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Tiziana Cera Rosco



Last Updated: 11/5/2009

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Tuesday, June 09, 2009 
Una promessa su cui poggia il movimento - da Così Poco Destino Nei Vostri Sguardi




Aperta alla violenza che presiede il mondo
Deciso per un corpo senza genere
Piena di vento piena di aperture alari piena
Così debole così recettiva
Accedo a un cardine
Sul quale puoi appendere una preghiera
O uno sgozzamento
Un eccesso che abbatte la morte profondamente
Eravamo entrambi antagonisti
Delle cose che avevamo creato
Come Dio con noi
Il male che ci ha fatto
L’essere suo monotono
I suoi debiti di stato
E il fatto di dover rettificare un presente
Con un avvenire agonizzante nei secoli
Un’ipnosi del suo sguardo.
Ma ora ho un Si
Che mette in bilico la belva del mondo
E a volte non ricordo
Cosa la morte possa togliermi.

Perché non la smetti semplicemente senza fare storie

Un’onda corre nel campo
Un’onda corre lungo un tronco di silenzi
Ci sono cavalli negli alberi
Sotto i sugheri ci sono colli di cavalli
Io voglio una promessa su cui poggia il movimento
Piena di vento piena di aperture alari piena
Così debole così recettiva
Un eccesso che abbatte la morte profondamente
Manda una fiamma dal tuo petto al mio petto
Ora, una lotta

Un’onda corre nel campo della belva del mondo.

Il tuo cuore non è selvaggio
Il tuo cuore è una difficoltà insuperabile.
Thursday, November 13, 2008 
 

Dove sarà la leva per l’entrata degli spiriti

lo spiraglio da cui intravedere i nostri

e il tempo quando la lesione ci faceva apribili

si è chiuso con una pelle spessa.

Questa ferita volgare

non è che la dismissione di un senso

l’infimo flagello da cui riprendere

la cultura di un’altra idiozia.

Eppure la tua carne compariva semplicemente

dopo averla percossa sulla mia

e dal primo sangue

iniziava l’espulsione delle sostanze del mondo

e la luce pareva fendere l’annegamento delle vene

essere visibili al di là di un certo dolore


perché al di là di un certo dolore


si procede diversamente nella tormenta del tuo sangue

come sotto irradiazione

il portento di una virtù manifesta.

Guarda ora questo comportamento anemico

puliti non siamo che un calore astratto

la teologia sentimentale dell’abuso demente di un riparo.

Da quale declino abbiamo detratto

il crimine di questa perdita

e quando sei sulla soglia degli spiriti

da chi –dimmi - da chi

vuoi ritornare?



Monday, July 28, 2008 
 

Io gli assegnerò un punto di comparizione

un vincolo che collega le apparenze.

Con un potere primitivo

intercetterà la mia visione

perchè è guardato da me

e non dal fondo del nulla.

Dal ghiacciaio del suo essere

avrà sotto lo sguardo uno spazio

le miglia, i cavalli, le province

un inesplicato potere di contemplazione.

Mi intercetterà come un'ipotesi ferma

il centro stabile di una vibrazione

e sentirà il potere della mia pronuncia.

Forse qualcuno si limita a dire a noi una risonanza

otturare uno spazio che non nuota

ma io dirò una parola che conosce

una parola che rivaleggia con la visibilità

e avvolgerlo e raddoppiarlo

la neve sul ghiaccio scenderà come latte

i mulini porteranno le promesse degli anabbattisti

un'entrata di burro sullo strapiombo di un Testo


-rimuoverai questa tragedia così semplice

affiancherai all'immagine un'apparizione assoluta

un sotteso all'Essere selvaggio dei fatti-


gli rifarò la stessa domanda di allora

e eguaglierà a ciò che vorrà dire

un campo di bellezza incontestabile.

Anche arretrando al fondo nel nulla mi intercetterà

perchè tutto è in grado a noi di scomparire

tranne il Rispondere.

 

 

 

 

 

Monday, April 21, 2008 





Ogni giorno Dio mangia me.
Devo dirlo alle scale dopo la porta
- devo dirlo come l'ho pensato -
che sono io la Sua comuneunione di fame
la nube della non conoscenza.
Devo dirlo come l'ho pensato
a quelle che hanno della pioggia la lesione più grave
le scale mediche che battono tosse secca a terra
che non c'è altro di piovano
se non questo sangue medicamentoso che scende
a bocca aperta a anche su me.
Ogni giorno Dio mangia me – te -
i nostri corpi a lunga conservazione
dove la vita è una quantità di latte
se non viene afferrata per la carne tutt'intorno alla carne
- dirlo come l'ho pensato -
usa le mani
usa i buchi di Te
prima che i morti lesti penetrino dallo zerbino
i loro accenti infetti
entrino azzurri come gas nei cibi dei piccoli amen

- Da quale organo verrò spezzata? -

E non c'è altro di piovano
in questa stanza a scale che scroscia
se non il Tuo sangue tutto in torno alla nube
- da quale parte di me? -
Ogni giorno Dio mangia
mi afferra la carne tutta intorno alla carne

ti afferro la carne tutta intorno alla carne
perché niente si arrende nei morti

come le mani.





Sunday, April 20, 2008 


VIVI EVIDENTI

Poi ci sono i vivi evidenti
i rinnovati dal mondo
riflettono quello che non hanno
come l'occulta legge della visibilità
tutto ciò che l'uomo vede
non appartiene a ciò che vede
l'altra notte nell'umido
uno di noi ha imbragato il Kalashnijcov
il buio si era liquefatto nei papaveri
uno di noi ne ha fucilato uno
e preso da un urlo a schiaffo è esploso
saltato in aria dall'interno
come avesse piombato il suo cuore.
E i vivi evidenti -ma cosa -
hanno preso ad impastare i papaveri
come un sesso promiscuo
a tagliargli le vene
zampillava sugli avambracci un enorme corpo cardiaco
e tutte le creature oltre i vivi
esplodevano al contatto
un mestruo d'artificio, un sanguinaccio
e i vivi impastavano tutto
unica grande massa carnale
poi alcuni
hanno preso a metterci dentro gli inguini
spingere nella creatura comune scaricare
finchè i loro inguini non si toccavano fra loro
e non sentivano il vento che gonfiava gli elementi
le foglie che squamavano al cemento moltiplicandosi in vermi
la notte perde sangue, mio re

l'asciugamano del mio sguardo è un taccuino

vorrei Tu fossi qui
e allora tutto cambierebbe.






Friday, April 18, 2008 



Le tue mani
sono un branco
il cinghiale
i Numeri le Cronache i Maccabei
il salmo 62 a qualcosa di secondo.
Sono le spanne che promulgano la luce
la picchiata
quella bocca dove avvoltoi beccano le leggi
a fiotto aperto.
È sempre una questione di carne e inverno
che si sbranano tra loro
bibbia che buca nel legno in cui mi appoggio
e tiene traccia rossa a me
la mano destra e la mano sinistra - le mie
che chiudono la caccia brutale a qualcosa di levato
dove le tue sono il cibo ultimo prima dell'assalto
quando la bestia mangia prima
mangia comunque
reni fegato cervella
quel presente violento da squartare e fare sacro.
La tua luce è un lupo
è questa morte protetta nei palmi del violento
come un padre da cui mi offri da bere per sempre.