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Sabry aka Iside

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Last Updated: 12/25/2009

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Friday, December 25, 2009 
Con occhi curiosi,
il viso pensieroso nell’incavo delle mani,
i gomiti posati sul davanzale di una finestra,
osservo il passare del tempo.

Ricordo.

Ci fu un tempo in cui
pensieri profumati d’inchiostro
erano scritti con il capo chino
e una ruga pensierosa.

Poi venne il tempo.
Tempo in cui il tempo divenne più prezioso dei sentimenti.
Venne il tempo di rapidi tasti e segnali ripetutiti,
di freddi caratteri neri su bianchi fogli,
di fotografie ricoperte di nomi,
un’unica frase per tutti senza sapere chi celasse quel nome.

Ricordo.

Il vergare con mano trepidante
piccoli pensieri su carte profumate
tra sospiri e sorrisi.
L’ultimo stringere al cuore,
quasi a volerlo spedire, quel sentimento che scomparve
con l’ultima lettera che spedimmo.

Sabry aka Iside
Wednesday, December 23, 2009 
............

Non parlare.

Eccoli.
Sono qui.

Li senti?
Stanno bussando.

Bussano continuamente.

Ancora,

ancora,

ancora.
Sono implacabili.
Ascoltali.

Hanno mille voci,

mille vesti che m’incatenano.
Catene che legano la mia mente senza quiete,

la mia gola senza respiro,

i mie polsi sanguinanti.
Guardali!
Stanno danzando vorticosamente.

Mi trascinano con loro.
Vogliono che sprofondi nel loro gorgo eterno.
Guarda le mie mani!

Ti stanno implorando.

Scacciali!
Scacciali via da me!
Combattili!

Ascolta.

Sono ancora qui.

Tacciono osservandomi.
Domani torneranno a bussare.

Bussano continuamente.
Ancora,

ancora,

ancora.
Implacabili.


Sabry aka Iside


Friday, December 18, 2009 
............

Recisi i rami secchi,
odo la pianta gemere strappandosi lacrime di linfa

per ridar vita a contorti e aridi stecchi
raggomitolati sul terreno in sonni ancestrali.


Nulla consola la sua perdita.
Parole intessute di primavera e di nuova vita

non  sollevano il suo prostrarsi,

lamento disperato di chi ancora deve piegare il proprio dolore.


China ,

il tronco piagato da mille intemperie,

tende invano le dita scheletriche

cercando di stringere a sé quei rami che una volta erano parte di lei.

.. ..

Dita che scavano solchi nell’umido terreno.

Estremità che ancora sentono pulsare la vita

rendendo la sua affannosa ricerca

disperato ricordo di ciò che non vi è più.



Sunday, December 13, 2009 
"Lo dico al deserto e lui mi capisce benissimo
come anche tutti i morti inascoltati"

Io danzo con la sabbia sento musiche lontane e non parole.
Dei morti inascoltati piango la vita che non c'è più.
Non voglio catene o fili che leghino la mente

"Lo dico al deserto e lui mi capisce benissimo
come anche tutti i morti inascoltati"

Io danzo con la sabbia sento musiche lontane e parole di verità
dei morti inascoltati piango il tuo dolore.
Lascia che la mia mente possa dissetarsi.

"Lo dico al deserto e lui mi capisce benissimo
come anche tutti i morti inascoltati"

Deserto sarò e solleverò tempeste di sabbia
portando la tua verità negli occhi dei miscredenti
che le loro lacrime corrano sulle tue ferite
guarendoti l'anima.

Griderò la tua verità sinchè i morti inascoltati
si sollevino e gridino vendetta brandendo spade di giustizia.

Sabbia sarò, celandoti al mondo, dando rifugio alla tua mente
Notte per nasconderti dagli inquisitori, stella per indicarti il cammino.
Grande Madre per proteggerti, dea della vendetta per difenderti.

"Lo dico al deserto e lui mi capisce benissimo."

Deserto sarò, sabbia che si dissolverà portando le tue parole.
Wednesday, December 09, 2009 
............

Lei,

accarezza bambole specchiandosi nei loro occhi vitrei

e incontrando il suo stesso sguardo imprigionato

in un tunnel dalle pareti così lisce, cosi fredde

che la voce ne rimane incatenata.
Lei,

distesa su un letto di apatia

osserva il vento dispettoso che entrando da una finestra chiusa sul mondo

scompiglia i capelli delle bambole.

La mano risale sul viso cercando ricordi,

superando solchi scavati dalle lacrime,

sfiorando le cicatrici della mente

sino ad arrivare ai capelli.
Ora ricorda.

Lei ha tagliato i capelli.
Voleva punirsi per aver osato amare troppo.
Lei,

le gambe indolenti, i piedi insensibili,

scende dal letto dell’oblio

osservandosi allo specchio,

accarezzandosi il petto dove una volta batteva un cuore.

Silenzio sotto la mano.

Lei,

china il capo e cerca dentro di sé

quella catena di ghiaccio che la imprigiona.

Ora ricorda.

Rialza il capo, gli occhi spenti nel vuoto,

le gambe la riportano nel suo letto

fatto di una lunga attesa senza un fine.

Lei,

non ha più anima.

.. ..