Laboratorio teatrale diretto da Jean Paul Denizon<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />....
Sono aperte le iscrizioni per lo stage “Dal testo alla vita“ diretto da Jean Paul Denizon (aiutoregista e attore di Peter Brook, ora direttore di un atelier teatrale a Parigi) e organizzato dall’Ass. Culturale TeatrO2 di Siena.....
E’ possibile iscriversi entro e non oltre il 10 Febbraio 2009....
.. ..
.. ..
Dal 5 Aprile 2009 all’11 Aprile 2009 con eventuale dimostrazione aperta al pubblico....
Orario: 10-18....
Costo: 280 euro per 56 ore (pari a 5 euro l’ora)....
.. ..
Il pagamento dovrà avvenire in due rate: la prima come acconto, pari ad € 50,00 da versare obbligatoriamente entro il 28 febbraio 2009, la seconda di € 230,00 da versare il primo dello stage....
.. ..
Numero massimo partecipanti 25....
Numero minimo 18....
.. ..
Per iscriversi è necessario inviare curriculum, al fine di permettere eventuali pratiche di selezione, entro e non oltre il 10 Febbraio a....
.. ..
Associazione Culturale TeatrO2
via Fontebranda 95
int.2 c/o Complesso "SienArtefice"....
53100 Siena....
.. ..
Scrivendo sulla busta: “domanda iscrizione stage Denizon”....
.. ..
Oppure via e-mail: ....
....
info@teatro2.org cenere00@hotmail.com babymony2@libero.it
.. ..
Indicando nell’oggetto: “domanda iscrizione stage Denizon”....
.. ..
.. ..
.. ..
Verrà inviata una mail di conferma ai partecipanti con i dati bancari per effettuare il bonifico di 50 euro per l’anticipo.....
.. ..
.. ..
.. ..
.. ..
.. ..
.. ..
.. ..
PRESENTAZIONE LABORATORIO....
Dal Testo Alla Vita....
Un giorno decidiamo di fare teatro perché pensiamo che dentro di noi abbiamo qualcosa da dare, e che questo qualcosa potrà servire a chi lo riceverà: il pubblico.
Questo qualcosa è il dono che è alla base di ogni organizzazione sociale, che mantiene i legami, che qualche volta impedisce alla vita di diventare insopportabile.
Facciamo teatro per dare. Ma cosa dare? Se stessi? Sì… a condizione di essere se stessi un dono. Perché bisogna dare il meglio… e soltanto il meglio. Non ci si può accontentare di ciò che siamo. Bisogna separare il buono dal cattivo, l’utile dall’inutile, l’essenziale dal superfluo, la verità dall’illusione. E’ necessario imparare a dare, cioè tirar fuori questa piccola cosa che è in noi, farla risalire alla superficie, aiutarla a crescere, a svilupparsi, a strutturarsi, ad affinarsi, perché lo stato grezzo nasconde sempre le mille facce della ricchezza.
Il dono esiste, ma non sempre la facoltà di dare. Dare non è facile: si deve andare oltre il proprio spessore, le proprie barriere. Bisogna aprire il passaggio. E potremo veramente dare qualcosa il giorno in cui ciò che diamo corrisponderà effettivamente a quello che avevamo immaginato. Un attore è veramente libero quando può fare tutto ciò che ha immaginato.....
Il laboratorio....
Il sogno di ogni attore è di poter passare direttamente dalla vita alla scena, di essere sulla scena altrettanto vivo, spontaneo, ricco che nella vita. Senza paura, con il cuore, il corpo e la mente “liberi” come nella vita. Trasportare tutta la propria umanità sulla scena senza incontrare alcun ostacolo, con facilità. Ma la realtà è diversa: non appena l’attore varca questa piccola frontiera invisibile che separa la vita dalla scena, la sua naturalezza vacilla, la sua scioltezza nel parlare, le sue emozioni spariscono, la sua immaginazione svanisce, la vita viene a mancare. E’ qui che il lavoro comincia. Per aiutare l’attore nel suo lavoro, esistono molti metodi e tecniche: le psicotecniche, la ricerca delle emozioni, il rilassamento, le tecniche corporali o quelle basate sull’impostazione della voce, sui ritmi, la musicalità, i gesti, i movimenti, etc… Spesso il teatro è considerato come un’accumulazione di tecniche, e sussiste ancora l’idea che un attore è più “attore” se possiede molte tecniche.
In un certo senso questa è la prova della nostra incapacità a portare direttamente sulla scena la nostra umanità. Ad esse, alle tecniche, deleghiamo il compito di ricostruire questa umanità. Ma le tecniche sole non hanno mai fatto un uomo. L’espressione in scena dovrebbe essere il risultato dell’equilibrio tra il nostro universo mentale, il nostro mondo affettivo e il nostro corpo. E’ questo equilibrio che rende evidenti le parole dell’attore, i suoi gesti e le sue emozioni. Nella vita è facile perché questo equilibrio “si fa” da solo, la nostra coscienza non ha bisogno di intervenire: ad ogni posizione del nostro corpo corrisponde uno “stato d’animo”, e per ogni nostro “stato d’animo” il nostro corpo si piega sempre in perfetta adeguazione con il pensiero e il cuore, in maniera viva, diretta, sia che siamo a nostro agio sia che non lo siamo.
Questa è la vita che l’attore deve ritrovare in scena, per andare oltre l’intellettualismo, l’intenzione, l’atteggiamento, l’emozione grossolana, lo psicologismo o la teoria. Ritrovare la vita sapendo che l’attore dovrà essere più presente, più vivo, più attento, più aperto e disponibile che nella vita, perché il teatro non perde tempo e si contenta solo dell’essenziale. Per acquisire tali qualità bisogna esercitarsi, sperimentare e non fare soltanto discorsi. La nostra pratica è concreta: molti esercizi * (quasi mai gli stessi) che mettono sempre in relazione il corpo, il pensiero e il cuore, in modo da capire le loro interazioni, i rapporti, i limiti e la ricchezza, la varietà d’espressione che derivano dalla loro fusione, dal loro equilibrio. Questi esercizi non sono mai “psicologici”. Possiamo piuttosto definirli giochi, malgrado la loro complessità e la loro difficoltà d’esecuzione. Perché è importante lavorare e crescere nella gioia.....
Il laboratorio avrà la durata di 56 ore si svolgerà in un primo momento di esercizi sulla relazione tra corpo, universo mentale e sistema affettivo, atti a sviluppare una maggiore “coscienza” e un livello più alto di attenzione. Il laboratorio proseguirà focalizzandosi sulla qualità della lettura del testo, cioè sulla comprensione del significato più profondo delle parole e di quello che celano. Successivamente le competenze acquisite e le esperienze vissute, sia a livello dell’attenzione su corpo, universo mentale e sistema affettivo, sia a livello dell’uso corretto del testo, confluiranno in una modalità di messa in scena che sarà spendibile dall’attore in ogni occasione lavorativa futura, in quanto rende l’attore libero da tecniche, attento e aperto verso il pubblico, gli attori che lavorano con lui e il testo. Tutto è finalizzato a rendere vivo il testo per il pubblico.
Per questo il laboratorio si potrebbe conclude, con una dimostrazione di lavoro aperta al pubblico, in forma di spettacolo, in cui Jean-Paul Denizon espone il proprio lavoro attraverso alcuni esempi mostrati dagli stessi partecipanti e rispondendo alle questioni sollevate dagli spettatori.....
.. ..
.. ..
.. ..
.. ..
.. ..
BIOGRAFIA JEAN-PAUL DENIZON JEAN....
Attore e regista....
1974-76 Conservatoire national supérieur d’art dramatique di Parigi. ....
1979 Incontro con Peter Brook. <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />..La Cerisaie.., al Bouffes du Nord. ....
1981 ..La Tragédie.. de Carmen,regia di P. Brook.....
1984-1989 Directeur associé pour P. Brook, dirigia la compagnia Carmen à New-York al Lincoln Center, à Tokyo, Athènes, Jérusalem, Rome, etc…....
1985-1989 Mahabharata, attore e assistente di P. Brook. ....
1988 Mahabharata, il film. ....
1991 ..La Tempesta.., regia di P. Brook. ....
Dal 1991, si consacra alla scrittura e alla regia a: Roma e Milano Il viaggio dell’ uomo che cercava del quale è allo stesso tempo autore in collaborazione con Jean Claude Carrière. ....
In collaborazione con il Théâtre Ouvert de Paris, è regista di Les yeux d’encre di Arlette Namiand a Roma. Regia a Roma di Un Singe a l’Académie d’après Kafka(92-93). Menzione Speciale della giuria del premio "Teatro italiano contemporaneo" decretato dalla SIAE per l’adattamento francese di Marina e l’altro di Valeria Moretti(93-94). Dir. artistico di Jeune Théâtre Européen du Luxembourg.(93-95) Regia per il Jeune Théâtre Européen di Les Rêves d’Anne Frank di B. Kops. Partecipa al Festival d’Avignon 95 con Un Singe à l’Académie d’après Kafka, al Théâtre du Chêne Noir. Regia di La dispute di Marivaux al Théâtre du Renard a Parigi(1996). Regia di Hamlet sauce piquante di Aldo Nicolaï a Atene.(96-97) Adattamento di Rendez-vous à l’auberge de V. Moretti. (1997-98) Regia di Frida Kahlo, une palette rouge sang di V. Moretti. (1999) Creazione in Germania per ..la Cie Mummpitz.. di Salto und Mortale, autore e regista. (2000) Adattamento e regia del Conte de l’île inconnue di José Saramago, a Norimberga per ..la Cie Mummpitz... Vince il premio del Pubblico e il premio della giuria per il suo spettacolo Salto und Mortale al Festival Bavarois del Théâtre a Ingolstadt(2001). Riceve il Bayericher Theater Preis(2002) a Monaco per Salto und Mortale, premio decretato per il miglior spettacolo dell’anno per giovane pubblico in Germania. Regia al Théâtre Daniel Sorano di Malaga di Paul Emond(2003). Creazione al Théâtre Daniel Sorano di Moi qui marche ,autore e regista(2004). 2006 : regia al Théâtre Daniel Sorano di Un rire, la vie del quale è autore – Maestro (dal 1985) dirige numerosi seminari in Francia e a all’estero (Roma,Milano,Glasgow,Atene,Luxembourg,Bruxelles,Amsterdam,Catania,Cagliari e Università di Rome-La Sapienza, etc...) Dirige regolarmente degli stages di formazione anche convenzionati dall’ AFDAS, : fonds d’Assurance Formation per i mestieri della Cultura e della Communicazione.....
.. ..
Per ulteriori informazioni....
Associazione Culturale TeatrO2
via Fontebranda 95
int.2 c/o Complesso "SienArtefice"
tel: 0577.271470
cell: 339.79.674.52
email: info@teatro2.org cenere00@hotmail.com babymony2@libero.it ....
.. ..