sono balle per vendere e imbrogliare la gente.

96. L'invenzione del secolo?

Internet

97. Una persona da ringraziare?

Chi mi ha fatto del male

98. Chi vorrebbe essere per un giorno?

Un semplice e inerme che smuove le masse

99. Di che morte vorrebbe morire?

In qualunque modo e in qualunque istante, ma con serenità dentro il cuore e la mente

100. Una domanda che non le ho fatto?

Perché ho risposto a tutte queste domande?

Saturday 24/05/2008 
CURRICULUM VITAE MIMMO MANCINI




Teatro



  • 1981 "La Pulzella D’Orleans" di J. Anguille - regia di  Eugenio D’Attoma;


  • 1983 "Arabesk" di M. Morizio - regia di Vito Signorile;


  • 1983 "In Alto Mare" di S.Mroszek - regia di Eugenio D’Attoma;


  • 1984 "Le Allegre Comari di Windsor" di W. Shakespeare - regia di Nucci Ladogana;


  • 1990 "Non Venite Mangiati" di Mancini / De Vita - regia di Manrico Gammarota;


  • 1991 "Riso in Italy" - regia di Massimo Cinque;


  • 1992 "Vi faremo sapere"  di Mancini / De Vita / Gammarota - regia di Manrico Gammarota;


  • 1994 "Sargassi" di Mancini / Mirandola - regia di Vasco Mirandola;


  • 1994 "Prometeo" - regia di Maurizio Panici;


  • 1997 "Buio interno" - regia di Marinella Anaclrerio;


  • 1997 "Salvataggi" di D. Tambasco - regia di Dominic Tambasco;


  • 2000 "Notturno di donna con ospiti"  di A. Ruccello - regia di Enrico Maria Lamanna;


  • 2002 "Santa Maria del Pallone" - regia di Pietro Bontempo;


  • 2004 "Inquisizione" di Tiziano Fratus - regia di Pietro Bontempo;


  • 2004 "Perimetro" di Cassios Piras - regia di Pietro Bontempo;


  • 2004 "25000 granelli di sabbia" di Alessandro Langui - regia di Emanuela Giordano;


  • 2004 "Notturno di donna con ospiti" (ripresa) - regia di Enrico Maria Lamanna;


  • 2005 "Il postino suona sempre due volte" - regia di Enrico Maria Lamanna;


  • 2005 "Le ultime ore di Henry Moss" di Sam Shepard - regia di Enrico Maria Lamanna;


  • 2006/07/08/09 "Lo Zì" di Mimmo Mancini / Pietro Di pasquale - regia di Enrico Maria Lamanna.


  • 2009 "Il diario di Anna Frank" (ruolo Van Dann) - regia di Bruno Cariello.


Varietà Televisivi  -  Serial TV - Telefilm



  • 1986 "Emigrare cantare" - Rai - regia di Marcello Baldi;


  • 1985 "Dancemania" - Rai 3 - regia di Antonio Moretti;


  • 1989 "Evviva" - Canale 5 - regia di Davide Rampello;


  • 1989 "Il Piacere dell’Estate" - Rai 2 - (autore interprete) - regia di Gabriele Baldazzi;


  • 1990 "Fate il Vostro Gioco" - Rai 2 - (autore interprete) - regia di Giancarlo Nicotra;


  • 1991 "Ghibli" - Rai 2 - (autore interprete) - regia di Igor Skofich;


  • 1991 "S.P.Q.M." - TMC - regia di Enrico Montesano;


  • 1992 "Magazine Tre" - Rai 3 - (autore interprete) - regia di Gian Paolo Dossena;


  • 1994 "Spazio Ippoliti" - Rai 3 - (autore interprete) - regia di Tonino Zangardi;


  • 1999 "Medico di Famiglia" (ruolo Otello) - Rai 1 - regia di Roberto Aristarco;


  • 2000 "Un custode di nome Angelo" - Rai 1 - regia di Francesco Lazotti;


  • 2001 "Uno Mattina" - Rai 1;


  • 2001 "Don Matteo" (protagonista di puntata, seconda serie) - Rai 1 - regia di Leone Pompucci;


  • 1987 "Sapore di Gloria" - Rai 1 - regia di Marcello Baldi;


  • 1988 "Uomo contro uomo" - Rai 1 - regia di Sergio Sollima;


  • 1989 "Pronto Soccorso" - Rai 1 - regia di Francesco Massaro;


  • 1991 "Pronto Soccorso II" - Rai 1 - regia di Francesco Massaro;


  • 1993 "Le due Madri" - Rai 1 - regia di Fratelli Frazi;


  • 1997 "Scomparsi" - Canale 5 - regia di Claudio Bonivento;


  • 1999 "Vola Sciù Sciù" - Rai 1 - regia di Jo Sargent;


  • 2000 "L’attentatuni" - Rai 2 - regia di Claudio Bonivento;


  • 2001 "La guerra è finita" - Rai 1 - regia di Lodovico Gasparini;


  • 2003 "La stagione dei delitti" (4 puntate) - Rai 2 - regia di Claudio Bonivento;


  • 2004 "La squadra" (protagonista di puntata 5^ edizione) - Rai 3;


  • 2004 "Il giudice Mastrangelo" (1^ edizione) - Canale 5 - regia di Enrico Oldoini;


  • 2004 "L’uomo sbagliato" - Rai 1 - regia di Stefano Reali;


  • 2006 "Sotto Casa" (soap) (ruolo Rocco Cataldo) - Rai 1;


  • 2006 "Un caso di coscienza 3" - Rai 1 - regia di Luigi Perelli;


  • 2007 "Fratelli di sangue" - Rai 1 - regia di Claudio Bonivento;


  • 2007 "Distretto di Polizia 7" - Canale 5 - regia di Alessandro Capone;


  • 2007 "Il Maresciallo Rocca 6" - Rai 1 - regia di Fabio Jephcott;


  • 2008 "Crimini Bianchi" - Canale 5/Ilaria 1 - regia di Alberto Ferrari;


  • 2008 "L’uomo che cavalcava nel buio" - Rai 1 - regia di Salvatore Basile;


  • 2008 "Crimini 2 La doppia vita di Nalia Blum " - Rai 2 - regia di Anna Negri;


  • 2008 "Nebbie e delitti 3" -Rai 2 - regia di Gianpaolo Tescari;


  • 2009 "Lo scandalo" - Rai 1 - regia di Stefano Reali.


Cinema





  • 1988 "Gli invisibili" - regia di Pasquale Squitieri;


  • 1989 "Ragazzi fuori" - regia di Marco Risi;


  • 1991 "Notte di stelle" - regia di Luigi Faccini;


  • 1993 "Arriva la bufera" - regia di Daniele Luchetti;


  • 1994 "Colpo di luna" - regia di Alberto Simone;


  • 1995 "Marciando nel buio" - regia di Massimo Spano;


  • 1996 "Cattivi uomini" - regia di Claudio Bonivento;


  • 1997 "A domani" - regia di Gianni Zanasi;


  • 1997 "Ospiti" - regia di Matteo Garrone;


  • 1999 "La capagira" - regia di Alessandro Piva;


  • 2001 "Un Aldo qualunque" - regia di Dario Migliardi;


  • 2002 "Il tramite" - regia di Stefano Reali;


  • 2003 "Tutto in quella notte" - regia di Franco Bertini;


  • 2004 "Il segreto di Rahil" - regia di Cinzia Bomoll;


  • 2005 "Il Caimano" - regia di Nanni Moretti.



Cortometraggi



  • 1996 "Sul mare luccica" (autore interprete) - regia di Mancini / De Vita;


  • 1998 "Arroganti" (autore interprete) - regia di Mancini / De Vita;


  • 2000 "Tutti zitti" - regia di Daniele Cini;


  • 2002 "Bobbolone" - regia di Daniele Cascella;


  • 2002 "Sugo" - regia di Danny Cecchini;


  • 2003 "Al mare" - regia di Vito Palmieri;


  • 2003 "Zinnannà" -  regia di Pippo Mezzapesa;


  • 2008 "U Su’ " - regia di Mimmo Mancini;

  • 2008 "L'amore di una vita" - regia di Matteo Oleotto.



Radio



  • 1982 "La traccia" - Radio Due - Nucci Ladogana;


  • 1983 "Le occasioni dannate" - Radio Due - Vito Maurogiovanni;


  • 1983 "C’era una volta una Fiata" - Radio Due - Gigi Spedicato;


  • 1983 "Il tacco a spillo" (autore interprete) - Radio Due - Guglielmo Rossini;


  • 1988 "Via Asiago Tenda" (autore interprete) - Radio Uno;


  • 1992 "Strisce comiche" (autore interprete) - RDS Radio Dimensione Suono;


  • 1992 "Strisce comiche" (autore interprete) - Italia Radio;


  • 1992 "Luntanamente" - RadioTre - Gianfranco Salvatore;


  • 2006 "Dialoghi possibili" - Radio Tre - Alessandro Piva.


Doppiaggio



  • 2007  “300” di Zack Snyder (personaggio Delio voce narrante) - prod. Warner Bros. Pictures (tratto dalla “graphic novel” di Frank Miller e Lynn Varley) - Dir. doppiaggio Massimiliano Alto


Premi e riconoscimenti



  • 1990 Premio critica “Festival nazionale della comicità: Riso in Italy”;


  • 1991 Primo premio “ Festival nazionale della comicità” “Cabaret amore mio” Grottammare;


  • 1995 Menzione speciale FilmFest Berlino 1995 come “Attore non protagonista” per il film “Colpo di Luna”;


  • 1996 Premio del pubblico “Festival nazionale del cortometraggio” “Taranto-Berlino” per il corto “Sul mare luccica”;


  • Con lo stesso cortometraggio ha partecipato fuori concorso alla 53^ Mostra Internazionale di’Arte Cinematografica di Venezia;


  • 1997 Fano Video Film Festival IX ed. premio miglior attore e miglior cortometraggio “Sul mare luccica”;


  • 1998 Fano video film festival X ed. premio Città di Fano per “Arroganti”;


  • 2000 Premio “Warner Village” I ed. premio del pubblico per il corto “Arroganti”;


  • 2004 David di Donatello 2004 per il corto "Zinnannà";


  • 2005 Valdarno cinema FEDIC 56° concorso nazionale premio Marzocco. Premio Giglio fiorentino D’argento come miglior interprete per il corto “Al mare”;


  • 2006 Premio miglior attore trofeo “Nando” Novaracinefestival 2006 con il cortometraggio “Al Mare” di Vito Palmieri;


  • 2006 Premio Salento Finibus Terrae 4° edizione.


  • 2007 Premio Leonardiano per il cinema Comune di Bitonto (Bari);


  • 2008 Premio Miglior Film sezione experience per il corto “U SU’” Levante Film Fest Bari.



Mimmo Mancini ha lavorato con:


Nino Manfredi, Bianca Toccafondi, Terence Hill, Giuliana De Sio, Carlo Hinterman, Alessandro Gassman, Claudio Amendola, Maurizio Micheli, Barbara De Rossi, Veronica Pivetti, Margherita Buy, Silvio Orlando, Diego Abbatantuono, Tcheky Karyo, Lino Banfi, Carlo Croccolo, Tony Sperandeo, Massimo Bonetti, Marina Confalone, Felice Andreasi, Eros Pagni, Enrico Maria Burruano, Enrico Montesano, Isabelle Pasco, Massimo D’apporto, Amanda Sandrelli, Beppe Fiorello, Lorenza Indovina, Giuliano Gemma, Fabio Testi, Massimo Popolizio, Nanni Moretti, Daniele Luchetti, Claudio Bonivento, Stefano Reali, Sebastiano Somma, Luigi Perelli, Stefano Dionisi, Paolo Briguglia, Gigi Proietti, Ricky Memphis, Luca Barbareschi, Michele Santoro, Vincent Peres.