Di seguito riportiamo la recensione eseguita da Notiziario Italiano sul primo disco della band, "Un Mare di Plastica".
Sono bastati giusto un paio di ascolti, per poter capire che la parola chiave di questo disco è “equilibrio”. E' un leitmotiv, questo dell'equilibrio, che si ritrova ad ogni livello: dalla composizione alla scrittura dei testi, dalla scelta dei brani all'intelligente cocktail tra rock e pop, tra sonorità che si rifanno a quello che per molti può essere definito il miglior periodo della musica (quello a cavallo tra gli anni '60 e '70) e quelle più moderne, tra musica di nicchia e musica di massa. Forse il punto forte di questo gruppo è proprio questo: la capacità di non chiudersi nel compartimento a tenuta stagna della musica per pochi, offrendo qualche spiraglio alla fruizione da parte di un pubblico più vasto rispetto a quello esclusivamente “hardcore”. Questo, naturalmente, non deve essere confuso con l'essere commerciali. Niente affatto: “La Quinta Essenza” ed il loro omonimo (primo) album, decisamente non hanno nulla a che fare con il mondo della musica fatta esclusivamente per il mercato.
Basterebbe ascoltare anche solo la prima traccia, Chi va là, per rendersi conto che questi ragazzi suonano per un unico motivo: l'amore per la musica e nient'altro. Altrimenti non si riuscirebbe a capire come mai siano stati messi assieme, condensati in circa sette minuti, wah wah, chitarre in phaser, un hammond emersoniano, un ritornello molto più che orecchiabile che prepara la strada ad un bridge inaspettatamente introspettivo, considerando l'andazzo del resto del pezzo, per poi riportare di nuovo il tutto sulla strada dei '70 con un bell'assolo finale, sporco ed overdrived quanto basta. La cosa stupefacente non è tanto la commistione di questi elementi eterogenei, ma quanto questi riescano ad unirsi organicamente.
Ma non è solo eclettismo, quello che emerge da questo album d'esordio. La Quinta Essenza riesce a camminare anche nelle forme e nelle strutture più classiche, come nella ballad Dimenticando i Giorni, di sette minuti circa, in cui un dolce ed interessante arpeggio di chitarra accompagna l'ascoltatore fino al ritornello, che riporta alla mente addirittura il cantautorato classico italiano, grazie anche alla voce (quanto mai all'altezza del compito) di Domingo Ferrarese, capace di districarsi agevolmente tra ruggiti e falsetti.
Piccola perla dell'album è Trippanico, brano di un minuto e mezzo, vagamente floydiano con innesti prog a metà pezzo, grazie ad un synth inserito a regola d'arte. Trippanico è forse, nella sua brevità, uno dei pezzi da tenere maggiormente in considerazione, sia come punto di partenza per un eventuale evoluzione della band, nonché come summa della maggior parte delle sonorità presenti all'interno di tutto il disco.
Infine, molto più che degna di nota è l'ultima traccia di questo che, di sicuro, segnerà solo l'inizio di una lunga serie di belle sorprese da parte del gruppo pugliese: Un mare di plastica, traccia finale dalla coraggiosa durata di 17 minuti. Per due terzi puramente strumentale, questo brano fuga ogni dubbio sulla preparazione tecnica e sulla capacità di tessere melodie toccanti del gruppo: un bel pianoforte, accostato ad una ritmica davvero originale ed ad un onnipresente organo hammond, fanno di questo “traccione” il modo migliore per concludere questo bel lavoro.
In conclusione abbiamo tra le mani un cd da otto brani che segna l'ingresso dei La Quinta Essenza nel circuito delle band che hanno fatto quel passo successivo all'essere semplici “emergenti”: un prodotto che, anche se pecca in alcuni casi di ricercatezza di suoni nuovi e mai sentiti prima (in molti casi c'è un'evidente background floydiano soprattutto nelle parti puramente strumentali), si presenta curato minuziosamente ed arrangiato in maniera più che professionale, pronto per essere immesso nel mercato a livello nazionale. Senza considerare la resa dal vivo del gruppo che, evento non troppo comune, è ancora superiore a quella in studio.
La Quinta Essenza, Un Mare di Plastica
Chi va là (6,41)
Dimenticando i giorni (7,07)
Resta per sempre (5,20)
Viaggio nel panico (5,55)
Trippanico (1,30)
Ai confini (3,50)
E quegli occhi accesi (7,16)
Un mare di plastica (17,04)
30/10/09 01:48A. Alfredo Capuano
Fonte: Notiziario Italiano