State: Bologna
Country: IT
Signup Date: 12/18/2007
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August 31, 2009 - Monday
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Una vera e propria rivelazione. Il disco solista di un veterano dell'underground italiano come Marcello Petruzzi, già nelle fila di Blake/e/e/e e Caboto, è quanto di più bello ci si possa aspettare. Suonato in maniera invidiabile, con una produzione essenziale quanto discreta, con testi che non potrete fare a meno di cantare in continuazione. Ma soprattutto con undici belle, bellissime, canzoni. (Federico Bernocchi)
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June 13, 2009 - Saturday
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Undici soffi di suono, che a volte si fanno più grossi, ma senza mai alzare prepotenti la voce. Undici arrangiamenti differenti per un disco che mantiene un discorso unitario esemplare. Una produzione perfettamente calibrata per ogni pezzo, immediatamente unico pur coeso al resto dell’album [...], numerose sfumature di un disco che regala ad ogni ascolto qualcosa. Prima di tutto, la malinconia per il dover salutare per un po’ quelle sere primaverili a colonna sonora delle quali il disco sembra essere composto.
Rolling Stone
Il cantautore tarantino si destreggia così abilmente con le parole, in modo talmente delicato e piacevole, da parer nato con la penna in mano, riuscendo ad affrontare gli argomenti più crudi con eleganza e tatto non comuni. Un plauso va pure allo stile interpretativo oltre che compositivo: la voce affascina, carezza l’ascolto e tocca il cuore. Discrezione e buon gusto rimarcano ancor più l’ironia che apparentemente sfugge ma che permea un disco comunque incentrato sulla vita e le più intime sensazioni del protagonista [...] Una chicca dove nulla è fuori luogo ma tutto è profondamente intenso e cardiaco.
Rumore
Il contenuto e la forma piacevolmente avvinghiati [...] alla maniera di Marcello Petruzzi, di professione musicista [...] segni distintivi di una proposta già matura in cui le potenzialità di una parte musicale plastica e multiforme si sommano al carattere introverso della poetica [...] un inizio 2009 a dir poco sorprendente.
SentireAscoltare
Marcello Petruzzi moltiplica la carne al fuoco del precedente ep, scatta fotografie sofferte e indolenti un po’ da scuola romana, le parole prendono il sopravvento in arrangiamenti bizzarri, acidi, corali: “E avere voglia di piangere ora per quando mi mancherai davvero” al sax, vecchie valigie e sedie rotte. Qui per rimanere.
BlowUp
Nuovo canzoniere italiano. Quell’altro pezzo d’Italia, paese “reale” e fieramente ai margini, che se ne frega del fattore X, dei riflettori e dei lustrini da prima serata. Dopo Ministri e Luci Della Centrale Elettrica, un altro nome fuori dal coro: quello di Marcello Petruzzi, in arte 33 Ore.
Rocksound
...canzoni dal taglio marcatamente cantautorale e dall’attitudine spiccatamente indie e sperimentale [...] qui si può già apprezzare il deciso impegno – musicale e lirico – di Petruzzi a ritagliarsi un profilo espressivo molto personale e intrigante. Fuori dal coro.
Rockerilla
Il disco del cantautore è accompagnato da ritmiche emotive e sostanziali, da accordi blues ma anche da synth coinvolgenti. Un lavoro musicale ricco di esperienza, di un musicista che prima di fare musica ne ha ascoltata tanta, e che nel riscrivere ha cancellato tutte le sue conoscenze, concependo libertà sonora.
Mescalina
Arrangiamenti stupendi [...] confortati nello scoprire che un disco così ben scritto e arrangiato è un’opera prima (per quanto solo nel senso di “primo album solista”). Un lavoro compatto che unisce testi incisivi ad architetture musicali deliziose: consideratela la riscoperta di un certo modo di fare canzoni, chiamatelo cantautorato 2.0, ma non fatevelo sfuggire.
Vitaminic
Il risultato, visto il cv, sembra garantito. I testi di questo album non sono mai banali, poetici, malinconici al punto giusto e accompagnati sempre dalla giusta melodia. Belle L’ultima stella, in cui Anna aspetta la storia della sua vita che non arriva mai, e la title track Quando vieni. Uno dei migliori dischi italiani al momento.
Beatmagazine
Al piccolo fiocco di neve iniziale, tanto fragile che bastava un soffio per scioglierlo, si è venuta aggiungendo massa. Neve su neve, appallottolata e sempre più compatta, ben amalgamata. In comunicazione si chiama effetto valanga. Musicalmente si direbbe un progetto che è cresciuto e maturato, con una gestazione lunga e a volte difficile, ma portato avanti con passione e un pizzico di cocciutaggine, che non fa mai male. Un progetto solista, cantautoriale, di quelli in cui si mette un po’ a nudo l’anima, e anche il cuore. Canzoni che sono nate piccole e che sono poi cresciute, grazie all’aiuto dell’aggiunta progressiva di strumenti, suoni, persone. Uno spazio che si è riempito mano a mano che cresceva la voglia di costruire davvero qualcosa che potesse avere forza e autonomia. Che è diventato più credibile e vivo. Parole spesse, profonde. Musica che ci mette parecchio a convincerti, che ti si posa addosso come un macigno: bisogna addentrarsi tra gli strati per capire che in realtà è fatto di gentilezza e cura.
Rockit
Come ritagliarsi un proprio mondo utilizzando quello che si ha a disposizione, in questo caso penna e talento, soluzioni musicali diverse dalle solite e un pizzico di understatement, congeniale a chi non vuol dare disturbo mentre non si accorge che la sua presenza nella musica italiana attuale è tutt’altro che estemporanea [...] ogni ascolto è destinato ad essere superato dal successivo.
Italian Embassy “Speciali”
Come direbbe Emidio Clementi, c’è forza nelle sue parole [...] Petruzzi è un equilibrio di mitezza e riflessione. Lo caratterizza quel pallore lunare che dalla faccia passa direttamente alle strofe [...] Ci viene ancora da rubare frasi a Clementi, perché Quando Vieni lavora sui bordi della quotidianità, è un canzoniere che indaga rapporti umani e analizza i conflitti messi forzatamente a tacere. Specie quelli che tornano a sconvolgere il nostro quotidiano, incrinando certezze e trasformando sorrisi in ghigni ambigui.
SentireAscoltare speciale “Tune In”
[...] un quadro moderno, dove le immagini create dalle parole e dalle melodie sono la vera materia da descrivere e raccontare. Il progetto di 33ore si può facilmente inserire in quel gruppo di giovani cantautori “(post-)moderni” italiani, che dopo aver recuperato la tradizione della migliore musica italiana, ci hanno ricordato che oggi la musica non è fatta solo di canzonette, ma di melodie e testi sicuramente molto meno banali di molta musica straniera.
The Music Wanderer
Scegliere di render propria l’eredità di Battisti, fatta di parole ben scandite e di metafore che si susseguono, non è una decisone semplice. Ma il campo è tra i più affascinanti [...] Un’opera che sfoggia eleganza sin dal primo ascolto [...] Tim Buckley e Nick Drake, insieme a Robert Wyatt, sono i lampi che dall’alto illuminano il percorso che 33 Ore disegna con impeccabile precisione [...] Tutto si fa personale, tutto appartiene all’animo e alle sue creature, sogni e paure comprese. Piccoli segreti detti a voce alta per prenderne coscienza e per digerire storie del comun vivere. Col garbo cantautoriale che l’Italia sembrava aver perso. Un ottimo e confortante primo disco da solista.
LoudVision
Si dispiegano pezzi colmi di una sorta di concezione del cantautorato anni ‘70, riletto secondo lo stile molto personale. Al centro di ogni pezzo il tempo, anche se non in forma diretta, ma protagonista con il suo dispiegarsi dolente e meraviglioso al tempo stesso.
Audiodrome
La canzone d’autore palesata attraverso un veicolo moderno e un linguaggio complesso ma fruibile [...] una notevole propensione per la canzone d’autore veicolata qui attraverso un linguaggio moderno ma fruibile, che gioca con il jazz e gli arrangiamenti minimali e scarni ma raffinati (tastiere, chitarre e batteria, ottoni, archi e wurlitzer). Così l’impalpabile album “Quando Vieni”è malinconico e stiloso [...] Quando la poesia sposa la sperimentazione.
IndieZone
Canzoni vive vive con le strofe belle, con le storie raccontate con semplicità e leggerezza, con la voce pulita di Marcello davvero molto duttile ma senza fronzoli. [...] Un disco che mi è entrato nel cuore, spero anche voi abbiate questo regalo, uno di questi giorni...
SnaturaRock
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May 7, 2009 - Thursday
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Durante questi giorni compaiono diverse recensioni a "Quando vieni": Rumore, BlowUp, LoudVision, ecc. Le trovate tutte su questa pagina del sito 33ore.it
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April 23, 2009 - Thursday
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Recensione sul portale SentireAscoltare:
http://www.sentireascoltare.com/preview.php?s=review&review_id=2772
Quando Vieni
33 Ore
Garrincha Dischi
Il contenuto e la forma piacevolmente avvinghiati. Canzone d'autore, certo, ma alla maniera di Marcello Petruzzi,
di professione musicista. Uno che nei Caboto frequentava tecnica e
preziosismi e nei Franklin Delano affinava stile e melodia, in
previsione di un progetto solista quasi inevitabile.
33 Ore: saliscendi melodici appiccicati a un jazz in pillole, ad
arrangiamenti minimali ma raffinati (ottoni, archi, wurlitzer,
batteria, chitarre, tastiere, la strumentazione), ma soprattutto a un
presente autobiografico ancorato profondamente al passato. Quello dello
stesso Petruzzi. Sembra evidente in brani come Diventi nuvola, con le atmosfere rarefatte e la disillusione à la Piero Ciampi
che traspare da ogni dove. Tanto che viene da pensare che il Nostro
abbia perfettamente appreso le dinamiche alla base del lavoro dei
cosiddetti “cantautori”, sintetizzate a dovere in quell'irrefrenabile
desiderio di liberare sullo spartito i vuoti dell'esistenza e le sue
contraddizioni. Il tutto senza filtri che garantiscano l'anonimato e
con il rispetto per la materia che ogni buon neofita dovrebbe sempre
dimostrare. Un'innocenza nascosta dietro alle andature a singhiozzo e
nei ricordi malinconici della title track, confusa nel battere morbido
di Un nome, mascherata dalle inquietudini di Per quando mi mancherai, cullata dagli archi di Gennaio, sottolineata dal blues di Gioca.
Dovessimo contestualizzare la musica di 33 ore, ci affacceremmo probabilmente sugli anni sessanta, epoca di crooner
in bianco e nero dalla spiccata eleganza e i significati profondi, da
cui il Nostro riprende il mood e il coraggio per una scrittura ricca di
particolari. Soppesati, magari, da un Nick Drake periodo Bryter Layter capace di collezionare rime di spessore su tablatures
originali e di farsi rapire dalle strutture ariose della musica.
Insomma, segni distintivi di una proposta già matura in cui le
potenzialità di una parte musicale plastica e multiforme si sommano al
carattere introverso della poetica. Per dar vita all'ennesimo disco di
valore in un inizio 2009 a dir poco sorprendente.
(7.5/10)
Fabrizio Zampighi
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April 9, 2009 - Thursday
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L'indirizzo è il seguente: http://www.followthewanderer.net/E' un nuovo portale dedicato alla musica e gestito dalla Associazione Culturale Memento e oltre alle recensioni propone compilation a tema. In quella chiamata "Our Storytellers" trovate molte cose belle di autori italiani ed anche "Per quando mi mancherai", canzone dal mio disco di esordio. Disco di cui poi si parla (e bene) sempre sullo stesso sito: insomma ecco a voi – a tutti gli effetti – la prima recensione a "Quando vieni". Grazie!
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April 7, 2009 - Tuesday
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http://www.youtube.com/watch?v=gv-KS6F8KeI
Live al Locomotiv Club di Bologna il 21 marzo 2009 (2)
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April 7, 2009 - Tuesday
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November 3, 2008 - Monday
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33ORE ovvero Marcello Petruzzi. Parole in italiano e musica basata sulle sei corde. Nato nel 1976. Cresciuto a Livorno. Partendo da un mood prettamente acoustic, nel 2004 ha cominciato a svegliare le canzoni assopite nella propria musica di matrice più sperimentale che componeva e suonava da anni, folgorato dagli album solisti di Robert Wyatt così come già da autori quali Tim Buckley o anche Nick Drake; e fra i più contemporanei – almeno a livello di ascolto – Michael Gira o certi episodi di Dirty Projectors, e molti altri. Queste forse i nomi migliori a cui ricondurre le caratteristiche embrionali della lunga gestazione del progetto, fino all’avvio di un lavoro personale, serio e consapevole, che negli anni a seguire ha scoperto valori nuovi anche nella canzone italiana. 33ORE è un dunque un progetto solista in italiano con forti influenze folk (talvolta persino alla David Crosby), ma spesso crepuscolare ed intimista, in cui ritrovare la poetica perduta di artisti come Piero Ciampi e in generale il cantautorato dei primi ‘70. I primi riscontri pubblici parlano apertamente di una nuova canzone d'autore “erede di una grande tradizione”. ESPERIENZE PRECEDENTI: Generi attraversati: rock, experimental, psychedelic, country, folk, alternative avant-garde, free jazz, improvisation, instrumental, jazz, post rock Formazioni: Caboto (1999-2007), Franklin Delano (2005-2007), Christian Rainer (2004), Comfort Quartet (2007), 4fioriperzoe (2007), Terje Nordgarden (2007). BOOKING: contattare direttamente 33ORE oppure visita garrincha dischi
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October 10, 2008 - Friday
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Un'altro contributo a 33ore viene oggi dalle "Distrazioni sonore", a questo indirizzo.Grazie!
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October 6, 2008 - Monday
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Potete leggere questa nuova recensione alla pagina del webmagazine Rockol. Sono molto contento! M.
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