March 8-13, Leipzig/Berlin
Tour report_
Quando il tipo di Los Angeles entra in giacca e cravatta il backstage stracolmo al White Trash sembra definitivamente il set di un film. "Fuori gli italiani da qui", manda tutti affanculo facendosi largo tra il clan, groupies e addetti al pogo, della Trash-garage-punk band berlinese The Things spostando Dizzie, il manager over cinquanta convinto di aver scovato 'The next big thing", che è lo stesso che ha dato l'ok per il make-up del frontman e pagato tra gli altri il dottore di Dublino per farsi sputare l'acqua in faccia durante lo show. Il frigo continuava a riempirsi e a svuotarsi di Becks già dalle undici. Il tipo di Los Angeles sta cercando di aprirsi la birra prima di mimare che la Mafia gli fa una sega e di dire "This backstage is terribile" e andarsene. La sua entrata in scena è paragonabile solo a quella del Berlinese che è entrato più di una volta con lo sguardo spiritato nel negozio di dischi di Patrick, guardandosi intorno preoccupatissimo ed uscendo senza aver detto neanche una parola mentre cercavamo tra i dischi di elettronica e altra roba qualcosa da scambiare col nostro Welcome to Spackentown. Il Tricheco che vende dischi anche al mercato delle pulci, è un tipo anche piuttosto normale sulla quarantina se avesse avuto la manciata di denti davanti che invece gli mancavano. Aveva nella sua collezione dalla colonna sonora di Italia 90 in tedesco in vinile a cd e promo di qualunque band fosse venuta a suonare allo Scherer 8, la Galleria d'arte vicinissima al suo negozio. Ad ascoltare "Declaration of Santo #6" c'era anche la compagna di Patrick, che a fine concerto è venuta a spiegarci come la nostra musica le fa pensare ad un'isola nordica. Ha delle pause preoccupanti spesso mentre parla e continua a dirci Una musica Espezial, veramente Espezial. Il concerto le è piaciuto talmente tanto che mentre suonavamo si avvicinava al punto di arrivare a sfiorare con la faccia le corde del violoncello di Stefano.
Al concerto di Lipsia il fonico è arrivato un po' in ritardo (dopo il momento di panico: le prese in Germania hanno solo due buchi e quelle dei nostri amplificatori erano tutte a tre!) ed è un punk con una cresta nera infinita, pantaloni attillati neri e catena al collo. Sempre all'Artpa qualcuno ha ritenuto un gatto lasciato essiccare al sole un opera d'arte e lo ha piazzato nel bagno della galleria. La casa in cui siamo stati ospitati a è di Murriell, anche la sua entrata in scena è stata abbastanza singolare, mai vista prima, ci ha aperto la porta alle 4 di notte in mutande. C'era una stanza da letto d'avanguardia a casa sua, due materassi sospesi in aria che occupavano tutto lo spazio disponibile, una televisione a terra e una scrivania con sopra una montagna di roba e con il monitor del computer che sfiorava il cuscino nel letto, le pareti colorate e qualsiasi cosa appesa dappertutto. La casa di Stefan, che ha organizzato per noi queste date in Germania invece è perfetta, vicinissima a Kastaner Strasse e con due stanze così che possiamo isolare Paolo e Giovanni. Stefan suona l'armadio nei Guitarre und Scruntch e ci presenta subito Juliana pittrice berlinese. Gli autogrill splendono e l'autostrada è gratis soprattutto, il bollino di 7 euro per l'Austria non serve a un cazzo. Uova strapazzate e cipolle, marmellata di arance e limoni, mortadella e salame alla paprika, birra e spumante per colazione con Chris che si scola una serie di Becks prima a casa mentre ascoltiamo il chica-punk delle Lassie Singers e dopo mentre visitiamo il bosco gelato di Lipsia . Neve ovunque. Alla fine del concerto al White Trash imbottito di gente (300/400 persone) Coni, il promoter della serata è entusiasta e ci dice " Tutti parlano di voi!" e sembra anche sincero nonostante sia enorme con i capelli lisci lunghi e abbia un papillon blu e i brillantini in faccia e deve essere da parecchio nei dintorni del bancone del bar. In ogni caso chi ci ha ascoltato in questi tre live in Germania ci parla, riferendosi alla nostra musica, di paesaggi, di atmosfere, di sensazioni, di stati d'animo e di umori invece di scervellarsi a scoprire se in questo o in quell'altro pezzo assomigli più agli Slint, ai Blonde Redhead o ai Sonic Youth. Danke.