Che cos’è la legge 194?
La legge 194 del maggio 1978,reca "norme per la tutela della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza" in Italia.
La normativa vigente permette alla donna che "accusi circostanze per le quali la persecuzione della gravidanza,il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la salute fisica o psichica,in relazione o al suo stato di salute o alle sue condizioni economiche,o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie di malformazioni del concepito" di richiedere l’IVG entro i primi 90 giorni dal concepimento. Dopo tale periodo l’IVG è ancora praticabile nel caso in cui la prosecuzione della gravidanza comporti serio pericolo per la salute della donna.
Prima dell’introduzione della legge era molto diffusa la pratica dell’aborto clandestino.
Molti studiosi hanno tentato di stimare l’entità del fenomeno prima del 1978,ma con risultati molto eterogenei: si passa da meno di 200mila aborti clandestini a valori intorno ai 600mila.
Nonostante questo fenomeno sia notevolmente diminuito,si ritiene che una quota di aborti volontari sia ancora eseguito in clandestinità: l’Istituto Superiore di Sanità stima che l’entità di aborti eseguiti fuori dalle strutture autorizzate sia stato di circa 100mila nel 1983, 85mila nel 1987 e 50mila nel 1994 e che oltre il 70% di questi sia eseguito nell’ Italia Meridionale e insulare.
Esistono sottopopolazioni in cui il ricorso all’aborto risulta più elevato:le donne con figli,quelle con titolo di studio più basso,casalinghe e un crescente numero di donne immigrate in Italia.
Aborto "NON SICURO"
Fra il 1995 e il 2003 il numero degli aborti è calato, a livello globale, del 17% ( risulta da un rapporto del Guttmancher Institute di New York finanziato dall’Organizzazione Mondiale Della Sanità pubblicato su "The Lancet");questa diminuzione non ha interessato i casi di aborto "non sicuro".
Per aborto "non sicuro" si intende quello eseguito da persone che mancano della competenza necessaria e/o in ambienti non conformi ai minimi standard sanitari.
La ricerca ricerca ha mostrato che la pratica abortiva risulta sicura nei paesi dove è considerata legale,mentre è molto pericolosa altrove:a livello globale l’aborto è causa del 13% dei decessi femminili in gravidanza.
Secondo il dottor Paul Van Look( del Dipartimento di Ricerca e Salute Riproduttiva dell’OMS) " è chiaro che le leggi non influenzano le scelte di una donna in merito all’aborto:in caso di gravidanza non desiderata le decisioni sono indipendenti dalle caratteristiche restrittive o liberali delle norme vigenti". Lo status giuridico influenza invece fortemente il livello di rischio connesso a questa pratica:"In generale,laddove l’aborto è legale, è anche praticato in maniera sicura,mentre è vero l’opposto:dov’è illegale,è assai probabile che alle donne non siano garantite adeguate condizioni di sicurezza medica e che sia eseguito da personale non sufficientemente formato".
Secondo il Guttmacher Institute e l’OMS,circa 20milioni di aborti "insicuri" sarebbero praticati ogni anno e 67000 sarebbero le donne decedute in seguito a complicazioni,la maggior parte (circa il 97%) in paesi dove l’interruzione di gravidanza non è consentita dalla legge.
Nei paesi in via di sviluppo gli aborti non sicuri rappresentano almeno il 55% delle interruzioni di gravidanza,mentre nei paesi sviluppati il 92% sono eseguiti in condizioni di sicurezza.
L’aborto nel mondo
Come già detto fra il 1995 e il 2003 il numero degli aborti è calato, a livello globale, del 17%.
Nei paesi dell’Est europeo si hanno 105 aborti ogni 100 nascite,una cifra doppia rispetto ai paesi dell’Estremo Oriente che contano 51 aborti ogni 100 nascite;anche nell’Est europeo comunque tra il 1995 e il 2003 si è assistito ad una forte diminuzione (del 50% )
In Sudafrica,dove l’aborto è legale dal 1996,la mortalità femminile connesa a interruzioni di gravidanza è diminuita del 90%.
Tuttavia l’aborto rimane illegale in gran parte del continente africano con gravi conseguenze:
In Etiopia è la seconda causa di morte tra le donne ricoverate in ospedale e in Nigeria causa ancora il 13% dei decessi di donne in gravidanza.
In Uganda,dove gli unici programmi di educazione sessuale prevedono l’astinenza,i tassi di aborto nel 2003 erano di 54 ogni mille donne cioè più del doppio degli USA(12 ogni mille donne).
I tassi più bassi sono in Europa Occidentale dove l’aborto è legale e i sistemi contraccettivi ampiamente diffusi.L’incremento delle pratiche contraccettive e l’informazione al riguardo quindi influenzano fortemente il ricorso a questo istituto.
L’ RU 486
In Italia l’interruzione di gravidanza è praticata ricorrendo al metodo chirurgico.
Ormai nella Comunità Europea(esclusa l’Italia),negli USA,in Canada,in Australia,nei paesi dell’Est,in India,in Cina e in quasi tutti i paesi dove l’aborto è legale è diffusissimo l’utilizzo del mifepristone(RU 486) che agisce bloccando gli effetti del progesterone,impedeando alla gravidanza di andare avanti. Rispetto all’intervento chirurgico,questo metodo farmaceutico riduce notevolmente i rischi correlati alla lesione dell’utero e all’anestesia,oltre che il trauma psicologico e i costi sanitari.In Italia questo metodo è illegale,solo alcune azende sanitarie lo utilizzano in forma di sperimentazione.
L’art. 194 prescrive l’" aggiornamento del personale sanitario…sull’uso di tecniche più moderne,più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione della gravidanza".
Tesi pro choice( "a favore della scelta"):
-il concepimento ed il parto avvengono tramite il corpo della donna che non è un’"incubatrice",ma una persona con una propria sensibilità che va rispettata e tutelata.La donna,come ogni essere umano,è un fine e non un mezzo.
-nessuno meglio di una donna è in grado di comprendere il dramma dell’aborto e nessuno è in grado di giudicare motivazioni tanto profonde e personali che portano a questa scelta.
-la donna ha il diritto a non essere colpevolizzata per una scelta che non è presa con leggerezza,ma in modo assolutamente responsabile e molto spesso sofferto.
-non si deve dimenticare che l’aborto legale e quindi controllato ha sconfitto quasi del tutto la piaga dell’aborto clandestino.
-il ricorso all’aborto non viene disincentivato attraverso la sua illegalità (che aumenta soltanto i rischi collegati),ma attraverso l’educazione sessuale e la diffusione della contraccezione.
"Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l’ami
così sarai uomo di fede:
poi la voglia svanisce e il figlio rimane, e tanti ne uccide la fame. Io forse ho confuso il piacere e l’amore ma non ho creato dolore" (F. De Andrè)
La legge 194 è una conquista di civiltà…Difendiamola!